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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 settembre 2024
369.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 48

INTERROGAZIONI

  Mercoledì 18 settembre 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 14.15.

Sulla pubblicità dei lavori.
5-02723 Quartapelle Procopio: Sul finanziamento della convenzione quadro sulla sicurezza stradale siglata tra l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e l'ACI nei Paesi in via di sviluppo.

  Il Sottosegretario Giorgio SILLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP), replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta del Governo. A suo avviso, nei Paesi in via di sviluppo, a fronte di fragilità evidenti dei sistemi sanitari e scolastici, non può essere considerato prioritario il tema della sicurezza stradale che, peraltro, non viene promossa dall'attuale Esecutivo sul piano dell'ordinamento interno, come dimostrano le recenti modifiche introdotte nel codice della strada.
  La scelta di inquadrare la convenzione quadro tra l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e l'ACI nell'ambito del «Piano Mattei» denota l'assenza di un chiaro indirizzo politico e di una strategia strutturata da parte del Governo su quello che dovrebbe essere un pilastro della politica estera italiana. Suscita, altresì, molte preoccupazioni il fatto che la convenzione quadro preveda la possibilità di finanziare progetti fino a 2 milioni di euro senza ricorrere a bandi pubblici, con la sola autorizzazione del Direttore dell'Agenzia. Ciò a beneficio di un'organizzazione che poco a che fare con la cooperazione come ACI, alla cui Presidenza, secondo fonti di stampa, si starebbe candidando il figlio del Presidente del Senato della Repubblica.

5-02727 Scotto: Sul mancato rinnovo, da parte del Governo israeliano, dei visti di operatori di ong attive a Gaza e in Cisgiordania.

  Il sottosegretario Giorgio SILLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Laura BOLDRINI (PD-IDP), intervenendo in videoconferenza, replicando in qualità di cofirmataria dell'interrogazione in titolo, si dichiara insoddisfatta della risposta del Governo. Sottolinea che la situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a seguito del conflitto è drammatica: si registrano oltre 42 mila morti, molti dei quali donne e bambini; circa 2 milioni di sfollati; l'85 per cento del territorio della Striscia è stato completamente distrutto, privandolo di ogni infrastruttura civile. In questo quadro, l'unico barlume di speranza è rappresentato dalle attività delle organizzazioni non governative e degli operatori umanitari, a loro volta vittime dell'offensiva dell'esercito israeliano: sono infatti registrati 280 i morti registrati tra gli operatori umanitari, molti dei quali appartenenti all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (UNRWA).
  A suo avviso, non è sufficiente che il Governo si limiti a seguire con attenzione la questione, ma occorre agire, di concerto con i partner europei, per cambiare la strategia nei riguardi del Governo israeliano, anche adottando misure drastiche come il divieto di esportare armi, l'imposizione di sanzioni e la sospensione dell'Accordo di associazione UE-Israele.

  Giulio TREMONTI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 14.35.

RISOLUZIONI

  Mercoledì 18 settembre 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli Pag. 49affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 14.35.

7-00251 Bergamini: Sulle sistematiche violazioni dei diritti umani, in particolare delle donne, in Afghanistan.

  La Commissione inizia la discussione della risoluzione.

  Deborah BERGAMINI (FI-PPE), illustrando al proposta di risoluzione a sua prima firma, sottolinea che dal ritiro delle forze NATO, nell'agosto del 2021, la repressione del regime talebano nei riguardi della popolazione civile, e in particolare delle donne, ha raggiunto livelli inaccettabili: da ultimo, la recente legge per «promuovere la virtù e prevenire il vizio», entrata in vigore il 22 agosto scorso, impedisce alle donne persino di esprimersi in pubblico. L'obiettivo della risoluzione è porre il tema all'attenzione dell'opinione pubblica ed impegnare il Governo ad esercitare ogni azione diplomatica possibile affinché la comunità internazionale incrementi le pressioni sulle autorità afghane de facto per il rispetto degli obblighi internazionali dell'Afghanistan in materia di diritti umani; per quanto riguarda, in particolare, le restrizioni imposte alle donne in materia di diritto allo studio, propone di elargire borse di studio nelle università italiane a beneficio delle ragazze afghane emigrate dalla loro terra d'origine.
  Auspica, infine, che tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, si esprimano a favore dell'atto di indirizzo in esame.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP), intervenendo in videoconferenza, ringrazia la collega Bergamini per l'iniziativa. Sottolinea che la proposta di risoluzione a sua prima firma n. 7-00254, che la Commissione si appresta ad esaminare, presenta numerose analogie con quella in esame, con una significativa aggiunta: la richiesta al Governo di sostenere, in sede ONU, la proposta di inserire l'apartheid di genere tra i crimini contro l'umanità. Chiede quindi all'onorevole Bergamini la disponibilità ad integrare la propria proposta di risoluzione con questo ulteriore impegno.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP), intervenendo in qualità di cofirmataria della risoluzione 7-00254 Boldrini, riconosce che, come emerso in numerosi incontri con attiviste dei diritti delle donne, il percorso per arrivare alla codificazione del reato di apartheid di genere potrebbe rilevarsi lungo e difficoltoso. Tuttavia, un chiaro impegno dell'Italia a sostenere tale proposta potrebbe assumere un'importante valenza politica di condanna delle pratiche repressive e discriminatorie del regime talebano, tanto più importante in una fase in cui alcuni Paesi – segnatamente Cina e Pakistan – sembrano orientati al riconoscimento delle autorità de facto afghane.
  Peraltro, si tratterebbe di una scelta coerente con il ruolo tradizionale dell'Italia nella tutela e promozione di diritti umani, sancito dalla firma a Roma dello statuto della Corte penale internazionale.
  Invita, dunque, i colleghi di maggioranza ad un supplemento di riflessione sul tema, valutando anche la possibilità di avviare apposite iniziative di approfondimento.

  Il sottosegretario Giorgio SILLI esprime un orientamento complessivamente favorevole sulla proposta di risoluzione a prima firma Bergamini, subordinato al recepimento di talune proposte di riformulazione. Si riserva, inoltre, di valutare un eventuale nuovo testo, nel quale confluiscano alcune parti della risoluzione 7-00254 Boldrini.

  Deborah BERGAMINI (FI-PPE), ringraziando le colleghe Boldrini e Quartapelle Procopio per gli apprezzamenti e lo spirito di collaborazione, esprime riserve circa l'ipotesi di integrare nella risoluzione a sua prima firma la proposta di codificare il reato di apartheid di genere: pur condividendo la gravità delle pratiche discriminatorie posta in essere dal regime dei talebani, ritiene infatti che, prima di sancire l'introduzione di tale fattispecie nei crimini Pag. 50contro l'umanità, occorra delimitarne accuratamente i confini, applicando un principio di cautela. In questo senso, ritiene utile procedere al lavoro di approfondimento proposto dall'onorevole Quartapelle Procopio.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

7-00254 Boldrini: Sul riconoscimento dell'apartheid di genere come crimine contro l'umanità.

  La Commissione inizia la discussione della risoluzione.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP), sottolinea l'urgenza di adottare l'atto di indirizzo in titolo, considerato che nel prossimo mese di ottobre il testo che prevede l'inserimento dell'apartheid di genere tra i crimini contro l'umanità sarà valutato dalla Sesta Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che dovrà votarlo: è dunque auspicabile che l'Italia, in quella sede, si esprima a favore, promuovendo anche una posizione unitaria dei partner europei.
  Segnala, inoltre, che la plenaria del Parlamento europeo si appresta a votare domani, 19 settembre, una risoluzione sull'Afganistan che potrebbe prevedere, tra le altre cose, anche la richiesta di Stati membri di sostenere in sede internazionale la codificazione del reato di apartheid di genere.

  Il sottosegretario Giorgio SILLI, ribadendo che il Governo ha piena consapevolezza della condizione drammatica nella quale vivono le donne afghane oppresse dal regime talebano – per alcuni versi assimilabile a quella vissuta in alcune aree dell'America Latina –, evidenzia, tuttavia, che il negoziato sul riconoscimento dell'apartheid di genere come crimine contro l'umanità attraversa una fase interlocutoria. Peraltro, a livello internazionale, lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale definisce l'apartheid come atti inumani «commessi nel contesto di un regime istituzionalizzato di oppressione sistematica e di dominazione da parte di un gruppo razziale su altro o altri gruppi razziali e commessi al fine di perpetuare tale regime». Nel reato di apartheid, dunque, ma non si contempla il genere come motivo di discriminazione, bensì solo l'etnia. Pur essendo personalmente favorevole alla proposta avanzata nell'atto di indirizzo in esame, condivide dunque l'opportunità di procedere ad un ulteriore approfondimento.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP), apprezzando la disponibilità della collega Bergamini e dell'Esecutivo a proseguire la riflessione sul tema, ritiene meritoria l'iniziativa dell'onorevole Boldrini, che sollecita la Commissione a mantenere alta l'attenzione sulla condizione delle donne afgane e sulla necessità di rifiutare ogni ipotesi di riconoscimento delle autorità de facto talebane.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

7-00244 Calovini: Sugli esiti delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 e sulla tutela dello Stato di diritto in Venezuela.
7-00245 Bergamini: Sugli esiti delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 e sulla tutela dello Stato di diritto in Venezuela.
7-00249 Rosato: Sugli esiti delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 e sulla tutela dello Stato di diritto in Venezuela.
7-00252 Porta: Sugli esiti delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 e sulla tutela dello Stato di diritto in Venezuela.
7-00253 Formentini: Sugli esiti delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 e sulla tutela dello Stato di diritto in Venezuela.
(Seguito della discussione congiunta e rinvio).

Pag. 51

  La Commissione prosegue la discussione congiunta delle risoluzioni, rinviata nella seduta dell'11 settembre scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Avverte, quindi, che sono state presentate le risoluzioni nn. 7-00252 Porta e 7-00253 Formentini, che, vertendo su identica materia, saranno discusse congiuntamente.
  Segnala, altresì, che già nella seduta dell'11 settembre i Gruppi hanno espresso l'intenzione di lavorare su un testo unificato delle risoluzioni in discussione, che aggiorni anche i contenuti delle risoluzioni e tenga conto della discussione che sta avvenendo presso il Parlamento europeo. L'orientamento sarebbe dunque di proseguire la discussione, procedendo in una successiva seduta alla votazione di un testo unificato.

  Giangiacomo CALOVINI (FDI), ribadendo che sono in corso interlocuzioni con le opposizioni per convergere su un testo unitario, rileva l'opportunità di attendere gli esiti della votazione che si terrà domani, in sede di Parlamento europeo, su una proposta di risoluzione sulla situazione in Venezuela.

  Fabio PORTA (PD-IDP), ritenendo ragionevole rinviare il voto, anche in vista del voto del Parlamento europeo, ribadisce l'attenzione e la preoccupazione del Partito Democratico sulla crisi venezuelana: a suo avviso, è essenziale approvare un atto di in indirizzo che rinnovi, da un lato, la condanna della repressione messa in atto dal regime di Maduro, dall'altro, il sostegno alle forze democratiche del Venezuela e alla numerosa comunità italiana in loco.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

7-00222 Formentini: Sulla piena partecipazione di Taiwan alle agenzie e ai meccanismi specializzati delle Nazioni Unite.
(Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00064).

  La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata nella seduta dell'11 settembre scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, invita il rappresentante del Governo ad illustrare le proposte di riformulazione, già anticipate in via informale.

  Il sottosegretario Giorgio SILLI propone di sostituire, al terzo punto delle premesse, le parole «è un Paese cruciale dell'Indo-Pacifico» con le seguenti: «ha un ruolo cruciale nell'Indo-Pacifico»; al nono punto delle premesse propone di aggiungere, dopo la parola «partecipazione», la seguente: «significativa», nonché di sostituire le parole «dell'ONU» con le seguenti: «delle Organizzazioni internazionali»; suggerisce, altresì, al decimo punto delle premesse, di sostituire le parole «dell'ONU» con le seguenti: «dell'Assemblea Mondiale della Sanità», nonché le parole «nessun Paese» con la seguente: «nessuno».
  Propone, quindi, di riformulare l'ultimo periodo dell'undicesimo punto delle premesse nei seguenti termini: «Così facendo, Taiwan ha fissato l'obiettivo delle zero emissioni per il 2050».
  Al tredicesimo punto delle premesse, suggerisce di sostituire l'espressione «unendosi alla schiera di Paesi con piattaforme» con la seguente «dotandosi in questo modo di una piattaforma».
  Al quattordicesimo punto delle premesse, propone di sostituire le parole «del governo» con la seguente: «amministrativa», nonché di sopprimere il seguente inciso «la quale è diventata a tutti gli effetti il Ministero dell'Ambiente».
  Quanto alla parte dispositiva, propone di sostituire la parola «piena» con la seguente: «significativa», nonché si inserire, dopo le parole «cambiamenti climatici», le seguenti: «in qualità di membro nei casi in cui la statualità non costituisca un requisito per la membership e come osservatore od ospite laddove lo sia, e».

  Deborah BERGAMINI dichiara, a nome dei colleghi del Gruppo Forza Italia della Pag. 52Commissione, l'intenzione di sottoscrivere la proposta di risoluzione in esame.

  Giangiacomo CALOVINI (FDI) chiede, altresì, di sottoscrivere la proposta di risoluzione a nome dei membri di Fratelli d'Italia della Commissione.

  Franco TIRELLI (NM(N-C-U-I)-M) sottoscrive, a sua volta, l'atto di indirizzo in esame.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP) preannuncia il voto favorevole del Partito Democratico.

  Paolo FORMENTINI (LEGA), ringraziando i colleghi per l'adesione all'atto di indirizzo a sua prima firma, accetta le proposte di riformulazione del Governo. Osserva, altresì, che il testo della risoluzione recepisce alcuni passaggi di una risposta della sottosegretaria per gli affari esteri Tripodi alla sua interrogazione n. 5-02464.

  La Commissione approva, all'unanimità, la risoluzione in titolo, come riformulata, che assume il numero n. 8-00064 (vedi allegato 3).

  La seduta termina alle 15.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 18 settembre 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 15.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e il Tribunale unificato dei brevetti, fatto a Roma il 26 gennaio 2024.
C. 1849 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 maggio scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Comunica che sul provvedimento si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Finanze, Attività produttive, Lavoro e Politiche UE, mentre la Commissione Bilancio non ha ancora espresso il parere di competenza.
  Non essendo possibile, quindi, concludere nella seduta odierna l'esame del provvedimento, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 6 febbraio 2024.
C. 1916 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 maggio scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Avverte, quindi, che sul provvedimento si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Lavoro e Politiche dell'Unione europea, mentre la Commissione Bilancio non ha ancora espresso il parere di competenza.
  Non essendo possibile, quindi, concludere nella seduta odierna l'esame del provvedimento, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.05.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 18 settembre 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.05 alle 15.20.