Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti delle Giunte e Commissioni

Vai all'elenco delle sedute >>

CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 25 settembre 2024
372.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 11

INDAGINE CONOSCITIVA

  Mercoledì 25 settembre 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI.

  La seduta comincia alle 14.40.

Indagine conoscitiva sui risvolti geopolitici connessi all'approvvigionamento delle cosiddette terre rare.
(Deliberazione di una proroga del termine).

  Giulio TREMONTI, presidente, pone all'attenzione della Commissione l'opportunità di prorogare al 31 dicembre prossimo il termine per la conclusione dell'indagine in titolo, inizialmente fissato al 31 marzo 2024 e successivamente prorogato al 30 settembre 2024.
  Avverte, quindi, che è pervenuta l'intesa in tal senso della Presidenza della Camera ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP) esprime perplessità sull'ennesima proroga dell'indagine in titolo, che rischia di pregiudicare altre attività della Commissione su temi di maggiore attualità e urgenza. Ritiene, tuttavia, accettabile concedere un'ultima proroga al 31 dicembre di quest'anno.

  La Commissione delibera quindi, all'unanimità, la proroga del termine dell'indaginePag. 12 conoscitiva in titolo al 31 dicembre 2024.

  La seduta termina alle 14.45.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 25 settembre 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 14.45.

Abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo 1861-1946.
Testo unificato C. 1168 Governo, C. 1318 Governo, C. 1371 Governo, C. 1452 Governo e C. 1572 Governo.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Invita quindi il relatore, onorevole Coin, ad illustrare i profili di competenza della III Commissione

  Dimitri COIN (LEGA), relatore, rileva che il provvedimento consta di due articoli e di dodici allegati, recanti l'elenco degli atti da abrogare.
  In particolare, l'articolo 1, comma 1, reca l'abrogazione dei regi decreti indicati nei rispettivi allegati A, B, C e D.
  Il comma 2 dispone l'abrogazione degli atti normativi prerepubblicani, diversi dai regi decreti, di cui agli allegati E, F, G, H, I, L, M e N annessi al testo di legge. Si tratta, in particolare, di regi decreti-legge, regi decreti legislativi, leggi decreti luogotenenziali, decreti-legge luogotenenziali, decreti legislativi luogotenenziali, decreti del Capo del Governo e decreti del Duce del Fascismo, Capo del Governo.
  Osserva che, come evidenziato dalla Ministra per le riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel corso del suo intervento durante l'esame in sede referente presso la Commissione Affari costituzionali, si tratta di atti ormai privi di effetti giuridici, per i quali, tuttavia, è opportuno procedere all'abrogazione espressa, trattandosi di provvedimenti che, per il solo fatto di essere ancora vigenti nell'ordinamento, creano problemi interpretativi, e conseguente confusione normativa.
  Ad avviso della Ministra, si tratta di un primo passo nella direzione della semplificazione normativa in quanto, dopo l'abrogazione degli atti che non producono più effetti giuridici, il Governo intende procedere l'emanazione di testi unici, anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie dell'intelligenza artificiale che individuino ipotesi di sovrapposizione normativa. Secondo le indicazioni fornite, gli uffici del Ministero delle riforme istituzionali, avvalendosi del contributo del FORMEZ, stanno procedendo nella individuazione delle norme pre-repubblicane che ancora dispiegano effetti e che pertanto saranno oggetto di successivo consolidamento.
  Evidenzia che la semplificazione e il miglioramento della qualità della regolazione costituiscono un obiettivo prioritario per garantire la certezza del diritto, nonché il presupposto per lo sviluppo politico e sociale e per la crescita economica del Paese, dal momento che lo stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) prevede, tra le riforme abilitanti, la semplificazione e la razionalizzazione della legislazione.
  In termini quantitativi, rileva che il provvedimento in esame prevede l'abrogazione di oltre 22 mila regi decreti e circa 10 mila ulteriori atti di epoca pre-repubblicana.
  Con riferimento alle materie di competenza della nostra Commissione, fa presente che si tratta, per lo più, di provvedimenti che autorizzano la ratifica e l'esecuzione di trattati internazionali i cui effetti si sono ormai esauriti: nel dettaglio, vengono abrogati 239 regi decreti; 562 leggi; 303 regi decreti-legge; 40 decreti luogotenenziali, il cui elenco è in distribuzione. Dalla lista emergono veri e propri «fossili normativi» o curiosità storiche, come la Convenzione firmata con l'Impero francese Pag. 13il 15 settembre 1864, con cui il Regno d'Italia si impegnava a non attaccare lo Stato pontificio e a trasferire la capitale da Torino ad altra città.
  Infine, segnala che l'articolo 2 del provvedimento in esame reca la clausola di invarianza finanziaria, secondo la quale dalla sua attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  Alla luce delle considerazioni svolte, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato).

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) chiede chiarimenti sugli effetti giuridici dell'abrogazione di un numero così ampio di atti, che potrebbe determinare, in taluni casi, un pericoloso vacuum legislativo.

  Dimitri COIN (LEGA), relatore, ribadisce che, con riferimento alle materie di competenza della III Commissione, si tratta di accordi internazionali i cui effetti si sono ormai esauriti: pertanto, la loro abrogazione è essenziale per dissipare ogni dubbio interpretativo.

  La Commissione approva, all'unanimità, la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 14.50.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 25 settembre 2024. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 14.50.

Ratifica ed esecuzione del Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, fatto a Madrid il 21 gennaio 2008.
C. 1803 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 15 maggio scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Avverte, quindi, che sul provvedimento sono pervenuti i prescritti pareri. In particolare, si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari costituzionali, Difesa, Bilancio e Tesoro, Finanze, Cultura, Ambiente, Trasporti, Attività produttive, Agricoltura e Politiche dell'Unione europea, mentre la Commissione parlamentare per le questioni regionali, ha comunicato che non esprimerà il parere di competenza.

  La Commissione delibera di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Giulio TREMONTI, presidente, avverte che la Presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Roma il 10 giugno 2009, con Scambio di Note emendativo fatto a Roma il 7 e il 22 agosto 2014.
C. 2031 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Patrizia MARROCCO (FI-PPE), relatrice, in premessa, segnala che l'Intesa in esame, sottoscritta nel 2009, due anni prima che l'ondata di rivolte della cosiddetta «primavera araba» determinasse la caduta del regime del colonnello Gheddafi, è stata poi confermata mediante uno Scambio di Note nell'agosto 2014, che, non incidendo sui contenuti dell'intesa stessa, si è limitato unicamente a modificare la denominazione formale dello Stato libico – ora chiamato Pag. 14Stato di Libia –, superando il precedente appellativo di Gran Giamahirya Araba Libica Popolare Socialista.
  Sottolinea che l'Intesa bilaterale – che costituisce una risposta normativa alle scelte operate verso la Libia da parte di alcuni segmenti del mondo imprenditoriale italiano e che regola alcuni aspetti relativi agli investimenti libici in Italia –, nel quadro del più generale ampliamento della rete di trattati internazionali bilaterali stipulati dall'Italia in materia di fiscalità diretta, costituirà la nuova base giuridica per le relazioni economiche poste in essere tra gli operatori residenti nei due Paesi, oltre che in materia di ripartizione delle basi imponibili anche nel settore della cooperazione fra amministrazioni, in vista di una più efficace azione di contrasto all'evasione fiscale, nonché ad eventuali pratiche di abuso dei trattati.
  Più nel dettaglio, rileva che il testo – composto da trenta articoli e basato in larga parte sul modello di convenzione fiscale dell'OCSE, ma elaborato anche in ragione della specificità dei rapporti italo-libici –, dopo aver delimitato la sfera soggettiva di applicazione alle persone residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti, definisce il proprio ambito di applicazione, prevedendo, per la parte italiana, che l'elenco delle imposte italiane soggette alle disposizioni convenzionali includa le imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle società (IRES) e l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Si precisa, peraltro, che l'ambito di applicazione oggettivo della Convenzione risulta esteso alle imposte di ogni ordine e tipo gravanti sui redditi prodotti da persone fisiche o giuridiche, sia per quanto riguarda il principio di non-discriminazione, sia in relazione agli aspetti di cooperazione amministrativa.
  Osserva altresì che, dopo aver offerto un quadro delle definizioni generali, di quelle relative allo status di residenti, di stabile organizzazione e di imposizione nello Stato della fonte, il testo disciplina le modalità di imposizione per i diversi tipi di redditi, annoverando – fra gli altri – i redditi immobiliari, quelli derivanti da utili delle imprese, quelli da navigazione marittima ed aerea internazionale, da imprese associate, oltre ai redditi di capitale (dividendi, interessi, canoni e utili da capitale).
  Fa presente che ulteriori articoli disciplinano il trattamento fiscale in relazione ai redditi derivanti da professioni indipendenti, da lavoro subordinato, dai compensi e gettoni di presenza di amministratori di società e da attività artistiche o sportive, mentre in materia di pensioni, la Convenzione accoglie il principio secondo cui quelle pagate ad un residente di uno Stato contraente siano imponibili solo in quello.
  Evidenzia che altre norme riguardano la materia dei redditi derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche – imponibili esclusivamente nello Stato pagatore – e l'esenzione, a certe condizioni, per le somme ricevute da studenti e apprendisti per spese relative al proprio mantenimento, alla propria istruzione e formazione professionale.
  Con riferimento ai metodi per eliminare le doppie imposizioni, sottolinea che, ai sensi dell'articolo 23, trova applicazione una combinazione fra il sistema di imputazione ordinaria utilizzato dall'Italia e quello misto, previsto per i residenti in Libia, fra esenzione e credito per i redditi da capitale.
  Si prevede una procedura amichevole per la composizione di controversie relative all'interpretazione e all'applicazione delle disposizioni convenzionali, senza la possibilità di ricorso all'arbitrato. Da ultimo, segnala che la Convenzione, con riferimento alla questione della cooperazione amministrativa, ha definito una base giuridica che garantisce lo scambio di informazioni in materia fiscale, conformemente all'obiettivo prioritario della lotta all'evasione, nonché agli standard dell'OCSE, prevedendo in particolare il superamento del segreto bancario.
  Quanto al disegno di legge di ratifica, rileva che esso si compone di quattro articoli.
  In particolare, l'articolo 3 valuta gli oneri economici dall'attuazione del provvedimento, in 1.716.800 euro annui, a decorrere dal 2025, a carico del fondo speciale di parte corrente, iscritto ai fini del bilancio Pag. 15triennale 2024-2026, utilizzando l'accantonamento del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Precisa che, in base alla relazione tecnica che accompagna il provvedimento, tali oneri economici sono ascrivibili alla perdita di gettito da parte dell'erario italiano in relazione alla mancata tassazione dei dividendi pagati da società italiane a soggetti fiscalmente residenti in Libia, dei canoni, degli utili da capitali e dei redditi derivanti dall'esercizio di libere professioni.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) esprime profonde riserve sull'opportunità di procedere alla ratifica di un accordo sottoscritto quindici anni fa con un Paese – la Libia – che oggi attraversa una profonda crisi politico-istituzionale, con un Governo riconosciuto a livello internazionale che esercita la sua sovranità solo sulla Tripolitania ed un'autorità de facto che controlla la Cirenaica. Chiede, quindi, alla maggioranza e al Governo di chiarire le ragioni che inducono a considerare urgente la ratifica della convenzione in esame, dal momento che il tema della doppia imposizione non rientra certo tra le priorità dell'azione di politica estera dell'Italia in Libia.

  Giulio TREMONTI (FDI), pur ritenendo condivisibili le osservazioni della collega Boldrini sulla realtà libica, profondamente mutata rispetto all'epoca in cui fu firmata la Convenzione, precisa che l'Intesa è già stata ratificata dal Senato ed è considerata prioritaria dall'Esecutivo.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, essendo concluso l'esame preliminare, avverte che si intende si sia rinunciato al termine per la presentazione degli emendamenti e che il provvedimento verrà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione dei pareri. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 25 settembre 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.10.

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 369 del 18 settembre 2024:

   a pagina 47, nel sommario, alla trentaquattresima riga, sostituire la parola: «conclusione» con la seguente «rinvio»;

   a pagina 48, prima colonna, sopprimere l'ottava riga;

   a pagina 49, prima colonna, alla nona e alla quarantesima riga, e seconda colonna, alla trentaduesima riga, sopprimere le parole: «proposta di»;

   a pagina 52, seconda colonna, alla ventunesima riga, sostituire la parola: «conclusione» con la seguente: «rinvio» e alla ventitreesima e ventiquattresima riga, sostituire la data: «28 maggio» con la seguente: «3 luglio».