ESAME AI SENSI DELL'ARTICOLO 96-BIS,
COMMA 1, DEL REGOLAMENTO
Giovedì 26 settembre 2024. – Presidenza della presidente Catia POLIDORI. – Interviene il vice ministro della giustizia, Francesco Paolo Sisto.
La seduta comincia alle 13.45.
Conversione in legge del decreto-legge 16 settembre 2024, n. 131, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti.
C. 2038 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite II e IV).
(Esame e conclusione – Parere con osservazioni).
Il Comitato inizia l'esame del provvedimento.
Catia POLIDORI, presidente, in sostituzione del deputato BALDELLI impossibilitato ad intervenire, dopo aver illustrato sinteticamente i profili di interesse del provvedimento, formula la seguente proposta di parere:
«Il Comitato per la legislazione,
esaminato il disegno di legge n. 2038 e rilevato che:
sotto il profilo della specificità, dell'omogeneità e dei limiti di contenuto previsti dalla legislazione vigente:
il provvedimento, composto da 18 articoli per un totale di 46 commi, appare riconducibile, anche sulla base del preambolo, all'unitaria e trasversale finalità di prevenire l'apertura di nuove procedure di infrazione o l'aggravamento di quelle esistenti; in tal senso, il provvedimento appare Pag. 4configurarsi come un “provvedimento governativo ab origine a contenuto plurimo”, categoria elaborata dalla Corte costituzionale (sentenza n. 244 del 2016) per descrivere quei provvedimenti nei quali “le molteplici disposizioni che li compongono, ancorché eterogenee dal punto di vista materiale, presentano una sostanziale omogeneità di scopo”; ciò premesso, si rammenta che, a livello generale, gli strumenti per l'adeguamento dell'ordinamento interno agli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Ue sono disciplinati dalla legge n. 234/2012, recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione; tale legge avente rango ordinario e essendo, come è noto, suscettibile di essere derogata da un successivo atto avente forza parificata – quale è il decreto-legge – prevede, quale canale principale e ordinario di adeguamento dell'ordinamento interno, la presentazione periodica di due appositi disegni di legge, la legge di delegazione europea e la legge europea, di cui stabilisce il contenuto proprio e la procedura di approvazione, caratterizzata da un costante coinvolgimento delle Camere; l'articolo 37 della medesima legge prevede tuttavia che il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per gli affari europei possano proporre al Consiglio dei Ministri l'adozione di provvedimenti, anche urgenti, diversi dalla legge di delegazione europea e dalla legge europea, necessari a fronte di atti normativi dell'UE o di sentenze della Corte di giustizia dell'UE ovvero dell'avvio di procedure d'infrazione nei confronti dell'Italia, per i quali, comunque, ai sensi del comma 2 del medesimo articolo, deve essere assicurato il tempestivo esame parlamentare;
il provvedimento, deliberato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 4 settembre 2023, è stato pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” a 12 giorni di distanza, il 16 settembre 2022; si ricorda che in precedenti analoghe circostanze il Comitato ha invitato a riflettere sulle conseguenze di un eccessivo intervallo di tempo tra deliberazione e pubblicazione in termini di certezza del diritto e di rispetto del requisito dell'immediata applicazione delle misure contenute nel decreto-legge, di cui all'articolo 15, comma 3, della legge 400/1988; con riferimento a tale requisito, si segnala che dei 42 commi, 4 richiedono l'adozione di provvedimenti attuativi: in particolare, è prevista l'adozione di 3 decreti ministeriali e di un provvedimento di altra natura;
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordino della legislazione vigente:
l'articolo 3 apporta alcune modifiche al codice di procedura penale volte ad adeguare la normativa vigente alle prescrizioni della direttiva 2013/48/UE per quanto concerne il diritto di avvalersi di un difensore in taluni atti di indagine e il diritto di informare una persona di fiducia, anziché un familiare, nei casi di privazione di libertà personale, arresto e fermo; ai fini di una maggiore coerenza sistematica del citato codice, all'articolo 3, comma 1, lettera d), del provvedimento in esame, potrebbe essere disposto il coordinamento del novellato testo dell'articolo 387 del codice di procedura penale con la relativa rubrica;
il testo originario del provvedimento non risulta corredato né di analisi tecnico-normativa (ATN) né di analisi di impatto della regolamentazione (AIR);
formula, per la conformità ai parametri stabiliti dagli articoli 16-bis e 96-bis del Regolamento, la seguente osservazione:
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordino della legislazione vigente:
valutino le Commissioni di merito, per le ragioni esposte in premessa, l'opportunità di approfondire la formulazione dell'articolo 3, comma 1, lettera d).»
Il Comitato approva la proposta di parere.
La seduta termina alle 13.50.
ATTI DELL'UNIONE EUROPEA
Presidenza della presidente Catia POLIDORI – Interviene il vice ministro della giustizia, Francesco Paolo Sisto.
La seduta comincia alle 13.50.
Programma di lavoro della Commissione per il 2024 – Trasformare il presente e prepararsi al futuro.
(COM(2023) 638 final).
Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione nell'anno 2024.
(Doc. LXXXVI n. 2).
(Esame congiunto).
(Parere alla Commissione XIV).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
Il Comitato inizia l'esame del provvedimento.
Alfonso COLUCCI, relatore, dopo aver illustrato sinteticamente i principali aspetti dei due documenti di interesse del Comitato, formula la seguente proposta di parere:
«Il Comitato per la legislazione, esaminati i documenti programmatici in titolo, con riguardo ai profili di competenza;
preso atto con favore che essi dedicano attenzione ai temi della migliore regolamentazione;
riconosciuta la volontà della Commissione di proseguire il programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT);
valorizzato l'impegno della Commissione a continuare ad applicare il programma “Legiferare Meglio”, volto a migliorare la qualità della legislazione e ottimizzarne i benefici;
rammentato che tale accordo, entrato in vigore nell'aprile 2016, contiene disposizioni riguardanti: la condivisione di impegni e obiettivi comuni da parte del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, la programmazione, gli strumenti per legiferare meglio (valutazione d'impatto, consultazione delle parti interessate e valutazione ex post), gli strumenti legislativi, gli atti delegati e gli atti di esecuzione, la trasparenza, l'attuazione e la semplificazione;
relativamente alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea:
nella parte quarta, al dossier 122, relativo ai modelli di governance e decentramento amministrativo, il Governo dichiara che intende attivare e coordinare tavoli tecnici di consultazione reciproca informale sul tema del decentramento amministrativo e della valorizzazione dei livelli di governo regionali e di area intermedia, attraverso contatti con gli Stati membri il cui sistema istituzionale sia improntato al regionalismo; ciò al dichiarato fine di confrontare modelli di governance e di rendimento istituzionale risultante delle diverse forme di conferimento di funzioni pubbliche alle Regioni, con particolare riferimento ai sistemi di regionalismo cosiddetti “a geometria variabile” (quale, ad esempio, quello spagnolo) e all'innalzamento della qualità dell'impatto sul sistema di coordinamento interistituzionale Ue-Stato-Regioni; per perseguire tali obiettivi il Governo dichiara di voler dare impulso alla comunicazione interna di natura tecnica, fra cui annovera l'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e l'analisi tecnico normativa (ATN), strumenti che consentono di valutare gli impatti attesi delle proposte di atti legislativi UE sul contesto economico e sociale italiano;
la relazione chiarisce inoltre che costituisce obiettivo prioritario del Governo ridurre il numero delle procedure d'infrazione, specialmente di quelle che hanno riflessi sugli impegni assunti con il PNRR e di quelle oggetto di sanzioni pecuniarie ovvero a concreto rischio di sanzione, da attuarsi, da un lato, con il rafforzamento delle attività di prevenzione delle infrazioni Pag. 6e, dall'altro, con l'individuazione di specifiche iniziative risolutive dei casi pendenti, garantendo il coordinamento delle amministrazioni centrali e locali nonché l'attività di assistenza e vigilanza delle amministrazioni competenti per materia e favorendo il confronto con i Servizi della Commissione europea; al fine di normalizzare l'attività di prevenzione del contenzioso UE garantendo la continuità della gestione del precontenzioso in modo autonomo rispetto alla durata del Governo in carica, il Governo dichiara che è stata costituita e resa permanente un'apposita unità organizzativa all'interno del Dipartimento per gli affari europei; in questa prospettiva, assume per il Governo priorità assicurare, nel rispetto dello spirito collaborativo della legge 234/2012, una cooperazione sollecita affinché il disegno di legge di delegazione e il disegno di legge europea siano approvati senza ritardi; lo strumento della legge di delegazione europea, infatti, rappresenta il veicolo paradigmatico a cadenza annuale per la trasposizione delle direttive nell'ordinamento interno e la sua tardiva adozione non consente alle amministrazioni dello Stato l'esercizio delle deleghe in essa contenute, determinando l'avvio di procedure di infrazione ex art. 258 TFUE;
relativamente al Programma di lavoro della Commissione:
in continuità rispetto al precedente programma di lavoro, la Commissione europea riferisce sugli ulteriori sviluppi che intende dare al programma “legiferare meglio”, ideato per garantire che le decisioni politiche siano prese sulla base dei migliori dati disponibili, per semplificare e migliorare la legislazione unionale e, infine, per coinvolgere la società civile nel processo decisionale; il programma “legiferare meglio” rappresenta infatti uno strumento essenziale per perseguire due finalità trasversali: la riduzione degli oneri amministrativi e la razionalizzazione degli obblighi di comunicazione; a tal fine la Commissione dichiara che intende avvalersi di strumenti di intelligenza artificiale, di grandi modelli linguistici e della tecnica legislativa “one in, one out”, in base alla quale gli eventuali nuovi oneri introdotti devono essere bilanciati dalla riduzione di oneri precedenti nello stesso settore di attività; inoltre, al fine di individuare le questioni particolarmente problematiche e i settori da considerare prioritari coinvolgendo cittadini, imprese e parti interessate nel processo decisionale, la Commissione dichiara che saranno condotte ulteriori consultazioni con le imprese e con la rete dei rappresentanti per le PMI, con gli esperti degli Stati membri e con altri portatori di interessi; in questa prospettiva, la Commissione riferisce altresì che intende nominare un rappresentante dell'UE per le PMI che parteciperà alle audizioni del comitato per il controllo normativo riguardanti le iniziative che hanno un forte impatto sulle PMI;
per quanto concerne la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2024:
sotto il profilo della riduzione degli oneri regolatori, della valutazione di impatto della regolamentazione e della programmazione legislativa:
prende atto degli impegni assunti con riferimento all'incremento della comunicazione interna di natura tecnica, anche mediante l'impiego dell'AIR e dell'ATN, nonché di una più sollecita cooperazione affinché il disegno di legge di delegazione europea e il disegno di legge europea siano approvati senza ritardi;
per quanto concerne il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2024:
sotto il profilo della programmazione legislativa:
prende atto dell'importanza attribuita all'iniziativa per legiferare meglio e all'intenzione di rafforzare il dialogo con i cittadini e la società civile.»
Bruno TABACCI esprime la sua perplessità in merito al concreto raggiungimento degli obiettivi indicati nella relazione programmaticaPag. 7 sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Ritiene, infatti, che la dichiarazione del Governo di voler dare impulso alla comunicazione interna di natura tecnica non si concili con la circostanza secondo la quale circa il novanta per cento dei provvedimenti presentati dallo stesso Governo non risulta corredato né di analisi tecnico-normativa (ATN) né di analisi di impatto della regolamentazione (AIR).
Il Comitato approva la proposta di parere.
La seduta termina alle 13.58.