Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti delle Giunte e Commissioni

Vai all'elenco delle sedute >>

CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 1 ottobre 2024
375.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)
COMUNICATO
Pag. 83

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 1° ottobre 2024. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA.

  La seduta comincia alle 13.30.

  Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.

Abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo 1861-1946.
Testo unificato C. 1168 Governo e abb.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Maria Paola BOSCAINI (FI-PPE), relatrice, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il proprio parere alla Commissione Affari costituzionali sul testo unificato dei disegni di legge recante «Abrogazione di norme prerepubblicane relative al periodo 1861-1946» (C. 1168 Governo e abb.).
  Premette che il testo unificato comprende cinque disegni di legge di iniziativa governativa, volti all'abrogazione di numerose norme risalenti all'epoca prerepubblicana (1861-1946). Nello specifico, i disegni di legge sono stati approvati in Consiglio dei ministri tra il maggio ed il novembre 2023 e riguardano l'abrogazione di regi decreti del periodo 1861-1870 (A.C. 1168), del periodo 1871-1890 (A.C. 1318), del periodo 1891-1920 (A.C. 1371) e del periodo 1921-1946 (A.C. 1452), nonché l'abrogazione di atti prerepubblicani diversi dai regi decreti (A.C. 1572).
  Segnala che il provvedimento consta di due articoli e di dodici allegati (da A ad N), recanti l'elenco degli atti da abrogare.
  Nel complesso, esso dispone l'abrogazione di oltre 22 mila regi decreti e circa 10 mila ulteriori atti di epoca prerepubblicana.
  Dalle relazioni illustrative dei disegni di legge emerge che è stata effettuata una ricognizione dagli uffici nel corso della quale Pag. 84tutti i regi decreti adottati sono stati censiti, esaminati nel loro contenuto e valutati quanto alle loro ricadute applicative, considerando anche i successivi sviluppi normativi riguardanti i medesimi oggetti.
  Gli atti normativi oggetto di abrogazione sono atti che hanno esaurito i loro effetti o la cui abrogazione, comunque, non comporta la creazione di vuoti normativi.
  Tra i numerosi atti oggetto di abrogazione rientranti nella competenza della nostra Commissione, figurano atti che hanno segnato la storia dei trasporti e delle comunicazioni del nostro Paese, come i primi atti che hanno disciplinato il trasporto aereo, quali il regio decreto legge 18 ottobre 1923, n. 3176, in materia di concessione dei servizi di trasporto esercitati con aeromobili, o la legge 31 gennaio 1926, n. 753, di esecuzione alla Convenzione per il regolamento della navigazione aerea, stipulata fra l'Italia ed altri Stati in Parigi il 13 ottobre 1919, o come il regio decreto 4 novembre 1926, n. 1978, recante la costituzione di un Regio istituto sperimentale delle comunicazioni.
  Richiama inoltre, a titolo esemplificativo, gli atti normativi che recano l'autorizzazione alla costituzione o all'esercizio di società ferroviarie o di tramvie e impianti funicolari o che autorizzano la Società Ferrovie dello Stato ad aumentare le tariffe per trasporti di viaggiatori e di merci o recano provvedimenti a favore delle aziende esercenti servizi pubblici di trasporto, nonché il decreto luogotenenziale 18 luglio 1915, n. 1112, che vieta il trasporto per mare del petrolio e di altri liquidi combustibili.
  L'elenco è estremamente lungo e rinvia in proposito alla documentazione depositata presso gli uffici.
  Anticipa in conclusione la presentazione di una proposta di parere favorevole.

  Salvatore DEIDDA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per domani.

DL 131/2024: Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano.
C. 2038 Governo.
(Parere alle Commissioni II e VI).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Gaetana RUSSO (FDI), relatrice, riferisce sui contenuti del decreto-legge 16 settembre 2024, n. 131, recante «Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano», ai fini della sua conversione in legge, sul quale la Commissione è chiamata a rendere parere alle Commissioni riunite Giustizia e Finanze.
  Ricorda che con il presente provvedimento, composto da 18 articoli, adottato a norma dell'articolo 37 (Misure urgenti per l'adeguamento agli obblighi derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea) della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il Governo intende agevolare la chiusura di 15 procedure d'infrazione e un caso EU Pilot.
  Per quanto concerne i profili di interesse della IX Commissione, segnala le disposizioni di cui agli articoli 6, 7, 8, 14, 16, nonché all'articolo 1, di cui passa ad illustrare sinteticamente il contenuto.
  L'articolo 6 concerne la procedura di infrazione n. 2022/0231, relativa al diritto di difesa da parte del conducente nell'ambito del procedimento di controllo su strada, volto all'accertamento del corretto uso del tachigrafo.
  Ricorda preliminarmente che il tachigrafo è l'apparecchio installato sui veicoli stradali per visualizzare, registrare, stampare, archiviare e generare in maniera automatica o semiautomatica i dettagli del movimento, compresa la velocità di tali veicoli, e i dettagli di determinati periodi di attività dei loro conducenti (art. 2, comma 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 2014/165).
  La disposizione in esame novella l'articolo 6 del decreto legislativo n. 144 del 2008, al fine di riconoscere al conducente sottoposto a un controllo su strada la facoltà di acquisirePag. 85 presso terzi, anche tramite la sede centrale, il gestore dei trasporti o qualunque altra persona o entità, le eventuali prove del corretto uso del tachigrafo, ove queste manchino a bordo. La norma mira, pertanto, a consentire un migliore esercizio del diritto di difesa da parte del conducente, mantenendo comunque fermo l'obbligo dello stesso di garantire l'uso corretto delle medesime apparecchiature.
  L'articolo 7, articolato in 12 commi, introduce disposizioni inerenti alla disciplina del «Cielo unico europeo», al fine di risolvere le procedure di infrazione n. 2024/2091 e n. 2023/2056.
  Nello specifico, l'articolo introduce un apparato sanzionatorio in relazione al regolamento di esecuzione (UE) 2021/116 e rafforza i presidi apprestati nell'ordinamento italiano, per garantire l'osservanza degli obblighi incombenti sul fornitore di servizi di navigazione aerea, ossia ENAV S.p.a., ai sensi del regolamento di esecuzione (UE) 2019/317, che stabilisce le misure necessarie al funzionamento dei sistemi di prestazioni e di tariffazione per i servizi di navigazione aerea e le funzioni della rete.
  Dispone inoltre che l'autorità nazionale competente per l'accertamento e l'irrogazione delle sanzioni oggetto di inserimento è l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), e che si applica, in quanto compatibile, il procedimento generale per le sanzioni amministrative previsto dalla legge n. 689 del 1981.
  Prevede, infine, la riassegnazione sul capitolo di spesa ministeriale per il successivo trasferimento a ENAC, dei proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al presente articolo, da destinarsi a interventi per il miglioramento della sicurezza del volo.
  L'articolo 8 è diretto a porre rimedio alla procedura di infrazione n. 2019/2279, in materia di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea TEN-T.
  A tale scopo, apporta una serie di modifiche al decreto legislativo n. 264 del 2006, per adeguare la normativa nazionale alle disposizioni di cui alla direttiva 2004/54/CE, intervenendo sui requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea. In particolare, si prevede che il livello di definizione tecnica degli interventi strutturali impiantistici previsti dal progetto di sicurezza debba essere almeno quello di un progetto di fattibilità tecnico-economica e che la richiesta di messa in servizio di determinate gallerie debba essere presentata comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Introduce, inoltre, un regime sanzionatorio per l'incompletezza della documentazione presentata dai gestori e modifica le sanzioni amministrative a carico dei gestori che non attuano misure in materia di sicurezza.
  L'articolo 14 reca una serie di misure volte a superare le procedure di infrazione aperte nei confronti dell'Italia per quanto attiene alle misure di attuazione della direttiva europea 2008/50 in materia di qualità dell'aria. Tale direttiva è infatti oggetto di tre infrazioni nei confronti dell'Italia: la prima infrazione (n. 2014/2147) per la concentrazione di particelle PM10, la seconda infrazione (n. 2015/2043) per i livelli di biossido di azoto, la terza infrazione (n. 2020/2299) in relazione al PM2,5.
  L'articolo prevede pertanto l'avvio di due iniziative volte al miglioramento della qualità dell'aria ed alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.
  La prima consiste nell'istituzione di un programma di finanziamento da 500 milioni di euro, da destinare alla realizzazione di interventi di sostegno alla mobilità sostenibile nelle grandi aree urbane sottoposte alle procedure di infrazione in materia di qualità dell'aria.
  La seconda iniziativa riguarda la costituzione di una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri interessati, tra i quali il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero delle imprese e del made in Italy, che dovrà definire nel breve periodo un piano nazionale di ulteriori interventi per il miglioramento della qualità dell'aria.
  L'articolo 16 interviene per dare tempestiva attuazione all'articolo 12 della direttiva (UE) 2023/1791, in materia di obblighi di pubblicità dei centri dati, al fine di Pag. 86prevenire l'avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea, data l'inosservanza del termine di recepimento previsto (ossia il 15 maggio 2024).
  L'articolo dispone pertanto che entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto in esame e successivamente entro il 15 maggio di ciascun anno, i gestori di centri dati con una domanda di potenza di tecnologia dell'informazione (IT) installata pari ad almeno 500 kW, rendano pubbliche alcune tipologie di informazioni, quali, a titolo esemplificativo, la denominazione del centro dati, del nome del titolare e dei gestori, della data di entrata in funzione e del comune in cui è situato. Il secondo comma individua, invece, i centri dati e le informazioni sottratti a tali obblighi di pubblicità.
  Richiama infine, per i profili di interesse che può presentare per la Commissione, l'articolo 1, che intende agevolare la chiusura della procedura d'infrazione n. 2020/4118, in materia di concessioni demaniali marittime, lacunali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive.
  A tal fine, dispone la proroga al 30 settembre 2027 delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l'esercizio delle attività turistico ricreative e sportive e di quelle gestite dalle società e associazioni sportive iscritte nel registro del CONI e da enti del Terzo settore.
  Esso definisce poi le nuove procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive che dovranno essere espletate, successivamente all'entrata in vigore del presente decreto, entro il 30 giugno 2027, prevedendo altresì i criteri di indennizzo per i concessionari uscenti nonché la disciplina per la definizione e l'aggiornamento delle misure unitarie dei canoni demaniali.

  Salvatore DEIDDA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per domani.

Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029.
Doc. CCXXXII, n. 1.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Carmine Fabio RAIMONDO (FDI), relatore, riferisce per le parti di competenza della IX Commissione sul Piano Strutturale di Bilancio (PSB) di medio termine, per gli anni dal 2025 al 2029, elaborato per la prima volta ai sensi della nuova disciplina della governance economica europea recentemente entrata in vigore, contenuta nei regolamenti (UE) n. 1263 e 1264 del 2024 e nella direttiva 2024/1265.
  Ricorda che il Piano è assegnato alla V Commissione Bilancio per competenza primaria e alle Commissioni di merito in sede consultiva per una valutazione sui profili specifici di settore. Il Piano integra gli obiettivi già indicati nel DEF 2024 e dovrebbe assorbire i contenuti e le finalità della Nota di aggiornamento al DEF 2024.
  Il Piano comprende una serie di riforme e investimenti che intendono rispondere ai principali problemi strutturali del Paese e alle priorità dell'Unione europea. In particolare è espresso l'impegno a completare l'attuazione del PNRR e a estenderne la portata negli anni futuri: negli anni 2025 e 2026 l'Italia concentrerà i propri sforzi per conseguire la piena attuazione del PNRR, mentre negli anni successivi l'azione riformatrice sarà dedicata a consolidare e aumentare i risultati raggiunti.
  Il documento descrive, nella prima parte del terzo capitolo, la piena attuazione degli impegni assunti con il PNRR e le iniziative aggiuntive che l'Italia intende assumere. Nella seconda parte descrive le riforme e misure di politica economica che verranno adottate in risposta alle Raccomandazioni specifiche per Paese del Consiglio dell'Unione europea e altre iniziative che fanno parte del programma di governo.
  Per i profili generali rinvia alla documentazione predisposta dagli uffici.
  Passando agli aspetti di più specifica competenza della Commissione Trasporti, fa presente che nel paragrafo dedicato alle misure infrastrutturali per la riduzione dei divari territoriali e sociali, si afferma che i più elevati differenziali si riscontrano nella rete ferroviaria, che risulta più sviluppata nelle regioni del Centro-Nord, presentando Pag. 87lunghi tratti non elettrificati e non connessi in modo efficace alle infrastrutture portuali nel Mezzogiorno, e nel traffico aereo (specie internazionale) che è concentrato negli aeroporti del Centro-Nord.
  Per il periodo tra il 2027 e il 2029 l'Italia intende pertanto proseguire con alcune iniziative, già previste in ambito PNRR, come le reti ad alta velocità (soprattutto quelle diagonali e lungo la dorsale adriatica), il potenziamento tecnologico e digitale delle reti TEN-T, gli interventi sulle ferrovie regionali, i porti e i loro collegamenti, gli investimenti infrastrutturali nell'ambito ZES, i contributi per la sostituzione delle flotte marittime e del materiale rotabile stradale e ferroviario, gli investimenti per la logistica integrata e per il cold ironing.
  Tra le misure per favorire la convergenza economica viene ricordato il rafforzamento delle Zone Economiche Speciali, con la recente istituzione della Zona Economica Speciale Unica Mezzogiorno e l'adozione del relativo Piano Strategico, approvato il 26 luglio 2024, che individua i settori da rafforzare e promuovere, nonché gli investimenti e gli interventi prioritari: l'iniziativa punta a sostenere non soltanto la nascita di nuove attività produttive, ma anche la crescita e lo sviluppo delle esistenti. Tra le filiere da rafforzare sono contemplate l'ICT, l'automotive, il settore navale e cantieristica e il settore ferroviario. Al contempo, le tecnologie da promuovere sono quelle digitali, il cleantech e il biotech. La soglia dell'investimento strategico è stata innalzata a 200 milioni di euro.
  Fuori dal perimetro del PNRR, il Piano Strutturale di Bilancio ricorda la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, che è già finanziato, e la possibilità di avviare interventi di potenziamento della mobilità urbana e di sviluppo della rete stradale in termini di costruzione, manutenzione e digitalizzazione. Viene altresì annunciata la presentazione di un disegno di legge per la realizzazione delle infrastrutture di preminente interesse nazionale e di altri interventi strategici in materia di lavori pubblici e della logistica.
  Come ricordato nel documento, il Consiglio dell'Unione europea è intervenuto con una serie di Raccomandazioni (n. 4.1 del 2024, 3.6 del 2023, 1.2 del 2022, 3.4 e 3.8 del 2020 e 3.1 del 2019) sulle misure infrastrutturali da adottare, invitando l'Italia ad agire sia sugli incentivi per il passaggio a mezzi di trasporto più puliti, anche eliminando le sovvenzioni dannose per l'ambiente, sia su fattori di offerta come l'incremento delle stazioni di ricarica.
  Secondo il piano strutturale di bilancio, lo sforzo italiano si colloca all'interno del programma TEN-T sulle infrastrutture di trasporto e del programma europeo sulla decarbonizzazione dei trasporti con la promozione della mobilità sostenibile.
  Il piano riporta inoltre che per affrontare tali criticità, all'interno del PNRR sono stati assegnati circa 40 miliardi alla politica di potenziamento delle infrastrutture e del sistema dei trasporti e della logistica per finanziare, tra le altre cose, un ampio ventaglio di riforme di settore del trasporto che sono state conseguite nel 2022 (come l'accelerazione dell'iter di approvazione del contratto tra MIT e RFI e l'accelerazione dell'iter di approvazione dei progetti ferroviari) e altre in corso di attuazione, tra cui: le semplificazioni delle procedure di pianificazione strategica, di autorizzazione per gli impianti di cold ironing (è stato adeguato il regime autorizzatorio per il cold ironing), nonché per la valutazione dei progetti nel settore dei sistemi di trasporto pubblico locale (si è prevista l'esenzione dal parere Consiglio Superiore per i Lavori Pubblici e l'applicazione del meccanismo di silenzio-assenso); l'aggiudicazione competitiva delle concessioni nelle aree portuali (è stata adeguata la disciplina per il rilascio di concessioni di aree e banchine nelle aree demaniali portuali); l'istituzione di una piattaforma strategica nazionale per la rete dei porti e interporti.
  Alle riforme si aggiungono gli investimenti previsti dal PNRR per il potenziamento della rete ferroviaria, con particolare riferimento alle linee regionali, gli investimenti infrastrutturali nelle ZES, le misure per l'intermodalità e la logistica integrata e gli investimenti per lo sviluppo della mobilità sostenibile, la sperimentazione dell'idrogeno per il trasporto stradale,Pag. 88 il rafforzamento mobilità ciclistica ed il rinnovo delle flotte di bus e treni verdi.
  Nel paragrafo dedicato alle misure regolatorie a tutela della concorrenza, si ricorda che con il PNRR l'Italia si è impegnata ad adottare una legge sulla concorrenza a cadenza annuale, anche tenendo conto delle indicazioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e in adesione alle Raccomandazioni specifiche per Paese. In proposito il piano strutturale di bilancio evidenzia che nel periodo 2027-2029, le leggi annuali conterranno interventi nei trasporti ferroviari, in particolare regionali, e nel servizio postale.
  Passando agli aspetti relativi alla transizione digitale, il documento ricorda le ingenti risorse del PNRR dedicate a questo obiettivo, con le quali l'Italia ha impresso un'accelerazione agli investimenti e alle riforme per colmare il ritardo accumulato.
  Per gli anni futuri, l'agenda digitale italiana sarà guidata dalla decisione (UE) n. 2022/2481 «Programma strategico per il decennio digitale 2030», nell'ambito del quale l'Italia ha definito una tabella di marcia (roadmap), in continuità con il PNRR, tra cui gli interventi per le infrastrutture digitali, che costituiscono una delle quattro aree di intervento.
  Il piano riporta che nel 2023 l'Italia registra una dinamica positiva con un aumento dell'11 per cento delle le reti VHCN e FTTP ad altissima velocità, ma con un livello di copertura del 59,6 per cento, inferiore alla media dell'Unione europea. La copertura 5G ha raggiunto la percentuale del 99,5 per cento nelle zone popolate nel 2023. La quota di diffusione della banda larga fissa veloce è in aumento con la quota di abbonamenti con velocità di almeno 1 Gbps, al 19,3 per cento, più alta della media dell'Unione europea del 18,5 per cento. Un ulteriore apporto verrà anche dalla nuova Strategia per la banda larga 2023-2026, finalizzata tra l'altro allo sviluppo e all'adozione di reti 5G di prossima generazione e alla diffusione di servizi innovativi basati su tali reti.
  Le «Case delle tecnologie emergenti» (CTE), cioè i centri di ricerca e sperimentazione che sostengono la creazione di startup e il trasferimento tecnologico verso le PMI in relazione all'utilizzo di Blockchain, dell'Internet delle cose (IoT – Internet of Things) e dell'Intelligenza Artificiale, hanno una dotazione di 144 milioni fino al 2025, per lo sviluppo di casi d'uso innovativi del 5G. Inoltre, il Governo intende estendere e rafforzare i programmi di supporto alle tecnologie emergenti, nel solco delle misure PNRR, tra i quali rientra il Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, istituito dalla legge di bilancio per il 2019.
  Per quanto riguarda le infrastrutture digitali e la coesione territoriale, il piano ricorda che è in corso la realizzazione e l'integrazione di infrastrutture per l'accesso a internet veloce, al fine di ridurre il digital divide nelle aree a fallimento di mercato, oltre al Piano Isole Minori che ha l'obiettivo di portare la connessione internet ultraveloce alle isole minori italiane delle regioni Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Sardegna, per un totale di 21 isole.
  Con riferimento, infine, alla valorizzazione degli asset pubblici, l'impegno alla riduzione del rapporto debito/PIL sarà perseguito, oltre che attraverso la dismissione di partecipazioni societarie pubbliche, anche con la distribuzione di dividendi straordinari. Il piano rileva inoltre che il Governo ha in programma di attuare, qualora necessario, operazioni di acquisizione di partecipazioni al fine di assicurare un presidio diretto su asset strategici, in aggiunta ai poteri speciali che lo Stato ha per legge sul controllo di tali attivi strategici. Viene richiamata in proposito la recente operazione che ha consentito al Ministero dell'economia e delle finanze di acquisire una quota di partecipazione del 16 per cento del capitale di NetCo (società risultante dal conferimento in FiberCop dell'infrastruttura di rete di TIM).

  Salvatore DEIDDA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per domani.

  La seduta termina alle 13.40.