ATTI DELL'UNIONE EUROPEA
Mercoledì 2 ottobre 2024. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.
La seduta comincia alle 11.35.
Sui lavori della Commissione.
Paolo FORMENTINI, presidente, nell'interesse della migliore gestione dei tempi, propone di procedere dapprima all'esame degli atti dell'Unione europea e successivamente all'esame in sede consultiva del disegno di legge C. 2038 di conversione del decreto-legge n. 131 del 2024, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano.
La Commissione acconsente.
Programma di lavoro della Commissione per il 2024 – Trasformare il presente e prepararsi al futuro.
(COM(2023) 638 final).
Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2024.
Doc. LXXXVI, n. 2.
(Parere alla XIV Commissione.
(Esame congiunto, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 2, del Regolamento e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame congiunto degli atti in titolo.
Paolo FORMENTINI, presidente e relatore, dà conto delle sostituzioni. Segnala che l'esame dei documenti in titolo si concluderà con l'espressione di un parere alla XIV Commissione Politiche dell'Unione europea.
Ricorda, inoltre, che al termine dell'esame congiunto dei provvedimenti è prevista la partecipazione del relatore alle sedute della medesima Commissione Politiche dell'Unione europea, per riferirvi.
Illustrando le parti di competenza della Commissione, ribadisce il rammarico per il ritardo con il quale – per l'ennesima volta – viene avviato l'esame di questi documenti: la Relazione programmatica del Governo, infatti, è stata trasmessa alle Camere solo il 26 luglio 2024, con un ritardo di quasi sette mesi rispetto al termine di presentazione – 31 dicembre 2023 – previsto dall'articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Tale ritardo riduce, di fatto, la possibilità che il Parlamento possa esprimere indirizzi significativi sull'attività dell'Esecutivo in sede europea.
Evidenzia, inoltre, che la prassi per cui l'esame della Relazione programmatica è abbinato a quello del Programma legislativo della Commissione europea – secondo quanto prevede il parere della Giunta per il regolamento della Camera del 14 luglio 2010 – impedisce al Parlamento di valutare tempestivamente le priorità della Commissione; nello specifico, il ritardo è aggravato da fatto che nel corso di quest'anno si è conclusa la legislatura europea 2019-2024 e dunque tutti i dossier legislativi sono stati chiusi già nei primi mesi del 2024.
Pertanto, precisa che nella relazione non darà conto del programma di lavoro della Commissione europea del 2024, presentato il 17 ottobre 2023, in quanto esso si è sostanzialmente esaurito con il termine della passata legislatura europea, mentre svolgeràPag. 141 alcune considerazioni sui macrotemi della Relazione programmatica del Governo di più stretta competenza della III Commissione, e accennerà alle priorità politiche del ciclo istituzionale dell'UE 2024- 2029, sulla base degli obiettivi definiti nell'Agenda strategica dell'Unione 2024-2029, approvata dal Consiglio europeo del 27 giugno scorso. Segnala che, partendo dalle priorità fissate dall'Agenda strategica, la Presidente designata della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il 18 luglio 2024 ha illustrato innanzi alla plenaria del Parlamento europeo gli orientamenti politici per il mandato della prossima Commissione europea nel periodo 2024-29; immediatamente dopo, la medesima Assemblea ha proceduto all'elezione della Presidente della Commissione con 401 voti a favore, 284 contrari e 15 astenuti.
In via generale, rileva che la Relazione programmatica evidenzia che l'attuale momento – segnato dall'esplosione del conflitto russo-ucraino e, più recentemente, dalla crisi in Medio Oriente – ha reso ancora più evidente la necessità di un ripensamento strategico della governance e delle politiche europee in chiave di efficacia e resilienza. Ad avviso del Governo, è pertanto necessario che l'Europa sia preparata non solo ad affrontare adeguatamente le situazioni di crisi – sempre più ricorrenti – ma anche a rispondere alle grandi sfide per il futuro mediante l'avvio di una trasformazione sostenibile e di lungo periodo. In tale contesto la Relazione sottolinea l'importanza di mantenere un dialogo costante tra Governo e Parlamento nel processo di definizione e attuazione delle politiche europee.
A suo avviso, di particolare rilievo per la III Commissione è la parte terza della Relazione programmatica, che illustra gli orientamenti del Governo in materia di dimensione esterna dell'UE con particolare riferimento all'autonomia strategica europea, alle iniziative per il rafforzamento della difesa europea, anche da punto di vista industriale, al supporto militare e finanziario all'Ucraina, alla politica di allargamento ed a quella del vicinato meridionale, alla politica commerciale e alla dimensione esterna delle politiche migratorie dell'UE.
Sottolinea che nella visione del Governo resilienza economica ed autonomia strategica sono interconnesse. Sul piano esterno, le crisi esogene hanno evidenziato la necessità di acquisire autonomia strategica, a partire da quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'UE: politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC); politica commerciale; proiezione esterna della politica industriale; proiezione esterna delle politiche digitali e di connettività.
Nell'ambito PESC/PSDC bisognerà, secondo la Relazione: favorire lo sviluppo di un'agenda politica comune degli interessi dell'Unione, a partire dall'unità dimostrata nella reazione all'aggressione russa all'Ucraina; promuovere attivamente, attraverso i contatti bilaterali e la propria azione in Consiglio, una posizione chiara e coesa da parte dell'UE sulle questioni internazionali di interesse, sfruttando pienamente la flessibilità offerta dai Trattati nei processi decisionali; sostenere lo sviluppo e il rafforzamento degli strumenti a disposizione dell'UE per la condotta della propria Politica estera e di sicurezza comune, a partire da quelli della Politica di sicurezza e difesa comune (ad esempio, Operazioni e Missioni, sia civili che militari).
Precisa che il Governo si attende un ruolo attivo e determinante dell'UE a sostegno degli sforzi di pace nel conflitto russo-ucraino e in quello mediorientale. In tale contesto, dovrà essere garantita la piena sostenibilità del meccanismo sanzionatorio, attraverso misure di mitigazione degli impatti avversi. Soprattutto nel contesto della crisi ucraina, infatti, l'impianto delle sanzioni è parte di un «approccio binario» al conflitto, che poggia, da un lato, sul sostegno a Kiev e sull'aumento della pressione su Mosca e, dall'altro, sul mantenimento dei canali negoziali tra le parti. In tale ottica, lo scopo del sostegno alla resilienza ucraina è di rafforzarne la posizione ad un futuro tavolo negoziale, mentre attraverso le sanzioni si mira a rendere il percorso negoziale più conveniente anche per Mosca.Pag. 142
Osserva che con la stessa determinazione e unità d'intenti, l'UE dovrebbe assumere un ruolo più incisivo nella gestione della crisi in Medio Oriente, nonché, più in generale, nel Mediterraneo e nel continente africano. Sarà essenziale promuovere, a tal fine, l'attuazione degli impegni assunti con l'adozione della Bussola Strategica, entro le rispettive scadenze. Tra i seguiti di quest'ultima, assumeranno particolare importanza l'istituzione di una capacità di dispiegamento rapido dell'UE, la predisposizione di un Piano di attuazione nazionale del nuovo Patto per la Politica di sicurezza e difesa comune civile e il varo di un Programma Europeo per gli Investimenti nella Difesa (EDIP), ai fini del rafforzamento della Base Industriale e Tecnologica della Difesa Europea (EDTIB).
Per quanto riguarda specificamente il tema dell'allargamento, rileva che il Governo sostiene la prospettiva europea del «Trio» (Ucraina, Moldova, Georgia), che deve essere accompagnata da progressi tangibili anche in favore dei Balcani Occidentali, evitando l'impressione di «percorsi prioritari» e tenendo fermo il principio del merito nei processi di adesione.
Per quanto concerne la politica commerciale, fa presente che nel 2024 l'Italia continuerà a sostenere l'attuazione, da parte dell'UE, di una strategia basata su sostenibilità, resilienza e level playing field. Oltre alla negoziazione e finalizzazione di nuovi accordi (India, Indonesia, Thailandia, Mercosur, Messico, Australia) sosterrà un dialogo transatlantico costruttivo, che porti ad un'intesa duratura con gli USA per l'eliminazione definitiva dei dazi su acciaio e alluminio e che favorisca la conclusione di un accordo sui minerali critici per ovviare ad alcune criticità dell'Inflation Reduction Act (IRA) statunitense nei confronti degli operatori dell'UE.
Inoltre, l'Italia contribuirà all'applicazione corretta degli accordi esistenti ed all'ammodernamento degli strumenti di difesa commerciale UE, anche per contrastare misure protezioniste unilaterali.
Sempre con riferimento alla politica commerciale comune, osserva che il Governo continuerà ad assicurarne la coerenza con gli interessi del sistema economico-produttivo italiano, per offrire nuove opportunità di sbocco all'export, diversificare le fonti di approvvigionamento (in particolare di materie prime essenziali), tutelare le nostre sensibilità e contrastare la concorrenza sleale.
In tema di politiche migratorie, evidenzia che il Governo ritiene necessario fornire una risposta unitaria e di lungo termine, rafforzando la dimensione esterna dell'Unione, in particolare nell'ambito del partenariato mediterraneo.
Segnala che nella sezione relativa alle questioni istituzionali, la Relazione pone l'accento sull'obiettivo di rafforzare i rapporti bilaterali con Francia e Germania e quelli trilaterali con i medesimi Paesi.
Con riguardo alla Francia, il Governo ricorda che, nell'ambito del Trattato del Quirinale entrato in vigore dal 1° febbraio 2023, sono stati attivati quattro gruppi di lavoro sui seguenti ambiti: governance & energy; digitalizzazione; automotive; materie prime critiche. Questi gruppi contribuiscono alla preparazione delle discussioni in occasione dei Consigli dei Ministri europei dell'economia e delle finanze e della Competitività. La Relazione programmatica pone l'obiettivo di promuovere il partenariato bilaterale e la definizione di strategie industriali comuni, nel quadro delle politiche industriali europee, allo scopo di produrre un impatto significativo sulla crescita sostenibile e sul rafforzamento dell'autonomia strategica aperta. Auspica, inoltre, il rafforzamento del coordinamento interministeriale, nel dialogo durevole tra i referenti e coordinatori dei gruppi di lavoro, nell'ottica di sviluppare e definire tematiche strategiche, anche attraverso lo sviluppo di un'azione coesa nell'ambito delle negoziazioni in seno all'UE.
Con riguardo alla Germania, osserva che la Relazione richiama il Piano di Azione italo-tedesco firmato il 22 novembre 2023 con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione strategica bilaterale anche a livello UE. Per il 2024, il Governo intende consolidare fattivamente la cooperazione in ambito industriale tra Italia e Germania, in considerazione dei numerosi dossier aperti Pag. 143a livello europeo e strategici per le politiche di entrambi i Paesi.
Per quanto riguarda la citata Agenda strategica dell'UE 2024-2029, approvata dal Consiglio europeo nella riunione del 27 giugno scorso, evidenzia che nelle materie di competenza della nostra Commissione il documento ribadisce, tra le altre cose, i seguenti obiettivi: promuovere la pace, la giustizia e la stabilità globali, nonché la democrazia e i diritti umani universali, impegnandosi per un sistema multilaterale riformato, più inclusivo e più efficace; affermare la sovranità dell'Unione europea e il suo posto come attore globale strategico nel nuovo contesto geopolitico multipolare, sostenendo l'Ucraina nella sua legittima difesa, nella sua ricostruzione e nel perseguimento di una pace giusta; rafforzare la sicurezza e difesa dell'Unione europea, con la creazione di un mercato europeo della difesa meglio integrato, promuovendo appalti congiunti e progetti faro di interesse comune; prepararsi per un'Unione più grande e più forte in prospettiva dell'allargamento come investimento geostrategico in pace, stabilità e prosperità, adottando le riforme interne necessarie per garantire che le Istituzioni dell'UE continuino a funzionare efficacemente; proteggere le frontiere esterne dell'UE e contrastare la migrazione irregolare e la sua strumentalizzazione, cooperando con i Paesi di origine e di transito per affrontare le cause profonde della migrazione e lavorando sui rimpatri, nonché esplorando opportunità della migrazione attraverso percorsi legali.
Alla luce di quanto qui esposto, formula una proposta di parere favorevole alla Commissione XIV sui provvedimenti in titolo (vedi allegato 1).
Laura BOLDRINI (PD-IDP), associandosi alle considerazioni del relatore circa il ritardo con il quale il Governo ha trasmesso alle Camere la Relazione programmatica in esame, sottolinea che il sostegno alla prospettiva europea del «Trio» (Ucraina, Moldova, Georgia) non deve comportare ulteriori ritardi nel processo di adesione dei Balcani occidentali, che da anni stanno portando avanti un rilevante programma di riforme per adeguarsi agli standard richiesti dall'UE.
In materia di minerali critici, condivide le preoccupazioni sugli effetti che l'Inflation Reduction Act (IRA) potrebbe produrre nei rapporti commerciali tra Unione europea e Stati Uniti, evidenziando che l'Italia – al contrario degli USA- registra gravi ritardi nel processo di transizione ecologica, di cui le materie prime critiche costituiscono un elemento essenziale.
In tema di rapporti bilaterali con la Francia, concorda sulla opportunità di sfruttare le leve offerte dal Trattato del Quirinale: al riguardo, ritiene utile organizzare un'audizione dell'Ambasciatore francese in Italia, anche per acquisire elementi sulla posizione della Francia in merito alla situazione in Libano.
Con riferimento all'Agenda strategica dell'UE 2024-2029, ritiene del tutto condivisibile l'obiettivo di «promuovere la pace, la giustizia e la stabilità globali, nonché la democrazia e i diritti umani universali»: al riguardo, l'Unione europea dovrebbe assumere una posizione più ferma sulle violazioni del diritto internazionale e del diritto umanitario perpetrate da Israele, valutando anche la sospensione dell'Accordo di associazione UE-Israele, che all'articolo 2 annovera tra i princìpi fondanti dell'intesa proprio il rispetto dei diritti umani.
Da ultimo, chiede chiarimenti sulla creazione di un mercato europeo della difesa e più in generale sulla prospettiva di una difesa comune europea, che risulta in contrasto con la tendenza ad aumentare la spesa nazionale per il settore bellico, anche a scapito della spesa sociale.
Paolo FORMENTINI, presidente e relatore, precisa che la richiesta di audire l'Ambasciatore della Francia in Italia sull'attuazione del Trattato del Quirinale sarà valutata in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi.
Ettore ROSATO (AZ-PER-RE), condividendo l'impianto complessivo della proposta di parere, suggerisce di aggiungere, al quinto punto delle premesse, il seguente periodo: «condivisa la necessità di proseguirePag. 144 nel sostegno militare, finanziario e politico all'Ucraina in sede bilaterale ed europea».
Paolo FORMENTINI, presidente e relatore, accoglie la richiesta di integrazione avanzata dal collega Rosato.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI, associandosi alle considerazioni del relatore, ribadisce l'impegno dell'Esecutivo a sostenere l'adesione dei Balcani occidentali. In tema di difesa, esprime il suo personale apprezzamento per l'elaborazione di una politica comune europea, pur sottolineando che la tendenza ad incrementare, contestualmente, gli investimenti nazionali è giustificata, da un lato, dalla rilevanza del comparto bellico nel sistema produttivo italiano, dall'altro, dalla necessità contrastare, attraverso la deterrenza, le minacce emergenti sul piano globale.
Laura BOLDRINI (PD-IDP), ringraziando il sottosegretario per i chiarimenti, ribadisce che l'obiettivo deve essere la definizione di una politica comune europea in materia di difesa, che consenta risparmi significativi sul piano degli investimenti nazionali.
La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore, come integrata dalla proposta dell'onorevole Rosato (vedi allegato 2).
La seduta termina alle 12.10.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 2 ottobre 2024. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Giorgio Silli.
La seduta comincia alle 12.10.
DL 131/2024: Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano.
C. 2038 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alle Commissioni II e VI).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Paolo FORMENTINI, presidente, dà conto delle sostituzioni.
Patrizia MARROCCO (FI-PPE), relatrice, in premessa, sottolinea che con il provvedimento – composto di diciotto articoli – il Governo intende agevolare la chiusura di quindici procedure d'infrazione (che attualmente ammontano a settantadue) e di un caso di pre-infrazione.
Al riguardo, ricorda che la legge n. 234 del 2012, recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione, prevede quale canale principale e ordinario a questo scopo la presentazione periodica di due appositi disegni di legge, la legge di delegazione europea e la legge europea, di cui stabilisce in dettaglio il contenuto proprio e la procedura di predisposizione; in questo caso, l'emanazione di un decreto-legge «salva infrazioni» è motivata, in coerenza con l'art. 77 della Costituzione, da una effettiva urgenza di prevenire violazioni dell'ordinamento UE o porvi rimedio, dal momento che non è possibile provvedervi nei tempi che sarebbero presumibilmente richiesti dalla approvazione delle leggi europea e di delegazione europea.
Passando all'articolato, passa ad illustrare l'unica disposizione di competenza della Commissione Esteri, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici della Camera per ogni ulteriore approfondimento.
In particolare, illustra l'articolo 10, che, ai commi 1 e 3, modifica la disciplina del computo (su domanda) dei periodi di contribuzione pensionistica maturati in base a rapporti di lavoro dipendente svolti presso organizzazioni internazionali.Pag. 145
Precisa che la norma è finalizzata ad accogliere le osservazioni avanzate dai servizi della Commissione europea nel caso EU Pilot (2021) l0047, aperto a seguito del non completo allineamento dell'ordinamento italiano alle prescrizioni indicate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea nella sentenza del 4 luglio 2013 (causa C-233/12).
Ricorda che tale sentenza ha dichiarato incompatibile con il principio sulla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione europea la normativa di uno Stato membro che non consenta almeno una delle seguenti due possibilità: il trasferimento del capitale rappresentativo dei diritti a pensione già maturati in uno Stato membro presso il regime pensionistico dell'organizzazione internazionale interessata; la «considerazione» dei periodi di lavoro svolti presso un'organizzazione.
Rileva che la disciplina finora vigente – ritenuta dalla Corte incompatibile con il diritto dell'UE – fa riferimento esclusivamente ai casi di rapporti di lavoro dipendente presso organizzazioni internazionali svolti nel territorio dell'Unione europea o della Confederazione svizzera e concerne il computo dei periodi assicurativi maturati presso le suddette organizzazioni limitatamente ai casi in cui il medesimo computo sia necessario al fine del conseguimento del diritto – nell'ordinamento pensionistico italiano – alla pensione di vecchiaia o anticipata o di invalidità o in favore dei superstiti.
Osserva che, al fine di sanare tale vulnus, la modifica in esame, con decorrenza dal 1° gennaio 2025: estende il riferimento ai rapporti di lavoro dipendente svolti presso organizzazioni internazionali in altri Stati dello Spazio economico europeo; estende la possibilità di computo ai periodi assicurativi che il soggetto alle dipendenze – nel territorio dell'Unione europea, di altri Stati dello Spazio economico europeo o della Confederazione svizzera – di un'organizzazione internazionale abbia maturato negli ordinamenti pensionistici dei suddetti Stati. Restano ferme le altre condizioni previste per il computo e resta fermo che quest'ultimo non ha effetti sulla misura del trattamento pensionistico italiano (il quale è quindi calcolato senza tener conto dei periodi in oggetto).
Evidenzia, quindi, che il comma 2 provvede alla quantificazione dell'onere finanziario derivante dai commi 1 e 3 e alla relativa copertura mediante riduzione, in misura annua corrispondente all'importo dell'onere previsto per il medesimo anno, del fondo (iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze) per il tempestivo adeguamento dell'ordinamento interno agli obblighi imposti dalla normativa europea.
Il medesimo comma 2 esclude, per gli oneri in oggetto, l'applicazione della clausola stabilita per gli altri oneri derivanti dall'istituto del computo in esame, clausola secondo cui, qualora si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede con decreto alla riduzione, nella correlata misura necessaria, in via prioritaria del Fondo nazionale per le politiche sociali ed eventualmente del Fondo sociale per occupazione e formazione.. Come precisato nella relazione illustrativa, infatti, i due fondi citati non hanno finalità pensionistiche.
Sottolinea che resta invece ferma la clausola sul monitoraggio, secondo la quale l'INPS provvede al monitoraggio degli oneri finanziari derivanti dall'istituto del computo in esame e riferisce in merito al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro dell'Economia e delle finanze.
Alla luce delle considerazioni svolte, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).
Laura BOLDRINI (PD-IDP) chiede chiarimenti sul complesso delle quindici procedure di infrazione che il provvedimento in esame mira a sanare.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI si riserva di fornire ulteriori precisazioni a margine della seduta odierna.
Pag. 146La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
La seduta termina alle 12.20.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 2 ottobre 2024. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.
La seduta comincia alle 12.20.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e il Tribunale unificato dei brevetti, fatto a Roma il 26 gennaio 2024.
C. 1849 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 settembre scorso.
Paolo FORMENTINI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Avverte, quindi, che sul provvedimento sono pervenuti tutti i prescritti pareri. In particolare, si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Finanze, Attività produttive, Lavoro e Politiche dell'Unione europea.
La Commissione delibera, all'unanimità, di conferire il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che la presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei Gruppi.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 6 febbraio 2024.
C. 1916 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 settembre 2024.
Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che sul provvedimento sono pervenuti tutti i prescritti pareri. In particolare, si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Lavoro e Politiche dell'Unione europea, mentre la Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole con una condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione. Conseguentemente, il relatore ha predisposto l'emendamento 3.1 di recepimento della suddetta condizione (vedi allegato 4).
In sostituzione del relatore, impossibilitato a partecipare alla seduta odierna, illustra l'emendamento 3.1.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI esprime parere favorevole sull'emendamento del relatore 3.1.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 3.1.
Laura BOLDRINI (PD-IDP), preannunciando il voto favorevole del proprio Gruppo, ribadisce il pieno sostegno del Partito Democratico agli accordi internazionali – come quello in esame – che tutelano e promuovono i diritti dei lavoratori; le uniche riserve, espresse nel corso dell'esame del provvedimento in titolo, riguardano la tempistica di presentazione da parte del Governo, che sembrava adombrare una sorta di compensazione per la collaborazione offerta dall'Albania nella gestione dei flussi migratori.
Salvatore CAIATA (FDI), preannunciando il voto favorevole di Fratelli d'Italia, evidenzia l'importanza del provvedimento in esame e sottolinea i benefici di cui potranno usufruire i cittadini albanesi che hanno svolto periodi di lavoro in Italia. Auspica, altresì, che si possa procedere con tempestività alla modifica dell'Accordo con la Moldova in materia di sicurezza sociale, al fine di riconoscere ai lavoratori moldavi Pag. 147la piena esportabilità delle prestazioni pensionistiche.
La Commissione delibera, all'unanimità, di conferire il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che la presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei Gruppi.
Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese relativa alla manutenzione ordinaria e all'esercizio del tratto situato in territorio francese della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia, fatta a Milano il 12 aprile 2024, nonché norme di coordinamento con l'ordinamento interno.
C. 1922 Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 16 luglio 2024.
Paolo FORMENTINI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Avverte, quindi, che sul provvedimento sono pervenuti tutti i prescritti pareri. In particolare, si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari costituzionali, Bilancio, Trasporti e Politiche dell'Unione europea.
La Commissione delibera, all'unanimità, di conferire il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che la presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei Gruppi.
Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e la Repubblica del Kosovo per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l'evasione e l'elusione fiscale, con Protocollo, fatta a Pristina il 22 giugno 2021.
C. 2029 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Paolo FORMENTINI, presidente, in sostituzione del relatore, in premessa, sottolinea che la Convenzione risponde all'esigenza di disciplinare in maniera più efficiente ed equilibrata gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali e di porre gli investitori italiani in una posizione concorrenziale rispetto agli operatori economici di altre nazionalità.
Più nel dettaglio, l'Intesa si compone di trenta articoli (suddivisi in VI Capitoli) e di un Protocollo. Segue il modello di convenzione fiscale dell'OCSE e trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti, limitatamente all'imposizione sui redditi, e – per la parte italiana – all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), all'imposta sul reddito delle società (IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
Rileva che l'accordo definisce il concetto di residenza, di stabile organizzazione e di utili di impresa, accogliendo il principio generale in base al quale gli utili di impresa sono imponibili nello Stato di residenza dell'impresa stessa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una organizzazione stabile.
Osserva, quindi, che il testo disciplina le modalità di tassazione dei redditi immobiliari e degli utili derivanti da navigazione marittima e aerea. Con riferimento alle imposizioni sui dividendi, sugli interessi, sui canoni, sugli utili di capitale, la Convenzione stabilisce un criterio impositivo concorrente fra lo Stato di residenza e quello della fonte, fissando un'aliquota massima di prelievo da parte di quest'ultimo al 5 per cento per i dividendi e i canoni, al 10 Pag. 148per cento per gli interessi. Quanto alle plusvalenze, l'Intesa prevede diversi criteri impositivi, ovvero tassazione concorrente o esclusiva nello Stato di residenza, a seconda delle fattispecie (fra cui alienazione di beni immobili, mobili, navi o aeromobili, azioni o partecipazioni).
Fa presente che ulteriori disposizioni disciplinano il trattamento fiscale sui redditi dei professionisti, da lavoro subordinato, sui compensi degli amministratori e da attività di artisti e sportivi.
In materia di pensioni, evidenzia che la Convenzione prevede in linea di principio la tassazione soltanto nello Stato di residenza del percettore, mentre per le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche stabilisce di regola la tassazione nello Stato della fonte.
Osserva che per i pagamenti in favore di studenti e apprendisti l'accordo dispone una esenzione temporanea nel Paese presso cui essi svolgano attività di ricerca o insegnamento e ciò al fine di facilitare gli scambi culturali, mentre per quanto concerne i redditi non riconducibili alle categorie già individuate, il criterio stabilito dalla Convenzione è quello della tassazione esclusiva nello Stato di residenza.
Per quanto attiene ai meccanismi intesi ad evitare le doppie imposizioni, precisa che l'accordo prevede per l'Italia il ricorso al metodo di imputazione ordinaria, che limita l'ammontare del credito relativo all'imposta estera alla quota di imposta italiana attribuibile agli elementi di reddito imponibili in Kosovo.
Segnala che i successivi articoli dispongono quindi un principio di non discriminazione, una procedura amichevole per la risoluzione di eventuali casi di imposizione non conformi alla Convenzione, lo scambio di informazioni fra le autorità per l'applicazione dell'intesa bilaterale, la reciproca assistenza nella riscossione dei crediti di natura tributaria, l'intangibilità dei privilegi fiscali previsti per agenti diplomatici e funzionari consolari e una disposizione obbligatoria anti-abuso nei confronti di soggetti che abbiano posto in essere transazioni finalizzate ad ottenere benefici convenzionali.
Quanto al disegno di legge di ratifica, segnala che esso si compone di quattro articoli.
In particolare, l'articolo 3 contiene una clausola di invarianza finanziaria, per la quale dall'attuazione della legge di autorizzazione alla ratifica non devono derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Paolo FORMENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, essendo concluso l'esame preliminare, avverte che si intende si sia rinunciato al termine per la presentazione degli emendamenti e che il provvedimento verrà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione dei pareri. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare cinese per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatto a Roma il 23 marzo 2019.
C. 2030 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Andrea DI GIUSEPPE (FDI), relatore, in premessa, evidenzia che l'Accordo rappresenta un aggiornamento dell'attuale disciplina bilaterale sugli aspetti di fiscalità diretta nelle relazioni economiche e fiscali tra i due Paesi, adeguandone le disposizioni ai più recenti standard internazionali. Rileva che il testo si ispira al modello di convenzione elaborata nell'ambito dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) – ed è volto a realizzare una più efficace azione di contrasto all'evasione fiscale internazionale. L'obiettivo è quello di consentire alle imprese italiane di operare in Cina in condizioni migliori e in posizione concorrenziale rispetto alle aziende di altri Paesi europei, nonché agli investitori cinesi di avere un quadro normativo più certo per le loro Pag. 149attività nel nostro Paese. Al riguardo, ricorda che il Presidente del Consiglio ha recentemente sottoscritto, durante la sua missione a Pechino, il Piano d'azione per il rafforzamento del Partenariato strategico globale Cina-Italia 2024-2027, che delinea meccanismi per rafforzare e rilanciare la cooperazione in diversi ambiti di comune interesse tra Italia e Cina.
Più nel dettaglio, rileva che l'Intesa in esame – che si compone di trenta articoli e di un Protocollo – si applica alle persone fisiche e giuridiche residenti nei due Stati contraenti, in relazione all'imposizione sui redditi, in particolare – per la parte italiana – all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), all'imposta sul reddito delle società (IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), nonché alle imposte di natura analoga o identica eventualmente istituite in data successiva.
Osserva altresì che, dopo aver offerto un quadro delle definizioni di carattere generale e delle nozioni di residenza e di stabile organizzazione, il testo disciplina le modalità di tassazione dei redditi immobiliari, il regime di imponibilità degli utili delle imprese e delle imprese associate e di quelli derivanti dall'esercizio della navigazione marittima ed aerea internazionale, imponibili, in via generale, esclusivamente nello Stato in cui è situata la sede della direzione effettiva dell'impresa di navigazione.
Fa presente che ulteriori norme disciplinano le modalità di tassazione dei redditi da capitale (dividendi, interessi, canoni), stabilendo, in via generale, la tassazione da parte dello Stato di residenza del beneficiario, e prevedendo al contempo specifiche ipotesi di tassazione concorrente. Sono altresì disciplinate le modalità di tassazione dei redditi derivanti da professioni indipendenti, da lavoro subordinato, quelle relative ai compensi ricevuti dagli amministratori di società, da attività artistiche e sportive, da pensioni e da remunerazioni percepite nello svolgimento di funzioni pubbliche.
Precisa che forme di esenzione temporanee sono previste a beneficio di studenti o apprendisti, nonché di professori ed insegnanti, temporaneamente soggiornanti in uno dei due Stati contraenti.
Sottolinea che l'accordo pone altresì una regola di carattere generale secondo cui un reddito non disciplinato dagli articoli precedenti è tassato nello Stato di residenza del soggetto interessato.
Con riferimento ai meccanismi volti ad evitare le doppie imposizioni, osserva che l'Accordo prevede, per entrambe le Parti, il ricorso al metodo di imputazione ordinaria. L'Intesa pone altresì una norma antiabuso, in accoglimento delle azioni elaborate in ambito OCSE/G20, un principio di non discriminazione, una procedura amichevole per la risoluzione di eventuali casi di controversie interpretative o applicative dell'Accordo e norme per lo scambio di informazioni fra le autorità.
Rileva che il testo prevede, infine, che le disposizioni dell'accordo non pregiudichino il trattamento fiscale previsto per agenti diplomatici e funzionari consolari.
Quanto al Protocollo annesso all'accordo, segnala che si compone di sei paragrafi recanti ulteriori disposizioni e chiarimenti relativi alla determinazione degli utili delle imprese, alla tassazione degli interessi pagati ad un ente pubblico o ad un ente il cui capitale sia interamente posseduto dal Governo, ai redditi derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche ed allo scambio di informazioni relative a procedimenti penali.
Quanto al disegno di legge di ratifica, sottolinea che esso si compone di quattro articoli.
In particolare, l'articolo 3 valuta gli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento in 10,86 milioni di euro annui a decorrere dal 2025, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il comma 2 precisa che alle attività relative allo scambio di informazioni fiscali di cui all'articolo 27 dell'accordo si provveda con le risorse Pag. 150umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Laura BOLDRINI (PD-IDP) chiede chiarimenti sulla quantificazione della copertura finanziaria prevista dall'articolo 3 del disegno di legge di ratifica.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI si riserva di fornire le informazioni richieste nel prosieguo dell'esame.
Paolo FORMENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, essendo concluso l'esame preliminare, avverte che si intende si sia rinunciato al termine per la presentazione degli emendamenti e che il provvedimento verrà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione dei pareri. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.40.
RISOLUZIONI
Mercoledì 2 ottobre 2024. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.
La seduta comincia alle 12.40.
7-00251 Deborah Bergamini: Sulle sistematiche violazioni dei diritti umani, in particolare delle donne, in Afghanistan.
(Seguito della discussione e rinvio).
La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata nella seduta del 18 settembre 2024.
Paolo FORMENTINI, presidente, ricorda che nella seduta di avvio della discussione la collega Bergamini ha illustrato il contenuto dell'atto di indirizzo e che il rappresentante del Governo ha anticipato la presentazione di alcune proposte di riformulazione del testo. Invita, quindi, il rappresentante dell'Esecutivo ad illustrarle.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI, illustrando le proposte di riformulazione, propone di sostituire, al secondo punto delle premesse, le parole «il collasso» con le seguenti: «il definitivo ritiro»; al terzo punto delle premesse propone di sostituire le parole «a incontri di alto livello con le principali potenze regionali, come Cina e Russia e hanno persino partecipato a colloqui sponsorizzati», con le seguenti: «sotto l'egida delle»; suggerisce, altresì, al quarto punto delle premesse, di aggiungere, dopo le parole «talmente rigide che», le seguenti: «esperti indipendenti delle».
All'ultimo punto delle premesse, propone di aggiungere, dopo le parole «Josep Borrell», le seguenti: «nella dichiarazione rilasciata a nome di tutti gli Stati Membri».
Quanto alla parte dispositiva, nel primo impegno propone di aggiungere, prima della parola «esercitare», le seguenti: «continuare a»; suggerisce, quindi, di riformulare i successivi impegni nei seguenti termini: «ad assumere le necessarie iniziative, anche in sede di Unione europea, per valutare ulteriori misure restrittive mirate nei confronti delle autorità talebane; a sostenere gli appelli della società civile afghana affinché le autorità de facto siano chiamate a rispondere delle loro azioni; ad incrementare – a fronte della disponibilità di risorse aggiuntive – le azioni a sostegno del popolo afghano, delle donne e delle ragazze afghane e di tutti coloro che sono minacciati dai talebani, anche mediante l'adozione di appositi programmi di conferimento di borse di studio nelle università italiane a beneficio delle donne afghane emigrate dalla loro terra d'origine a causa dei divieti sul diritto allo studio».
Patrizia MARROCCO (FI-PPE), in qualità di cofirmataria della risoluzione in titolo, accetta le proposte di riformulazione avanzate dal rappresentante del Governo.
Paolo FORMENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
7-00254 Boldrini: Sul riconoscimento dell'apartheid di genere come crimine contro l'umanità.
(Seguito della discussione e rinvio).
La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata nella seduta del 18 settembre 2024.
Paolo FORMENTINI, presidente, ricorda che nella seduta di avvio della discussione la collega Boldrini ha illustrato il contenuto dell'atto di indirizzo, sottolineando l'urgenza della sua adozione, considerato che nel mese di ottobre il testo che prevede l'inserimento dell'apartheid di genere tra i crimini contro l'umanità sarà oggetto di voto da parte dalla Sesta Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Avverte, altresì, che il Governo aveva preannunciato la presentazione di alcune proposte di riformulazione. Invita, quindi, il rappresentante dell'Esecutivo ad illustrarle.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI propone di sopprimere, al quarto punto delle premesse, le parole «l'Iran, l'Arabia Saudita o lo Yemen».
Propone, quindi, di riformulare il dodicesimo punto delle premesse nei seguenti termini: «nel corso della prossima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il testo della bozza di articoli sulla prevenzione e repressione dei crimini contro l'umanità sarà portato all'attenzione della stessa Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che dovrà votarlo».
Quanto alla parte dispositiva, propone di riformularla nei seguenti termini «ad esercitare ogni opportuna azione diplomatica, affinché la comunità internazionale incrementi le pressioni per promuovere il pieno rispetto dei diritti delle donne e condanni nella maniera più netta ogni forma di persecuzione e segregazione sistematica contro le donne».
Laura BOLDRINI (PD-IDP) considera inaccettabili le proposte di riformulazione avanzate dal Governo. Rileva, infatti, che l'obiettivo della risoluzione è impegnare l'Esecutivo non già ad una generica azione diplomatica per promuovere il pieno rispetto dei diritti delle donne, bensì a sostenere, in sede di Nazioni Unite, l'inserimento dell'apartheid di genere nella redigenda Convenzione sulla prevenzione e repressione dei crimini contro l'umanità.
Peraltro, segnala che il 19 settembre scorso il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul deterioramento della situazione delle donne in Afghanistan nella quale, tra le altre cose, «invita l'UE a sostenere il riconoscimento dell'apartheid di genere come crimine contro l'umanità»; sottolinea che su questo paragrafo della risoluzione i deputati europei di Forza Italia si sono espressi a favore, mentre gli esponenti di Fratelli d'Italia e Lega si sono astenuti: auspica, dunque, che le forze di maggioranza della Commissione adottino una posizione coerente con quella espressa in sede europea.
Il Sottosegretario Giorgio SILLI sottolinea che l'Esecutivo – al contrario di Governi precedenti – è sempre disponibile a sottoporre soluzioni di compromesso in grado di raccogliere il consenso più ampio possibile all'interno Commissione: nel caso specifico, l'introduzione della fattispecie di apartheid, da un lato, presenta diverse criticità a livello giuridico, già segnalate in una precedente seduta, dall'altro, ha un valore nominalistico, che nulla aggiunge all'impegno del Governo nella promozione dei diritti delle donne su scala globale.
Emanuele POZZOLO (FDI), apprezzando l'iniziativa della collega Boldrini, auspica che, grazie alle proposte di riformulazione avanzate dal Governo, si possa superare l'impasse sul termine apartheid ed addivenire ad un voto unanime della risoluzione, considerando la convergenza di tutte le forze politiche sul tema.
Laura BOLDRINI (PD-IDP) ribadisce che le proposte di riformulazione del Governo sono irricevibili, dal momento che sopprimono, nella parte dispositiva, il riferimento all'apartheid di genere come crimine contro l'umanità, sulla base di una definizione ampiamente condivisa in sede di Nazioni Unite.
Paolo FORMENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.