SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA. – Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Galeazzo Bignami.
La seduta comincia alle 14.15.
Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità.
Nuovo testo C. 1632 Governo e abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Elena MACCANTI (LEGA), relatrice, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere, per i profili di competenza, alla Commissione Ambiente sul disegno di legge recante una disciplina quadro in materia di ricostruzione post-calamità (C. 1632 Governo e abb.).
Premette che il disegno di legge in esame, complessivamente composto da 27 articoli ripartiti in cinque capi, reca un corpus di norme finalizzato a definire un quadro giuridico uniforme per il coordinamento Pag. 155delle procedure e delle attività di ricostruzione nei territori colpiti da eventi calamitosi, ovvero delle attività successive a quelle poste in essere dal sistema di protezione civile per la gestione della fase emergenziale. Come si evince dalla relazione illustrativa, l'obiettivo è pertanto di intervenire sull'attuale quadro giuridico nazionale, che risulta disomogeneo, frammentario, stratificato nel tempo, differenziato per territori e in continuo divenire, attraverso la definizione di un modello unico, volto a garantire certezza, stabilità e velocità dei processi di ricostruzione.
Ricorda che per la realizzazione e il coordinamento delle procedure di ricostruzione nei territori colpiti da eventi calamitosi è prevista la nomina di un Commissario straordinario alla ricostruzione (articolo 3), coadiuvato da una Cabina di coordinamento per la ricostruzione (articolo 4).
Per quanto concerne i profili di competenza della IX Commissione, segnala anzitutto che l'articolo 2 prevede che il Consiglio dei ministri possa deliberare lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale in relazione a diversi interventi, tra i quali il ripristino delle strutture e infrastrutture pubbliche e private, tenendo conto dei fabbisogni individuati all'interno della relazione che il capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri è tenuto a presentare, sulla base dei dati e delle informazioni disponibili.
In secondo luogo, l'articolo 8 dispone che, entro diciotto mesi dalla nomina del Commissario straordinario alla ricostruzione, i comuni, ove richiesti dal medesimo Commissario straordinario, approvano o adeguano la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione al fine di programmare diversi interventi, tra i quali quelli di ripristino e realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, ivi compresa la rete di connessione per dati.
Segnala infine che l'articolo 14, comma 3, stabilisce che, per quanto riguarda gli interventi finalizzati alla definitiva messa in sicurezza e al definitivo ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali d'interesse nazionale di competenza della società ANAS S.p.A. ovvero alla loro ricostruzione, la medesima società provvede in qualità di soggetto attuatore, eventualmente operando, in via di anticipazione, a valere sulle risorse del fondo ANAS istituito dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 868, legge 28 dicembre 2015, n. 208), previa autorizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Laddove tali interventi rientrino nella competenza delle regioni e degli enti locali, ANAS S.p.A. opera in qualità di soggetto attuatore e provvede direttamente all'esecuzione dei medesimi interventi, sempre operando in via di anticipazione sulle risorse del fondo menzionato.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato).
Antonino IARIA (M5S) dichiara di condividere le finalità del provvedimento in esame, data la necessità di fornire un sostegno rapido e concreto ai cittadini colpiti dagli eventi calamitosi, che si registrano con sempre maggiore frequenza nel territorio italiano.
Manifesta tuttavia perplessità in ordine a due profili specifici. In primo luogo, chiede come possa conciliarsi la predisposizione di una disciplina di contrasto alle calamità uniforme per tutte le regioni con la volontà di dare attuazione all'autonomia differenziata per alcune di queste. Fa presente, infatti, che il rischio di procedere in tal senso sia quello di dar luogo ad interventi del tutto differenti a seconda della regione interessata dall'evento calamitoso.
In secondo luogo, critica aspramente la mancata predisposizione di una normativa che operi in via preventiva, contrastando i cambiamenti climatici attraverso una politica di transizione ecologica che consenta di ridurre a monte le cause che generano, in maniera sempre più ricorrente, gli eventi calamitosi. Critica, pertanto, l'atteggiamento del Governo, ritenendolo contraddittorio e rivolto a tutelare, per meri scopi elettorali, gli interessi dei cittadini non intenzionati a sopportare i sacrifici imposti dalle esigenze di tutela ambientale.
Preannuncia, dunque, il voto contrario della propria forza politica. Ritiene infatti che le azioni poste in essere dal Governo a Pag. 156sostegno delle popolazioni colpite dalle calamità siano del tutto insufficienti, non essendo state ancora adottate misure concrete ed effettive a supporto dei cittadini, come dimostra la recente esperienza della regione Emilia-Romagna.
Anthony Emanuele BARBAGALLO (PD-IDP) esprime riprovazione per il provvedimento adottato dal Governo, qualificandolo come l'ennesima occasione persa. Fa presente, infatti, che il disegno di legge in esame non garantisce l'attuazione di nessuno degli interventi richieste dalle regioni, dai comuni e dai cittadini maggiormente esposti agli eventi calamitosi.
In primo luogo, manifesta perplessità per la mancata predisposizione di una normativa che intervenga in via preventiva nel contrasto agli eventi calamitosi. Ritiene, infatti, che gli articoli 8 e 14 del provvedimento in esame non siano esaustivi sotto questo profilo e non garantiscono una pianificazione adeguata, soprattutto in relazione al tema del trasferimento delle risorse.
Inoltre, si rammarica della circostanza che il provvedimento non contempli alcuna previsione in ordine all'assunzione di personale qualificato e all'acquisito di mezzi e attrezzature specifiche, che appaiono quantomai necessari per garantire una gestione uniforme degli interventi di ricostruzione post-calamità.
Ricorda, in conclusione, che il proprio gruppo ha presentato l'ordine del giorno n. 9-01997-002, approvato dall'Assemblea nella seduta del 5 agosto 2024, con il quale impegnava il Governo a garantire lo stesso trattamento normativo previsto per gli interventi di ricostruzione successivi al terremoto del 2016 nel Centro Italia anche agli interventi posti in essere dopo il terremoto del 2018 in Sicilia. Ricorda, in particolare, che il Governo non è ancora intervenuto in tal senso e che nel provvedimento in esame, che costituisce il primo intervento normativo successivo all'approvazione del richiamato ordine del giorno, non si riscontra alcuna previsione che dia seguito all'impegno assunto. Auspica pertanto che il Governo dia attuazione, il prima possibile, agli impegni assunti, attraverso una modifica del disegno di legge attualmente all'esame della Commissione o, in alternativa, adottando in futuro altri provvedimenti sul punto. Fa presente, infatti, che si registra un forte ritardo nell'attuazione degli interventi programmati a seguito del terremoto del 2018, in quanto il Commissario ha effettivamente realizzato meno del 30 per cento di tali interventi. Auspica, pertanto, che la normativa possa essere resa omogenea il più rapidamente possibile, al fine di accelerare il percorso di ricostruzione dei territori interessati.
Alla luce di tali osservazioni, preannuncia l'astensione del gruppo Partito Democratico.
Il viceministro Galeazzo BIGNAMI dichiara che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti effettuerà gli opportuni accertamenti, al fine di verificare lo stato di attuazione degli impegni rivolti al Governo con l'ordine del giorno richiamato dal deputato Barbagallo.
Elena MACCANTI (LEGA) ringrazia il rappresentante del Governo per la disponibilità dimostrata nei confronti del collega Barbagallo.
Rileva inoltre che non sussiste alcuna contraddizione tra la finalità perseguita dal provvedimento in esame e il disegno di legge di attuazione della disposizione costituzionale sull'autonomia differenziata attualmente in corso di esame presso l'Assemblea. Ricorda, infatti, che tra le materie sulle quali le regioni reclamano maggiore autonomia si registra proprio la protezione civile, che ha costituito peraltro una delle prime richieste avanzate nel corso dei recenti negoziati con il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, sottolineando come il disegno di legge in esame introduca una disciplina uniforme per l'appunto volta al coordinamento delle relative attività.
La Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice (vedi allegato).
La seduta termina alle 14.30.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA. – Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Galeazzo Bignami.
La seduta comincia alle 14.30.
Disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo.
C. 805 Gaetana Russo e abb.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 2 ottobre 2024.
Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Avverte che, non essendo ancora pervenuto il parere del Ministero dell'economia e delle finanze sugli emendamenti oggetto di esame, ritiene opportuno rinviare la votazione dei medesimi emendamenti.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.35.
ATTI DELL'UNIONE EUROPEA
Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA.
La seduta comincia alle 14.35.
Programma di lavoro della Commissione per il 2024 – Trasformare il presente e prepararsi al futuro (COM(2023)638 final).
Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2024 (Doc. LXXXVI, n. 2).
(Parere alla XIV Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).
La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti in oggetto.
Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Andrea CAROPPO (FI-PPE), relatore, fa presente che la Commissione Trasporti avvia nella seduta odierna, per i profili di sua competenza, l'esame congiunto della relazione programmatica del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2024 e del programma di lavoro della Commissione europea per il 2024, ai fini del parere da rendere alla XIV Commissione.
Premette che, a partire dal 2011, questi documenti sono oggetto presso la Camera dei Deputati di una vera e propria «sessione europea di fase ascendente», volta all'analisi e al confronto tra le priorità del Governo e quelle delle Istituzioni dell'Unione europea per l'anno di riferimento.
In conformità alla procedura delineata nel parere della Giunta per il regolamento del 14 luglio 2010, essi sono infatti assegnati a tutte le Commissioni permanenti competenti per materia affinché possano esprimere un parere sui rispettivi ambiti di competenza alla XIV Commissione politiche dell'Unione europea, che provvede a redigere una relazione destinata all'Assemblea per la successiva discussione con votazione di eventuali strumenti di indirizzo.
Si tratta, pertanto, dell'unica procedura annuale che consente a tutti gli organi parlamentari – le quattordici Commissioni permanenti e l'Assemblea – di pronunciarsi in modo coordinato, coerente e approfondito sulle linee di intervento che il nostro Paese intende adottare in ambito europeo.
Rileva, in via preliminare, che l'esame dei due documenti quest'anno, in ragione della fine, nello scorso luglio, della legislatura europea 2019-2024 e del conseguente riavvio di un nuovo ciclo politico ed istituzionale europeo 2024-2029, tuttora in corso, Pag. 158è divenuto in larga misura privo di rilevanza.
Per un verso, il programma di lavoro della Commissione europea si è esaurito nei primi mesi dell'anno in corso, con l'ultima sessione del Parlamento europeo nello scorso aprile.
Per altro verso, la relazione programmatica del Governo contiene indicazioni nette ed importanti sugli obiettivi dell'Italia in merito alle politiche dell'Unione europea ma indica poi obiettivi e azioni previste in merito a 138 «dossier» specifici, relativi a singole questioni o proposte legislative dell'Unione europea che risultano in larghissima misura non aggiornate agli sviluppi intervenuti nelle ultime settimane della passata legislatura europea.
Al tempo stesso, ribadisce che la finalità ultima della procedura di esame dei documenti programmatici nazionali ed europei richiamati in premessa, è quella di consentire alla Camera di concorrere alla definizione delle grandi priorità della politica europea. Ed in questa fase a livello di Unione europea si stanno appunto stabilendo, in particolare nell'ambito del percorso che porterà alla nomina della nuova Commissione europea, gli obiettivi del prossimo ciclo politico quinquennale dell'Unione.
Ricorda a questo riguardo che il Consiglio europeo del 27 giugno scorso, subito dopo le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, ha approvato l'Agenda strategica dell'Unione, che costituisce la base politica per i programmi di lavoro delle altre istituzioni dell'Unione europea e per pianificare i lavori del Consiglio europeo. Tenendo conto delle priorità dettate dall'Agenda, nel luglio scorso la Presidente rieletta della Commissione europea – Ursula von der Leyen – ha presentato al Parlamento europeo gli orientamenti politici della Commissione stessa per il 2024-2029.
Ritiene pertanto che – facendo salvo il richiamo ad alcuni indirizzi di fondo contenuti nella relazione programmatica del Governo – l'esame della IX Commissione possa concentrarsi, per i profili di propria competenza, sulla Agenda strategica del Consiglio europeo e soprattutto sugli orientamenti politici della Commissione, così come ulteriormente declinati nelle lettere di incarico indirizzate dalla Presidente von der Leyen a ciascun commissario designato.
Questo approccio è stato peraltro seguito dalla Commissione politiche dell'Unione europea della Camera alla quale, come già ricordato, la IX Commissione è chiamata a rendere il proprio parere.
Con riferimento alla relazione programmatica del Governo, sottolinea che essa reca alcune priorità e obiettivi di fondo che mantengono valore anche nella nuova legislatura europea.
La prima, priorità per i profili di interesse della IX Commissione, è il sostegno ad una trasformazione verde ed ecologica che rispetti i principi di sostenibilità, ma anche gli obiettivi di promozione della competitività dell'industria europea, che rischia di essere indebolita da regolamentazioni eccessive.
La seconda, strettamente connessa alla precedente, consiste nella necessità di perseguire l'autonomia strategica dell'Unione europea, superando le dipendenze in settori chiave (energia, semiconduttori, difesa) attraverso una politica di sviluppo industriale e tecnologico, che favorisca la sovranità e la sicurezza economica dell'Unione europea, e la promozione di partnership strategiche a livello globale.
Considera inoltre molto apprezzabile che la relazione ribadisca la centralità di un dialogo costante tra Governo e Parlamento italiano per assicurare che le decisioni prese a livello europeo siano coerenti con gli interessi nazionali.
Relativamente all'Agenda strategica dell'Unione, essa ribadisce, tra gli altri, l'obiettivo di realizzare con successo le transizioni verde e digitale, sfruttando il loro potenziale per creare mercati, industrie e posti di lavoro di alta qualità, investendo in un'ampia infrastruttura per energia, trasporti e comunicazioni e perseguendo una transizione climatica giusta ed equa, con l'obiettivo di rimanere competitivi a livello globale e aumentare la sovranità energetica.Pag. 159
Si intende inoltre sviluppare la capacità in settori sensibili e tecnologie chiave del futuro, tra cui biotecnologie, tecnologie net-zero, mobilità, prodotti chimici e materiali avanzati, promuovendo innovazione e ricerca.
Passando agli orientamenti politici della Commissione europea 2024-2029, sottolinea anzitutto che essi, pur confermando la determinazione di procedere nel percorso verso la decarbonizzazione e la neutralità climatica avviato con il Green Deal, fanno esplicito riferimento alla possibilità di una revisione mirata della recente normativa sulle emissioni delle automobili. Infatti, fermi restando gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati per il 2035, anche per dare certezza e prevedibilità a investitori e produttori, si riconosce che tale traguardo può essere conseguito con un approccio tecnologicamente neutrale. Si tratta di un'affermazione importante e non scontata che avalla l'approccio seguito dal Governo e dal Parlamento italiani, che si sono ripetutamente pronunciati in favore dell'utilizzo di carburanti a basse o zero emissioni in alternativa alla scelta di consentire la circolazione di soli veicoli elettrici.
Si riconosce inoltre che la complessa decarbonizzazione dei trasporti non può essere disgiunta da interventi destinati a semplificare per i cittadini il passaggio a opzioni di trasporto sostenibili. Pertanto sono annunciate tra l'altro misure volte a incentivare l'utilizzo del treno anche per i viaggi transnazionali consentendo la prenotazione e l'emissione di biglietti digitali su un'unica piattaforma europea, affrontare le sfide collegate alle specifiche esigenze di collegamento delle isole, tema che la IX Commissione ha avuto modo di approfondire sotto diversi profili.
Strettamente connessa ed apprezzabile è una ulteriore serie di obiettivi politici fissati negli orientamenti relativa all'importanza di aumentare la produttività dell'Unione europea, e quindi anche la competitività della stessa a livello globale, attraverso la diffusione delle tecnologie digitali.
In primo luogo, la nuova Commissione intende concentrarsi sull'applicazione delle normative digitali adottate durante l'ultimo mandato, in particolare la legge europea sui servizi digitali e quella sui mercati digitali, e affrontare le sfide poste dalle piattaforme di e-commerce per garantire ai consumatori e alle imprese condizioni di parità basate su efficaci controlli doganali, fiscali, di sicurezza, nonché su standard di sostenibilità.
In secondo luogo, si prospetta un aumento degli investimenti nelle tecnologie all'avanguardia, con particolare riguardo al supercomputing, i semiconduttori, l'Internet degli oggetti, la genomica, l'informatica quantistica e la tecnologia spaziale, ma particolare rilievo è attribuito al settore dell'intelligenza artificiale e all'obiettivo dell'Unione europea di diventare un leader globale nella innovazione basata su di essa.
In tal senso si intende assicurare, nei primi 100 giorni del mandato della nuova Commissione, l'accesso a nuove capacità di supercalcolo su misura per le start-up e l'industria dell'intelligenza artificiale attraverso l'iniziativa denominata «AI Factories».
Infine sottolinea che, secondo gli orientamenti politici, per accrescere la competitività dell'Unione europea e consentire alle piccole e medie imprese (PMI) operanti nell'Unione di espandersi e crescere occorre, tra l'altro, un nuovo slancio per completare il mercato unico in alcuni settori, tra cui quello delle comunicazioni elettroniche e digitale.
Ricorda che nel nuovo collegio della Commissione le politiche di competenza della Commissione Trasporti sono ripartite tra diversi commissari designati.
Ricorda, inoltre, che la procedura di nomina dei commissari è ancora in corso di svolgimento, in quanto gli stessi saranno confermati soltanto all'esito delle audizioni che si svolgeranno sui rispettivi ambiti di competenza presso le competenti Commissioni del Parlamento europeo.
Il Commissario ai Trasporti sostenibili e al turismo, Apostolo Tzitzikostas, sarà responsabile del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Green Deal per il 2030.
In base alla lettera di incarico – per il cui approfondimento rimanda alla documentazione predisposta dagli uffici – il Pag. 160nuovo Commissario si concentrerà tra l'altro sulla realizzazione di un mercato unico dei trasporti, sulle infrastrutture trans-europee, sul digitale, sull'innovazione e sulle nuove tecnologie e contribuirà a sviluppare, come proposto dal rapporto Draghi, un piano d'azione industriale dell'Unione europea per il settore automobilistico.
Il Vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto, a cui è stato assegnato il portafoglio Politica di coesione, dello sviluppo regionale e città, dovrà garantire che vengano prese in considerazione le sfide economiche e sociali specifiche delle isole, tra cui i trasporti.
La Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia Henna Virkkunen sarà responsabile, secondo la lettera di incarico, anche del portafoglio Tecnologie digitali e di frontiera e si occuperà, tra l'altro, di garantire elevati standard di sicurezza informatica e rafforzare la competitività digitale dell'Unione europea, sviluppando anche la proposta di una legge europea sul cloud, una politica cloud unica a livello europeo per le amministrazioni pubbliche e gli appalti pubblici e un piano europeo a lungo termine per i chip quantistici, in linea con le osservazioni del rapporto Draghi.
L'elaborazione di una strategia per incrementare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale farà parte delle competenze di Ekaterina Zaharieva, commissaria designata per start-up, ricerca e innovazione, mentre le dimensioni industriali dell'intelligenza artificiale, del calcolo quantistico e ad alte prestazioni faranno parte dei compiti assegnati a Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale e responsabile del portafoglio Industria, PMI e Mercato unico.
Il commissario designato per il clima, la crescita pulita e gli obiettivi net-zero Wopke Hoekstra garantirà invece un approccio tecnologicamente neutrale in merito all'obiettivo della neutralità climatica per le automobili entro il 2035 e per assicurare il mantenimento degli obiettivi fissati nel Green Deal collaborerà con la Vicepresidente esecutiva per la transizione pulita, giusta e competitiva Teresa Ribera Rodríguez. Quest'ultima, responsabile del portafoglio concorrenza, per quel che concerne gli ambiti di competenza della IX Commissione, avrà il compito di affrontare le sfide dei mercati digitali, garantendo azioni di applicazione rapide ed efficaci ai sensi della legge sui mercati digitali.
Ricorda infine che il commissario designato Michael Mcgrath per la democrazia, la giustizia e lo stato di diritto dovrà anche affrontare le criticità delle piattaforme di e-commerce, in particolare per proteggere i consumatori e garantire loro parità di condizioni, sviluppare una strategia sull'uso delle tecnologie digitali, comprese quelle di intelligenza artificiale.
Ritiene importante sottolineare che numerosi settori di competenza della Commissione Trasporti sono oggetto di analisi e proposte anche nel rapporto sul Futuro della competitività europea presentato da Mario Draghi il 9 settembre 2024, rispetto al quale rinvia per ulteriori approfondimenti alla documentazione predisposta dagli uffici.
Il rapporto, come esplicitato dalla Presidente von der Leyen nelle lettere di incarico ai commissari, costituisce una base programmatica per l'azione della prossima Commissione nei vari settori di attività.
Richiama poi alcuni passaggi di particolare rilevanza in quanto intercettano profili di competenza della Commissione Trasporti e delineano il ruolo fondamentale delle reti e dei servizi di trasporti per la competitività dell'intera economia dell'Unione europea, per la coesione territoriale e sociale e per la transizione dell'Unione verso un'economia a zero emissioni.
Quanto alle politiche per il clima, il rapporto pone l'accento sugli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti per il trasporto su strada.
Nell'ultimo decennio si sono sovrapposti diversi atti legislativi e altri se ne prevedono negli anni a venire. Come evidenzia il rapporto, tali interventi non sempre sono stati coerenti e non sempre sono stati valutati adeguatamente con tutte le parti interessate, ad esempio nel caso del regolamento Euro 7. Pertanto, Draghi sottolinea la necessità di un'adeguata pianificazione Pag. 161delle misure volte alla decarbonizzazione dei trasporti e si propongono l'integrazione delle relative politiche nei piani nazionali per l'energia e il clima e un approccio integrato alle reti energetiche, alle infrastrutture di ricarica, alla standardizzazione delle attrezzature di produzione, alle telecomunicazioni e ai finanziamenti.
Con particolare riguardo al settore automobilistico, il rapporto rileva che l'assenza di una programmazione ha condotto l'Unione Europea a non sostenere la conversione della catena di fornitura nonostante la prospettiva di un'imminente rapida penetrazione dei veicoli elettrici sul mercato. La mancata inclusione dei trasporti nei piani nazionali per l'energia e il clima, inoltre, fa sì che l'introduzione di un quadro normativo preciso e vincolante per le case automobilistiche, da cui deriva un aumento della domanda di veicoli elettrici e di infrastrutture di ricarica, non sia accompagnato da un obbligo di offrire un accesso alla rete stabile, potente e dalla capacità sufficiente da parte dei fornitori di energia.
Si raccomanda all'Unione europea di progettare una pianificazione adeguata che dia priorità alla competitività, all'efficienza dei trasporti e alla resilienza ai rischi climatici, basandosi sulle reti TEN-T e sulla politica di coesione. Parallelamente, per meglio rispondere alle esigenze di un settore dei trasporti sempre più verde e intelligente, si richiede un migliore coordinamento tra le industrie di rete convergenti, quali le reti energetiche o le reti di telecomunicazione che dovrebbero essere garantite per fornire un'infrastruttura di ricarica moderna ed estesa per i veicoli stradali.
Si sottolinea altresì che il settore dei trasporti dovrebbe essere promosso come vettore di integrazione nell'ambito dell'impegno con i Paesi dell'allargamento, incorporando l'Ucraina, la Moldavia e i sei partner dei Balcani occidentali nella TEN-T.
Ritiene che, accanto a questi ambiziosi obiettivi, nel prossimo ciclo istituzionale 2024-2029 sia necessaria anche una maggiore attenzione, soprattutto da parte della Commissione europea, nel garantire il rispetto nel settore dei trasporti, da parte degli Stati membri, dei principi e delle regole dei trattati relativi alle quattro libertà fondamentali del mercato interno.
Esemplare al riguardo è la vicenda dei divieti di circolazione imposti dal Land del Tirolo al traffico stradale sull'asse del Brennero, motivate in base a considerazioni di natura ambientale.
L'Italia, dopo aver a lungo cercato una soluzione con il Governo austriaco, è stata costretta ad avviare la procedura prevista dall'articolo 259 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) nei confronti dell'Austria: ha pertanto chiesto di pronunciarsi preliminarmente sulla questione alla Commissione europea, la quale, nello scorso maggio, ha emesso un parere motivato riconoscendo che le restrizioni al traffico imposte dal Tirolo violano gli articoli 34 e 35 del TFUE in materia di divieti delle restrizioni quantitative tra gli Stati membri.
Pertanto nello scorso luglio il Consiglio dei Ministri ha deciso di proporre il ricorso contro l'Austria dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea affinché accerti tali violazioni e ne chieda la cessazione.
Richiama infine alcuni passaggi del rapporto che si concentrano sulla gestione della digitalizzazione, intesa come grande trasformazione in atto nell'Unione europea che potrebbe trasformarsi in occasione di crescita.
In un contesto in cui la tecnologia digitale costituisce uno dei principali fattori alla base del divario di produttività tra Unione europea e Stati Uniti d'America, proprio lo sviluppo di tecnologie emergenti potrà trainare la produttività e guidare la crescita. Il rapporto infatti, sebbene abbia dovuto prendere atto del ritardo europeo nelle tecnologie digitali rivoluzionarie, ritiene che l'Europa abbia ancora l'opportunità di capitalizzare le future ondate di innovazione digitale, a cominciare dall'intelligenza artificiale generativa.
In particolare si raccomanda un aumento significativo della capacità di calcolo dedicata all'addestramento e allo sviluppo algoritmico di modelli di intelligenza artificiale nei centri HPC e di finanziarie l'espansionePag. 162 di EuroHPC con ulteriori capacità di calcolo e di archiviazione.
Nell'individuare le azioni principali per affrontare i fattori di debolezza che ostacolano l'innovazione, il rapporto sostiene altresì la necessità di facilitare il consolidamento del settore delle telecomunicazioni per ottenere tassi di investimento più elevati nella connettività, soprattutto attraverso la definizione dei mercati delle telecomunicazioni a livello dell'Unione europea. Per le telecomunicazioni si raccomanda anche di rafforzare la sicurezza nell'approvvigionamento tecnologico per ridurre le vulnerabilità esterne.
Conclude, osservando come, alla luce degli obiettivi programmatici richiamati, la nuova legislatura europea sarà decisiva per fare ulteriori passi verso la transizione digitale ed ecologica, in senso più equilibrato e rispettoso delle esigenze della crescita e della competitività dell'Europa rispetto ai partner globali.
Auspica pertanto che la Commissione Trasporti possa concorrere, con l'espressione del proprio parere, a definire le priorità dell'Italia per il prossimo ciclo istituzionale europeo nei settori richiamati.
Antonino IARIA (M5S) critica diversi punti del programma e della relazione presentati.
In primo luogo, nel ricordare che il Green Deal persegue gli obiettivi della decarbonizzazione e della neutralità climatica puntando soprattutto sull'energia eolica, evidenzia la mancata previsione di misure che contemplino l'impiego dell'energia nucleare. Nel richiamare le recenti dichiarazioni rese dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, chiede quali siano gli interventi che il Governo intende attuare, anche in relazione al tema dello smaltimento delle scorie nucleari.
Rileva la necessità di intervenire sulla questione della resilienza idrica, soprattutto per l'importanza che la stessa assume per l'Italia e, in particolare, per il Mezzogiorno. Chiede pertanto chiarimenti su come si intendano declinare tali esigenze a livello europeo.
Ritiene inoltre opportuno approfondire il tema delle biotecnologie e, al suo interno, delle misure da adottare con riferimento alla carne coltivata.
Critica poi l'atteggiamento tenuto dal Governo in materia di trasporti, ritenendo in proposito che salvaguardare la produzione di automobili a combustibili fossili si ponga in contrasto con la linea d'intervento adottata a livello europeo, la quale è rivolta alla promozione di nuove forme di mobilità, favorendo, nello specifico, la mobilità elettrica.
Infine, in relazione alla politica militare europea, rileva la mancanza di previsioni sul punto, ritenendo che tale circostanza dimostri come, nonostante il Governo dichiari di sostenere le scelte adottate in materia, la situazione geopolitica attuale costituisca un elemento di forte preoccupazione ed instabilità decisionale anche per lo stesso Governo.
Andrea CASU (PD-IDP) accoglie con favore l'auspicio espresso dal collega Caroppo in ordine alla possibilità di contribuire, come Commissione, a definire le priorità che il Paese dovrebbe portare avanti a livello europeo.
Auspica, a sua volta, che i gruppi parlamentari possano dare vita ad una collaborazione attiva e funzionale a definire tali priorità.
Giulia PASTORELLA (AZ-PER-RE) esprime perplessità in ordine alla scelta di esaminare il programma di lavoro della precedente Commissione europea.
Chiede, inoltre, chiarimenti in ordine alle modalità ritenute più opportune per far valere, a livello europeo, le priorità proprie del Paese.
Salvatore DEIDDA, presidente, segnala che, nella giornata di oggi, le Commissioni riunite Ambiente ed Attività produttive hanno svolto l'audizione del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e che, nel corso di tale audizione, è stata espressa la volontà di reintrodurre una politica energetica fondata sul nucleare.Pag. 163
Fa presente, inoltre, che la decisione di portare avanti l'esame del programma di lavoro della precedente Commissione europea è stata assunta dalla XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea, alla quale la IX Commissione è chiamata rendere il proprio parere. Tale esame può comunque costituire un'occasione per esaminare gli indirizzi dei nuovi organi dell'Unione europea e sollecitare l'attenzione sui temi ritenuti strategici e prioritari per il Paese.
Andrea CAROPPO (FI-PPE), relatore, nel rilevare che molti dei temi richiamati dal collega Iaria vertono su questioni di competenza di altre Commissioni, ricorda che nel corso della recente campagna elettorale, rivolta all'elezione dei membri del Parlamento europeo, l'opportunità di una revisione delle politiche del Green Deal era prospettata all'interno di diversi programmi presentati dalle varie forze politiche. La possibilità di una revisione in tal senso è stata, peraltro, contemplata anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come si evince dalle dichiarazioni programmatiche recentemente rese. Fa presente, inoltre, che con tale apertura la presidente della Commissione dimostra di accogliere le richieste che, oramai da tempo, determinate forze politiche portano avanti a livello europeo.
Ricorda che sebbene ci si trovi attualmente in una fase di transizione del ciclo istituzionale europeo, la Commissione Trasporti dovrebbe comunque sfruttare la possibilità di dare il proprio contributo nella formulazione degli orientamenti e delle priorità da perseguire a livello europeo.
Manifesta, infine, la propria disponibilità a valutare ed eventualmente accogliere le proposte ed osservazioni che i colleghi intendano presentare.
Salvatore DEIDDA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame congiunto ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.55.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Salvatore DEIDDA.
La seduta comincia alle 14.55.
Delega al Governo in materia di organizzazione, potenziamento e sviluppo tecnologico dei centri di elaborazione dati.
C. 1928 Pastorella.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Salvatore DEIDDA, presidente, avverte che il gruppo PD-IDP ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Enzo AMICH (FDI), relatore, riferisce sui contenuti della proposta di legge recante una delega al Governo in materia di organizzazione, potenziamento e sviluppo tecnologico dei centri di elaborazione dati (C. 1928).
Si tratta, in particolare, di un testo composto da un solo articolo, che mira a definire criteri e principi direttivi che dovranno guidare il Governo nel fornire un inquadramento normativo del settore dei centri di elaborazione dati, cosiddetti «data center», cioè infrastrutture fisiche che rendono possibile l'utilizzo di applicazioni e servizi digitali.
La proposta nasce dall'esigenza di fornire un quadro normativo chiaro e adeguato a un settore in rapida crescita, sia a livello globale che nazionale. Di fatti, in soli due anni, il numero di data center nel mondo è quasi raddoppiato e l'Italia ha visto un aumento significativo degli investimenti in questo comparto: basti pensare che nel 2023, il mercato in Italia ha raggiunto un valore di 654 milioni di euro, con una crescita del 10 per cento rispetto all'anno precedente.Pag. 164
Oltre al contributo economico diretto, i data center sono cruciali per l'espansione di tecnologie avanzate come il cloud computing e l'intelligenza artificiale, settori che stanno contribuendo ad una profonda trasformazione dei settori produttivi e dei servizi pubblici. Inoltre, l'apertura di queste infrastrutture ha ricadute positive sull'economia e l'occupazione del territorio, oltre che in termini di cybersicurezza, in quanto permettono di mantenere i dati all'interno dei confini nazionali.
Il crescente interesse nella filiera italiana dei centri di elaborazione dati è testimoniata dal fatto che nel 2023, 23 società – di cui 8 nuovi ingressi nel mercato italiano – hanno annunciato l'apertura di 83 nuove infrastrutture nel periodo 2023-2025. L'attrattività del territorio italiano per questo comparto è dovuta, tra le altre cose, alla sua posizione nel Mediterraneo, fungendo da raccordo tra l'Europa settentrionale, il continente africano e l'area meridionale. Non stupisce, quindi, il recente l'annuncio dell'investimento di Microsoft da 4,3 miliardi di euro, il più grande in Italia fino ad oggi, per espandere la sua infrastruttura di data center hyperscale cloud e di Intelligenza Artificiale.
Tuttavia, il settore non è esente da sfide di carattere strutturale e normativo. Infatti, i data center sono altamente energivori, consumando significative risorse idriche ed elettriche. Inoltre, ad oggi, il settore dei centri di elaborazione dati non risulta ancora riconosciuto a livello regolatorio, essendo queste infrastrutture disciplinate al pari di quelle industriali.
In risposta a queste sfide, la proposta di legge non solo mira a incentivare la crescita del settore, attraverso la promozione degli investimenti e il riconoscimento normativo dei data center come infrastrutture strategiche, ma anche a garantire che ciò avvenga in maniera sostenibile ed efficiente, attraverso standard di sicurezza e criteri di efficienza energetica.
In particolare, il comma 1 dell'articolo 1 delega il Governo a emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni per l'organizzazione, il potenziamento e lo sviluppo tecnologico dei centri di elaborazione dati, intesi come insieme di risorse umane, fisiche, architetturali, elettroniche e tecnologiche necessarie per il funzionamento dei sistemi informativi, ossia i dispositivi elettronici, gli strumenti di elaborazione e di connettività nonché gli archivi digitali finalizzati al funzionamento dell'intera architettura informatica.
Il comma 2 reca i princìpi e criteri direttivi della delega. Si dispone, in particolare, la definizione di procedure autorizzative semplificate per la costruzione di nuove infrastrutture e un relativo codice ATECO; la semplificazione delle procedure autorizzative per la costruzione di nuove infrastrutture; il potenziamento della rete elettrica nazionale; la promozione degli investimenti pubblici e privati e il rafforzamento delle competenze specifiche.
I successivi commi definiscono la procedura per il suo esercizio, prevedendo, tra le altre cose, che i decreti delegati siano adottati su proposta del Presidente del Consiglio e che siano trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti per materia, che devono esprimere un parere entro 30 giorni dalla data di trasmissione.
Per ulteriori approfondimenti rinvia alla documentazione predisposta dagli uffici.
Propone, in conclusione, lo svolgimento di un ciclo di audizioni e l'acquisizione di memorie scritte, anche al fine di valutare i punti di vista degli operatori del settore, che appaiono essenziali al fine di predisporre un testo completo ed efficace.
Giulia PASTORELLA (AZ-PER-RE) ringrazia il presidente e i colleghi per la collaborazione dimostrata nel voler avviare l'esame della proposta di legge.
Ricorda che l'intervento normativo in questione intende rispondere alle molteplici richieste provenienti non soltanto dagli investitori, ma anche dai sindaci, a causa delle difficoltà riscontrate nell'attuazione degli investimenti rivolti alla realizzazione dei data center, soprattutto sotto il profilo fiscale.
Ribadisce inoltre che il provvedimento non intende introdurre una disciplina a sostegno di un settore in difficoltà, proprio Pag. 165perché quello dei centri di elaborazione dati è, al contrario, un settore in forte crescita. Lo scopo della normativa è piuttosto di agevolare e semplificare la procedura prevista per la loro apertura, che a causa dei molteplici oneri burocratici rischia di disincentivare lo sviluppo di un settore che appare sempre più strategico per l'economia del Paese.
Auspica in conclusione la massima collaborazione da parte dei vari gruppi parlamentari, rilevando come la questione in esame, concernente il tema della connettività, dovrebbe rispondere agli interessi di tutti gli schieramenti politici.
Salvatore DEIDDA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 9 ottobre 2024.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.15.