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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 9 ottobre 2024
381.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
COMUNICATO
Pag. 167

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 14.15.

Disposizioni per la promozione e lo sviluppo delle start-up e delle piccole e medie imprese innovative mediante agevolazioni fiscali e incentivi agli investimenti.
C. 107-B, approvata dalla Camera e modificata dal Senato.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pag. 168

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, ricorda che l'inizio dell'esame in Assemblea del provvedimento in titolo è previsto per lunedì 14 ottobre.
  Dà quindi conto delle sostituzioni e invita il relatore ad esporre i contenuti della proposta di legge all'esame.

  Silvio GIOVINE (FDI), relatore, avverte che la Commissione è chiamata a rendere il proprio parere alla VI Commissione Finanze sulla proposta di legge AC 107-B, come modificata al Senato, che interviene sulle agevolazioni fiscali e sui finanziamenti in favore delle start-up e delle PMI innovative (articoli 1-4) e sui requisiti di capitale delle SiS, società di investimento semplice (articolo 5).
  Ricorda che, secondo quanto previsto dall'articolo 70, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, l'esame presso la Camera dei deputati verterà «soltanto sulle modificazioni apportate dal Senato e sugli emendamenti ad esse conseguenti che fossero proposti». Ricorda altresì che la X Commissione, nella seduta del 22 giugno 2023 ha espresso parere favorevole sul provvedimento approvato poi in prima lettura alla Camera, in particolare sottolineando l'intervento sulla disciplina della detrazione Irpef per gli investimenti in start-up e PMI innovative, al fine di consentirne la fruizione anche in caso di incapienza del contribuente, ovvero qualora la detrazione superi l'imposta lorda dovuta dal contribuente, considerato come volto a favorire quindi gli investimenti privati in esse e a incentivarne lo sviluppo.
  Più in dettaglio, segnala che nel corso dell'esame al Senato, in primo luogo, è stato inserito ex novo l'articolo 3, contenente una modifica alla disciplina del Patrimonio Destinato, volta ad ampliarne le facoltà operative al fine di sostenere la patrimonializzazione delle imprese italiane e il rafforzamento delle filiere, reti e infrastrutture strategiche.
  Con riferimento all'articolo 4, fa presente che sono state apportate le seguenti modifiche: la rubrica è stata modificata nella parte in cui si specifica il riferimento alle disposizioni in materia di Anagrafe nazionale delle ricerche; il comma 1, lettera b), numero 1 ed il comma 1, lettera d), numero 2 sono stati modificati aggiornando il riferimento normativo al nuovo articolo 21, paragrafo 3, del Regolamento UE n. 651 del 2014 (regolamento generale di esenzione) (nel testo originario si faceva riferimento al paragrafo 5 dell'articolo 21, oggetto di novella a decorrere dal 1° luglio 2023); il comma 1, lettera e) è stato modificato al fine di inserire il riferimento anche all'articolo 21-bis del Regolamento UE n. 651 del 2014 in materia di aiuti al finanziamento del rischio a favore delle PMI in forma di incentivi fiscali per gli investitori privati che sono persone fisiche; il comma 3 è stato inserito al fine di stabilire i criteri, i requisiti e le modalità di iscrizione dei laboratori di ricerca pubblici e privati in apposita sezione dell'Anagrafe nazionale delle ricerche; il comma 4 è stato inserito al fine di prevedere la clausola di invarianza finanziaria con riferimento alla misura introdotta al comma 3.
  Ciò riferito, riassume brevemente i contenuti della proposta di legge, composta di 5 articoli, nel suo complesso.
  L'articolo 1, approvato nel medesimo testo da entrambe le Camere, contiene le definizioni rilevanti di start-up innovativa e di PMI innovativa, rinviando alla disciplina vigente.
  L'articolo 2, approvato nel medesimo testo da entrambe le Camere, interviene sulla disciplina delle detrazioni Irpef per gli investimenti in start-up e PMI innovative al fine di consentirne la fruizione anche in caso di incapienza del contribuente mediante la trasformazione dell'eccedenza non detraibile in credito d'imposta.
  Dell'articolo 3, come detto introdotto al Senato, rinvia a quanto sopra già riferito.
  L'articolo 4, modificato nei termini già riferiti, chiarisce e specifica l'esenzione delle plusvalenze derivanti da cessione di quote in imprese innovative, al fine di rendere l'agevolazione coerente con i requisiti imposti – con particolare riferimento alle caratteristiche delle imprese innovative – dalla vigente disciplina in materia di aiuti de minimis. Si esenta da imposizione sui redditi l'insieme di proventi percepiti dalle persone fisiche, ove provenienti dalla partecipazionePag. 169 a OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio) che investono in imprese innovative. Ricordo, quindi, che attraverso le modifiche introdotte al Senato, sono state introdotte disposizioni volte a disciplinare l'iscrizione dei laboratori di ricerca pubblici e privati presso l'Anagrafe nazionale delle ricerche (inserendo i nuovi commi 3 e 4) e sono stati aggiornati i riferimenti normativi relativi alle disposizioni europee in materia di aiuti di Stato.
  L'articolo 5, approvato nel medesimo testo da entrambe le Camere, innalza da 25 a 50 milioni di euro del limite di patrimonio netto previsto per le società di investimento semplice (SIS).
  Nessuno chiedendo di intervenire, formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Francesca GHIRRA (AVS) osserva che il testo all'esame rappresenta un passo in avanti per il settore in questione. Ritenendo tuttavia che gli investimenti previsti siano insufficienti, annuncia il voto di astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Disposizioni per la celebrazione del quinto centenario della morte di Niccolò Machiavelli.
C. 1840 Amorese.
(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Catia POLIDORI (FI-PPE), relatrice, ricorda che la Commissione è chiamata a rendere parere sulla proposta di legge in titolo nel testo risultante dall'esame delle proposte emendative da parte della VII Commissione, competente in sede referente. La proposta di legge in esame, composta di 5 articoli, reca disposizioni per la celebrazione del quinto centenario della morte di Niccolò Machiavelli.
  Avverte che la sua relazione si soffermerà sui soli aspetti che presentano profili di interesse per la X Commissione e rinvia alla documentazione predisposta dagli uffici per ogni ulteriore approfondimento.
  Fa presente che l'articolo 1 reca le finalità della proposta di legge in esame. Nello specifico, il suo unico comma prevede che la Repubblica, nell'ambito delle finalità di promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica nonché di valorizzazione e di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione, ad essa attribuite dalla Costituzione (articoli 9 e 117, terzo comma) celebri, in particolar modo a beneficio delle giovani generazioni, la figura di Niccolò Machiavelli nella ricorrenza del quinto centenario della morte, che cade nell'anno 2027.
  Rileva che l'articolo 2 reca l'istituzione e il finanziamento del Comitato nazionale per la celebrazione del quinto centenario della morte di Niccolò Machiavelli.
  Evidenzia che l'articolo 3 disciplina la composizione e il funzionamento del Comitato nazionale. Nel dettaglio, il comma 1 dispone che il Comitato nazionale sia formato da tredici componenti nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Segnala che, ai sensi del comma 2, il presidente del Comitato nazionale è nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della cultura. Gli altri componenti sono designati: due dal Presidente del Consiglio dei ministri, tre dal Ministro della cultura, uno dal Ministro dell'istruzione e del merito, uno dal Ministro dell'università e della ricerca, uno dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; uno dal Ministro del turismo; uno dalla Regione Toscana; uno dal comune di Firenze e uno dall'Autorità politica delegata in materia di anniversari di interesse nazionale.
  Sottolinea che l'articolo 4 regola la durata e i compiti del Comitato nazionale. Nello specifico, osserva che, ai sensi del comma 2, il Comitato nazionale ha il compitoPag. 170 di elaborare un programma culturale relativo alla vita e all'opera di Niccolò Machiavelli, comprendente attività di ricerca, editoriali, formative, espositive, performative e di organizzazione e gestione di manifestazioni in ambito culturale, storico, letterario e artistico di elevato valore, in una prospettiva di internazionalizzazione, di promozione turistica, culturale e di innovazione tecnologica, al fine di divulgare in Italia e all'estero, anche mediante piattaforme digitali, la conoscenza del pensiero, dell'opera, della cultura e dell'eredità del personaggio.
  Segnala, infine, che l'articolo 5 reca le disposizioni finanziarie.
  Nessuno chiedendo di intervenire, formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

  Francesca GHIRRA (AVS) dichiara di condividere lo spirito del provvedimento all'esame ma ritiene che i finanziamenti previsti siano eccessivi e la composizione del Comitato, in un certo senso, esuberante. Per tali motivi annuncia il voto di astensione del suo gruppo sulla proposta di parere della relatrice.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità.
C. 1632 Governo e abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, ricorda che l'inizio dell'esame in Assemblea del provvedimento in titolo è previsto per lunedì 14 ottobre.

  Giorgia ANDREUZZA (LEGA), relatrice, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere di competenza alla VIII Commissione Ambiente, competente nel merito sulla proposta di legge C. 1632, e abbinate, recante Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità come modificata in sede referente all'esito dell'esame delle proposte emendative presentate.
  Avverte che il provvedimento contiene profili di limitato interesse per la Commissione connessi, di fatto, ai soli articoli 24, 24-bis e 25. Espone quindi brevemente solo quanto di interesse per la X Commissione e rinvia alla documentazione predisposta dagli uffici per ogni ulteriore approfondimento.
  Fa presente che l'articolo 24 prevede che nei territori colpiti dagli eventi calamitosi di cui all'articolo 1 il Ministero delle imprese e del made in Italy possa applicare il regime di aiuto per le aree di crisi industriale. In particolare, rilevo che il comma 1 prevede che nei territori colpiti dagli eventi calamitosi, al fine di assicurare il mantenimento della occupazione e l'integrale recupero della capacità produttiva, il Ministro delle imprese e del made in Italy possa applicare il regime di aiuto per le aree di crisi industriale, di cui al decreto-legge n. 120 del 1989 (legge n. 181 del 1989), limitatamente a quanto disciplinato dal decreto ministeriale 24 marzo 2022. Le agevolazioni si applicano ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato «de minimis» e in esenzione dall'obbligo di notifica preventiva alla Commissione dell'Unione europea per categoria. Per disciplinare l'attuazione degli interventi, il comma 2 demanda al Ministero delle imprese e del made in Italy la sottoscrizione di un apposito accordo di Programma con la regione interessata. Per le finalità di cui al comma 1, il comma 2 destina le risorse disponibili che il decreto ministeriale 23 aprile 2021 assegna alle aree di crisi industriale non complessa.
  Evidenzia che la VIII Commissione, accogliendo un emendamento del relatore, ha introdotto un nuovo articolo 24-bis che prevede interventi per lo sviluppo. In tal senso il comma 1 dispone che al fine di evitare fenomeni di spopolamento e di promuovere lo sviluppo economico e sociale, nei territori colpiti dagli eventi calamitosi di cui all'articolo 1 per i quali è stato dichiarato lo stato di ricostruzione ai sensi Pag. 171dell'articolo 2, una quota degli stanziamenti disposti su base annuale per i singoli eventi calamitosi, nel limite massimo del 4 per cento, può essere destinata, nel quadro di un programma di sviluppo approvato dal Commissario straordinario ai sensi del comma 2, alla valorizzazione delle risorse territoriali, produttive e professionali endogene, alla promozione di ricadute occupazionali dirette e indirette, nonché all'incremento dell'offerta di beni e servizi connessi al benessere dei cittadini e delle imprese. Sottolineo che il comma 2 dispone che il programma di cui al comma 1 è approvato dal Commissario straordinario entro dodici mesi dalla nomina, acquisita l'intesa, da sancire nell'ambito della Cabina di coordinamento di cui all'articolo 4, delle regioni e delle province autonome interessate, nonché dei rappresentanti delle province e dei comuni interessati ed è finanziato a valere sulle risorse di cui al comma 1 e sulle ulteriori risorse eventualmente trasferite dalle regioni interessate sulla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario con vincolo di destinazione a finalità di sviluppo. Segnalo che il comma 3, invece precisa che il predetto programma individua le tipologie di intervento e le amministrazioni pubbliche attuatrici nonché disciplina il monitoraggio, la valutazione in itinere ed ex post degli interventi e la eventuale revoca o la rimodulazione delle risorse per la più efficace allocazione delle medesime.
  Osserva che l'articolo 25 reca la delega al Governo a definire, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, degli schemi assicurativi volti a indennizzare le persone fisiche e le imprese che abbiano subito danni al proprio patrimonio edilizio per effetto di calamità naturali ed eventi catastrofali.
  Precisa che i decreti legislativi dovranno rispettare i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) individuare la platea dei soggetti aventi diritto all'indennizzo e la tipologia di immobili ammissibili a tali forme di copertura, assicurando l'efficiente coordinamento degli schemi assicurativi a supporto della ricostruzione con le altre tipologie di intervento pubblico applicate, secondo la normativa vigente, in occasione di eventi calamitosi e catastrofali; b) individuare la tipologia dei rischi assicurabili e dei danni suscettibili di indennizzo nonché l'entità dei massimali assicurativi, in attuazione di parametri e criteri idonei a garantire adeguata e uniforme copertura nell'intero territorio nazionale; b-bis) promuovere, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, la costituzione presso la Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) S.p.a. di un ruolo di esperti per la stima economica dei danni prodotti da eventi calamitosi (lettera inserita dalla Commissione in sede emendativa); c) valorizzare forme di compartecipazione delle imprese assicurative private allo sviluppo dei predetti schemi assicurativi, anche al fine di mitigare, contenere e razionalizzare gli impatti sulla finanza pubblica derivanti dall'attuazione delle misure di intervento pubblico attivate in occasione di eventi calamitosi e catastrofali, a supporto del superamento dell'emergenza ad essi correlata e a ristoro dei danni da essi cagionati.
  Nessuno chiedendo di intervenire, formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).

  Francesca GHIRRA (AVS) fa presente che il suo gruppo vede con favore il riordino del settore in questione ed esprime apprezzamento sull'accoglimento di talune proposte emendative presentate dal suo gruppo da parte della Commissione competente per il merito. Ritiene, tuttavia, che il testo susciti ancora talune perplessità e, per tale motivo, annuncia il voto di astensione del suo gruppo sulla proposta di parere della relatrice.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

  La seduta termina alle 14.25.

Pag. 172

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 14.25.

Schema di decreto legislativo recante costituzione dell'Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici, tipizzati sotto il profilo storico-culturale o commerciale, ai fini della valorizzazione turistica e commerciale di dette attività.
Atto n. 183.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 2 ottobre 2024.

  Giorgia ANDREUZZA, relatrice, chiede di poter disporre di altro tempo per meglio definire i contenuti della sua proposta di parere, peraltro anticipata in bozza per le vie brevi a tutti i commissari, che intende presentare nella prossima seduta.

  Antonio FERRARA (M5S) comunica che il suo gruppo ha predisposto una proposta di parere alternativa a quella della relatrice che verrà presentata in altra seduta.

  Francesca GHIRRA (AVS) fa presente che il suo gruppo, considerando la proposta di parere anticipata dalla relatrice per le vie brevi certamente condivisibile, ha ritenuto di non dover predisporre una proposta di parere alternativa. Chiede, tuttavia, alla relatrice se vi siano le condizioni per integrare la proposta di parere che sarà poi formulata con alcuni suggerimenti proposti dall'ANCI in sede di audizione.

  Giorgia ANDREUZZA, relatrice, si riserva di valutare con la collega Ghirra, e comunque con i commissari che intendessero farlo, la possibilità di includere eventuali altri aspetti che consentano di formulare una proposta di parere significativa e condivisa.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.30.

ATTI DELL'UNIONE EUROPEA

  Mercoledì 9 ottobre 2024. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 14.30.

Programma di lavoro della Commissione per il 2024 – Trasformare il presente e prepararsi al futuro.
(COM(2023) 638 final).
Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2024.
(Doc. LXXXVI, n. 2).
(Esame congiunto ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame congiunto dei documenti in oggetto.

  Ilaria CAVO (NM(N-C-U-I)-M), relatrice, ricorda che, a partire dal 2011, in conformità alla procedura delineata nel parere della Giunta per il regolamento del 14 luglio 2010, i documenti all'esame sono assegnati a tutte le Commissioni permanenti affinché possano esprimere un parere sui rispettivi ambiti di competenza. L'esame generale è invece demandato alla XIV Commissione che presenta una relazione all'Assemblea per la successiva discussione e la votazione di risoluzioni.
  Tale procedura assicura lo svolgimento di una vera e propria «sessione europea di fase ascendente» che consente a tutti gli organi parlamentari – le Commissioni permanenti e l'Assemblea – di conoscere le priorità politiche e legislative per l'anno in corso, nei diversi ambiti settoriali, della Commissione europea e del Governo, di valutarle e infine di esprimersi su di esse in modo coordinato, coerente e approfondito. Pag. 173Si tratta quindi di una procedura che rappresenta un passaggio di rilevanza centrale per il coinvolgimento del Parlamento nella determinazione degli indirizzi della politica europea del nostro Paese.
  Ritiene opportuno tuttavia rilevare, in via preliminare, che l'esame dei due documenti quest'anno, in ragione della fine, nello scorso luglio, della legislatura europea 2019-2024 e del conseguente riavvio di un nuovo ciclo politico ed istituzionale europeo 2024-2029, tuttora in corso, è divenuto in larga misura privo di rilevanza. Per un verso, il programma di lavoro della Commissione europea si è esaurito nei primi mesi dell'anno in corso, con l'ultima sessione del Parlamento europeo nello scorso aprile. Per altro verso, la relazione programmatica del Governo contiene indicazioni nette ed importanti sulle grandi priorità dell'Italia in merito alle politiche dell'UE ma formula indirizzi e azioni dettagliate in merito a 138 «dossier» specifici, relativi a singole questioni o proposte legislative dell'UE, che risultano in larghissima misura non aggiornati agli sviluppi intervenuti nelle ultime settimane della passata legislatura europea.
  Al tempo stesso ribadisce che la finalità ultima della procedura di esame dei documenti programmatici nazionali ed europei che ha richiamato in premessa è quella di consentire alla Camera di concorrere alla definizione delle grandi priorità della politica europea. Ed in questa fase a livello europeo si stanno appunto stabilendo, in particolare nell'ambito del percorso che porterà alla nomina della nuova Commissione europea, gli obiettivi del prossimo ciclo politico quinquennale dell'Unione.
  Ricorda a questo riguardo che il Consiglio europeo del 27 giugno scorso, subito dopo le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, ha approvato l'Agenda strategica dell'Unione, che costituisce la base politica per i programmi di lavoro delle altre istituzioni dell'Unione europea e per pianificare i lavori del Consiglio europeo. Tenendo conto delle priorità dettate dall'Agenda, nel luglio scorso la Presidente rieletta della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato al Parlamento europeo gli orientamenti politici della Commissione stessa per il 2024-2029.
  Ritiene pertanto che – fatto salvo il richiamo ad alcuni indirizzi di fondo contenuti nella relazione programmatica del Governo – l'esame possa concentrarsi, per i profili di competenza, sull'Agenda strategica del Consiglio europeo e soprattutto sugli orientamenti politici della Commissione, così come ulteriormente declinati nelle lettere di incarico indirizzate dalla Presidente von der Leyen a ciascun commissario designato.
  Segnala, peraltro, che questo approccio è anche seguito dalla Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera alla quale si rende il parere.
  Ciò premesso, per quanto riguarda la relazione programmatica del Governo, sottolinea che essa reca alcune priorità e obiettivi di fondo che mantengono valore anche nella nuova legislatura europea. Il Governo ritiene infatti prioritario promuovere la competitività di lungo periodo dell'industria europea e la sua autonomia strategica in settori chiave, come quelli dei semiconduttori, delle materie prime critiche e dell'intelligenza artificiale. Ritiene altresì necessario sostenere l'attuazione, da parte dell'Unione europea, di una politica commerciale comune aperta basata su sostenibilità, resilienza e level playing field.
  Considera inoltre molto apprezzabile che la relazione ribadisca la centralità di un dialogo costante tra Governo e Parlamento italiano per assicurare che le decisioni prese a livello europeo siano coerenti con gli interessi nazionali.
  Relativamente all'Agenda strategica dell'Unione, ricorda, in estrema sintesi, che anch'essa intende – tra le altre cose – rafforzare la competitività a lungo termine dell'Unione, aumentando la sovranità nei settori strategici, sviluppare ulteriormente il mercato unico, perseguire una politica commerciale ambiziosa, solida, aperta e sostenibile, diversificando e proteggendo al contempo le catene di approvvigionamento strategiche, costruire una vera e propria unione energetica e sviluppare un'economia più circolare ed efficiente in termini di risorse.Pag. 174
  Venendo agli orientamenti politici della Commissione europea 2024-2029, e rinviando per ulteriori approfondimenti alla documentazione predisposta dagli uffici, è importante, anzitutto, sottolineare che essi in larga misura anticipano alcuni contenuti poi formulati nel Rapporto sul Futuro della competitività europea da Mario Draghi il 9 settembre 2024. Rapporto che la Presidente von der Leyen ha posto alla base dell'azione della nuova Commissione, anche attraverso espressi richiami nelle lettere di incarico dei futuri commissari europei.
  Una delle principali priorità del nuovo ciclo istituzionale europeo viene infatti individuata nella riduzione del divario di produttività che l'Unione europea ha accumulato negli ultimi anni rispetto ai grandi partner globali, segnatamente gli Stati Uniti e la Cina. Un divario che si è tradotto anche in una minore crescita del reddito pro capite e nell'aggravamento delle dipendenze strategiche dell'Europa da Paesi terzi.
  Per rilanciare la produttività e la crescita del nostro continente, gli orientamenti politici della nuova Commissione individuano tra principali obiettivi: la semplificazione degli oneri burocratici e amministrativi per le imprese e il rafforzamento del mercato unico; l'introduzione di un Patto per un'industria pulita che sostenga il processo di decarbonizzazione dei settori produttivi e riduca i prezzi dell'energia; la rinnovata centralità della ricerca e l'innovazione nell'economia europea.
  Con particolare riferimento alla politica industriale, gli orientamenti annunciano la presentazione, nei primi 100 giorni di mandato, di un nuovo Patto per un'industria pulita a sostegno della competitività delle imprese. A ciò si accompagna l'impegno di offrire alle aziende le condizioni giuste per raggiungere gli obiettivi comuni, in particolare tramite investimenti e accesso a forniture energetiche e materie prime a basso costo, sostenibili e sicure. Anche il rapporto Draghi invoca il varo di una nuova strategia industriale europea che si basi sulla piena attuazione del mercato unico, sulla stretta interazione tra politiche industriali, di concorrenza e commerciali e sulla riduzione degli oneri normativi e burocratici per le aziende, specie per le PMI.
  La maggior parte degli obiettivi richiamati costituiscono elementi qualificanti del mandato conferito al Commissario designato per l'economia e la produttività, Valdis Dombrovskis, chiamato a garantire un maggiore coordinamento e coerenza tra le politiche dell'Unione europea e nazionali rilevanti per la competitività. A questo scopo, Dombrovskis dovrà sviluppare un nuovo Strumento di coordinamento della competitività, anch'esso proposto nel rapporto Draghi, che opererà insieme al futuro Fondo europeo per la competitività e al Fondo europeo per gli investimenti, volto ad incrementare i finanziamenti alle imprese europee ad alto potenziale e in rapida crescita.
  Il perseguimento di tali obiettivi avverrà sotto la supervisione del Vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale Stéphane Séjourné, responsabile altresì del portafoglio «Industria, PMI e Mercato unico», che include, tra gli altri, il compito di contribuire a sviluppare il Patto per un'industria pulita; presentare una legge sull'accelerazione della decarbonizzazione dell'industria; guidare l'attuazione del regolamento sull'industria a zero emissioni e i lavori per la creazione di nuovi importanti progetti di interesse comune europeo (IPCEI) e sulle misure di assorbimento del rischio per massimizzare l'impatto delle risorse pubbliche, nonché rivedere le direttive sugli appalti pubblici per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di alcune tecnologie, prodotti e servizi vitali, semplificando le regole e riducendo gli oneri amministrativi.
  Con riferimento alle politiche in materia di energia, gli orientamenti pongono l'obiettivo generale di ridurre il costo per imprese e famiglie, ma anche di sviluppare la governance necessaria per l'implementazione dell'Unione dell'energia. In particolare, si preannunciano, tra l'altro, una serie di iniziative specifiche come: l'attuazione di politiche per aumentare gli investimenti nelle infrastrutture e nelle tecnologie per l'energia pulita, nonché per promuovere l'efficienza energetica, digitalizzare il sistemaPag. 175 energetico e realizzare una rete dell'idrogeno; la proposta di attivare ed estendere il meccanismo di domanda aggregata già utilizzato per il gas per includervi l'idrogeno e le materie prime critiche per sfruttare la potenza e le dimensioni del mercato europeo per garantire gli approvvigionamenti; nuovi partenariati per il commercio pulito e investimenti e l'obiettivo di mantenere la leadership dell'Unione europea nei negoziati internazionali sul clima.
  Sul tema, il rapporto Draghi osserva che il costo dell'energia rappresenta uno dei principali ostacoli alla competitività europea e che la crescente dipendenza dalla Cina nell'approvvigionamento delle tecnologie pulite rappresenta una minaccia per il sistema industriale europeo nel suo complesso. Di conseguenza, propone un piano congiunto per la decarbonizzazione e la competitività volto a coordinare le varie politiche europee e nazionali e a mobilitare tutte le soluzioni disponibili, attraverso un approccio tecnologicamente neutrale (che includa le energie rinnovabili, il nucleare, l'idrogeno, la bioenergia e le tecnologie per la cattura, l'utilizzo e lo stoccaggio del carbonio).
  La Vicepresidente esecutiva per la transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera Rodríguez, guiderà tra l'altro il lavoro per garantire il mantenimento degli obiettivi fissati nel Green Deal, coordinando anche il lavoro sul Patto per un'industria pulita e il relativo lavoro del Commissario designato per il Clima, crescita pulita e obiettivi net-zero, Wopke Hoekstra, il cui principale compito sarà, tra gli altri, garantire che l'Unione europea mantenga i propri impegni in merito agli obiettivi del 2030 e all'obiettivo zero emissioni entro il 2050.
  Gli orientamenti politici – ritiene estremamente importante sottolinearlo – attribuiscono poi particolare rilievo al settore dell'intelligenza artificiale e all'obiettivo dell'Unione europea di diventare un leader globale nella innovazione basata su di essa. Allo scopo prevedono di assicurare, nei primi 100 giorni del mandato della nuova Commissione, l'accesso garantito a nuove capacità di supercalcolo su misura per le start-up e l'industria dell'intelligenza artificiale attraverso l'iniziativa denominata «AI Factories» e di sviluppare, insieme agli Stati membri, all'industria e alla società civile, una strategia di applicazione dell'intelligenza artificiale per promuovere nuovi usi industriali dell'intelligenza artificiale, nonché di istituire un Consiglio europeo per la ricerca sull'intelligenza artificiale.
  Più in generale, gli orientamenti prevedono che ricerca e innovazione, scienza e tecnologia siano posti al centro dell'economia europea, per assicurare la competitività. A questo scopo prospettano infatti un aumento della spesa per la ricerca, concentrandosi maggiormente sulle priorità strategiche, sulla ricerca pionieristica fondamentale, l'innovazione dirompente e l'eccellenza scientifica. Allo stesso modo si esprime il rapporto Draghi, secondo il quale l'Europa deve colmare con urgenza il divario di innovazione con gli Stati Uniti e la Cina, soprattutto nelle «tecnologie emergenti che guideranno la crescita futura» e nella «rivoluzione» dell'intelligenza artificiale.
  Le priorità sopra indicate in queste materie trovano riscontro speculare nelle competenze che von der Leyen ha attribuito con lettera di incarico alla Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia Henna Virkkunen, responsabile altresì del portafoglio «Tecnologie digitali e di frontiera», nell'ambito del quale è incaricata, tra l'altro, di: guidare il lavoro di potenziamento dell'innovazione dell'intelligenza artificiale e garantire nei primi 100 giorni l'accesso a capacità di supercalcolo su misura per le start-up e l'industria di AI attraverso l'iniziativa Al Factories; sviluppare una Strategia per l'applicazione dell'AI e contribuire alla creazione di un Consiglio europeo di ricerca sull'intelligenza artificiale; sviluppare la proposta contenuta nella relazione Draghi di una legge europea sul cloud e creare un quadro a livello europeo per fornire «capitale computazionale» alle PMI innovative.
  In tale ambito rileva anche l'insieme di competenze riconosciute alla Commissaria designata Ekaterina Zaharieva, incaricata, in particolare, di guidare il processo scientifico e tecnologico, «dalla ricerca di base Pag. 176all'innovazione applicata», sotto la supervisione dei Vice Presidenti esecutivi per la prosperità e la strategia industriale e per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Sarà responsabile, in particolare, di presentare una proposta legislativa relativa a un'area europea di ricerca, che istituisca una «quinta libertà», vale a dire la libertà di movimento di ricercatori, conoscenza scientifica e tecnologia ed elaborare una strategia di lungo termine per potenziare l'infrastruttura di ricerca, con l'obiettivo di creare un eco-sistema paneuropeo di infrastrutture e servizi di ricerca, nonché di lavorare a una proposta legislativa sull'innovazione europea per semplificarne il quadro normativo, sviluppando una strategia per le start-up (imprese nella fase di avvio della loro attività) e le scale-up (imprese in fase di espansione) nonché facilitandone l'accesso al capitale di rischio. Merita di essere menzionato anche l'obiettivo di elaborare una strategia per incrementare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, collaborando nell'istituzione di un Consiglio europeo di ricerca dedicato.
  Infine, richiama alcune indicazioni degli orientamenti relative alla politica commerciale. La nuova Commissione intende proseguire l'approfondimento dei rapporti di libero ed equo commercio in tutto il mondo, garantendo reciprocità e parità di condizioni, promuovere una nuova gamma di partnership per il commercio e gli investimenti puliti e approfondire le relazioni su minerali e materie prime critiche, al fine di costruire catene di fornitura diversificate e resilienti, nonché sostenere il miglioramento del commercio basato su regole, anche attraverso la riforma e il rafforzamento dell'Organizzazione mondiale del commercio, e utilizzare tutti gli strumenti di difesa commerciale. Il rapporto Draghi propone di coordinare accordi commerciali preferenziali e investimenti diretti con Stati ricchi di risorse, accumulando scorte in aree critiche selezionate e creando partnership industriali per garantire la filiera di fornitura di tecnologie chiave.
  Le priorità sopra indicate in queste materie trovano riscontro speculare nelle competenze che von der Leyen ha attribuito al Commissario designato per il commercio e la sicurezza economica, le relazioni interistituzionali e la trasparenza, Maroš Šefčovič, che eserciterà il suo mandato sotto la guida del Vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale. In particolare, Šefčovič sarà responsabile di progettare ed attuare una politica commerciale dell'Unione europea che permetta all'Europa di raggiungere i suoi obiettivi fondamentali di competitività, sicurezza e sostenibilità; di finalizzare gli accordi commerciali in corso di negoziazione, monitorando attentamente la piena applicazione degli accordi commerciali dell'Unione europea sull'accesso al mercato e sulle norme, in particolare in materia di clima, ambiente e lavoro; di guidare i partenariati per il commercio e gli investimenti puliti per rafforzare la competitività, diversificare le catene di approvvigionamento e stimolare le economie dei partner europei. Infine, sarà chiamato a contribuire ad affrontare le sfide delle piattaforme di e-commerce e a rafforzare le misure per impedire l'ingresso nel mercato dell'Unione europea di prodotti non conformi.
  Conclude sottolineando la massima importanza delle questioni che ha richiamato in quanto le priorità del nuovo ciclo istituzionale europeo saranno la cornice nell'ambito della quale dovranno muoversi anche l'azione politica e legislativa del Parlamento, del Governo e di tutto il Paese. Auspica pertanto che la Commissione possa concorrere, con l'espressione del proprio parere, a definire le priorità dell'Italia per il prossimo ciclo istituzionale europeo nei settori che ha sopra richiamato.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire rinvia l'esame congiunto ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.35.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 9 ottobre 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.35 alle 14.50.