SEDE CONSULTIVA
Martedì 5 novembre 2024. — Presidenza del presidente Ugo CAPPELLACCI, indi del vicepresidente Luciano CIOCCHETTI.
La seduta comincia alle 13.
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027, per le parti di competenza.
C. 2112-bis Governo.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 30 ottobre 2024.
Ugo CAPPELLACCI, presidente, avverte che, per prassi, la pubblicità dei lavori della seduta odierna è assicurata anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Avverte, inoltre, che i deputati possono partecipare in videoconferenza secondo le modalità stabilite dalla Giunta per il regolamento.
Ricorda che nella precedente seduta il relatore, deputato Ciocchetti, ha svolto la relazione introduttiva e che nella seduta odierna avrà luogo la discussione.
Luana ZANELLA (AVS), avendo assistito ad alcune delle audizioni in corso di svolgimento presso la Commissione Bilancio, riferisce come da esse sia emerso che uno dei nodi principali del disegno di legge in esame è proprio quello della sanità. Pur nella consapevolezza della ristrettezza dei margini della manovra finanziaria, si rammarica del fatto che il Governo si limiti a predisporre poche misure di scarso impatto, nonostante la narrazione ufficiale descriva un aumento di budget per il settore sanitario, sconfessato peraltro da soggetti terzi intervenuti durante le predette audizioni. Cita, a titolo di esempio, le misure riguardanti, rispettivamente, il personale sanitario, le risorse per la copertura delle convenzioni per le prestazioni fornite da soggetti privati convenzionati i vincoli di destinazione posti al finanziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN), certamente non risolutive delle grandi difficoltà in cui si trova quest'ultimo. È dell'avviso che tutto ciò non sia sufficiente, a fronte del continuo esodo del personale sanitario, che richiederebbe interventi di portata ben diversa.
Ritiene che la Commissione Affari sociali, e la maggioranza in particolare, dovrebbero domandarsi seriamente quanti miliardiPag. 164 sarebbero necessari per coprire effettivamente il fabbisogno di salute e l'attuazione dei LEA e dei LEPS su tutto il territorio nazionale e sulle modalità di finanziamento di tale fabbisogno. Preannuncia, quindi, la presentazione di emendamenti su tali temi presso la Commissione Bilancio da parte del suo gruppo.
Rileva, peraltro, come anche con la previsione di spesa per i prossimi anni, non si riuscirebbe comunque a raggiungere una percentuale adeguata di finanziamento del SSN rispetto al PIL, restando essa molto al di sotto del 7 per cento, dato che pone l'Italia in controtendenza rispetto ai Paesi più avanzati. Pur riconoscendo che alcuni aspetti puntuali siano stati affrontati, ritiene che complessivamente si sia ancora lontani dal risultato cui si dovrebbe mirare.
Andrea QUARTINI (M5S) afferma che, a parole, tutti concordano sull'importanza di difendere il diritto alla salute, definito fondamentale dall'articolo 32 della Costituzione, mentre, nei fatti, negli ultimi anni si è assistito a un profondo definanziamento del SSN. Constata come l'attuale Governo non abbia affatto invertito questa tendenza, nonostante l'allarme lanciato durante la pandemia circa l'importanza di difendere il SSN. Prende atto del fatto che le poche risorse della manovra vanno a finanziare sostanzialmente il sistema privato, accreditato o anche semplicemente autorizzato. Ritiene che non sia un caso che il sottosegretario Gemmato, in Assemblea, durante la discussione del decreto-legge sulla gestione delle liste d'attesa, abbia definito il privato convenzionato come «diversamente pubblico», ciò che a suo avviso è inaccettabile. Fa presente che in questo modo è a rischio la tenuta stessa di un sistema sanitario nei confronti del quale sempre più i cittadini manifestano insofferenza, che sfocia talvolta in deprecabili episodi di violenza.
Ritiene che, se non ci si rende conto che il sistema è al collasso, e se non si stanziano adeguate risorse, accanto a riforme strutturali, la tenuta del SSN non può più essere garantita, cosa che non sembra essere chiara a Governo e maggioranza. Rileva che, dal 2025 al 2030, le risorse che mancano alla sanità ammontano a ben 19 miliardi, e che ciò costituisce un ulteriore definanziamento del SSN. Ricorda che, a livello internazionale, l'OCSE sottolinea l'importanza del rapporto tra spesa sanitaria e PIL, fissando al 2,9 per cento annuo la soglia minima ideale per l'incremento della spesa sanitaria mentre, con la manovra in discussione, tale percentuale sarà raggiunta forse solo nel 2026, per poi scendere subito allo 0,4 per cento e, quindi, allo 0,5 per cento. È perciò dell'avviso che, al di là delle rivendicazioni del Governo sulle cifre, fatte sempre in termini di numeri assoluti, si debba prestare più attenzione alle percentuali, che rivelano il dato reale del definanziamento. Al riguardo, fa presente come tutti i Governi abbiano sempre aumentato le risorse rispetto agli anni precedenti, poiché questo è automatico se si vuole adeguare il finanziamento al tasso d'inflazione, per cui diventa inutile e fuorviante discutere di cifre piuttosto che di percentuali.
Solleva poi il tema del benessere retributivo del personale sanitario, per cui la media italiana è decisamente al di sotto di quella dei grandi Paesi europei quali Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Ritiene che tale aspetto sia una delle ragioni alla base della decisione delle organizzazioni sindacali di ipotizzare uno sciopero per il 20 novembre 2024.
Constata amaramente che il Ministero della salute sta diventando una sorta di Ministero senza portafoglio. Pur riconoscendo che il definanziamento della sanità non è appannaggio esclusivo di questo Governo, essendo in atto da una decina di anni, ritiene ad ogni modo che chi governa debba assumersi le responsabilità delle proprie scelte politiche.
Ammonisce circa il pericolo che, se si continua in questa direzione, lo scontro sociale potrebbe rivelarsi particolarmente cruento, ricordando come quattro milioni e mezzo di persone rinuncino oggi alle cure per ragioni economiche. Segnala che la Corte dei conti stima in 47 miliardi la spesa sanitaria privata, che per l'ISTAT ammonta a 45,2 miliardi, mentre fino a pochi anni fa essa si aggirava attorno a 40 miliardi.Pag. 165
Ribadisce che, per il Movimento 5 Stelle, questa manovra sia assolutamente «imbarazzante», tale da lasciare completamente insoddisfatti.
Si sofferma, quindi, sul gioco d'azzardo, sottolineando che il livello del gettito che le famiglie italiane riversano in questo settore sta raggiungendo livelli nettamente superiori a quelli degli altri Paesi; in particolare, si stima una spesa di 160 miliardi di euro, ossia più di quello che si investe per la salute, sommando spesa pubblica e privata. Si stupisce che, a fronte di questi dati, il disegno di legge di legge di bilancio sopprima il Fondo per la lotta al gioco d'azzardo, introduca un ulteriore giorno per l'estrazione del Lotto, riconfiguri l'Osservatorio che era stato istituito presso il Ministero della salute e che viene inglobato in un Osservatorio unico sulle dipendenze, che farà capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Si rammarica, poi, del fatto che di questo nuovo Osservatorio faranno parte anche i lobbysti e gli stakeholders del gioco, in pieno conflitto di interessi, avendo peraltro già aggirato la disciplina sulla pubblicità al gioco d'azzardo, presentando i propri spot come «educativi al gioco responsabile e consapevole».
Evidenzia come le sue affermazioni coincidano con le posizioni assunte qualche anno fa dall'attuale Presidente del Consiglio sul gioco d'azzardo, riferendosi alle politiche dell'allora Ministro della salute, Lorenzin.
Segnala, infine, come nella manovra si paventi l'ipotesi di privatizzare i servizi di pronto soccorso, raggiungendo così la totale liquidazione del SSN, mentre al tempo stesso si trovano 7 miliardi per gli armamenti e non si tassano seriamente gli extra profitti, prevedendo prestiti che saranno successivamente defiscalizzati.
Ribadisce, in conclusione, la contrarietà del Movimento 5 Stelle sull'architettura complessiva e sulle singole previsioni del disegno di legge di bilancio, che reputa inaccettabile.
Gian Antonio GIRELLI (PD-IDP), nell'osservare che è ampiamente nota la posizione critica del proprio gruppo rispetto all'impostazione data al disegno di legge di bilancio, evidenzia che le audizioni di autorevoli esperti in corso presso la V Commissione hanno confermato le forti criticità che riguardano le materie di competenza della Commissione Affari sociali. Comunica che il Partito Democratico ha rinunciato alla presentazione di emendamenti in questa fase dell'esame del provvedimento per concentrarsi su quelli da presentare in sede referente, la cui redazione sarà caratterizzata da serietà, concretezza e realismo, senza intenti demagogici, avendo in primo luogo a cura l'obiettivo della tutela della salute dei cittadini e agendo in coerenza con gli atti di indirizzo approvati in questa legislatura, spesso con un'ampia maggioranza. Auspica, pertanto, che vi possa essere un clima costruttivo per apportare al testo in esame le correzioni necessarie e individuare risorse aggiuntive. Sottolinea che occorre un'inversione di rotta al riguardo, destinando maggiore attenzione ad aspetti quali la prevenzione, la promozione di stili di vita sani e la diagnosi precoce, anche al fine di contenere la spesa sanitaria in un prossimo futuro. Manifesta a tale proposito perplessità rispetto alla scelta di introdurre misure fiscali che si risolvono in un aumento del reddito disponibile delle famiglie per poche decine di euro quando, proprio in conseguenza di tali misure, possono derivare per le stesse famiglie spese ben più consistenti derivanti dall'incapacità del SSN di garantire a tutti i cittadini prestazioni adeguate.
In conclusione, osserva che il dibattito su tali temi potrà proseguire sia in sede di Commissione Bilancio che nel corso dell'esame in Assemblea, posto che quest'anno il disegno di legge di bilancio è all'esame della Camera in prima lettura.
Luciano CIOCCHETTI (FDI), presidente e relatore, fornisce alcune risposte alle questioni sollevate dai colleghi dell'opposizione intervenuti in discussione, riservandosi di approfondire ulteriori temi nella seduta di domani.
In relazione a quanto affermato dal collega Quartini, rileva che il disegno di legge all'esame della Commissione affronta il tema dei giochi quasi esclusivamente dal punto di vista fiscale, con l'eccezione dell'articoloPag. 166 66, già richiamato nella propria relazione, che reca una disciplina organica in materia di prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie da dipendenze. Nel ricordare che interventi sui giochi sono stati effettuati da tutte le maggioranze che si sono succedute negli anni alla guida del Paese, osserva che con la presente manovra viene effettuato un aumento della pressione fiscale in questo settore.
Passando al tema della spesa sanitaria e prendendo atto delle differenti visioni all'interno della Commissione, invita a utilizzare un approccio più analitico per quanto riguarda il confronto con quanto avviene in altri Paesi europei, ricordando che alcuni di essi, come la Germania e la Francia, hanno un sistema mutualistico che non corrisponde al carattere universalistico del sistema italiano, segnalando inoltre che in molti casi all'interno della spesa sanitaria viene inclusa anche quella socio-assistenziale, per la quale invece in Italia si utilizza una diversa classificazione.
Nell'osservare che sicuramente il raggiungimento di un congruo livello di finanziamento per gli interventi a tutela della salute rappresenta un obiettivo ampiamente condiviso, ricorda che l'attuale Governo ha previsto per i prossimi anni incrementi che vanno da 1,3 miliardi del 2025 a 8,9 miliardi dal 2030, ai quali si affiancheranno le risorse derivanti dalla piena attuazione sul territorio degli interventi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Nel contestare, quindi, le affermazioni circa il presunto definanziamento del sistema SSN, pone in evidenza l'obiettivo di una sua riorganizzazione complessiva, ricordando gli interventi recentemente adottati per la riduzione delle liste d'attesa e il superamento del tetto di spesa per il personale. In proposito, richiama l'esempio positivo del Lazio, dove sono in corso le procedure di assunzione di circa 14.000 professionisti sanitari, segnalando che non tutte le regioni sono stati in grado di trarne profitto.
In relazione alle posizioni fortemente critiche espresse dal collega Quartini circa una presunta privatizzazione in atto delle strutture di pronto soccorso, ricorda come, ad esempio, nella città di Roma da molti anni strutture come il Gemelli o il Policlinico Casilino gestiscano anche i servizi di pronto soccorso nell'ambito delle procedure di accreditamento, assicurando che non vi è intenzione di modificare la situazione esistente. In generale, segnala che il ruolo dei privati all'interno del sistema sanitario è disciplinato da molti anni, a partire dal decreto legislativo n. 502 del 1992. Sottolinea che in tale ambito l'attuale Governo intende agire per rafforzare il ruolo di regia svolto dalla parte pubblica, con l'obiettivo di evitare che le strutture private possano scegliere i pazienti più remunerativi, ritenendo che debbano svolgere, invece, una funzione di supporto al servizio pubblico.
In conclusione, ribadisce che ulteriori approfondimenti potranno essere svolti nel corso della discussione sulla proposta di relazione che è chiamato a redigere in qualità di relatore, nonché su eventuali proposte alternative che dovessero essere presentate da parte dei gruppi di opposizione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.
Rinvia, quindi, il seguito e la conclusione dell'esame del provvedimento alla seduta convocata per la giornata di domani.
La seduta termina alle 13.55.