SEDE CONSULTIVA
Martedì 5 novembre 2024. — Presidenza del presidente Alessandro GIGLIO VIGNA.
La seduta comincia alle 13.45.
Variazione nella composizione della Commissione.
Alessandro GIGLIO VIGNA, presidente, avverte che, per il gruppo FI-PPE, il deputato Alessandro Cattaneo ha cessato di far parte della Commissione.
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027.
C. 2112-bis Governo.
(Relazione alla V Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Alessandro GIGLIO VIGNA, presidente, segnala che la Commissione è chiamata oggi ad esaminare, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento della Camera, il disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027 (C. 2112-bis Governo), ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, per le parti di propria competenza.
Avverte che, per prassi, la pubblicità dei lavori della seduta odierna è assicurata anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Avverte inoltre che i deputati possono partecipare in videoconferenza alla seduta odierna, secondo le modalità stabilite dalla Giunta per il regolamento.
Ricorda che il disegno di legge di bilancio è composto di due sezioni: nella prima sono riportate le disposizioni in materia di entrata e di spesa aventi ad oggetto misure quantitative funzionali a realizzare gli obiettivi di finanza pubblica; nella seconda sono invece indicate le previsioni di entrata e di spesa, espresse in termini di competenza e di cassa, formate sulla base della legislazione vigente, apportando a tali previsioni le variazioni derivanti dalle disposizioni della citata prima sezione, alle quali è assicurata autonoma evidenza contabile.
Fa presente che saranno quindi oggetto d'esame, da parte di questa Commissione, le disposizioni di propria competenza contenute nella prima sezione, nonché anche la Tabella relativa allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze Pag. 168(di cui alla Tabella 2), contenuta nella seconda sezione.
Evidenzia che l'esame si concluderà con l'approvazione di una relazione sulle parti di competenza del disegno di legge di bilancio e con la nomina di un relatore. Potranno essere presentate relazioni di minoranza. La relazione approvata dalla Commissione e le eventuali relazioni di minoranza saranno trasmesse alla Commissione bilancio.
Rileva inoltre che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, di mercoledì 30 ottobre scorso, i Gruppi hanno unanimemente convenuto sull'opportunità di rinunciare a fissare un termine per la presentazione di emendative, in ragione dell'esigenza di centralizzare il più possibile l'attività emendativa presso la V Commissione al fine di assicurare la coerenza del testo e uniformità nell'applicazione dei criteri di ammissibilità.
Cede quindi la parola al relatore, deputato Bagnai, per lo svolgimento della relazione introduttiva.
Alberto BAGNAI (LEGA), relatore, introduce l'esame del disegno di legge di bilancio 2025 presentato dal Governo il 23 ottobre scorso, rilevando che il provvedimento s'inquadra nella fase di prima attuazione della riforma della governance economica europea entrata in vigore lo scorso 30 aprile.
Sottolinea come l'elemento centrale nel nuovo assetto della governance europea risieda nella previsione di un Piano fiscale strutturale a medio termine per ciascun Paese, su un orizzonte di 4/5 anni, a seconda della durata della legislatura nazionale, in cui viene programmato un sentiero di spesa netta, che diviene l'unico indicatore utilizzato ai fini della sorveglianza di bilancio.
Il Piano strutturale di bilancio 2025-2029, evidenzia, è stato presentato dal Governo al Parlamento il 27 settembre 2024 ed inviato alle Istituzioni europee a seguito dell'approvazione, il 9 ottobre 2024, di due risoluzioni da parte delle Camere. Il Piano dovrà essere quindi approvato con raccomandazione dal Consiglio dell'UE.
Il documento fissa un obiettivo di tasso di crescita annuo della spesa netta pari all'1,3 per cento nel 2025, all'1,6 per cento nel 2026, all'1,9 per cento nel 2027 all'1,7 per cento nel 2028 e all'1,5 per cento nel 2029 per garantire nel medio periodo una riduzione stabile del livello del debito pubblico, mantenere la possibilità di impiegare alcuni spazi fiscali per il finanziamento di interventi selettivi e consentire di chiudere la procedura per deficit eccessivo nel 2027.
Rileva che le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano dunque tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio.
In attesa della riforma del quadro normativo contabile nazionale, in particolare della legge «rinforzata» n. 243 del 2012 recante disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'articolo 81, sesto comma, della Costituzione e della legge di contabilità e finanza pubblica, legge n. 196 del 2009, osserva che il disegno di legge di bilancio 2025 è stato predisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.
Ai sensi dell'articolo 21 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), ricorda che la prima sezione del disegno di legge di bilancio individua il quadro di riferimento finanziario e provvede alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguarne gli effetti finanziari agli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza, nonché gli eventuali aggiornamenti di tali obiettivi fissati dalla Nota di aggiornamento al DEF.
La seconda sezione evidenzia, per ciascun programma, gli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni contenute nella prima sezione, il bilancio a legislazione vigente e le variazioni non determinate da innovazioni normative. Queste ultime includono anche rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni di entrate e di spese.Pag. 169
Il disegno di legge di bilancio, che costituisce la manovra di finanza pubblica 2025-2027, si compone, nella prima sezione, di 124 articoli, seguiti da altri 19 articoli (dall'articolo 125 all'articolo 143) della seconda sezione, recanti l'approvazione degli stati di previsione dei Ministeri. L'ultimo articolo (articolo 144) reca infine la disposizione sull'entrata in vigore della legge.
In relazione agli effetti della manovra sui saldi di finanza pubblica, rileva che il disegno di legge di bilancio indica i principali differenziali (risparmio pubblico, saldo netto da finanziare, avanzo primario, ricorso al mercato) e le voci delle componenti delle entrate e delle spese, sia in termini di competenza, sia in termini di cassa.
Il livello massimo del saldo netto da finanziare costituisce il principale riferimento contabile per la programmazione economica vigente. Il saldo netto da finanziare è il risultato della differenza tra le entrate finali (i primi tre titoli delle entrate) e le spese finali (i primi due titoli delle spese) e corrisponde sostanzialmente alla somma di indebitamento netto e saldo delle «partite finanziarie». Ricorda che tale saldo non può essere modificato nel corso dell'esame parlamentare e dunque se dovessero essere introdotte delle nuove norme onerose, le stesse dovranno recare le corrispondenti risorse a compensazione, al fine di lasciare invariato tale saldo che, con riguardo al bilancio dello Stato.
L'articolo 1 del disegno di legge di bilancio 2025 individua i risultati differenziali del bilancio dello Stato. In particolare, il saldo netto da finanziare previsto dal disegno di legge di bilancio 2025 si attesta a circa 187,3 miliardi nel 2025, 163 miliardi nel 2026 e 143,2 miliardi nel 2027, con un peggioramento rispetto agli andamenti tendenziali di circa 8,2 miliardi nel 2025, di 19,5 miliardi nel 2026 e di 31,3 miliardi nel 2027.
Evidenzia che le entrate finali di competenza del bilancio integrato nel 2025 ammontano a circa 728 miliardi, 737 miliardi nel 2026 e 752 miliardi nel 2027. Le spese finali di competenza del bilancio integrato nel 2025 ammontano invece a circa 916 miliardi, 900 miliardi nel 2026 e 895 miliardi nel 2027.
Fa presente inoltre che i principali interventi previsti nell'ambito della manovra di finanza pubblica sono diretti in larga misura alla riduzione della pressione fiscale e al sostegno dei redditi medio-bassi dei lavoratori dipendenti, ad interventi in favore delle famiglie numerose e al sostegno della genitorialità, al rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, al rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale e al potenziamento degli investimenti pubblici e privati.
Con riguardo alla riduzione della pressione fiscale spiega come si renda strutturale sia l'accorpamento, già previsto per l'anno in corso, su tre scaglioni delle aliquote IRPEF (circa 4,8 miliardi nel 2025, 5,5 miliardi nel 2026, 5,2 miliardi dal 2027), sia gli effetti di riduzione del cuneo fiscale a favore dei lavoratori dipendenti. Con riferimento a tale ultima misura si è esteso, rispetto all'anno 2024, l'ambito di applicazione ai redditi fino a 40.000.
A favore della natalità è previsto un contributo una tantum pari a mille euro per ogni figlio nato o adottato da gennaio 2025 a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente presenti un valore ISEE non superiore a 40.000 euro annui (0,33 miliardi nel 2025 e 0,36 miliardi dal 2026). A decorrere dal 2025 è istituito un fondo per il parziale esonero contributivo della quota dei contributi previdenziali, a carico del lavoratore, per le lavoratrici dipendenti e autonome madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno d'età del figlio più piccolo; dal 2027, per le madri con tre o più figli l'esonero contributivo spetta fino al compimento del diciottesimo anno d'età del figlio più piccolo. L'esonero è riconosciuto soltanto a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore all'importo di 40.000 euro annui (circa 0,2 miliardi dal 2025 al netto degli effetti fiscali).
Sono rafforzati i congedi parentali e il bonus destinato a supportare il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, Pag. 170anche prevedendo l'esclusione dalla soglia ISEE utile ai fini dell'accesso al suddetto beneficio delle somme relative all'assegno unico universale (complessivamente circa 0,29 miliardi nel 2025, 0,42 miliardi nel 2026 e 0,6 miliardi nel 2027).
In ambito sociale si rifinanziano: il fondo per l'acquisto dei beni alimentari di prima necessità – carta «Dedicata a te» (0,5 miliardi nel 2025), il fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti (50 milioni a decorrere dal 2025), il fondo di garanzia per la prima casa (0,13 miliardi nel 2025, 0,27 miliardi annui nel 2026 e 2027), il fondo per le non autosufficienze (circa 0,28 miliardi nel periodo 2025-2027) e quello per le politiche in favore delle persone con disabilità (0,2 miliardi nel biennio 2026-2027).
Nel settore previdenziale, a completamento degli interventi transitori finalizzati a contrastare gli effetti dell'inflazione registrati negli anni 2022 e 2023 e in attesa di un potenziamento delle misure strutturali vigenti a favore dei pensionati in condizioni disagiate, si estende anche per le annualità 2025 e 2026 l'aumento delle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo INPS, con décalage della percentuale di incremento in 2,2 punti percentuali per l'anno 2025 e in 1,3 per l'anno 2026 (circa 0,47 miliardi nel biennio 2025-2026).
Vengono prorogate al 2025 le misure per l'accesso anticipato alla pensione per i soggetti che presentino contemporaneamente almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi «Quota 103» e l'«APE sociale» con riferimento ad alcune fattispecie, e si estende l'ammissione al beneficio «Opzione donna» anche alle lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Queste misure valgono complessivamente circa 1,7 miliardi nel triennio 2025-2027. Nell'ambito delle politiche per il lavoro, con lo scopo di mitigare il divario nell'occupazione e favorire lo sviluppo dell'attività imprenditoriale nelle aree svantaggiate del Paese si istituisce un apposito fondo di bilancio (con una dotazione complessiva di circa 9,1 miliardi nel periodo 2025-2029).
È prorogata, per i tre periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2024, per i titolari di reddito d'impresa e per gli esercenti arti e professioni, la maggiorazione del 20 per cento della deduzione relativa al costo del lavoro incrementale derivante da assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato (oltre 1,3 miliardi annui nel periodo 2026-2028).
Per favorire gli investimenti privati si autorizzano risorse per il 2025 destinate a finanziare l'attribuzione di un credito di imposta per le imprese che effettuano l'acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno (1,6 miliardi nel 2025).
Sono incrementate le dotazioni di bilancio della misura agevolativa cosiddetta nuova Sabatini (0,4 miliardi nel 2025, 0,1 miliardo nel 2026 e 0,4 miliardi annui nel triennio 2027-2029). Sono inoltre previsti 0,22 miliardi annui per il periodo 2027-2029 finalizzati alla concessione di contributi per il completamento degli interventi concernenti le concessioni aventi ad oggetto la realizzazione di infrastrutture a banda ultra-larga nelle zone bianche del territorio nazionale.
Altre risorse sono previste per il rafforzamento degli investimenti pubblici realizzati dalle Amministrazioni centrali dello Stato e per lo sviluppo infrastrutturale del Paese (complessivamente 24 miliardi dal 2027 al 2036) e per il potenziamento degli interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico (circa 1,27 miliardi nel periodo 2027-2036).
Nel pubblico impiego si autorizzano le risorse per i rinnovi contrattuali 2025-2027 del personale delle Amministrazioni centrali dello Stato e si istituisce un fondo per i rinnovi contrattuali per il periodo 2028-2030 (con oneri aggiuntivi per il bilancio statale pari a circa 1,2 miliardi nel 2025, 2,8 miliardi nel 2026, 4,6 miliardi nel 2027, 6,1 miliardi nel 2028, 8 miliardi nel 2029 e 10,2 miliardi a decorrere dal 2030). Il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale è incrementato per un importo di 1,3 miliardi di euro nel 2025, 5,1 miliardi di euro nel 2026, 5,8 miliardi di Pag. 171euro nel 2027, 6,7 miliardi nel 2028, 7,7 miliardi nel 2029 e 8,9 miliardi a decorrere dal 2030 destinati al potenziamento dell'offerta e della qualità dei servizi e al rinnovo dei contratti collettivi nazionali del relativo personale.
Tra gli interventi a beneficio degli Enti territoriali segnala l'incremento del fondo di solidarietà comunale (56 milioni nel 2025, 0,11 miliardi nel 2026, 0,17 miliardi nel 2027, 0,22 miliardi nel 2028 e importi crescenti fino a 0,31 miliardi dal 2030) e del fondo per il trasporto pubblico locale (0,12 miliardi nel 2025). In materia di sicurezza e protezione civile rilevano il rifinanziamento – a carattere permanente – del fondo per la partecipazione alle missioni internazionali (1,27 miliardi nel 2025 e 1,57 miliardi dal 2026), del fondo per le emergenze nazionali (0,5 miliardi nel 2025 e 0,2 miliardi dal 2026) e l'istituzione di un fondo destinato al finanziamento degli interventi di ricostruzione (1,5 miliardi nel 2027 e 1,3 miliardi annui dal 2028).
La manovra di bilancio, tenuto conto dell'utilizzo degli spazi fiscali di finanza pubblica compatibili con il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, reperisce ulteriori risorse destinate al finanziamento degli interventi previsti. Queste risorse sono ottenute principalmente attraverso misure di riduzione e razionalizzazione della spesa dei Ministeri (5,2 miliardi nel 2025, 4 miliardi nel 2026, 3,5 miliardi nel 2027).
Contribuiscono, inoltre: l'utilizzo dei fondi per interventi in materia fiscale (circa 5,6 miliardi nel 2025, 4,9 miliardi annui nel 2026 e 2027), alimentati anche dalle maggiori entrate permanenti derivanti dall'adempimento spontaneo; la destinazione alla copertura finanziaria del Fondo aree svantaggiate del Paese, alla proroga al 2025 del credito d'imposta ZES, nonché a quota parte dell'incremento della capacità di spesa del Fondo sviluppo e coesione le risorse derivanti dagli effetti della decisione C(2024) 4512 final del 25 giugno 2024 della Commissione europea che hanno disposto la sospensione dell'agevolazione contributiva per l'occupazione in aree svantaggiate cosiddetta decontribuzione Sud (5,5 miliardi nel 2025, 3,3 miliardi nel 2026 e 3,4 miliardi nel 2027); il concorso alla finanza pubblica a carico degli enti territoriali, attraverso le misure di regolazione finanziaria con le Autonomie speciali, la rimodulazione dei finanziamenti ad essi assegnati per spese di investimento e la definizione del contributo alla manovra da parte di ciascun comparto (con effetti sul bilancio dello Stato pari a circa 1,6 miliardi nel 2025, 0,3 miliardi nel 2026 e 1,2 miliardi nel 2027).
Concorrono sul versante delle entrate il maggior gettito atteso dalla revisione della disciplina sulla deduzione delle quote delle svalutazioni e perdite su crediti e dell'avviamento correlate alle DTA (circa 3,4 miliardi nel biennio 2025-2026), le entrate derivanti dalla modifica della disciplina del versamento dell'imposta di bollo per i contratti di assicurazione sulla vita (0,97 miliardi nel 2025, 0,4 miliardi nel 2026 e 0,38 miliardi nel 2027), dalle misure sulla rideterminazione del valore di terreni e partecipazioni (0,7 miliardi nel 2025, 0,75 miliardi nel 2026 e 0,8 miliardi nel 2027), nonché le maggiori entrate connesse alla dimensione espansiva della manovra di bilancio. Rilevano, infine, le entrate previste dalla lotta all'evasione fiscale, tramite misure in materia di pagamenti elettronici e di interoperabilità delle banche dati e di tracciabilità delle spese (circa 1,2 miliardi nel triennio di riferimento).
Nel rinviare alla documentazione predisposta dagli uffici per un'analisi più dettagliata, osserva conclusivamente che la manovra finanziaria 2025 non solo risponde alle esigenze interne del Paese, ma s'inserisce anche in modo coerente all'interno della cornice della nuova governance economica europea.
La nuova legge di bilancio dimostra che l'Italia può mantenere un equilibrio tra politiche espansive, necessarie per il rilancio economico e sociale, e il rispetto dei parametri di deficit e debito.
Rileva come la manovra sia infatti costruita tenendo in considerazione l'obiettivo di riduzione del debito pubblico nel medio-lungo periodo, in linea con le nuove direttive europee che enfatizzano la sostenibilitàPag. 172 e la stabilità finanziaria. Questo impegno si riflette in misure come l'aumento della tassazione sulla web tax, che non solo portano nuove entrate, ma contribuiscono anche a una politica fiscale equa e sostenibile.
Le misure a sostegno di lavoro, famiglie e sanità rispondono a priorità strategiche condivise a livello europeo, come la promozione dell'occupazione e il sostegno al welfare, elementi chiave per il raggiungimento di una crescita inclusiva e sostenibile: questi interventi, oltre a rispondere alle esigenze della società italiana, si allineano agli obiettivi dell'Unione per un'Europa più coesa e, soprattutto, socialmente integrata.
In particolare, la proroga di misure di flessibilità in uscita come l'Ape Sociale e l'Opzione Donna, assieme alla conferma di Quota 103, mostra che la manovra tiene conto delle diverse situazioni lavorative, dando alle persone maggiori possibilità di scelta. Tale apertura è un segnale politico di attenzione alle necessità reali della cittadinanza e alle peculiarità delle categorie più fragili.
Il Governo dimostra di sapere conciliare gli interventi di stimolo all'economia con il rispetto delle regole di bilancio, rafforzando la propria credibilità in ambito europeo: questo equilibrio tra sviluppo e stabilità indica un approccio maturo e responsabile da parte dell'Italia, in cui le esigenze di spesa vengono bilanciate con una gestione prudente delle risorse, secondo i nuovi princìpi della governance economica europea.
Sottolinea come la manovra di bilancio 2025 appaia come un piano complessivo e ben ponderato, che combina la necessità di sostenere la crescita e l'occupazione con la responsabilità di mantenere i conti pubblici in equilibrio. In questo contesto, la visione per il futuro, del Governo e della maggioranza che la sostiene, è chiara: una società più inclusiva, equa e orientata al progresso.
Nel preannunciare la presentazione di una relazione favorevole, nel richiamare il suo impegno critico nei riguardi delle regole e delle scelte di politica economica delineate dalla nuova governance economica europea, ribadisce come la manovra di bilancio 2025 riesca efficacemente a contemperare le esigenze di crescita economica con le necessità di mantenere la stabilità dei conti pubblici.
Alessandro GIGLIO VIGNA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.50.