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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 6 novembre 2024
397.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
COMUNICATO
Pag. 15

COMITATO PERMANENTE PER I PARERI

  Mercoledì 6 novembre 2024. — Presidenza del presidente Luca SBARDELLA.

  La seduta comincia alle 14.

Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'istituzione dell'organizzazione governativa internazionale GCAP, fatta a Tokyo il 14 dicembre 2023.
C. 2100 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione)
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  Il Comitato inizia l'esame del provvedimento.

  Luca SBARDELLA, presidente e relatore, dà conto delle sostituzioni. In qualità di relatore, fa presente che il Comitato permanente per i pareri è chiamato a esaminare, ai fini dell'espressione del prescritto parere alla III Commissione (Affari esteri), il disegno di legge C. 2100, recante ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'istituzione dell'organizzazione governativa internazionale GCAP, fatta a Tokyo il 14 dicembre 2023. Rammenta che tale Convenzione prevede l'istituzione dell'International Government Organization (GCAP), organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica, incaricata di gestire la progettazione e lo sviluppo di una piattaforma aerea di sesta generazione. L'organizzazione è costituita da Italia, Regno Unito e Giappone (ma in futuro potrebbe accogliere altri Paesi). La sede principale dell'organizzazione è nel Regno Unito (nella città di Reading). La Convenzione che istituisce l'organizzazione internazionale è stata firmata a Tokyo lo scorso 14 dicembre, facendo seguito a una Dichiarazione congiunta dei tre Paesi del 9 dicembre 2022.
  Segnala quindi che il programma GCAP consiste in un sistema di aerei da combattimento di sesta generazione, integrato con sistemi cooperanti non pilotati, satelliti ed altri assetti militari. Il progetto prevede che tutti gli elementi del sistema siano collegati da una rete «intelligente», basata su un'architetturaPag. 16 cloud dedicata, intelligenza artificiale e datalink di nuova generazione. Per l'Italia i nuovi velivoli sono destinati, come ribadito dal Governo anche in sede parlamentare (in particolare, dal Ministro della difesa nella seduta della Camera del 19 luglio 2023), a sostituire la flotta Eurofighter a partire dal 2035, con una vita operativa estesa fino alle ultime decadi del secolo. Evidenzia che la relazione illustrativa del provvedimento sottolinea come la Convenzione costituisca «un'iniziativa destinata a rivoluzionare il comparto della Difesa internazionale, attraverso un nuovo modello di collaborazione che vede le industrie lavorare in maniera congiunta per sviluppare insieme tecnologie e capacità impossibili da ottenere singolarmente». Le aziende capofila per i rispettivi Paesi sono Leonardo (Italia), Bae Systems (Regno Unito) e Mitsubishi (Giappone). Per l'Italia si prevede la partecipazione anche delle aziende MBDA Italia, Elettronica e Avio GE, oltre che di ulteriori realtà industriali minori, anche tra le PMI.
  Ricorda che la Convenzione si compone di un preambolo e di 67 articoli suddivisi in 12 capitoli.
  Il preambolo definisce il Global Combat Air Program come il programma più rilevante per il settore del combattimento aereo nei rispettivi Paesi per i prossimi anni. La Convenzione ha lo scopo di migliorare la capacità di difesa attraverso l'utilizzo di tecnologie emergenti, potenziare la cooperazione nel campo dei sistemi di combattimento aereo, sostenere le rispettive capacità industriali, contribuire alla sicurezza nazionale e all'influenza internazionale e favorire le esportazioni.
  Il capitolo I reca le disposizioni generali. In particolare, l'articolo 1 definisce lo scopo della Convenzione, che è di istituire un'organizzazione governativa internazionale per gestire e supervisionare il programma. L'articolo 2 chiarisce che il programma si svilupperà attraverso diverse fasi, dalla concettualizzazione allo sviluppo, dal supporto logistico fino alla fase di dismissione, rinviando a un accordo successivo la disciplina dettagliata delle diverse fasi. L'articolo 3 attribuisce all'organizzazione personalità giuridica internazionale, capacità contrattuale, nonché capacità di acquisire e smaltire proprietà mobili e immobili e avviare procedimenti legali. I due organi principali dell'organizzazione sono il Comitato Direttivo (Steering Committee) e l'Agenzia GCAP. L'articolo 4 individua l'inglese quale lingua ufficiale dell'organizzazione. Con l'articolo 5 le Parti si impegno a supportare le attività di importazione, esportazione e trasferimento di materiali e di informazioni relative al programma. Il capitolo II disciplina, agli articoli dal 6 all'8, la composizione e le funzioni del Comitato direttivo. Il capitolo III, che reca gli articoli dal 9 al 13, concerne l'istituzione, le funzioni e l'attività dell'Agenzia GCAP per la gestione, il coordinamento e l'esecuzione di tutte le fasi del programma. Il capitolo IV reca, agli articoli dal 14 al 17, previsioni relative alla struttura e al personale dell'Agenzia. Il capitolo V, che reca gli articoli dal 18 al 21, è relativo all'amministrazione finanziaria. Il capitolo VI prevede, all'articolo 23, che l'Agenzia presenti un resoconto annuale dell'attività (articolo 23) e consenta l'accesso di auditor nazionali (articolo 24). Inoltre, l'articolo 25 attribuisce all'Agenzia il compito di proteggere dalle frodi gli interessi finanziari dell'organizzazione, l'articolo 26 prevede che il Comitato direttivo possa richiedere ulteriori attività di audit per migliorare il funzionamento dell'Agenzia e la conduzione del programma e l'articolo 27 riguarda la gestione dei dati del personale. Il capitolo VII, agli articoli dal 28 al 47, concerne i privilegi e le immunità delle sedi e delle proprietà dell'organizzazione nonché dei rappresentanti delle Parti e del personale. Il capitolo VIII reca previsioni in materia di collaborazione con Paesi terzi (articolo 48) e adesione di nuove Parti (articolo 49). Inoltre, l'articolo 50 impegna le Parti a supportare le reciproche attività di esportazione verso Paesi terzi di materiali e informazioni prodotti tramite il programma, tenendo in considerazione i rispettivi interessi in materia di sicurezza nazionale. In caso di preoccupazioni di una delle Parti in merito a una determinata attività di esportazione viene prevista una consultazione tra le Parti. L'articolo 51 Pag. 17attribuisce all'Agenzia la gestione di un meccanismo finalizzato a facilitare le attività di esportazione, che sarà definito in un accordo successivo. Il capitolo IX, agli articoli 52 e 53, riguarda la protezione delle informazioni classificate. Il capitolo X all'articolo 54 stabilisce la non responsabilità delle Parti in merito all'operato dell'organizzazione, dei membri del Comitato direttivo, dell'Agenzia e di ogni comitato subordinato, mentre gli articoli 55 e 56 riguardano meccanismi di compensazione e collaborazione in caso di responsabilità e richieste di risarcimenti. Il capitolo XI riguarda i meccanismi di risoluzione delle controversie (articoli 59 e 60). Il capitolo XII, agli articoli dal 61 al 67, reca le disposizioni finali, fra cui quelle relative alla ratifica, all'entrata in vigore, agli emendamenti, all'adesione di altre Parti, allo scioglimento dell'organizzazione.
  Per quanto concerne il disegno di legge, fa presente che esso si compone di 5 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione. L'articolo 3, al fine di evitare asimmetrie di trattamento tra le due altre Parti della Convenzione, una sola delle quali (il Regno Unito) fa parte della NATO, prevede che le autorizzazioni delle operazioni effettuate nel quadro della Convenzione, da rilasciarsi ai sensi della legge 9 luglio 1990 n. 185, possano assumere la forma di licenza globale di progetto (di cui all'articolo 13 della medesima legge) anche nei confronti di operatori giapponesi. Nella sostanza la normativa di favore prevista dalla legge per gli alleati NATO viene estera al Giappone. L'articolo 4 reca le disposizioni finanziarie. L'articolo 5 concerne l'entrata in vigore, stabilita nel giorno successivo alla pubblicazione della legge.
  Per quanto concerne il rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, segnala che il provvedimento è riconducibile alla materia «politica estera e rapporti internazionali dello Stato» di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera a), della Costituzione, nonché alla materia «difesa e Forze armate» di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione, entrambe demandate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
  Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato).

  Nessuno chiedendo di intervenire, il Comitato approva la proposta di parere favorevole del relatore.

  La seduta termina alle 14.05.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 6 novembre 2024. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene, in videoconferenza, il Viceministro della giustizia, Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 15.05.

Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
C. 1917 cost. Governo, C. 23 cost. Costa, C. 434 cost. Giachetti, C. 806 cost. Calderone, C. 824 cost. Morrone.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 5 novembre.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni. Avverte che, essendosi svolta la fase della declaratoria di inammissibilità, nella seduta odierna si svolgerà e concluderà la discussione sul complesso delle proposte emendative presentate.

  Federico FORNARO (PD-IDP) interviene sull'ordine dei lavori al fine di dare conto, per ragioni di trasparenza e di chiarezza nei confronti dei colleghi, di quanto avvenuto nel corso della scorsa Conferenza dei presidenti di gruppo. Fa quindi presente che in quell'occasione il Partito democratico ha evidenziato l'impossibilità di Pag. 18rispettare il calendario dell'Assemblea, che prevede per il mese di novembre la discussione di tre importanti provvedimenti assegnati alla Commissione Affari costituzionali. Dichiara che tale precisazione è volta ad evitare situazioni sgradevoli già verificatesi in passato e a scardinare il meccanismo per cui l'iscrizione del provvedimento nel calendario dell'Assemblea consente di orientare i lavori della Commissione di merito, riducendo i tempi di esame e comprimendo la discussione. Riservandosi di chiedere la convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo su tale questione, ribadisce che il Partito democratico ha inteso dichiarare quanto tutti già sanno, vale a dire che è materialmente impossibile concludere tutti e tre i provvedimenti nei termini previsti per l'avvio della discussione in Assemblea. Si rivolge in particolare ai colleghi della maggioranza, perché svolgano le opportune valutazioni ed evitino situazioni sgradevoli.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, fa presente che l'organizzazione dei lavori della commissione è stata definita sulla base del vigente calendario dell'Assemblea. Avverte che, se e quando la Conferenza dei presidenti di gruppo dovesse modificare tale calendario, sarà di conseguenza modificata l'articolazione dei lavori della Commissione.

  Alfonso COLUCCI (M5S), a completamento delle considerazioni del collega Fornaro, che dichiara di condividere, precisa che non è tollerabile ricorrere al contingentamento dell'attività emendativa su provvedimenti così importanti.

  Filiberto ZARATTI (AVS) ribadisce la richiesta di chiarimenti già avanzata nella scorsa seduta in ordine alle ragioni dell'incremento di una unità della consistenza numerica della Commissione.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, ribadendo quanto già precisato nella precedente seduta, fa presente che tale incremento è stato disposto dal Presidente della Camera, su richiesta del gruppo interessato.

  Federico FORNARO (PD-IDP), con riguardo alla richiesta di chiarimenti del collega Zaratti, fa presente che ogni gruppo ha una certa rappresentanza presso ciascuna Commissione, calcolata sulla base della divisione della consistenza complessiva per il numero delle Commissioni permanenti. Aggiunge che ciascun gruppo può disporre circa l'allocazione presso l'una o l'altra delle Commissioni permanenti degli eventuali resti dell'operazione di divisione. Precisa infine che un ulteriore algoritmo garantisce che venga comunque rispettata la proporzione tra maggioranza ed opposizione.

  Alfonso COLUCCI (M5S) chiede quindi al presidente una particolare tutela della minoranza, che non vuole essere vittima dell'algoritmo.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, fa presente di averlo sempre fatto, anche in assenza di incrementi numerici della consistenza della Commissione.

  Alfonso COLUCCI (M5S) dichiara che vi sono stati casi, da ultimo durante l'esame del disegno di legge sull'autonomia differenziata, in cui l'opposizione è stata privata di tale tutela.

  Alessandro URZÌ (FDI), sollecitato dall'intervento del collega Fornaro, precisa che la richiamata riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo non ha comunque modificato il calendario del mese di novembre. Si dichiara convinto che vi siano adeguati spazi di confronto senza forzature, sollecitando in tal senso anche i colleghi dell'opposizione. Ritiene che, anche alla luce dell'attuale calendario, vi sia la possibilità per tutti i gruppi parlamentari di svolgere le rispettive funzioni.

  Federico FORNARO (PD-IDP), al fine di chiarire ulteriormente la situazione, fa presente che nel corso della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo il PresidentePag. 19 della Camera ha replicato alle considerazioni del Partito democratico affermando che la definizione del calendario dell'Assemblea risente di diversi vincoli regolamentari, tra i quali la necessità di garantire a ciascun gruppo una quota di tale calendario. Considerato dunque il provvedimento sulla Corte dei conti è di interesse del Gruppo Fratelli d'Italia mentre quello sulla separazione delle carriere dei magistrati del Gruppo di Forza Italia, il risultato del recepimento dei desiderata dei gruppi, unito al termine perentorio di conversione del decreto-legge cosiddetto flussi, è che nel calendario di novembre sono iscritti ben tre provvedimenti della Commissione Affari costituzionali. Fa altresì presente che il Presidente della Camera ha affermato che spetta alla Commissione di merito la valutazione circa la praticabilità dell'esame dei tre provvedimenti. Pertanto, allo scopo di spezzare il loop secondo cui se la Conferenza dei presidenti di gruppo ha iscritto un certo provvedimento nel calendario tale provvedimento deve essere necessariamente concluso dalla Commissione, preannuncia che arriverà il momento di prendere atto senza drammi dell'impossibilità di concludere l'esame di tutti e tre i provvedimenti. Sollecita quindi la maggioranza a fare le opportune valutazioni, rinunciando ad uno dei provvedimenti in calendario.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, nel prendere atto delle chiare affermazioni del collega Fornaro, dà la parola all'onorevole Gianassi sul complesso delle proposte emendative.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) fa presente che il suo gruppo ha presentato molte proposte emendative al provvedimento in esame, che rappresenta un'iniziativa sbagliata del Governo. Richiama quindi le sorprendenti dichiarazioni del Ministro Nordio, riportate dalle agenzie di stampa di oggi, in ordine alla necessità che i magistrati si fermino, avendo dato inizio per primi allo scontro con la politica, ritenendo che tali dichiarazioni tradiscano la filosofia del provvedimento. Considera che non sia un caso il fatto che Fratelli d'Italia all'inizio non avesse intenzione di accelerare sulla separazione delle carriere dei magistrati, ritenendo il provvedimento inopportuno e foriero di contrasti tra i poteri dello Stato. A suo avviso l'attuale decisione di procedere rapidamente è l'espressione di una diversa volontà politica di alzare ulteriormente lo scontro con la magistratura i cui portavoce sono fra gli altri il Ministro Nordio e il Vice presidente del Consiglio Salvini, il quale ogni giorno accusa magistrati che sono tenuti sulla base dei principi del nostro ordinamento a disapplicare le norme nazionali che risultassero in contrasto con il diritto dell'Unione europea. Rileva inoltre l'estraneità del provvedimento al dibattito accademico, dal momento che il ventilato argomento secondo cui la separazione delle carriere sarebbe funzionale al processo accusatorio, risponde ad un modello arcaico e anacronistico, ormai superato dalla contaminazione dei diversi sistemi. Ritiene che al contrario la motivazione del provvedimento risieda nel fatto che l'allergia del Governo agli organi autonomi e indipendenti si estende anche ai magistrati, siano essi ordinari o contabili, come dimostra il provvedimento volto a limitare i controlli della Corte dei conti sulle iniziative legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Rileva come non colga nel segno nemmeno l'altro argomento utilizzato a giustificazione della riforma, vale a dire la necessità di sottrarre il giudice alla sfera di influenza del pubblico ministero, dal momento che dai dati a disposizione risulta che le sentenze di assoluzione sono in numero superiore a quelle di condanna, dimostrando con ciò lo scostamento delle decisioni del primo dalle richieste del secondo. Evidenziando come sulla base di un analogo argomento si dovrebbe disporre allora l'assurda separazione degli ordini giudiziari di primo e di secondo grado e di Cassazione, con riguardo in particolare all'eventuale subalternità del giudice delle indagini preliminari rispetto alle richieste del pubblico ministero, richiama le soluzioni di natura totalmente diversa adottate con la cosiddetta riforma Cartabia, intervenuta tra l'altro sulla fase del rinvio a giudizio. Vede il rischio, nonostante le apparentiPag. 20 rassicurazioni del Ministro Nordio, che l'esito del disegno di riforma del Governo sia quello di sottoporre il pubblico ministero al controllo dell'Esecutivo, con una stortura enorme del nostro modello. Nel riconoscere che il ruolo del pubblico ministero è oggetto di dibattito in tutti Paesi, fa presente che, per una eterogenesi dei fini, con il provvedimento in esame non si otterrà l'obiettivo di indebolire il pubblico ministero. Fa quindi presente che, ad ordinamento vigente, il pubblico ministero ha una funzione di garanzia, essendo chiamato tra l'altro a raccogliere anche le prove a difesa del soggetto indagato, e sottolinea che, se ciò in alcuni singoli casi non accade, non si deve trasformare in regola generale una eventuale patologia del sistema. Nel ritenere che la destra stia combattendo una battaglia ideologica con vent'anni di ritardo, aggiunge agli elementi di preoccupazione già espressi anche quello relativo alla separazione dei due Consigli superiori della magistratura e alla loro composizione con il metodo del sorteggio, con l'obiettivo di contrapporsi alle aree di riferimento dei magistrati. Nel considerare anche l'istituzione dell'Alta corte un elemento di contraddizione, fa presente che già oggi, a seguito delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, è consentito un solo passaggio da una carriera all'altra, nei primi nove anni di attività del magistrato, e richiama i dati relativi all'esiguità di tali passaggi. In conclusione, auspica a nome del Partito democratico un ripensamento da parte di Governo e maggioranza e preannuncia l'intenzione di provare a migliorare il testo con l'attività emendativa.

  Enrica ALIFANO (M5S) rileva, come dimostra l'esperienza di altri Paesi, che dalla creazione di un organo autonomo della magistratura requirente derivi un significativo rischio di agganciamento al potere esecutivo, come nel ventennio fascista. Precisa che, in contraddizione con quanto storicamente proposto dall'avvocatura – di cui lei stessa fa parte – ravvisa pericoli cogenti da un'eventuale separazione delle carriere di magistrati. Ritiene piuttosto che la magistratura e l'avvocatura debbano ritrovare terreno comune nella riscoperta del piacere condiviso del rispetto dei principi fondanti del codice di procedura penale, con riferimento ad esempio delle fondamentali regole del contradittorio. Ritiene inoltre che la creazione di due consigli superiori della magistratura possa essere foriera di ulteriori problemi derivanti dal mancato confronto tra i magistrati giudicanti e quelli requirenti.

  Nazario PAGANO, presidente, fa presente che il rappresentante del Governo partecipa ai lavori in videoconferenza.

  Federico FORNARO (PD-IDP) augurandosi che vi siano state esigenze indifferibili a giustificazione della partecipazione in videoconferenza del rappresentante del Governo, sostiene che sarebbe stato preferibile che questo fosse presente fisicamente in seduta, come d'altronde hanno sempre fatto i Ministro Calderoli e Casellati, presenti a tutti i lavori della Commissione dedicati, rispettivamente, al provvedimento sull'autonomia differenziata e a quello per l'introduzione del cosiddetto premierato.
  Nel sottolineare come interventi di natura costituzionale richiedano una postura ben diversa dalla sostanziale sordità della maggioranza rispetto alle proposte dell'opposizione, stigmatizza la logica di spartizione sottesa all'accordo – concluso fuori dal Parlamento – tra le principali forze di maggioranza, in virtù del quale la Lega avrebbe ottenuto l'autonomia differenziata, Fratelli d'Italia il cosiddetto premierato – tema tradizionalmente caro alla destra italiana – e Forza Italia la separazione delle carriere dei magistrati. Precisa che non intende negare l'indubbio diritto della maggioranza di portare avanti i suoi provvedimenti, ma ribadisce come questo vada fatto che con un'adeguata postura riformatrice, avendo sempre a mente che il testo costituzionale uscito dai lavori dell'Assemblea costituente è fondato su un sistema delicato e articolato di pesi e contrappesi, che vanno toccati con estrema attenzione. Rileva come in questo caso ad essere a rischio siano i principi fondamentali dell'indipendenza della magistratura e della separazione dei poteri. Nel ribadire che la Costituzione è Pag. 21fondamento della democrazia e che la democrazia è di tutti, auspica che la maggioranza dia ascolto alle proposte delle opposizioni, che rappresentano nelle aule parlamentari un gran numero di cittadini che legittimamente non si ritrovano nelle posizioni della maggioranza e del Governo.

  Filiberto ZARATTI (AVS) evidenzia come il provvedimento in esame risponda alla volontà tutta italiana di cambiare la Costituzione, una volta arrivati al Governo, diversamente dagli altri Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti d'America. Pensare che le sfide del Paese, quali i bassi salari, il cambiamento climatico o il malfunzionamento della sanità si risolvano con la riforma della Costituzione rappresenta un grave errore, destinato ad impedire al Parlamento di affrontare i problemi veri dei cittadini e delle cittadine italiani. Aggiunge che se proprio si rilevasse l'esigenza di mettere mano alla Carta costituzionale, ciò dovrebbe essere fatto attraverso un confronto serio tra tutte le forze politiche, alla ricerca di soluzioni il più possibile condivise, e non certamente per volontà della sola maggioranza, che è per sua natura suscettibile di cambiamenti. Ricorda quindi l'esperienza dell'Assemblea costituente che, per quanto formata da componenti di diversa ispirazione, unite tuttavia dal comune principio dell'antifascismo, ha approvato sostanzialmente all'unanimità il testo originario della nostra Costituzione. Sollecita pertanto un cambiamento di metodo, sottolineando come l'attitudine a respingere tutte le proposte emendative dell'opposizione e ad accogliere o ad accantonare quelle della maggioranza – come avvenuto anche oggi, nel corso della seduta delle Commissioni riunite I e II sul provvedimento relativo alla Corte dei conti – svilisca il lavoro del Parlamento, tanto più se si tratta come in questo caso di una riforma costituzionale. Ritiene che la maggioranza dovrebbe garantire una discussione franca e profonda su un testo modificabile e migliorabile grazie al consenso più ampio possibile e richiama le considerazioni del collega Fornaro quanto allo scambio di così basso livello tra i diversi partiti di maggioranza, che finiscono essi stessi sviliti da tale comportamento. Nel ritenere che tale «mercantilismo istituzionale» non faccia bene al Paese e alla democrazia, rileva in particolare come la separazione delle carriere intervenga in un momento di attacco generalizzato da parte di Governo e maggioranza nei confronti della magistratura, inducendo all'irrigidimento delle posizioni anche coloro tra le opposizioni che potrebbero essere disponibili a discutere la proposta e di fatto impedendo al Parlamento di esprimersi liberamente e compiutamente. Nel considerare del tutto legittimo che la destra italiana avendo vinto le elezioni svolga le proprie funzioni pienamente, si domanda tuttavia per quale motivo non sia possibile aprire un confronto alla ricerca di una possibile convergenza. Sottolineando quanto sia fondamentale l'indipendenza della magistratura e considerando il provvedimento in esame non compatibile con il sistema democratico, invita i colleghi ad una dimostrazione di saggezza soprattutto da parte di chi ritiene di rappresentare la maggioranza dei cittadini, tanto più che una regola non scritta imporrebbe di modificare la Costituzione in un clima di confronto ed apertura. Rivolge in conclusione un ennesimo appello alla maggioranza ad invertire la tendenza, evitando l'arroganza e favorendo una discussione nel merito che individui le soluzioni migliori per il Paese, in linea con la Costituzione democratica ed antifascista approvata dai Padri e dalla Madri costituenti.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.55.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 6 novembre 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.55 alle 16.25.