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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 5 dicembre 2024
417.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
COMUNICATO
Pag. 88

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Giovedì 5 dicembre 2024.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.45 alle 13.55.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Giovedì 5 dicembre 2024. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI. – Interviene il viceministro per l'ambiente e la sicurezza energetica Vannia Gava.

  La seduta comincia alle 13.55.

  Mauro ROTELLI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

5-03205 Simiani: Elementi in merito all'incidente avvenuto il 21 novembre scorso presso l'impianto «PLUTONIO» del Centro ENEA di Casaccia (RM) e alle misure di sicurezza adottate per assicurare la sicurezza ambientale.

  Christian Diego DI SANZO (PD-IDP), in qualità di cofirmatario, illustra l'interrogazione in titolo.

  Il Viceministro Vannia GAVA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Marco SIMIANI (PD-IDP), replicando, ringrazia il Viceministro per la risposta fornita, evidenziando come essa stessa abbia confermato il ritardo nelle procedure in seguito all'incidente e mettendo in luce una carenza di trasparenza nella comunicazione istituzionale. Sottolinea l'urgenza di introdurre procedure rigorose volte a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nonché a migliorare la trasparenza verso la cittadinanza. Richiama, inoltre, l'attenzione sulle specificità del centro di ricerca ENEA di Casaccia, che reputa meritevoli di considerazione. Conclude manifestando la disponibilità del proprio gruppo politico a favorire, sia in sede di Commissione Ambiente sia in Assemblea, un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione, al fine di convergere su soluzioni condivise per la definizione di procedure adeguate affinché non si verifichino nuovamente incidenti come quello recentemente verificatosi.

5-03206 L'Abbate: Iniziative volte a garantire il monitoraggio della qualità delle acque del fiume Basento e a prevenire i rischi ambientali.

  Patty L'ABBATE (M5S) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il Viceministro Vannia GAVA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Arnaldo LOMUTI (M5S) replicando, in qualità di cofirmatario, esprime insoddisfazione per la risposta ricevuta, giudicandola priva di elementi informativi nuovi rispetto a quanto già noto. Evidenzia l'atteggiamento elusivo del presidente della regione Basilicata, che si sottrae al confronto sia in sede di consiglio regionale sia presso i comuni interessati. Sottolinea, inoltre, come l'attuale governo regionale di centro-destra, in carica ormai da due legislature, non possa sottrarsi alle proprie responsabilità, pur riconoscendo l'inerzia dimostrata anche dalle precedenti giunte regionali rispetto alla gestione della crisi idrica. Richiama l'attenzione sul fatto che, di fronte a una situazione emergenziale, si sia scelto di procedere con il prelievo idrico dal fiume Basento, noto per il suo stato di inquinamento, senza attivare un tavolo di confronto che coinvolgesse la cittadinanza, i soggetti istituzionali e tecnici competenti, come ISPRA e ARPA. Manifesta quindi la viva preoccupazione espressa dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste rispetto a tale decisione. Infine, sottolinea come le criticità in ambito idrico, apparentemente paradossali in una regione ricca di risorse idriche, avrebbero potuto essere affrontate con un'adeguata programmazione. Ritiene, infatti, che l'attuale emergenza non possa essere considerata come imprevista o inattesa,Pag. 89 ma piuttosto come il risultato di un'inerzia prolungata da parte del governo regionale.

5-03207 Montemagni: Iniziative volte a verificare l'idoneità del sito della discarica di Cava Fornace (MS) e a prevenire danni ambientali.

  Elisa MONTEMAGNI (LEGA) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il Viceministro Vannia GAVA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Elisa MONTEMAGNI (LEGA), replicando, ringrazia la rappresentante del Governo per la risposta, esprimendo apprezzamento per l'attenzione riservata dal ministero all'area interessata. Prende atto della relazione del 3 dicembre scorso, sottolineando tuttavia come permangano le preoccupazioni delle amministrazioni locali, che lamentano una persistente mancanza di chiarezza sulle risultanze delle analisi effettuate. Evidenzia l'importanza di una più stretta collaborazione istituzionale, necessaria per affrontare le specificità di un sito che presenta caratteristiche geomorfologiche peculiari e che ha sempre destato preoccupazioni e perplessità. Ritiene, pertanto, che sia opportuno attendere le ulteriori risultanze previste nella relazione del prossimo 10 dicembre.

5-03208 Lampis: Iniziative normative volte a consentire le operazioni di dragaggio nel porto di Buggerru (SU).

  Gianni LAMPIS (FDI) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il Viceministro Vannia GAVA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Gianni LAMPIS (FDI), replicando, ringrazia la rappresentante del Governo per la risposta fornita, evidenziando con favore come emerga un percorso orientato alla definizione di uno schema di regolamento finalizzato alla semplificazione della disciplina relativa alla gestione delle terre e rocce da scavo. Manifesta l'auspicio che tale intervento normativo possa consentire, nel più breve tempo possibile, il dragaggio del porto di Buggerru, rispondendo così a una necessità urgente per il territorio.

  La seduta termina alle 14.20.

SEDE REFERENTE

  Giovedì 5 dicembre 2024. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI. – Interviene il viceministro per l'ambiente e la sicurezza energetica Vannia Gava.

  La seduta comincia alle 14.20.

DL 153/2024: Disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell'economia circolare, l'attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico.
C. 2164 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Gianni LAMPIS (FDI), relatore, avverte che il decreto-legge n. 153 del 2024, approvato con modifiche in prima lettura dal Senato, si compone di 14 articoli. Rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per ogni approfondimento, segnala che l'articolo 1, modificato al Senato, interviene sulla normativa in materia di valutazione ambientale di cui alla parte seconda del Codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006), al fine di semplificare i relativi procedimenti per la promozione di investimenti in settori strategici per lo sviluppo del Paese e la tempestiva realizzazione degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC). In particolare, il comma 1, lettere 0.a), 0.b) e a), che modifica gli articoli 6, 7 e 8 del suddetto Codice, condiziona Pag. 90la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (VIA) – per i progetti di competenza statale e per quelli di competenza regionale – a quanto disposto dal decreto legislativo recante la disciplina in materia di regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, precisa che il rilascio dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale) spetta al competente direttore generale del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE), interviene sul novero dei progetti cui la Commissione tecnica VIA e VAS e la Commissione tecnica PNRR-PNIEC, nella trattazione dei procedimenti di rispettiva competenza, devono dare precedenza e demanda ad un decreto interministeriale la definizione dei progetti strategici per il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC da considerarsi prioritari in sede di valutazione ambientale, indicando una serie di progetti da considerare prioritari nelle more della sua adozione (il novero di tali progetti è stato integrato nel corso dell'esame al Senato). Il comma 1, lettera a), come integrato al Senato, inoltre, proroga dal 30 giugno 2024 al 30 giugno 2026 il termine per lo svolgimento in videoconferenza dei compiti istruttori svolti dai Commissari nell'ambito delle Sottocommissioni e dei Gruppi istruttori; prevede che la struttura di supporto della Commissione tecnica VIA e VAS, composta da quattro unità di personale dell'Arma dei carabinieri ed esperta in materia ambientale, operi anche come struttura di supporto della Commissione tecnica PNRR-PNIEC. La durata di tale struttura viene svincolata dal rinnovo della Commissione tecnica VIA VAS. Entrambe le Commissioni possono avvalersi anche di quattro unità di personale del Corpo della Guardia di finanza; consente – ove sussistano motivate esigenze contingenti di carattere funzionale ovvero organizzativo – l'assegnazione alla Commissione tecnica VIA-VAS di progetti spettanti, ai sensi della legislazione vigente, alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC, ferma restando l'applicazione della disciplina procedimentale (cosiddetto fast track) relativa alle valutazioni di impatto ambientale dei progetti PNRR e PNIEC. Il comma 1, alle lettere dalla b) alla g), come modificato al Senato, reca una serie di modifiche, di carattere generale, alle discipline in materia di valutazioni e autorizzazioni ambientali, finalizzate alla semplificazione e all'accelerazione dei procedimenti, anche attraverso una migliore definizione delle competenze e delle scansioni procedurali e dei rispettivi termini, nonché attraverso una riduzione dei termini medesimi. Nel dettaglio, la lettera b) reca modifiche alla disciplina del procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA (cosiddetto screening di VIA), anche al fine di disporre che il provvedimento di screening ha l'efficacia temporale non inferiore a 5 anni, la lettera b-bis), inserita al Senato, integra il contenuto dell'istanza di VIA, mentre le lettere c)-e) apportano modifiche al procedimento di VIA. Sono inoltre operate – dalle lettere f) e f-bis), quest'ultima inserita al Senato – modifiche, sebbene più limitate, anche alle discipline del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) e del Provvedimento Unico Ambientale (PUA). La lettera g), che recava modifiche alla disciplina dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è stata soppressa durante l'esame al Senato. Il comma 2 dell'articolo 1, come modificato nel corso dell'esame al Senato, dispone che, per i progetti di produzione energetica da fonte fotovoltaica, solare termodinamica, a biomassa, a biogas, nonché di produzione di biometano, il proponente del provvedimento di VIA allega una dichiarazione sostitutiva di certificazioni o di atto di notorietà attestante la legittima disponibilità, a qualunque titolo, della superficie su cui realizzare l'impianto, ferme restando la pubblica utilità e le procedure conseguenti per le opere connesse. Il comma 3 dell'articolo 1 autorizza il MASE ad avvalersi – per il supporto operativo alla Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS e alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC – del Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.a. in relazione a determinati progetti. Il comma 4 dell'articolo 1, così come modificato al Senato, prevede la possibilità per il Ministero della difesa di definire un programma di interventi per la transizione energetica dei siti, delle infrastrutturePag. 91 e dei beni del demanio militare a qualunque titolo in uso o in dotazione, dislocati sul territorio nazionale, e disciplina l'eventuale procedimento di valutazione o autorizzazione ambientale del programma o dei singoli interventi in esso inseriti. Il comma 5 riguarda l'applicabilità di tali disposizioni agli interventi di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili su determinati beni del demanio militare.
  L'articolo 2, comma 1, abroga le disposizioni del Piano per la transizione energetica delle aree idonee (PiTESAI), adottato con decreto ministeriale nel 2021 e successivamente annullato dal TAR del Lazio nel 2024. Il comma 2 stabilisce il divieto il rilascio di nuovi permessi di ricerca e concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi, salvo quanto già previsto per le attività basate su permessi rilasciati prima dell'entrata in vigore del decreto in esame. Nel seguente comma 3 si dispone che nel rilascio delle proroghe delle concessioni di coltivazione di idrocarburi consentite ai sensi della normativa vigente l'amministrazione competente tiene conto anche delle riserve e del potenziale minerario ancora da produrre e dei tempi necessari per completare la produzione delle riserve medesime fino alla durata di vita utile del giacimento, nonché tiene in considerazione l'area in concessione effettivamente funzionale all'attività di produzione e di ricerca e sviluppo ancora da svolgere, con riperimetrazione delle aree non più funzionali in tal senso. Il comma 4 riduce da 12 a 9 miglia il perimetro costiero ed esterno alle aree marine e costiere protette entro il quale sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. Il comma 5 interviene sulla disciplina del cosiddetto «gas release», meccanismo finalizzato ad incrementare la produzione nazionale di gas e la sua vendita a prezzi ragionevoli, prioritariamente, a clienti finali industriali a forte consumo di gas cosiddetti «gasivori» anche in conseguenza dell'annullamento del Pitesai. Il comma 6, modificato nel corso dell'esame al Senato, interviene, anche mediante una serie di proroghe, sulla normativa adottata all'indomani dello scoppio del conflitto russo ucraino per accelerare lo stoccaggio di gas, la quale ha assegnato al GSE il servizio di riempimento di ultima istanza tramite l'acquisto di gas naturale, ai fini dello stoccaggio e della successiva vendita.
  L'articolo 3 disciplina una serie di interventi volti alla gestione della crisi idrica che, come emerge anche dalla relazione illustrativa di accompagnamento del provvedimento, riveste carattere di necessità e urgenza nell'ottica dell'impellente gestione delle conseguenze dovute ai fenomeni siccitosi caratterizzanti il periodo estivo, a partire, in primis, da un necessario adeguamento della normativa nazionale vigente a quella euro-unitaria. Nel dettaglio, il comma 1, lettera a), introduce la definizione di «acque affinate», comprendendo non solo le acque urbane, ma anche quelle reflue domestiche e industriali. La lettera b) chiarisce i casi in cui le regioni non violino la normativa relativa agli obiettivi di qualità ambientale delle acque in caso di deterioramento temporaneo dello stato qualitativo dei corpi idrici, prevedendo che esse comunichino tempestivamente alle autorità di bacino le misure adottate per conservarne lo stato qualitativo. La lettera c) apporta modifiche di coordinamento, mentre la lettera d) stabilisce che il ravvenamento o l'accrescimento artificiale dei corpi sotterranei possano essere autorizzati non solo per raggiungere gli obiettivi di qualità dei corpi idrici, ma anche per affrontare situazioni di crisi idrica, consentendo l'impiego delle acque affinate. Infine, la lettera e) amplia la definizione di servizio idrico integrato, includendo il riuso delle acque reflue. Il comma 2 attribuisce al Commissario unico per la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue urbane il compito di coordinare e gestire gli interventi di riuso delle acque reflue, qualora funzionali a garantire un uso razionale delle risorse idriche e a contrastare situazioni di crisi idrica. Il comma 2-bis, inserito nel corso dell'esame al Senato, ha ad oggetto la società «Acquedotto pugliese S.p.a.» e prevede che, in considerazione Pag. 92della sua rilevanza strategica per l'interesse nazionale, almeno uno dei componenti dell'organo di amministrazione ed almeno uno dei componenti dell'organo di controllo della società Acquedotto pugliese S.p.a. siano designati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. A tale proposito la disposizione prevede che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge in esame, si provvede ad adeguare lo statuto della società alle disposizioni di cui al presente comma, prevedendo che l'organo di amministrazione sia composto da un numero di membri non superiore a 7, disponendo altresì il rinnovo dell'organo di amministrazione e dell'organo di controllo, laddove non già scaduti. Infine il comma 2-ter specifica che è ammesso il trasferimento da parte della regione Puglia di parte delle azioni della società Acquedotto pugliese S.p.a. in favore dei comuni pugliesi esercenti il controllo analogo sulla società a capitale interamente pubblico dagli stessi costituita, ovvero in favore di quest'ultima società. La disposizione in commento, inoltre, stabilisce le modalità relative all'eventuale affidamento del servizio idrico integrato.
  L'articolo 4 reca disposizioni in materia di economia circolare. In particolare il comma 1, ricolloca il gruppo di lavoro dedicato all'economia circolare presso la Direzione generale del MASE competente in materia di economia circolare anziché presso l'Ufficio legislativo del Ministero. Il comma 2, alla lettera a), modifica il Codice dell'ambiente al fine di ampliare i membri effettivi del Comitato nazionale dell'Albo nazionale gestori ambientali da diciannove a ventuno in ragione dell'aumento delle designazioni effettuate dalle organizzazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative delle categorie economiche interessate. È inoltre previsto che il legale rappresentante dell'impresa possa assumere – in presenza di specifiche condizioni – il ruolo di responsabile tecnico.
  Segnala inoltre che le lettere a-bis) e a-ter) del comma 2 dell'articolo 4, introdotte al Senato, recano modifiche alla disciplina dei sistemi di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi prevista dal Codice dell'ambiente, al fine di disciplinare il riparto dei costi tra i vari soggetti coinvolti e ampliare gli obblighi di monitoraggio dei flussi di imballaggi. In particolare, la lettera a-bis) dispone in ordine al riparto dei costi a carico dei produttori e degli utilizzatori di imballaggi, limitatamente all'assolvimento degli obblighi di servizio universale relativi ad attività di carattere residuale o comunque d'interesse generale gravanti sul CONAI e sui cosiddetti consorzi di filiera. Tale riparto avviene tra i cosiddetti consorzi di filiera e i sistemi autonomi, al netto di ogni eventuale componente positiva diversa dal contributo ambientale CONAI, previa verifica dei costi rilevanti e della loro entità netta da parte di un esperto indipendente, scelto congiuntamente dalle parti o, in mancanza, nominato dal MASE. Si dispone, altresì, che ai fini del riparto in questione, le parti concludano un accordo relativo a ciascun materiale d'imballaggio nel rispetto dei principi di proporzionalità, efficienza e tutela della concorrenza e lo trasmettano al MASE, che può richiedere modificazioni e integrazioni entro 60 giorni. Resta fermo l'obbligo dei sistemi autonomi di organizzare la loro attività con riferimento all'intero territorio nazionale.
  Le modifiche apportate dalla lettera a-ter) prevedono che i dati relativi ai flussi degli imballaggi debbano essere acquisiti anche dagli operatori economici, anche se non consorziati (mentre il testo vigente attribuisce al CONAI tale compito). Si precisa inoltre che i dati in questione si riferiscono ai flussi di imballaggi trasferiti sul territorio nazionale, compresi quelli di provenienza o destinazione transfrontaliere. Si prevede inoltre che la copertura dei costi di raccolta e di gestione dei rifiuti di imballaggio deve essere assicurata in ogni caso, ivi compreso il caso in cui gli obiettivi di recupero e riciclaggio siano stati conseguiti o superati attraverso la raccolta su superfici private.
  La lettera b) introduce modifiche relativamente agli scarti derivanti dalla manutenzione del verde privato, riconducendo la relativa gestione nell'ambito dei rifiuti simili ai domestici e quindi urbani.Pag. 93
  Il comma 3 garantisce la prosecuzione della durata in carica del Comitato nazionale dell'Albo nazionale gestori ambientali costituito con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica 23 novembre 2023 che, alla luce delle modifiche apportate dal richiamato comma 2, è integrato da due membri.
  Nel corso dell'esame al Senato, infine, è stato inserito un ulteriore comma 3-bis, con il quale vengono apportate delle modifiche alla legge n. 60 del 2022, recante disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare (cosiddetta legge «Salva Mare»). In particolare la modifica in questione individua i criteri specifici e le modalità per la cessazione della qualifica di rifiuto delle plastiche e degli altri materiali accidentalmente pescati e volontariamente raccolti in quanto non compatibili con l'ecosistema marino e delle acque interne.
  L'articolo 5, modificato al Senato, apporta alcune modifiche al decreto-legge n. 109 del 2018 che aveva introdotto, tra l'altro, delle disposizioni urgenti per la città di Genova, prevedendo la nomina di un Commissario straordinario in conseguenza del crollo di un tratto del viadotto Polcevera dell'autostrada A10, nel comune di Genova, noto come ponte Morandi, al fine di garantire, in via d'urgenza, le attività per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, nonché per la progettazione, l'affidamento e la ricostruzione dell'infrastruttura e il ripristino del connesso sistema viario.
  L'articolo 5-bis, introdotto al Senato, al comma 1, differisce i termini di applicazione di alcune deroghe previste dal decreto legislativo n. 36 del 2003 per il conferimento dei rifiuti in discarica. Il comma 2 disciplina la decorrenza dell'efficacia dei citati differimenti nonché le richieste, da parte dei titolari degli impianti di discarica interessati, di adeguamento delle autorizzazioni in essere.
  L'articolo 6, comma 1, reca disposizioni per gli interventi previsti dal Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani, con particolare riguardo al piano di caratterizzazione e all'approvazione dei risultati delle indagini e delle analisi di rischio sanitario-ambientale. Il comma 2 autorizza le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA) a utilizzare laboratori di enti di ricerca o privati accreditati per lo svolgimento di talune analisi. Il comma 3 apporta modifiche procedurali per determinare i valori di fondo nei siti contaminati e disciplina le indagini condotte dalla provincia per identificare i responsabili della contaminazione.
  L'articolo 7 fissa al 31 dicembre 2029 il termine per il completamento degli interventi di bonifica e di riparazione del danno ambientale del sito di interesse nazionale di Crotone-Cassano e Cerchiara. È altresì istituita una struttura di supporto per il commissario straordinario incaricato di gestire tali interventi.
  Le disposizioni dell'articolo 8 riguardano l'obbligo, per i soggetti attuatori degli interventi finanziati per mitigare il dissesto idrogeologico sul territorio nazionale, di alimentare il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (piattaforma ReNDiS), a prescindere dalla fonte di finanziamento, al fine di assicurare la completezza del quadro tecnico conoscitivo. Si prevede, inoltre, che i commissari di Governo, il Presidente della regione Valle d'Aosta e i Presidenti delle province autonome verifichino la tempestiva ed esaustiva alimentazione della banca dati delle pubbliche amministrazioni (BDAP).
  L'articolo 9 introduce disposizioni finalizzate al contrasto del dissesto idrogeologico. Nel comma 1 si attribuisce priorità – per l'inserimento nel Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico – ai progetti già beneficiari delle risorse del Fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Inoltre, si dispone che le risorse accreditate sulle contabilità speciali intestate ai Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico non siano soggette a pignoramento o sequestro. Il comma 2 prevede che le economie derivanti dalla chiusura contabile degli interventi inseriti negli accordi di programma del 2010 – per quanto Pag. 94attiene alla quota parte del MASE – vengano destinate a integrare la dotazione del Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Il comma 3 consente ai commissari per il contrasto del dissesto idrogeologico di nominare soggetti attuatori del Piano, definendone il compenso. Gli stessi commissari – insieme al Presidente della regione Valle d'Aosta e ai Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano – possono assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante, operando in deroga a ogni disposizione di legge, con l'esclusione di quelle in materia penale, nel rispetto del codice delle leggi antimafia, delle misure di prevenzione e dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Ai commi 4 e 5 si individua nel segretario generale dell'Autorità di distretto delle Alpi orientali il Commissario straordinario incaricato di realizzare le opere di difesa idraulica delle Grave di Ciano. Il comma 6 dispone che le risorse destinate agli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese – limitatamente a quelle assegnate dal dipartimento Casa Italia per interventi di messa in sicurezza – vengano revocate qualora i soggetti attuatori non registrino nella banca dati delle opere pubbliche la liquidazione delle spese sostenute in misura pari o superiore al 15 per cento dell'importo della prima anticipazione ottenuta. Il comma 7 proroga fino al 31 dicembre 2024 lo stato di emergenza relativo agli eventi eccezionali verificatisi a Ischia a partire dal 26 novembre 2022. Il comma 8 stanzia 10 milioni di euro per l'anno 2024 destinati all'attuazione delle convenzioni tra il Commissario straordinario per l'alluvione del 2023 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche e i soggetti autorizzati a collaborare con lui nello svolgimento delle sue funzioni. Il comma 8-bis, introdotto al Senato, prevede che i piani speciali, definiti e approvati dal Commissario straordinario, per la realizzazione di interventi previsti per le situazioni di dissesto idrogeologico nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche, interessati dagli eventi alluvionali verificatisi a far data dal 1° maggio 2023, possano essere predisposti e approvati anche per stralci, aventi ad oggetto anche le sole attività di progettazione. I commi 9 (modificato al Senato) e 10 intervengono sulla disciplina delle competenze del Presidente del Consiglio dei ministri e del Comitato dei ministri per gli interventi nel settore della difesa del suolo. Nel corso dell'esame al Senato è stato inoltre introdotto il comma 9-bis che autorizza le Autorità di bacino distrettuali ad assumere personale a tempo indeterminato. Il medesimo comma specifica le modalità di reclutamento e assunzione e pone un limite di spesa pari a complessivi 6 milioni di euro a decorrere dal 2026. Il successivo comma 9-ter dispone in ordine alle relative coperture.
  L'articolo 10 stabilisce misure urgenti per potenziare le pubbliche amministrazioni operanti nei settori dell'ambiente e della sicurezza energetica. Il comma 1 autorizza il MASE ad adottare linee guida settoriali per il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA). I commi 2 e 3 dispongono modifiche al trattamento economico degli organi dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), mentre il comma 4 autorizza il MASE a conferire quattro nuovi incarichi dirigenziali di natura tecnico-specialistica per rafforzare le attività necessarie alla realizzazione del PNRR.
  L'articolo 10-bis, introdotto al Senato, modifica alcune disposizioni relative agli investimenti nell'ambito del Piano Mattei, novellando l'articolo 10 del decreto-legge 29 giugno 2024, n. 89, autorizzando, tra l'altro, la Cassa depositi e prestiti a concedere finanziamenti, entro i limiti ivi previsti nonché a sottoscrivere la documentazione contrattuale con il soggetto beneficiario degli interventi.
  L'articolo 11 reca la clausola di invarianza finanziaria, salvo quanto disposto in merito alla struttura di supporto e al compenso del commissario straordinario per il SIN di Crotone.
  L'articolo 12 disciplina l'entrata in vigore del decreto-legge.

  Mauro ROTELLI, presidente, non essendovi richieste di intervento, dichiara concluso l'esame preliminare. Ricorda che, come Pag. 95convenuto nella riunione dell'ufficio di presidenza testé svolta, il termine per la presentazione delle proposte emendative è fissato alle ore 15.30 della giornata odierna, e che nella seduta già convocata alle ore 17.45 saranno comunicate le eventuali proposte emendative non ritenute ammissibili per poi procedere dalle 18.15 alla votazione delle proposte emendative stesse. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame alla seduta già convocata nel pomeriggio.

  La seduta termina alle 14.30.

ATTI DEL GOVERNO

  Giovedì 5 dicembre 2024. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI. – Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Tullio Ferrante.

  La seduta comincia alle 15.50.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.
Atto n. 226.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 25 novembre 2024.

  Mauro ROTELLI, presidente, ricorda che nella giornata di ieri, mercoledì 4 dicembre, si è concluso il ciclo di audizioni informali e che tutta la documentazione trasmessa alla Commissione o depositata nel corso delle audizioni è disponibile per la consultazione sul sito istituzionale della Camera. Avverte che sono in corso di trasmissione i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata e che, pertanto, una volta integrata la richiesta di parere con i predetti pareri, la Commissione sarà autorizzata a pronunciarsi definitivamente sul provvedimento. Ricorda, altresì, che il termine per l'espressione del parere è fissato all'11 dicembre 2024.

  Erica MAZZETTI (FI-PPE), relatrice, nel ringraziare il rappresentante del Governo, evidenzia come, allo stato attuale, la Commissione non abbia ancora avuto l'opportunità di esaminare i pareri espressi dal Consiglio di Stato e dalla Conferenza unificata, al di là delle informazioni emerse dagli organi di stampa. Richiama inoltre l'attenzione sull'intenso ciclo di audizioni, conclusosi nella giornata di ieri, sottolineando l'esigenza di raccogliere le osservazioni presentate e integrarle in modo organico con i contenuti delle risoluzioni parlamentari discusse negli scorsi mesi in Commissione sulle tematiche concernenti la necessità di apportare modificazioni al Codice dei contratti pubblici. In tale contesto, formula una richiesta al Sottosegretario Ferrante, anche a nome del relatore, onorevole Iaia, affinché si valuti la possibilità di prorogare di almeno una settimana il termine per l'espressione del parere.

  Il Sottosegretario Tullio FERRANTE fa presente che lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 è stato predisposto all'esito di un confronto tra le Amministrazioni interessate, svoltosi anche mediante l'istituzione di più tavoli inter-istituzionali tematici e di un confronto con gli operatori di settore, attuato mediante una consultazione pubblica promossa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti avvenuta nel mese di luglio del 2024, dove sono stati invitati a partecipare 94 stakeholders e complessivamente sono stati presentati circa 630 contributi, tenendo in considerazione anche i contenuti delle risoluzioni afferenti alla tematica in oggetto discusse in Commissione Ambiente. Nel ricordare pertanto i passaggi che hanno portato all'adozione del provvedimento, ferma restando la scadenza per l'esercizio della delega prevista nel mese di marzo 2025, segnala la necessità di concludere l'intero iter approvativo entro il 31 dicembre 2024 in quanto lo schema di decreto prevede, tra l'altro, il recepimento di alcune modifiche al codice necessarie al conseguimento di alcuni obiettivi contenuti Pag. 96nel PNRR. Segnala in proposito gli obiettivi concernenti la finanza di progetto, nell'ambito della M1C1-73-quinquies, che prevede l'entrata in vigore di nuove disposizioni giuridiche sul finanziamento dei progetti volte a rafforzare l'efficienza e la concorrenza, nonché la qualificazione delle stazioni appaltanti richiamando in proposito la M1C1-73-ter, che prevede l'adozione di incentivi alla qualificazione e alla professionalizzazione delle stazioni appaltanti, e la M1C1-84-bis, che prevede l'introduzione di ulteriori misure per migliorare la rapidità decisionale nell'aggiudicazione degli appalti da parte delle stazioni appaltanti. Per quanto attiene alle tempistiche di approvazione, alla luce della necessità di conseguire gli impegni assunti nell'ambito del PNRR, rileva la necessità del rispetto del termine dell'11 dicembre per l'espressione del parere da parte della Commissione considerato che gli obiettivi del PNRR, in ragione della loro rilevanza, sono posti in capo alla Cabina di regia – ai sensi dell'articolo 221 del codice dei contratti pubblici – che, sentita l'ANAC, deve svolgere le relative attività e approvarne il conseguimento, ai fini della rendicontazione degli obiettivi stessi, entro la scadenza fissata dal PNRR, ossia entro il 31 dicembre 2024. Al fine di consentire il perfezionamento nei predetti termini delle necessarie attività rendicontative, segnala che la Cabina di regia ha quindi già fissato la data del 17 dicembre per l'approvazione del documento di analisi e valutazione relativo ai traguardi PNRR M1C1-73 ter e M1C1-84 bis. Ferme restando le scadenze testé comunicate, fa presente, comunque, la disponibilità del Governo a posticipare il termine per l'espressione del parere alla data del 13 dicembre.

  Erica MAZZETTI (FI-PPE), relatrice, pur comprendendo le esigenze del Governo e le tempistiche dettate dalla riunione della Cabina di regia, ribadisce la necessità di posticipare ulteriormente il termine, al fine di consentire un'adeguata valutazione dei pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e della vasta mole di osservazioni emerse dalle numerose audizioni svolte. Sottolinea, inoltre, l'importanza di scelte politiche mirate per giungere a una sintesi dei contenuti, evidenziando la necessità di un confronto politico diretto con un rappresentante del Governo per definire al meglio gli indirizzi da adottare.

  Mauro ROTELLI, presidente, evidenzia che il Sottosegretario ha già concesso una proroga del termine dal giorno 11 al giorno 13 dicembre, tenendo conto anche della riunione della Cabina di regia prevista per il 17 dicembre. Sottolinea l'esigenza di monitorare con attenzione il calendario dei lavori dell'Assemblea, auspicando che la Commissione possa esprimere il parere prima del giorno 16 dicembre, possibilmente nella giornata di venerdì 13. Segnala comunque che la Conferenza dei presidenti di gruppo, nella riunione di ieri, ha stabilito che nella mattinata di mercoledì 11 dicembre si svolgerà una seduta di Assemblea e che quindi la Commissione potrebbe concluderne l'esame in quella giornata.

  Erica MAZZETTI (FI-PPE), relatrice, nel ribadire la necessità di un confronto politico diretto con un rappresentante del Governo, fa presente che – qualora si giungesse ad una sintesi – l'esame del provvedimento potrebbe anche concludersi entro la giornata del 13 dicembre.

  Marco SIMIANI (PD-IDP) esprime perplessità riguardo all'organizzazione dei lavori, evidenziando che la scadenza fissata al 13 dicembre appare irrealistica e sottolineando la necessità di una proroga di almeno una settimana per garantire un esame adeguato di un atto corposo e complesso, che di fatto è un nuovo codice e che ha una rilevanza cruciale per il Paese, e che necessita di una valutazione ponderata e consapevole da parte del Parlamento. Ribadisce, inoltre, come il Partito Democratico abbia sempre dimostrato piena disponibilità a venire incontro alle esigenze dei gruppi di maggioranza, auspicando un atteggiamento di maggiore collaborazione reciproca. Peraltro rileva che è stato evidenziato nel parere del Consiglio di Stato un difetto nella procedura di adozione dello Pag. 97schema di decreto e che è necessario valutare attentamente tale questione.

  Mauro ROTELLI, presidente, ritiene che debba essere valutata la possibilità di posticipare la riunione della Cabina di regia già programmata per il 17 dicembre e che, qualora ciò non fosse possibile, sarà indispensabile che la Commissione esprima il proprio parere entro il termine indicato dal Sottosegretario o, al più tardi, nella giornata del 16 dicembre. Ricorda, inoltre, come la Commissione Ambiente in questa legislatura abbia sempre garantito il rispetto delle tempistiche sugli atti assegnati e che di questo si debba dare atto alla Commissione ritenendo pertanto le richieste di proroga del termine avanzate nella seduta odierna motivate da ragioni oggettive.

  Il Sottosegretario Tullio FERRANTE precisa che il Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione alla rendicontazione degli obiettivi del PNRR, ha fissato la data del 13 dicembre come termine, evidenziando come si stia già procedendo a una proroga rispetto alle scadenze inizialmente previste. Sottolinea, inoltre, che la Cabina di regia, nella giornata del 17 dicembre, è chiamata ad approvare il documento di analisi e valutazione del PNRR, circostanza che rende impraticabile qualsiasi ulteriore proroga oltre il termine del 13 dicembre.

  Mauro ROTELLI, presidente, reputa pertanto opportuno svolgere ulteriori approfondimenti ai fini dell'organizzazione del seguito dell'esame del provvedimento tenuto conto di quanto rilevato dal rappresentante del Governo. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.10.

SEDE REFERENTE

  Giovedì 5 dicembre 2024. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI. – Interviene il viceministro per l'ambiente e la sicurezza energetica Vannia Gava.

  La seduta comincia alle 18.15.

DL 153/2024: Disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell'economia circolare, l'attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico.
C. 2164 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta pomeridiana odierna.

  Mauro ROTELLI, presidente, avverte che sono state presentate 161 proposte emendative (vedi allegato 5) e che la Presidenza ha ritenuto ammissibili tutte le proposte emendative presentate, anche alla luce delle finalità complessive del provvedimento e delle modificazioni introdotte al Senato.

  Gianni LAMPIS (FDI), relatore, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate.

  La Sottosegretaria Vannia GAVA esprime parere conforme a quello del relatore.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti L'Abbate 1.1 e Ilaria Fontana 1.2.

  Augusto CURTI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 1.3, di cui è cofirmatario, ne illustra le finalità, sottolineando la necessità di garantire la priorità ai progetti concernenti impianti di idrogeno verde o rinnovabile, nonché agli impianti alimentati da fonti eoliche e solari.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 1.3.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamentoPag. 98 Del Barba 1.4; si intende vi abbia rinunciato.

  Marco SIMIANI (PD-IDP) dichiara che il gruppo Partito Democratico sottoscrive tutte le proposte emendative presentate dai deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Bonelli 1.6, Ilaria Fontana 1.7, L'Abbate 1.8, Bonelli 1.9 e Bonelli 1.10.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Del Barba 1.11 e Gadda 1.13; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Curti 1.12 e L'Abbate 1.5.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 1.14; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento L'Abbate 1.15.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Del Barba 1.16, si intende vi abbia rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Santillo 1.17.

  Marco SIMIANI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.18, ne illustra le finalità, soffermandosi in particolare sulla necessità di modificare il testo del decreto, che reputa troppo restrittivo, introducendo uno specifico riferimento agli impianti fotovoltaici ed eolici offshore.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 1.18.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Del Barba 1.19; si intende vi abbia rinunciato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Simiani 1.20, Ilaria Fontana 1.21 e Morfino 1.22, nonché gli identici emendamenti L'Abbate 1.23 e Simiani 1.24.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Del Barba 1.25; si intende vi abbia rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Ilaria Fontana 1.26.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Gadda 1.27; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Morfino 1.28 e 1.29.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 1.30; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Bonelli 1.31.

  Eleonora EVI (PD-IDP), nell'illustrare l'emendamento a sua prima firma 1.32, sottolinea l'importanza di garantire il rispetto delle tempistiche dei procedimenti di valutazione ambientale per i progetti sottoposti a VIA, trattandosi di procedimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Evi 1.32, Curti 1.33, Ferrari 1.34, Santillo 1.35, L'Abbate 1.36, Bonelli 1.37, Ilaria Fontana 1.38 e Simiani 1.39,

Pag. 99

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Gadda 1.41; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti L'Abbate 1.40, Ilaria Fontana 1.42 e L'Abbate 1.43.

  Eleonora EVI (PD-IDP) interviene sull'emendamento 1.44, di cui è cofirmataria, volto ad estendere i termini di sospensione del procedimento di VIA per la presentazione della documentazione integrativa nei casi in cui il procedimento sia particolarmente complesso e richieda, ad esempio, lo svolgimento di indagini su flora e fauna o di indagini geognostiche di sottosuolo e falda che richiedano un periodo di osservazione pluristagionale.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 1.44.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Gadda 1.46, si intende vi abbia rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 1.45.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 1.48; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 1.49.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Del Barba 1.50 e Gadda 1.51; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 1.52.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 1.53; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Morfino 1.54.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 1.57; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Santillo 1.55 e Bonelli 1.56. Respinge, altresì, l'emendamento Simiani 1.58.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 1.59; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento L'Abbate 1.60.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Gadda 1.61 e 1.62, nonché degli emendamenti Del Barba 1.63 e 1.65; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Caramiello 1.64.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Gadda 1.67; si intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Caramiello 1.66 e Simiani 1.68, nonché gli articoli aggiuntivi Curti 1.01, 1.02 e 1.03.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'articolo aggiuntivo Del Barba 1.04; si intende vi abbiano rinunciato.

  Eleonora EVI (PD-IDP) interviene sull'articolo aggiuntivo 1.05, di cui è prima firmataria, evidenziando come lo stesso sia finalizzato a garantire risorse adeguate al Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Sottolinea altresì come vi sia un ritardo nell'istituzione della governancePag. 100 dell'osservatorio nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici e come tali fattori pregiudichino l'adozione di misure efficaci sul punto.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, l'articolo aggiuntivo Evi 1.05, gli emendamenti Ilaria Fontana 2.1, Bonelli 2.2, gli identici emendamenti L'Abbate 2.3 e Bonelli 2.4, gli emendamenti Bonelli 2.5, 2.6 e 2.7, nonché gli identici emendamenti L'Abbate 2.8, Bonelli 2.9 e Simiani 2.10.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 2.11; si intende vi abbiano rinunciato.

  Marco SIMIANI (PD-IDP), illustra l'emendamento 2.12 a sua prima firma.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, l'emendamento Simiani 2.12 e gli identici emendamenti Ilaria Fontana 2.13 e Bonelli 2.14.

  Sara FERRARI (PD-IDP), illustra l'articolo aggiuntivo 2.01 a sua prima firma, volto a istituire una cabina di regia per verificare lo stato delle reti di distribuzione e trasmissione e a stabilire le priorità di intervento anche a valere sulle risorse allocate dal PNRR. Sottolinea, inoltre, l'importanza di prevedere che l'energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili inseriti all'interno di configurazioni di autoconsumo diffuso non assuma valenza reddituale ove non autoconsumata. Rimarcando l'importanza della proposta emendativa, ne auspica l'approvazione.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Ferrari 2.01 e l'emendamento Simiani 3.1.

  Eleonora EVI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 3.2, ne illustra le finalità, sottolineando l'importanza di assicurare un supporto tecnico scientifico agli Osservatori sugli utilizzi idrici, al fine di una più corretta utilizzazione delle risorse idriche.

  La Commissione respinge l'emendamento Evi 3.2.

  Marco SIMIANI (PD-IDP), nell'illustrare l'emendamento Vaccari 3.3, di cui è cofirmatario, sottolinea l'importanza del tema dell'acqua in campo agricolo, in considerazione della possibilità di migliorarne la gestione mediante il riuso, in collaborazione con i consorzi di bonifica e di irrigazione.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Vaccari 3.3, Evi 3.4, Simiani 3.5 e Simiani 3.6.

  Patty L'ABBATE (M5S) illustra l'emendamento Ilaria Fontana 3.7, di cui è cofirmataria. Evidenzia come, al fine di tutelare la risorsa idrica, sia opportuno che le imprese pongano maggiore attenzione al ciclo delle acque. Sottolinea, infatti, come dotarsi di sistemi che permettano di ricondizionare le acque in uscita al fine del loro nuovo utilizzo in entrata crei un circuito virtuoso, aumentando la sostenibilità ambientale e creando vantaggi anche economici per le imprese.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Ilaria Fontana 3.7, Santillo 3.8 e Ilaria Fontana 3.9.

  Patty L'ABBATE (M5S) interviene sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3.01, volto a introdurre un sistema di etichettatura ambientale che preveda l'impronta idrica. Ritiene infatti che l'indicazione dell'impronta idrica sui prodotti commercializzati nel territorio nazionale possa condurre pubbliche amministrazioni ed imprese ad una maggiore considerazione della risorsa idrica, secondo una logica di sostenibilità ambientale e, allo stesso tempo, di sostenibilità economica, in ragione del risparmio derivante da un uso più accorto dell'acqua.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo L'Abbate 3.01.

Pag. 101

  Patty L'ABBATE (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3.02, evidenzia l'importanza dei Certificati Blu, confermata anche dagli stakeholders che operano nel settore. Sottolinea infatti come, a suo avviso, tali strumenti avrebbero il merito di certificare imprese agricole e industriali che operano in maniera sostenibile, incentivando la riduzione delle risorse idriche impiegate nei processi produttivi.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo L'Abbate 3.02.

  Patty L'ABBATE (M5S) illustra l'articolo aggiuntivo Morfino 3.03, di cui è cofirmataria. Sottolinea come la proposta emendativa abbia la finalità di istituire un fondo, denominato «Blue Deal Italiano», che sostenga finanziariamente gli interventi diretti a tutelare le risorse idriche e affrontare le sfide del cambiamento climatico.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Morfino 3.03.

  Patty L'ABBATE (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3.04, evidenzia come sia di fondamentale importanza ridurre le emissioni in atmosfera di alcuni particolari gas. Sottolinea, dunque, come la proposta emendativa si proponga di riconoscere un credito d'imposta in favore delle imprese che acquistino nuove apparecchiature di refrigerazione commerciale. Osserva, peraltro, come tale intervento permetterebbe al Paese di evitare le sanzioni che l'Unione europea, in un prossimo futuro, potrebbe irrogare per la violazione della disciplina relativa al trattamento dei summenzionati gas.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi L'Abbate 3.04, L'Abbate 3.05 e Simiani 3.06.

  Patty L'ABBATE (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 3.07, ne illustra le finalità, facendo presente che la realizzazione delle infrastrutture finalizzate alla gestione e alla raccolta delle acque piovane consentirebbe non soltanto di acquisire nuove e fondamentali risorse idriche, ma anche di ridurre i molteplici disagi che frequentemente si registrano nelle città italiane.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi L'Abbate 3.07, Simiani 3.08, Ferrari 3.09, Curti 3.010, Ferrari 3.011, Simiani 3.012 e Simiani 3.013.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'articolo aggiuntivo Gadda 3.014; s'intende vi abbiano rinunciato.

  Eleonora EVI (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 3.015 a sua prima firma, ne illustra le finalità, ribadendo la necessità di favorire il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo aggiuntivo Evi 3.015, nonché gli emendamenti L'Abbate 4.1, Simiani 4.2, Simiani 4.3, Santillo 4.4, L'Abbate 4.5, Simiani 4.6 e Simiani 4.7.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Gadda 4.8 e 4.18; s'intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Simiani 4.9, Simiani 4.10, Curti 4.11 e Ilaria Fontana 4.12.

  Patty L'ABBATE (M5S), intervenendo sull'emendamento 4.13 a sua prima firma, ne illustra le finalità, ribadendo la necessità di intervenire urgentemente nel settore della raccolta e del riciclo dei rifiuti tessili, che versa attualmente in condizioni critiche.

  La Commissione respinge l'emendamento L'Abbate 4.13.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Gadda 4.15 e Del Barba 4.16; s'intende vi abbiano rinunciato.

Pag. 102

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Morfino 4.01 e Ilaria Fontana 4.02.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'articolo aggiuntivo Gadda 4.03, dell'emendamento Gadda 4.17, nonché degli articoli aggiuntivi Del Barba 4.04 e Gadda 4.05; s'intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ilaria Fontana 5.1, L'Abbate 5.2, Ghio 5.3, Simiani 5.4, Ilaria Fontana 5-bis.1 e Simiani 6.1.

  Marco SIMIANI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 6.2 a sua prima firma, ne illustra le finalità, ricordando che i fondi originariamente stanziati dai precedenti governi per gli interventi di risanamento del sito di interesse nazionale «Orbetello-area ex Sitoco», per un importo pari a 30 milioni di euro, sono stati ampiamente ridotti, residuando attualmente soltanto 2 milioni di euro per la progettazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito in questione.
  Sottolinea, dunque, la necessità di ripristinare l'importo originariamente previsto mediante uno stanziamento di 28 milioni di euro per l'anno 2025.

  La Commissione respinge l'emendamento Simiani 6.2.

  Sara FERRARI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 6.3 a sua prima firma, ne illustra le finalità, sottolineando l'importanza di adottare progetti di bonifica. In proposito, richiama l'esempio della città di Trento, in cui vi è un sito inquinato attualmente ancora sprovvisto di un progetto di bonifica.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Ferrari 6.3, nonché l'articolo aggiuntivo L'Abbate 7.01.

  Patty L'ABBATE (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Santillo 8.01, di cui è cofirmataria, ne illustra le finalità, ribadendo quanto sia essenziale predisporre una Carta geologica d'Italia al fine di individuare correttamente i siti presso i quali risulti necessario effettuare interventi di messa in sicurezza.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Santillo 8.01 e Morfino 8.02, gli identici emendamenti Curti 9.1 e Morfino 9.2, nonché gli emendamenti Curti 9.3, Simiani 9.4, gli identici emendamenti Morfino 9.5 e Bonelli 9.6, nonché gli emendamenti L'Abbate 9.7 e Simiani 9.8.

  Eleonora EVI (PD-IDP), interviene sull'emendamento 9.9 a sua prima firma, illustrandone le finalità. Ribadisce, in particolare, la necessità di stanziare risorse sufficienti affinché gli interventi urgenti previsti all'interno del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici siano effettivamente realizzati.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Evi 9.9, nonché gli identici articoli aggiuntivi Morfino 9.01 e Simiani 9.02.

  Mauro ROTELLI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Del Barba 10.1; s'intende vi abbiano rinunciato.

  La Commissione respinge l'emendamento Ilaria Fontana 10.2.

  Patty L'ABBATE (M5S), interviene sull'emendamento Cappelletti 10.3, di cui è cofirmataria, facendo presente la necessità di intervenire a sostegno dei comuni, soprattutto di quelli di piccole dimensioni, in quanto le risorse limitate di cui i medesimi dispongono non consentono, talvolta, di sostenere il costo correlato alla nomina di un responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Cappelletti 10.3, nonché l'articolo aggiuntivo Cappelletti 10.01 Pag. 103e gli identici emendamenti L'Abbate 10-bis.1 e Bonelli 10-bis.2.

  Mauro ROTELLI, presidente, fa presente che si è così concluso l'esame delle proposte emendative presentate. Sospende pertanto brevemente la seduta considerato che è in corso di trasmissione il parere testé espresso dalla Commissione Bilancio sul decreto-legge in esame.

  La seduta, sospesa alle 19.10, è ripresa alle 19.15.

  Mauro ROTELLI, presidente, avverte che le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso parere favorevole, mentre il Comitato per la legislazione ha espresso parere favorevole con osservazioni. Avverte inoltre che le Commissioni IV (Difesa), IX (Trasporti), X (Attività Produttive), XI (Lavoro) e XIV (Politiche dell'UE) e la Commissione parlamentare per le questioni regionali non esprimeranno il parere di propria competenza.

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire al relatore, onorevole Lampis, il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Mauro ROTELLI, presidente, avverte che la presidenza si riserva di nominare il Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

  La seduta termina alle 19.20.