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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 dicembre 2024
425.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (VI e XI)
COMUNICATO
Pag. 10

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 18 dicembre 2024. — Presidenza del presidente della XI Commissione, Walter RIZZETTO.

  La seduta comincia alle 14.10.

Disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell'impresa.
C. 1573 d'iniziativa popolare, C. 300 Cirielli, C. 1184 Molinari, C. 1299 Faraone, C. 1310 Mollicone e C. 1617 Foti.
(Seguito esame e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 maggio 2024.

  Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che le Commissioni riunite VI e XI proseguono l'esame in sede referente della proposta di legge C. 1573 d'iniziativa popolare e delle abbinate proposte di legge C. 300 Cirielli, C. 1184 Molinari, C. 1299 Faraone, C. 1310 Mollicone e C. 1617 Foti, recanti disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell'impresa.
  Comunica che sono stati presentati ricorsi avverso le pronunce di inammissibilità degli emendamenti rese nella seduta del 15 maggio 2024.
  Fa quindi presente che, a seguito di una ulteriore valutazione delle proposte emendative, anche alla luce delle motivazioni addotte nei ricorsi presentati, le presidenze ritengono di riammettere le seguenti proposte emendative:

   Scotto 2.01, che introduce disposizioni in merito alla determinazione della rappresentatività delle organizzazioni dei datori di lavoro privati, in quanto il tema della rappresentatività delle organizzazioni datoriali è strettamente connesso all'applicazione della disciplina in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell'impresa;

   Faraone 6.01, volto ad introdurre il Fondo per l'integrazione del sistema degli asili nido e delle scuole dell'infanzia all'interno dei luoghi di lavoro, in quanto il testo del provvedimento riguarda anche le misure di sostegno ai lavoratori ai fini della migliore organizzazione del lavoro e contiene un riferimento alle figure dei referenti dei piani di welfare e della conciliazione dei tempi di vita privata e lavoro.

  Avverte, infine, che rimane invece confermata la pronuncia di inammissibilità relativa all'articolo aggiuntivo Roggiani 5.01, che è volto prevedere la partecipazione nel collegio di direzione di aziende o enti del Servizio sanitario regionale delle associazioniPag. 11 di pazienti e volontari legalmente riconosciute dall'ente medesimo.
  Chiede se vi sono colleghi che intendono intervenire sul complesso degli emendamenti.

  Valentina BARZOTTI (M5S), intervenendo sul complesso degli emendamenti, sottolinea preliminarmente una differenza di metodo nel modo di operare delle forze di maggioranza rispetto a quelle di opposizione, evidenziando come queste ultime dimostrino una maggiore apertura all'ascolto e la volontà di giungere ad un risultato il più possibile democratico. A riprova di ciò, rileva che gli emendamenti proposti dalle forze di opposizione non tendono alla soppressione di interi articoli o progetti di legge, bensì ad una loro modifica migliorativa. A sostegno di quanto evidenziato, cita i casi delle proposte di legge sull'introduzione del salario minimo e sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, in cui la maggioranza ha, rispettivamente, costretto le forze di opposizione a ritirare le firme dalla proposta di legge – a causa dello stravolgimento del testo – e richiesto la soppressione dell'intero articolato.
  Con specifico riferimento agli emendamenti presentati dal suo gruppo sulla proposta di legge in esame, sottolinea che essi mirano a rafforzare la partecipazione dei lavoratori alla governance d'impresa, nel rispetto delle diverse posizioni tra sindacati e aziende, che escludono una pari distribuzione del rischio di impresa tra lavoratori e imprenditori.

  Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, evidenzia l'importanza di una collaborazione tra forze di maggioranza e di opposizione, specie in presenza di una proposta di legge di iniziativa popolare, che ha raccolto più di 400.000 firme e che si pone la finalità di dare attuazione all'articolo 46 della Costituzione. Ritiene poi che lo stanziamento di 70 milioni di euro, previsto da un emendamento approvato al disegno di legge di bilancio, dia concretezza alla prospettiva di misure di incentivazione fiscale per le imprese che scelgano una governance partecipata dai lavoratori. Si riserva sul punto, d'intesa con la relatrice per la VI Commissione, di presentare alcune proposte emendative volte ad allineare il testo del provvedimento con lo stanziamento testé richiamato.
  Auspica, infine, che nel prosieguo dell'esame, a partire dal mese di gennaio prossimo, le forze di maggioranza e di opposizione possano pervenire a soluzioni il più possibile condivise.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo in videoconferenza, si ricollega a quanto detto dalla collega Barzotti, sottolineando l'importanza delle proposte di legge di iniziativa popolare, che auspica possano avere larga diffusione e portare nuovamente all'esame della Commissione Lavoro anche il tema dell'introduzione del salario minimo. Al riguardo, ricorda che la precedente proposta di legge delle opposizioni sull'introduzione del salario minimo, stravolta dalla maggioranza alla Camera prevedendo una fumosa legge delega, langue ormai da mesi nei cassetti del Senato. Nell'esprimere apprezzamento per l'equilibrio sinora manifestato dal relatore Malagola, sottolinea che il proprio gruppo ha scelto di sostenere il testo base promosso dalla CISL e di presentare emendamenti puntuali che siano volti a dare attuazione non solo all'articolo 46 della Costituzione, in materia di collaborazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, ma anche agli articoli 36 e 39 della Carta costituzionale, al fine di garantire una retribuzione del lavoratore adeguata alla quantità e qualità del lavoro svolto e valorizzare organizzazioni sindacali dotate di una effettiva rappresentatività. A tal proposito, evidenzia che la rappresentatività dei sindacati risulta essere essenziale affinché questi possano svolgere un ruolo pregnante nel sistema economico soprattutto mediante la contrattazione collettiva. A suo avviso, la proposta di legge in esame potrà assicurare un reale coinvolgimento dei lavoratori nella gestione delle imprese solo se riuscirà ad assegnare una posizione di primo piano al ruolo delle organizzazioni sindacali dotate di effettiva rappresentatività.Pag. 12
  Infine, esprime nuovamente soddisfazione per la scelta di adottare come testo base una proposta di legge di iniziativa popolare, scelta che, a suo avviso, costituisce il superamento di un tabù e la valorizzazione di una forma importante di iniziativa legislativa, secondo una linea di tendenza che auspica possa proseguire anche nel futuro prossimo. Nel ritenere che il tema degli aspetti finanziari possa essere affrontato in modo più accurato dall'onorevole Guerra, esprime perplessità sulla scelta della maggioranza e del Governo di subordinare le modifiche da apportare al testo del provvedimento alle risorse stanziate nell'ambito del disegno di legge di bilancio, che si è saputo ammontare a 70 milioni di euro per il solo 2025.

  Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) esprime favore sull'intento perseguito dalla proposta di legge in esame, ovvero fare passi avanti verso l'attuazione dell'articolo 46 della Costituzione.
  Illustra poi le due tematiche trasversali su cui verte il complesso degli emendamenti presentati dal suo gruppo parlamentare.
  Un primo tema riguarda la libera rappresentanza dei lavoratori. Evidenzia infatti che la proposta di legge in esame non stabilisce con precisione le modalità con cui sono scelti i rappresentanti dei lavoratori negli organi aziendali di amministrazione e di controllo. Gli emendamenti presentati dal suo gruppo sono volti quindi a garantire che tale scelta passi attraverso le rappresentanze sindacali effettivamente espressione dei lavoratori e, dunque, non sia affidata alla discrezionalità del datore di lavoro.
  Il secondo punto concerne l'effettività dei poteri conferiti ai lavoratori nelle diverse forme partecipative. Ritiene in particolare che, per garantire che i lavoratori abbiano poteri reali di partecipazione alla vita aziendale, sia necessario rendere effettivi gli strumenti sanzionatori previsti per le violazioni delle previsioni della legge, con particolare riferimento alle condotte antisindacali.
  Ricollegandosi a quanto già evidenziato dal collega Scotto, ricorda che il disegno di legge di bilancio 2025, a seguito dell'approvazione degli emendamenti in sede referente, ha appostato risorse pari a 70 milioni di euro per attuare disposizioni, anche di carattere fiscale, in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati di impresa. A suo parere, tale appostamento rischia di depotenziare la proposta in esame, orientandola esclusivamente verso la partecipazione economica e finanziaria, che in altre forme – quali la detassazione degli utili – è già prevista da disposizioni di legge vigenti. Ritiene infatti preoccupante enfatizzare ulteriormente tali forme di partecipazione, in quanto si rischia di legare a doppio filo la sorte del lavoratore a quella del datore di lavoro imprenditore, facendo ricadere sul lavoratore – che già rischia il posto di lavoro – le eventuali perdite di impresa. Ritiene che il lavoro svolto in Parlamento risulterebbe fallimentare ove venissero soppresse o depotenziate le disposizioni volte a introdurre la partecipazione gestionale, organizzativa e consultiva dei lavoratori, trasformando quindi la proposta di legge in una mera carta di intenti accompagnata da incentivi fiscali.
  A nome del suo gruppo esprime, inoltre, preoccupazione su alcune disposizioni dello schema di decreto legislativo integrativo e correttivo del Codice dei contratti pubblici, su cui la Commissione Ambiente della Camera si è recentemente espressa. A suo avviso, infatti, le disposizioni in tema di contratto collettivo applicabile al personale impiegato nelle attività oggetto di appalti pubblici sembrano fare passi indietro, rischiando di comprimere al ribasso i trattamenti retributivi degli operai impiegati nei lavori a causa del ricorso ai contratti pirata.
  Conclude quindi ribadendo che il suo gruppo parlamentare, attraverso gli emendamenti presentati, intende promuovere la libera rappresentanza ed effettivi poteri partecipativi ai lavoratori, non essendo invece interessato a una partecipazione dei lavoratori che vada in altra direzione.

  Walter RIZZETTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.30.