TESTO AGGIORNATO AL 21 GENNAIO 2025
SEDE REFERENTE
Mercoledì 15 gennaio 2025. — Presidenza del presidente della XI Commissione Walter RIZZETTO. – Intervengono il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Claudio Durigon e la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 14.50.
Disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell'impresa.
C. 1573 d'iniziativa popolare, C. 300 Cirielli, C. 1184 Molinari, C. 1299 Faraone, C. 1310 Mollicone e C. 1617 Foti.
(Seguito esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 gennaio 2025.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che i relatori hanno presentato le proposte emendative 2.101, 3.100, 4.100, 11.100, 20.100, poste in distribuzione (vedi allegato 1), e che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti è fissato alle ore 17 della giornata odierna. Ricorda inoltre che nella precedente seduta sono state esaminate le proposte emendative riferite all'articolo 1. Avverte inoltre che nella seduta odierna si riprenderà l'esame dall'articolo 5.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) interviene sull'ordine dei lavori delle Commissioni per chiedere delucidazioni su due aspetti che risultano poco chiari. In primo luogo, non comprende i motivi della fissazione alle ore 17 del termine di presentazione dei subemendamenti, che ritiene troppo breve, anche in considerazione del fatto che non sono allo stato previste ulteriori sedute delle Commissioni sul provvedimento, nel Pag. 14corso della corrente settimana, e non sembra pertanto esservi particolare urgenza di procedere alle votazioni.
Sotto un diverso profilo, nel ricordare che il suo gruppo parlamentare ha presentato emendamenti di merito, non puramente ostruzionistici, rileva che, ai fini di una compiuta deliberazione nel merito delle questioni proposte, occorre avere un quadro completo del provvedimento. A tal fine occorre procedere secondo l'articolato, riprendendo le votazioni a partire dall'articolo 2: l'orientamento del proprio gruppo sull'articolo 5 non può prescindere dall'esito delle votazioni sulle proposte emendative presentate agli articoli precedenti.
A nome del suo gruppo rileva pertanto che, ove le Commissioni non siano in condizioni di procedere secondo l'ordine degli articoli, appare più opportuno interrompere i lavori e attendere tutti i pareri di Governo e relatori.
Walter RIZZETTO, presidente, ribadisce l'esigenza di riprendere le votazioni delle proposte emendative a partire da quelle riferite all'articolo 5, rilevando l'opportunità di utilizzare proficuamente gli spazi di lavoro a disposizione delle Commissioni, anche in considerazione degli impegni dell'Assemblea di questa settimana. Propone in ogni caso un breve slittamento del termine per la presentazione dei subemendamenti.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), dichiarando di intervenire in un'ottica costruttiva e di collaborazione con la maggioranza, esprime apprezzamento per la proposta di slittamento del termine.
Rammenta tuttavia come gli articoli e gli emendamenti della proposta di legge in esame siano strettamente connessi tra loro; a titolo esemplificativo, la proposta emendativa Guerra 3.8 incide direttamente sull'articolo 5. Di conseguenza, evidenzia che non è possibile procedere secondo un ordine diverso da quello dell'articolato.
Laura CAVANDOLI (LEGA), relatrice per la VI Commissione, rileva che, da un esame complessivo delle proposte emendative presentate, appare opportuno, ad avviso dei relatori, procedere in primo luogo all'esame degli articoli ai quali sono state presentate proposte soppressive, su cui si registra la convergenza di più gruppi, anche al fine di procedere a una razionalizzazione del testo, anche per ragioni di natura sistematica.
Osserva peraltro come non si appaia opportuno procedere immediatamente alla votazione di tutte le proposte emendative riferite agli articoli 2, 3 e 4, poiché a tali articoli sono stati presentati emendamenti dei relatori, ai quali potrebbero essere presentati eventuali subemendamenti.
Valentina BARZOTTI (M5S) concorda con quanto esposto dal collega Scotto, evidenziando che non è la prima volta che la maggioranza procede in modo disordinato, con evidenti ricadute sulla sistematicità e organicità del provvedimento.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), associandosi a quanto già esposto dal collega Scotto, ritiene che vi sia un impedimento specifico a procedere secondo l'ordine proposto dalla presidenza, poiché la già menzionata proposta emendativa 3.8, a sua prima firma, presenta ricadute significative sul successivo articolo 5. Rammenta infatti che l'articolo 3 reca una visione complessiva della partecipazione gestionale dei lavoratori e ribadisce, dunque, che appare tecnicamente errato in questa fase procedere all'esame dell'articolo 5.
Walter RIZZETTO, presidente, osserva come la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 5, pur affrontando tematiche che hanno attinenza con quelle contenute nell'emendamento Guerra 3.8, non impedisce una adeguata discussione sulle proposte emendative riferite all'articolo 3.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) ribadisce che l'ordine degli articoli ha uno specifico senso nel contesto complessivo del provvedimento e che, dunque, occorrerebbe preliminarmente esaminare gli articoli precedenti al 5. Afferma inoltre che, ove fosse stato noto l'intendimento della Pag. 15presidenza di procedere dapprima alla votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 5, il suo gruppo avrebbe collocato le proposte emendative ritenute più rilevanti all'articolo 5.
Walter RIZZETTO, presidente, osserva che il ragionamento della collega Guerra in ordine alla necessità di seguire imprescindibilmente l'ordine degli articoli nella votazione degli emendamenti, portato alle sue estreme conseguenze, rischierebbe di paralizzare, di fatto, l'esame dei provvedimenti.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, rammenta che l'intento delle Commissioni, che ritiene possa considerarsi condiviso, è quello di approvare una proposta di legge che riguarda un articolo della Costituzione rimasto inapplicato da anni. Si tratta di un percorso che richiede il coinvolgimento di tutte le forze politiche e sottolinea come non vi sia alcuna volontà da parte della maggioranza di procedere con la sola forza dei numeri e in modo disordinato.
Tuttavia, come ricordato precedentemente dalla collega Cavandoli, in questa fase emerge la necessità di razionalizzare il testo del provvedimento, in relazione a esigenze evidenziate sia dai relatori che dal Governo, anche nell'intento di consentire alle Commissioni di potersi confrontare su un testo ordinato. Ricorda inoltre che i relatori intendono depositare ulteriori proposte emendative, che tengano conto del contenuto di emendamenti presentati dai commissari.
Valentina BARZOTTI (M5S) ribadisce il disaccordo del proprio gruppo rispetto alla decisione della presidenza, ritenendo opportuno che si voti seguendo l'ordine degli articoli, non appena i relatori e il Governo disporranno dei pareri sulle proposte emendative presentate.
Walter RIZZETTO, presidente, ritiene che sarebbe possibile procedere alle votazioni sull'articolo 2 solo ove le opposizioni rinunciassero alla facoltà di presentare subemendamenti all'emendamento 2.101 dei relatori.
Diversamente, riafferma l'opportunità e l'economicità di procedere alla votazione delle poche proposte emendative presentate all'articolo 5, dichiarandosi disponibile ad ampliare il termine per la presentazione dei subemendamenti agli emendamenti dei relatori.
Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP) interviene per chiedere, rispetto a quanto anticipato dal relatore Malagola e all'intenzione della maggioranza di procedere già nella seduta odierna alle votazioni, se vi siano specifici motivi per accelerare l'esame del provvedimento. Evidenzia al riguardo che si tratta di una proposta importante, su cui vi è l'intento di giungere a soluzioni condivise, e ritiene che tutte le forze politiche dovrebbero mostrarsi disponibili al dialogo e al confronto.
Walter RIZZETTO, presidente, nell'affermare che la maggioranza ha dato ampia disponibilità, ricorda tuttavia che il provvedimento è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire dal 27 gennaio prossimo, e che il testo risultante dall'esame degli emendamenti dovrà essere inviato per tempo alle competenti Commissioni per l'espressione del parere. Di conseguenza, le Commissioni riunite dispongono di tempi limitati per completarne l'esame. Ribadisce che non intende procedere a tappe forzate, anche alla luce delle interlocuzioni avute con le forze di opposizione durante la settimana precedente, ma che è suo dovere garantire che l'esame del provvedimento si concluda in tempo utile per la sua discussione in Assemblea.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) riafferma la questione di merito già evidenziata nei precedenti interventi. Ricorda che il provvedimento è suddiviso in Capi e che ciascuno di essi affronta una specifica tipologia di partecipazione dei lavoratori all'impresa; in particolare vi è un legame organico tra gli articoli 3, 4 e 5 del provvedimento, che rappresentano un corpus unitario. Qualora si iniziasse a votare dall'articoloPag. 16 5, ci si troverebbe già costretti a illustrare i contenuti dell'articolo 3, concernente la partecipazione gestionale, argomento su cui il gruppo parlamentare PD ha una visione organica ben precisa. Non intende fare ostruzionismo, bensì chiede spazio per illustrare il merito del provvedimento. Ritiene infatti che i pochi minuti richiesti per l'esame dell'articolo 5 possano senz'altro essere posticipati ad una successiva seduta, non essendo certamente dirimenti ai fini del rispetto delle scadenze previste dal calendario dell'Assemblea. Afferma, in conclusione, con forza la necessità di mettere le opposizioni nella condizione di esprimere la propria organica visione sugli argomenti trattati dal provvedimento.
Walter RIZZETTO, presidente, a seguito delle osservazioni formulate dall'opposizione e dai relatori, comunica che il termine per la presentazione di subemendamenti alle proposte emendative presentate dai relatori nella seduta odierna, originariamente fissato alle 17 di oggi, è differito alle ore 18 e che le Commissioni riunite sono convocate alle ore 20 per l'esame delle proposte emendative.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) prende atto della decisione del presidente di spostare avanti soltanto di un'ora rispetto a quello originariamente stabilito il termine per la presentazione delle proposte subemendative e chiede che i lavori delle Commissioni riprendano dall'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2.
Walter RIZZETTO, presidente, osserva che la prosecuzione dei lavori nel corso della seduta serale si rende necessaria poiché il calendario dei lavori dell'Assemblea prevede che il 27 gennaio inizi la discussione sulle linee generali delle abbinate proposte di legge in esame.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) rileva, tuttavia, che del ritardo nella presentazione degli emendamenti dei relatori e nella formulazione dei pareri da parte del Governo sulle proposte emendative presentate sono responsabili solo i relatori ed il Governo, non certo l'opposizione.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che i relatori hanno presentato anche le proposte emendative 10.100 e 17.100, che sono in distribuzione (vedi allegato 1), ulteriori rispetto a quelle già presentate, fissando come termine per la presentazione dei subemendamenti quello già stabilito nel corso della seduta, ovvero le ore 18 della giornata odierna.
La seduta termina alle 15.15.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 15 gennaio 2025. — Presidenza del presidente della XI Commissione Walter RIZZETTO, indi della vicepresidente della XI Commissione Tiziana NISINI. – Intervengono il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Claudio Durigon e la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 19.50.
Disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell'impresa.
C. 1573 d'iniziativa popolare, C. 300 Cirielli, C. 1184 Molinari, C. 1299 Faraone, C. 1310 Mollicone e C. 1617 Foti.
(Seguito esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, nella seduta del 14 gennaio 2025.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che sono stati presentati 19 subemendamenti alle proposte emendative 2.101, 3.100, 4.100, 10.100, 11.100, 17.100 e 20.100 dei relatori, che sono in distribuzione (vedi allegato 1).
In ordine ai criteri di ammissibilità dei subemendamenti, oltre alla necessaria attinenza del subemendamento alla materia trattata nel testo cui si riferiscono, richiama la pronuncia della Giunta per il Regolamento del 28 febbraio 2007, nella Pag. 17quale si precisa che il subemendamento, per sua natura, ha contenuto e portata più limitati dell'emendamento, incidendo soltanto su una parte del testo dell'emendamento cui è riferito, e che non sono pertanto ammessi subemendamenti integralmente soppressivi dell'emendamento, né subemendamenti interamente sostitutivi del medesimo.
Alla luce di tali criteri, avverte che sono da ritenersi inammissibili i subemendamenti Del Barba 0.2.101.1 e 0.10.100.6, in quanto integralmente sostitutivi degli emendamenti che intendono subemendare.
È altresì da ritenersi inammissibile il subemendamento Merola 0.10.100.1, in quanto non è volto a modificare l'emendamento 10.100 dei relatori, bensì a introdurre nel testo originario una ulteriore modifica, riferita ad altro articolo, non direttamente connessa con i contenuti del citato emendamento dei relatori.
Ricorda che devono infine ritenersi irricevibili, in quanto non riferibili al testo degli emendamenti che intendono subemendare, i seguenti subemendamenti: Guerra 0.3.100.1, Guerra 0.4.100.1, limitatamente alla lettera a), e Del Barba 0.17.100.1.
Avverte che nella seduta odierna si riprenderà l'esame dall'articolo 2.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, anche a nome della relatrice per la VI Commissione, Laura Cavandoli, esprime parere contrario sull'emendamento Mari 2.2, sugli identici emendamenti Mari 2.3 e Scotto 2.7, nonché sugli emendamenti Fenu 2.10, Mari 2.4 e 2.5, Carotenuto 2.9 e Aiello 2.8.
Raccomanda quindi l'approvazione dell'emendamento 2.101 dei relatori e propone l'accantonamento dell'emendamento Soumahoro 2.1 e degli identici emendamenti Mari 2.6 e Tucci 2.11.
Esprime infine parere favorevole sull'emendamento Tenerini 2.12 e parere contrario sull'articolo aggiuntivo Scotto 2.01.
Il sottosegretario Claudio DURIGON esprime parere conforme a quello dei relatori.
Walter RIZZETTO, presidente, concordi i relatori e i rappresentanti del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Soumahoro 2.1 e degli identici emendamenti Mari 2.6 e Tucci 2.11.
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, l'emendamento Mari 2.2, gli identici emendamenti Mari 2.3 e Scotto 2.7, l'emendamento Fenu 2.10, l'emendamento Mari 2.4, l'emendamento Mari 2.5 e l'emendamento Carotenuto 2.9.
Valentina BARZOTTI (M5S) illustra il contenuto dell'emendamento Aiello 2.8, in qualità di cofirmataria, che reca la definizione di «informazione dei lavoratori», ai fini della proposta di legge in esame. Evidenziando la centralità della tematica e l'importanza della circolazione delle informazioni tra i lavoratori in seno all'impresa, ne chiede l'accantonamento.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) si associa alla richiesta della collega Barzotti.
Walter RIZZETTO, presidente, concordi i relatori e i rappresentanti del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Aiello 2.8.
Le Commissioni approvano, con distinte votazioni, l'emendamento 2.101 dei relatori e l'emendamento Tenerini 2.12 (vedi allegato 2).
Arturo SCOTTO (PD-IDP) interviene per illustrare l'emendamento 2.01 a sua prima firma.
Evidenzia in primo luogo che l'intento precipuo del suo gruppo parlamentare è quello di applicare concretamente l'articolo 46 della Costituzione. Ritiene tuttavia che, accanto all'attuazione dell'articolo 46, sia imprescindibile anche che le forze politiche si adoperino per l'attuazione dell'articolo 36, in materia di diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro, nonché dell'articolo 39, in tema di rappresentanza sindacale.
In linea generale, a suo parere gli emendamenti dei relatori peggiorano complessivamente il provvedimento, di fatto espungendo dal testo il riferimento ai contratti Pag. 18collettivi, che dovrebbero invece essere la bussola di tutte le forme di partecipazione dei lavoratori, a partire dalla partecipazione organizzativa; al riguardo, ritiene fondamentale il ruolo dei contratti collettivi per individuare il numero dei lavoratori all'interno dei consigli di sorveglianza.
Con stretto riferimento alla proposta emendativa in esame richiama l'introduzione, attraverso gli articoli da 2-bis a 2-quinquies, di un complesso di norme relative alla rappresentatività delle organizzazioni sindacali, senza la quale la discussione sulla proposta in esame risulterebbe incompleta.
Ricorda che la tematica della rappresentatività era già emersa in occasione della discussione sul cosiddetto salario minimo; coglie l'occasione per ricordare come, sul tema del salario minimo, sia in corso attualmente la raccolta delle necessarie firme per una proposta di legge di iniziativa legislativa popolare, confidando che a breve sia presentata in Parlamento. A suo avviso, ogni discussione in tema di salario minimo è strettamente connessa all'attuazione dell'articolo 39, il quale prevede che i contratti collettivi di lavoro siano efficaci erga omnes, ovvero per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Ribadisce quindi la stretta connessione tra l'attuazione degli articoli 36, 39 e 46 della Costituzione.
Evidenzia quindi che, qualora fosse respinta la proposta emendativa in esame – così come altri emendamenti, di analogo tenore, presentati dal suo gruppo – i rappresentanti dei lavoratori da consultare e coinvolgere nella vita delle imprese non verrebbero scelti dai lavoratori medesimi, bensì sarebbero cooptati dai datori di lavoro, con l'ulteriore rischio di utilizzare quale criterio di selezione la condotta del dipendente e non, come sembra invece auspicabile, la sua capacità di formulare proposte migliorative della gestione aziendale.
Ritiene dunque che le forze politiche debbano attivarsi per attuare una vera riforma, non limitandosi a una mera attuazione formale della Costituzione. Evidenzia il rischio che, a seguito dell'accoglimento delle proposte emendative dei relatori, venga approvato un testo molto lontano da quello originariamente presentato, che non sarebbe riconoscibile per i presentatori e che si ridurrebbe, in sostanza, a un mero slogan politico.
Conclude rammentando che i padri costituenti, nella stesura della carta fondamentale, oltre a delineare i principi fondanti dei rapporti economici dei cittadini, hanno altresì delineato, attraverso la numerazione progressiva degli articoli, una vera e propria gerarchia di valori: ritiene non sia un caso se al Titolo III, relativo ai rapporti economici, l'articolo 46 sia successivo al 36 e al 39. Ribadisce dunque la necessità di procedere all'attuazione di tutti i predetti articoli.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) chiede l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Walter RIZZETTO, presidente, a seguito della richiesta della deputata Guerra, non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), ricollegandosi a quanto affermato dal collega Scotto, sottolinea che affinché la partecipazione dei lavoratori alla governance d'impresa sia seria ed effettiva devono ricorrere almeno due condizioni. La prima, a suo avviso, è la previsione di un criterio che possa stabilire una reale rappresentatività dei rappresentanti dei lavoratori che dovranno operare all'interno degli organismi in cui è prevista la loro partecipazione. Ritiene errata l'impostazione seguita dalla maggioranza, secondo cui il grado di rappresentatività dei sindacati dovrebbe valutarsi in base al numero di contratti collettivi conclusi; osserva, infatti, che in tal modo si favorirebbe e legittimerebbe la pratica dei cosiddetti «contratti pirata». La seconda condizione, che reputa strettamente legata alla prima, è l'attribuzione ai rappresentanti dei lavoratori di poteri effettivi, che consentano loro di svolgere una reale partecipazione alla gestione d'impresa.
Pag. 19Lorenzo MALAGOLA, relatore per la XI Commissione, ricollegandosi alle osservazioni svolte dalla collega Guerra, evidenzia che l'articolo aggiuntivo Scotto 2.01 costituisce una proposta strutturata e di sostanza, che le forze di opposizione hanno formulato senza tener conto dell'impostazione della maggioranza sulle politiche del lavoro. In particolare, gli articoli 36, 29 e 46 della Costituzione, che riguardano la condizione dei lavoratori, stanno certamente a cuore alla maggioranza, come dimostrato, ad esempio, dal progetto di legge sull'equo compenso delle prestazioni professionali, a prima firma di Giorgia Meloni. Ciò considerato, ritiene che i temi del lavoro debbano essere affrontati in modo unitario e che il provvedimento in esame debba pertanto essere concepito come il tassello di un progetto organico.
Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Scotto 2.01, ritiene opportuno porre in luce il fatto che ai diversi comparti produttivi corrispondono rappresentanze sindacali più o meno forti. Tanto premesso, si chiede se nell'ambito della partecipazione dei lavoratori alla gestione d'impresa sia ammissibile una simile geografia variabile dei sindacati, tale da incidere sulla possibilità degli stessi di soddisfare le legittime aspettative dei lavoratori. Evidenzia che tale riflessione fonda la ratio delle proposte emendative presentate dalle forze di opposizione, che tendono ad inserire precisi obblighi in materia di contrattazione e rappresentanza sindacale, evitando l'ampio rinvio alla contrattazione collettiva.
Il sottosegretario Claudio DURIGON, replicando a quanto affermato dall'onorevole Laus, precisa che l'obiettivo del provvedimento in esame è quello di consentire a tutti i sindacati di esercitare le loro funzioni di rappresentanza dei lavoratori e delle imprese. Nel far riferimento alle tre grandi tipologie di contrattazione collettiva – nazionale, territoriale ed aziendale – evidenzia che la partecipazione dei lavoratori all'organizzazione gestionale dell'impresa offre la possibilità ai rappresentanti dei lavoratori di entrare in un contesto aziendale ed è, pertanto, uno strumento di rafforzamento della rappresentanza sindacale, che non deve tuttavia costituire un obbligo bensì rientrare nella libera scelta dei lavoratori.
Francesco MARI (AVS), nel ricollegarsi all'intervento del relatore Malagola, reputa senz'altro organico il modo in cui le forze di maggioranza affrontano i temi del lavoro, ma evidenzia come lo stesso sia fondato su una lettura distorta degli articoli 36, 39 e 46 della Costituzione. Nel sottolineare la necessità di non invadere gli spazi della contrattazione collettiva, sottolinea come la proposta di legge in esame determini una invasione di campo nella sfera delle libertà sindacali, scegliendo di fatto, con una valutazione politica, il tipo di contrattazione sindacale e il modello di sindacato da preferirsi. Al contrario, come correttamente sottolineato dal sottosegretario Durigon, è dell'avviso che la politica dovrebbe lasciare uno spazio a tutti i modi di fare sindacato e contrattazione, nell'ambito delle diverse tipologie. Osserva, in conclusione, che non costituiscono invece una invasione di campo nei confronti della politica le legittime politiche sindacali a difesa dei lavoratori.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Scotto 2.01.
Lorenzo MALAGOLA, relatore per la XI Commissione, anche a nome della relatrice per la VI Commissione, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 3, esprime parere contrario sugli emendamenti Guerra 3.8, Scotto 3.9 e Barzotti 3.15. Esprime parere favorevole sull'emendamento Nisini 3.16, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Esprime parere contrario sugli emendamenti Barzotti 3.12, Mari 3.3, Soumahoro 3.1 e 3.2, mentre raccomanda l'approvazione dell'emendamento 3.100 a firma dei relatori. Esprime parere contrario sugli emendamenti Aiello 3.13 e Mari 3.4, sugli identici emendamenti Mari 3.5 e Carotenuto 3.14, Pag. 20nonché sull'emendamento Mari 3.6. Esprime parere favorevole sull'emendamento Mari 3.7, nonché sugli identici emendamenti Scotto 3.10, Volpi 3.11 e Bagnai 3.17.
Il sottosegretario Claudio DURIGON esprime pareri conformi a quelli testé espressi dai relatori.
Tiziana NISINI (LEGA) accoglie la proposta di riformulazione del proprio emendamento 3.16.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 3.8 a sua prima firma, sottolinea che l'approvazione o meno dello stesso sarà determinante nel decidere l'atteggiamento delle forze di opposizione verso la proposta di legge in esame nel suo complesso.
Nell'illustrare la proposta emendativa in discussione, evidenzia la volontà di rendere effettiva la partecipazione gestionale dei lavoratori all'impresa. In particolare, afferma che nelle imprese con più di 300 dipendenti in cui l'amministrazione e il controllo siano esercitati da un consiglio di gestione e da un consiglio di sorveglianza, secondo un sistema dualistico, ai fini di una partecipazione effettiva dei lavoratori, deve prevedersi l'obbligatorietà della partecipazione di rappresentati dei lavoratori dipendenti al consiglio di sorveglianza per una quota che, in considerazione della citata soglia minima dei 300 dipendenti, non deve essere inferiore ad un quinto dei componenti dello stesso. A suo avviso, in assenza di una vera e propria obbligatorietà, la previsione normativa, che attualmente si limita a facoltizzare la partecipazione gestionale dei lavoratori, non risulterebbe di alcuna utilità. Inoltre, ritiene indispensabile che l'individuazione dei rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza sia effettuata tramite i canali sindacali della rappresentanza sindacale unitaria o, in alternativa, della rappresentanza sindacale aziendale. In relazione alla partecipazione di rappresentanti dei lavoratori al consiglio di amministrazione, pur ritenendo che attualmente non vi siano le condizioni per la previsione di un obbligo di partecipazione dei lavoratori, valuta necessario che, laddove tale partecipazione vi sia, gli amministratori in rappresentanza degli interessi dei lavoratori dipendenti siano presenti in una misura non inferiore ad un terzo dei membri del consiglio di amministrazione, e siano scelti anch'essi attraverso i canali sindacali. Inoltre, reputa necessario che i rappresentanti dei lavoratori al consiglio di amministrazione siano dotati di adeguati poteri di temporanea interdizione degli atti di amministrazione straordinaria adottati dal consiglio di amministrazione, come ad esempio i licenziamenti collettivi o la cessione di un ramo di azienda, al fine di aprire sul punto un ampio dibattito sindacale. Conclusivamente, ritiene che un discorso analogo possa essere svolto con riferimento alle modifiche che si intendono apportare, tramite l'emendamento in discussione, all'articolo 5 del provvedimento in esame.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) propone l'accantonamento dell'emendamento Guerra 3.8, nonostante il parere contrario dei relatori e del Governo, dal momento che, a suo avviso, esso affronta i temi che costituiscono il cuore delle proposte di legge in esame.
Invero, afferma che gli emendamenti dei relatori, forse a causa di pressioni operate dal Governo, hanno depotenziato le forme di partecipazione organizzativa e di partecipazione consultiva, con la conseguenza che le misure davvero rilevanti che residuano della proposta di legge in esame sono quelle relative alla partecipazione gestionale e alla partecipazione economico-finanziaria dell'impresa da parte dei lavoratori.
Pertanto, sostiene che è assolutamente necessario che gli articoli relativi alla partecipazione gestionale, a partire dall'articolo 3, siano formulati correttamente, che la partecipazione gestionale sia applicabile, che sia previsto un obbligo legale in capo alle aziende di prevedere tale forma di partecipazione, tarato su aziende che impiegano un numero significativo di lavoratori. Osserva, inoltre, che il motore delle proposte di legge in esame devono essere il Pag. 21protagonismo dei lavoratori e la democrazia sindacale.
Avverte che, altrimenti, il risultato non sarà quello di non riuscire ad avvicinarsi al modello tedesco di partecipazione da parte dei lavoratori alla gestione delle imprese, che è ben più ambizioso ed ha una storia propria ben definita, bensì quello di dare vita soltanto ad un'operazione simbolica, affetta da un duplice rischio. Nel caso in cui l'azienda abbia un andamento positivo, i lavoratori potrebbero partecipare ai profitti ed ai risultati dell'impresa. Ben diversa sarebbe invece la situazione di un'azienda che dovesse avere un andamento negativo, con ripercussioni sull'occupazione. In questo caso, non essendo previsto il criterio della rappresentanza e non essendo obbligatorio il coinvolgimento delle RSU e RSA per l'individuazione dei rappresentanti dei lavoratori dipendenti nel consiglio di sorveglianza, si correrebbe il rischio che nella gestione dei licenziamenti e delle perdite il rappresentante dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza divenga il bersaglio delle critiche mosse da coloro che dovrebbe rappresentare, pur essendo senza poteri, come quello di sospensione delle delibere di straordinaria amministrazione che coinvolgano la struttura organizzativa e produttiva dell'impresa e il suo assetto occupazionale, e non essendo quindi protagonista bensì ostaggio delle scelte aziendali.
Ritiene quindi che l'accantonamento dell'emendamento Guerra 3.8 costituisca una scelta saggia nell'ottica di voler intraprendere un reale sforzo riformatore.
Valentina BARZOTTI (M5S) ringrazia la collega Guerra per la presentazione dell'emendamento 3.8 e dichiara di condividere la richiesta d'accantonamento formulata dall'onorevole Scotto perché i problemi derivanti dalla reiezione dell'emendamento potrebbero essere molteplici. Pur ritenendo, a differenza dei colleghi del Partito Democratico, che la partecipazione gestionale dovrebbe essere realtà in ogni azienda a prescindere dal limite dimensionale, dichiara di essere completamente d'accordo circa l'attribuzione agli amministratori che rappresentano gli interessi dei lavoratori dipendenti del potere di sospensione temporanea delle delibere societarie di straordinaria amministrazione, ritenendo altresì congruo il termine massimo trimestrale di sospensione previsto dalla proposta emendativa al fine di attivare le procedure di raffreddamento e di svolgere gli incontri sindacali.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, ricorda che la partecipazione gestionale costituisce la forma di partecipazione più difficile da attuare e che occorre tempo perché si creino le condizioni da parte datoriale e dei lavoratori per poterci arrivare. Ritiene, infatti, che essa non possa essere imposta fin da subito pena l'ulteriore inquinamento delle relazioni industriali.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Guerra 3.8 nonché gli emendamenti Scotto 3.9 e Barzotti 3.15.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Nisini 3.16, chiede delucidazioni sulla proposta di riformulazione che è stata distribuita. In particolare, domanda se la previsione da parte degli statuti della partecipazione di uno o più rappresentanti dei lavoratori dipendenti nel consiglio di sorveglianza costituisca una condizione per l'attivazione della forma di partecipazione gestionale.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, rispondendo alla domanda posta dalla collega Guerra, precisa che lo statuto deve necessariamente intervenire – in ordine alla presenza di un amministratore rappresentante dei lavoratori – sotto molteplici profili tra cui, ad esempio, quello relativo al numero di amministratori previsti. Osserva che la condizione in questione è meramente tecnica.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), intervenendo in dichiarazione di voto, afferma di ritenere che la proposta di riformulazione sia peggiorativa del testo originario della proposta di legge, depotenziando il ruolo della contrattazione collettiva.Pag. 22
Inoltre, osserva che è necessario che il numero di rappresentanti dei lavoratori sia adeguato ovvero pari ad almeno un quinto dei posti previsti.
Dichiara pertanto il voto contrario sull'emendamento 3.16, come riformulato, a nome del Partito Democratico.
Le Commissioni approvano l'emendamento Nisini 3.16 come riformulato (vedi allegato 2).
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento Nisini 3.16, come riformulato, risultano preclusi gli emendamenti Barzotti 3.12, Mari 3.3 e Soumahoro 3.1.
Le Commissioni respingono l'emendamento Soumahoro 3.2.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 3.100 dei relatori, afferma di non comprenderne la ratio. Ricorda che la previsione di membri supplenti è necessaria perché gli amministratori effettivi che rappresentano gli interessi dei lavoratori potrebbero perdere ogni titolo di rappresentanza per le più disparate ragioni, come ad esempio per il fatto di cambiare lavoro o di andare in pensione.
Chiede quindi di spiegare per quale motivo la maggioranza intende eliminare la presenza di membri supplenti.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, rispondendo alla collega Guerra, precisa che l'articolo 2409-duodecies del codice civile già disciplina i criteri di sostituzione dei membri del consiglio di sorveglianza.
Le Commissioni approvano l'emendamento 3.100 dei relatori (vedi allegato 2).
Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Aiello 3.13, Mari 3.4, gli identici emendamenti Mari 3.5. e Carotenuto 3.14 nonché l'emendamento Mari 3.6.
Approvano, invece, l'emendamento Mari 3.7 e gli identici emendamenti Scotto 3.10, Volpi 3.11, Bagnai 3.17 (vedi allegato 2).
Walter RIZZETTO, presidente, invita i relatori ed il rappresentante del Governo a formulare i rispettivi pareri relativi alle proposte emendative riferite all'articolo 4 della proposta di legge, avvertendo che l'emendamento Giaccone 4.10 è stato ritirato.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore per la XI Commissione, anche a nome della relatrice per la VI Commissione, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Mari 4.3 e Tucci 4.7. Esprime parere favorevole sull'emendamento Giaccone 4.9. Esprime parere contrario sugli emendamenti Barzotti 4.8 e Fenu 4.6, nonché sui subemendamenti Del Barba 0.4.100.3, Guerra 0.4.100.1 e 0.4.100.2, raccomandando l'approvazione dell'emendamento dei relatori 4.100. Esprime infine parere contrario sugli emendamenti Scotto 4.4 e Faraone 4.1 e 4.2, proponendo l'accantonamento dell'emendamento Scotto 4.5.
Il sottosegretario Claudio DURIGON esprime pareri conformi a quelli testé espressi dai relatori.
Riccardo TUCCI (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 4.7, precisa che la volontà di sopprimere l'intero articolo 4 dipende soprattutto dalla disciplina posta dal comma 1 del medesimo articolo.
Afferma, infatti, che l'attuale formulazione dell'articolo 4, comma 1, pone un evidente problema di conflitto d'interessi dal momento che essa consente ai contratti collettivi di poter prevedere la partecipazione al consiglio di amministrazione e al comitato per il controllo sulla gestione, ove costituito, di uno o più amministratori rappresentanti gli interessi dei lavoratori dipendenti. Ritiene quindi opportuno che tale disposizione sia modificata nel senso di prevedere la necessaria separazione funzionale tra organo di controllo e organo di amministrazione attiva.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Mari 4.3 e Tucci 4.7, approvano l'emendamento Giaccone 4.9 (vedi allegato 2) e respingono gli emendamenti Barzotti 4.8 e Fenu 4.6, nonché il subemendamento Del Barba 0.4.100.3.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) interviene per illustrare il subemendamento 0.4.100.1 a sua prima firma, evidenziando l'importanza di non sopprimere la previsione, contenuta nel testo del provvedimento in esame, che prevede l'attribuzione di permessi retribuiti ai lavoratori che partecipano alla vita di impresa.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono i subemendamenti Guerra 0.4.100.1 e 0.4.100.2, e approvano l'emendamento dei relatori 4.100 (vedi allegato 2). Respingono quindi l'emendamento Scotto 4.4.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 4.100 dei relatori, risultano preclusi gli emendamenti Faraone 4.1 e 4.2. Dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento Scotto 4.5. Concordi i relatori e il Governo, dispone altresì l'accantonamento di tutti gli emendamenti riferiti agli articoli 5, 6 e 7.
Rinvia infine il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 21.
ERRATA CORRIGE
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 430 dell'8 gennaio 2025, a pagina 7, prima colonna, quarta riga, le parole «La Commissione respinge» sono sostituite dalle seguenti: «Le Commissioni respingono»;
a pagina 7, seconda colonna, il primo paragrafo è sostituito dal seguente: «Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Mari 1.5, Faraone 1.2, Barzotti 1.12 e Mari 1.7; approvano l'emendamento Tenerini 1.19 (vedi allegato 2). Con distinte votazioni, respingono altresì gli emendamenti Mari 1.8 e Tucci 1.15.»;
a pagina 7, seconda colonna, il quinto paragrafo è sostituito dal seguente: «Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Scotto 1.11, Mari 1.6 e 1.10 ed approvano l'emendamento Aiello 1.13 (vedi allegato 2). Le Commissioni respingono l'emendamento Mari 1.9, approvano l'emendamento Fenu 1.17 (vedi allegato 2), respingono la proposta emendativa Carotenuto 1.14, approvano l'emendamento Barzotti 1.16 (vedi allegato 2) e respingono l'emendamento Faraone 1.3.».