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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 12 febbraio 2025
450.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
COMUNICATO
Pag. 148

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 12 febbraio 2025. — Presidenza della vicepresidente Ilaria CAVO.

  La seduta comincia alle 13.30.

Modifiche alla legge 9 luglio 1990, n. 185, recante nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento.
C. 1730 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alle Commissioni III e IV).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Gianluca CARAMANNA (FDI), relatore, espone in sintesi i contenuti del disegno di legge in esame, di iniziativa governativa e già approvato dal Senato nel corso della seduta del 21 febbraio 2024, che apporta modifiche alla legge 9 luglio 1990, n. 185, recante nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, modificata da ultimo dal decreto legislativo 22 giugno 2012, n. 105 ed integrata dal regolamento di attuazione di cui al decreto interministeriale (esteri e difesa) del 7 gennaio 2013, n. 19. Ricorda, inoltre, che con la legge n. 118 del 2013 l'Italia ha ratificato il Trattato sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty- ATT), adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013 ed entrato in vigore il 24 dicembre 2014, che, nel regolamentare i trasferimenti di armi convenzionali, prevede ipotesi di tassativo rifiuto di concessione della licenza e ipotesi nelle quali è richiesta una specifica valutazione del rischio.
  Fa presente che la legge n. 185 del 1990 fissa il principio generale secondo il quale l'esportazione, l'importazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l'intermediazione dei materiali di armamento, nonché la cessione delle relative licenze di produzione e la delocalizzazione produttiva, sono soggetti a autorizzazioni e controlli dello Stato. La normativa vieta altresì l'autorizzazione ad effettuare le movimentazioni di prodotti per la difesa quando queste contrastino con il principio della Costituzione italiana che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; con gli impegni internazionali dell'Italia, tra i quali gli accordi concernenti la non proliferazione; con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato, della lotta contro il terrorismo e del mantenimento di buone relazioni con altri Paesi. L'effettuazione delle operazioni relative ai prodotti per la difesa è, poi, consentita solo alle imprese iscritte nel registro delle imprese del settore della difesa. Tali operazioni possono avere come destinatari solo Governi esteri, organizzazioni internazionali riconosciute dal Governo italiano e imprese estere autorizzate dai rispettivi Governi: la predetta legge non operava alcuna distinzione tra i trasferimenti in ambito europeo e quelli attuati nei confronti di Stati non appartenenti all'Unione europea, Pag. 149distinzione resa necessaria dopo l'adozione della direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che ha disciplinato le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno dell'Unione europea di prodotti per la difesa, enumerati in un apposito allegato. La direttiva 2010/80/UE (recepita nell'ordinamento giuridico italiano mediante il decreto legislativo n. 105 del 2012) ha stabilito il principio generale in base al quale il trasferimento di prodotti per la difesa fra Stati membri deve essere subordinato al rilascio di un'autorizzazione preventiva dello Stato membro da cui partono i prodotti, salvo i casi di fornitori o destinatari facenti parte di un organismo governativo o delle forze armate, di forniture effettuate dall'Unione europea, dalla NATO, dalla IAEA o da altre organizzazioni intergovernative per lo svolgimento dei propri compiti o di programmi di cooperazione tra Stati membri in materia di armamenti – o ancora di fornitura di aiuti umanitari per fronteggiare catastrofi –, autorizzazione accordata sotto forma di una licenza di trasferimento. In sostanza, la disciplina prevede ora due canali di autorizzazioni: uno per i trasferimenti tra i Paesi dell'Unione ed una per tutti gli altri Stati.
  Segnala che talune deroghe di autorizzazione per il trasferimento degli armamenti sono state disposte dal Parlamento a seguito dell'aggressione della Russia all'Ucraina.
  Passando al testo del disegno di legge all'esame, composto di un unico articolo, riferisce che esso apporta quindi talune modifiche alla predetta legge n. 185 del 1990. L'articolo 1, comma 1, lettera a), attribuisce al costituendo Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa (CISD) il compito di applicare i divieti stabiliti dalla legge n. 185 del 1990 che non derivino da obblighi internazionali. Il divieto viene applicato dal CISD su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), sentito il Ministro della difesa.
  Segnala poi che l'articolo 1, comma 1, lettera b), introdotta al Senato, modifica il contenuto e la tempistica della relazione che il Governo è tenuto a presentare in Parlamento in relazione alle attività disciplinate dalla legge n. 185 del 1990.
  Osserva quindi che l'articolo 1, comma 1, lettera c), re-introduce (con composizione e compiti lievemente diversi) il Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa (CISD), che era stato istituito dalla legge 185 del 1990. Il comitato era stato poi soppresso, nell'ambito di un più ampio intervento di riorganizzazione delle strutture ministeriali, dalla legge n. 537 del 24 dicembre 1993. La reintroduzione dell'organismo ha lo scopo di assicurare un appropriato coordinamento al massimo livello politico delle scelte strategiche in materia di scambi di materiali di armamento. Al comitato è attribuita la competenza di stabilire gli indirizzi generali per l'applicazione della legge n. 185 del 1990, nonché le direttive generali per i trasferimenti di materiali di armamento. Del CISD, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, fa parte anche il Ministro delle imprese e del made in Italy.
  Osserva che l'articolo 1, comma 1, lettera d), contiene norme di mero aggiornamento delle denominazioni e delle competenze dei ministeri interessati.
  Evidenzia poi che l'articolo 1, comma 1, lettere g) e h), introducono norme di semplificazione per i trasferimenti di materiali all'interno dell'Unione europea o nell'ambito di programmi unionali. La lettera g) cancella la necessità di autorizzazione all'avvio di trattative contrattuali nel caso di scambi con Paesi dell'Unione europea. La lettera h), introdotta al Senato, prevede che se la domanda di autorizzazione individuale riguardi un trasferimento intracomunitario da effettuare nel quadro di programmi di ricerca e sviluppo finanziati dall'Unione europea, i termini del procedimento autorizzatorio sono ridotti della metà.
  Segnala quindi che l'articolo 1, comma 1, lettere l) e m), con l'obiettivo di semplificare gli oneri amministrative per le imprese, ampliano il termine per la presentazione della documentazione comprovante la conclusione dell'operazione di trasferimento.Pag. 150 A corredo di questa misura, vengono inasprite le sanzioni amministrative per la mancata produzione della documentazione.
  Fa poi presente che l'articolo 1, comma 1, lettera n), reca norme che chiariscono i soggetti su cui grava l'obbligo di comunicazione delle transazioni concernenti le operazioni di trasferimento di materiali di armamento e, con previsione introdotta al Senato, abroga il comma 4 dell'articolo 27, della legge n. 185 del 1990, in materia di attività bancaria.
  Segnala, in ultimo, che l'articolo 1, comma 1, lettere d), numero 2); e); f) e i), recano abrogazione di talune disposizioni della predetta legge n. 185 del 1990 e che, infine, l'articolo 1, comma 2, prevede la clausola di invarianza finanziaria.
  Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Francesca GHIRRA (AVS) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore. Evidenzia, infatti, che il provvedimento all'esame, che modifica la disciplina in materia di autorizzazioni agli scambi di materiali e armamento, suscita grande preoccupazione in quanto le modifiche sembrano facilitare il commercio delle armi anziché contenerlo come sarebbe invece in linea, a suo avviso, con il tradizionale orientamento antibellico del nostro Paese. Rileva che nel tempo vi è stata una continua perdita di trasparenza che mina alla base un controllo che su un tema tanto delicato e cruciale, quale quello dell'export militare, è fondamentale per la nostra politica estera, per la responsabilità del nostro Paese nei conflitti armati e per poter realmente ambire alla promozione della pace a livello internazionale. Ricorda quanto evidenziato dai rappresentanti di Rete Pace e disarmo, auditi nel corso dell'esame del provvedimento al Senato, e cioè che sono assolutamente necessari più trasparenza e controllo parlamentare sulle attività di esportazione degli armamenti italiani. Esse devono sempre essere correlate al rispetto delle norme, anche internazionali, a protezione della popolazione civile e dei diritti umani, evitando qualunque forma di sostegno a regimi dittatoriali e ai conflitti armati.
  Evidenzia altresì che la pur positiva reintroduzione del Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa (CISD) avviene con composizione e compiti diversi e affievoliti, cosa che non rassicura la sua parte politica. Relativamente a quest'ultimo organismo considera poi grave che nel testo sia stata eliminata la prescrizione per cui esso riceve informazioni sul rispetto dei diritti umani anche da parte delle organizzazioni riconosciute dall'ONU e dalla Unione europea e da parte delle organizzazioni non governative.
  Osserva poi che la Relazione annuale al Parlamento dovrebbe dare conto di dati indispensabili quali l'elenco dei Paesi verso i quali sono stati emessi dinieghi e sospese, anche temporaneamente, le esportazioni di armamenti in quanto in stato di conflitto o per altre problematiche, come già indicato dalla norma della legge n. 185 del 1990.
  Esprime rammarico che gli emendamenti che la sua parte politica ha presentato al Senato non siano stati accolti, come teme possa egualmente avvenire alla Camera dei deputati, in quanto essi erano volti a rendere possibile il controllo parlamentare riguardo alle attività bancarie concernenti l'attività di intermediazione da parte di banche estere che non hanno alcuna autoregolamentazione in materia, a differenza di quelle italiane. Rimarca che, al contrario, sono stati approvati emendamenti che inficiano gravemente la trasparenza della Relazione al Parlamento sottraendo al controllo di quest'ultimo, della società civile dell'opinione pubblica, informazioni precise dettagliate, oggi invece presenti nella Relazione annuale, sulle esportazioni di materiali militari autorizzate svolte dalle aziende del settore. Per tali motivi ribadisce il voto contrario del suo Gruppo sulla proposta di parere presentata dal relatore.

  Enrico CAPPELLETTI (M5S) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore osservando che il provvedimento all'esame sembra andare a favore dei commercianti di armi, cosa Pag. 151che dichiara non essere sorprendente considerato che uno dei massimi rappresentanti professionale della produzione e del commercio di armi ricopre il ruolo apicale al Ministero della difesa. È anche contrario al fatto che con il previsto assetto decisioni che riguardano tutti, come quella della questione delle armi, vengano prese da una ristretta cerchia di persone mentre, evidenzia, con la norma che si intende modificare è stato reso possibile, finora, il controllo sulla vendita delle armi, soprattutto da parte dei cittadini.

  Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 1).

Modifiche all'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in materia di determinazione delle aree prealpine di collina, pedemontane e della pianura non irrigua nonché in materia di terreni agricoli.
C. 2112-ter Governo.
(Parere alla XIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Salvatore Marcello DI MATTINA (LEGA), relatore, espone in sintesi i contenuti del provvedimento in titolo, soffermandosi sugli aspetti che rientrano nell'ambito di interesse della X Commissione e rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per ogni ulteriore approfondimento, ai fini dell'espressione del parere di competenza alla XIII Commissione Agricoltura sul disegno di legge.
  Fa preliminarmente presente che il disegno di legge si compone di un unico articolo che riproduce il contenuto dell'articolo 83 del disegno di legge n. 2112 (legge di bilancio per il 2025), stralciato ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del Regolamento della Camera. Specifica che il provvedimento in esame, come sopra accennato, introduce modifiche normative volte a precisare, con riferimento alle aree prealpine di collina, pedemontane e di pianura non irrigua, i limiti della deroga prevista per i soggetti iscritti all'anagrafe delle aziende agricole rispetto al possesso del titolo di conduzione del terreno, ai fini della costituzione del fascicolo aziendale.
  Nel dettaglio, rileva che il comma 1 interviene sul comma 703 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019), in materia di determinazione delle aree prealpine di collina, pedemontane e della pianura non irrigua.
  In particolare, la lettera a) del comma 1: apporta modifiche normative di tenore letterale al comma 703 riconducendo in capo al solo Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e non più anche al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica la competenza ad emanare il suddetto decreto; interviene sul suddetto comma 703 sostituendo l'indicazione degli specifici fattori di svantaggio ivi indicati ed individuandoli nel riferimento alla minore produttività rispetto alla media nazionale, alla concomitanza di zone urbanistiche a diversa destinazione, o di aree protette, nonché alla carenza di infrastrutture essenziali per l'agricoltura; modifica il comma 703 inserendo un ulteriore periodo nel quale si specifica che nel decreto di cui al comma 703, primo periodo, sono stabilite le modalità di utilizzazione e gli obblighi di comunicazione, a cura dei beneficiari, della deroga prevista dall'articolo 1-bis, comma 12, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 116 del 2014.
  La successiva lettera b) del medesimo comma 1: aggiunge dopo il comma 703 il comma 703-bis che precisa che la suddetta deroga prevista dal sopra citato articolo 1-bis, comma 12, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, non si applica alle ipotesi di particelle site in comuni o regioni diverse, fatta eccezione per le aree che si trovino nel territorio di comuni limitrofi o che si tratti di particelle limitrofe alla sede legale, alla residenza anagrafica o alle unità tecnico-economiche delle aziende agricole richiedenti.Pag. 152
  Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 13.45.

AUDIZIONI

  Mercoledì 12 febbraio 2025. — Presidenza della vicepresidente Ilaria CAVO. – Interviene il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso.

  La seduta comincia alle 13.45.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Ilaria CAVO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la resocontazione stenografica e la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

Audizione del Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sulle prospettive del settore tessile, moda e accessori.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del Regolamento, e conclusione).

  Ilaria CAVO, presidente, introduce l'audizione.

  Il Ministro Adolfo URSO svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

  Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Enrico CAPPELLETTI (M5S), Simona BONAFÈ (PD-IDP), Luca SQUERI (FI-PPE), Francesca GHIRRA (AVS), Fabio PIETRELLA (FDI) e Antonio FERRARA (M5S).

  Il Ministro Adolfo URSO fornisce ulteriori precisazioni.

  Ilaria CAVO, presidente, ringrazia il Ministro per l'esauriente relazione svolta e dichiara conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 14.50.

  N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

AUDIZIONI INFORMALI

  Mercoledì 12 febbraio 2025.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti dell'Associazione de I borghi più belli d'Italia nell'ambito dell'esame della proposta di legge C. 362 Molinari recante Istituzione e disciplina delle zone del commercio nei centri storici.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 15 alle 15.10.

AUDIZIONI INFORMALI

  Mercoledì 12 febbraio 2025.

Audizione informale di rappresentanti dell'Associazione italiana per l'intelligenza artificiale (AIXIA) nell'ambito dell'esame della proposta di legge C. 1940 Pavanelli recante Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale nel settore del commercio elettronico nonché delega al Governo in materia di disciplina delle funzioni di vigilanza.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 15.10 alle 15.20.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Mercoledì 12 febbraio 2025. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI. – Interviene il sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy Massimo Bitonci.

  La seduta comincia alle 15.20.

Pag. 153

Sulla pubblicità dei lavori.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

5-03543 Cappelletti: Iniziative di competenza per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti Dana sul territorio nazionale.
5-03547 Peluffo: Iniziative di competenza per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti Dana sul territorio nazionale.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che, vertendo le interrogazioni in titolo sul medesimo argomento, saranno svolte congiuntamente.

  Enrico CAPPELLETTI (M5S) illustra l'interrogazione 5-03543.

  Sara FERRARI (PD-IDP), in qualità di cofirmataria, illustra l'interrogazione 5-03547.

  Il sottosegretario Massimo BITONCI risponde alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Enrico CAPPELLETTI (M5S), replicando, si dichiara non totalmente soddisfatto della risposta del Governo. Osserva come, da un lato, sia apprezzabile l'apertura di un tavolo di crisi sulla questione e l'intenzione di aumentare le penalizzazioni volte a contrastare il fenomeno della delocalizzazione delle imprese italiane. Dall'altro lato, sottolinea, però, come i fatti concreti vadano in una direzione opposta in quanto i dati ISTAT mostrano un calo della produzione industriale che perdura da 23 mesi consecutivi. Evidenzia che probabilmente manca una strategia industriale chiara e che ciò è confermato dalle parole del Ministro Urso, appena audito in questa Commissione, che ha parlato di un processo di strategia industriale ancora in corso. Fa presente che le problematiche degli stabilimenti Dana, come di altre aziende nel panorama italiano, siano contingenti e che, pertanto, serva una risposta concreta ed attuale della politica in quanto l'interesse dei cittadini consiste nella tutela dell'occupazione.

  Sara FERRARI (PD-IDP), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta del sottosegretario. Valuta positivamente l'apertura del tavolo di crisi e il costante monitoraggio sulla questione ma, allo stesso tempo, evidenzia come il Governo si stia muovendo in una direzione opposta attraverso l'introduzione nella manovra di bilancio di un taglio al settore dell'automotive e, più in generale, alle politiche industriali. Si domanda quali siano le azioni concrete che il Governo ha pensato di mettere in atto per affrontare i prossimi confronti in seno al tavolo di crisi. Ricorda che le realtà produttive coinvolte sono realtà di eccellenza che andrebbero valorizzate, pena il rischio che le stesse possano disinvestire e lasciare il nostro Paese. Fa presente, senza voler pronunciare una «profezia di Cassandra», che da questa situazione può generarsi un effetto cascata come accadde nel caso Whirlpool. Conclude esprimendo preoccupazione sul futuro della questione in oggetto.

5-03544 Benzoni: Misure volte a realizzare il pieno impiego delle risorse rese disponibili dal piano «Transizione 5.0».

  Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Massimo BITONCI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE), replicando, si dichiara non soddisfatto della risposta del Governo. Fa presente come il Piano «Transizione 5.0» non sta raggiungendo gli obiettivi prefissati e prova ne è l'elenco dei correttivi rivelatisi necessari per migliorarlo. Osserva che uno dei maggiori problemi si pone a livello burocratico in quanto le imprese non riescono ad accedere agevolmente alle misure in oggetto. Pag. 154Evidenzia che, stando così le cose, il rischio è di dover restituire all'Europa dei fondi che il Governo avrebbe potuto investire in competitività e valorizzazione del settore industriale del nostro Paese. Sottolinea che sarebbe necessario un confronto con l'Europa stessa, finalizzato ad una rinegoziazione dei termini del Piano per evitare di portare avanti una misura utile ma che rischia di non essere utilizzata a pieno.

5-03545 Squeri: Iniziative di competenza volte a tutelare la competitività delle PMI ad alta intensità energetica e, in particolare, a sostenere le richieste del settore ceramico.

  Maria Paola BOSCAINI (FI-PPE), in qualità di cofirmataria, illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Massimo BITONCI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

  Maria Paola BOSCAINI (FI-PPE), replicando, si dichiara soddisfatta dalla risposta del sottosegretario, sottolineando che le sue parole sono la dimostrazione dell'attenzione del Governo nei riguardi delle piccole e medie imprese, ai fini di una loro migliore tutela. Fa presente, infine, come il raggiungimento da parte del Governo dell'obiettivo della riduzione del costo dell'energia permetterebbe di dare ancora maggiore sostegno alle PMI che costituiscono l'ossatura dell'intero territorio italiano.

5-03546 Barabotti: Sull'adozione di un provvedimento per la definizione della soglia di esenzione dall'obbligo di notifica della quantità di metalli non ferrosi esportata.

  Andrea BARABOTTI (LEGA) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Massimo BITONCI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

  Andrea BARABOTTI (LEGA), replicando, si dichiara soddisfatto dalla risposta del Governo. Osserva come il monitoraggio sulle materie prime critiche costituisca una parte importante della politica industriale nazionale.

5-03548 Cavo: Sul piano industriale di Piaggio Aerospace con particolare riguardo all'ipotizzata partnerhisp con Leonardo nel settore dei droni.

  Ilaria CAVO (NM(N-C-U-I)M-CP) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Massimo BITONCI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 7).

  Ilaria CAVO (NM(N-C-U-I)M-CP), replicando, si dichiara soddisfatta della risposta del sottosegretario in quanto si percepisce dalle sue parole l'intenzione del Governo di realizzare una prospettiva di rilancio sul tema oggetto dell'interrogazione. Fa presente inoltre che si intravedono nell'impegno dell'Esecutivo le garanzie necessarie per assicurare un futuro solido alle aziende coinvolte attraverso la valorizzazione delle eccellenze e il rafforzamento degli asset strategici. A conferma di ciò, apprezza l'intenzione del Governo di porre il polo di Villanova d'Albenga come uno dei principali centri di produzione di droni in Europa. Ricorda poi che prossimamente è prevista una visita del Ministro Urso al complesso industriale in questione in cui verrà esposto alla proprietà il piano industriale del Governo. Conclude ribadendo la necessità del costante monitoraggio, a tutti i livelli, sulla questione in oggetto.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 15.55.

RISOLUZIONI

  Mercoledì 12 febbraio 2025. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 15.55.

Pag. 155

7-00269 Cappelletti: Sulla fruibilità delle misure di supporto alla diffusione delle comunità energetiche e dell'autoconsumo collettivo e sull'erogazione delle risorse stanziate dal PNRR per la loro realizzazione.
(Discussione e rinvio).

  La Commissione inizia la discussione della risoluzione.

  Enrico CAPPELLETTI (M5S) illustra la risoluzione a sua prima firma evidenziando che il nocciolo della questione riguarda come abbattere il costo delle bollette per cittadini e imprese. Non crede che una possibile strada sia quella indicata dal Ministro Urso, nel corso della sua audizione testé svoltasi, e cioè il ricorso all'energia nucleare fissile in quanto essa comporterebbe possibili risultati solo nel medio-lungo periodo (trenta anni), ammesso che possano essere soddisfacenti, e non sarebbero comunque risolutivi in termini di autonomia e sicurezza energetica per il Paese considerato che i due maggiori detentori della risorsa uranio sono Paesi che non danno certezze geopolitiche quali Russia e Kazakistan.
  Per tali motivi ritiene quindi che l'Italia dovrebbe ricorrere con decisione alle risorse energetiche da fonti rinnovabili che ha a disposizione, tanto più competitive se vi si ricorre attraverso le comunità di autoconsumo, strumento ora poco utilizzato nonostante vi siano a disposizione fondi sostanziosi previsti nel PNRR, risorse che peraltro rischiano di dover essere restituite se non utilizzate entro le previste scadenze.
  Invita quindi la Commissione a voler condividere i contenuti della risoluzione in titolo che impegna il Governo ad assicurare che quanto disposto in materia di comunità energetiche e autoconsumo collettivo, nonché le risorse per esse disponibili previste dal PNRR, trovi piena applicazione e venga accompagnato da misure di rafforzamento. Ritiene opportuno che l'Esecutivo intraprenda una massiccia campagna di informazione per far conoscere i vantaggi diretti in bolletta per i consumatori, i benefici sociali, ambientali ed economici che la diffusione delle comunità energetiche e dell'autoconsumo collettivo comportano sui territori e le opportunità dell'impiego delle risorse del PNRR per la loro realizzazione. Ritiene altresì necessario che vengano adottate opportune iniziative normative volte ad erogare entro i termini le risorse individuate nel PNRR attraverso la semplificazione delle procedure di assegnazione, la proroga del termine per l'erogazione degli incentivi e riconoscendo la massima misura per gli impianti residenziali, eventualmente incrementando il contributo in conto capitale per gli impianti ubicati in comuni con popolazione inferiore a 20 mila abitanti. Chiede poi che il Governo si impegni ad adottare iniziative per istituire un fondo per concedere finanziamenti a tasso agevolato ai soggetti pubblici e privati proprietari degli immobili, per la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile configurati in comunità energetiche e in autoconsumo collettivo ovvero ad estendere alle comunità energetiche rinnovabili l'accesso alle garanzie del fondo di «Garanzia green» di Sace.

  Francesca GHIRRA (AVS) ringrazia il collega Cappelletti per aver portato all'attenzione della Commissione la tematica in oggetto e annuncia l'intenzione del suo Gruppo di presentare una risoluzione sul medesimo tema.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 12 febbraio 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16 alle 16.05.