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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 13 marzo 2025
464.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
COMUNICATO
Pag. 20

SEDE CONSULTIVA

  Giovedì 13 marzo 2025. — Presidenza della vicepresidente Patty L'ABBATE.

  La seduta comincia alle 14.

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2024.
C. 2280 Governo, approvato dal Senato.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Patty L'ABBATE, presidente, ricorda che le Commissioni in sede consultiva esaminano le parti di competenza e approvano una relazione sul disegno di legge di delegazione europea, nominando altresì un relatore, che può partecipare alle sedute della XIV Commissione. La relazione, trasmessa alla XIV Commissione, potrà essere accompagnata da eventuali emendamenti approvati dalle Commissioni. Fa presente che le eventuali relazioni di minoranza sono trasmesse alla XIV Commissione e che un proponente per ciascuna relazione di minoranza può partecipare, per riferirvi, alle sedute della XIV Commissione.
  Segnala altresì che, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 5, del Regolamento, le Commissioni di settore possono esaminare e approvare emendamenti al disegno di legge, per le parti di rispettiva competenza. Al riguardo fa presente che possono ritenersi ricevibili solo gli emendamenti il cui contenuto è riconducibile alle materie di competenza specifica di ciascuna Commissione di settore. Nel caso in cui membri della Commissione intendano proporre emendamenti che interessano gli ambiti di competenza di altre Commissioni, tali emendamenti dovranno essere presentati presso la Commissione specificamente competente. Segnala che gli emendamenti presentati saranno quindi sottoposti allo specifico vaglio da parte della presidenza della Commissione ai fini della verifica della loro ammissibilità; a tale ultimo riguardo segnala come l'articolo 126-ter, comma 4, del Regolamento stabilisca che, fermi i criteri generali di ammissibilità previsti dall'articolo 89, i presidenti delle Commissioni competenti per materia e il presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all'oggetto proprio del disegno di legge, come definito dalla legislazione vigente (articolo 30 della legge n. 234 del 2012).
  Fa presente, in ogni caso, che i deputati hanno facoltà di presentare emendamenti direttamente presso la XIV Commissione, entro i termini dalla stessa stabiliti. Gli emendamenti approvati dalle Commissioni di settore saranno trasmessi alla XIV Commissione unitamente alla relazione approvata, e potranno essere da questa respinti solo per motivi di compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento generale. Gli emendamenti respinti dalle Commissioni di settore non potranno essere presentati presso la XIV Commissione, che li considererà irricevibili, ma potranno, peraltro, essere ripresentati in Assemblea.
  Ricorda che, per prassi consolidata, gli emendamenti presentati direttamente alla XIV Commissione sono trasmessi alle Commissioni di settore competenti per materia, ai fini dell'espressione del parere. I pareri espressi dalle Commissioni di settore avranno effetti sostanzialmente vincolanti, Pag. 21in quanto la XIV Commissione è tenuta ad adeguarsi ad essi, salvo che per motivi di compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento.
  Rammenta, infine, che il termine per la presentazione di emendamenti presso questa Commissione è stato fissato alle ore 15 di lunedì 17 marzo, come convenuto nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltasi nella giornata di ieri.

  Gianni LAMPIS (FDI), relatore, ricorda, preliminarmente, che il disegno di legge di delegazione europea rappresenta, insieme al disegno di legge europea, uno degli strumenti legislativi che assicurano il periodico adeguamento all'ordinamento dell'Unione europea. In particolare, l'articolo 30, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, specifica che con la legge di delegazione europea viene conferita al Governo la delega legislativa per dare attuazione alle direttive europee e alle decisioni quadro, nonché agli obblighi direttamente riconducibili al recepimento di atti legislativi europei.
  Nel rinviare, per una disamina più approfondita, alla documentazione predisposta dagli uffici, segnala che l'articolo 1, al comma 1, reca la delega al Governo per l'adozione dei decreti legislativi di attuazione degli atti normativi dell'Unione europea indicati nell'articolato del provvedimento in esame, nonché per l'attuazione delle direttive elencate nell'Allegato A, rinviando, tra l'altro, ai princìpi ed ai criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della citata legge n. 234, tra i quali il principio della massima semplificazione dei procedimenti, un migliore coordinamento con le discipline vigenti, il divieto di introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse (c.d. gold plating).
  L'articolo 8 del provvedimento stabilisce i principi e criteri direttivi da rispettare nell'esercizio della delega per l'attuazione della direttiva (UE) 2024/884, che introduce modifiche alla disciplina vigente sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La delega conferita al Governo prevede il riordino e l'adeguamento della normativa nazionale in relazione ai pannelli fotovoltaici a fine vita e agli obblighi di finanziamento per la gestione dei RAEE. Viene, altresì, prevista l'armonizzazione della disciplina nazionale per quanto concerne gli obblighi di informazione agli utilizzatori e agli operatori degli impianti di trattamento, con oneri proporzionati per le piccole e medie imprese.
  L'articolo 9 disciplina il recepimento della direttiva (UE) 2024/1203, che detta una serie di princìpi e criteri direttivi specifici cui attenersi. Sono previste, tra le altre cose, nuove fattispecie di reato per violazioni ambientali, un sistema graduale di pene detentive per le persone fisiche che vengono sanzionate e che possono, altresì, essere sottoposte a sanzioni o misure penali o non penali accessorie, quali, ad esempio, l'obbligo di ripristino ambientale o – in caso di danno irreversibile – l'obbligo di risarcire il danno ambientale, così come il ritiro delle autorizzazioni all'esercizio delle attività che hanno portato al reato.
  L'articolo 10 è relativo all'esercizio della delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/1785, che interviene sulla disciplina delle emissioni industriali e delle discariche dei rifiuti. Tra le novità principali, si prevede una ridefinizione del sistema di autorizzazioni ambientali e la regolamentazione delle attività di monitoraggio e di controllo delle sostanze inquinanti. La delega conferita al Governo prevede, inoltre, una rimodulazione del ruolo delle autorità competenti e una revisione della disciplina sanzionatoria.
  L'articolo 12 prevede il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa. La delega al Governo prevede il coordinamento tra le politiche ambientali e i principali settori emissivi, nonché l'adozione di misure statali qualora i piani regionali risultino inadeguati. L'ISPRA, nell'ambito del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA), è incaricato della trasmissione dei dati alla Pag. 22Commissione europea. Sono introdotte, inoltre, semplificazioni per l'adozione dei piani regionali di risanamento della qualità dell'aria e delle disposizioni inerenti alla disciplina sulla tutela della qualità dell'aria indoor.
  L'articolo 16 definisce i princìpi e i criteri direttivi specifici per il recepimento della direttiva (UE) 2024/1619. Per quanto di interesse della Commissione VIII, fa presente che la suddetta direttiva intende includere i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) – che possono avere ripercussioni sulla stabilità dei singoli enti e del sistema finanziario nel suo complesso – nelle attività di vigilanza finanziaria.
  L'articolo 18 conferisce al Governo una delega – da esercitare entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge – per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura (cosiddetta Restoration law). La delega prevede l'individuazione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) e del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) quali autorità competenti per l'attuazione delle disposizioni di rispettiva competenza in materia di ripristino degli ecosistemi urbani, terrestri, marini, agricoli e forestali. È altresì prevista l'individuazione delle amministrazioni responsabili del Piano Nazionale di Ripristino.
  L'articolo 21 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per adeguare la disciplina nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2023/2631 in materia di obbligazioni verdi europee e di informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili, nonché per le obbligazioni legate alla sostenibilità.
  L'articolo 26 delega il Governo – entro sei mesi dall'entrata in vigore del provvedimento in esame – ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1115 (EUDR), volto a contrastare la deforestazione e il degrado forestale, tutelando biodiversità e clima e mitigando i cambiamenti climatici. Si prevede che il Governo designi il MASAF quale autorità nazionale competente e che definisca le modalità di cooperazione con le autorità doganali per i controlli su importazioni ed esportazioni. La delega prevede l'attivazione di servizi di assistenza tecnica, l'adozione di sanzioni amministrative proporzionate, di misure provvisorie e azioni correttive per le non conformità, nonché l'adeguamento della struttura organizzativa del MASAF. Saranno, inoltre, individuate le autorità competenti per le dovute attività di controllo.
  L'articolo 27 delega il Governo, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2022/1616 sui materiali di plastica riciclata a contatto con alimenti e alla determinazione delle tariffe per i controlli sui MOCA (Materiali e oggetti a contatto con alimenti) di cui al regolamento UE 2017/625. La delega prevede, tra le altre cose, la semplificazione delle autorizzazioni per gli stabilimenti di riciclo, l'adeguamento delle modalità di notifica e controllo per tali impianti nonché il rafforzamento del sistema sanzionatorio.
  L'articolo 29 delega il Governo, entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge, ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie e sui rifiuti di batterie. La delega prevede, tra le altre cose, il riordino delle norme su raccolta, riciclo, recupero e responsabilità estesa del produttore, la regolamentazione del riutilizzo e della rifabbricazione nonché l'individuazione di un'autorità competente responsabile del rispetto degli obblighi e degli organismi di valutazione della conformità. Si dispone, inoltre, in merito all'adeguamento del registro dei produttori e del decreto legislativo n. 188 del 2008, alle misure di due diligence per la trasparenza della filiera e ad un sistema sanzionatorio efficace. Infine, vengono previsti criteri per gli acquisti pubblici verdi e per la regolamentazione dei proventi e delle tariffe per l'attuazione del regolamento.
  Segnala, inoltre, ulteriori direttive incluse nell'Allegato A del disegno di legge di particolare rilevanza per le competenze della Commissione, da recepire con decreto legislativo senza la necessità di introdurre ulteriori criteri e principi direttivi rispetto Pag. 23a quelli già recati dagli articoli 31 e 32 della legge n. 234 del 2012.
  La direttiva (UE) 2023/1791 modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, in linea con i nuovi obiettivi del Green Deal europeo e del piano REPowerEU, fissando un obiettivo vincolante di riduzione dell'11,7 per cento del consumo energetico dell'UE entro il 2030. Prevede, inoltre, una riduzione annua dell'1,9 per cento dei consumi per il settore pubblico e la ristrutturazione del 3 per cento degli edifici pubblici. Gli Stati membri dovranno garantire risparmi energetici progressivi fino all'1,9 per cento annuo nel 2028-2030 e adottare misure per incentivare il risparmio energetico delle imprese. Sono previsti, altresì, finanziamenti innovativi e prestiti verdi e una nuova definizione di «povertà energetica», con attenzione ai consumatori vulnerabili. La richiamata direttiva dovrà essere recepita entro l'11 ottobre 2025.
  La direttiva (UE) 2023/2413 modifica la normativa europea relativa alle energie rinnovabili, elevando al 42,5 per cento l'obiettivo di consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030 e introducendo target settoriali, tra i quali quello del 29 per cento per il settore dei trasporti. La delega prevede, tra le altre cose, misure volte a semplificare le procedure autorizzative per gli impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER), favorire l'integrazione delle energie rinnovabili nelle reti energetiche e sviluppare il teleriscaldamento e teleraffrescamento. Sono, inoltre, stabilite scadenze differenziate per il recepimento da parte degli Stati membri.
  La direttiva (UE) 2023/2668 modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori dall'esposizione all'amianto, intervenendo sui limiti massimi di esposizione – nonché sulle relative modalità di misurazione – e sugli obblighi informativi nella notifica preventiva delle attività a rischio. Le novelle riguardano, inoltre, la procedura per l'individuazione preliminare di materiali contenenti amianto prima dell'avvio dei lavori e i requisiti per la formazione dei lavoratori esposti o potenzialmente esposti.
  La direttiva (UE) 2024/825 modifica la normativa relativa alla tutela dei consumatori, rafforzando la protezione contro pratiche commerciali sleali e promuovendo scelte di consumo più sostenibili per l'ambiente. In particolare, introduce disposizioni per contrastare l'obsolescenza precoce, il greenwashing e l'uso di marchi di sostenibilità ingannevoli. Sono previsti, infine, nuovi strumenti informativi per i consumatori, tra i quali l'avviso armonizzato e l'etichetta armonizzata.
  La direttiva (UE) 2024/1711 introduce modifiche al quadro normativo per migliorare l'assetto del mercato dell'energia elettrica dell'Unione. In particolare, prevede misure per ridurre i ritardi di connessione alla rete, imponendo ai gestori determinati obblighi informativi. Interviene, inoltre, al fine di rafforzare i diritti dei consumatori, introducendo, tra le altre cose, il diritto a contratti di fornitura a tempo determinato e a prezzo fisso. La direttiva introduce anche l'obbligo di prevedere un fornitore di ultima istanza per garantire la continuità dell'approvvigionamento almeno ai clienti civili, prevedendo, altresì, che i clienti vulnerabili e in condizioni di povertà energetica siano pienamente tutelati dalle interruzioni di fornitura di energia elettrica. Infine, vengono inserite una specifica disciplina volta a tutelare – durante una crisi dei prezzi dell'energia – la fornitura dell'energia elettrica ai clienti civili e alle micro, piccole e medie imprese nonché delle disposizioni sulla condivisione dell'energia.
  La direttiva (UE) 2024/1788 istituisce un quadro comune per la decarbonizzazione dei mercati del gas naturale e dell'idrogeno. In particolare, prevede norme comuni per la trasmissione, la distribuzione, la fornitura e lo stoccaggio dei gas naturali e rinnovabili, nonché dell'idrogeno. Definisce, inoltre, norme per la creazione di un mercato del gas integrato, competitivo e trasparente e per la realizzazione di un sistema dell'idrogeno interconnesso. Prevede, altresì, la separazione tra la fornitura e la gestione delle reti di trasporto, oltre alla graduale eliminazione dei contratti a lungo termine per il gas fossile entro il Pag. 242049. Infine, vengono introdotte misure per rafforzare i diritti dei consumatori, con particolare attenzione ai consumatori vulnerabili e alla povertà energetica.
  In conclusione, si riserva di presentare una proposta di relazione sul disegno di legge in esame, anche al fine di tenere conto di quanto emergerà nel dibattito in Commissione.

  Patty L'ABBATE, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.10.

AUDIZIONI INFORMALI

  Giovedì 13 marzo 2025.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti dell'Istituto nazionale di urbanistica (INU), nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.10 alle 14.20.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti dell'Unione degli universitari (UDU), nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.20 alle 14.30.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (CNA) e di Confartigianato, nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.30 alle 14.40.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di Federcasa, nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.40 alle 14.50.

Audizione informale di rappresentanti di Confcooperative, nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.50 alle 15.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di Confedilizia, nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla Pag. 25locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 15 alle 15.15.

Audizione informale, in videoconferenza, di rappresentanti di Rete professioni tecniche (RPT), nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 1562 Santillo, recanti disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 15.15 alle 15.30.