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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 26 marzo 2025
471.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
COMUNICATO
Pag. 167

INTERROGAZIONI

  Mercoledì 26 marzo 2025. — Presidenza della vicepresidente Patty L'ABBATE. – Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Tullio Ferrante.

  La seduta comincia alle 13.45.

5-03194 Casu: Elementi in relazione agli introiti derivanti dal pagamento dei pedaggi ai caselli dell'A24 situati nel VI Municipio di Roma e intendimenti in ordine all'esenzione per i cittadini romani.

  Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Pag. 168

  Andrea CASU (PD-IDP), replicando, rileva come la risposta del rappresentante del Governo risulti significativa nella misura in cui chiarisce che gli introiti derivanti dal pedaggio annuo relativo alla tratta autostradale urbana di Roma della A24 ammontano a circa 17 milioni di euro. Si dichiara invece insoddisfatto per l'assenza di riscontro al secondo quesito posto nell'interrogazione, concernente le iniziative volte a consentire che i suddetti pedaggi siano a carico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. A tal riguardo, evidenzia come le molteplici dichiarazioni rese pubblicamente dal Ministro Salvini – che nel dicembre del 2022 aveva annunciato la volontà di abolire il pedaggio nel tratto urbano della A24 – appaiano smentite dai contenuti della risposta del rappresentante del Governo, soprattutto laddove questa esplicita che, nell'ambito delle pattuizioni convenzionali tra concessionario e concedente, non possa rientrare l'esenzione totale del pedaggio. Ciò rende, a suo avviso, evidente come le richiamate dichiarazioni del Ministro debbano reputarsi meramente propagandistiche. Segnala, infine, l'intenzione del gruppo del Partito Democratico di continuare a monitorare con attenzione lo sviluppo della vicenda, attivandosi su tutti i livelli istituzionali, nella convinzione che sia un interesse trasversale a tutte le forze politiche garantire l'esenzione dal pedaggio nel tratto urbano. In tal senso, sollecita il Ministro Salvini a fornire risposte concrete al fine di dare seguito alle istanze della cittadinanza.

5-03613 Gribaudo: Elementi in ordine ai lavori del tunnel del Tenda-bis nonché alle risorse e ai tempi per il completamento dell'opera.

  Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Chiara GRIBAUDO (PD-IDP), replicando in videoconferenza, rileva come dalla risposta del rappresentante del Governo emerga con chiarezza l'infondatezza delle dichiarazioni rese dal Ministro Salvini, il quale già nel novembre dello scorso anno aveva assicurato una riapertura imminente del tunnel del Tenda, nonché di quelle – dello stesso tenore – del viceministro Rixi e del commissario straordinario Prisco. Al riguardo, nell'evidenziare come risulti ormai irrealistica la prospettiva di una riapertura del tunnel nel mese di aprile, auspica che il nuovo termine indicato nella fine del mese di giugno possa essere rispettato. Con riferimento al tema dei ristori annunciati da numerosi esponenti locali e regionali del centrodestra, ritiene che dalla risposta del sottosegretario emerga come non vi sia la volontà di adottare le necessarie misure economiche a sostegno delle attività commerciali e imprenditoriali danneggiate dai ritardi.
  Nel rilevare, inoltre, la necessità che l'ANAS proceda all'aggiornamento tempestivo dello stato dei lavori sul proprio sito internet, sottolinea altresì come sarebbe opportuno che i deputati e le istituzioni ricevano le informazioni relative ai fatti esposti nell'interrogazione nelle sedi istituzionali proprie e non altrove, come sovente accaduto. Infine, nel manifestare preoccupazione per i possibili ritardi determinati dal rinvio della Commissione intergovernativa tra Italia e Francia, afferma la necessità di una condotta più collaborativa nei confronti della Francia, ritenendo essenziale un'effettiva sinergia tra i due Paesi per la celere riapertura del tunnel. In conclusione, fa presente che sarà sua cura vigilare sull'evoluzione dei fatti esposti nell'interrogazione.

5-03714 Provenzano: Intendimenti circa l'inserimento del viadotto San Giuliano di Caltanissetta (CL) tra le opere indifferibili e definizione del relativo cronoprogramma di realizzazione.

  Il sottosegretario Tullio FERRANTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Giovanna IACONO (PD-IDP), replicando, in qualità di cofirmataria, ringrazia il sottosegretario Ferrante per la risposta, sottolineando come, diversamente da quanto avvenuto in altre occasioni, essa sia pervenuta in modo tempestivo. Evidenzia quindi Pag. 169come la realizzazione del viadotto di San Giuliano rappresenti un intervento imprescindibile al fine di scongiurare l'isolamento della città di Caltanissetta. Nel rammentare come nel corso delle precedenti interlocuzioni tra il comune e l'ANAS non siano emerse indicazioni utili riguardo al cronoprogramma dei lavori relativi all'opera infrastrutturale in questione, prende atto, sulla base di quanto riferito dal rappresentante del Governo, che il progetto esecutivo per la ricostruzione del viadotto demolito è stato completato e validato e che l'appaltabilità dei lavori è prevista entro l'anno in corso. Pur constatando l'assenza di ulteriori dettagli circa la tempistica degli interventi, riconosce che la risposta ha comunque fornito dei rilevanti elementi conoscitivi. Alla luce di tali considerazioni, si dichiara quindi parzialmente soddisfatta e si riserva di monitorare con attenzione l'evoluzione della vicenda.

  Patty L'ABBATE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 14.10.

AUDIZIONI INFORMALI

  Mercoledì 26 marzo 2025.

Audizione informale, in videoconferenza, del Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile (DiSS) del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sulle tematiche concernenti i regimi di responsabilità estesa del produttore nella gestione dei rifiuti nel settore tessile.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 14.10 alle 14.30.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 26 marzo 2025. — Presidenza della vicepresidente Patty L'ABBATE. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro.

  La seduta comincia alle 14.30.

Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane.
C. 2126 Governo, approvata dal Senato.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Gianangelo BOF (LEGA), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere sul testo del disegno di legge C. 2126, approvato dal Senato, quale risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell'esame in sede referente.
  Rinviando per una disamina più approfondita dei contenuti del provvedimento alla documentazione predisposta dagli uffici, si sofferma sulle disposizioni di maggiore interesse per la Commissione.
  L'articolo 1 individua le finalità generali del provvedimento, volto al riconoscimento e alla promozione dello sviluppo delle zone montane quale obiettivo di interesse nazionale. Con particolare rilievo per le competenze della Commissione ambiente, evidenzia che la disposizione richiama espressamente la centralità della crescita economica e sociale delle aree montane ai fini della tutela e valorizzazione dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi, della tutela del suolo e delle relative funzioni ecosistemiche, nonché delle risorse naturali, paesaggistiche idriche e forestali, anche in funzione del contrasto alla crisi climatica (comma 1). Si dispone, altresì, che lo Stato, le regioni, le province autonome e gli enti locali adottino interventi per favorire lo sviluppo socio-economico e la valorizzazione delle specificità montane, tra cui la promozione sostenibile dell'agricoltura e della gestione forestale, nonché la tutela del patrimonio culturale e ambientale montano, anche mediante interventi di rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo (comma 2). Il comma 3 Pag. 170dispone che lo Stato, le regioni e gli enti locali promuovano – sia presso l'Unione europea, sia presso le organizzazioni internazionali – il riconoscimento delle specificità delle zone montane, nonché lo sviluppo sostenibile dei territori montani. Il comma 4, aggiunto in sede referente, specifica che all'attuazione del provvedimento si provvede nel rispetto delle convenzioni internazionali ratificate dall'Italia in materia di montagna e di sviluppo sostenibile.
  L'articolo 2 reca disposizioni concernenti la definizione dei criteri di classificazione dei comuni montani e l'individuazione dei comuni montani destinatari delle misure di sviluppo e valorizzazione previste dal provvedimento in esame, ivi incluse quelle a tutela del territorio, previste al capo IV (comma 2). La disposizione in esame delega inoltre il Governo a riordinare, integrare e coordinare la normativa vigente in materia di agevolazioni anche di natura fiscale in favore dei comuni montani, demandando l'attuazione della delega a uno schema di decreto legislativo, adottato su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto, tra gli altri, con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE).
  L'articolo 3 definisce la Strategia nazionale per la montagna italiana (SMI), strumento triennale di attuazione delle politiche per le aree montane, prevedendo che essa operi in coordinamento con le politiche della Strategia forestale nazionale (SFN) prevista dall'articolo 6 del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (di cui al decreto legislativo n. 34 del 2018), nonché con la Strategia nazionale delle Green community (di cui all'articolo 72 della legge n. 221 del 2015).
  L'articolo 9, recante disposizioni in materia di formazione superiore nelle zone montante, al comma 3 prevede la possibilità di autorizzare finanziamenti a favore delle istituzioni universitarie situate nei comuni montani per interventi relativi ad alloggi e residenze per studenti, in considerazione delle realtà territoriali interessate.
  Segnala come il Capo IV, comprendente gli articoli da 11 a 18 e dedicato alla tutela del territorio, rechi diverse disposizioni rientranti nell'ambito di competenza della VIII Commissione.
  L'articolo 11 disciplina l'adozione – con decreto ministeriale – di linee guida volte all'individuazione, al recupero, all'utilizzo razionale e alla valorizzazione dei sistemi agro-silvo-pastorali montani. Riconoscendo nelle attività agricolo-forestali un presidio ambientale dei territori montani, le stesse linee guida promuovono, inoltre, la certificazione delle foreste e della loro conservazione, nonché l'utilizzo energetico e termico del legno, con l'obiettivo di garantire la gestione sostenibile dei pascoli e dei boschi montani, tutelare e valorizzare la biodiversità, prevenire e mitigare il dissesto idrogeologico e tutelare il paesaggio.
  L'articolo 12 disciplina gli ecosistemi montani, riconoscendo tali zone come aree floro-faunistiche a sé stanti. Viene quindi attribuito allo Stato e alle regioni il compito di vigilare affinché le misure di valorizzazione dei predetti ecosistemi – in relazione ai grandi animali carnivori – non pregiudichino le finalità del provvedimento in esame. Si prevede che il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) definisca annualmente il tasso massimo di prelievi del canis lupus necessario a garantire la conservazione degli habitat naturali. La disposizione, inoltre, novella il decreto-legge n. 44 del 2023 al fine di estendere alle strutture operative territoriali di protezione civile la facoltà di avvalersi di strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di capsaicina.
  L'articolo 12-bis, introdotto nel corso dell'esame in sede referente, prevede che in ragione della rilevanza dei parchi e delle aree protette situati nei comuni montani, possano essere avviati progetti per la promozione di studi, ricerche di carattere straordinario e attività tecnico-scientifiche volti alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
  L'articolo 13 prevede che – per fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico e le criticità legate alla risorsa idrica nelle aree montane – una quota del Fondo per Pag. 171lo sviluppo delle montagne italiane possa essere destinata a interventi straordinari, tra i quali rientrano il monitoraggio dei sistemi agrosilvopastorali, dei ghiacciai, degli ambienti idrici ipogei e del permafrost, la valorizzazione di fonti non collegate alle reti idriche, la realizzazione di infrastrutture idriche e l'utilizzo dell'idroelettrico come fonte energetica rinnovabile, con particolare attenzione al ruolo delle cooperative storiche e non e delle comunità energetiche rinnovabili.
  L'articolo 14 modifica il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34) introducendo la definizione di «cantieri temporanei forestali o di utilizzazione boschiva» nonché dettando ulteriori disposizioni per i cantieri temporanei forestali. In particolare, nei cantieri forestali temporanei, al termine delle attività di gestione forestale sostenibile, è previsto il rilascio di un certificato di regolare esecuzione degli interventi, prodotto da un tecnico abilitato dotato di professionalità idonea alla progettazione e pianificazione forestali.
  L'articolo 15, recante disposizioni in materia di tutela e salvaguardia degli alberi monumentali e dei boschi monumentali, modifica l'articolo 7 della legge n. 10 del 2013, introducendo le relative definizioni. In seguito alle modifiche apportate in sede referente, per i soli alberi monumentali è prevista l'istituzione di specifiche zone di protezione dell'albero (ZPA). Sono, inoltre, attribuiti poteri sostitutivi alle regioni e allo Stato nei casi di inerzia da parte degli enti competenti, prevedendo altresì un sistema sanzionatorio per le violazioni di natura amministrativa, restando fermo il rispetto della normativa vigente in materia di beni culturali e paesaggistici.
  L'articolo 16 introduce un credito d'imposta pari al 10 per cento per investimenti finalizzati all'ottenimento di servizi ecosistemici e ambientali benefici per l'ambiente e per il clima effettuati da imprenditori agricoli e forestali, comprese le cooperative agricole e forestali, consorzi forestali e associazioni fondiarie operanti nei comuni montani (comma 1). L'individuazione dei richiamati servizi ecosistemici è demandata a un decreto ministeriale (comma 3). L'articolo consente, inoltre, l'affidamento diretto, da parte dei comuni montani, di taluni lavori pubblici di sistemazione e manutenzione ambientale di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea a soggetti qualificati (comma 7).
  L'articolo 17 introduce la definizione di rifugi di montagna come strutture ricettive finalizzate alla pratica dell'alpinismo e dell'escursionismo e stabilisce che le caratteristiche funzionali siano disciplinate dalla normativa statale e regionale in base alle rispettive competenze, fatto comunque salvo il rispetto della normativa a tutela dell'ambiente.
  L'articolo 18 definisce il concetto di percorso escursionistico e riconosce l'attività escursionistica come strumento di tutela e di promozione del patrimonio ambientale nonché vettore di diffusione del turismo sostenibile. Viene previsto un decreto per l'individuazione e classificazione dei percorsi e la relativa segnaletica.
  L'articolo 23 introduce una specifica agevolazione fiscale, sotto forma di credito d'imposta, nel caso di mutuo contratto da un contribuente che non ha compiuto il quarantunesimo anno di età per l'acquisto o la ristrutturazione edilizia di un immobile da destinare ad abitazione principale in comuni montani.
  L'articolo 24, al fine di favorire l'incremento della popolazione residente nei piccoli comuni delle zone montane con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e soggetti ad un costante decremento demografico, istituisce un Tavolo presso il Ministero dell'economia e delle finanze con l'obiettivo di definire le modalità di riduzione delle tariffe per l'erogazione di energia elettrica, gas e acqua.
  L'articolo 26 prevede l'istituzione del «Registro nazionale dei terreni silenti» nell'ambito del sistema informativo forestale nazionale del SIAN al fine di promuovere il recupero produttivo delle proprietà frammentate e dei terreni abbandonati. La misura è finalizzata alla valorizzazione del territorio agro-silvo-pastorale, alla salvaguardia dell'assetto idrogeologico, alla prevenzione degli incendi, dei fenomeni di Pag. 172pericolosità, di crolli e del degrado ambientale.
  In conclusione, formula una proposta di parere favorevole sul disegno di legge in esame (vedi allegato 4).

  Il sottosegretario Claudio BARBARO dichiara di condividere la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

  Sara FERRARI (PD-IDP) preannuncia il voto contrario del gruppo Partito Democratico sulla proposta di parere del relatore, motivandolo, in primo luogo, con l'atteggiamento di chiusura manifestato dai gruppi di maggioranza rispetto alle numerose proposte emendative presentate dal proprio gruppo nel corso dell'esame in sede referente presso la Commissione Bilancio.
  In secondo luogo, sottolinea come, nonostante dal ciclo di audizioni sia emersa con chiarezza l'esigenza di destinare ulteriori risorse ai territori montani per la realizzazione degli obiettivi del provvedimento, esso non preveda alcun incremento rispetto ai fondi già disponibili.
  Conclude rilevando come il disegno di legge non definisca in modo chiaro e univoco i comuni montani destinatari degli interventi previsti, demandandone l'individuazione a un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

  Daniela RUFFINO (AZ-PER-RE), nel rilevare come il disegno di legge in esame incida su aspetti di indubbia rilevanza, evidenzia al contempo la mancanza, all'interno del provvedimento, di una visione chiara e strutturata rispetto alle reali esigenze dei comuni montani.
  A tal proposito, sottolinea come nel testo non vengano presi adeguatamente in considerazione temi di primaria importanza, come, ad esempio, la necessità di garantire l'erogazione dei servizi scolastici anche in presenza di un numero esiguo di alunni.
  Esprime, pertanto, preoccupazione per l'assenza di risposte concrete, anche di carattere sperimentale, in grado di contrastare il fenomeno dello spopolamento dei comuni montani, determinato dalla carenza di servizi essenziali e di risorse adeguate, richiamando, in tale contesto, l'attenzione sulla peculiarità dei bisogni di tali territori, che renderebbero necessaria l'assegnazione di fondi aggiuntivi.
  Fa quindi presente che, in assenza di segnali concreti di apertura da parte delle forze di maggioranza nel seguito dell'esame del provvedimento, il gruppo di Azione potrebbe astenersi dal voto.
  Conclude rimarcando la necessità di garantire la presenza e la continuità dei servizi nelle aree montane, che reputa condizioni imprescindibili per assicurare una migliore qualità della vita ai cittadini che vi risiedono, ricordando come spetti al Parlamento il compito di individuare soluzioni efficaci e attuabili per contrastare con efficacia lo spopolamento delle montagne.

  Eleonora EVI (PD-IDP), associandosi alle considerazioni svolte dalla deputata Ferrari, manifesta la propria contrarietà al provvedimento in esame, con particolare riguardo all'articolo 12, che ritiene possa determinare un incremento indiscriminato dei prelievi dei lupi.
  Evidenzia, in proposito, come il lupo rappresenti un animale fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema montano, richiamando uno studio scientifico secondo il quale, nei contesti in cui sono state adottate adeguate strategie di prevenzione, le predazioni si sono ridotte di oltre il 96 per cento.
  Conclude stigmatizzando la scelta di ricorrere a misure letali, ritenute non solo discutibili sul piano ambientale, ma anche inefficaci nel medio e lungo periodo.

  Augusto CURTI (PD-IDP), pur riconoscendo la necessità di un intervento mirato sulle aree interne, sottolinea come le soluzioni emerse nelle diverse sedi di confronto che avevano raccolto una condivisione trasversale da parte delle forze politiche non siano state in alcun modo recepite nel testo in esame.
  Alla luce di tali considerazioni, ribadisce il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Pag. 173

  Aldo MATTIA (FDI), nel preannunciare il voto favorevole del gruppo Fratelli d'Italia, interviene in merito al richiamato articolo 12, sottolineando come la proliferazione incontrollata del lupo abbia arrecato danni significativi agli operatori del settore zootecnico, determinando serie difficoltà per l'allevamento di bovini e ovini.
  Alla luce di tali criticità, evidenzia la necessità di introdurre adeguate misure di contenimento, volte a tutelare le realtà economiche locali.

  Franco MANES (MISTO-MIN.LING.) afferma che, dopo anni di sostanziale disapplicazione della normativa in materia di zone montane, si sia finalmente definito un provvedimento organico che, pur suscettibile di ulteriori integrazioni, è stato oggetto di un approfondito esame parlamentare, nel corso del quale sono state apportate modifiche che reputa migliorative.
  Sottolinea come, in materia di politiche per la montagna, sia necessario adottare un approccio coscienzioso e pragmatico, ricordando che gli interventi di messa in sicurezza e di valorizzazione dei territori montani rivestono un ruolo strategico anche in chiave di prevenzione e mitigazione degli effetti degli eventi climatici, il cui impatto si manifesta spesso in contesti urbani. Aggiunge, inoltre, l'importanza di operare una chiara distinzione tra aree montane e aree interne, al fine di orientare con maggiore efficacia gli interventi in materia.
  Conclude ribadendo che, pur trattandosi di una proposta di legge perfettibile, essa costituisce una significativa base di partenza, richiamando, a titolo esemplificativo, le disposizioni dell'articolo 18 in materia di attività escursionistica. Preannuncia, quindi, il proprio voto favorevole.

  Gianangelo BOF (LEGA), relatore, nel ringraziare il deputato Manes per l'intervento puntuale, sottolinea la rilevanza del provvedimento in esame, che prevede interventi mirati alla tutela e alla valorizzazione dei territori montani.
  Evidenzia, quindi, la necessità di tener conto delle peculiarità di tali contesti, garantendo soluzioni capaci di favorire un progressivo ripopolamento e di risultare attrattive tanto per i cittadini quanto per le imprese. Precisa come tale obiettivo costituisca la precondizione per la realizzazione di opere infrastrutturali che, altrimenti, rischierebbero di restare prive di una reale utenza.

  La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Misure in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia, delle Forze armate nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
C. 2139 Governo, approvata dal Senato.
(Parere alle Commissioni riunite I e IV).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Martina SEMENZATO (NM(N-C-U-I)M-CP), relatrice, rinviando per una disamina più approfondita dei contenuti del provvedimento alla documentazione predisposta dagli uffici, segnala che l'articolo 5 reca alcune disposizioni concernenti l'ordinamento e l'organizzazione dell'Arma dei Carabinieri di interesse per la VIII Commissione. Nel dettaglio, il comma 3 consente di far affluire sul conto corrente fruttifero acceso presso la Cassa depositi e prestiti S.p.A. le somme annualmente maturate a titolo di IVA a credito nell'ambito delle attività di tutela e salvaguardia delle riserve naturali e di gestione degli altri beni destinati alla conservazione della biodiversità, già affidate al Corpo Forestale dello Stato e ora attribuite all'Arma dei Carabinieri. Le somme sono riassegnate ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero della difesa per il perseguimento delle finalità connesse alla tutela ambientale, alla prevenzione e repressione degli incendi boschivi, alla salvaguardia delle foreste, delle riserve naturali, dei parchi nazionali e delle specie protette, nell'ambito delle funzioni attribuite all'Arma dei carabinieri dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177.Pag. 174
  Il medesimo articolo 5, al comma 4, interviene sul fondo destinato al centro nazionale di accoglienza degli animali sequestrati e confiscati del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri. In particolare, viene eliminato l'orizzonte temporale annuale sinora previsto nella ripartizione delle risorse, consentendo una programmazione pluriennale delle spese. Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, tale previsione appare funzionale al miglioramento dell'efficienza gestionale dei centri di custodia, anche alla luce delle peculiari esigenze etologiche degli esemplari – spesso appartenenti a specie protette CITES – sottoposti a sequestro o confisca.
  L'articolo 11 interviene in materia di trattamento economico del personale appartenente al comparto difesa e sicurezza impiegato in attività tecniche connesse alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, modificando l'articolo 136 del Codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo n. 36 del 2023, al fine di introdurre una deroga all'articolo 45 del medesimo Codice concernente i compensi per lo svolgimento delle funzioni tecniche.
  L'articolo 12 conferisce al Governo una delega per l'adozione di disposizioni integrative e correttive in materia di funzioni, compiti e ordinamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La suddetta delega, da esercitarsi entro dodici mesi, individua tra i principi e criteri direttivi – anche in relazione alle criticità connesse ai rischi determinati dai cambiamenti climatici e dalla transizione energetica – la semplificazione dell'ordinamento, eventualmente mediante la soppressione o l'istituzione di ruoli e qualifiche, nel rispetto del principio di invarianza finanziaria, al fine di garantire al Corpo il conseguimento degli obiettivi di salvaguardia della vita umana, dell'incolumità delle persone e della tutela dei beni e dell'ambiente. Per gli schemi di decreti legislativi adottati dal Governo è prevista la trasmissione al Parlamento per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia.
  L'articolo 13 interviene sul requisito di istruzione richiesto per l'accesso a vari ruoli del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. In particolare, si precisa che il diploma di istruzione secondaria di secondo grado deve essere posseduto entro la data di svolgimento della prima prova – anche preselettiva – della relativa procedura concorsuale.
  L'articolo 14 reca ulteriori disposizioni in materia di assunzioni e trasferimenti del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il comma 1 autorizza l'assunzione, nell'ambito delle ordinarie facoltà assunzionali, di un contingente massimo di 54 unità nella qualifica iniziale del ruolo degli ispettori antincendi mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso interno bandito nel 2023. Il comma 2 dispone la sospensione del requisito minimo di permanenza in sede per i trasferimenti a domanda del personale operativo per il periodo compreso tra la data di entrata in vigore del provvedimento e il 31 dicembre 2025, allo scopo di rafforzare i servizi di soccorso pubblico e di prevenzione degli incendi per fronteggiare le emergenze connesse agli eventi giubilari del 2025.
  In conclusione, formula una proposta di parere favorevole sul disegno di legge in esame (vedi allegato 5).

  Il sottosegretario Claudio BARBARO dichiara di condividere la proposta di parere favorevole formulata dalla relatrice.

  La Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice.

  La seduta termina alle 14.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 26 marzo 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 14.55.