SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 23 aprile 2025. — Presidenza del presidente Federico MOLLICONE. – Interviene il sottosegretario di Stato per la cultura Gianmarco Mazzi.
La seduta comincia alle 14.15.
Sulla pubblicità dei lavori.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Documento di finanza pubblica 2025.
Doc. CCXL, n. 1 e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Pag. 76Federico MOLLICONE, presidente, avverte che la Commissione è chiamata ad esaminare, in sede consultiva, ai fini dell'espressione del parere alla V Commissione (Bilancio), il Documento di finanza pubblica 2025 (Doc. CCXL, n. 1) e i relativi Allegati. Cede quindi la parola al relatore, on. Amorese, per lo svolgimento della relazione introduttiva.
Alessandro AMORESE (FDI), relatore, riferisce che la VII Commissione Cultura è chiamata ad esprimere un parere, alla V Commissione Bilancio, sul Documento di finanza pubblica 2025, trasmesso alle Camere il 10 aprile 2025.Il documento in esame si compone di due sezioni; la prima sezione include la «Relazione annuale sui progressi compiuti nel 2024», mentre la seconda sezione reca «Analisi e tendenze della finanza pubblica».
Osserva preliminarmente che secondo quanto riportato dal Governo, in considerazione delle novità introdotte dalla riforma della governance economica europea (regolamento (UE) 2024/1263, regolamento (UE) 2024/1264, direttiva (UE) 2024/1265) entrata in vigore il 30 aprile 2024, il Documento di finanza pubblica presenta un'articolazione differente rispetto a quella dei precedenti Documenti di economia e finanza (DEF). In questa fase di prima applicazione della nuova normativa europea e nelle more delle modifiche della disciplina nazionale in materia di contabilità pubblica, nelle due sezioni del Documento sono esposte le informazioni previste dall'articolo 21 del regolamento (UE) 2024/1263 e quelle indicate dall'articolo 10, comma 3, della legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 31 dicembre 2009.
Evidenzia quindi che l'organizzazione del Documento di finanza pubblica 2025 è stata ulteriormente definita dagli impegni al Governo previsti dai seguenti atti di indirizzo parlamentare: la risoluzione n. 7/00289, approvata dalla V Commissione della Camera dei deputati il 1° aprile 2025, e la risoluzione n. 7/00020, approvata dalla 5ª Commissione del Senato della Repubblica il 2 aprile 2025.
Alla Relazione annuale è allegato un documento contenente le tavole richieste dalla Comunicazione della Commissione europea C/2024/3975. Gli altri allegati sono quello sulle «Strategie per le infrastrutture, la mobilità e la logistica» (cosiddetto «Allegato infrastrutture») di cui all'articolo 10-bis della legge n. 196 del 2009, come modificato dal decreto legislativo n. 116 del 2018, e la Relazione circa l'attuazione della razionalizzazione del sistema degli acquisti di beni e servizi di cui all'articolo 2, comma 576, della legge n. 244 del 2007. Infine, nel Documento è presente anche l'elenco dei disegni di legge collegati riferiti alla prossima manovra di bilancio, aggiornato rispetto a quello del Piano strutturale di bilancio di medio termine (PSBMT).
Al riguardo ricorda che la relazione annuale sui progressi compiuti è prevista dal regolamento (UE) 2024/1263 che ha abrogato il regolamento (CE) n. 1466 del 1997, modificando la precedente disciplina del Patto di stabilità e crescita sul cosiddetto «braccio preventivo». In tale contesto, è opportuno ricordare altresì che a seguito dell'entrata in vigore della nuova normativa europea, la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione C/2024/3975 del 21 giugno 2024, recante gli «Orientamenti per gli Stati membri sugli obblighi di informazione per i piani strutturali di bilancio di medio termine e per le relazioni annuali sui progressi compiuti». La Comunicazione della Commissione europea è stata adottata per fornire assistenza agli Stati membri nell'applicazione del regolamento (UE) 2024/1263 e individua gli obblighi di informazione connessi al Piano strutturale di bilancio e alle relazioni annuali. Nella Comunicazione si precisa, inoltre, che, nello spirito della titolarità nazionale, ciascuno Stato membro può prevedere che nei nuovi documenti di finanza pubblica siano esposte ulteriori informazioni e che tali contenuti siano organizzati secondo un differente livello di dettaglio, tenendo conto quindi delle diverse esigenze nazionali.
In particolare, a seguito dell'approvazione del primo Piano strutturale di bilancio dell'Italia da parte del Consiglio dell'Unione europea, l'Italia è tenuta a presentare alla Commissione europea, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione volta a consentirePag. 77 il monitoraggio dello stato di attuazione degli obiettivi programmatici stabiliti nel Piano. In ragione di tale funzione di rendicontazione stabilita dalle nuove regole europee, le tabelle contenute nella Relazione annuale sono allineate il più possibile a quelle del Piano strutturale di bilancio. In tal senso, secondo la disciplina europea, in occasione delle Relazioni annuali, gli Stati membri si limitano a dare conto dei progressi relativi agli impegni programmatici collegati al percorso di aggiustamento di bilancio, che non possono essere rinegoziati a meno del verificarsi delle condizioni previste dal regolamento (UE) 2024/1263.
Sottolinea quindi che in considerazione della citata funzione di monitoraggio alla quale assolve il corredo informativo, nell'esporre le principali variabili macroeconomiche e di finanza pubblica, la prima sezione presenta i dati di consuntivo sul 2024 e le stime per l'anno in corso, alle quali si aggiungono informazioni di previsione sugli anni successivi, con particolare riferimento all'andamento della spesa netta finanziata a livello nazionale rispetto al percorso di aggiustamento di bilancio prestabilito. La Relazione dà riscontro anche dello stato di avanzamento delle riforme e degli investimenti del Piano strutturale di bilancio. La Relazione dedica, inoltre, alcune parti anche ai temi del contrasto all'evasione fiscale, alle politiche per la natalità e al rafforzamento della capacità di difesa.
La seconda sezione riprende sostanzialmente le informazioni sugli andamenti di finanza pubblica già previste dall'articolo 10, comma 3, della legge n. 196 del 2009. Nella seconda sezione sono quindi esposti i dati relativi al conto economico delle Amministrazioni pubbliche per sottosettori, le informazioni riguardanti i principali comparti di spesa (pubblico impiego, prestazioni sociali e sanità) e i risultati e le previsioni tendenziali del conto di cassa del settore pubblico. Sono inoltre aggiornate le previsioni di finanza pubblica per il periodo 2025-2027 e forniti i dati relativi all'anno 2028.
Nella seconda sezione sono analizzati i profili finanziari concernenti le politiche già avviate che il Governo intende confermare, confrontando i dati con le previsioni a legislazione vigente. In linea con le citate risoluzioni parlamentari il Governo ha preferito quindi esporre i dati secondo un approccio coerente con la metodologia della Commissione europea basata su una «no-fiscal policy change» assumption, in luogo del criterio delle politiche invariate. Il Documento include anche i dati sulle risorse destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate, con evidenziazione dei fondi nazionali addizionali, e si dà conto del risultato raggiunto nel 2024 dall'attività di contrasto all'evasione fiscale in termini di recupero di gettito.
Secondo quanto previsto dai citati atti di indirizzo parlamentare (risoluzione Camera n. 7/00289 del 1° aprile 2025, risoluzione Senato n. 7/00020 del 2 aprile 2025), il Governo si è impegnato ad aggiornare i dati del quadro macroeconomico e quelli sulla finanza pubblica relativi al 2028 nel documento di programmazione economica che sarà presentato alle Camere nella fase autunnale del ciclo di bilancio.
Alla luce di tali premesse, nella Relazione sono illustrati i dati sull'andamento della spesa netta rispetto agli obiettivi stabiliti nel Piano e l'evoluzione delle sue componenti a partire dalla spesa primaria. I dati di consuntivo sul tasso di crescita annuo della spesa netta mostrano come nel 2024 la spesa netta sia diminuita del 2,1 per cento, conseguendo quindi una riduzione maggiore rispetto quella prevista nel Piano strutturale di bilancio e pari all'1,9 per cento. In relazione, invece, agli obiettivi dell'andamento della spesa netta a partire dal 2025 – cioè l'anno dal quale decorre l'aggiustamento di bilancio – il Piano strutturale prevede un tasso di crescita annuo pari all'1,3 per cento e un tasso di crescita cumulato pari allo 0,7 per cento. Secondo le stime della Relazione annuale, elaborate considerando la previsione della crescita tendenziale aggiornata al 2025, nell'anno in corso il tasso di crescita annuo della spesa netta dovrebbe attestarsi in linea con l'obiettivo del Piano, mentre il tasso di crescita cumulato dovrebbe essere pari a -0,9 per cento. Nella Relazione il Governo precisaPag. 78 che sarebbe prematuro, allo stato attuale, ritenere che tale quantificazione possa rappresentare il dato di partenza del monitoraggio contabile che sarà attivato dalla Commissione europea con il conto di controllo a partire dal 2026, sulla base dei dati di consuntivo relativi al 2025.
Per quanto riguarda le altre variabili macroeconomiche e di finanza pubblica monitorate nel Documento, si rileva, in primo luogo, come nel 2024 la crescita del PIL reale, sia stata pari allo 0,7 per cento, ossia minore dello 0,3 per cento rispetto all'1 per cento stimato nel Piano.
Dati i fattori di incertezza che caratterizzano l'attuale contesto internazionale, secondo le stime riportate nel Documento di finanza pubblica, il PIL dovrebbe crescere nel 2025 dello 0,6 per cento. Sulla base di previsioni fondate su un approccio prudenziale, si stima quindi un netto ribasso della crescita economica rispetto allo scenario programmatico riportato nel Piano, che prevedeva una crescita dell'1,2 per cento del PIL. Si stima una contrazione del tasso di crescita del PIL rispetto ai dati esposti nel Piano anche per il 2026, mentre il dato sarebbe confermato per il 2027. Segnala che la previsione macroeconomica tendenziale è stata validata dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) con nota del 7 aprile 2025.
Con riferimento all'obiettivo di una gestione responsabile e sostenibile delle finanze pubbliche, la Relazione dà conto degli andamenti dello scenario programmatico esposto nel Piano strutturale di bilancio e dello scenario tendenziale del nuovo Documento di finanza pubblica. In particolare, secondo i dati di consuntivo, nel 2024 il rapporto deficit/PIL è stato pari a 3,4 per cento, in miglioramento rispetto ai dati esposti nel Piano (3,8 per cento) e nel DEF dello scorso anno (4,3 per cento). Nella Relazione il Governo conferma gli obiettivi dell'indebitamento già previsti nel Piano per consentire all'Italia di uscire dalla Procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, prevedendo che il rapporto deficit/PIL nel 2025 sia pari al 3,3 per cento e che si riduca ulteriormente negli anni successivi, scendendo al di sotto della soglia del 3 per cento del PIL dal 2026. Guardando al debito pubblico, i dati trasmessi dal Governo mostrano che il rapporto debito/PIL dovrebbe attestarsi al 136,6 per cento nel 2025, ad un livello lievemente inferiore rispetto alle previsioni del Piano. Il rapporto debito/PIL dovrebbe continuare ad aumentare fino al 2026, iniziando a ridursi a partire dal 2027 con l'esaurirsi dell'impatto dei crediti di imposta, unitamente al consolidamento dell'avanzo primario.
Nel rinviare alla documentazione predisposta dagli Uffici per ogni ulteriore approfondimento, si soffermerà sulle parti della sezione prima del Documento di competenza della Commissione Cultura, che dà conto dell'attuazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio.
Con riferimento alle riforme relative all'ambiente imprenditoriale nel Documento emerge che tra le iniziative intraprese dal Governo si annoverano il sostegno alla ricerca e sviluppo (R&S) in vista del raggiungimento dell'obiettivo fissato al 2029, quando la spesa pubblica in ricerca e sviluppo dovrà essere pari allo 0,6 per cento del PIL.
Inoltre, il Governo riferisce che con la legge di bilancio per il 2025 (articolo 1, commi 579-582, della legge n. 207 del 2024) ha introdotto un sistema di cofinanziamento, a partire dal 2027, per garantire, nella fase successiva al completamento del PNRR, la continuità e la sostenibilità delle attività progettuali relative a:
i) programmi di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale finanziati con il Piano Nazionale Complementare;
ii) investimenti PNRR «Partenariati estesi a università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca» e «Potenziamento strutture di ricerca e creazione di campioni nazionali di R&S su alcune Key enabling technologies». L'intervento prevede la scelta di indicatori chiave di prestazione (KPI), che costituiscono il filtro necessario per sostenere finanziariamente solo quei progetti che presentino un livello qualitativo «misurabile» in termini Pag. 79di sostenibilità ed efficienza, in coerenza con gli standard europei.
A tale fine è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca con una dotazione di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
La relazione annuale enuncia i progressi compiuti nel 2024 nel settore dell'istruzione e la formazione superiore nel paragrafo III.2.1. In apertura, in relazione agli obiettivi perseguiti in questo settore di politiche pubbliche, il Governo riporta alcuni dati dai quali emerge che negli ultimi anni l'Italia ha visto migliorare le proprie performance sia in termini di percentuale di diplomati secondari e terziari, che in termini di tasso di abbandono scolastico, che, infine, in termini di pervasività del fenomeno dei NEET (giovani né in formazione, né occupati, né alla ricerca di occupazione).
Le misure citate dal Governo nel capitolo in questione possono essere suddivise nei seguenti ambiti: rafforzamento del corpo docente e delle sue competenze; potenziamento dei servizi di tutoring e orientamento scolastico e universitario, e altre misure di sostegno al diritto allo studio; miglioramento delle conoscenze degli studenti; raccordo tra offerta formativa e tessuto produttivo; potenziamento e internazionalizzazione del sistema della formazione superiore e della ricerca.
In particolare il Governo afferma che «al fine di migliorare la qualità del sistema d'istruzione, è stata avviata la riforma del modello di assunzione dei docenti».
Ci si attende che, entro il 2026, 70.000 nuovi docenti, reclutati a tempo indeterminato secondo il nuovo modello, siano inseriti nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria, sia su posto comune che a sostegno degli studenti con disabilità. È prevista la riduzione del precariato e l'istituzione di percorsi di formazione continua e incentivi professionali.
A tale riguardo viene in rilievo, la riforma 2.1 della M4C1 del PNRR, in tema di «Riforma del sistema di reclutamento dei docenti». Essa è stata attuata con i seguenti provvedimenti normativi: articolo 58 e articolo 59 del decreto-legge n. 73 del 2021 (che hanno inciso su mobilità degli insegnanti, nomina dei docenti di posto comune e di sostegno e semplificazione delle procedure concorsuali del personale docente); articolo 44 e articolo 46 del decreto-legge n. 36 del 2022 (che sono intervenuti rispettivamente in materia di formazione iniziale e continua dei docenti delle scuole secondarie e semplificazione della procedura di reclutamento degli insegnanti); e articolo 38 del decreto-legge n. 115 del 2022 (attinente a incentivi e progressioni di carriera dei docenti).
Sul fronte specifico della formazione continua dei docenti, il Governo rappresenta che è stata stipulata la convenzione tra il Ministero dell'istruzione e del merito e l'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE) per l'erogazione di corsi di alta formazione dei docenti con incarichi di collaborazione a supporto del sistema organizzativo dell'istituzione scolastica e della dirigenza scolastica. Essa permetterà negli intendimenti del Governo l'avvio di una Scuola di Alta formazione e formazione obbligatoria per dirigenti scolastici, docenti, personale tecnico e amministrativo prevista nel PNRR. Viene in rilievo, in proposito, il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 113 del 6 giugno 2024, relativo al percorso iniziale del primo ciclo triennale della formazione continua.
Il Governo riporta, inoltre, che la legge di bilancio per il 2025 ha disposto, in aggiunta, l'incremento del numero degli insegnanti di sostegno per gli anni scolastici 2025-2026 e 2026-2027, per assicurare la continuità didattica per gli alunni con disabilità. Sul fronte della formazione superiore, il Governo ricorda che sono state introdotte specifiche disposizioni (con il decreto-legge n. 160 del 2024) per garantire il regolare svolgimento delle procedure di abilitazione scientifica nazionale e promuovere le politiche di reclutamento del personale docente che possano rafforzare l'organico dei docenti e conferire continuità al sistema.
Il Governo ribadisce la volontà di assicurare che, per la fine del 2025, circa Pag. 80650.000 unità di personale scolastico avranno partecipato a corsi di formazione, mentre 100.000 classi saranno trasformate in ambienti di apprendimento innovativi. Inoltre, si prevede la creazione di poli territoriali tra scuole che erogheranno percorsi formativi innovativi sulla transizione digitale. Il proposito, è richiamato l'avviso pubblico (prot. n. 152374 del 28 ottobre 2024), in attuazione del decreto ministeriale n. 212 del 16 ottobre 2024.
Per quanto concerne i servizi del cosiddetto tutoring e l'orientamento scolastico e universitario, il Governo afferma in relazione al potenziamento dei servizi di tutoring nell'anno scolastico 2023/2024 risultano abilitati 40.815 docenti tutor e 2.375 docenti orientatori.
Il Governo evidenzia che per potenziare il ruolo dei docenti tutor e orientatori scolastici, è stato adottato il decreto Ministeriale n. 231 del 15 novembre 2024 che contribuisce ad accelerare la formazione e l'assegnazione di tale personale per l'a.s. 2024-25, con circa 260 milioni, sulle risorse della legge di bilancio 2023 e sul Programma operativo complementare «Per la Scuola» 2014-2020.
Il Governo conferma l'impegno del Paese a sostenere l'incremento della percentuale di individui con un titolo di istruzione superiore, mediante specifiche misure, tra cui:
l'attivazione di percorsi di orientamento per la transizione scuola-università, finalizzati a favorire una scelta consapevole degli studi universitari degli studenti e ridurre l'abbandono degli studi universitari (nell'ambito dell'Investimento 1.6 della Missione M4C1.1, si prevede uno stanziamento di 250 milioni);
il finanziamento di 8 milioni annui, nel triennio 2024 – 2026, per piani per l'orientamento e il tutorato e piano lauree scientifiche. Vi rientrano i piani per l'orientamento alle STEM e i corsi di studio nell'ambito digitale; tali risorse sono destinate a reti di Università sulla base di proposte progettuali che sviluppino azioni di orientamento, tutorato, laboratori, autovalutazione e recupero delle conoscenze, formazione dei docenti della Scuola per: aumentare le iscrizioni e ridurre i tassi d'abbandono; promuovere l'equilibrio di genere nelle classi dei corsi di studio; ridurre gli ostacoli all'iscrizione e alla frequenza dell'Università dovuti alla condizione socio economica o alla disabilità degli studenti;
l'introduzione di incentivi alle iscrizioni alle classi di laurea STEM (con un finanziamento di 9 milioni annui), sulla base delle linee generali di indirizzo del sistema universitario per il triennio 2024-2026 (decreto ministeriale n. 773 del 10 giugno 2024). Tali risorse sono destinate a reti di Università sulla base di proposte progettuali che sviluppino azioni di orientamento, tutorato, laboratori, autovalutazione e recupero delle conoscenze, formazione dei docenti della Scuola per: aumentare le iscrizioni e ridurre i tassi d'abbandono; promuovere l'equilibrio di genere nelle classi dei corsi di studio; ridurre gli ostacoli all'iscrizione e alla frequenza dell'Università dovuti alla condizione socio economica o alla disabilità degli studenti; la misura era già prevista nel periodo 2021 – 2023 ed è stata estesa all'ambito delle «Arts». L'attivazione di assegni di tutorato e per attività didattiche integrative (6 milioni annui), per studenti iscritti alle lauree magistrali e ai corsi di dottorato per incentivare il tutorato tra pari;
l'introduzione di interventi per il supporto psicologico (37 milioni) e l'inclusione (35 milioni) degli studenti universitari (decreto ministeriale n. 1170 del 2024), le cui risorse vanno a integrare quelle stanziate per l'attuazione della Programmazione Triennale 2024 – 2026 da utilizzare entro l'a.a. 2026/2027 per il benessere degli studenti, il supporto psicologico, per l'orientamento in uscita, per contribuire alle spese sanitarie degli studenti fuori sede, per l'attivazione di servizi anti-violenza e, in generale, per tutti gli interventi a favore dell'inclusione;
interventi volti a sostenere l'iscrizione degli studenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati (sono completamente esonerati dal pagamento dei contributiPag. 81 universitari gli studenti con ISEE inferiore a 22.000 euro ed è prevista una riduzione del contributo richiesto agli studenti con ISEE inferiore a 30.000 euro);
ulteriori interventi per studenti con disabilità e DSA (13 milioni annui per le università e 3 milioni annui per le Istituzioni AFAM).
Il Governo segnala che: i) per quanto riguarda l'accesso alle borse di studio, sono stati aumentati (con i decreti direttoriali n. 180 e n. 181 del 20 febbraio 2025) gli importi minimi delle borse e i limiti massimi ISEE e ISPE per l'accesso ai benefici relativi al diritto di studio; ii) sono state adottate ulteriori misure per sostenere il diritto allo studio degli studenti universitari con disabilità gravissima, nonché a favore degli studenti con disabilità delle Istituzioni AFAM.
Nell'ambito dell'avanzamento della realizzazione degli interventi del programma «Agenda Sud», per il superamento dei divari territoriali nei servizi e nelle opportunità di istruzione, il Governo riferisce che sono stati adottati obiettivi specifici di integrazione e potenziamento delle aree disciplinari di base, con riferimento al I e II ciclo.
In più, è stato avviato il progetto denominato «Agenda Nord», rivolto alle istituzioni scolastiche statali primarie, secondarie di primo e di secondo grado delle regioni centro-settentrionali.
Nel Documento si afferma, altresì, l'intenzione di procedere nell'attuazione della misura PNRR denominata «Nuove competenze e nuovi linguaggi», secondo l'assegnazione delle risorse operata ad aprile 2023 (con il decreto ministeriale n. 65 del 12 aprile 2023), che prevede 600 milioni per la realizzazione di attività volte a sviluppare le competenze STEM e linguistiche degli studenti, 150 milioni per percorsi formativi di lingua e di metodologia finalizzati al potenziamento delle competenze linguistiche dei docenti. In particolare, sono stati destinati 30 milioni (con il decreto ministeriale n. 258 del 2024) alle istituzioni scolastiche del secondo ciclo per la realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento sulle discipline STEM per la realizzazione di Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (PCTO) sulle discipline STEM tramite esperienze di mobilità nazionali e internazionali.
Con riferimento allo stato di attuazione della riforma degli ITS Academy, il Governo riferisce che a fine 2024 sono state rilevate 147 «ITS Academy» e 1.825 percorsi formativi avviati dal 2015, a valere su 46.612 iscritti. Al fine di rispettare l'obiettivo PNRR previsto per la fine del 2025, relativo al numero di studenti iscritti agli ITS, sono state attribuite ulteriori risorse agli ITS, che abbiano attivato almeno un percorso formativo nell'anno 2023, per il potenziamento dei laboratori e dell'offerta formativa.
Inoltre, il Governo rappresenta di aver stanziato ulteriori risorse (con il decreto-legge n. 160 del 2024, e da ultimo, con il decreto-legge n. 45 del 2025) per l'internazionalizzazione degli ITS, anche nell'ambito del «Piano Mattei».
Il Governo riferisce poi di aver ha dato attuazione alla riforma dell'istruzione tecnica per l'a.s. 2025-2026 (con il decreto ministeriale n. 269 del 31 dicembre 2024). Sono stati aggiornati i profili dei curricula vigenti degli istituti tecnici e definiti i percorsi di studio che permettano l'accesso agli ITS.
Il Governo rappresenta che, nell'ambito dell'istruzione tecnica e professionale, sono stati previsti, a livello regionale e interregionale, i «Patti educativi» 4.0' per l'integrazione e la condivisione delle risorse professionali, logistiche e strumentali di cui dispongono gli istituti tecnici e professionali, le imprese, gli enti di formazione accreditati dalle regioni, gli ITS Academy, le università e i centri di ricerca, anche attraverso la valorizzazione dei poli tecnico-professionali e dei patti educativi di comunità, nonché la programmazione di esperienze laboratoriali condivise, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. Sono definiti i processi di internazionalizzazione degli istituti tecnici che attestinoPag. 82 le competenze linguistiche, con riguardo al settore produttivo di riferimento.
Il Governo evidenzia, inoltre, di aver «portato avanti l'attuazione della riforma della filiera formativa tecnologico-professionale professionale, come previsto dal PNRR».
In proposito, si segnala che la legge n. 121 del 2024 ha istituito, introducendo l'articolo 25-bis del decreto-legge n. 144 del 2022, la filiera formativa tecnologico-professionale, con una previsione che, pur non costituendo un obiettivo PNRR, si collega, accompagnandola, alla riforma degli istituti tecnici e professionali prevista dal PNRR (Missione 4, Componente 1 – Riforma 1.1), per potenziare l'offerta dei servizi di istruzione, in una logica complessiva di riordino dei percorsi formativi tecnici e professionali rispetto alle nuove necessità socioeconomiche, incentrato sulla connessione fra istruzione, formazione e lavoro e sulla valorizzazione delle esigenze dei territori.
In tale contesto con la legge di bilancio per il 2025 (in particolare, con l'articolo 1, comma 566) sono stanziate risorse per il «Fondo per la promozione dei campus della filiera formativa tecnologico-professionale». Tali risorse sono utilizzate per la progettazione e realizzazione degli interventi infrastrutturali all'interno dei campus.
Con riferimento all'istituzione del liceo del made in Italy il documento rileva un incremento del 10 per cento nelle iscrizioni al Liceo made in Italy per l'anno scolastico 2025/2026 rispetto al precedente, mentre si sta procedendo anche alla riforma del sistema di governance, reclutamento e organizzazione dell'università e alla riforma dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN).
In tale processo, si prevede una revisione dei meccanismi di finanziamento delle università, ivi comprese le modalità di riparto annuale del «Fondo di finanziamento ordinario delle università» (FFO). Tale intervento mira a introdurre un sistema di pianificazione ed efficiente programmazione di medio periodo delle risorse, che tenga conto dei fabbisogni individuati dai singoli atenei e che consenta una più efficace realizzazione dei loro obiettivi (didattica, ricerca, terza missione) anche su base pluriennale.
La razionalizzazione delle risorse e delle spese sarà estesa a tutte le tipologie di finanziamento, ascrivibili anche al settore della ricerca scientifica, di base e applicata, al fine di consentire, tramite la programmazione a monte degli interventi di allocazione delle risorse, una più efficace realizzazione degli obiettivi (didattica, ricerca, terza missione) dei singoli atenei anche su base pluriennale.
Nel Documento il Governo riferisce, altresì, che con la riforma delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria, è stato introdotto un nuovo modello di selezione basato sul cosiddetto «semestre filtro», già a partire dall'anno accademico 2025/2026. Tale sistema mira a garantire un equilibrio tra il diritto allo studio, la qualità della formazione e le esigenze di sostenibilità del SSN.
Con riferimento alle misure per l'internazionalizzazione e l'attrattività del sistema della formazione superiore in linea con le iniziative per la creazione di uno spazio europeo dell'istruzione e con il Piano d'azione per l'educazione digitale (2021-2027), assumono particolare importanza le misure volte a ripensare l'istruzione e la formazione per l'era digitale e a favorire l'apertura e la cooperazione internazionale, tra cui l'investimento Didattica e competenze universitarie avanzate del PNRR.
In relazione ai progressi conseguiti nella sua attuazione, il Governo informa in particolare che: i) per i dottorati dedicati alle transizioni digitali e ambientali, sono stati ripartiti 35 milioni relativamente agli anni accademici 2022-2023, 2023-2024 e 2024-2025, assegnando 500 borse di studio nell'arco dei tre cicli; ii) per i progetti d'internazionalizzazione degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, che mirano a valorizzare la rete AFAM e a favorirne l'internazionalizzazione, risultanoPag. 83 ammesse a finanziamento 30 proposte progettuali, con risorse pari a circa 87 milioni.
È stata ampliata – con una modifica legislativa introdotta dall'articolo 18 del decreto-legge n. 19 del 2024, cui è stata data attuazione con decreto ministeriale n. 637 del 30 aprile 2024 – la platea dei potenziali destinatari delle assunzioni e delle chiamate dirette di studiosi da parte delle università e degli enti pubblici di ricerca (finanziate con le risorse dell'investimento M4C2-1.2 del PNRR), a cui sono assegnati fondi per lo svolgimento di specifici progetti di ricerca.
Nell'ambito di tale investimento, il Governo riferisce che sono in corso di finalizzazione i finanziamenti assegnati a giovani ricercatori (vincitori di MSCA e destinatari di un SoE che hanno presentato una proposta progettuale in risposta all'avviso pubblico emanato con decreto direttoriale n. 201 del 3 luglio 2024), mentre è in fase di assegnazione il finanziamento di contratti di ricerca a ricercatori per un importo totale di 37,5 milioni, per l'assunzione di almeno 250 giovani ricercatori post-dottorato.
In attuazione del medesimo investimento, con decreto direttoriale n. 72 del 7 aprile 2025 è stato pubblicato un avviso per 50 ricercatori nell'ambito dei programmi Horizon 2020 e Horizon Europe, attualmente in servizio presso una Host Institution estera. L'Avviso, attraverso il finanziamento di 50 posizioni, per un totale di 50 milioni, è rivolto ai ricercatori Principal Investigators, vincitori di un bando ERC Starting Grant o ERC Consolidator Grant nell'ambito dei programmi Horizon 2020 e Horizon Europe.
Inoltre, mediante la «Strategia per l'internazionalizzazione del sistema italiano della formazione superiore per Università e istituti dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica – Triennio 2024-2026» (di cui al decreto ministeriale n. 1122 del 1° agosto 2024), il Governo afferma di mirare a sostenere il coinvolgimento attivo dei giovani professionisti nella ricerca e la collaborazione internazionale. Il piano, che si avvale delle cosiddette Alleanze Universitarie e di strumenti di integrazione degli studenti internazionali nel sistema Paese, mira ad aumentare l'ingresso di studenti e ricercatori stranieri, le collaborazioni accademiche e i programmi internazionali delle istituzioni italiane. Infine, per consentire agli studenti universitari di rendere più flessibile e personalizzabile il proprio piano di studi individuale, la legge di bilancio 2024 (articolo 1, commi 312-314, della legge n. 213 del 2023) ha istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca, il Fondo per l'Erasmus italiano, con una dotazione di 3 milioni per l'anno 2024 e 7 milioni per l'anno 2025.
In attuazione della predetta disposizione, è stato adottato il decreto ministeriale n. 548 del 28 marzo 2024, recante «Modalità di utilizzo del Fondo per l'Erasmus italiano».
Infine nell'ambito degli interventi socio-educativi per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno, il Documento afferma che si procede l'attuazione degli investimenti di circa 220 milioni nell'ambito delle risorse del PNRR per combattere la povertà educativa e migliorare l'istruzione (Missione, 5, Investimento 3). Tale investimento mira a sostenere progetti e iniziative degli operatori del Terzo Settore nelle regioni del Mezzogiorno, migliorando l'offerta pubblica di servizi socio-educativi per almeno 44.000 minori per diverse fasce d'età entro giugno 2026, al fine di contrastare la dispersione e l'abbandono scolastico. Nel 2025 saranno messi a bando i residuali 60 milioni del Piano (che si vanno a sommare ai 60 milioni stanziati nel 2022, ai 50 milioni del 2023 e ai 50 milioni del 2024).
Il Documento riporta inoltre che con il decreto-legge n. 60 del 2024 (cosiddetto Coesione), si è prevista l'allocazione di ulteriori 200 milioni per l'istruzione e il contrasto alla povertà educativa da utilizzare nelle regioni meno sviluppate. In particolare, l'articolo 29, comma 1, al fine di ridurre i divari territoriali e infrastrutturali nelle attuali sette regioni meno sviluppate, ha autorizzato un piano da 200 milioni, a valere sulle risorse del Programma nazionale «Scuola e competenze», periodo Pag. 84di programmazione 2021-2027, per il potenziamento delle infrastrutture per lo sport nelle scuole.
Con il medesimo decreto-legge n. 60 del 2024, si è dato avvio a un Piano d'azione da 488 milioni per finanziare iniziative di potenziamento culturale nelle sette regioni meridionali, nell'ambito delle risorse del Programma Nazionale per la Cultura 2021-2027. Nello specifico, l'articolo 34 ha previsto l'adozione, con decreto del Ministro della cultura, di uno specifico Piano di azione contenente l'individuazione della tipologia delle iniziative da ammettere a finanziamento nelle sette regioni del Mezzogiorno. In particolare, il Piano è finalizzato a sviluppare e rafforzare le iniziative di rivitalizzazione e rifunzionalizzazione dei luoghi della cultura, di promozione della creatività e della partecipazione culturale, di rigenerazione socio-culturale di aree urbane caratterizzate da marginalità sociale ed economica, di riqualificazione energetica e di prevenzione e messa in sicurezza dai rischi naturali dei luoghi della cultura, di promozione delle imprese nei settori culturali e creative. Il menzionato Piano d'azione è stato adottato con il decreto interministeriale n. 10 del 17 gennaio 2025.
Infine segnala che fra i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria di competenza della Commissione Cultura sono previsti i seguenti provvedimenti:
Misure di sostegno alla filiera dell'editoria libraria;
Delega per la revisione della gestione dei diritti audiovisivi, connessi agli eventi e ai contenuti, e per lo sviluppo delle infrastrutture in ambito sportivo;
Disposizioni in materia di semplificazione ed efficientamento del sistema nazionale di istruzione;
Disposizioni in materia di valorizzazione del patrimonio edilizio scolastico;
Revisione delle modalità di accesso, di valutazione e di reclutamento del personale ricercatore e docente universitario.
Formula, quindi, una proposta di parere favorevole con osservazioni sul documento di finanza pubblica in esame (vedi allegato 1).
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che il gruppo parlamentare Partito Democratico – Italia Democratica e progressista (vedi allegato 2) e il gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle (vedi allegato 3) hanno presentato proposte alternative di parere.
Avverte che le proposte alternative di parere saranno poste in votazione solo in caso di reiezione della proposta di parere del relatore, mentre in caso di approvazione della proposta di parere del relatore si intenderanno precluse e non saranno, pertanto, poste in votazione.
Irene MANZI (PD-IDP) intervenendo in dichiarazione di voto evidenzia che, come si evince dalla proposta di parere alternativa presentata dal gruppo del Partito Democratico sussistono pesanti criticità e riserve sul Documento di finanza pubblica presentato dal Governo.
Nel ritenere che le osservazioni contenute nella proposta di parere elaborata dal relatore non siano sufficienti ad affrontare le forti criticità, evidenzia come nei settori di competenza della Commissione cultura quali la scuola, l'università e la ricerca, la cultura e lo sport il Documento del Governo non prospetta alcun intervento adeguato a sostegno di tali settori confermando, in realtà, un generale disinvestimento quale, ad esempio, il taglio previsto all'organico dei docenti dell'autonomia e ai posti del personale amministrativo tecnico e ausiliario della scuola.
Al riguardo ricorda che il suo gruppo ha presentato sia proposte di legge che numerose proposte emendative purtroppo mai prese in considerazione dalla maggioranza, anche nel corso dell'esame dell'ultima legge di bilancio.
Nel ritenere che il Documento di finanza pubblica sia privo di obiettivi e di una visione strategica nei settori richiamati, osserva come risultino decisamente inadeguate le risorse finanziarie destinate Pag. 85al rinnovo dei contratti che evidentemente sono assolutamente insufficienti a tutelare il potere d'acquisto delle retribuzioni del personale della scuola.
La medesima osservazione circa l'insussistenza di adeguate risorse finanziarie può essere rivolta anche rispetto ai tagli relativi al Fondo di finanziamento ordinario destinato alle università che sono chiamate a svolgere compiti ulteriori nonché alla riforma relativa ai meccanismi di accesso alle facoltà di medicina e chirurgia. Ribadisce inoltre forti riserve anche sulle misure attualmente previste per il cosiddetto welfare studentesco.
Osserva altresì che anche per il settore della cultura il Documento di finanza pubblica non reca misure e investimenti strategici nonostante il Governo abbia introdotto nel recente decreto-legge cultura il cosiddetto piano Olivetti che pure aveva obiettivi assai ambiziosi.
Evidenzia pertanto che le stesse osservazioni assai deboli e blande inserite nella proposta di parere elaborata dal relatore testimoniano la presenza di notevoli vincoli di finanza pubblica sulle misure preannunciate dal Governo.
Nel ritenere quindi che senza adeguate risorse finanziarie non si possa invertire la tendenza negativa che contraddistingue gli investimenti e le misure nei settori dell'istruzione, dell'università e della ricerca nonché quello della cultura ribadisce un orientamento decisamente contrario del Partito Democratico sulla proposta di parere della maggioranza preannunciando altresì che il suo gruppo terrà un atteggiamento di forte critica sui provvedimenti del Governo che rappresentano evidentemente solo degli interventi spot e di tipo propagandistico.
Nel rinviare alle forti considerazioni critiche contenute nella proposta alternativa di parere del gruppo del Partito democratico ritiene che i provvedimenti adottati dal Governo, a partire dal decreto-legge Cultura attualmente all'esame del Senato, non potranno incidere minimamente sui richiamati settori, che richiederebbero ben altre misure.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo in dichiarazione di voto, preannuncia il voto contrario a nome del proprio gruppo sulla proposta di parere con osservazioni formulata dal relatore e, pertanto, il voto favorevole sulle proposte di parere alternative presentate, qualora esse siano poste in votazione.
Rileva che il parere del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra sul provvedimento in esame è profondamente negativo, a causa della completa assenza di contenuti del documento di finanza pubblica 2025 con riferimento ai settori di competenza della Commissione. In particolare, osserva che non si comprendono quali siano i traguardi, gli obiettivi che il Governo intende realizzare e, soprattutto, che mancano gli investimenti necessari a rafforzare le politiche in materia di istruzione, di cultura e, più in generale, quelle dedicate ai giovani. A tale riguardo, afferma che l'attuale momento storico è assai difficile per le giovani generazioni, le quali lasciano l'Italia in percentuale sempre crescente tanto che nel 2024 è stato raggiunto il record di emigrazione.
Sostiene, quindi, che date tali premesse sarebbe lecito aspettarsi maggiori investimenti, invero assenti, da parte del Governo sull'istruzione, sull'università, sulle politiche giovanili. Ricorda che il sistema dell'istruzione presenta notevoli criticità: i bassi salari degli insegnanti italiani, l'insufficiente copertura sul territorio nazionale del tempo pieno, l'elevato numero di studenti per classe che rende difficile l'attuazione di una didattica innovativa individualizzata, l'assenza o l'eccessiva onerosità per le famiglie di tanti servizi.
Per quanto riguarda l'università, lamenta l'assenza di garanzie per il diritto allo studio, sottolineando come neanche i fondi del PNRR stanno producendo i risultati sperati circa la realizzazione delle residenze per studenti universitari. Inoltre, rileva che circa il cinquanta per cento dei posti di lavoro all'interno delle università e degli enti di ricerca sono occupati da personale precario, mancando le risorse sia per la loro stabilizzazione sia per l'indizione di procedure di concorso volte al reclutamento di ricercatori in tenure track, cioè destinati a poter essere confermati in Pag. 86ruolo dentro alle università, divenendo prima professori associati e poi professori ordinari.
Ribadisce, quindi, con forza il voto contrario alla proposta di parere formulata dal relatore sul documento di finanza pubblica in esame, non essendovi traccia di nessun nuovo investimento o aumento reale delle risorse, ciò che avrà delle ripercussioni negative per il Paese. Al riguardo, osserva che l'Italia è un paese preoccupatissimo per l'immigrazione di cittadini stranieri e molto poco per l'emigrazione di tantissimi giovani italiani, spinti ad intraprendere tale strada a causa dell'assenza degli strumenti necessari per costruirsi una vita dignitosa nel nostro paese.
Infine, critica l'assenza di visione da parte del Ministero della cultura nonché gli errori accumulati dall'inizio della legislatura, lamentando come anche per la cultura non siano previste dal documento di finanza pubblica in esame le risorse che invece sarebbero necessarie per invertire la rotta e ritenendo per nulla risolutive di nessuno dei problemi da lei indicati le misure di aggiustamento contenute nella proposta di parere del relatore. Afferma, in conclusione, il proprio impegno anche in Aula affinché il documento di finanza pubblica venga profondamente modificato.
Antonio CASO (M5S), intervenendo in dichiarazione di voto, preannuncia il voto contrario a nome del proprio gruppo sulla proposta di parere con osservazioni formulata dal relatore, poiché la proposta di parere alternativa presentata indica una prospettiva diversa rispetto a quella contenuta nel documento di finanza pubblica nonché, più in generale, nell'azione del Governo.
In particolare, rileva che la proposta alternativa di parere prevede che possa essere raggiunto quanto prima l'obiettivo di spendere per l'istruzione il cinque per cento del prodotto interno lordo, allineando così l'Italia con la media dei Paesi OCSE. Stigmatizza, quindi, i tagli alle risorse in materia di istruzione, che non consentiranno il turnover di personale, ed al fondo di finanziamento ordinario delle università operati dal Governo in un contesto di difficoltà economica ove lo stipendio dei docenti è eroso notevolmente dall'inflazione senza che gli aumenti contrattuali siano stati in grado di recuperare che meno della metà del potere d'acquisto.
Lamenta la forte precarietà in ambito scolastico ed universitario nonché il rischio di non raggiungere gli obiettivi del PNRR come, ad esempio, quello relativo agli asili nido, già ridimensionato rispetto a quello originariamente stabilito, e quello sulla realizzazione di un certo numero di alloggi per gli studenti universitari fuori sede, che pure sarebbe opportuno conseguire per fronteggiare anche solo parzialmente il tema del caro-affitti.
Inoltre, afferma che le riforme adottate in materia d'istruzione, come quella sulla filiera formativa tecnologico-professionale, sul voto in condotta e sull'indirizzo liceale del made in Italy, non sono realmente utili, essendo in realtà finalizzate a promuovere una sorta di pensiero ideologico all'interno della comunità scolastica, consistente nell'assoggettamento della scuola alle esigenze del mondo produttivo.
Per quanto attiene alla cultura, sostiene che il documento di finanza pubblica e l'azione del Governo rendono tale settore marginale quando invece sarebbe necessario procedere ad attuare la delega conferita al Governo per l'emanazione del Codice dello spettacolo nonché adottare interventi concreti a sostegno dei lavoratori di tale settore, colpiti anch'essi dalla precarietà. Lamenta che, nonostante l'industria culturale e creativa dovrebbe rappresentare uno dei punti di forza dell'economia italiana, da sostenere con adeguati investimenti, non sono stati assunti interventi sul cosiddetto tax credit nonostante il settore del cinema sia ormai vicino al collasso.
Infine, nel sostenere l'importanza e l'urgenza di promuovere l'accesso alla cultura da parte dei giovani e di valorizzare appieno il patrimonio culturale italiano, stigmatizza l'assenza di risorse e di una strategia chiara, reputando insufficienti le osservazioni contenute nella proposta di parere favorevole formulata dal relatore come, ad esempio, quella relativa all'opportunità di prevedere una detrazione fiscale per le Pag. 87spese sostenute per l'acquisto dei libri di testo per le famiglie con figli iscritti nelle scuole di I e II grado. A tale proposito ricorda che il MoVimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge volta ad istituire la cosiddetta dote educativa che, nell'attuale contesto di inflazione crescente e di erosione del potere d'acquisto, consentirebbe alle famiglie italiane di acquistare tutto il materiale necessario per garantire il diritto allo studio dei propri figli.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazioni formulata dal relatore (vedi allegato 1).
Federico MOLLICONE, presidente, comunica che, a seguito dell'approvazione della proposta di parere del relatore risultano precluse le proposte alternative di parere presentate dai gruppi Partito Democratico e MoVimento 5 stelle, che non saranno pertanto poste in votazione.
Modifica all'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 883, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea (UE) e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio (EFTA).
C. 1042 e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Grazia DI MAGGIO (FDI), relatrice, riferisce che la VII Commissione Cultura è chiamata ad esprimere un parere, alla XII Commissione Affari sociali, sul testo della proposta di legge C. 1042 recante modifica all'articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea (UE) e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio (EFTA) e sulle abbinate proposte di legge C. 1415 Di Sanzo e C. 1998 Onori.
Ricorda che nella seduta del 31 luglio 2024, la XII Commissione ha deliberato di adottare quale testo base per il seguito dell'esame la proposta di legge C. 1042. La proposta di legge, come risultante dalle proposte emendative approvate dalla XII Commissione in sede referente, consta di quattro articoli.
Osserva che l'articolo 1, comma 1, prevede che gli utenti iscritti all'Anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE), di cui all'articolo 1 della legge 27 ottobre 1988, n. 470, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea (UE) e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio (EFTA), sono iscritti presso l'unità sanitaria locale presente all'interno del territorio che raccoglie le loro schede individuali o, in mancanza, presso il domicilio di soggiorno. Il comma 2 precisa che il rilascio della tessera sanitaria nazionale, valida sul territorio italiano, nei confronti dei cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), in Paesi che non appartengono all'Unione europea (UE) e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio (EFTA) è subordinato al versamento del contributo disciplinato dall'articolo 2.
L'articolo 1, comma 3, aggiunge un ulteriore comma all'articolo 7 della legge 7 agosto 1982, n. 526 al fine di escludere l'applicazione delle disposizioni di tale articolo ai cittadini residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea (UE) e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio (EFTA).
Evidenzia che l'articolo 2 stabilisce che l'ammontare del contributo per l'accesso alle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) dei cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) in Paesi che non appartengono all'Unione europea (UE) e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio (EFTA) è determinato in duemila euro su base annua, non frazionabile, con decorrenza dalla data di rilascio della Pag. 88tessera sanitaria nazionale di cui all'articolo 1, comma 2.
Il comma 2 prevede l'esonero dal pagamento del contributo di cui al comma 1 per i cittadini minorenni iscritti all'AIRE, residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambio, purché almeno un genitore o il tutore legale abbia fatto richiesta di rilascio della tessera sanitaria nazionale, conformemente a quanto previsto dall'articolo 1.
Sottolinea che il comma 3 specifica che il mancato versamento del contributo di cui al comma 1 comporta la messa in mora dell'utente e la conseguente sospensione dell'accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. In assenza del versamento del contributo di cui al comma 1 è previsto il divieto di erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale di prestazioni sanitarie programmabili e non urgenti.
Il comma 4 dispone che, in caso di rinuncia, l'accoglimento di una nuova richiesta di accesso è subordinato al versamento dei contributi dovuti per il periodo intercorrente tra la rinuncia e la nuova richiesta di accesso, maggiorati degli interessi legali.
Infine, l'articolo 2, comma 5, stabilisce che il contributo di cui al comma 1 è versato all'atto della richiesta dai soggetti interessati mediante gli strumenti di pagamento previsti dall'articolo 5 del Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e affluisce direttamente ai bilanci delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano ove insiste l'unità sanitaria locale di cui all'articolo 1, comma 1.
Rileva che l'articolo 3, comma 1, fissa l'entrata in vigore della presente legge il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. L'articolo 3, comma 2, attribuisce ad un decreto del Ministro della salute, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, il compito di specificare le modalità attuative per l'accesso al Servizio sanitario nazionale per i cittadini italiani regolarmente iscritti all'Aire residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscono all'Associazione europea di libero scambi, gli aspetti relativi al procedimento amministrativo correlato e l'attività di monitoraggio degli effetti derivanti dalla presente legge. L'articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria.
Formula, quindi, una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato 4).
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
La seduta termina alle 14.35.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 23 aprile 2025. — Presidenza del presidente Federico MOLLICONE. – Interviene il sottosegretario di Stato per la cultura Gianmarco Mazzi.
La seduta comincia alle 14.35.
Sulla pubblicità dei lavori.
Federico MOLLICONE, presidente, il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Schema di decreto legislativo recante disciplina delle nuove modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria.
Atto n. 263.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
Fabio ROSCANI (FDI), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere, entro il 9 maggio 2025, un parere, ai sensi dell'articolo 143, comma 4 del Regolamento, sullo schema di decreto legislativo recante la disciplina delle nuove modalità Pag. 89di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria in attuazione della delega legislativa di cui all'articolo 2, comma 1 e comma 2, lettere a), b), c), d), e), i) e l) della legge 14 marzo 2025, n. 26.
L'Atto è stato trasmesso alle Camere l'8 aprile 2025 ai fini dell'acquisizione del parere delle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge n. 26 del 2025. Allo schema di decreto sono allegate la relazione illustrativa e la relazione tecnica.
Si tratta del primo provvedimento attuativo della legge 14 marzo 2025, n. 26, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 2025 ed entrata in vigore il 2 aprile 2025, il cui obiettivo è avviare, in maniera piena ed immediata, la riforma delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria (LM-41, LM-46, LM-42) con l'inizio dell'anno accademico 2025/2026.
Al riguardo osserva che lo schema di decreto legislativo reca l'attuazione di sette dei princìpi e criteri direttivi sulla base dei quali deve essere esercitata la delega sui tredici complessivi. I restanti sei saranno dunque attuati con successivi decreti legislativi attuativi, sempre su proposta del Ministro dell'università e della ricerca, in ragione della necessità di seguire un iter di adozione rafforzato, che prevede l'acquisizione del parere o del concerto di altri Ministeri ovvero della Conferenza Stato-regioni. L'attuazione di tali princìpi e criteri direttivi, per gli oggetti della delega cui si riferiscono, non si configura strettamente per consentire l'applicazione immediata della riforma, con l'avvio del primo semestre dell'anno accademico 2025/2026. Peraltro, l'articolo 9 dello schema di decreto in esame contiene una clausola di salvaguardia che conferma l'applicazione, sebbene spostata al termine del primo semestre, del vigente sistema ad accesso programmato (disciplinato dall'articolo 3 della legge n. 264 del 1999), nelle more dell'attuazione delle deleghe di cui alle lettere f), g) e h).
Gli elementi caratterizzati della riforma sono il superamento del test d'ingresso e l'introduzione di un nuovo modello di selezione basato sul cosiddetto «semestre filtro». Durante tale semestre gli studenti dovranno sostenere gli esami relativi ad una serie di discipline qualificanti comuni (per non meno di 18 CFU). L'ammissione al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria sarà subordinata al conseguimento di tutti i CFU previsti nel primo semestre, nonché alla collocazione in posizione utile nella graduatoria di merito nazionale; nel caso di mancata ammissione gli studenti potranno proseguire, anche in sovrannumero e vedendosi riconosciuti i CFU conseguiti, in un diverso corso di studi di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria, da indicare come propria seconda scelta già in occasione dell'iscrizione iniziale.
Venendo al contenuto dello schema di decreto segnala che esso si compone di undici articoli.
L'articolo 1 individua l'oggetto ed enuncia le finalità del decreto legislativo, statuendo che esso è volto a disciplinare le nuove modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia (LM-41), in odontoiatria e protesi dentaria (LM-46) e in medicina veterinaria (LM-42), al fine di garantire il potenziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN), la qualità della formazione e la sostenibilità del sistema universitario.
L'articolo 2 reca le definizioni rilevanti ai fini della corretta interpretazione e attuazione dello schema di decreto legislativo. La relazione illustrativa sottolinea che tra esse rileva, in particolare, la definizione di «semestre filtro», ossia il primo semestre successivo all'iscrizione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico di cui all'articolo 1, comma 1. Essa viene infatti qualificata come la principale e più rilevante novità dell'assetto di riforma poiché, superando la logica del test d'ingresso fondato sulla somministrazione di quiz che hanno dato modo di premiare maggiormente le capacità mnemoniche dei candidati o di chi Pag. 90avesse potuto fruire della preparazione di corsi privati, consentirà agli studenti, sulla base del nuovo modello così definito, di frequentare un primo semestre nei tre corsi di laurea magistrale a ciclo unico, nell'ambito del quale sarà possibile approfondire determinate discipline qualificanti comuni, sulle quali sarà verificato il possesso delle necessarie conoscenze mediante lo svolgimento di esami di profitto. Questo primo semestre è definito appunto «filtro» in quanto funzionale a selezionare, in base al livello di preparazione conseguito al termine del semestre nelle discipline oggetto di insegnamento, le persone che potranno continuare stabilmente i loro studi nel percorso avviato.
Occorre altresì evidenziare che l'articolo 2, ai soli fini dell'attuazione della delega in oggetto e alla luce delle peculiarità delle procedure di iscrizione previste, reca una distinzione tra i due concetti di iscrizione e di immatricolazione, essendo il primo riferito al semestre filtro ed il secondo all'iscrizione al primo semestre dei corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico diversi da quelli di cui all'articolo 1, comma 1, ovvero al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico di cui all'articolo 1, comma 1.
L'articolo 3 stabilisce i princìpi che sono alla base della nuova disciplina, precisando, al comma 1, che a decorrere dall'anno accademico 2025/2026 l'iscrizione al primo semestre dei corsi di laurea a ciclo unico LM-41, LM-46, LM-42, è libera. Il comma 2 del medesimo articolo 3, dispone che al fine di assicurare la sostenibilità per la frequenza ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico di cui al comma 1, le università, in caso di iscrizione al semestre filtro di un numero di studenti superiore alla propria capacità ricettiva, garantiscono adeguate modalità di erogazione della didattica. Come si evince anche dalla Relazione illustrativa, la norma demanda quindi all'autonomia universitaria il compito d'individuare, sulla base del numero degli studenti iscritti al semestre filtro, le modalità di erogazione della didattica più opportune, organizzando le attività formative, a seconda dei casi e nei limiti della normativa vigente, anche mediante l'integrazione tra didattica in presenza e modalità da remoto. Inoltre, dalla relazione tecnica emerge che la disposizione, nel porre a carico delle università gli oneri derivanti da iscrizioni superiori alla loro capacità recettiva, impone alle stesse di gestirle con le risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili e tramite il ricorso ad adeguate modalità di erogazione della didattica, intendendo implicitamente che il previsto «surplus» delle iscrizioni non venga in ogni caso ed in alcun modo a gravare sulla finanza pubblica.
L'articolo 4 disciplina le procedure di iscrizione. In particolare, il comma 1 stabilisce che, fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, della legge 12 aprile 2022, n. 33, ciascuno studente si iscrive al semestre filtro e, contemporaneamente, a uno dei corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria opzionabili come seconda scelta, anche in sovrannumero, anche in università diverse. La disposizione precisa che l'immatricolazione al primo semestre del secondo corso di studi, scelto tra quelli di cui al comma 3, è gratuita. Il comma 2 demanda allo studente, in sede di presentazione della domanda di iscrizione, la scelta delle sedi delle università, in numero da definire con il decreto ministeriale di cui comma 3, comunque non inferiore a cinque, secondo un ordine di preferenza, nelle quali è disposto a proseguire gli studi al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico a ciclo unico in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, nonché, in caso di mancata ammissione al secondo semestre, in uno dei corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico di cui al comma 3, secondo le procedure di cui all'articolo 6. Il comma 3 prevede che, con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, sentito il Consiglio universitario nazionale (CUN), da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate: le classi dei corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico di area biomedica, Pag. 91sanitaria, farmaceutica e veterinaria opzionabili come seconda scelta, tenuto conto degli obiettivi culturali e formativi comuni agli insegnamenti impartiti nel primo semestre; le modalità di iscrizione contemporanea; la durata del semestre filtro; lo status dello studente, ivi incluse le modalità di godimento dei benefici in materia di diritto allo studio; le modalità per consentire l'iscrizione a corsi di laurea diversi da quelli di cui al comma 1 e al presente comma, anche oltre il termine stabilito in via ordinaria dalle università. Il comma 4 dispone che l'offerta formativa del semestre filtro è erogata in deroga ai requisiti minimi di docenza richiesti in relazione alla numerosità massima delle classi dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico. Inoltre, le università possono prevedere attività didattiche integrative nell'ambito delle discipline qualificanti comuni oggetto di insegnamento nel semestre filtro. Il comma 5 puntualizza che l'iscrizione al semestre filtro è consentita per un massimo di tre volte. Il decreto ministeriale previsto dal comma 3 disciplina le modalità di rinuncia alla votazione conseguita negli esami di profitto sostenuti, purché la stessa venga esercitata prima della formazione della graduatoria di merito nazionale di cui all'articolo 6. La possibilità d'iscriversi – e quindi di ripetere – al semestre filtro per un massimo di tre volte, secondo la relazione illustrativa, è volta a consentire agli studenti di poter verificare fattivamente le proprie conoscenze, così da acquisire un bagaglio di competenze più strutturato. La medesima relazione, per come formulata, sembra subordinare la possibilità di ripetere (fino a tre volte) il semestre filtro alla necessaria rinuncia alla «votazione conseguita negli esami di profitto sostenuti». Questo parrebbe escludere l'eventualità che uno studente decida di ripetere il semestre ad esito del fatto di non essere risultato in posizione utile nella graduatoria: per averne conferma sarà necessario attendere l'adozione del decreto ministeriale attuativo.
L'articolo 5, al comma 1, in deroga a quanto previsto dall'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, demanda a un decreto del Ministro dell'università e della ricerca l'individuazione, nelle aree di scienze biologiche, chimiche e fisiche, delle discipline qualificanti comuni oggetto di insegnamento nel primo semestre delle classi dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, e delle classi dei corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico rientranti nell'area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria opzionabili come seconda scelta. Il decreto ministeriale è adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame, sentito il CUN. Il medesimo articolo 5, al comma 2, stabilisce che i programmi formativi del primo semestre di tutti i corsi sopra citati sono uniformi e coordinati a livello nazionale, garantendo l'armonizzazione dei piani di studio e un numero complessivo di CFU relativi alle discipline qualificanti comuni, da definire con il decreto di cui al comma 1, comunque non inferiore a diciotto. Secondo la Relazione illustrativa, l'armonizzazione dei piani di studio potrà avvenire sulla base di un Syllabus elaborato a livello nazionale, tale da consentire ai singoli Atenei di organizzare l'offerta formativa in modo flessibile, ancorché coordinato. La relazione tecnica, a conferma della compatibilità della previsione con le risorse previste a legislazione vigente, fa presente che le discipline qualificanti comuni, saranno trasversalmente caratterizzanti a tutti gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria e non dovranno necessariamente intendersi a frequenza obbligatoria, in quanto si tratta di discipline generiche di base, e non comprenderanno attività laboratoriali, che richiedono, invece, la partecipazione in presenza. In questo modo, i singoli Atenei potranno individuare sulla base del numero degli studenti che si iscriveranno al semestre filtro, le modalità di erogazione della didattica più opportune in base alla rispettiva capacità ricettiva e alle comuni esigenze formative. Nell'esercizio della loro autonomia, le università potranno pertanto organizzare le attività formative, a seconda Pag. 92dei casi, anche mediante l'integrazione tra didattica in presenza e modalità da remoto.
L'articolo 6, al comma 1, stabilisce che l'ammissione al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria è subordinata sia al conseguimento di tutti i CFU stabiliti per gli esami di profitto del semestre filtro sia alla collocazione in posizione utile nella graduatoria di merito nazionale, redatta dal Ministero sulla base del punteggio conseguito negli esami di profitto del semestre filtro. La norma specifica che le prove d'esame relative agli insegnamenti di cui si compone il semestre filtro sono svolte secondo standard e modalità di verifica uniformi definiti con il decreto ministeriale di cui all'articolo 4, comma 3. Il medesimo articolo 6, al comma 2, dispone che, in caso di ammissione al secondo semestre, ciascuno studente è immatricolato in una delle sedi universitarie indicate, secondo l'ordine di preferenza, espresso in sede di iscrizione, ovvero in un'altra sede, sulla base della ricognizione dei posti disponibili non assegnati. I criteri per la formazione della graduatoria di merito nazionale e le modalità di assegnazione delle sedi universitarie sono stabiliti con decreto ministeriale, da adottarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto in commento. È espressamente fatto salvo quanto previsto dall'articolo 39, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e cioè che le istituzioni di formazione superiore, nella loro autonomia e nei limiti delle loro disponibilità finanziarie, promuovono l'accesso degli stranieri ai propri corsi, tenendo conto degli orientamenti comunitari in materia, in particolare riguardo all'inserimento di una quota di studenti universitari stranieri. Occorre evidenziare che, relativamente ai profili di natura finanziaria, la relazione tecnica fa presente che il numero di studenti che potrà accedere al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, in coerenza con la capacità ricettiva delle singole università, verrà individuato anche sulla base della considerazione del fabbisogno di figure specialistiche espresso dal Ministero della salute insieme alle regioni, compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente. La medesima relazione tecnica constata che l'indicazione quantitativa dei posti effettivamente disponibili per il secondo semestre costituisce un dato che non può essere compiutamente definito. Tuttavia, sulla base dei dati a disposizione derivanti dai precedenti test di accesso, e in particolare della percentuale degli studenti che si sono immatricolati, nei limiti dei posti disponibili, nell'anno accademico 2023-2024, e premessa ogni cautela derivante dall'inevitabile inappropriatezza di un confronto effettuato tra sistemi di selezione diversi, la stima di coloro che potrebbero accedere al secondo semestre potrebbe assestarsi, in via presuntiva, attorno al 29 per cento del totale degli iscritti al primo semestre. L'articolo 6, al comma 3, prevede che ove la collocazione nella graduatoria di merito non consenta la prosecuzione del percorso di studi del corso di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, lo studente può proseguire, anche in sovrannumero, nel corso di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico opzionato come seconda scelta, in una delle sedi indicate in sede di iscrizione, secondo l'ordine di preferenza dello studente, con il riconoscimento di tutti i CFU conseguiti per gli esami di profitto del primo semestre relativi alle discipline qualificanti comuni ovvero in altro corso di studi. In questo ultimo caso, la Relazione illustrativa chiarisce che resta impregiudicata la facoltà per lo studente di iscriversi, seppur tardivamente, ad un corso di studi diverso da quelli appartenenti all'area delle Scienze della salute rinviando in merito a quanto sarà disposto, su tale questione specifica, dal decreto ministeriale di cui all'articolo 4, comma 3. Il comma 4, stabilisce che nel caso in cui lo studente non abbia conseguito tutti i CFU stabiliti per gli esami di profitto del semestre filtro resta ferma l'autonomia delle università ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione, di prevedere il riconoscimento, anche solo parziale,Pag. 93 dei CFU conseguiti, nel rispetto della normativa vigente, dei regolamenti di Ateneo e dei regolamenti didattici.
L'articolo 7, composto da un unico comma, dispone che il numero di studenti dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria viene considerato ai fini del riparto annuale del Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO) di cui all'articolo 5 della legge n. 537 del 1993, a partire dall'iscrizione al secondo semestre. Lo scopo dell'articolo in commento, in conformità a quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera i), dalla legge n. 26 del 2025 di delega, è di garantire la neutralità finanziaria del nuovo sistema di iscrizione al primo semestre dei corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, rispetto al calcolo del costo standard e del successivo riparto del FFO. Infatti si prevede che, ai fini del calcolo del costo standard per il riparto del FFO, vengano prese in considerazione unicamente le iscrizioni da intendersi come definitive, ossia all'esito del semestre filtro, per ciascuna classe dei citati corsi di laurea magistrale a ciclo unico, e quindi a partire solo ed esclusivamente dal secondo semestre.
L'articolo 8 reca le disposizioni transitorie e finali. Il comma 1 esclude, in sede di prima applicazione, l'operatività delle disposizioni del decreto in esame per le università non statali legalmente riconosciute, demandando ad un decreto del Ministro il compito d'individuare i termini e le modalità di applicazione di tali disposizioni alle suddette università. Il comma 2 dispone che, con il decreto del Ministro di cui all'articolo 4, comma 3, sono disciplinate, altresì, le modalità di iscrizione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria per gli studenti già iscritti, anche nelle università non statali legalmente riconosciute, ai citati corsi di laurea magistrale a ciclo unico, o ai corsi di studio di area biomedica, sanitaria, farmaceutica o veterinaria opzionabili come seconda scelta nonché la disciplina delle modalità di riconoscimento dei CFU già acquisiti. Il comma 3 specifica che le disposizioni del decreto in esame non si applicano ai corsi di studio erogati in lingua inglese presso le università statali e non statali legalmente riconosciute.
L'articolo 9 reca disposizioni di coordinamento e abrogazioni. Il comma 1 dispone la soppressione, all'interno dell'articolo 1, comma 1, lettera a) della legge 2 agosto 1999, n. 264, che identifica i corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale, delle parole «in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria,». Il comma 2 stabilisce che, nelle more dell'attuazione dell'articolo 2, comma 2, lettere f), g) e h) della legge delega, per i corsi di studio afferenti alle classi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia (LM-41), odontoiatria e protesi dentaria (LM-46) e medicina veterinaria (LM-42) resta ferma la procedura di determinazione del numero nazionale dei posti disponibili di cui all'articolo 3 della legge 2 agosto 1999, n. 264. Come si evince dalla relazione illustrativa, la norma è finalizzata a garantire la revisione in modo organico e ponderato delle modalità di determinazione dei posti disponibili in coerenza con il fabbisogno di professionisti espresso dal SSN. Fino all'entrata in vigore dei decreti legislativi delegati attuativi dei principi e criteri direttivi di cui alle lettere f), g) ed h) dell'articolo 2, comma 2 della legge delega, resta quindi in vigore la procedura attuale, di cui all'articolo 3 della legge n. 264 del 1999, che si basa sull'emanazione di un decreto ministeriale finalizzato alla determinazione annuale del numero di posti a livello nazionale e alla ripartizione di essi tra le università. Nel caso in cui i decreti legislativi attuativi dei citati princìpi e criteri direttivi non dovessero essere adottati in tempo, relativamente all'anno accademico 2025/2026 la procedura di cui all'articolo 3 della legge n. 264 del 1999 dovrà in questo caso essere applicata per l'ammissione al secondo semestre dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico LM-41, LM-46 e LM-42.Pag. 94
L'articolo 10 reca la clausola di invarianza finanziaria, precisando che le università provvedono ai relativi adempimenti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
L'articolo 11, composto da un unico comma, stabilisce che il decreto in esame entra in vigore il giorno successivo rispetto alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Irene MANZI (PD-IDP) chiede alla presidenza di valutare l'opportunità di svolgere un breve ciclo di audizioni sul provvedimento in esame.
Antonio CASO (M5S) si associa alla richiesta formulata dalla collega Manzi giudicando utile lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni.
Federico MOLLICONE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.40.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 23 aprile 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.40 alle 14.45.