SEDE REFERENTE
Martedì 27 maggio 2025. — Presidenza del presidente Federico MOLLICONE.
La seduta comincia alle 12.30.
DL 45/2025: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026.
C. 2420 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).
Sulla pubblicità dei lavori.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 22 maggio 2025.
Federico MOLLICONE, presidente, ricorda che alle ore 16 di ieri, lunedì 26 maggio, è scaduto il termine per la presentazione di proposte emendative e che ne sono state presentate circa 140 (vedi allegato).
Avverte, altresì, che, ai sensi del comma 7 dell'articolo 96-bis del Regolamento, non sono ammissibili le proposte emendative non strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge. Tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del medesimo Regolamento, che attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano affatto estranei all'oggetto del provvedimento. Faccio presente, inoltre, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, Pag. 16ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative riferite ai decreti-legge, la materia deve essere valutata con riferimento ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo.
Alla luce dei criteri esposti e delle valutazioni effettuate dalla Presidenza, in considerazione dei contenuti del provvedimento nel testo trasmesso dal Senato, rileva come siano pertanto da considerarsi inammissibili, per estraneità di materia, le seguenti proposte emendative:
Manzi 1-bis.6, che incrementa di 550 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2025, il fondo per il finanziamento ordinario delle università;
Manzi 1-bis.01, che istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca, un Fondo di garanzia assicurativa per il pagamento del mutuo per l'acquisto della prima casa, destinato ai dottorandi di ricerca, ai titolari di contratti di ricerca, di contratti post-doc e di borse di assistenti all'attività di ricerca;
Caso 2.20, che reca misure volte a garantire la gratuità delle iscrizioni ai percorsi universitari e accademici di formazione iniziale nonché di svolgimento delle prove finali per tutti gli aspiranti docenti appartenenti a nuclei familiari con indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 35.000 euro;
Amato 2.28, che elimina il contributo mensile pari all'1 per cento dell'ammontare lordo dello stipendio a carico degli iscritti all'Ente nazionale di assistenza magistrale;
Amato 2-bis.06, che riconosce, a decorrere dal triennio contrattuale 2022-2024, il diritto a usufruire del buono pasto quale servizio sostitutivo di mensa al personale scolastico delle istituzioni scolastiche statali;
Ascari 6-bis.01, che istituisce a decorrere dall'anno 2025, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito, un Fondo destinato al finanziamento di interventi a favore dell'insegnamento dell'educazione affettiva e sessuale nel primo e nel secondo ciclo di istruzione;
Caso 6-bis.02 e 6-bis.03, che istituiscono, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito a decorrere dall'anno 2025 un Fondo per l'acquisto di strumenti compensativi per alunne e alunni, studentesse e studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA).
Avverte, infine, che il termine per le richieste di riesame delle valutazioni di inammissibilità è fissato alle ore 13.30 di oggi.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.35.
SEDE REFERENTE
Martedì 27 maggio 2025. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano.
La seduta comincia alle 20.10.
DL 45/2025: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026.
C. 2420 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).
Sulla pubblicità dei lavori.
Giorgia LATINI, presidente, avverte che il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta antimeridiana odierna.
Pag. 17Giorgia LATINI, presidente, ricorda che nell'odierna seduta antimeridiana sono state pronunciate le dichiarazioni di inammissibilità di alcune proposte emendative e non sono pervenute richieste di riesame avverso le valutazioni di inammissibilità pronunciate. Non essendovi deputati che intendono intervenire sul complesso delle proposte emendative presentate invita il relatore e, successivamente, la rappresentante del Governo a esprimere il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 1.
Rossano SASSO (LEGA), relatore, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 1, esprime parere contrario sugli emendamenti Piccolotti 1.1 e Manzi 1.2; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Manzi 1.3 e Amato 1.4; esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20 e 1.21; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Manzi 1.22 e Piccolotti 1.23; esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28 e 1.29; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Manzi 1.30 e Piccolotti 1.31 nonché sull'emendamento Piccolotti 1.32.
La Sottosegretaria Matilde SIRACUSANO, esprime parere conforme a quello espresso dal Relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Piccolotti 1.1 e l'emendamento Manzi 1.2.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.3, identico all'emendamento Amato 1.4, ne illustra il contenuto soppressivo del terzo periodo del comma 1 dell'articolo 26-bis, comma 1 da introdurre nel decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144. A tale proposito, dichiara di voler richiamare l'attenzione della Commissione sulla natura peggiorativa, rispetto alla versione originaria, della disposizione oggetto della proposta emendativa in esame, in quanto la previsione della mancata costituzione di un numero complessivo di classi attivate negli istituti tecnici – che non può essere superiore a quello delle classi presenti nell'anno scolastico 2023/2024 – è ora estesa a tutte le scuole secondarie di secondo grado.
Pur riconoscendo che tale disposizione sia frutto della presa d'atto del calo demografico che interessa l'Italia e che si ripercuote sul numero di studenti che si iscrivono nelle classi delle scuole secondarie, afferma che essa rischia di aggravare il fenomeno delle cosiddette classi pollaio, ciò che avrà conseguenze negative per la qualità dell'istruzione da impartire.
Gaetano AMATO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.4, identico all'emendamento Manzi 1.3, dichiara il proprio stupore di fronte alla disposizione in esame, ritenendo del tutto illogico e sbagliato non consentire agli studenti di provare a decidere autonomamente quale percorso intraprendere, incanalandoli lungo una strada precostituita.
Nell'affermare che una siffatta disposizione determinerà una riduzione del numero dei docenti ne auspica la soppressione, reputandola assurda.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Manzi 1.3 e Amato 1.4.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 1.5 a sua prima firma ne illustra la finalità, volta a differire di un anno l'attuazione della riforma relativa agli istituti tecnici. Sostiene che tale differimento sia indispensabile per garantire la corretta programmazione degli anni scolastici che, altrimenti, sarebbe a rischio, e ricorda che anche le associazioni di studenti medi e di docenti hanno avanzato proposte migliorative. Richiama, quindi, l'attenzione sulla riduzione del numero di ore di insegnamento dedicate alle materie generali e l'anticipazione dell'alternanza scuola-lavoro al biennio.
Auspica, infine, l'accoglimento della proposta emendativa in esame.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Manzi 1.5, 1.6, Pag. 181.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, gli identici emendamenti Manzi 1.22 e Piccolotti 1.23, nonché gli emendamenti Manzi 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28, 1.29.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), illustrando l'emendamento a sua prima firma 1.31, identico all'emendamento Manzi 1.30, ritiene sorprendente il parere contrario del relatore e del Governo sulle proposte emendative in esame, dal momento che esse si limitano a specificare che le informazioni contenute negli allegati 2-bis, 2-ter, 2-quater annessi al presente decreto hanno una valenza esclusivamente educativa e pedagogica, non dovendo essere pubblicizzate in alcun modo e divulgate senza l'autorizzazione delle studentesse o degli studenti maggiorenni o degli esercenti la responsabilità genitoriale in caso di studenti minorenni.
Sottolinea la necessità che le suddette informazioni abbiano una valenza meramente educativa, al fine di fare comprendere agli studenti quali siano le proprie competenze.
Afferma che la logica del provvedimento non è quella di accompagnare gli studenti nella loro crescita e che l'idea di scuola propria dell'attuale maggioranza è radicalmente diversa ed incompatibile con quella del gruppo di Alleanza, Verdi e Sinistra.
Si rammarica, pertanto, del parere contrario espresso sulle proposte emendative in esame.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Manzi 1.30 e Piccolotti 1.31 nonché l'emendamento Piccolotti 1.32.
Rossano SASSO (LEGA), relatore, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 1-bis, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Manzi 1-bis.1, Piccolotti 1-bis.2 e Pastorino 1-bis.3; esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 1-bis.4 e 1-bis.5, Caso 1-bis.7 e 1-bis.8, Piccolotti 1-bis.9, Manzi 1-bis.10, Caso 1-bis.11, Piccolotti 1-bis.12, Piccolotti 1-bis.13, Manzi 1-bis.14, 1-bis.15 e 1-bis.16, Caso 1-bis.17, esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Piccolotti 1-bis.02 e 1-bis.03.
La Sottosegretaria Matilde SIRACUSANO, esprime parere conforme a quello espresso dal Relatore.
Irene MANZI (PD-IDP), illustrando l'emendamento a sua prima firma 1-bis.1, identico agli emendamenti Piccolotti 1-bis.2 e Pastorino 1-bis.3, rileva come esso sia volto a sopprimere la disposizione introdotta al Senato dall'emendamento presentato dai senatori Occhiuto e Cattaneo, assente nel testo originario del decreto-legge in esame, volta ad introdurre due nuove forme contrattuali di ricerca in ambito universitario oltre al già vigente contratto di ricerca.
Preliminarmente, osserva che la presentazione di tale emendamento al Senato ha costituito un problema sia di metodo che di merito. Rispetto al metodo, sottolinea che l'introduzione di tali forme contrattuali per mezzo di un emendamento di iniziativa parlamentare, come tale non emendabile da parte delle opposizioni, costituisce un comportamento del tutto scorretto da parte della maggioranza, considerato altresì che la riforma del pre-ruolo universitario presentata al Senato dalla Ministra Bernini è in corso di esame anche se al momento è sospeso per iniziativa della Ministra stessa.
Ritiene che in questo modo sia stato reso impossibile il coinvolgimento della comunità scientifica nell'affrontare i temi relativi alle forme contrattuali dei ricercatori universitari, sottolineando come, comunque, le richieste provenienti dal mondo accademico muovono verso una tutela sempre più qualificata del personale ricercatore.
Ricorda che nella scorsa legislatura il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), introdusse, con il voto favorevole di Forza Italia, l'unica forma contrattuale del contratto di ricerca, con l'intento di offrire maggiori garanzie, maggiori fondi e di superare la pluralità di forme contrattualiPag. 19 all'epoca esistenti. Ricorda, altresì che, nonostante la fine del Governo Draghi nel 2022, il Parlamento riuscì a garantire le risorse necessarie.
Rileva, quindi, come gli identici emendamenti in esame mirino ad intervenire sul tema delle risorse e dei ricercatori vincitori di Azioni legate al programma Marie Skłodowska-Curie (MSCA), ricordando come proposte emendative analoghe siano state respinte nel corso dell'esame in Commissione al Senato, ove si è svolto un dibattito che reputa semplicistico.
Alla luce dei contributi offerti nelle audizioni informali svoltesi nella giornata di ieri, afferma che le disposizioni introdotte al Senato dall'emendamento Occhiuto-Cattaneo sta arrecando un grave danno ai ricercatori precari. Afferma, però, che lo spirito che ha portato all'emanazione e conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 è ancora vivo nelle opposizioni, le quali hanno deciso di presentare congiuntamente emendamenti soppressivi delle summenzionate disposizioni introdotte al Senato.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Manzi 1-bis.1, identico agli emendamenti Piccolotti 1-bis.2 e Pastorino 1-bis.3 ricorda che esso è stato presentato congiuntamente dalle opposizioni al fine di dare un segnale chiaro della propria contrarietà rispetto alle modifiche introdotte dall'emendamento Occhiuto-Cattaneo.
Nell'associarsi alle considerazioni espresse dalla collega Manzi, ritiene che debbano essere soppresse le nuove forme contrattuali introdotte al Senato. Ciò, anzitutto, per una ragione di metodo, in quanto il decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45 è stato emanato per dare attuazione alle misure del PNRR e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026 mentre le modifiche introdotte al Senato riguardano l'università. Inoltre, afferma che, nel merito, la propria contrarietà è motivata dal fatto che proprio al Senato è stata avviata la riforma del pre-ruolo universitario, poi fermata dal Ministro Bernini perché, a proprio giudizio, probabilmente essa rischia di mettere in pericolo il conseguimento della milestone del PNRR sulla necessità di eliminare le forme contrattuali a zero tutele nell'ambito della ricerca universitaria.
Dichiara che il vero problema della ricerca universitaria è che servono più risorse e che non è possibile fare riforme a costo zero o sulle spalle dei ricercatori precari.
Rileva che la riforma del pre-ruolo presentata dal Ministro Bernini non prevede modifiche puntuali al contratto di ricerca, ma una nuova cassetta degli attrezzi che la CGIL e l'Associazione dei dottorandi e dei dottori di ricerca italiani hanno giustamente sottoposto all'attenzione delle istituzioni europee. Invero, ritiene che è proprio a causa del timore, da parte del Governo, di sanzioni da parte dell'Unione Europea che l'esame al Senato della riforma del pre-ruolo è stato bloccato.
Richiama l'attenzione, quindi, sulla campagna mediatica organizzata da alcuni giornali e volta a sostenere la tesi secondo la quale sarebbe fondamentale introdurre nuove forme contrattuali per i ricercatori simili all'assegno di ricerca. Chiede, pertanto, alla maggioranza se non sia d'accordo, visto che non ci sono garanzie che la disciplina introdotta al Senato sia approvata dall'Unione Europea e ritenuta coerente con gli obiettivi del PNRR, nel ritenere che vi sia il rischio di non conseguire la milestone del PNRR sulla necessità di eliminare le forme contrattuali a zero tutele nell'ambito della ricerca universitaria.
Sostiene che la maggioranza avrebbe dovuto discutere con l'opposizione al fine di apportare i necessari correttivi al contratto di ricerca.
Riguardo al tema delle borse di studio legate al programma Marie Skłodowska-Curie (MSCA), pur essendo vero che il contratto di ricerca non può essere stipulato a chi sta frequentando un corso di dottorato, ritiene che il problema poteva essere risolto inserendo una deroga a favore della ristretta platea di persone che ogni anno risultano vincitori delle suddette borse di studio.
Nel concludere il proprio intervento, ricorda che l'assegno di ricerca costituiva una forma contrattuale senza tutele, che Pag. 20quello del ricercatore è un lavoro e che alla ricerca ed al relativo personale servono risorse e diritti che è proprio ciò che il Governo intende sottrarre ai ricercatori.
Ribadisce la disponibilità a discutere con l'attuale maggioranza a fine di allinearsi agli impegni assunti in sede europea, ritenendo che l'Unione europea mostrerà presto la propria contrarietà a tale riforma se sarà definitivamente approvata.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Manzi 1-bis.1, identico agli emendamenti Piccolotti 1-bis.2 e Pastorino 1-bis.3 chiede di accantonare le proposte emendative in discussione perché quanto accaduto nel corso dell'esame al Senato è grave sia sul piano del metodo che politicamente, anche alla luce della discussione nata in tutto il mondo accademico italiano. Al riguardo, fa presente che negli ultimi due giorni un appello promosso da docenti universitari contro l'introduzione degli incarichi post-doc e degli incarichi di ricerca ha raggiunto oltre millecinquecento adesioni.
Afferma che il mondo accademico ha compreso che il Governo Meloni sta cercando di fare un passo indietro, rispetto a quanto deciso nella legislatura precedente con il già ricordato decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), quando furono introdotti contratti di ricerca che assicuravano maggiori diritti ai ricercatori.
Ricorda che l'assenza di tutele per i ricercatori determina a loro danno l'impossibilità di contrarre un mutuo, di realizzare una famiglia, periodi di assenza di contributi previdenziali e li spinge a cercare di proseguire la propria ricerca all'estero, dove godono di ben altre condizioni economiche e lavorative.
Visto il passo in avanti compiuto nel corso della precedente legislatura, che riconosce pur essendo anche all'epoca all'opposizione, dichiara di non comprendere per quale ragione la maggioranza e il Governo intendono fare, non uno, ma due passi indietro con l'introduzione degli incarichi post-doc e degli incarichi di ricerca, i quali minano alle fondamenta i contratti di ricerca.
Sottolinea che le università avendo a disposizione minori risorse finanziarie saranno costrette a utilizzare tali nuove forme contrattuali per pagare meno i ricercatori precari.
Riguardo al tema delle borse di studio del programma Marie Skłodowska-Curie (MSCA), pur riconoscendo l'esistenza di un problema di incompatibilità con la stipula dei contratti di ricerca, rileva che esso coinvolge circa una sessantina di persone a fronte di migliaia di ricercatori precari e che sarebbe sufficiente introdurre una deroga per consentire a tale ristretto nucleo di persone di partecipare alle selezioni per il conferimento dei contratti di ricerca.
Nel ricordare che il contratto di ricerca costituisce un punto dal quale partire per migliorare le condizioni di lavoro dei ricercatori, che il mondo accademico ha manifestato la propria intenzione di non voler ritornare alla situazione esistente durante la vigenza degli assegni di ricerca, ritiene che sia necessario aumentare le risorse da destinare alla ricerca universitaria, dal momento che la maggior parte delle somme spese in tale settore tornano nelle casse dello Stato sotto forma di tributi.
Chiede, infine, ai deputati di maggioranza, per una volta, di prendere la parola, di prendere posizione al fine di instaurare un confronto con le opposizioni, reputando umiliante per i circa quarantamila precari il muro di gomma innalzato dal Governo e dagli esponenti della maggioranza parlamentare.
Matteo ORFINI (PD-IDP) intervenendo sull'emendamento Manzi 1-bis.1, in qualità di cofirmatario, desidera svolgere alcune brevi riflessioni anche come decano della Commissione Cultura, in merito alla riforma introdotta nella scorsa legislatura sul contratto di ricerca di cui ricorda la genesi.
Ricorda anzitutto come la Commissione Cultura abbia una storia particolare che ha consentito di riuscire a fare delle cose insieme, votando all'unanimità anche con il presidente Mollicone, e ciò perché Pag. 21in passato si è riusciti a dirsi sempre la verità e a raccontare le cose come stanno. Osserva quindi che bocciando questo emendamento si sceglie di togliere tutela e diritti a una categoria di lavoratori. È stato detto apertamente che l'attuale contratto di ricerca è troppo oneroso e quindi il Governo ha scelto un contratto che sottrae risorse e, conseguentemente, diritti. Ricorda come la riforma che si sta attuando non goda di alcun consenso nel mondo universitario e, sebbene sia la presidente della CRUI sia l'Accademia dei lincei si siano dichiarati a favore, migliaia di docenti si sono invece dichiarati contrari. Riferisce quindi di aver recuperato l'emendamento che, nella scorsa legislatura aveva consentito l'istituzione del contratto di ricerca, emendamento della senatrice Gallone di Forza Italia che era stato appoggiato dal senatore Saponaro del gruppo della Lega. Ricorda, inoltre che il Governo di cui l'onorevole Sasso – ora relatore sul provvedimento in esame – era sottosegretario, sostenne quell'emendamento e che tutte le forze politiche – salvo Fratelli d'Italia – erano, insieme al gruppo del Partito democratico, favorevoli alla riforma del contratto di ricerca che è stata dunque scritta da tutti, insieme, anche dalla ministra Bernini.
Se questo è il quadro in cui quella riforma è stata approvata, condividendo le considerazioni svolte dalla collega Piccolotti, ritiene che oggi sia dunque legittimo chiedersi cosa sia cambiato e occorre che tali scelte vengano argomentate.
Occorre quindi assumersi la responsabilità di affermare che per il Governo Meloni stanziare maggiori risorse per i contratti di ricerca non rappresenta una priorità ma si preferisce allocare quelle risorse altrove.
Ritiene la narrazione di questi giorni da parte del Governo e della maggioranza assurda, offensiva e insopportabile. Affermare che la riforma messa in campo dal Governo serva per salvare i precari della ricerca è realmente una dichiarazione offensiva. Al contrario, ritiene che oggi il Governo e la maggioranza stiano scegliendo di non onorare l'impegno assunto nella scorsa legislatura e di non garantire i diritti di quei ricercatori.
Anna Laura ORRICO (M5S) intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Manzi 1-bis.1, osserva come per un Governo che dalla mattina alla sera a reti unificate propaganda gli effetti positivi delle politiche sul lavoro a tempo determinato, davvero non si comprende perché poi questo stesso Governo intenda invece ridurre le garanzie e le risorse per i lavoratori della ricerca, un asset certamente importante per il Paese.
Ravvede in questa vicenda lo stesso vizietto della politica calabrese che ha provato, sempre con un emendamento, a prorogare l'incarico del rettore dell'Università della Calabria e oggi, con un altro emendamento firmato dal senatore Occhiuto senior, va a peggiorare la situazione di tutti i giovani che aspirano legittimamente a una carriera universitaria.
Ritiene piuttosto che la politica e questo Governo, dalla facile propaganda sulle maggiori opportunità per le donne e i giovani, dovrebbero passare dalla propaganda ai fatti che, invece, sono purtroppo volti solo a tutelare le caste e a togliere diritti ai giovani e a creare una nuova generazione di lavoratori precari.
La Sottosegretaria Matilde SIRACUSANO evitando di intervenire sulle considerazioni in merito alla politica calabrese, dichiara di non comprendere le ragioni di questa opposizione così feroce e garantisce che al Senato non c'è stato alcun blitz quanto, piuttosto, un ampio confronto e una chiara condivisione nel Governo.
Sottolinea, al contrario, che l'obiettivo della riforma è quello di salvare circa 6000 e forse anche 10.000 ricercatori, e ciò è dimostrato dai dati forniti dalla Ragioneria generale dello Stato. Rileva quindi che la volontà del Governo è quella di superare la giungla degli assegni di ricerca.
Più in generale, segnala che la ministra Bernini ha fatto uno sforzo straordinario, stanziando 15 miliardi di euro sulla ricerca,Pag. 22 11 miliardi di euro sulle infrastrutture di ricerca e investendo 50 milioni di euro in un bando per attrarre «i cervelli in fuga»: ritiene quindi che lo sforzo del Governo sia massimo e la bontà dell'emendamento Occhiuto approvato al Senato possa ritenersi «certificata». Evidenzia, altresì, come l'obiettivo del Governo sia quello di stabilizzare i giovani e che le nuove forme contrattuali che si stanno introducendo prevedano delle garanzie sulle quali una parte del mondo accademico, tra cui la CRUI e l'Accademia dei Lincei, ha infatti manifestato consenso.
Matteo ORFINI (PD-IDP) ringraziando la sottosegretaria Siracusano che è intervenuta in risposta alle sue considerazioni, dichiara tuttavia di non poterne condividere le argomentazioni.
Al riguardo segnala che proprio uno dei soggetti auditi, peraltro, non chiamato dalle forze di opposizione, ha spiegato che con il contratto di ricerca che prima costava 10 ora, con la riforma appena introdotta, lo stesso contratto costerà 3; dunque con il prezzo con cui le università retribuivano un ricercatore ora ne retribuiranno 3, generando un oggettivo impoverimento di questa categoria di lavoratori.
Osserva quindi che con questa operazione si sceglie di distribuire la stessa «torta» di risorse a più persone riducendo dunque evidentemente, le risorse destinate ai singoli e ponendoli sotto il ricatto dell'espulsione dal mondo del lavoro.
Nell'apprezzare quindi il confronto nel merito – di cui ormai si è persa l'abitudine – ritiene evidente che il Governo non intende stanziare maggiori risorse finanziarie per i ricercatori.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Manzi 1-bis.1, Piccolotti 1-bis.2 e Pastorino 1-bis.3.
Giorgia LATINI, presidente, nell'imminenza della ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 21.