SEDE REFERENTE
Mercoledì 28 maggio 2025. — Presidenza del presidente Federico MOLLICONE, indi della vicepresidente Giorgia LATINI. – Interviene la Sottosegretaria di Stato per l'istruzione e il merito Paola Frassinetti.
La seduta comincia alle 8.30.
DL 45/2025: ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026.
C. 2420 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).
Sulla pubblicità dei lavori.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 27 maggio 2025.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che la Commissione riprende l'esame Pag. 160degli articoli a partire dall'emendamento Manzi 1-bis.4 su cui il relatore e il rappresentante del Governo hanno espresso parere contrario.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 1-bis.4.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.5 ne illustra le finalità sottolineando l'importanza di prevedere una deroga per i vincitori di Azioni Marie Curie consentendogli di partecipare alle selezioni per il conferimento di contratti di ricerca.
Al riguardo evidenzia che si tratta di un emendamento che cerca di individuare una soluzione al di fuori di qualsivoglia atteggiamento pregiudiziale ma cercando un confronto nel merito delle criticità presenti nel decreto-legge. Ritiene infatti fondamentale individuare una soluzione che tuteli i vincitori di quella selezione al fine di evitare ulteriori penalizzazioni per quei ricercatori. Con riferimento all'intervento svolto nella seduta di ieri dalla sottosegretaria Siracusano, che ringrazia per aver voluto accogliere la richiesta di un confronto nel merito, sottolinea che certamente l'approvazione dell'emendamento Occhiuto al Senato non elimina la fattispecie contrattuale del contratto di ricerca che però non viene rifinanziato.
Per tali ragioni stigmatizza il fatto che a causa della mancanza di risorse prevarranno alla fine le nuove tipologie contrattuali che prevedono meno tutele e garanzie per i lavoratori della ricerca. Relativamente al dibattito che si è svolto in queste settimane desidera precisare che non si vuole certamente garantire un posto fisso ai ricercatori ma garanzie minime per lavoratori che svolgono un ruolo preziose nel comparto della ricerca.
Antonio CASO (M5S) intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Manzi 1-bis.5 riprende le considerazioni già svolte anche nel dibattito di ieri: al riguardo osserva come l'emendamento in esame renderebbe praticabile una soluzione per i ricercatori vincitori di Azioni Marie Curie. Critica inoltre la narrazione delle ultime settimane relativa alle sorti del contratto di ricerca che viene di fatto soppiantato dalle nuove tipologie contrattuali.
Al riguardo ritiene che il Governo e la maggioranza abbiano scelto di fare un evidente passo indietro introducendo nuove figure contrattuali con meno tutele e garanzie, scelta motivata dal fatto che non si sono volute stanziare risorse aggiuntive per i contratti di ricerca e esistenti.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Manzi 1-bis.5 osserva che esso potrebbe risolvere tutte le criticità relative ai lavoratori precari della ricerca e consentirebbe di riconoscere ai circa 60.000 vincitori di Azioni Marie Curie che invece oggi la maggioranza sceglie di utilizzare contro i 40.000 precari che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.
Osserva quindi come le nuove figure contrattuali introdotte dal Governo rappresentino misure propagandistiche e strumentali a fronte delle quali la deroga prevista dell'emendamento in esame rappresenterebbe una soluzione ragionevole a patto che vi sia una volontà politica in tal senso.
Si dichiara, inoltre, colpita dalla risposta e dalle considerazioni svolte dalla Sottosegretaria Siracusano nella seduta di ieri ed in particolare su quanto la sottosegretaria ha ritenuto di precisare relativamente all'approvazione dell'emendamento Occhiuto. Al riguardo evidenzia che la discussione e la condivisione nell'ambito del Governo circa i contenuti di quell'emendamento non corrisponde all'effettivo svolgimento di un dibattito parlamentare che, infatti, non si è svolto. Il blitz al Senato è rappresentato dall'assenza di un adeguato confronto parlamentare e ciò ritiene di dover rivendicare soprattutto all'attenzione anche del presidente Mollicone.
Con riferimento alle argomentazioni avanzate in merito alle quantificazioni fornite dalla Ragioneria generale dello Stato ritiene che esse rappresentino una sorta di «conto della serva» in base al quale è stato spiegato che con le nuove tipologie contrattuali, a parità di risorse finanziarie, si sceglie di pagare tre ricercatori anziché uno. Pag. 161Tale soluzione, a suo giudizio, non rappresenta minimamente l'intento di salvaguardare i ricercatori quanto, piuttosto un impoverimento del loro trattamento e costituisce il frutto di una visione distorta del mondo del lavoro che appartiene alla maggioranza di Governo, peraltro a fronte di oltre 6 milioni di persone che guadagnano meno di 10.000 euro lordi all'anno.
Giudica pertanto molto grave la scelta di non garantire stabilità a ricercatori qualificati che il Governo dovrebbe invece cercare di trattenere in Italia, in quanto garantiscono lo sviluppo del Paese stesso. Ribadisce, pertanto, che distribuire le medesime risorse finanziarie impoverendo il trattamento economico destinato ai ricercatori, perché questo corrisponde alle quantificazioni fatte dalla Ragioneria generale dello Stato testimonia l'assoluta mancanza di rispetto che circola nelle aule parlamentari nei confronti del lavoro.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 1-bis.5.
Antonio CASO (M5S) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.7 ribadisce le considerazioni già svolte sulla figura dei ricercatori azionisti Marie Curie osservando come il nuovo incarico di ricerca previsto sia, di fatto, del tutto sovrapponibile alla tipologia contrattuale degli assegni di ricerca che l'Europa ha contestato proprio perché priva delle fondamentali tutele.
Ritiene pertanto che le scelte compiute oggi dal Governo pongono a rischio il raggiungimento degli obiettivi indicati nel PNRR proprio per il comparto della ricerca. Al riguardo ricorda come il disegno di legge della ministra Bernini è stato fermato al Senato proprio per i rilievi avanzati dalle istituzioni europee: con l'approvazione dell'emendamento Occhiuto si incorre nello stesso rischio individuando strumenti contrattuali non idonei che, al contrario, vengono indicati come soluzione al precariato.
Sottolinea quindi che l'Europa dovrà intervenire nuovamente anche su tali misure con i medesimi rilievi critici.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Caso 1-bis.7, dichiara di condividere le considerazioni svolte dal collega Caso: ritiene infatti che la maggioranza e il Governo dovrebbero avere maggiore rispetto per gli obiettivi indicati nel PNRR.
Ricorda come, ogni volta che le opposizioni hanno richiamato l'attenzione sui rischi del mancato conseguimento degli obiettivi del PNRR, siano stati accusati di essere disfattisti o sfascisti ma oggi non può che constatare come tali appelli fossero fondati, così come fondato era l'allarme lanciato sul mancato raggiungimento dell'obiettivo relativo alle residenze universitarie che, infatti, non è stato raggiunto con un grave spreco di risorse pubbliche.
Ribadisce quindi che la reintroduzione della figura contrattuale degli assegni di ricerca sia in totale contraddizione con gli obiettivi del PNRR che si poneva il condivisibile traguardo di eliminare il precariato dal mondo della ricerca.
Nel ricordare come negli altri Paesi europei le tutele e i salari previsti per i ricercatori sono di livello assai superiore, ritiene che, ancora una volta, il Ministero dell'università e della ricerca abbia operato una gestione assai superficiale come dimostra la sospensione dell'esame del provvedimento della Ministra Bernini. Osserva, quindi, che l'esame di quel provvedimento è stato sospeso non certo per l'ostruzionismo delle opposizioni ma perché, evidentemente, incompatibile con le osservazioni e i rilievi avanzati in sede europea: al riguardo ribadisce che con le nuove figure contrattuali introdotte dal provvedimento in esame la maggioranza ha scelto di aggirare gli impegni assunti nel PNRR reintroducendo, di fatto, gli assegni di ricerca.
Con riferimento alla questione delle risorse finanziarie desidera chiarire come si tratterebbe reperire solo 400 milioni di euro da destinare al comparto della ricerca: al riguardo segnala i risultati di una ricerca condotta dall'Osservatorio dell'Università Cattolica di Milano che ha evidenziato come vi siano state entrate tributarie pari a 43 miliardi.
Si chiede pertanto perché 400 milioni di queste entrate tributarie non possano essere utilizzate a favore dei ricercatori, al Pag. 162fine di poter riconoscere loro una prospettiva dignitosa di lavoro e di evitare che tali lavoratori siano spinti a recarsi all'estero per poter ambire a un progetto di vita reale.
Per tutti questi motivi ritiene quindi intollerabile la retorica della maggioranza di Governo sulla fuga dei cervelli cui non corrisponde alcuna reale misura di contrasto.
Irene MANZI (PD-IDP) intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Caso 1-bis.7 ritiene opportuno ritornare sul tema del contratto di ricerca che garantiva non solo lo stipendio ma una ragionevole durata del contratto, contributi pensionistici e complessivamente l'accesso a diritti fondamentali che con quella tipologia contrattuale venivano riconosciuti.
Ritiene pertanto che il Governo tradisca gli obiettivi importanti individuati dal PNRR dove finalmente, grazie ai rilievi avanzati dall'Europa, si cominciava a parlare di tutele contrattuali.
Esprime quindi forti preoccupazioni per la mancata realizzazione di fondamentali obiettivi del PNRR dal momento che le stesse criticità contenute nel disegno di legge della Ministra Bernini vengono trasferite nel provvedimento in esame. Ricorda come nel corso delle audizioni sia al Senato che alla Camera tutti i soggetti auditi hanno posto in evidenza i gravi rischi del mancato raggiungimento degli obiettivi individuati dal PNRR, rischi che oggi sono evidentemente assai aumentati. Si chiede, pertanto, cosa l'Europa deciderà di fare di fronte all'introduzione di nuove figure contrattuali precarie, ritenendo che sarebbe onesto da parte della maggioranza riconoscere la propria responsabilità politica nel non voler tutelare le posizioni di lavoratori assai qualificati del comparto della ricerca.
La Commissione respinge l'emendamento Caso 1-bis.7.
Antonio CASO (M5S) illustrando l'emendamento a sua prima firma 1-bis.8 evidenzia come esso sia volto a incrementare il Fondo di finanziamento ordinario delle Università e degli enti pubblici di ricerca di 200 milioni di euro proprio al fine di finanziare i contratti di ricerca.
Si tratterebbe pertanto di dare attuazione alla riforma approvata dal governo Draghi e condivisa da quasi tutti i gruppi parlamentari che rispondeva a sollecitazioni dell'Europa. Al riguardo rileva come si tratti di una riforma incompiuta per la caduta del governo Draghi e la fine anticipata della legislatura.
Con riferimento alla questione delle risorse finanziarie evidenzia che in realtà basterebbero solo 400 milioni di euro per garantire il proseguimento dei contratti di ricerca e che circa 200 milioni di euro potrebbero rientrare nel bilancio dello Stato tramite le entrate tributarie che risulterebbero aumentate.
Ritiene pertanto che il Governo dovrebbe stanziare tali maggiori risorse e favorire il proseguimento della figura contrattuale del contratto di ricerca invece che continuare ad operare tagli alle risorse destinate agli atenei che sono rappresentati non solo dalla riduzione del Fondo di finanziamento ordinario ma anche dall'aver messo in carico ai bilanci delle università l'adeguamento degli stipendi dei docenti.
Per tutte queste ragioni ritiene che serva uno sforzo straordinario per superare il precariato nelle università e per garantire che la didattica sia svolta solo dai professori e non certo dai ricercatori che al momento risultano ancora sottopagati e che infatti, spesso, decidono di lasciare il Paese. Riferisce quindi di un'esperienza personale nel comparto della ricerca osservando che tutti i suoi colleghi ricercatori si sono recati all'estero a lavorare.
Ritiene pertanto assai contraddittorie le misure messe in campo per far rientrare i ricercatori in Italia e che sia del tutto sbagliata la narrazione che dipinge il nostro Paese come privo di eccellenze. Osserva, infine, come certamente il mondo accademico sia in crisi non da adesso e che abbia certamente una specifica responsabilità ma che certo servirebbero misure e interventi di ampio respiro e di tutt'altra portata.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Caso 1-bis.8 ribadisce come il mancato conseguimento degli obiettivi indicati nel PNRR era noto a tutti e che il dibattito in corso degli ultimi mesi aveva evidenziato proprio questo aspetto: la necessità di maggiori risorse finanziarie per il comparto della ricerca, scelta che – per usare il linguaggio della maggioranza – sarebbe nell'interesse nazionale al fine di garantire adeguati crescita e sviluppo del Paese. Stigmatizza la politica dei continui tagli anche con riferimento al piano straordinario di reclutamento del precedente Governo che aveva stanziato 700 milioni di euro. Ritiene infatti che il Governo non stia facendo nulla per assicurare maggiori tutele contrattuali per i ricercatori precari ma stia solo operando tagli cinici e che la retorica e la propaganda circa la necessità di frenare la fuga dei cervelli ne siano la prova evidente.
Rileva inoltre come sia stata grave la scelta di cancellare l'abilitazione nazionale che a giudizio della maggioranza creerebbe troppe aspettative nel settore dei precari che, infatti, stanno già cercando diverse opportunità di lavoro. Ritiene pertanto che le scelte del Governo stiano piuttosto impoverendo il Paese e che la scelta di voler risparmiare solo qualche miliardo testimonia la pochezza delle politiche del Governo che proprio nel settore pubblico introduce nuove figure di precari sottraendo loro la prospettiva di un futuro lavorativo dignitoso.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Piccolotti 1-bis.9 di cui è cofirmataria, intende ripercorrere sul piano cronologico le vicende parlamentari che hanno interessato il fondo di finanziamento ordinario delle università (FFO). Al riguardo, ricorda di essere intervenuta, nel luglio 2024, insieme ai colleghi Caso e Piccolotti in Assemblea nell'ambito dello scontro tra la conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) e la ministra Bernini avente ad oggetto il taglio del fondo di finanziamento ordinario delle università. Più in generale, ricorda l'avvenuta presentazione in Assemblea di numerosi atti ispettivi riguardo al FFO.
Rileva, quindi, come l'emendamento in discussione, volto ad incrementare di duecento milioni di euro il fondo di finanziamento ordinario delle università, consenta di porre all'attenzione di tutti i più generali temi del taglio delle risorse al settore della ricerca, del blocco di nuove assunzioni e dell'obbligo per le università di restituire allo Stato una parte dei risparmi derivanti dallo stop al turnover, che sono stati posti con forza al Governo Meloni anche nel corso dell'esame della legge di bilancio per il 2025, in quanto trattasi di criticità che, rappresentando senza dubbio un disinvestimento, impediscono la crescita economica, sociale e civile dell'Italia.
Sostiene che la presentazione dell'emendamento Occhiuto-Cattaneo nel corso dell'esame al Senato del disegno di legge di conversione del decreto-legge oggi in discussione, costituisce la continuazione della politica di definanziamento delle università, condotta spostando le risorse da un capitolo di bilancio all'altro senza mai provvedere a un loro reale incremento, determinando così conseguenze negative sulla vita dei ricercatori.
Afferma che le riforme senza risorse non sono degne dell'Italia e che questa riforma toglie dignità ai ricercatori e al nostro sistema di ricerca. Invero, sottolinea come la dignità del lavoro e dei lavoratori sia centrale in questo emendamento, come in quelli precedenti, e che essa debba essere garantita ai ricercatori, mediante lo stanziamento di adeguate risorse per finanziare i contratti di ricerca.
Dichiara, infine, che la reiezione di questo emendamento sarà utile per far cadere l'alibi invocato dalla maggioranza della mancanza di risorse, rivelando che in realtà ciò che manca è la volontà di tutelare la ricerca in Italia.
Anna Laura ORRICO (M5S) invita i deputati dell'attuale maggioranza parlamentare a riflettere sul tema posto dalla proposta emendativa in esame e sul significato politico derivante dall'espressione di un voto contrario. Invero, pur osservando come l'emendamento stanzi una cifra irrisoria Pag. 164per risolvere i problemi della cultura, dell'istruzione e della ricerca che affliggono l'Italia sottolinea come, al contempo, l'approvazione del medesimo darebbe un segnale positivo, di interesse da parte della politica nei confronti del mondo della ricerca e dell'istruzione che ricorda essere d'importanza cruciale per la formazione dei futuri cittadini.
Ribadisce, quindi, come i soli 200 milioni di euro previsti dall'emendamento siano ben poca cosa a fronte dei 30 miliardi stanziati per l'acquisto di nuovi armamenti.
Ricorda, poi, che le università italiane percepiscono le risorse del fondo di finanziamento ordinario in maniera diversa tra loro, sulla base dell'ammontare delle tasse universitarie versate dagli studenti, con la conseguenza che alcune università aventi sede nelle aree meno ricche d'Italia, come ad esempio quelle del Mezzogiorno, hanno bilanci tali da rendere molto difficile, se non impossibile, il finanziamento dei contratti di ricerca. Domanda, allora, che fine faranno i ricercatori delle università calabresi o siciliane visto che esse, a causa del fatto che gli studenti iscritti beneficiano, com'è giusto che sia, di borse di studio, non percepiscono un ammontare di tasse universitarie analogo a quello delle università del nord Italia, dovendo altresì fronteggiare i tagli del Governo al fondo di finanziamento ordinario delle università.
Rende noto di aver recentemente incontrato una ricercatrice campana, Maria Giovanna Durante, che si è trasferita dagli Stati Uniti d'America per lavorare presso l'università della Calabria non certo perché attratta dai finanziamenti destinati dall'Italia al settore della ricerca, ma per il contesto sociale italiano dove esistono relazioni umane, cultura, tradizione, cultura della comunità che negli Stati Uniti d'America non sono presenti. Rivela, quindi, che questa giovane ricercatrice ha elaborato un metodo, chiamato metodo Durante dagli stessi statunitensi, che negli Stati Uniti d'America viene utilizzato per le nuove costruzioni di edifici pubblici e privati.
Rappresenta, dunque, che se una ricercatrice italiana, la cui opera è stata riconosciuta dagli Stati Uniti d'America ha deciso di tornare in Italia, non certo migliorando le proprie prospettive professionali, il Governo e la maggioranza hanno il dovere di non rendere ancora più precario il settore della ricerca in Italia. A tale proposito, osserva che se, secondo la visione politica dell'attuale maggioranza, il sistema scolastico e universitario deve formare gli studenti per le aziende, per renderli lavoratori ancora prima che cittadini, ciò non sarà possibile senza lo stanziamento di adeguate risorse per la ricerca, indispensabili per garantire lo sviluppo tecnologico e quindi la competitività delle aziende italiane, scongiurandone l'altrimenti probabile fallimento.
In conclusione, ribadisce che il messaggio che le opposizioni unite intendono dare con questo emendamento – sebbene lo stanziamento sia minimo – è quello di manifestare l'attenzione della politica al mondo della ricerca. Chiede quindi ai colleghi della maggioranza di alzare lo sguardo dai propri smartphone e di riflettere sul voto che ci si appresta ad esprimere, perché la reiezione dell'emendamento costituirebbe un vero e proprio schiaffo a Maria Giovanna Durante e a tutti gli altri ricercatori italiani.
La Commissione respinge l'emendamento Caso 1-bis.8.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'emendamento 1-bis.9 a sua prima firma, dichiara di non comprendere perché il relatore e il Governo abbiano espresso parere contrario e ne chiede l'accantonamento, rilevando come prima o poi sarà necessario rimuovere, per ragioni meramente tecnico-formali e non politiche, un vincolo ormai insensato sui finanziamenti universitari. Rappresenta che l'emendamento è volto a sopprimere il secondo periodo dell'articolo 22, comma 6, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, ai sensi del quale la spesa complessiva per l'attribuzione dei contratti di ricerca non può essere superiore alla spesa media sostenuta nell'ultimo triennio per l'erogazione degli assegni di ricerca, come risultante dai bilanciPag. 165 approvati. Sottolinea, infatti, che essendo stato espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto contrattuale degli assegni di ricerca, nel giro di tre anni le università italiane non potranno nemmeno stanziare le risorse disponibili, le quali saranno pertanto immobilizzate.
Nel ricordare che un'identica richiesta in tal senso era stata avanzata anche dai rettori italiani e dal consiglio nazionale degli studenti, ribadisce al Sottosegretario Frassinetti la propria istanza di accantonare l'emendamento in esame al fine di svolgere gli opportuni approfondimenti.
Antonio CASO (M5S), intervenendo sull'emendamento 1-bis.9 di cui è cofirmatario, afferma che ci si trova di fronte ad un paradosso, dal momento che non solo il decreto-legge riduce le risorse per la ricerca, ma impedisce anche alle università di utilizzare quelle disponibili. Dichiara quindi che oltre al danno c'è la beffa, visto che questo è un emendamento non ideologicamente schierato. Infatti, se la spesa complessiva per l'attribuzione dei contratti di ricerca non può essere superiore alla spesa media degli ultimi 3 anni questo significa che l'Italia non può crescere, dal momento che essendo stata eliminata la base su cui questo meccanismo si fonda – cioè l'assegno di ricerca – la spesa per l'attribuzione dei contratti di ricerca necessariamente tenderà a zero, determinando il definanziamento di questa forma contrattuale.
Si associa, pertanto all'appello della collega Piccolotti, auspicando l'avvio della necessaria riflessione sul punto in esame che deve essere risolto.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 1-bis.9 di cui è cofirmataria, rileva come vi sia un nesso tra il mantenimento di una siffatta, superata e dannosa norma di legge e l'introduzione da parte dell'articolo 1 del decreto-legge in esame di misure volte a imporre un limite alla formazione di nuove classi per le scuole superiori. Sostiene, dunque, che le barriere innalzate dal Governo e dalla maggioranza alla possibilità di finanziare e di intervenire sul sistema scolastico e universitario tradiscono la volontà di «fare cassa», riducendo le risorse, e di non intervenire con le risorse che sarebbero necessarie. Ribadisce, altresì, che, nei fatti, il messaggio che questo decreto veicola è quello per il quale i settori dai quali occorre recuperare le risorse sono sempre gli stessi, ovvero la scuola, l'università, la ricerca, proprio quelli su cui l'Italia avrebbe bisogno di investire maggiormente al fine di rendere il Paese realmente competitivo e di superare le ingiustizie sociali legate al reddito individuale e al censo della famiglia di origine.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 1-bis.9.
Giorgia LATINI, presidente, nell'imminenza della ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 9.30.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 28 maggio 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.45 alle 14.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 28 maggio 2025. — Presidenza del presidente Federico MOLLICONE indi della vicepresidente Giorgia LATINI. – Interviene la Sottosegretaria di Stato per l'istruzione e il merito Paola Frassinetti.
La seduta comincia alle 14.
Sulla pubblicità dei lavori.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.
Pag. 166Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, e all'articolo 41 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di cambio della denominazione dell'archivio centrale dello Stato in quella di Archivio nazionale.
C. 2159 Amorese.
(Seguito dell'esame e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 9 aprile 2025.
Federico MOLLICONE, presidente, comunica che sul provvedimento in esame è pervenuto il parere favorevole della Commissione I (Affari costituzionali).
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che la Presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
DL 45/2025: ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026.
C. 2420 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta antimeridiana della giornata odierna.
Federico MOLLICONE, presidente, avverte che l'esame riprenderà dall'emendamento Manzi 1-bis.10, su cui il relatore e il rappresentante del Governo hanno espresso parere contrario.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Manzi 1-bis.10, rileva che esso è volto a sopprimere gli incarichi post-doc al fine di dare un segnale al paese sull'importanza di garantire adeguate tutele ai ricercatori italiani.
Osserva, inoltre, che, contrariamente a quanto asserito dagli esponenti di maggioranza, l'introduzione di questa forma contrattuale nel corso dell'esame al Senato ed il conseguente «obbligo» della Camera dei deputati di procedere alla conversione senza modificazioni ulteriori rispetto a quelle apportate nell'altro ramo del Parlamento costituisce una questione politica e non tecnica. Infatti, reputa che sia evidentemente una questione politica l'aver introdotto nottetempo, con l'emendamento Occhiuto-Cattaneo, tali nuove dannose forme contrattuali.
Ribadisce, infine, che esse danneggeranno circa quarantamila ricercatori precari, che o perderanno il proprio lavoro o vedranno prolungata indefinitamente la propria condizione di precarietà.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Manzi 1-bis.10, osserva che esso è volto a sopprimere gli incarichi post-doc. Ritiene di poter smentire la tesi della maggioranza per cui tali incarichi sarebbero stati introdotti al fine di aiutare coloro che sono vincitori di borse di studio legate al programma Marie Sklodowska-Curie (MSCA), dal momento che gli incarichi in esame sono destinati a coloro che, come si comprende dalla stessa denominazione, hanno già conseguito un dottorato di ricerca o un titolo equivalente.
Ribadisce, quindi, che senza la soppressione degli incarichi post-doc le università italiane cercheranno giocoforza di usare tale strumento, in luogo del maggiormente tutelante e più costoso contratto di ricerca, al fine di pagare meno i ricercatori.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.10, ne illustra la finalità soppressiva degli incarichi post-doc, sottolineando il rischio che essi si sovrappongano ai contratti di ricerca, svuotandoli di contenuto ed offrendo minori tutele ai ricercatori.Pag. 167
Richiama, quindi, le proposte avanzate dalla rete delle società scientifiche italiane volte alla defiscalizzazione degli oneri contributivi dei ricercatori, già respinte dal Senato, nonostante esse fossero volte a risolvere problemi rappresentati anche dal Ministero dell'università e della ricerca.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 1-bis.10.
Antonio CASO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.11, ne illustra la finalità volta a specificare che gli incarichi di post-doc conferiti a tempo determinato instaurino un rapporto di lavoro con le università di tipo subordinato, cosicché i titolari di tali incarichi possano godere delle tutele connesse a tale rapporto di lavoro, come ferie, malattia, permessi.
Inoltre, rileva che l'emendamento in esame è altresì volto a precisare che il conferimento ai titolari degli incarichi post-doc di attività di didattica avvenga a titolo oneroso e per fare fronte a specifiche esigenze integrative. Ribadisce, quindi, la necessità che i ricercatori non siano utilizzati in maniera strutturale per svolgere attività didattica, la quale se svolta deve essere adeguatamente ricompensata come attività lavorativa straordinaria.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Caso 1-bis.11, rileva che esso è volto ad offrire un certo grado di tutela ai ricercatori italiani, prevedendo che il conferimento dell'incarico post-doc dia vita ad un rapporto di lavoro di tipo subordinato. Sostiene che tale precisazione assuma un'importanza particolare soprattutto a fini previdenziali, essendo l'emendamento funzionale ad evitare futuri buchi contributivi per i ricercatori.
Per quanto riguarda la didattica, osserva che essa compete esclusivamente ai professori ordinari ed associati e non, come avverrà in maniera strutturale senza l'approvazione dell'emendamento in esame, ai ricercatori assunti con incarichi post-doc, per giunta a titolo gratuito.
In conclusione, chiede alla Commissione di modificare l'impianto originario dell'istituto contrattuale di cui si discute.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Caso 1-bis.11, rileva che esso individua i punti critici degli incarichi post-doc, che non a caso sono gli stessi che i contratti di ricerca mirano a superare e per cui sono stati introdotti.
Sottolinea, quindi, l'importanza che la retribuzione degli incarichi di ricerca sia stabilita in sede di contrattazione collettiva e che i titolari di tali incarichi che saranno chiamati a svolgere anche attività di didattica siano pagati per quest'attività straordinaria.
La Commissione respinge l'emendamento Caso 1-bis.11.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.12, ne illustra la finalità correttiva delle criticità insite negli incarichi post-doc e negli incarichi di ricerca.
Reputa scandaloso non solo che tali nuove figure contrattuali siano state introdotte, ma anche che la maggioranza non voglia apportare quelle modifiche minime che pure sarebbero necessarie e che le eviterebbero di commettere una sciocchezza.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Piccolotti 1-bis.12, osserva che esso è volto a consentire di accedere agli incarichi post-doc anche a coloro che stanno per conseguire il dottorato di ricerca, avendo già consegnato la tesi ed essendo in attesa della discussione. Al fine di evitare che coloro che versano in tale condizione siano inquadrati con lo strumento contrattuale che costituisce l'equivalente dei vecchi assegni di ricerca, raccomanda l'approvazione dell'emendamento in esame.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Piccolotti 1-bis.12, ne evidenzia la natura Pag. 168di emendamento di buon senso, sottolineando altresì come esso si inserisca bene all'interno della riforma introdotta al Senato mediante l'emendamento Occhiuto-Cattaneo, al fine di assicurare un trattamento giuridico più equo ai dottorandi.
Si rammarica, pertanto, della totale indisponibilità della maggioranza e del Ministero dell'Università e della Ricerca, che giudica molto grave e che svilisce il dibattito in Commissione, ad accogliere una proposta emendativa che apporta una modifica minima e meramente tecnica all'istituto degli incarichi post-doc.
Preannuncia che l'emendamento in esame sarà ripresentato in Assemblea come ordine del giorno per mostrare che l'opposizione non è sorda alle proteste provenienti dal settore della ricerca italiana.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 1-bis.12.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Piccolotti 1-bis.13 ne illustra il contenuto, avente ad oggetto una detassazione del carico fiscale, degli oneri previdenziali ed assistenziali gravanti sui ricercatori, che sarebbero posti a carico dell'amministrazione.
Ritiene che escludere tali oneri dai già bassi stipendi dei ricercatori sarebbe molto importante anche in ragione dell'impatto che l'aumento dell'inflazione e, quindi, del costo della vita ha sui ricercatori precari italiani.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.13, osserva che esso è volto a migliorare le nuove figure contrattuali di cui si sta discutendo.
Nel ritenere tale miglioramento assolutamente necessario, chiede alla Commissione per quale ragione i ricercatori non dovrebbero maturare adeguati contributi previdenziali. Ritiene, infatti, che questa costituisca una gigantesca ingiustizia, aggravata dal fatto che essa si consuma all'interno della pubblica amministrazione.
Chiede quindi alla maggioranza di spiegare le ragioni per le quali, con ogni probabilità, voterà per respingere tale proposta emendativa.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Piccolotti 1-bis.13, sottolinea che esso interviene su un tema particolarmente sensibile. Osserva, poi, che se mancano nuove risorse e la volontà della maggioranza è quella di affiancare queste nuove più deboli forme contrattuali ai maggiormente tutelanti contratti di ricerca allora occorre fare in modo che sia comunque garantito un livello minimo di diritti e di tutele per i ricercatori. Come già affermato durante la seduta antimeridiana odierna, ribadisce l'importanza centrale della dignità del lavoro e sostiene che questo emendamento cerca di aprire un confronto nel merito del tema con l'attuale maggioranza parlamentare ed il Governo.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 1-bis.13.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Manzi 1-bis.14, ne illustra la finalità soppressiva degli incarichi di ricerca. A tale proposito, rende nota alla Commissione la propria esperienza personale di assegnista di ricerca, sottolineando come essa sia consistita essenzialmente nell'aver fatto ricerca con meno di millequattrocento euro al mese, nell'essere stato costretto ad aprire una partita IVA per lavorare parallelamente come informatico al fine di potersi rendere economicamente indipendente e, conseguentemente, nell'essere stato privato di ogni diritto spettante ai lavoratori subordinati, compreso quello di poter beneficiare di permessi per assentarsi dal lavoro per poter partecipare alle sedute del consiglio comunale ove era stato eletto.
Dichiara che, attraverso la reintroduzione surrettizia degli assegni di ricerca, quello che lui ha già vissuto è il futuro che è stato riconsegnato ai ricercatori italiani.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamentoPag. 169 Manzi 1-bis.14, informa i membri della Commissione che nella giornata di ieri è stato pubblicato un documento da parte di alcuni dei maggiori economisti italiani sull'impatto degli incarichi post-doc e degli incarichi di ricerca nel mondo della ricerca. Avverte che il documento afferma come questa riforma rappresenti un vero e proprio ritorno al passato, dando vita gli incarichi di ricerca ad un periodo di ricerca parallelo a quello del dottorato, che però è del tutto privo di prospettive.
Ribadisce, quindi, come gli incarichi di ricerca e gli incarichi post-doc svuotino di contenuto i contratti di ricerca, nonostante essi restino formalmente in vigore e siano suscettibili di essere impiegati dalle università.
Richiama, infine, l'attenzione della Commissione sul probabile paradosso per cui dottori di ricerca anche dal cospicuo curriculum potrebbero candidarsi per il conferimento degli incarichi di ricerca entrando in competizione con laureati magistrali, svalutando così le proprie competenze con grave danno per sé stessi e per il Paese.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.14, osserva che l'articolo citato dalla collega Piccolotti dà conto dei vari rapporti contrattuali che andranno a coesistere e ritiene anch'essa che si determinerà con ogni probabilità il paradosso sopra paventato.
Afferma che, a suo giudizio, il problema principale per il settore della ricerca, risiede nell'assenza di prospettive circa l'utilizzo dei contratti di ricerca, nella mancata assunzione di professori associati, determinato da ragioni meramente contabili, visto l'obbligo per le università di versare allo Stato parte dei risparmi derivanti dal blocco del turnover.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 1-bis.14.
Irene MANZI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1-bis.15, rappresenta che gli incarichi di ricerca si sovrappongono, di fatto, alle attuali borse di ricerca, garantendo un percorso parallelo senza, tuttavia, fornire alcuna prospettiva futura concreta.
Stigmatizza, altresì, la circostanza che il Governo avrebbe dovuto recepire le richieste provenienti dalle Istituzioni europee, orientate a un più rigoroso rispetto del PNRR da parte dell'Italia, in tal senso intervenendo direttamente sul disegno di legge attualmente all'esame del Senato della Repubblica, anche aprendo, se del caso, un confronto con il mondo accademico, anziché intervenire con il decreto-legge in esame, che recepisce, sostanzialmente, talune disposizioni già presenti nel citato disegno di legge e che, quindi, si pongono in contrasto con il PNRR medesimo.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) evidenzia che il comma che l'emendamento Manzi 1-bis.15 intende sopprimere fa un generico riferimento, per la selezione del personale, a fonti di rango secondario, consentendo ai docenti universitari stessi di scegliere il personale, che, di fatto, verrà impiegato per svolgere compiti di mera assistenza.
Antonio CASO (M5S) sottolinea che il comma che il citato emendamento Manzi 1-bis.15 intende sopprimere cristallizza, di fatto, la precarietà esistente nel mondo accademico, rappresentando plasticamente una lotta generazionale tra coloro che sono entrati molti anni addietro a far parte del mondo universitario, e che difendono la propria posizione e il proprio status e, dall'altro, le generazioni più giovani, che si trovano a dover affrontare percorsi di studio più lunghi nonché maggiori sacrifici per ottenere gli stessi risultati professionali.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 1-bis.15.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo, in qualità di cofirmataria, sull'emendamento Manzi 1-bis.16, sottolinea il favor del Governo nei confronti di coloro che gestiscono le università telematiche, alle quali è consentito di derogare agli Pag. 170standard qualitativi previsti per gli atenei pubblici.
Rivolgendosi alla sottosegretaria Frassinetti evidenzia che, potendo le università telematiche avere un numero inferiore di docenti, le stesse potranno fare ricorso ai titolari di incarichi post-doc al fine di far svolgere agli stessi le previste attività didattiche, con un evidente risparmio di spesa rispetto alle università pubbliche.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 1-bis.16.
Antonio CASO (M5S), illustrando l'emendamento a sua prima firma 1-bis.17, rappresenta che il medesimo intende prevedere degli stanziamenti finanziari, pari a 200 milioni di euro, per dare attuazione agli incarichi post-doc e agli incarichi di ricerca, pur ribadendo di essere in disaccordo con i predetti incarichi così come delineati dal decreto-legge in esame.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo anch'ella, in qualità di cofirmataria, sul citato emendamento, evidenzia che l'Italia affronta, per la ricerca pubblica, una percentuale di spesa, in rapporto al PIL, tra le più basse in Europa e che la stessa, ferma allo 0,50 per cento prima dello stanziamento di risorse ad opera del PNRR, è salita a 0,7 punti percentuali solo grazie agli investimenti del PNRR, ma, inevitabilmente, il dato sarà rivisto al ribasso al termine del periodo di attuazione del PNRR stesso. Evidenzia come il Governo abbia falcidiato ulteriormente la spesa per istruzione e ricerca e come l'Italia sia ben lontana dalla media europea, pari a 2,5 punti percentuali in rapporto al PIL. Sottolinea, dunque, l'importanza dell'approvazione dell'emendamento in esame, che stanzia importanti risorse finanziarie nel mondo accademico.
Matteo ORFINI (PD-IDP), intervenendo in qualità di cofirmatario, stigmatizza la scelta del Governo di precarizzare il mondo dei ricercatori universitari e rappresenta che la scelta più sensata sarebbe stata, a suo parere, quella già sperimentata nella scorsa legislatura, ossia prevedere lo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie per dare dignità e conferire il giusto riconoscimento alla figura del ricercatore.
La Commissione respinge l'emendamento Caso 1-bis.17.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), rammaricandosi della declaratoria d'inammissibilità dell'articolo aggiuntivo Manzi 1-bis.01, ricorda come questo fosse volto a prevedere agevolazioni finalizzate al pagamento del mutuo per l'acquisto della prima casa da parte dei dottorandi di ricerca, dei titolari di contratti di ricerca, di contratti post-doc e di borse di assistenti all'attività di ricerca e, più in generale, di soggetti meritevoli all'interno del mondo accademico.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'articolo aggiuntivo Piccolotti 1-bis.02, si chiede come sia possibile svolgere serenamente attività di ricerca negli atenei pubblici a fronte di un corrispettivo economico scarso e assolutamente non dignitoso. Si interroga, ancora, sulle motivazioni per le quali un ricercatore universitario dovrebbe decidere di svolgere la propria attività di ricerca scientifica in Italia anziché all'estero. Rappresenta, infine, che avrebbe ben volentieri sottoscritto l'articolo aggiuntivo Manzi 1-bis.01 purtroppo dichiarato inammissibile nella seduta di ieri.
Matteo ORFINI (PD-IDP), anch'egli intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'articolo aggiuntivo Piccolotti 1-bis.02, rileva come questo sia teso a migliorare il testo del decreto-legge in esame, prevedendo speciali agevolazioni per talune figure del mondo accademico inerenti il versamento dei contributi previdenziali.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Piccolotti 1-bis.02.
Antonio CASO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori chiede una breve sospensione dei lavori della Commissione, atteso Pag. 171che, in concomitanza degli stessi, si sta per procedere, in Assemblea, allo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata alla presenza di due Ministri di riferimento della Commissione.
Federico MOLLICONE, presidente, in risposta alla richiesta formulata dal deputato Caso, rappresenta che i lavori della Commissione devono proseguire stante la calendarizzazione nei lavori dell'Assemblea del provvedimento in esame e ricorda che lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Assemblea non costituisce, di per sé, motivo per disporre la sospensione dei lavori della Commissione.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), stigmatizzando la decisione del Presidente, si dichiara contraria alla scelta di non concedere una breve sospensione dei lavori della seduta, rappresentando, al contempo, che la presidenza avrebbe dovuto essere più rispettosa del ruolo delle forze di opposizione in seno alla Commissione.
Intervenendo, poi, sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 1-bis.03, evidenzia che il medesimo intende stanziare 250 milioni di euro, al fine di finanziare particolari oneri contributivi, così in parte risolvendo i problemi dell'università pubblica, mediante la riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente.
Antonio CASO (M5S), ribadendo la necessità di una breve sospensione dei lavori al fine di consentire ai deputati interroganti di prendere parte alla seduta di Assemblea, sottolinea, in qualità di cofirmatario, l'importanza dell'approvazione del citato articolo aggiuntivo.
Matteo ORFINI (PD-IDP) evidenzia la circostanza della presenza in Aula di due rappresentanti del Governo e che due Capogruppo della Commissione chiedono di potervi partecipare e insiste anch'egli nella richiesta di sospensione dei lavori.
Gaetano AMATO (M5S) si associa anch'egli alla richiesta di sospensione dei lavori della Commissione, attesa, peraltro, la decisione, assunta in seno all'Ufficio di Presidenza, di contingentamento dei tempi di intervento, che non pregiudica i tempi di esame del provvedimento.
Federico MOLLICONE, presidente, fa presente che la segreteria della Commissione
sta procedendo alla verifica della presenza dei citati rappresentanti del Governo in Assemblea e all'orario del previsto intervento.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Piccolotti 1-bis.03.
Federico MOLLICONE, presidente, invita il relatore e il rappresentante del Governo a esprimere il parere sulle restanti proposte emendative.
Rossano SASSO (LEGA), relatore, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 2, esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 2.1, Amato 2.2, Piccolotti 2.3, Caso 2.4, Grippo 2.5, Pastorino 2.6, Grippo 2.7 e Manzi 2.8; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Piccolotti 2.9 e Grippo 2.10; esprime parere contrario sugli emendamenti Grippo 2.11, Morfino 2.12, Pastorino 2.13, Piccolotti 2.14, Manzi 2.15 e 2.16, Piccolotti 2.17, Caso 2.18, Amato 2.19 e Piccolotti 2.21; esprime parere contrario sugli identici emendamenti Manzi 2.22 e Morfino 2.23; esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 2.24, 2.25, 2.26 e 2.27.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 2-bis, esprime parere contrario sugli emendamenti Piccolotti 2-bis.1; esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Manzi 2-bis.01, Caso 2-bis.02, Piccolotti 2-bis.03, Orrico 2-bis.04, Caso 2-bis.05, 2-bis.07 e 2-bis.08, Piccolotti 2-bis.09.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 3, esprime parere contrario sugli emendamenti Caso 3.1, Manzi 3.2, 3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7, L'Abbate 3.8, Caso 3.9, L'Abbate 3.10, Manzi 3.11 e 3.12 e Orrico 3.13.Pag. 172
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 3-ter, esprime parere contrario sull'emendamento Manzi 3-ter.1.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 4-bis, esprime parere contrario sull'emendamento Zanella 4-bis.1. esprime parere contrario sugli emendamenti Piccolotti 5.1 e 5.2.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 6, esprime parere contrario sugli emendamenti Orrico 6.1, Manzi 6.2, Caso 6.3, Piccolotti 6.5, Orrico 6.6 e 6.7.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 6-bis, esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 6-bis.1, Morfino 6-bis.2, Caso 6-bis.3 e Manzi 6-bis.4.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 7, esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Caso 7.01 e Caso 7.02.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 8, esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 8.1, e 8.2, Amato 8.3, Manzi 8.5, Amato 8.4 e 8.6, Orrico 8.7; esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Piccolotti 8.01.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 9, esprime parere contrario sugli emendamenti Manzi 9.1 e Amato 9.2.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 9-ter, esprime parere contrario sull'emendamento Manzi 9-ter.1.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 9-quater, esprime parere contrario sull'emendamento Manzi 9-quater.1.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 10, esprime parere contrario sull'emendamento Manzi 10.1.
Passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 10-bis, esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Caso 10-bis.01, 10-bis.02 e 10-bis.03.
La sottosegretaria Paola FRASSINETTI esprime parere conforme a quello espresso dal Relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 2.1.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Amato 2.2, rappresenta che lo stesso interviene in una «guerra tra poveri», ossia tra coloro che sono stati giudicati idonei, per aver raggiunto o superato il punteggio minimo previsto per il superamento della prova orale, ai concorsi banditi per il personale docente a decorrere dall'anno 2023. Evidenzia, dunque, che l'emendamento intende attingere, in modo alternato, dalla citata graduatoria, nonché da quella di cui all'articolo 41, comma 11, del decreto-legge n. 36 del 2022.
La Commissione respinge l'emendamento Amato 2.2.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua firma 2.3, rappresenta che col citato emendamento si intende integrare le graduatorie finali dei concorsi, anche al fine di dare risposte concrete a coloro che hanno investito tempo e denaro per la preparazione dei concorsi pubblici e che, a suo parere giustamente, vorrebbero essere inseriti nelle graduatorie finali.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 2.3.
Antonio CASO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.4, evidenzia che lo stesso intende dare soddisfazione a coloro che sono stati giudicati idonei nei vari concorsi delle scuole. Evidenzia che gli idonei nei concorsi del 2020 rischiano di essere preceduti nell'immissione in ruolo dalla prevista riserva del 30% a favore degli idonei di altri concorsi. L'emendamento intende prevedere, dunque, che coloro che sono stati giudicati idonei nei concorsi del 2020 verranno immessi in ruolo prima degli idonei del concorso del Pag. 1732023, al contempo garantendo, a questi ultimi la formazione di una graduatoria e il suo scorrimento.
La Commissione respinge l'emendamento Caso 2.4.
Giorgia LATINI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Grippo 2.5, Pastorino 2.6 e Grippo 2.7 si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 2.8.
Giorgia LATINI, presidente, constata l'assenza della presentatrice dell'emendamento Grippo 2.10; si intende vi abbia rinunciato.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.9, che prevede che le graduatorie di merito relative al concorso ordinario di cui al decreto dipartimentale n. 510 del 23 aprile 2020 conservino validità fino al loro esaurimento, al fine di tutelare quanti sono risultati vincitori del suddetto concorso, dimostrando di essere idonei all'insegnamento.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 2.9.
Giorgia LATINI, presidente, constata l'assenza della presentatrice dell'emendamento Grippo 2.11; si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Morfino 2.12.
Giorgia LATINI, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pastorino 2.13; si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Piccolotti 2.14, Manzi 2.15 e 2.16, Piccolotti 2.17, Caso 2.18, Amato 2.19 e Piccolotti 2.21, nonché gli identici emendamenti Manzi 2.22 e Morfino 2.23 e l'emendamento Manzi 2.24.
Gaetano AMATO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, reputa una farsa continuare a votare le proposte emendative in esame quando in Assemblea è in corso il question time con ben due Ministri di riferimento della Commissione – la Ministra Bernini e il Ministro Giuli – e al contempo è stato anche preannunciato il ricorso alla «ghigliottina».
Chiede dunque che la seduta sia sospesa per consentire ai parlamentari della Commissione che hanno presentato delle interrogazioni di prendere parte alla seduta.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Manzi 2.25, 2.26, e 2.27.
Giorgia LATINI, presidente, sospende la seduta per consentire ai deputati della Commissione di recarsi in Aula a seguire la seduta di question time.
La seduta sospesa alle 15.05 è ripresa alle 15.40.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Piccolotti 2-bis.1 nonché gli articoli aggiuntivi Manzi 2-bis.01, Caso 2-bis.02, Piccolotti 2-bis.03 Orrico 2-bis.04, Caso 2-bis.05, 2-bis.07 e 2-bis.08.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 2-bis.09, stigmatizza il fatto che la presidenza abbia ripreso i lavori della commissione in assenza di molti rappresentanti delle opposizioni. Passando al merito dell'articolo aggiuntivo in esame ne illustra le finalità sottolineando la necessità di affrontare la questione delle classi eccessivamente numerose anche al fine di garantire una scuola più inclusiva e di migliorare la qualità dei processi di insegnamento e di apprendimento. A tale fine si propone la predisposizione di un piano triennale per la progressiva riduzione del numero delle classi. Al riguardo stigmatizza il fatto che nel provvedimento in esame sia previsto un tetto massimo al numero delle classi con ciò ignorando l'obiettivo di garantire il benessere degli studenti.
Pag. 174La Commissione, con distinte votazioni respinge l'articolo aggiuntivo Piccolotti 2-bis.09 nonché l'emendamento Caso 3.1.
Federico MOLLICONE, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Manzi 3.2 e 3.3, si intende che vi abbiano rinunciato.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Manzi 3.4.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 3.4.
Antonio CASO (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Manzi 3.5.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 3.5.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Manzi 3.6.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 3.6.
Antonio CASO (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Manzi 3.7
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Manzi 3.7 e L'Abbate 3.8.
Antonio CASO (M5S), illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 3.9 volto ad incrementare il Fondo per l'edilizia scolastica per il triennio finanziario 2025-2027 al fine di garantire che gli edifici scolastici siano messi in sicurezza e magari anche resi più efficienti dal punto di vista dell'efficienza energetica.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Caso 3.9 e L'Abbate 3.10.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), nel sottoscrivere l'emendamento Manzi 3.11, dichiara di condividere l'urgenza di affrontare la questione dell'edilizia scolastica, caratterizzata da edifici in parte fatiscenti e spesso privi delle palestre. Invita quindi il Governo ad investire le risorse necessarie per la scuola e non solo in armamenti.
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 3.11.
Antonio CASO (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Manzi 3.12
La Commissione respinge l'emendamento Manzi 3.12.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Orrico 3.13, sottolinea l'importanza di eliminare il previsto vincolo per nuove assunzioni da parte dei comuni al fine di favorire il raggiungimento del target stabilito nel PNRR in materia di creazione di nuovi posti negli asili nido.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Orrico 3.13, Manzi 3-ter.1 e Zanella 4-bis.1.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 5.1, volto a favorire il rispetto dei contratti collettivi nazionali e modalità di assunzione del personale analoghe a quelle previste per le scuole statali anche da parte delle scuole paritarie dal momento che esse beneficiano di ingenti contributi pubblici. Evidenzia quindi che l'emendamento in esame prevede anche un piano di potenziamento del personale ispettivo del ministero dell'istruzione e del merito al fine di garantire maggiori controlli periodici.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 5.1.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 5.2 ribadisce la necessità che le scuole paritarie che compiano reiterate violazioni delle norme in materia di organizzazione didattica, assunzioni e quelle dei contratti collettivi possano subire la revoca della parità scolastica almeno per cinque anni.
Pag. 175La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 5.2.
Antonio CASO (M5S), intervenendo, in qualità di cofirmatario, sull'emendamento Orrico 6.1 evidenzia la necessità di incrementare le risorse finanziarie destinate all'acquisto dei libri di testo.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), dichiara di sottoscrivere l'emendamento Orrico 6.1, condividendo la finalità di incrementare le risorse finanziarie per l'acquisto dei libri per gli studenti, tema una volta caro anche alle associazioni giovanili di destra. Con rammarico constata che purtroppo il Governo non intende stanziare maggiori risorse per tali favorire l'obiettivo della gratuità dei libri di testo.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Orrico 6.1 e Manzi 6.2.
Antonio CASO (M5S), illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 6.3, volto ad incrementare di 20 milioni di euro per l'anno 2025 il Fondo unico per il welfare dello studente e per il diritto allo studio.
La Commissione respinge l'emendamento Caso 6.3.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 6.5, sottolinea l'importanza di garantire una formazione specialistica per gli insegnanti di sostegno anche con corsi periodici dedicati. Al riguardo segnala le forti preoccupazioni espresse dagli insegnanti di sostegno specializzati a fronte di una formazione degli insegnanti di sostegno che ormai avviene anche da remoto.
La Commissione respinge l'emendamento Piccolotti 6.5.
Antonio CASO (M5S) illustrando, in qualità di cofirmatario, l'emendamento Orrico 6.6, che prevede l'introduzione di una dote educativa per il diritto allo studio mediante l'istituzione di un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con una dotazione iniziale pari a 3 miliardi di euro. Al riguardo nello stigmatizzare il fatto che la proposta di legge della collega Orrico su tale materia si sia arenata in Commissione, evidenzia l'importanza che la scuola possa rappresentare ancora un ascensore sociale.
La Commissione respinge l'emendamento Orrico 6.6.
Antonio CASO (M5S) illustra, in qualità di cofirmatario, le finalità dell'emendamento Orrico 6.7, volto a prevedere l'istituzione di un Fondo dedicato all'utilizzo consapevole delle tecnologie emergenti e dell'intelligenza artificiale, al fine di prevedere percorsi di formazione e informazione per i docenti, i genitori e gli studenti.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Orrico 6.7 condividendo la finalità di riflettere sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale e degli algoritmi, alcuni dei quali anche molto delicati e forse pericolosi in quanto predittivi.
Matteo ORFINI (PD-IDP), nel sottoscrivere l'emendamento Orrico 6.7, condivide le considerazioni svolte dai colleghi e soprattutto la necessità che siano previsti adeguati percorsi di formazione per i docenti che devono essere messi nelle condizioni di comprendere le dimensioni del problema dell'uso dell'intelligenza artificiale in ambito didattico.
La Commissione respinge l'emendamento Orrico 6.7.
Gaetano AMATO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla presidenza se sia prevista una sospensione dei lavori in occasione della Commemorazione che si svolgerà in Aula a breve.
Federico MOLLICONE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.10.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 28 maggio 2025. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI. – Interviene il Sottosegretario di Stato per la cultura Gianmarco Mazzi.
La seduta comincia alle 18.40.
DL 45/2025: ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026.
C. 2420 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).
Sulla pubblicità dei lavori.
Giorgia LATINI, presidente, avverte che il gruppo di FdI ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni ne dispone l'attivazione.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta pomeridiana odierna.
Giorgia LATINI, presidente, avverte che l'esame riprenderà dall'emendamento 6-bis.1, su cui il relatore e il rappresentante del Governo hanno espresso parere contrario.
Antonio CASO (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Manzi 6-bis.1
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Manzi 6-bis.1., l'emendamento Morfino 6-bis.2., l'emendamento Caso 6-bis.3. e l'emendamento Manzi 6-bis.4.
Antonio CASO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 7.01, ne illustra il contenuto volto a prorogare i contratti del personale ATA per garantire il proseguimento delle attività di supporto fino al giugno del 2026. Precisa che la cifra indicata per la copertura si basa sulla stima dell'organico del personale ATA previsto dal PNRR e da Agenda Sud.
Sottolinea che la proroga di tali contratti costituisce una battaglia di giustizia, necessaria per il funzionamento delle scuole ed il conseguimento degli obiettivi del PNRR.
Irene MANZI (PD-IDP) dichiara di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Caso 7.01.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Caso 7.01.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Caso 7.01. e 7.02. nonché gli emendamenti Manzi 8.1 e 8.2.
Gaetano AMATO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 8.3, ne illustra il contenuto invitando la Commissione a considerare gli effetti dannosi della ludopatia e dell'«azzardopatia». Rappresenta, infatti, che molti giovani si rovinando la vita a causa dell'esplosione del gioco d'azzardo e che non ha senso proporre una distinzione tra scommesse legali ed illegali.
Nel ricordare di essersi già confrontato con il Ministro per lo sport Abodi, raccomanda l'approvazione dell'emendamento in esame.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Amato 8.3., l'emendamento Manzi 8.5, nonché gli emendamenti Amato 8.4 e 8.6.
Anna Laura ORRICO (M5S), illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 8.7, evidenziando come fra gli obiettivi del PNRR sia previsto quello di mitigare le disuguaglianze esistenti nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale e, in particolare, il divario fra le regioni del Nord e del Sud con riferimento al diritto allo studio. Al riguardo ricorda che dopo la loro istituzione le comunità educanti non sono state di fatto attuate e rese strutturali. Ritiene infatti necessaria un ulteriore spinta nella lotta alle diseguaglianze.
Pag. 177La Commissione respinge l'emendamento Orrico 8.7.
Elisabetta PICCOLOTTI (AVS), illustrando le finalità dell'articolo aggiuntivo 8.01 a sua firma, evidenzia come già a partire dal termine della pandemia si stia discutendo degli interventi volti a contrastare l'emergenza relativa al disagio psicologico delle giovani generazioni. Al riguardo osserva che l'introduzione della sola figura dello psicologo scolastico non rappresenterebbe una misura sufficiente a intercettare i bisogni dei giovani duramente provati dall'isolamento sociale e dall'abuso dei cellulari.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo aggiuntivo Piccolotti 8.01 nonché gli emendamenti Manzi 9.1, Amato 9.2, Manzi 9-ter.1, 9-quater.1 e 10.1.
Antonio CASO (M5S), illustra le finalità degli articoli aggiuntivi a sua prima firma 10-bis.01, e 10-bis 02 volti rispettivamente a prevedere misure a favore delle scuole della cosiddetta zona rossa dei Campi Flegrei e della più ristretta zona di intervento dei Campi Flegrei, mediante l'istituzione di Fondi dedicati nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito. Al riguardo sottolinea l'urgenza di prevedere interventi volti a garantire la messa in sicurezza delle scuole anche al fine di aiutare la popolazione a convivere con il fenomeno del bradisismo.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Caso 10-bis.01, 10-bis.02 e 10-bis.03.
Giorgia LATINI, presidente, avverte che sono così concluse le votazioni sulle proposte emendative.
Comunica che sono pervenuti i pareri delle Commissioni I Affari costituzionali, V Bilancio VI Finanze, VIII Ambiente, X Attività produttive, XI Lavoro, XII Affari sociali, XIV Politiche dell'Unione europea e del Comitato per la legislazione.
Nessuno chiedendo di intervenire in dichiarazione di voto, la Commissione delibera di conferire al relatore, on. Sasso, il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul testo del disegno di legge C. 2420.
La Commissione delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Giorgia LATINI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 18.55.