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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 11 giugno 2025
510.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO

TESTO AGGIORNATO AL 17 GIUGNO 2025

Pag. 13

INDAGINE CONOSCITIVA

  Mercoledì 11 giugno 2025. — Presidenza del vicepresidente Paolo FORMENTINI.

  La seduta comincia alle 8.45.

Indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell'Artico.
Sulla pubblicità dei lavori.

  Paolo FORMENTINI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata Pag. 14anche mediante la resocontazione stenografica e la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati. Introduce, quindi, l'audizione.

Audizione di Luca Cinciripini, ricercatore dell'Istituto Affari Internazionali (IAI).
(Svolgimento e conclusione).

  Luca CINCIRIPINI svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

  Intervengono, quindi, per porre quesiti e formulare osservazioni, Naike GRUPPIONI (FDI), Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP), Emanuele LOPERFIDO (FDI), Laura BOLDRINI (PD-IDP), in videoconferenza, Simone BILLI (LEGA), Dimitri COIN (LEGA) e Paolo FORMENTINI, presidente.

  Luca CINCIRIPINI risponde ai quesiti posti e fornisce ulteriori precisazioni.

  Paolo FORMENTINI, presidente, dichiara conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 9.25.

  N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

COMITATO DEI NOVE

  Mercoledì 11 giugno 2025.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Costa Rica, fatto a Roma il 27 maggio 2016.
Emendamenti C. 1387 Senatori La Marca ed altri, approvato dal Senato.

  Il Comitato si è riunito dalle 9.25 alle 9.30.

RISOLUZIONI

  Mercoledì 11 giugno 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene la Sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Maria Tripodi.

  La seduta comincia alle 14.

Sui lavori della Commissione.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP), intervenendo sui lavori della Commissione, ricorda che sabato scorso oltre 300.000 persone hanno partecipato alla manifestazione per chiedere la fine dello sterminio della popolazione civile di Gaza e sollecitare il Governo italiano a condannare l'azione militare condotta dal Governo israeliano. Nonostante gli appelli degli oratori che si sono alternati sul palco – esponenti palestinesi, della società civile israeliana, intellettuali di origine ebraica – fino ad oggi il Presidente del Consiglio Meloni non ha avuto espressioni di cordoglio per i civili palestinesi uccisi di cui oltre 18.000 sono bambini. Più in generale, osserva che l'Esecutivo italiano si è limitato ad esprimere preoccupazione e a ribadire l'impegno all'assistenza umanitaria, ma non ha compiuto atti politici concreti, a differenza di altri Paesi che hanno già provveduto a riconoscere lo Stato di Palestina, sanzionare i Ministri del Governo israeliano più estremisti e chiedere la sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele. Chiede, quindi, che il Governo ponga fine a questa forma di tacita complicità con il premier Netanyahu, che danneggia la reputazione del nostro Paese, da sempre schierato per la tutela e la promozione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale.

  Paolo FORMENTINI (LEGA), stigmatizza il carattere pretestuoso dell'intervento della collega Boldrini e sottolinea che il Governo e la maggioranza hanno più volte ribadito la richiesta di una tregua umanitaria per prestare soccorso alla popolazione stremata di Gaza. Tuttavia, a suo avviso, oltre ad evitare che gli aiuti siano intercettati dei terroristi di Hamas, è necessario rilanciare l'unica azione realistica di pacificazione, che passa attraverso gli accordi di Abramo tra Israele e gli Stati Pag. 15arabi e la realizzazione del corridoio India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Come più volte sottolineato dallo stesso presidente Tremonti, infatti, i commerci della prosperità sono il presupposto per allontanare i conflitti.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ritiene comprensibile, sul piano politico, il sostegno che il Governo italiano, ed in particolare i vicepresidenti Tajani e Salvini, hanno sempre assicurato al Governo Netanyahu. Allo stesso tempo, considera inaccettabile che i rilievi della collega Boldrini vengano derubricati a mero strumento di propaganda politica. Ribadisce che, alla luce dell'attuale drammatica situazione nella Striscia di Gaza, l'azione umanitaria dell'Esecutivo deve essere accompagnata da scelte politiche di chiara condanna degli obiettivi politico militari del Governo israeliano, che ha ormai accantonato la prospettiva della soluzione «due popoli, due stati» e persegue un piano di occupazione sistematica dei territori palestinesi.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP), associandosi alle considerazioni del collega Amendola, evidenzia l'esigenza, di fronte alla inerzia del Governo italiano, che la Commissione affronti una discussione seria ed approfondita sulla tragedia in corso, evitando le polemiche strumentali.

  Salvatore CAIATA (FDI) stigmatizza l'intervento dell'onorevole Boldrini, sottolineando che il Presidente Meloni ha più volte ribadito la propria contrarietà al proseguimento dell'azione militare israeliana nella Striscia, posizione condivisa da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, nella comune consapevolezza del dramma che sta vivendo la popolazione civile palestinese. Allo stesso tempo, dichiara la disponibilità a proseguire la discussione in Commissione, mettendo però da parte le polemiche pretestuose.

  Giulio TREMONTI, presidente, suggerisce che le forze politiche presentino degli atti di indirizzo sui quali avviare un percorso di approfondimento, anche attraverso un ciclo di audizioni. Precisa, inoltre, che l'ipotesi della creazione del corridoio India-Medio Oriente-Europa (IMEC) potrebbe essere stato alla base dell'atto terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE), esprimendo apprezzamento per la proposta avanzata dal presidente, auspica che dal dibattito parlamentare possa emergere un ampio sostegno alla necessità di azioni più incisive da parte del Governo italiano: allo stato attuale, infatti, al di là delle espressioni di preoccupazione, l'Esecutivo non ha ritenuto di appoggiare, in sede europea, l'ipotesi di sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele.

  Giulio TREMONTI, presidente, evidenzia che la discussione relativa agli eventuali atti di indirizzo dovrebbe focalizzarsi di più sulle cause che alimentano il conflitto e sulle possibili soluzioni piuttosto che sull'operato del Governo italiano.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), pur dichiarandosi disponibile ad approfondire le radici storiche del conflitto in Medio Oriente, ritiene prioritario ragionare sugli sviluppi attuali, con il piano di occupazione messo in atto dal Governo Netanyahu e le successive azioni diplomatiche di alcuni Paesi partner d'Italia, che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, adottato sanzioni nei riguardi di alcuni Ministri israeliani e dei coloni israeliani più radicali e sostenuto la sospensione del citato accordo di associazione tra Israele e l'Unione europea.

  Giulio TREMONTI, presidente, ribadisce l'opportunità di indagare le cause storiche del conflitto israelo-palestinese.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP), confermando la disponibilità ad un confronto serio e approfondito in Commissione, evidenzia che esso deve essere finalizzato a produrre un deciso cambio di passo da parte del Governo italiano, che finora si è limitato mere dichiarazioni di principio senza alcun effetto concreto.

Pag. 16

  Stefano Giovanni MAULLU (FDI), apprezzando la proposta saggia e costruttiva del presidente, ritiene pretestuosi i rilievi dell'opposizione, che non tengono in debita considerazione la vera causa del dramma attuale, ovvero l'atto terroristico di Hamas del 7 ottobre. Rileva, peraltro, che la stessa Autorità nazionale palestinese ha ormai accantonato la prospettiva «due popoli, due Stati», ritenuta poco realistica, evocando invece la coesistenza delle due entità all'interno di un unico Stato, con adeguate garanzie per la popolazione palestinese.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE) ritiene che eventuale dibattito in Commissione dovrebbe affrontare anche il tema del rinnovo del Memorandum d'intesa in materia di cooperazione militare tra Italia ed Israele, entrato in vigore l'8 giugno 2005, e che si rinnova tacitamente ogni cinque anni.

7-00295 Formentini: sul progetto di creazione di un «Museo dell'italianità» a Buenos Aires.
(Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00080).

  La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, avviata nella seduta del 28 maggio scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Ricorda, quindi, che nella scorsa seduta il collega Loperfido, cofirmatario dell'atto di indirizzo, ne ha illustrato i contenuti.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI sottolinea che il progetto del Museo dell'italianità a Buenos Aires rappresenta un'iniziativa di grande valore storico, culturale e identitario, che si inserisce pienamente nella tradizione italiana di promozione della memoria dell'emigrazione e del legame con le nostre collettività all'estero.
  Rileva che il Museo costituirà il primo esempio, al di fuori dell'Italia, di una struttura permanente interamente dedicata all'emigrazione italiana, a tutti gli effetti un'estensione naturale del lavoro avviato con il Museo nazionale dell'emigrazione italiana di Genova.
  Osserva che l'iniziativa è l'esempio di una virtuosa azione coordinata di tutto il Sistema-Italia presente nella città: Ambasciata, Consolato, parlamentari eletti all'estero e consiglieri del CGIE (Consiglio Generale Italiani all'Estero), con il sostegno delle principali espressioni dell'associazionismo italiano locale e l'interesse di numerose imprese italiane attive sul territorio.
  Evidenzia che il Museo, ubicato in un'area ad alto valore strategico e simbolico della capitale argentina, sarà uno strumento di promozione culturale, educativa e identitaria, rivolto in particolare alle giovani generazioni, finalizzato a rafforzare la proiezione culturale dell'Italia nel continente sudamericano, contribuendo alla diplomazia pubblica ed alla diffusione dei nostri valori.
  Ritiene, quindi, che sia fondamentale il pieno sostegno del nostro Paese, in primo luogo tramite le sedi diplomatico-consolari presenti sul territorio, affinché un progetto tanto ambizioso quanto innovativo possa essere valorizzato al massimo, a maggior ragione in una città come Buenos Aires, tanto strategica per l'espressione del soft power italiano nel mondo.

  Andrea ORSINI (FI-PPE), anche a nome della collega Marrocco, chiede di sottoscrivere la risoluzione in titolo. Si associa, inoltre, alle considerazioni della sottosegretaria Tripodi circa l'importanza storica della presenza italiana in Argentina e la necessità di valorizzarla attraverso iniziative come quella in esame, che contribuiscono a rafforzare i già solidi rapporti i due Paesi.

  Salvatore CAIATA (FDI), nome di tutti membri del proprio gruppo, chiede di sottoscrivere l'atto di indirizzo.

  Fabio PORTA (PD-IDP) esprime apprezzamento per l'iniziativa, segno tangibile dell'attenzione verso la comunità italiana in Argentina; a suo avviso, sarebbe utile inquadrare l'istituendo «Museo dell'italianità» di Buenos Aires in una rete di analoghe istituzioni museali sparse nel mondo, Pag. 17affidandone il coordinamento al Museo nazionale dell'emigrazione italiana di Genova.

  Paolo FORMENTINI (LEGA), ringraziando i colleghi per il supporto, evidenzia che l'approvazione dell'atto di indirizzo in esame consente, tra le altre cose, di focalizzare l'attenzione della Commissione sull'America Latina, ingiustamente trascurata in quanto al di fuori degli attuali scenari di crisi. A suo avviso, la risoluzione può contribuire anche a tutelare la memoria di Cristoforo Colombo, oggetto di ingiustificati attacchi alimentati dalla cultura woke, in voga negli Stati Uniti prima dell'avvento dell'Amministrazione Trump, che non a caso ha ripristinato il Columbus Day.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ritiene del tutto incongruo il riferimento del collega Formentini alla cultura woke.

  Toni RICCIARDI (PD-IDP), pur apprezzando l'iniziativa, chiede chiarimenti sulle risorse finanziarie necessarie per realizzare il museo. Peraltro, ritiene incongruo che maggioranza e Governo rendano questo tributo alla comunità italiana in Argentina dopo aver convertito in legge il decreto-legge n. 36 del 2025, che ha inferto un colpo mortale alle attese di tanti oriundi che aspiravano ad ottenere la cittadinanza italiana. Auspica, dunque, che l'approvazione della risoluzione in esame possa contribuire ad avviare la riflessione per correggere gli evidenti errori della citata normativa.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI precisa che l'istituzione del museo ha un costo stimato di circa 7 milioni di dollari: l'onere finanziario dovrebbe essere sostenuto da circa cinquanta aziende private, che hanno già manifestato l'interesse a contribuire. La gestione potrebbe essere poi affidata ad una fondazione appositamente costituita, sul modello di quella che amministra il teatro Coliseo, simbolo storico della cultura italiana in Argentina. Peraltro, osserva che è ancora in corso l'iter di approvazione del progetto: al riguardo, ricorda che il Governo della Città di Buenos Aires ha già concesso l'uso quinquennale del terreno, con il fondato auspicio che si possa accedere all'estensione trentennale di tale concessione da parte delle autorità locali.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE) chiede di precisare che l'intervento non reca oneri a carico della finanza pubblica.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) chiede di condividere con la Commissione l'elenco delle aziende interessate a finanziare il progetto.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI si dichiara disponibile a fornire tale elenco; a suo avviso, è apprezzabile che lo sforzo economico sia sostenuto da soggetti privati.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) precisa che, in tal caso, provvederà a ringraziare singolarmente ciascuna delle aziende interessate.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE) ribadisce l'apprezzamento per l'assenza di oneri finanziari a carico dello Stato.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) evidenzia che le manifestazioni di interesse hanno un valore relativo e non corrispondono necessariamente ad uno stanziamento di bilancio.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI ricorda che la Commissione sta esaminando un mero atto di indirizzo, che non necessita di copertura finanziaria.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), perfettamente consapevole della differenza tra un disegno di legge e una risoluzione, ritiene comunque indispensabile disporre preventivamente dell'elenco delle imprese disposte a finanziare l'intervento; a tal fine, chiede al collega Formentini un supplemento di riflessione, rinviando il seguito dell'esame.

  Franco TIRELLI (NM(N-C-U-I)M-CP) segnala che l'iter per l'istituzione del museo è Pag. 18stato accuratamente seguito all'Ambasciata italiana a Buenos Aires, che si è fatta carico di individuare imprese potenzialmente interessate ed avviare le necessarie interlocuzioni con le autorità locali.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) ritiene utile che l'atto di indirizzo sia approvato solo al termine dell'iter in corso in Argentina.

  Paolo FORMENTINI (LEGA) sottolinea l'esigenza di procedere al voto della risoluzione; in caso di dissenso, invita i colleghi dell'opposizione a votare in senso contrario.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ribadisce che la conoscenza delle aziende interessate a finanziare nel progetto è un presupposto fondamentale per garantire la serietà e la trasparenza dell'iniziativa.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI propone di riformulare la parte dispositiva della risoluzione aggiungendo il seguente impegno: «a informare periodicamente il Parlamento sulle fonti di finanziamento e sull'esecuzione del progetto».

  Paolo FORMENTINI (LEGA) accoglie la proposta di riformulazione avanzata dalla rappresentante del Governo.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE), pur apprezzando lo sforzo di mediazione della sottosegretaria Tripodi, ritiene indispensabile ricevere preventivamente un elenco dettagliato delle imprese finanziatrici, per valutarne la credibilità e la reputazione.

  Giulio TREMONTI, presidente, fa presente che tale verifica può essere effettuata direttamente dall'Ambasciata.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) sottolinea che si tratta di un compito delicato, dal momento che tali aziende dovrebbero garantire anche la piena conformità ai criteri di due diligence.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) evidenzia che l'istituzione del museo dovrebbe essere oggetto di una proposta di legge, con adeguata copertura finanziaria.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE), ribadendo la richiesta di esplicitare i criteri di selezione delle aziende, preannuncia l'astensione al proprio Gruppo sulla risoluzione in esame.

  La Commissione approva, la risoluzione in titolo, come riformulata, che assume il numero 8-00080 (vedi allegato 1).

7-00297 Boldrini: sulle iniziative per porre rimedio alla crisi umanitaria in Congo.
(Seguito della discussione e rinvio).

  La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, avviata nella seduta del 28 maggio scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, ricorda che nella scorsa seduta la collega Boldrini ha illustrato il contenuto dell'atto di indirizzo, sottolineando la necessità di apportare alcuni aggiornamenti al testo, alla luce dei recenti avvenimenti nel Paese.
  Chiede, quindi, alla deputata Boldrini di illustrare la nuova formulazione del testo.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) illustra la nuova formulazione del testo (vedi allegato 2).

  La sottosegretaria Maria TRIPODI, ringraziando la deputata Boldrini per l'iniziativa, si riserva di approfondire il nuovo testo, alla luce delle significative differenze rispetto al testo originario.

  Laura BOLDRINI (PD-IDP) considera ragionevole la richiesta della rappresentante del Governo.

  Andrea ORSINI (FI-PPE), pur condividendo l'impianto complessivo dell'atto di indirizzo in esame, stigmatizza l'incoerenza dei gruppi di opposizione, che non hanno ritenuto di scendere in piazza per denunciare la drammaticità della situazione della Repubblica Democratica del Congo, mentre hanno organizzato una imponente manifestazione di solidarietà con la popolazione civile di Gaza.

Pag. 19

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP) sottolinea che la risoluzione in esame fa seguito all'audizione di Dino Angelaccio, membro del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della Conferenza episcopale italiana (CEI), sulla situazione umanitaria in Congo, svoltasi in Commissione l'11 marzo scorso. In quella sede era emerso un consenso pressoché unanime delle forze politiche sulla necessità di promuovere un intervento per porre fine al conflitto in corso ed alleviare le sofferenze della popolazione civile. In questo senso, sarebbe auspicabile che l'atto di indirizzo in esame venisse approvato all'unanimità.

  Andrea ORSINI (FI-PPE) ribadisce le riserve sul doppio standard dei gruppi di opposizione nella valutazione di situazioni analoghe.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI conferma l'attenzione del Governo per i temi oggetto della risoluzione, riservandosi solo una valutazione più approfondita.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.10.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 11 giugno 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI, indi del vicepresidente Paolo FORMENTINI. – Interviene la Sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Maria Tripodi.

  La seduta comincia alle 15.10.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica della Macedonia, ora Repubblica della Macedonia del Nord, in materia di sicurezza sociale, fatto a Skopje il 25 luglio 2014.
C. 2293 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 26 marzo scorso.

  Giulio TREMONTI, presidente, avverte che sul provvedimento si sono espresse favorevolmente le Commissioni Affari costituzionali, Bilancio, Lavoro e Politiche dell'UE, mentre la Commissione Affari sociali ha comunicato che non esprimerà il parere di competenza.

  La Commissione delibera di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Giulio TREMONTI, presidente, avverte che la presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei Gruppi.

Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero.
C. 2369 Governo.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Andrea ORSINI (FI-PPE), relatore, in premessa, fa presente che il provvedimento in esame, è un collegato alla manovra di finanza pubblica per l'anno 2025. Si compone di sette articoli, suddivisi in tre Capi: disposizioni in materia di cittadinanza, di anagrafe e di legalizzazioni (Capo I); Disposizioni in materia di passaporti e di validità per l'espatrio della carta d'identità (Capo II); disposizioni organizzative e finali (Capo III).
  Sottolinea che l'articolo 1, comma 1, modifica le procedure in materia di riconoscimento della cittadinanza per i residenti all'estero, sostituendo integralmente l'articolo 10 del decreto legislativo n. n. 71 del 2011 recante «Ordinamento e funzioni degli uffici consolari».
  In particolare, la nuova disciplina ridefinisce le competenze degli Uffici consolari, Pag. 20attribuendo ad essi la sola competenza di: accertare il mantenimento della cittadinanza italiana, rilasciando il relativo certificato, da parte di persone residenti nella circoscrizione e già riconosciute come cittadini; riconoscere il possesso della cittadinanza per i minori d'età residenti nella circoscrizione e figli di cittadini già precedentemente riconosciuti come tali.
  Inoltre, ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria e dei sindaci in merito al riconoscimento della cittadinanza italiana, si stabilisce che le domande di cittadinanza avanzate da richiedenti maggiorenni residenti all'estero siano presentate direttamente presso un ufficio di livello dirigenziale generale istituito all'interno del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
  Evidenzia che le domande sono inviate al MAECI esclusivamente tramite servizio postale – in deroga a quanto previsto dal Codice dell'amministrazione digitale – e devono essere corredate della documentazione cartacea originale e della prova del versamento dei diritti consolari.
  Rileva che il successivo comma 4 dispone che le comunicazioni ufficiali tra il richiedente e il MAECI si svolgono esclusivamente con posta elettronica, con valore di notifica, anche se non certificata. A seguire, i commi 5, 6 e 7 definiscono le modalità applicative e individuano un periodo transitorio di applicazione.
  Osserva, in primo luogo, che si stabilisce la piena operatività della nuova procedura dal 1° gennaio del secondo anno successivo all'entrata in vigore della disposizione in esame. Si dispone altresì che nel primo biennio, il MAECI possa ricevere un numero massimo annuo di domande non superiore a quelle trattate complessivamente nel corso dell'anno precedente presso gli Uffici consolari.
  Segnala che è poi prevista una norma transitoria per la trattazione da parte degli Uffici consolari delle domande ricevute prima dell'entrata a regime della nuova procedura; durante tale periodo ciascun ufficio consolare non potrà ricevere annualmente un numero di domande superiore ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza conclusi nell'anno solare precedente a quello di entrata in vigore della disposizione. Nel caso di Uffici che hanno trattato un numero molto basso di pratiche in tale anno, si prevede che il limite massimo di pratiche non possa essere inferiore a cento. Precisa che, come specificato nella Relazione illustrativa, tale contingentamento delle pratiche nel periodo transitorio è volto ad evitare il sovraccarico di lavoro negli Uffici consolari.
  Infine, si prevede che il termine per la conclusione del procedimento di riconoscimento della cittadinanza sia di quarantotto mesi, in luogo degli attuali ventiquattro.
  Sottolinea che il comma 2 del medesimo articolo 1 prevede, a decorrere dall'anno 2026, un incremento della dotazione organica del MAECI di due unità di livello dirigenziale generale, trenta unità dell'area dei funzionari e cinquantacinque unità dell'area degli assistenti.
  Evidenzia che il comma 3 apporta le necessarie modifiche all'organizzazione dell'amministrazione centrale del MAECI in termini di numero di uffici dirigenziali generali, di vicedirettori generali/direttori centrali e di uffici dirigenziali non generali, che saranno incrementati rispettivamente di una, una e cinque unità.
  Rileva, altresì, che il comma 4 modifica, a decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello della data di entrata in vigore della legge, il sistema di redistribuzione degli introiti derivanti dal pagamento della tariffa consolare per le pratiche di ricostruzione iure sanguinis, Nello specifico, i proventi derivanti dal contributo per la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnati, a decorrere dall'anno 2025, nella misura del 50 per cento allo stato di previsione del MAECI e destinati: per il 50 per cento agli uffici consolari, secondo la ripartizione determinata con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; per il 25 per cento all'incremento del fondo risorse decentrate del personale non dirigenziale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; per il 25 per cento al funzionamento degli Pag. 21uffici all'estero e ad altre spese in conto capitale.
  Osserva che il comma 5, infine, prevede le autorizzazioni di spesa necessarie all'attuazione delle disposizioni sopra illustrate.
  Sottolinea che l'articolo 2 del provvedimento in esame modifica la disciplina relativa alla legalizzazione di firme di atti da e per l'estero, al fine di superare alcune incertezze applicative che si sono generate nella prassi consolare; in particolare, il Consolato potrà effettuare la verifica della conformità della firma non sulla base degli specimen di firma di tutti i funzionari locali che emettono atti, bensì sulla base di un numero limitato di specimen di firma dei funzionari abilitati, ai sensi della normativa o della prassi locale, ad effettuare la legalizzazione a fini interni delle firme dei funzionari che hanno materialmente originato gli atti.
  Evidenzia che l'articolo 3 apporta numerosi adeguamenti puntuali alla legge recante «Anagrafe e censimento degli italiani all'estero» (legge n. 470 del 1988) ai cambiamenti normativi intervenuti in materia di anagrafe, tra cui l'istituzione dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, di cui è parte integrante l'Anagrafe della popolazione italiana residente all'estero (AIRE).
  In particolare, si precisa, al comma 8, che non sono iscritti all'AIRE: i cittadini che si recano all'estero per l'esercizio di occupazioni stagionali; il personale inviato da amministrazioni pubbliche a prestare servizio all'estero e le persone con essi conviventi; i dirigenti scolastici, i docenti e il personale amministrativo della scuola collocati fuori ruolo ed inviati all'estero; i dipendenti delle regioni e delle province autonome assegnati a prestare servizio presso la Rappresentanza permanente presso l'Unione europea; il personale civile e militare che fruisce dell'indennità di lungo servizio all'estero; il personale civile e militare in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO.
  Inoltre, l'iscrizione è facoltativa per i cittadini che lavorano all'estero per organizzazioni internazionali, per l'Unione europea o per organizzazioni della società civile iscritte nell'elenco tenuto dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, a condizione che tali soggetti conservino o stabiliscano il domicilio fiscale in Italia su base volontaria o in virtù di quanto espressamente previsto al riguardo dal Protocollo disciplinante l'organizzazione di appartenenza o di quanto contemplato dal proprio contratto di lavoro.
  Rileva che l'articolo 4 introduce alcune modifiche alla normativa sui passaporti (legge n. 1185 del 1967), al fine di aggiornarne la disciplina tenendo conto delle evoluzioni intercorse nel tempo. In particolare, si introducono alcune specificazioni che non modificano la disciplina delle caratteristiche tecniche e delle modalità di emissione del passaporto, giacché tale materia è interamente demandata, nell'ordinamento nazionale, a decreti ministeriali attuativi di regolamenti dell'Unione europea direttamente applicabili.
  Più nel dettaglio, il comma 1, lettera a) elimina il riferimento al rinnovo del passaporto – non più prevista dalla disciplina vigente, che dispone, alla scadenza, l'emissione di un nuovo passaporto – nonché il riferimento agli Ispettorati di frontiera per gli italiani all'estero – formalmente soppressi dal 2003 – e il riferimento ai «rappresentanti diplomatici e consolari», sostituito dal riferimento agli «uffici consolari».
  Analogamente, il comma, 1 lettera b) sopprime gli ulteriori riferimenti, nella disciplina vigente, agli Ispettorati di frontiera.
  Osserva che il comma 1, lettera c) abroga la possibilità per il Ministro degli affari esteri di adottare, con proprio decreto, particolari disposizioni per il rilascio del passaporto, o di documento equipollente, a coloro che sono da considerarsi emigranti ai sensi delle norme sull'emigrazione: infatti, come specificato nella Relazione illustrativa, si tratta di una categoria che, nel contesto italiano attuale, è ormai superata.
  Fa presente che il comma 1, lettera d) sostituisce integralmente l'articolo 13 della citata legge n. 1185 del 1967, prevedendo, nella nuova formulazione, la necessità di presentare denuncia sia in caso di smarrimentoPag. 22 che di furto del passaporto; l'emissione di un nuovo passaporto è subordinata alla preventiva presentazione della denuncia.
  Rileva che il comma 1, lettera e) introduce una modifica volta ad autorizzare le Autorità consolari al rilascio di un'attestazione ufficiale che confermi che, ai sensi della normativa italiana, il minore italiano può effettivamente viaggiare con uno solo dei genitori in presenza di determinate condizioni; la Relazione illustrativa specifica che tale disposizione serve per una particolare casistica che si riscontra in alcuni Paesi in cui le Autorità di frontiera non ritengono sufficiente, per il viaggio del minore italiano con uno solo dei genitori, l'assenso dell'altro genitore (o di chi ne fa le veci) o l'autorizzazione del giudice tutelare (nei casi in cui è richiesta).
  Sottolinea che il comma 1, lettera f) apporta modifiche volte ad aggiornare la normativa vigente alle evoluzioni intervenute in materia di passaporti biometrici attraverso la pertinente disciplina dell'Unione europea;
  Evidenzia che il comma 1, lettera g) adegua la normativa alla prassi operativa attualmente vigente per il passaporto biometrico, che prevede un'unica fotografia, autenticata dall'operatore consolare o dal funzionario della Questura direttamente sulla domanda di rilascio del passaporto, che viene scansionata e stampata direttamente nel passaporto biometrico.
  Osserva che il comma 1, lettera h) introduce alcune limitate modifiche in materia di costo del libretto – da determinare con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro dell'interno ed il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione – e periodico aggiornamento dell'entità del contributo amministrativo.
  Fa presente che il comma 1, lettera i) elimina la gratuità prima prevista per il rilascio del passaporto in favore degli appartenenti alla categoria dell'«emigrante», per le medesime motivazioni sopra illustrate con riferimento al comma 1, lettera c).
  Rileva che il comma 1, lettera l) abroga la disposizione vigente relativa al passaporto collettivo; come espresso nella Relazione illustrativa, tale abrogazione si è resa necessaria anche in ragione della mancata accettazione del passaporto collettivo da parte delle Autorità di frontiera della maggior parte degli Stati esteri e dell'attuale possibilità di rilascio del passaporto a tutti i cittadini, compresi i minori.
  Precisa che le successive lettere m), n) ed o) del medesimo comma 1 aggiornano la disciplina vigente in materia di sanzioni in caso uscita dal territorio nazionale senza valido passaporto o altro documento equipollente ed ammende per false dichiarazioni a pubblico ufficiale all'atto della richiesta di rilascio di passaporto.
  Sottolinea, quindi, che il comma 2 dell'articolo 4 dispone che corrispettivo dovuto dai soggetti richiedenti il passaporto e le modalità di riscossione saranno determinati annualmente con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro degli affari esteri e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione.
  Evidenzia che l'articolo 5 introduce con norma ordinaria la previsione, già disposta a livello regolamentare, che la carta d'identità è titolo valido per l'espatrio se non sussista una condizione che legittima il diniego o il ritiro del passaporto e che, in tal caso, sulla carta d'identità è apposta l'annotazione: «Documento non valido ai fini dell'espatrio».
  Precisa che attualmente, infatti, le carte d'identità valide ai fini dell'espatrio sono disciplinate da una norma di rango regolamentare (il decreto del Presidente della Repubblica n. 649 del 1974); tuttavia, nella prassi normativa e applicativa si è da tempo affermato un generale criterio di equiparazione tra i due strumenti, in quanto utilizzati per le medesime finalità, ossia l'uscita dal territorio nazionale per raggiungere una destinazione estera. Sono peraltro in costante aumento i Paesi, anche extraeuropei, che, in virtù di speciali accordi Pag. 23stipulati con l'Italia, consentono l'ingresso anche ai possessori della sola carta d'identità valida per l'espatrio.
  Passando all'articolo 6, osserva che esso contiene alcune disposizioni organizzative relative all'ordinamento e al personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, modificando il DPR 5 gennaio 1967, n. 18 (Ordinamento dell'amministrazione degli Affari esteri). Più in dettaglio: la lettera a) inserisce tra i compiti fondamentali del Ministero la promozione della crescita economica nazionale attraverso il sostegno alle esportazioni e agli scambi con l'estero; la lettera b) introduce la possibilità di attribuire ad un dirigente non appartenente alla carriera diplomatica l'incarico di capo del sopra menzionato ufficio dirigenziale competente per l'esame delle domande di cittadinanza avanzate da richiedenti maggiorenni residenti all'estero; inoltre, introduce alcuni adeguamenti di carattere formale alle disposizioni relative al conferimento degli incarichi presso l'amministrazione centrale, eliminando le denominazioni di alcune strutture dirigenziali generali del MAECI e razionalizzando la presentazione degli incarichi attribuibili a Ministri plenipotenziari; la lettera c) modifica gli adempimenti per la promozione al grado di consigliere di legazione, introducendo nuovamente il cosiddetto «adempimento funzionale» (soppresso nel 2010) accanto a quello «geografico»; in altri termini, per poter accedere alla promozione al grado di Consigliere di legazione, i Segretari di legazione – oltre ad avere maturato dieci anni e mezzo di servizio nel grado e ad avere svolto quattro anni di servizio all'estero – dovranno avere svolto specifiche funzioni, che vengono identificate nella copertura di posti commerciali o in posti con funzioni consolari; fanno eccezione solo le sedi cosiddette «belliche» (e le sedi che potranno essere individuate con decreto ministeriale, al fine di assicurare adeguati incentivi alla copertura di sedi caratterizzate da condizioni di lavoro e di vita particolarmente complesse); osserva che la lettera d) abroga la norma relativa al computo del periodo di servizio nelle residenze disagiate; la Relazione illustrativa precisa che per la carriera diplomatica la disposizione non ha concreta applicazione e la sua abrogazione consente, su un piano formale, di evitare incertezze interpretative nel possesso dei requisiti per la promozione al grado di Consigliere di legazione e, su un piano sostanziale, migliora le possibilità di copertura delle sedi estere particolarmente disagiate; rileva che la lettera e) introduce anche per il personale a contratto un sistema di valutazione annuale della performance individuale, modellato secondo le modalità previste per il personale non dirigenziale. Per l'attuazione della disposizione è autorizzata la spesa annua di euro 1 milione a decorrere dall'anno 2026. Sottolinea che la lettera f) modifica l'attribuzione di posti di funzione all'estero del personale di elevata professionalità del MAECI al fine di adeguare la disciplina vigente all'evoluzione dell'ordinamento professionale del personale non dirigenziale.
  Evidenzia, infine, che l'articolo 7 reca la copertura degli oneri finanziari del provvedimento, quantificati in 9 milioni 871 mila 243 euro per l'anno 2026, in 13 milioni 770 mila e 243 euro per l'anno 2027 e 7 milioni 770 mila e 243 euro annui a decorrere dall'anno 2028.
  Considerato che alle 15.15 dovrebbe svolgersi un'audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell'Artico, auspica che il seguito dell'esame venga di rinviare l'esame ad altra seduta.

  Fabio PORTA (PD-IDP) rileva che provvedimento in esame prevede interventi eterogenei e fa seguito alla conversione del decreto-legge n. 36 del 2025, che il Governo e la maggioranza hanno voluto approvare a tappe forzate, escludendo ogni possibilità di emendare il testo; al riguardo, auspica che il disegno di legge in esame preveda tempi congrui per la discussione e la presentazione degli emendamenti.
  In via generale, osserva che mentre il citato decreto-legge ha fortemente circoscritto il diritto ad ottenere la cittadinanza, il provvedimento in esame prevede l'istituzione di un apposito ufficio all'interno del Ministero degli affari esteri e della cooperazionePag. 24 internazionale a cui sarebbe affidata la gestione centralizzata delle richieste di cittadinanza, prevedendo, peraltro, modalità ormai anacronistiche come la trasmissione per posta dei documenti in formato cartaceo. A suo avviso, tali meccanismi potrebbero rafforzare il ruolo delle agenzie di servizi che in passato hanno sollevato critiche per la loro condotta opaca e spregiudicata. Inoltre, è prevedibile un significativo aumento dei ricorsi da parte dei cittadini a cui venga contestata l'erronea compilazione dei documenti trasmessi.

  Paolo FORMENTINI, presidente, intervenendo sull'ordine dei lavori, suggerisce di rinviare il seguito dell'esame al fine di consentire lo svolgimento dell'audizione prevista dall'ordine del giorno.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), a nome del proprio Gruppo, chiede di proseguire dibattito, consentendo gli interventi dei colleghi che si sono iscritti a parlare.

  Federica ONORI (AZ-PER-RE) ritiene ragionevole la proposta di rinvio avanzata dal collega Formentini.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ribadisce la necessità di continuare la discussione in ragione dell'importanza del provvedimento in esame.

  Fabio PORTA (PD-IDP), proseguendo nel proprio intervento, ritiene incongruo affidare ad un ufficio centrale del MAECI l'esame della conformità di documenti trasmessi: a suo avviso, solo gli uffici consolari dispongono delle competenze necessarie per valutare la correttezza di certificati emessi dalle autorità locali di ciascun Paese. Inoltre, è discutibile che il citato ufficio centrale sia diretto da un funzionario amministrativo anziché da un diplomatico.

  Andrea ORSINI (FI-PPE) rileva che la verifica sulla conformità dei documenti è un'attività tipicamente amministrativa, che non richiede specifiche competenze sotto il profilo diplomatico.

  Fabio PORTA (PD-IDP) chiede comunque che il Governo chiarisca le ragioni di questa scelta, che potrebbe anche preludere ad una assai deprecabile esternalizzazione delle funzioni.

  Toni RICCIARDI (PD-IDP), associandosi alle considerazioni già svolte dal collega Porta, sottolinea che la costituzione della nuova unità amministrativa implica un costo significativo, pari a circa 40 milioni di euro. Si associa inoltre alle riserve già espresse sulla disposizione che prevede l'invio per posta dei documenti in formato cartaceo: a suo avviso, è una scelta in totale controtendenza rispetto allo sforzo di innovazione che sta compiendo il Paese. Contesta, altresì, la decisione di affidare un funzionario amministrativo, e non a un diplomatico, la guida dell'ufficio incaricato di svolgere la delicata attività istruttoria sulle richieste di cittadinanza.
  Ritiene, infine, plausibili i timori avanzati dal collega Porta circa il rischio che il nuovo meccanismo favorisca l'attività di agenzie private, alimentando un sistema clientelare che tanti danni ha prodotto nel passato.

  Paolo FORMENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 16.10.

AVVERTENZA

  I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

INDAGINE CONOSCITIVA

Sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell'Artico.

Audizione di Riccardo Sessa, presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI).