TESTO AGGIORNATO AL 10 LUGLIO 2025
Pag. 126INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 25 giugno 2025. — Presidenza della vicepresidente Maria Cristina CARETTA. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, Luigi D'Eramo.
La seduta comincia alle 13.35.
Sulla pubblicità dei lavori.
Maria Cristina CARETTA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
5-04128 Cherchi: Sulle criticità delle risorse idriche ad uso irriguo nel comparto agricolo sardo.
Susanna CHERCHI (M5S) illustra l'interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Luigi D'ERAMO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Susanna CHERCHI (M5S), replicando, sottolinea che il problema della mancanza di approvvigionamento idrico riguarda città importanti della Sardegna e non piccoli paesi che d'estate raddoppiano l'utenza a causa del turismo. Pertanto, pur apprezzando quanto il Governo sta facendo per risolvere il problema, ritiene la risposta insoddisfacente; il rischio è che, come si suole dire, il «paziente muoia prima» che i necessari rimedi siano predisposti.
Occorre, quindi, reperire le risorse necessarie, evitando che quelle disponibili siano distolte verso altri usi, come per esempio l'aumento della spesa militare.
5-04129 Davide Bergamini: In merito alle iniziative per salvaguardare la produzione nazionale di grano duro e tutelare gli agricoltori italiani.
Davide BERGAMINI (LEGA) illustra l'interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Luigi D'ERAMO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Davide BERGAMINI (LEGA), replicando, ringrazia in primo luogo il Governo per la puntuale risposta che denota una chiara visione circa la fondamentale centralità del settore della produzione del grano duro. Come partito della Lega si dichiara soddisfatto per la risposta, auspicando comunque che il Governo continui a monitorare le importazioni di grano dall'estero. Sottolinea con favore la previsione di risorse da impiegare nel campo della ricerca per favorire progetti riguardanti il miglioramento genetico del grano nonché tecniche adattive ai cambiamenti climatici e volte a migliorare la sicurezza e la qualità alimentari.
5-04131 Castiglione: Sull'opportunità di introdurre maggiori forme di tutela dei terreni agricoli coltivati rispetto a richieste di destinazione per produzione di energia da fonte rinnovabile.
Giuseppe CASTIGLIONE (FI-PPE) illustra l'interrogazione in titolo.
Pag. 127Il sottosegretario Luigi D'ERAMO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Giuseppe CASTIGLIONE (FI-PPE), replicando, ringrazia il Governo per la puntuale risposta fornita su tutti i rilievi formulati. Si dichiara soddisfatto per aver appreso che saranno apportate alcune modifiche al decreto MASE del 21 giugno 2024 e auspica che tale processo di correzione avvenga anche con il coordinamento delle Regioni. Condivide la necessità di trovare un punto di equilibrio tra l'esigenza di installare impianti per la produzione di energie rinnovabili e quella di salvaguardare produzioni di eccellenza, che rivestono un ruolo importante per l'economia dei vari territori, ed in particolare della Sicilia. Auspica, quindi, che l'attività di vigilanza del Governo sia incisiva nel momento che dovrà essere attuato il decreto e dovranno essere individuate le aree idonee.
5-04130 Borrelli: Sulle iniziative per estendere le norme sul benessere animale ai pesci allevati.
Francesco Emilio BORRELLI (AVS) illustra l'interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Luigi D'ERAMO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Francesco Emilio BORRELLI (AVS), replicando, si dichiara soddisfatto per aver colto, nella risposta del Governo, l'importanza di considerare i pesci come animali senzienti, indipendentemente dal loro grado di coscienza o dalla percezione del dolore. Tuttavia, lamenta che il Governo non si sia espresso sulla richiesta specifica di ulteriori elementi informativi relativi alla vicenda, documentata dalla trasmissione televisiva Report, della ditta Erede Rossi Silvio, dalla quale emergono una serie di comportamenti che danneggiano gravemente la salute degli animali. Ricorda che il gruppo parlamentare che rappresenta è sempre favorevole a politiche che garantiscano il rispetto di ogni forma vivente esistente, stigmatizzando, così, qualsiasi forma di violenza. Richiama, ad esempio, le vicende di un tempo passato dove nelle cosiddette «tonnare», gli animali venivano addirittura uccisi a bastonate. Si augura, quindi, che il Governo, laddove riconosce l'importanza del rispetto delle specie acquatiche considerando al pari delle altre specie senzienti, voglia svolgere la necessaria vigilanza sulla attività imprenditoriale prima richiamata.
5-04132 Forattini: In merito ai pagamenti erogati da Agea per le polizze assicurative agevolate.
Antonella FORATTINI (PD-IDP) illustra l'interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Luigi D'ERAMO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).
Stefano VACCARI (PD-IDP), intervenendo in qualità di cofirmatario, ringrazia per la puntuale risposta del Governo che evidenzia il rispetto del cronoprogramma da parte della task force sulla gestione del rischio. Deve, tuttavia, prendere atto che la stessa Agea ha rilevato alcune anomalie che hanno determinato criticità per le imprese agricole. Ribadisce che le richieste di chiarimenti avanzate sovente dal suo gruppo e riguardanti l'attività di Agea non sono in alcun modo espressione di una «questione personale» nei riguardi del direttore di Agea da parte del suo gruppo, ma rappresentano esclusivamente la necessità di vigilare sull'attività di un ente chiamato ad erogare importanti contributi per gli imprenditori agricoli e le cui inefficienze e ritardi sono capaci di incidere in maniera rilevante sull'equilibrio finanziario degli stessi imprenditori.
Preannuncia pertanto la presentazione di una nuova interrogazione nel mese di luglio con il fine di verificare che i pagamenti che il Governo ha preannunciato nella risposta testé fornita saranno realmente erogati entro le scadenze previste.
Maria Cristina CARETTA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.25.
RISOLUZIONI
Mercoledì 25 giugno 2025. — Presidenza della vicepresidente Maria Cristina CARETTA.
La seduta comincia alle 14.25.
7-00300 Caretta, 7-00301 Bruzzone, 7-00302 Forattini e 7-00308 Caramiello: Iniziative per la gestione della specie canis lupus, anche in relazione alla prossima approvazione della direttiva europea sul declassamento dello status di protezione di tale specie.
(Discussione congiunta e rinvio).
La Commissione inizia la discussione congiunta delle risoluzioni in titolo.
Maria Cristina CARETTA, presidente, illustra la risoluzione a sua prima firma.
Francesco BRUZZONE (LEGA), illustra la risoluzione a sua prima firma.
Antonella FORATTINI (PD-IDP), nell'illustrare la risoluzione a sua prima firma, auspica che si possa convergere su un testo condiviso al fine di predisporre una risoluzione unitaria.
Alessandro CARAMIELLO (M5S) nell'illustrare la risoluzione a sua prima firma, condivide la proposta della collega Forattini e auspica la convergenza delle posizioni su un testo condiviso.
Maria Cristina CARETTA, presidente, rinvia a quanto sarà deciso dall'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ogni decisione sul punto richiamato. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.30.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 25 giugno 2025. — Presidenza della vicepresidente Maria Cristina CARETTA.
La seduta comincia alle 14.30.
DL 84/2025: Disposizioni urgenti in materia fiscale.
C. 2460 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.
Marco CERRETO (FDI), relatore, ricorda che la XIII Commissione Agricoltura è chiamata ad esprimere il prescritto parere sul decreto-legge in esame (C. Governo), che reca disposizioni urgenti in materia fiscale. Per quanto concerne le disposizioni di interesse della Commissione, segnala, in particolare, gli articoli 7 e 11.
In particolare, l'articolo 7 detta disposizioni in tema di agevolazioni sulle accise, estendendo i benefici fiscali per il gasolio anche al biodiesel utilizzato tal quale, stabilendo che il programma pluriennale è esente da notifica preventiva in materia di aiuti di stato, e demandando a un decreto ministeriale il compito di definire le modalità di fornitura all'Agenzia delle dogane e dei monopoli delle risultanze delle verifiche sul rispetto dei criteri di sostenibilità.
Rispetto al testo vigente prima dell'entrata in vigore dell'articolo in commento – comma 2-bis dell'articolo 3-quinquies del decreto-legge n. 57 del 2023 – viene soppresso il riferimento alla preventiva autorizzazione della Commissione europea (si specifica, infatti, che le disposizioni sulle agevolazioni sulle accise si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (Regolamento Generale di Esenzione per Categoria – Pag. 129GBER) e viene esplicitato che il programma pluriennale che si applica al biodiesel ha una durata di sei anni dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale.
Il decreto emanato dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica dovrà contenere non solo le modalità applicative dell'agevolazione ma anche le modalità di fornitura all'Agenzia delle dogane e dei monopoli delle risultanze delle verifiche sul rispetto dei criteri di sostenibilità.
Ricorda che l'articolo 11 anticipa l'entrata in vigore – attualmente fissata al 1° gennaio 2026 – delle disposizioni in materia di produzione di alcole etilico da processi di dealcolazione, introdotte dal decreto legislativo n. 43 del 2025, di riforma delle accise. Segnala che la relazione illustrativa individua le ragioni di tale scelta con la necessità di consentire agli operatori di accelerare il processo di avviamento della nuova attività produttiva, con un conseguente ampliamento della propria filiera di attività e un ritorno sugli investimenti effettuati per l'acquisto degli impianti di dealcolazione. In particolare l'intervento in oggetto interessa l'articolo 8 del decreto legislativo n. 43 del 2025, contenente le disposizioni finali, che, al comma 1, stabilisce l'entrata in vigore delle previsioni di cui all'articolo 1, stabilendola al 1° gennaio 2026. Con il comma 1, lettera a) e b) si prevede, quindi, che le norme in materia di produzione di alcole etilico da processi di dealcolazione, di cui all'articolo 33-ter, comma 1, del decreto legislativo n. 504 del 1995 si applichino non dal 1° gennaio 2026 ma a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, emanato di concerto con il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con cui saranno stabilite, per i soggetti esercenti depositi fiscali che producono vino dealcolato le condizioni di autorizzazione alla produzione, quelle inerenti all'assetto del deposito fiscale e le modalità semplificate di accertamento e di contabilizzazione (di cui all'articolo 33-ter, comma 2).
Ricorda, quindi, che l'articolo 33-ter del decreto legislativo n. 504 del 1995, dispone, al comma 1, che, ferme restando le disposizioni che prevedono che nelle fabbriche di alcole etilico la produzione è determinata mediante l'impiego di appositi misuratori che devono essere installati dall'esercente secondo le modalità stabilite dall'amministrazione finanziaria (articolo 33, comma 1) e che per il controllo della produzione, l'amministrazione finanziaria può altresì prescrivere l'installazione di misuratori delle materie prime alcoliche o alcoligene ed, eventualmente, dei semilavorati da avviare alla distillazione (articolo 33, comma 7), ai soggetti esercenti depositi fiscali di cui all'articolo 28, comma 1, lettera b) (ossia gli stabilimenti di produzione nel settore dei prodotti alcolici intermedi) e d) (ossia, nel settore del vino, le cantine e gli stabilimenti di produzione) che producono vino dealcolato nei limiti di cui all'articolo 37, comma 1, primo periodo (ossia – in media – meno di 1.000 ettolitri di vino all'anno, sulla base della produzione annua media delle ultime tre campagne viticole consecutive) si applicano le disposizioni di cui all'articolo 33, comma 4, che dispone che l'amministrazione finanziaria può prescrivere che, in diretta e stabile comunicazione con gli apparecchi di distillazione, sia collocato un recipiente collettore, sigillato dal personale finanziario, nel quale venga a raccogliersi tutto l'alcole prodotto e che siano predisposte le attrezzature ritenute idonee per l'accertamento diretto del prodotto.
Maria Cristina CARETTA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, invita il relatore a formulare una proposta di parere.
Marco CERRETO (FDI), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 6).
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Città del Capo del 2012 sull'attuazione delle disposizioni del Protocollo del 1993 relativo alla Convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle Pag. 130navi da pesca, con Annesso, fatto a Città del Capo l'11 ottobre 2012.
C. 2345 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.
Raffaele NEVI (FI-PPE), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere il prescritto parere sul disegno di legge recante ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Città del Capo del 2012 sull'attuazione delle disposizioni del Protocollo del 1993 relativo alla Convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca, con Annesso, fatto a Città del Capo l'11 ottobre 2012.
Ricorda che l'Accordo di Città del Capo del 2012, adottato nell'ambito della Conferenza diplomatica dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), contiene disposizioni sulla progettazione, sulla costruzione e sull'equipaggiamento dei pescherecci, al fine di stabilire i parametri per la sicurezza degli equipaggi e di fornire condizioni di parità per le attività industriali.
Come è dato leggere nella relazione illustrativa, nonostante il riconoscimento a livello internazionale della pericolosità dell'attività di pesca professionale, con migliaia di pescatori che perdono la vita ogni anno – circa 80 morti ogni 100.000 pescatori –, manca ancora uno strumento internazionale di definizione dei parametri minimi di sicurezza e di un sistema integrato di controllo e monitoraggio delle unità da pesca.
Il Trattato di riferimento, infatti, non è ancora entrato in vigore in quanto, pur avendo l'Italia aderito ad ogni atto, esso non ha raggiunto l'adesione del numero minimo di Stati previsto. Per questi motivi, l'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha successivamente adottato l'Accordo di Città del Capo del 2012, con la finalità di agevolarne l'entrata in vigore. In particolare l'articolo 3, paragrafo 4, del Protocollo di Torremolinos ha previsto che le parti possono decidere quali delle sue disposizioni che contemplano un limite di lunghezza maggiore di 24 metri debbano applicarsi, in tutto o in parte, a navi battenti la loro bandiera la cui lunghezza sia inferiore al limite di lunghezza prescritto ma superiore a 24 metri, mentre l'articolo 3, paragrafo 5, del medesimo Protocollo dispone che le parti si impegnano a stabilire norme uniformi per le suddette navi da pesca che operano nella stessa regione.
Il Protocollo ha, nel frattempo, formato oggetto di armonizzazione da parte del Consiglio dell'Unione europea, che ha esteso l'applicazione di talune disposizioni – riferite alle unità di lunghezza eguale o superiore a 45 metri – anche alle unità di lunghezza eguale o superiore a 24 metri (direttiva 97/70/CE del Consiglio, dell'11 dicembre 1997).
L'Accordo è composto da quattro articoli, un Annesso e un'Appendice composta da moduli allegati.
Ricorda che gli articoli da 1 a 4 dell'Accordo stabiliscono gli obblighi generali nonché le modalità di interpretazione e applicazione del Protocollo di Torremolinos del 1993 alla Convenzione internazionale di Torremolinos del 1977, le modalità di ratifica, accettazione, approvazione e adesione all'Accordo nonché la sua entrata in vigore. L'Annesso contiene le modifiche all'allegato e alle appendici all'allegato al Protocollo di Torremolinos del 1993. I parametri di sicurezza definiti e applicati non sono stati sostanzialmente modificati dall'Accordo e sono i medesimi definiti dalle disposizioni del Protocollo del 1993.
Venendo al contenuto del disegno di legge di ratifica, rappresenta che esso è composto di sei articoli.
Ricorda che i primi due articoli contengono, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione. L'articolo 3 individua come autorità competente per l'Italia il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L'articolo 4 prevede che il Governo è autorizzato ad apporre, all'atto del deposito dello strumento di ratifica, la riserva di cui all'allegato alla decisione 2014/195/UE del Consiglio,Pag. 131 del 17 febbraio 2014, in ottemperanza a quanto previsto nella suddetta decisione.
L'articolo 5 prevede una clausola di invarianza finanziaria, per la quale dall'attuazione della misura normativa non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 6 prevede che la legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Maria Cristina CARETTA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, invita il relatore a formulare una proposta di parere.
Raffaele NEVI (FI-PPE), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 7).
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 14.35.
ATTI DELL'UNIONE EUROPEA
Mercoledì 25 giugno 2025. — Presidenza della vicepresidente Maria Cristina CARETTA.
La seduta comincia alle 14.35.
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2021/2115 per quanto riguarda il sistema di condizionalità, i tipi di intervento sotto forma di pagamenti diretti, i tipi di intervento in determinati settori, lo sviluppo rurale e le relazioni annuali sull'efficacia dell'attuazione e del regolamento (UE) 2021/2116 per quanto riguarda la governance dei dati e dell'interoperabilità, la sospensione dei pagamenti in relazione alla verifica annuale dell'efficacia dell'attuazione, i controlli e le sanzioni.
COM(2025) 236 final.
(Esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.
Marco CERRETO (FDI), relatore, avverte che la proposta di regolamento all'esame della Commissione, presentata dalla Commissione europea il 14 maggio 2025, è volta a semplificare il quadro legislativo vigente della Politica agricola comune, mantenendo al contempo il ruolo della PAC di sostegno alla transizione ecologica.
Coerentemente con quanto suggerito dal rapporto Draghi e indicato dalla Bussola per la competitività, la semplificazione è uno degli obiettivi trasversali del nuovo ciclo politico-istituzionale europeo. Ricorda, a tal proposito, che la Commissione sta portando avanti un ampio lavoro di semplificazione della normativa europea in vari settori, compresi l'industria, la disciplina ambientale, i programmi di investimento e la difesa, tramite la presentazione dei cosiddetti pacchetti omnibus. La proposta all'esame della Commissione si inserisce in questo contesto e costituisce il terzo pacchetto omnibus di semplificazione.
Prima di passare ad un'illustrazione sintetica delle principali misure proposte e rinviando alla documentazione prodotta dal Servizio RUE per ulteriori approfondimenti, sottolinea come essa rappresenti un'iniziativa molto attesa a fronte delle molteplici pressioni che gli agricoltori si trovano ad affrontare. Gli operatori del settore sono infatti in prima linea nella lotta al cambiamento climatico e spesso si fanno carico dei costi necessari ad affrontare tale sfida e dei maggiori oneri per la sostenibilità imposti dalla normativa europea.
Ritiene di grande rilevanza promuovere la competitività del settore agroalimentare dato che, secondo i dati del 2022, esso ha generato un valore aggiunto di oltre 900 miliardi di euro e occupa circa 30 milioni di persone. In linea con quanto suggerito dalla Commissione europea nella propria Visione per il futuro del settore agroalimentare europeo, la semplificazione è un fattore chiave per ridurre i costi in capo agli agricoltori e rendere il settore più competitivo, sia nel mercato interno che negli scambi internazionali. Inoltre, una PAC più snella e con meno burocrazia avrà effetti positivi sui conti pubblici. Secondo le stime della Commissione europea la proposta porterà ad un risparmio annuale di 1,58 miliardi di euro per gli agricoltori e di 210 milioni di euro per le amministrazioni.Pag. 132
Passando ora al contenuto della proposta, ricorda preliminarmente che la stessa modifica sia il regolamento sui piani strategici nazionali della PAC che il regolamento sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della PAC.
In particolare, segnala che la proposta è volta ad apportare alcuni cambiamenti al regime di condizionalità che caratterizza la PAC 2023-2027, per renderlo più snello e facilitarne il rispetto da parte degli operatori del settore.
Dato che gli agricoltori biologici perseguono di per sé alcuni degli obiettivi delle norme di condizionalità, in particolare quelle riguardanti le buone condizioni agronomiche e ambientali, le cosiddette BCAA, essi dovrebbero essere per definizione conformi a tali norme. Inoltre, viene reso più agevole per gli agricoltori rispettare la norma BCAA 1 sul mantenimento di una percentuale obbligatoria di prati permanenti: in primo luogo, un terreno coltivato a erba o ad altre piante erbacee da foraggio diventerà prato permanente dopo sette anni senza rotazione della coltura e non più dopo cinque; in secondo luogo, la quantità di terreni che gli Stati membri devono obbligatoriamente mantenere come prato permanente viene ridotta. Infine, gli Stati membri potranno includere le norme nazionali nei propri piani strategici, in qualità di interventi volti al rispetto del regime di condizionalità. Questo significa che un agricoltore che rispetta un obbligo nazionale che ha le stesse finalità di una delle buone condizioni agronomiche e ambientali sarà conforme alla normativa europea.
Ricorda che la proposta modifica anche il sostegno fornito agli agricoltori per le perdite legate agli eventi catastrofici dovuti al cambiamento climatico, come alluvioni, siccità e gelate. Oggi questo sostegno viene fornito tramite la riserva agricola, gestita nell'ambito del fondo europeo agricolo di garanzia: volendo citare un esempio, richiama l'attenzione sui 99 milioni di euro assegnati, il 19 febbraio scorso, a Spagna, Croazia, Cipro, Lettonia e Ungheria per i danni subiti nel 2024. La proposta vuole riportare la riserva agricola al suo scopo originario, ossia quello di aiutare il settore agricolo in caso di turbative del mercato. Il sostegno per gli eventi climatici verrà invece reindirizzato verso due nuove tipologie di sostegno, chiamate pagamenti complementari in caso di crisi: il primo è una forma di aiuto diretto, mentre il secondo si colloca nell'ambito degli interventi per lo sviluppo rurale. Sottolinea che a queste nuove forme di aiuto non sarà applicato il regime di condizionalità.
Richiama l'attenzione anche sulle disposizioni della proposta a favore dei piccoli agricoltori. La Commissione intende promuovere l'applicazione del regime di pagamento semplificato, ossia di un pagamento erogato sotto forma di somma forfettaria o di pagamento per ettaro, per i piccoli agricoltori: a questo fine, l'aiuto semplificato passa da 1.250 euro a 2.500 euro e vengono esentati dall'applicazione del sistema di condizionalità gli agricoltori che vi fanno ricorso. Inoltre, gli Stati membri potranno introdurre un sostegno forfettario di 50.000 euro per gli interventi di sviluppo imprenditoriale delle piccole aziende agricole.
Ricorda che la proposta è volta a migliorare il quadro giuridico della PAC anche per le amministrazioni degli Stati membri. In quest'ottica cambia la procedura di modifica dei piani strategici degli Stati membri, che dovranno richiedere l'approvazione della Commissione solo per le modifiche strategiche dei piani, mentre per tutte le altre modifiche seguiranno una procedura di notifica più snella.
Per dare seguito alle indicazioni della Visione per l'agricoltura, l'iniziativa è volta altresì a migliorare la governance dei dati e l'interoperabilità dei sistemi amministrativi.
Avverte che l'obiettivo è quello di applicare il principio «una sola raccolta tanti usi», che implica un'unica trasmissione di un certo dato ai sistemi amministrativi. A tal fine, ricorda che gli Stati membri dovranno istituire un'autorità responsabile e adottare e attuare una tabella di marcia sull'interoperabilità, che comporterà anche un costo per il bilancio nazionale.
In ultimo, sottolinea che la proposta interviene anche sul sistema dei controlli. Anzitutto si prevede che venga effettuato Pag. 133un solo controllo in loco all'anno per azienda. In aggiunta, l'iniziativa punta a migliorare l'utilizzo dei sistemi che consentono un controllo a distanza, in particolare tramite i dati forniti dal programma spaziale europeo Copernicus. Ricorda che anche questa disposizione coglie le indicazioni dalla Commissione europea nella propria Visione per l'agricoltura, che richiede di sfruttare le prospettive di semplificazione offerte dalle nuove tecnologie legate allo sviluppo delle risorse spaziali dell'UE.
In conclusione, ricorda che oggi è previsto l'avvio dell'esame della proposta, limitatamente alla sua conformità al principio di sussidiarietà, presso la XIV Commissione Politiche dell'Unione europea. Pertanto, non si soffermerà sugli aspetti relativi al rispetto dei principi in materia di riparto di competenze previsti dai Trattati. Ricorda solo che la Commissione ha individuato la base giuridica della proposta nell'articolo 43, paragrafo 2, del TFUE, riguardante il perseguimento degli obiettivi della PAC.
In conclusione, ritiene opportuno richiamare l'attenzione sull'assenza della valutazione d'impatto. Come avvenuto per numerose proposte presentate in avvio del nuovo ciclo istituzionale, la Commissione motiva l'assenza della valutazione d'impatto con l'urgenza dell'iniziativa. Per quanto la necessità di presentare la proposta in tempi brevi sia condivisibile, avverte che ciò non può determinare in modo generalizzato la mancanza di una valutazione d'impatto, che porta all'impossibilità di effettuare un pieno e compiuto esame della proposta e delle opzioni regolative alternative.
Considerando l'impatto rilevante della proposta sul settore agroalimentare italiano ed europeo, propone, da ultimo, di svolgere un breve ciclo di audizioni allo scopo di acquisire più approfonditi elementi di valutazione.
Maria Cristina CARETTA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.45.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 25 giugno 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.45 alle 14.50.
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 25 giugno 2025. — Presidenza della vicepresidente Maria Cristina CARETTA.
Audizione informale di rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri, Unione italiana vini (UIV) e, in videoconferenza, di rappresentanti di Agci-settore agroalimentare, Confcooperative-Fedagripesca, Legacoop agroalimentare, Unci agroalimentare e Federdoc, nell'ambito dell'esame della proposta di regolamento che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) n. 2021/2115 e (UE) n. 251/2014, riguardante alcune norme di mercato e misure di sostegno settoriale nel settore dei prodotti vitivinicoli e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati.
COM(2025)137 final.
L'audizione informale è stata svolta dalle 15.15 alle 16.15.