SEDE REFERENTE
Giovedì 10 luglio 2025. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 11.35.
DL 84/2025: Disposizioni urgenti in materia fiscale.
C. 2460 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 luglio 2025.
Marco OSNATO, presidente, invita i colleghi a intervenire sul complesso degli emendamenti.
Toni RICCIARDI (PD-IDP), soffermandosi in particolare sugli emendamenti riferiti all'articolo 1, rileva come il Governo – che costantemente afferma di voler tutelare il cosiddetto made in Italy – abbia invece, con le disposizioni recate dall'articolo 1, limitato la deducibilità delle spese di trasferta sostenute da imprenditori e lavoratori autonomi fuori dal territorio nazionale. A suo avviso, appare perlomeno contraddittorio che l'Esecutivo continui a definirsi sostenitore del made in Italy – tra l'altro in una contingenza particolarmente delicata per le questioni relative ai dazi doganali – mentre, dall'altro lato, limita la possibilità di rimborso delle spese effettuate, al di fuori del territorio nazionale, da parte di contribuenti che si recano all'estero per promuovere i propri prodotti e le proprie attività.
Marco OSNATO, presidente, invita il relatore e la rappresentante del Governo a illustrare i pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 1 del provvedimento.
Vito DE PALMA (FI-PPE), relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti Bonetti 1.1 e Raffa 1.2; invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'emendamento Cavandoli 1.3; esprime quindi parere contrario sugli emendamenti Gubitosa 1.4, Raffa 1.5, Gubitosa 1.6 e Merola 1.7; invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli identici emendamenti Casasco 1.8 e Cavandoli 1.9; esprime parere contrario sull'emendamento Alifano 1.10; invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti Frassini 1.12 e Gusmeroli Pag. 71.13; esprime parere contrario sugli emendamenti Merola 1.15, Gubitosa 1.17, Alifano 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, nonché sugli articoli aggiuntivi Alifano 1.01, Gubitosa 1.02 e 1.03; propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Osnato 1.04; invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli identici articoli aggiuntivi Del Barba 1.05, Centemero 1.06 e Cattaneo 10.07; esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Raffa 1.08, 1.09 e 1.010; invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli identici articoli aggiuntivi Cavandoli 1.012, Nevi 1.013 e Ciocchetti 1.014, nonché degli identici articoli aggiuntivi Cavandoli 1.018 e Nevi 1.019, nonché degli articoli aggiuntivi Ciocchetti 1.021 e Lovecchio 1.024; esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Alifano 1.025; propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Mazzetti 1.026; invita la presentatrice al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'articolo aggiuntivo Mazzetti 1.027; esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Raffa 1.028; invita la presentatrice al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'articolo aggiuntivo Cavo 1.029; esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Alifano 1.032 e Appendino 1.033; invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'articolo aggiuntivo Centemero 1.034; propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Testa 1.035; infine, invita i presentatori al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'articolo aggiuntivo Centemero 1.037.
La sottosegretaria Lucia ALBANO esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.
Marco OSNATO, presidente, dispone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Osnato 1.04, Mazzetti 1.026 e Testa 1.035.
Constata poi l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bonetti 1.1; si intende vi abbiano rinunciato.
Enrica ALIFANO (M5S) interviene sull'emendamento Raffa 1.2 di cui è cofirmataria, evidenziando come il sistema fiscale nell'attuale contingenza storica debba tenere conto dei mutamenti che avvengono nel tessuto socioeconomico e produttivo, con particolare riferimento all'utilizzo del web e dell'intelligenza artificiale – tema da tempo all'attenzione della Camera dei deputati –, anziché concentrarsi su tematiche obsolete.
Ricorda quindi che l'emendamento in esame chiede di elevare dal 3 al 15 per cento l'aliquota dell'imposta sui servizi digitali, di cui sono soggetti passivi le grandi aziende che forniscono pubblicità online e servizi di intermediazione tra utenti, nonché trasmettono i dati raccolti dagli utenti affinché siano rivenduti a terze parti.
Conclude affermando che l'approvazione della proposta emendativa, a suo parere, costituirebbe un passo avanti verso una fiscalità più equa e aderente alle sfide della contemporaneità.
Toni RICCIARDI (PD-IDP) esprime apprezzamento per la proposta emendativa Raffa 1.2. Rammenta quindi che, nel corso dell'audizione del CNEL presso la Commissione di inchiesta sulla transizione demografica, il Presidente Brunetta ha affermato che la progressiva sostituzione della forza lavoro umana con sistemi di intelligenza artificiale – dunque, la sostituzione dei contribuenti fisici con macchine – implichi che dovranno essere prefigurate nuove e più adeguate modalità di tassazione.
Ribadisce l'apprezzamento per la proposta emendativa, ritenendola non solo adeguata al contesto storico e sociale, ma anche valido strumento per garantire la tenuta delle finanze pubbliche.
Marco OSNATO, presidente, fa presente che i principali indicatori mostrano un andamento positivo della finanza pubblica.
Toni RICCIARDI (PD-IDP), sebbene consapevole del fatto che la proposta emendativa non sia sostenuta dalla maggioranza, ribadisce la necessità di affrontare il tema della tassazione dei servizi digitali, ritenendo doveroso ricordare che la gestione di grandi quantità di dati e la loro alienazione Pag. 8costituisce, oggi, una nuova e rilevante forma di produzione della ricchezza.
La Commissione respinge l'emendamento Raffa 1.2.
Marco OSNATO, presidente, avverte che l'emendamento Cavandoli 1.3 è stato ritirato dai presentatori.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Gubitosa 1.4 e Raffa 1.5.
Toni RICCIARDI (PD-IDP) dichiara di sottoscrivere, anche a nome dei componenti del gruppo del Partito Democratico in Commissione Finanze, l'emendamento Gubitosa 1.6.
Nel condividerne le finalità, ricorda che i sistemi di welfare aziendale hanno il duplice scopo di fidelizzare la forza lavoro ed elevare gli standard qualitativi di produttività.
Evidenzia tuttavia che, con riferimento ai servizi di welfare offerti ai lavoratori, l'Italia presenta notevoli ritardi e significativi divari territoriali interni.
Con specifico riferimento alla proposta emendativa in esame, evidenzia che agevolare fiscalmente le spese per l'attività sportiva dei figli minorenni del lavoratore – come già avviene in diversi ordinamenti giuridici stranieri – oltre a essere un baluardo di civiltà, consente di incentivare l'esercizio della pratica sportiva e ricreativa, attività utili per la socializzazione e per la crescita dei figli. Per le suesposte ragioni, invita i colleghi a votare a favore della proposta emendativa.
La Commissione respinge l'emendamento Gubitosa 1.6.
Toni RICCIARDI (PD-IDP) illustra l'emendamento Merola 1.7, di cui è cofirmatario. Auspica che sulla proposta emendativa sia svolto un supplemento di istruttoria, a esito della quale il Governo motivi adeguatamente il parere contrario espresso. Rileva, come già fatto nei suoi precedenti interventi, le criticità dell'articolo 1 del provvedimento, che di fatto cancella la possibilità di detassare i rimborsi delle spese sostenute da piccoli imprenditori o lavoratori autonomi che, all'estero, promuovono i propri prodotti e, in tal modo, anche il Paese. Auspica che la proposta emendativa possa essere accantonata.
La Commissione respinge l'emendamento Merola 1.7.
Stefano CANDIANI (LEGA) chiede l'accantonamento dell'emendamento Cavandoli 1.9, di cui è cofirmatario.
Marco OSNATO, presidente, concordi il Relatore e il Governo, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Casasco 1.8 e Cavandoli 1.9.
Enrica ALIFANO (M5S) illustra il contenuto dell'emendamento a sua prima firma 1.10. A suo avviso, occorre procedere a una revisione complessiva della disciplina delle professioni regolamentate in luogo di disporre interventi normativi aventi natura occasionale.
La Commissione respinge l'emendamento Alifano 1.10.
Marco OSNATO, presidente, avverte che l'emendamento Frassini 1.12 è stato ritirato.
Giulio CENTEMERO (LEGA) chiede di accantonare l'emendamento Gusmeroli 1.13, di cui è cofirmatario.
Marco OSNATO, presidente, concordi il Relatore e il Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Gusmeroli 1.13.
Toni RICCIARDI (PD-IDP) chiede di accantonare l'emendamento Merola 1.15, di cui è cofirmatario.
Marco OSNATO, presidente, preso atto della contrarietà del Relatore all'accantonamento dell'emendamento Merola 1.15, lo pone in votazione.
Pag. 9La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Merola 1.15 e Gubitosa 1.17.
Enrica ALIFANO (M5S) illustra il contenuto dell'emendamento a sua prima firma 1.18, rammentando che esso intende introdurre un rimborso diretto in denaro per le spese sostenute a titolo di canoni di locazione di immobili, in luogo della prevista detrazione Irpef.
Evidenzia come la misura proposta è intesa soprattutto a sostenere i giovani che non risiedono nei propri luoghi di origine e, dunque, si trovano costretti a locare una diversa abitazione; si tratta di una generazione spesso priva di risorse sufficienti a provvedere alle comuni necessità di vita.
Toni RICCIARDI (PD-IDP) esprime apprezzamento per l'emendamento Alifano 1.18, che sottoscrive.
Evidenzia poi come il problema delle locazioni investa con particolare urgenza gli studenti universitari. Ricorda che l'accesso all'università costituisce un importante prerequisito per l'attivazione del cosiddetto ascensore sociale e che la Carta fondamentale impegna espressamente la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto l'uguaglianza tra cittadini, affinché sia garantito il diritto alle pari opportunità.
Tuttavia, evidenzia come siano ancora numerosi i nuclei familiari che, per carenza di risorse economiche, non possono garantire ai propri figli di studiare presso atenei lontani dai propri luoghi di origine. Riferisce che, nel tempo, tale circostanza ha causato la progressiva regionalizzazione, se non addirittura la provincializzazione della platea di studenti presso gli atenei italiani, citando a titolo di esempio l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale.
Rileva quindi che la poca disponibilità economica delle famiglie costringe gli studenti a scegliere le università più vicine ai luoghi di origine, pur nella consapevolezza che non tutti gli atenei offrono le medesime opportunità lavorative post laurea e la medesima qualità nell'insegnamento.
Ritiene che sia compito delle forze politiche, in una fase storica nella quale si assiste all'ampliamento delle diseguaglianze economiche, preoccuparsi di fornire sostegno ai ceti sociali più deboli.
La Commissione respinge l'emendamento Alifano 1.18.
Enrica ALIFANO (M5S), intervenendo sull'emendamento 1.19 a sua prima firma, ne illustra le finalità sottolineando che i percettori di un reddito annuo basso, che non supera i 9.000 euro, appaiono oggi in estrema difficoltà. Rileva, in particolare, l'aumento del costo della vita e l'incapienza dell'imposta lorda di tali soggetti per l'applicazione delle detrazioni fiscali. Nota, inoltre, come a seguito delle decisioni assunte con l'ultima legge di bilancio tali soggetti non siano più destinatari di un trattamento economico integrativo. Tanto considerato, auspica che possa essere valutato l'accantonamento della proposta emendativa in esame, affinché essa possa essere oggetto di un esame più approfondito.
La Commissione respinge l'emendamento Alifano 1.19.
Enrica ALIFANO (M5S), intervenendo sull'emendamento 1.20 a sua prima firma, rileva come esso miri a favorire un più elevato progresso tecnologico delle imprese italiane. Considera, infatti, come tra i problemi endemici delle aziende italiane vi siano il basso tasso di produttività e l'insufficiente livello di innovazione tecnologica, problemi che inevitabilmente si traducono in retribuzioni che – secondo quanto riportato dalle stime dell'Istat e della Banca d'Italia – crescono al di sotto della media europea. Al fine di incentivare gli investimenti in nuovi processi e tecnologie, è dunque proposta l'introduzione di un credito di imposta che copra il 50 per cento del costo sostenuto dalle aziende per le nuove assunzioni di personale qualificato da impiegare in attività di ricerca e sviluppo. In conclusione, osserva che si tratta di una proposta emendativa di buon senso, che prova a recepire le sfide che la nostra Pag. 10società deve affrontare, non solo nel futuro, ma già nel tempo presente.
Toni RICCIARDI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Alifano 1.20, sottolinea come esso metta in luce una questione di fondo, vale a dire la scarsa attrattività dell'Italia per un grande numero di lavoratori qualificati che, nonostante si siano formati in Italia, si spostano all'estero, in un numero sempre crescente. Dichiara che tale fenomeno è ben noto anche alle forze di maggioranza, che infatti hanno presentato alcuni emendamenti relativi al regime fiscale degli impatriati. Tuttavia, ritiene che la soluzione di tale problema non possa trovarsi nella diversa disciplina fiscale applicabile agli impatriati, bensì, a tal fine, ritiene necessario interrogarsi su come l'Italia possa diventare maggiormente attrattiva nei confronti dei lavoratori altamente qualificati. Solo in tal modo, a suo parere, si può contribuire al processo di avanzamento tecnologico, attualmente rallentato anche dall'elevato numero di ricercatori italiani all'estero. Per tali ragioni, ritiene che l'emendamento in esame meriti un supplemento di attenzione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alifano 1.20 e 1.21.
Enrica ALIFANO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.01 a sua prima firma, evidenzia come la proposta emendativa in esame abbia quale precipuo scopo quello di sostenere il ceto medio. Infatti, al contrario di quanto pubblicamente dichiarato dalle forze di maggioranza, le misure fiscali di recente introdotte – come rilevato anche da un recente studio dell'Ufficio parlamentare di bilancio – imprimono sul ceto medio una pressione fiscale maggiore rispetto a quella prevista per le altre categorie di contribuenti. Rileva quindi che l'emendamento in esame, che modifica le aliquote Irpef e gli scaglioni di riferimento, intende realizzare una maggiore equità tra contribuenti, prestando particolare attenzione alle esigenze del ceto medio, che non deve tramutarsi nel principale bacino da cui il fisco può attingere.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Alifano 1.01, Gubitosa 1.02 e Gubitosa 1.03.
Marco OSNATO, presidente, avverte che gli identici articoli aggiuntivi Centemero 1.06 e Cattaneo 1.07 sono stati ritirati. Constata, quindi, l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo Del Barba 1.05; si intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Raffa 1.08, 1.09, 1.010.
Marco OSNATO, presidente, avverte che gli identici articoli aggiuntivi Cavandoli 1.012, Nevi 1.013 e Ciocchetti 1.014, nonché gli identici articoli aggiuntivi Cavandoli 1.018 e Nevi 1.019 e gli articoli aggiuntivi Ciocchetti 1.021 e Lovecchio 1.024 sono stati ritirati.
Enrica ALIFANO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.025 a sua prima firma, che reca l'aumento delle detrazioni per i canoni di locazione, ricollegandosi a quanto detto in precedenza sui costi gravanti sui giovani che devono allontanarsi dal proprio luogo di residenza, ricorda l'esiguità dei salari percepiti, soprattutto nei primi anni di lavoro, a fronte del costo sempre crescente dei canoni di locazione. Sottolinea come, al fine di coprire i costi legati a tale misura, che si rivolge in particolare ai lavoratori, soprattutto giovani, si chiede l'aumento della tassazione dei servizi digitali.
Toni RICCIARDI (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Alifano 1.025 e ricollegandosi a quanto detto dalla collega, nonché alle considerazioni del Presidente Osnato sui dati positivi dell'economia italiana, ritiene che le forze di maggioranza non affrontino un problema atavico del Paese, ovvero la perdita del potere di acquisto delle retribuzioni.Pag. 11
Fa riferimento, in particolare, ai casi in cui i lavoratori rinunciano ad un posto di lavoro a tempo indeterminato – che in passato era considerato senz'altro un traguardo importante per la propria vita – ove ciò li costringa ad allontanarsi dalla propria città di residenza. Ciò si verifica, a suo parere, a causa degli elevati costi abitativi di alcune città italiane, nonché dell'esiguità degli stipendi erogati dalle amministrazioni pubbliche, non parametrati al costo della vita, tanto che i canoni di locazione arrivano ad assorbire fino al 70 per cento del salario percepito. Pur ritenendo la proposta in esame meritevole di accoglimento, non ne chiederà l'accantonamento; ciò anche alla luce della scarsa sensibilità dimostrata dalla maggioranza nei confronti delle proposte emendative di opposizione, sottoposte a un trattamento palesemente diverso da quello riservato agli emendamenti di maggioranza.
Marco OSNATO, presidente, ricorda che con l'ultima legge di bilancio è stata approvata l'erogazione di un contributo di 10 mila euro, oltre a fringe benefit pari a 2 mila euro, destinati ai lavoratori che sono costretti a trasferirsi lontano dal proprio luogo di residenza.
Toni RICCIARDI (PD-IDP), sottolineando l'insufficienza delle misure attualmente previste, cita, a titolo esemplificativo, notizie di stampa secondo cui a Milano – nelle scuole, negli uffici e negli ospedali – mancano oltre 32 mila lavoratori e ciò a causa dei salari troppo bassi, che evidentemente non consentono di far fronte all'elevato costo della vita.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Alifano 1.025.
Marco OSNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire e considerato l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.15.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Giovedì 10 luglio 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.15 alle 12.20.