ATTI DEL GOVERNO
Giovedì 17 luglio 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene la Sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Maria Tripodi.
La seduta comincia alle 14.35.
Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
Atto n. 279.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno.
Nazario PAGANO, presidente e relatore, fa presente che la Commissione avvia oggi l'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, dell'atto del Governo n. 279 recante «decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95».
Ricordando che la Commissione dovrà esprimere il prescritto parere entro il 9 agosto 2025, avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni.
In qualità di relatore fa presente che lo schema di decreto è stato adottato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, che disciplina la potestà regolamentare del Governo, e dispone, al comma 4-bis, che l'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate con regolamento, su proposta del Ministro competente, d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Ministro dell'economia e delle finanze. Il medesimo comma 4-bis specifica contenuti e criteri cui tale regolamento deve attenersi.
Segnala poi che il regolamento in questione è adottato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiestaPag. 6 (ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 17 della legge n. 400 del 1988).
Segnala inoltre che, come precisato dal Governo nella relazione illustrativa allegata allo schema di decreto in esame, il provvedimento si inserisce nell'ambito di una più ampia opera di aggiornamento, revisione e razionalizzazione portata avanti dall'Amministrazione degli affari esteri attraverso la delega prevista dall'articolo 12 del disegno di legge di semplificazione normativa, approvato dal Senato lo scorso 8 maggio e attualmente all'esame della nostra Commissione. Tale delega prevede i criteri per l'emanazione di un testo unico dell'Amministrazione degli affari esteri che unifichi e razionalizzi le discipline settoriali di rango primario, nonché l'emanazione di un testo unico regolamentare.
Lo schema di decreto in esame intende dunque procedere ad una revisione dell'organizzazione degli uffici dell'amministrazione centrale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), con esclusione degli uffici di diretta collaborazione, che non subiscono modifiche. La revisione si rende necessaria – secondo la relazione illustrativa – per adeguare la struttura organizzativa del Ministero alle sfide derivanti dall'attuale contesto internazionale sul piano politico e di sicurezza e per consentire un migliore svolgimento dei compiti di promozione economica all'estero attribuiti al MAECI dal decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104 (convertito con modificazioni dalla legge 18 novembre 2019, n. 132).
Nello specifico, il Governo, nella relazione istruttiva, fa presente che le principali modifiche attengono al potenziamento di sei assi fondamentali dell'azione del Ministero concernenti la crescita e la proiezione internazionale dell'Italia, vale a dire: il coordinamento della proiezione politica e di sicurezza (concentrando su una direzione generale le attività di carattere trasversale volte all'elaborazione delle linee fondamentali di politica estera); la gestione sinergica degli strumenti di promozione economica (favorendo una maggiore integrazione tra promozione economica, culturale, scientifica e tecnologica attraverso l'accentramento delle relative competenze in un'unica struttura); la valorizzazione del ruolo dell'Italia nelle tematiche energetiche e ambientali a livello globale (modificando la struttura dell'attuale Direzione Generale per la mondializzazione e le questioni globali per concentrare maggiori risorse umane e materiali sulla trattazione dei dossier relativi ad energia, ambiente e transizione ecologica, che hanno acquisito in ambito internazionale un rilievo sempre più centrale); la sicurezza cibernetica e l'innovazione tecnologica (assegnando ad una nuova Direzione generale competenze volte a garantire la piena sicurezza dell'intera rete diffusa in tutti i continenti, nel rispetto delle competenze assegnate dalla legge alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all'Agenzia nazionale per la cybersicurezza); il miglioramento dei servizi ai cittadini e alle imprese (attribuendo alla nuova Direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie competenze in materia di formazione italiana nel mondo e di enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana); la valorizzazione e la formazione delle risorse umane (rafforzando il tema della formazione del personale in linea con i più recenti orientamenti delineati in materia dal Ministro per la pubblica amministrazione).
Passando al contenuto dello schema in esame, per la cui dettagliata illustrazione rinvia alla documentazione predisposta dagli uffici, fa presente che il comma 1 dell'unico articolo che lo compone interviene con la tecnica della novella su numerose disposizioni (articoli 1, 2, 3, 4, 5, 7, 9-bis e sulla tabella 1 allegata) del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
In particolare, la lettera a) del comma 1 modifica l'articolo 1 del citato decreto del Presidente della Repubblica, che regola gli aspetti generali dell'organizzazione del Ministero: provvedendo a cambiare la denominazione di sei direzioni generali, sopprimendo la Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale e istituendo la Direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica (numero 1)); prevedendo un solo Pag. 7posto di vicedirettore generale / direttore centrale in alcune direzioni generali e disponendo in materia di esercizio delle funzioni vicarie del direttore generale della Direzione generale per il patrimonio e l'amministrazione (numero 2)); disponendo interventi di natura formale, in conseguenza delle modifiche sopra introdotte (numeri 3) e 4)).
La lettera b) del comma 1 modifica l'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2010, che regola le competenze della Segreteria generale: recando una modifica di carattere formale relativa alle competenze del Segretario generale della Farnesina (numero 1)); attribuendo al Vice Segretario generale vicario le funzioni di coordinamento dell'attività degli uffici volte a promuovere, negli ambiti di competenza del Ministero, la crescita dell'economia nazionale e del sistema Italia, in coerenza – secondo quanto riportato nella relazione illustrativa – con l'importanza centrale che hanno assunto le competenze in materia economica del Ministero (numero 2)); disponendo che il Segretario generale è assistito dal Direttore generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale (il «Direttore politico»), cui è conferito il titolo di Vice Segretario generale, quando le funzioni di coordinamento proprie del Segretario generale riguardano la «trattazione delle questioni multilaterali e geografiche di natura politico-strategica e di sicurezza internazionale») (numero 3)); precisando due assi portanti dei nuovi compiti trasversali di coordinamento affidati alla Segreteria generale, vale a dire la semplificazione dei procedimenti del Ministero e, più in generale, del rapporto con i cittadini e le imprese nonché la promozione dell'attività di comunicazione istituzionale (quest'ultima prima affidata alla soppressa Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale).
La lettera c) del comma 1 modifica l'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2010, per chiarire che il Cerimoniale diplomatico della Repubblica non segue solo l'organizzazione degli eventi internazionali di carattere multilaterale, ma di tutti gli eventi di competenza del Ministero.
La lettera d) del comma 1 modifica l'articolo 4 del richiamato decreto, per attribuire all'Ispettorato generale del Ministero e degli uffici all'estero la competenza per le questioni relative alla trasparenza dell'attività amministrativa, prima attribuite alla soppressa Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale.
La lettera e) del comma 1 modifica l'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2010 che definisce le competenze degli uffici di primo livello del Ministero denominati «direzioni generali». In particolare, i numeri 1) e 2) della lettera e) del comma 1 riguardano la Direzione generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale (regolata dai commi 1 e 2 del predetto articolo 5) che assume nuove competenze in materia di: unitarietà del complesso dell'azione diplomatica nelle relazioni bilaterali e multilaterali; tempestiva ed efficace trattazione delle questioni politiche relative alle aree di crisi, ivi incluse quelle relative ad aree geografiche di competenza di altre direzioni generali del Ministero.
Inoltre, la direzione generale assume una competenza sull'intero complesso di questioni inerenti ai processi G7 e G20 e non solo sugli aspetti politici e di sicurezza di detti processi. Infine, la direzione generale assume le competenze, già attribuite alla soppressa Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, in materia di ricerche e studi in materia di relazioni internazionali, di promozione del dibattito pubblico, di custodia dell'archivio storico e della biblioteca, di promozione della presenza italiana nelle organizzazioni internazionali.
Mentre i numeri 3) e 4) introducono modifiche formali e di coordinamento, i successivi numeri 5) e 6) – modificando l'articolo 5, commi 5 e 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2010 – attribuiscono alla Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni le competenze – attualmente in capo alla sopprimenda Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale – in materiaPag. 8 di: promozione dell'italofonia e della cultura italiana all'estero, ivi inclusa la gestione degli istituti italiani di cultura; borse di studio e programmi di scambio scolastici ed accademici cultura; questioni afferenti alla cultura nelle relazioni con enti e organizzazioni internazionali cultura.
Il numero 7) della lettera e) del comma 1 – modificando l'articolo 5, comma 7, del citato decreto del Presidente della Repubblica – attribuisce alla Direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie competenze in materia di formazione italiana nel mondo e di enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana. Tali attività, secondo la relazione illustrativa, collegate sia con le politiche e i servizi a favore degli italiani nel mondo sia con le nuove politiche migratorie che assegnano una rilevanza centrale alla formazione all'estero di lavoratori stranieri destinati ad essere impiegati nel mercato del lavoro italiano.
Il numero 8) sostituisce il comma 8-ter dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2010, per introdurre le competenze della nuova Direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica. Nell'ambito del perimetro di competenze attribuite dalla legge al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionali e nel rispetto dei meccanismi di raccordo e coordinamento previsti sia dalla normativa UE che da quella nazionale, tale Direzione generale assicurerà la trattazione: delle questioni inerenti alle politiche internazionali di sicurezza cibernetica e sull'impiego dei mezzi cibernetici, anche per attività di disinformazione cultura (compito di cui alla lettera a) del comma 8-ter), delle questioni, prima attribuite alla Direzione generale per l'amministrazione, l'informatica e le comunicazioni, relative all'innovazione tecnologica, all'utilizzo delle tecnologie informatiche, all'intelligenza artificiale, alla sicurezza cibernetica e alle attività nei settori della cifra e delle comunicazioni.
Il numero 9) – novellando il comma 9 dell'articolo 5 del decreto – attribuisce alla Direzione generale per le risorse e la formazione la competenza in materia di statistica proveniente dalla soppressa Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale e dà maggiore evidenza alle politiche per il personale volte all'inclusione. Il numero 10) apporta infine modifiche di coordinamento.
Mentre la lettera f) interviene sull'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica per introdurvi una precisazione e aggiornare la disposizione alle nuove denominazioni, la lettera g) modifica l'articolo 9-bis, relativo agli incarichi attribuibili ai dirigenti non appartenenti alla carriera diplomatica. Oltre all'adeguamento delle denominazioni delle Direzioni generali, si prevede che i dirigenti dell'area della promozione culturale possano essere assegnati, quando sono in servizio presso l'amministrazione centrale, alla Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni (che assume competenze primarie in materia di promozione culturale) o alla Direzione generale per i servizi agli italiani all'estero e le politiche migratorie (in conseguenza dell'attribuzione a detta struttura delle competenze in materia di sistema della formazione italiana nel mondo).
La lettera h) del comma 1 infine sostituisce la tabella 1 allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2010, recante la dotazione organica del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, adeguandola alle modifiche intervenute con il Piano integrato di attività e organizzazione 2024- 2026 e con la legge di bilancio per il 2025.
Il comma 2 prevede che, fino all'entrata in vigore del decreto ministeriale che ridefinisce le strutture di secondo livello del Ministero in conseguenza della riorganizzazione disposta dallo schema in esame, continuano ad operare le strutture dirigenziali preesistenti.
Il comma 3 prevede infine la clausola di invarianza finanziaria. Segnala a tale proposito che la relazione tecnica afferma che le modifiche introdotte dallo schema di decreto in esame hanno natura ordinamentale o sono diretta applicazione di previsioni normative di rango primario e non Pag. 9comportano pertanto nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Aggiunge infine che ieri, sulla scorta di quanto richiesto dall'onorevole Bonafè, ha svolto un'interlocuzione con la Presidente della Commissione Affari esteri e difesa del Senato, onorevole Craxi, concordando lo svolgimento di un'audizione congiunta del segretario generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) sottolinea l'importanza di svolgere un esame attento del provvedimento – come assicura che verrà fatto nella Commissione Affari esteri – non solo per questioni attinenti all'esercizio della funzione di indirizzo politico, quanto anche per la delicatezza del ruolo istituzionale del Ministero interessato. Tali ragioni rendono necessarie, a suo giudizio, ulteriori audizioni.
Contesta poi la riorganizzazione del Ministero con un atto del Governo, dal momento che vengono conferite al MAECI materie al momento attribuite ad altri dicasteri. In questo senso, richiama i pareri sospensivi e interlocutori del Consiglio di Stato, rispettivamente del 13 maggio e del 24 giugno 2025, dai quali emergono alcune criticità, relative: alla necessità di un concerto con il Ministero per la pubblica amministrazione – di cui a suo giudizio manca un parere in merito al sostanziale mutamento dell'organigramma dirigenziale della Farnesina – e con il Ministero dell'economia e delle finanze; al riparto di competenze con il Ministero del turismo; all'istituzione di una nuova Direzione generale dedicata alla cybersicurezza, considerate le competenze normative spettanti alla Presidenza del Consiglio dei ministri e la creazione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Critica poi la soppressione della Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale e la mancanza di un'analisi dell'impatto della regolamentazione.
Alla luce di tali considerazioni, sostiene la necessità di provvedere alla riorganizzazione del Ministero con legge dello Stato, come avvenuto in passato in casi simili.
Simona BONAFÈ (PD-IDP), associandosi alle considerazioni del collega Amendola, ringrazia la presidenza per aver acconsentito allo svolgimento dell'audizione del segretario generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ma ritiene opportuno coinvolgere ulteriori soggetti per una più approfondita istruttoria.
Filiberto ZARATTI (AVS), nonostante condivida la necessità di una riforma dell'organizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, manifesta perplessità anzitutto con riguardo allo strumento utilizzato, ossia quello del regolamento, al posto della legge ordinaria, per un settore così delicato e complesso.
Ricordando i pareri sospensivi espressi dal Consiglio di Stato e già citati dal collega Amendola, rileva come, in ragione della trasversalità di alcune delle competenze assegnate al Ministero degli affari esteri dal regolamento in analisi, occorra prestare particolare attenzione al fine di scongiurare l'invasione della sfera di competenza di altri ministeri o della Presidenza del Consiglio. Per quanto attiene alla sicurezza cibernetica e all'innovazione tecnologica, ad esempio, ritiene che le competenze assegnate alla nuova Direzione generale possano creare sovrapposizioni rispetto a quelle assegnate dalla legge alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all'Agenzia nazionale per la cybersicurezza.
Ritiene dunque imprescindibile un approfondimento della questione tramite l'audizione del Ministro degli affari esteri e di altri esperti, come, ad esempio, membri del Consiglio di Stato, proprio per la rilevanza dei pareri da questo espressi in merito.
Fabio PORTA (PD-IDP), consapevole che i minuti a disposizione sono limitati, nell'imminenza dello svolgimento della prevista audizione della Vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, fa presente in premessa che i colleghi, in particolare l'onorevole Amendola, hanno già esposto in maniera chiara le ragioni di perplessità in ordine al contenutoPag. 10 dello schema in esame. Pur non volendo quindi essere ripetitivo, non può non segnalarne la particolare gravità, rilevando la necessità di un serio approfondimento. È infatti in questione l'architettura istituzionale di un Ministero non secondario, che riguarda il Governo attuale ma anche i successivi e che coinvolge le competenze di altri dicasteri, senza contare i due pareri del Consiglio di Stato, impossibilitato a esprimersi in maniera compiuta in assenza degli elementi chiarificatori richiesti. Nell'esprimere quindi la propria seria preoccupazione, rileva l'esigenza di audire più soggetti, ivi compresi l'Agenzia nazionale per la cybersicurezza, il Consiglio di Stato e il Segretario generale della Farnesina. Ritenendo difficile da motivare per un Paese come l'Italia la soppressione della Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, aggiunge che le modifiche di alcune denominazioni non possono essere considerate come interventi puramente nominali. A tale proposito fa presente come la mutata denominazione della Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie in Direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie dimostri come la visione governativa della comunità italiana all'estero sia limitata al solo servizio consolare. Nel segnalare che la questione è oggetto di dibattito anche presso la III Commissione, aggiunge che, non a caso, a capo dell'unità competente si pone un funzionario amministrativo, in luogo dell'attuale diplomatico, a dimostrazione del fatto che il Governo la considera di «serie B».
Nazario PAGANO, presidente e relatore, nel segnalare che sta per avere inizio la prevista audizione della Vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, fa presente di aver preso nota delle richieste avanzate dai colleghi, assicurando la disponibilità del Ministero degli affari esteri e la cooperazione internazionale a fornire i necessari chiarimenti. Nel far presente che l'eventuale ampliamento del numero dei soggetti da audire sarà oggetto di valutazione nella riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della prossima settimana, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.