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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 22 luglio 2025
533.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 57

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 22 luglio 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.05 alle 12.30.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI
SU ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 22 luglio 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Giorgio Silli.

  La seduta comincia alle 12.30.

Sull'ordine dei lavori.

  Giulio TREMONTI, presidente, propone, concorde la Commissione, di procedere a un'inversione nell'ordine dei lavori della seduta odierna, nel senso di procedere dapprima all'esame in sede di deliberazione di rilievi sull'atto del Governo n. 279 (schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95), quindi al seguito dell'esame in sede referente del disegno di legge C. 2369 (disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero).

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
Atto n. 279.
(Rilievi alla I Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento e rinvio).

Pag. 58

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto in oggetto.

  Giulio TREMONTI, presidente, ricorda che Commissione è stata autorizzata dal Presidente della Camera, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento, a trasmettere alla I Commissione rilievi per i profili di propria competenza. Il termine previsto dal Regolamento per trasmettere i rilievi è di otto giorni.
  Invita quindi il relatore, onorevole Loperfido, ad illustrare il provvedimento.

  Emanuele LOPERFIDO (FDI), relatore, fa presente che ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento, la Commissione è chiamata a valutare la deliberazione di rilievi alla Commissione Affari costituzionali sullo Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
  Evidenzia che lo schema di decreto in esame è stato adottato ai sensi dell'articolo 17, commi 2 e 4-bis della legge n. 400 del 1988; in particolare, il comma 4-bis dispone che l'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate con regolamento, su proposta del Ministro competente d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Ministro dell'economia e delle finanze; il comma 2 stabilisce che i regolamenti in questione sono adottati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta.
  Sottolinea che, come precisato dal Governo nella relazione illustrativa allegata allo schema di decreto in esame, il provvedimento si inserisce nell'ambito di una più ampia opera di aggiornamento, revisione e razionalizzazione portata avanti attraverso la delega prevista dall'articolo 12 del disegno di legge di semplificazione normativa (A.C. 2393), approvato dal Senato lo scorso 8 maggio e attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali, su cui la III Commissione è chiamata ad esprimere un parere. Rileva che tale delega prevede i criteri per l'emanazione di un testo unico dell'amministrazione degli affari esteri che unifichi e razionalizzi le discipline settoriali di rango primario, nonché l'emanazione di un testo unico regolamentare.
  Relativamente all'Atto in esame, osserva che la Relazione chiarisce che le nuove disposizioni si rendono necessarie per adeguare la struttura organizzativa del Ministero alle sfide derivanti dall'attuale contesto internazionale sul piano politico e di sicurezza e per consentire un migliore svolgimento dei compiti di promozione economica all'estero attribuiti al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale dal decreto-legge n. 104 del 2019.
  Segnala che le principali modifiche introdotte dal provvedimento attengono al potenziamento di sei assi fondamentali dell'azione del Ministero: il coordinamento della proiezione politica e di sicurezza; la gestione sinergica degli strumenti di promozione economica; la valorizzazione del ruolo dell'Italia nelle tematiche energetiche e ambientali a livello globale; la cyber-sicurezza e l'innovazione tecnologica; il miglioramento dei servizi ai cittadini e alle imprese; la valorizzazione e la formazione delle risorse umane.
  In estrema sintesi, in relazione alla crescita e alla proiezione internazionale dell'Italia (primo asse), fa presente che il Governo sottolinea la necessità di concentrare sulla Direzione generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale (nuova denominazione assunta dalla Direzione generale per gli affari politici) le attività di carattere trasversale volte all'elaborazione delle linee fondamentali di politica estera.
  Con riferimento alla gestione sinergica degli strumenti di promozione economica (secondo asse), osserva che si è ravvisata la necessità di una maggiore integrazione tra promozione economica, culturale, scientifica e tecnologica attraverso l'accentramento delle relative competenze in un'unicaPag. 59 struttura: alla Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni, sono pertanto attribuite le competenze – attualmente in capo alla sopprimenda Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale – in materia di: promozione dell'italofonia e della cultura italiana all'estero, ivi inclusa la gestione degli istituti italiani di cultura; borse di studio e programmi di scambio scolastici ed accademici; questioni afferenti alla cultura nelle relazioni con enti e organizzazioni internazionali.
  In relazione alla valorizzazione del ruolo dell'Italia nelle tematiche energetiche e ambientali a livello globale (terzo asse), rileva che si dispone la trasformazione dell'attuale Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali in Direzione generale per l'Africa subsahariana, l'America latina, l'Asia e l'Oceania: ciò in ragione dell'importanza crescente assunta da queste aree nell'ambito della transizione energetica.
  Per quanto attiene alla sicurezza cibernetica e all'innovazione tecnologica (quarto asse), sottolinea che le competenze assegnate alla nuova Direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica sono volte a garantire la sicurezza dell'intera rete diffusa in tutti i continenti, nel rispetto delle competenze assegnate dalla legge alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all'Agenzia nazionale per la cyber-sicurezza.
  In relazione al miglioramento dei servizi ai cittadini e alle imprese (quinto asse), rileva che il Governo sottolinea, in particolare, la ristrutturazione di competenze nell'ambito della nuova Direzione Generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie (ex Direzione Generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie), con l'attribuzione a tale struttura delle competenze in materia di formazione italiana nel mondo e di enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana.
  Da ultimo, per quanto attiene alla valorizzazione e formazione delle risorse umane (sesto asse), segnala che la Direzione generale per le risorse e l'innovazione diventa la Direzione generale per le risorse e la formazione, in linea con i più recenti orientamenti delineati in materia dal Ministro per la pubblica Amministrazione.
  Evidenzia, quindi, che il provvedimento si compone di un solo articolo, che, al comma 1, modifica, con la tecnica della novella, numerose disposizioni della disciplina vigente, in particolare il decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
  Oltre al quadro generale già illustrato, si limito a menzionare alcune disposizioni puntuali di specifico rilievo.
  In particolare, fa presente che la lettera a), numero 1), modifica la denominazione di sei Direzioni generali, oltre a sopprimere la Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale e ad istituire la Direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica.
  La lettera b), numero 1), reca una modifica di carattere formale relativa alle competenze del Segretario Generale della Farnesina.
  Il numero 2) della medesima lettera attribuisce al Vice Segretario generale vicario le funzioni di coordinamento dell'attività degli uffici volte a promuovere, negli ambiti di competenza del Ministero, la crescita dell'economia nazionale e del sistema Italia.
  Il numero 3) dispone che il Segretario generale è assistito dal Direttore generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale – denominato «Direttore politico», figura già prevista nelle amministrazioni degli affari esteri di molti Paesi partner dell'Italia, come il Regno Unito o la Germania – quando le funzioni di coordinamento proprie del Segretario generale riguardano i profili di competenza del Direttore politico; a quest'ultimo è conferito il titolo di Vice Segretario generale, in linea con le accresciute funzioni della Direzione generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale nell'analisi e nella programmazione della politica estera nazionale.
  Il numero 4) precisa due assi portanti dei nuovi compiti trasversali di coordinamento affidati alla Segreteria generale: la Pag. 60semplificazione dei procedimenti del Ministero e, più in generale, del rapporto con i cittadini e le imprese; la promozione dell'attività di comunicazione istituzionale (precedentemente affidata alla soppressa Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale).
  Rileva, altresì, che la lettera e), numeri 1) e 2) attribuisce alla Direzione generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale nuove competenze in materia di: unitarietà del complesso dell'azione diplomatica nelle relazioni bilaterali e multilaterali; tempestiva ed efficace trattazione delle questioni politiche relative alle aree di crisi, ivi incluse quelle relative ad aree geografiche di competenza di altre direzioni generali del Ministero; l'intero complesso di questioni inerenti ai processi G7 e G20, e non solo gli aspetti politici e di sicurezza; ricerche e studi in materia di relazioni internazionali; custodia dell'archivio storico e della biblioteca; promozione della presenza italiana nelle organizzazioni internazionali.
  Fa presente che la lettera h) sostituisce la tabella vigente relativa alla dotazione organica del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, adeguandola alle modifiche intervenute con il Piano integrato di attività ed organizzazione 2024- 2026 e con la legge di bilancio per il 2025: al riguardo, segnala l'incremento di 200 unità – da 2.015 a 2.215 unità – dell'area degli assistenti a decorrere dal 1° ottobre 2025.
  Osserva che il comma 2 prevede che, fino all'entrata in vigore del decreto ministeriale che ridefinisce le strutture di secondo livello del Ministero in conseguenza della riorganizzazione disposta dal provvedimento in esame, continuano ad operare le strutture dirigenziali preesistenti.
  Infine, il comma 3 prevede la clausola di invarianza finanziaria.
  Precisa che lo schema è corredato da un ampio parere reso dal Consiglio di Stato, al termine delle adunanze del 13 maggio e del 24 giugno 2025. Fa presente che alcune osservazioni espresse nell'adunanza del 13 maggio sono state superate con la presentazione, da parte del Governo, della relazione illustrativa che accompagna lo schema di decreto. Per quanto attiene alle valutazioni espresse in esito all'adunanza del 24 giugno, esse contengono alcuni rilievi sulla nuova organizzazione del Ministero, che attengono principalmente alla delineazione delle funzioni delle nuove strutture e all'uso, a tale fine, dello strumento regolamentare.
  Ciò premesso, preannuncia una valutazione favorevole sul provvedimento in esame.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) rileva che il provvedimento in esame presenta numerose criticità e suscita una serie di dubbi, peraltro già evidenziati dal proprio Gruppo in sede di esame presso la Commissione di merito.
  Sottolinea che i pareri del Consiglio di Stato individuano profili di potenziale illegittimità, segnalando, tra le altre cose, la difettosa concertazione con il Ministero della pubblica amministrazione e con il Ministero dell'economia e delle finanze, nonché il fatto che il provvedimento, pur essendo di natura regolamentare, interviene su materie che dovrebbero essere disciplinate per legge, a partire dall'attribuzione di nuove competenze al Dicastero: a titolo di esempio, segnala che l'istituzione di una nuova Direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica rischia di interferire con le competenze assegnate dalla legge alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all'Agenzia nazionale per la cyber-sicurezza.
  Considera altresì discutibile la scelta di attribuire alla Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni le competenze in materia di promozione della cultura italiana all'estero – ivi inclusa la gestione degli istituti italiani di cultura –, attualmente in capo alla sopprimenda Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale.
  Stigmatizza, inoltre, l'eccessivo ampliamento delle competenze che fanno capo alla nuova Direzione generale per gli affari politici e la sicurezza internazionale, nonché la trasformazione dell'attuale Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali in Direzione generale per l'Africa subsahariana, l'America latina, l'Asia e l'Oceania: a suo avviso, sarebbe auspicabile prevederePag. 61 una ripartizione tra le aree geografiche più rispondente alla realtà delle dinamiche geopolitiche contemporanee.
  Torna infine a sottolineare la necessità di un'audizione del Segretario generale della Farnesina sulle procedure di nomina degli ambasciatori.
  Sottolineando che sarebbe stata opportuna un'assegnazione del provvedimento alle Commissioni riunite I e III, auspica che le previste audizioni – in I Commissione – del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Segretario generale della Farnesina possano offrire i necessari elementi di chiarimento. Preannuncia da ultimo la valutazione contraria del Partito Democratico sul provvedimento in esame.

  Benedetto DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA), associandosi alle considerazioni del collega Amendola, evidenzia la scarsa coerenza del provvedimento: ricorda, a titolo di esempio, che nel corso della sua esperienza da sottosegretario al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale era maturata l'idea di istituire una Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale come fulcro essenziale del soft power italiano nel mondo; tale impostazione risulta completamente ribaltata dal provvedimento in oggetto, che dispone la soppressione della citata Direzione generale e la relativa ripartizione della sue competenza in capo ad altre strutture amministrative.
  Chiede, quindi, al rappresentante del Governo di illustrare le ragioni di tale scelta, associandosi altresì alla richiesta di audizione del Ministro Tajani e dei vertici amministrativi del Dicastero per acquisire ulteriori elementi informativi.

  Il sottosegretario Giorgio SILLI, dichiarando la piena disponibilità del Ministero ad approfondire le questioni sollevate, ribadisce, in linea generale, che la riforma proposta risponde all'esigenza di adeguare la struttura amministrativa alle sfide derivanti dall'attuale contesto internazionale sul piano politico e di sicurezza. In questo contesto, la soppressione della Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale non implica alcuna riduzione dell'impegno del Ministero nella promozione della cultura italiana all'estero, ma mira solo a rendere più efficace tale azione attraverso una diversa ripartizione delle competenze tra le strutture amministrative; a titolo di esempio, osserva che in base all'assetto vigente il sistema delle scuole italiane all'estero è gestito dalla citata Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale; tuttavia, trattandosi di un servizio essenziale per il connazionali all'estero, è opportuno che venga ricondotto alle competenze della Direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ribadisce l'esigenza di approfondire le criticità sollevate nel precedente intervento con apposite audizioni dei vertici della Farnesina. Chiede inoltre la disponibilità a fornire eventuale documentazione inviata dal Ministero al Consiglio di Stato.

  Giulio TREMONTI, presidente, ricordando che in più occasioni l'ufficio di presidenza ha convenuto sull'opportunità di audire il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dichiara che svolgerà le interlocuzioni necessarie.

  Il sottosegretario Giorgio SILLI conferma la disponibilità del Dicastero ad interlocuzioni costanti e proficue con la Commissione.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.

AVVERTENZA

  Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE REFERENTE

Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero.
C. 2369 Governo.

Pag. 62

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 530 del 16 luglio 2025, a pagina 20, nel sommario, quattordicesima riga, a pagina 25, seconda colonna, decima riga, e a pagina 198, trentesima riga, sopprimere le parole: «, anche in videoconferenza,».