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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 5 agosto 2025
543.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
COMUNICATO
Pag. 7

COMITATO PERMANENTE PER I PARERI

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Luca SBARDELLA.

  La seduta comincia alle 13.

DL 96/2025: Disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport.
C. 2488-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  Il Comitato inizia l'esame del provvedimento.

  Luca SBARDELLA, presidente e relatore, avverte che il Comitato permanente per i pareri della I Commissione è chiamato ad esaminare, ai fini dell'espressione del prescritto parere alla VII Commissione, il disegno di legge C. 2488-B, approvato dalla Camera e modificato dal Senato, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96, recante disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport.
  Ricorda innanzitutto che il Comitato permanente per i pareri, nella seduta del 15 luglio 2025, nel corso della prima lettura del provvedimento, ha espresso, sul testo originario del decreto-legge, un parere favorevole con due osservazioni, riguardanti la procedura di nomina del Commissario straordinario per lo svolgimento dei XIV Giochi paralimpici invernali Milano-Cortina 2026 e la procedura di adozione del programma degli interventi da realizzare per tali Giochi paralimpici proposto dal Commissario straordinario, di cui all'articolo 5, commi 1 e 2, rispettivamente, del decreto-legge. Rileva che su tali disposizioni non sono state tuttavia apportate modifiche da parte del Senato.
  In proposito, ricorda infatti che, ai sensi dell'articolo 70, comma 2, del Regolamento, l'oggetto dell'esame da parte della Camera è costituito esclusivamente dalle modifiche apportate dal Senato.
  Segnala che, rispetto al testo licenziato dalla Camera, nel corso dell'esame al Senato sono state apportate unicamente modifiche soppressive; in particolare, si è intervenuti sui capoversi n. 2) e n. 4-bis) di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), introdotti entrambi in corso di esame in prima lettura da parte della Camera; nello specifico, è stata soppressa la parte del capoverso n. 2) in cui si prevedeva che, al fine di dare immediata operatività alla Commissione indipendente per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, nell'ambito delle procedure concorsuali per l'assunzione del personale non dirigenziale di ruolo della stessa, si tenesse conto del servizio prestato dal personale federale proveniente dalla Commissione di vigilanza sulle società di calcio e dalla Commissione tecnica di controllo della pallacanestro; è stato inoltre soppresso il capoverso n. 4-bis), volto a devolvere alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie in materia di contribuzioni annuali al finanziamento della predetta Commissione da parte delle federazioni sportive di riferimento e delle società sportive professionistiche sottoposte a vigilanza; è stato infine soppresso l'articolo 9-quater, introdotto anch'esso nel corso dell'esame alla Camera in prima lettura, che disponeva che, nei casi di concessione di un contributo, da parte dell'amministrazione centrale o delle società da essa controllate non quotate in borsa, in misura superiore a 5 milioni di euro, a favore dell'organizzatore di un evento sportivo di rilevanza nazionale o internazionale, la Presidenza del Consiglio dei ministri o l'Autorità politica delegata in materia di sport indicasse la società Sport e salute S.p.a. per la gestione e l'organizzazione dell'evento.
  Rileva altresì che le modifiche apportate dal Senato non incidono sulle competenze – già identificate nel parere espresso dal Comitato nella seduta del 15 luglio 2025 – cui sono riconducibili le materie oggetto del provvedimento, nello specifico, la competenzaPag. 8 concorrente in materia di ordinamento sportivo, la competenza concorrente in materia di governo del territorio e la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile e penale.
  Osserva inoltre che permangono, anche a seguito dell'esame svolto in Senato, quelle forme di coinvolgimento del sistema delle autonomie territoriali previste dal decreto-legge, che si rendono opportune a fronte della natura delle competenze incise dal provvedimento, rilevate anch'esse dal Comitato nel parere espresso nel corso della prima lettura.
  Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Il Comitato approva la proposta di parere formulata dal relatore.

Delega al Governo per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati.
C. 1928 e abb.-A.
(Parere all'Assemblea).
(Esame emendamenti e conclusione – Nulla osta).

  Il Comitato inizia l'esame degli emendamenti presentati in Assemblea al provvedimento.

  Paolo Emilio RUSSO (FI-PPE), relatore, fa presente che il Comitato permanente per i pareri della I Commissione è chiamato a esaminare, ai fini dell'espressione del prescritto parere all'Assemblea, gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 1 riferiti al testo unificato delle proposte di legge C. 1928-2083-2091-2152-2194-A, recante «Delega al Governo per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati» e segnala come questi non presentino criticità per quanto concerne il riparto di competenze legislative tra Stato e regioni ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione.
  Propone pertanto di esprimere nulla osta sulle proposte emendative.

  Il Comitato approva la proposta di nulla osta.

Proroga del termine per l'esercizio delle deleghe previste dall'articolo 2 della legge 15 luglio 2022, n. 106, in materia di spettacolo.
C. 2538, approvato dal Senato.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e conclusione – Nulla osta).

  Il Comitato inizia l'esame degli emendamenti presentati in Assemblea al provvedimento.

  Alessandro URZÌ (FDI), relatore, fa presente che il Comitato permanente per i pareri della I Commissione è chiamato a esaminare, ai fini dell'espressione del prescritto parere all'Assemblea, gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 1 riferiti al disegno di legge C. 2538, recante «Proroga del termine per l'esercizio delle deleghe previste dall'articolo 2 della legge 15 luglio 2022, n. 106, in materia di spettacolo».
  Segnala come le predette proposte emendative non presentino criticità per quanto concerne il riparto di competenze legislative tra Stato e regioni ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione.
  Pertanto propone di esprimere nulla osta sulle proposte emendative.

  Il Comitato approva la proposta di nulla osta.

  La seduta termina alle 13.05.

COMITATO DEI NOVE

  Martedì 5 agosto 2025.

Disposizioni in materia di composizione di giunte e consigli regionali e di incompatibilità.
C. 2500, approvata dal Senato.

  Il Comitato si è riunito dalle 15.10 alle 15.15.

Pag. 9

ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alberto Barachini.

  La seduta comincia alle 15.20.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
Atto n. 279.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 30 luglio.

  Nazario PAGANO, presidente e relatore, dato conto delle sostituzioni, fa presente che sono stati trasmessi i rilievi deliberati dalla III Commissione ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento. Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2), che è stata anticipata per le vie brevi a tutti i membri della Commissione.

  Piero FASSINO (PD-IDP) rileva che, nonostante l'audizione di Riccardo Guariglia, Segretario generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, permangono alcune perplessità riguardo al provvedimento in analisi.
  In primo luogo, giudica di dubbia opportunità la nuova direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni, in quanto ha il difetto di assommare in un'unica struttura competenze varie e disomogenee, al punto da ricomprendervi anche la promozione culturale, rischiando in tal modo di declassare il settore della cultura, rendendolo secondario e ancillare. Chiarisce che proprio il settore della cultura ha tradizionalmente rivestito un ruolo primario nel nostro Paese. A sostegno di ciò ricorda che dal 2022 al 2023 la direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale è stata affidata all'ambasciatore Terraciano, di chiara fama internazionale.
  In secondo luogo, manifesta perplessità anche rispetto alla modifica della direzione generale per la mondializzazione. Al riguardo sottolinea le numerose difficoltà che inevitabilmente coinvolgeranno una direzione generale che, ricomprendendo al suo interno l'Africa subsahariana, l'America latina, l'Asia e l'Oceania, faticherà a cogliere le complesse specificità di Paesi così diversi tra loro.
  In terzo luogo, critica la nuova direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica, poiché, essendo concepita come un organo tecnico e non di indirizzo politico – come dovrebbe essere –, determina una sostanziale sovrapposizione di funzioni rispetto ad altri organi tecnici già esistenti e funzionanti. Il fine per cui tale direzione sembra essere pensata, infatti, è già perseguito dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, la quale, da un punto di vista tecnico, tutela gli interessi nazionali nel campo della sicurezza informatica.
  In quarto luogo, l'istituzione della direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie, che presuppone la centralizzazione dei servizi consolari, determinerà inevitabilmente una gestione amministrativa privatizzata di tali servizi, in quanto l'organigramma burocratico della Farnesina non può certamente far fronte al controllo e alla gestione dei 6 milioni di cittadini iscritti all'AIRE e dei 60 milioni di italo-discendenti nel mondo.
  Per tutti questi motivi, pur constatando la presenza di alcuni aspetti positivi nella riorganizzazione del Ministero, fa presente che il suo gruppo non condivide il provvedimento in analisi e che il Segretario generale Guariglia non ha fugato tutte le perplessità sollevate dall'opposizione.

  Alessandro URZÌ (FDI) giudica soddisfacente la dettagliata analisi svolta dal Segretario generale Guariglia che, nel corso dell'audizione, ha rafforzato il convincimentoPag. 10 della maggioranza sull'opportunità della riorganizzazione del Ministero.
  Sostiene che il settore della promozione della cultura italiana nel mondo sia di importanza strategica per il nostro Paese, e ritiene che esso venga valorizzato dalla riorganizzazione della struttura ministeriale così come proposta dal provvedimento in esame.
  Afferma poi che la nuova direzione generale per le questioni cibernetiche, l'informatica e l'innovazione tecnologica, al contrario di quanto sostenuto da alcuni membri dell'opposizione, non determina attriti o sovrapposizioni con altri enti già esistenti, come, ad esempio, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
  Per questi motivi, preannuncia il voto favorevole di Fratelli d'Italia.

  La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

  La seduta termina alle 15.35.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene la Sottosegretaria di Stato per l'interno, Wanda Ferro.

  La seduta comincia alle 15.35.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2024.
C. 2536 Governo, approvato dal Senato.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025.
C. 2537 Governo, approvato dal Senato.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2025 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2025 (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame dei provvedimenti.

  Nazario PAGANO, presidente, comunica che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in sede consultiva in videoconferenza, in quanto nella seduta odierna non sono previste votazioni sul provvedimento.
  Avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge C. 2536, approvato dal Senato, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2024 e il disegno di legge C. 2537, approvato dal Senato, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025, con particolare riferimento alle parti di competenza dello Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2025 (Tabella 2), nonché allo stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2025 (Tabella 8).
  Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame delle proposte emendative presentate nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
  Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
  Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad Pag. 11oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
  Gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
  È considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
  È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale.
  Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità. In particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
  Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi, in quanto tali privi di compensazione finanziaria, riferiti alle predette parti di competenza.
  Tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione bilancio.
  Gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame, quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
  Sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio entrano a far parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
  L'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
  Le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione bilancio.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.40.

SEDE REFERENTE

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene il Vice Ministro della giustizia, Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 20.10.

Pag. 12

Sui lavori della Commissione.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che il Governo ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 10 marzo 2023, n. 20, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 maggio 2023, n. 50, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante la programmazione dei flussi d'ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2026-2028 (Atto del Governo n. 289). Tale provvedimento è stato assegnato in data 4 agosto 2025 alla nostra Commissione. Avverte che il termine per l'espressione del parere è il 3 settembre 2025.
  Tenuto conto della sospensione dei lavori per la pausa estiva, chiede al rappresentante del Governo se vi sia disponibilità ad attendere il parere parlamentare fino alla terza settimana di settembre.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO rileva che la Conferenza unificata ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto il 30 luglio scorso e che il testo è stato trasmesso alle Camere il 1° agosto; in considerazione della imminente pausa dei lavori parlamentari, fa presente che il Consiglio dei ministri attenderà fino al 20 settembre prossimo prima di esaminare in via definitiva il «decreto flussi» 2026-2028.

Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
C. 1917-B cost. Governo, approvato, in prima deliberazione, dalla Camera e dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 4 agosto 2025.

  Valentina GHIO (PD-IDP) rileva come la riforma in esame sia tra le più delicate e dirompenti per l'architettura istituzionale della Repubblica, in quanto va ad incidere su aspetti delicatissimi.
  Ricorda come il Partito democratico abbia sempre sostenuto la necessità di interventi volti a migliorare l'amministrazione della giustizia in termini di efficienza ed equità e non si sia mai sottratto al confronto, ma osserva come il provvedimento in esame vada in tutt'altra direzione e sia mosso da motivazioni di natura ideologica e da intenti punitivi. Sottolinea, in particolare, come venga minato il principio dell'unità della giurisdizione e venga compromessa l'autonomia della magistratura. Evidenzia come l'introduzione della separazione delle carriere così come delineata dalla riforma in esame renderà il pubblico ministero più esposto a pressioni esterne e meno libero e autonomo, in quanto non sono previsti meccanismi idonei a tutelarne l'autonomia, e comporterà un grave vulnus alla separazione dei poteri.
  Ricorda come l'ordinamento già preveda una distinzione dei ruoli fra magistratura giudicante e requirente, come la riforma in esame sia stata portata avanti senza il coinvolgimento e l'ascolto di tutti gli operatori della giustizia, a partire dai rappresentanti della magistratura, dell'avvocatura e delle università, e come siano ben altri i problemi della giustizia meritevoli di intervento, a partire dai tempi dei processi, dalla garanzia di un effettivo accesso alla giustizia e dalla digitalizzazione.
  Ritiene che il vero obiettivo della riforma sia la sottoposizione del pubblico ministero al controllo del potere esecutivo, in quanto per prevedere la separazione delle carriere è sufficiente una legge ordinaria e richiama, al riguardo, le norme in materia introdotte dalla cosiddetta «riforma Cartabia».
  Evidenzia come la riforma prefiguri un pubblico ministero autoreferenziale, che non condividerà più con il giudice la cultura della giurisdizione, e che sarà sottratto al controllo della giurisdizione e sottoposto al controllo del potere esecutivo.
  Osserva, inoltre, come la previsione di due distinti Consigli superiori espropri l'organo di autogoverno delle sue funzioni Pag. 13a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura.
  Sottolinea come di fronte a tale riforma sia legittimo il dubbio che essa miri, in realtà, a modificare il rapporto tra i poteri dello Stato; auspica una riflessione per costruire una riforma condivisa e rileva come, nel caso contrario, opporsi al provvedimento in esame sia un doveroso atto di responsabilità a difesa della Costituzione.

  Mario PERANTONI (M5S), associandosi alle considerazioni della deputata Ghio, dichiara di farsi portatore della contrarietà alla riforma in esame di gran parte dei cittadini italiani, che avranno modo di esprimersi attraverso il referendum, essendo inverosimile che il provvedimento sia approvato in seconda deliberazione con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.
  Osserva come la maggioranza abbia portato avanti a tappe forzate un provvedimento pericoloso, tale da scardinare l'impianto della Costituzione repubblicana e antifascista voluta dai costituenti. Sottolinea come il provvedimento sia dettato da motivazioni di carattere politico, vale a dire dall'intento di porre il pubblico ministero sotto il controllo politico in modo da poter orientare l'esercizio dell'azione penale, la cui obbligatorietà è presidio del principio di uguaglianza. Evidenzia, infatti, come molti esponenti politici siano insofferenti al controllo di legalità e conducano un'opera di continua delegittimazione della magistratura, non volendo essere chiamati a rispondere delle proprie azioni.
  Osserva come nella realtà concreta l'esigenza di prevedere la separazione delle carriere non si ponga, in quanto soltanto venti magistrati hanno chiesto di passare dall'una all'altra carriera dopo l'entrata in vigore della «riforma Cartabia», e come la riforma in esame si inserisca nel progetto del Governo e della maggioranza di scardinare la divisione tra i poteri dello Stato per accentrare il potere nell'Esecutivo, come evidenzia anche lo svuotamento del potere legislativo con il continuo ricorso alla decretazione d'urgenza, e di mutare surrettiziamente la forma di Governo, trasformandola in una sorta di forma direttoriale incentrata sull'Esecutivo.
  Alla luce di tali considerazioni, dichiara che il Movimento 5 Stelle si batterà fino in fondo per impedire l'approvazione del provvedimento.

  Antonella FORATTINI (PD-IDP) sottolinea come la riforma in esame costituisca una grave minaccia all'indipendenza della magistratura e all'equilibrio tra i poteri dello Stato e si collochi in un momento di profondo disagio per l'amministrazione della giustizia, caratterizzato dalla lentezza dei processi, dal mancato avvio del processo telematico, dalla carenza degli organici e dalla situazione drammatica delle carceri.
  Evidenzia come la separazione delle carriere sia di fatto già stata prevista con la cosiddetta «riforma Cartabia» e come pertanto tale esigenza non possa giustificare una riforma costituzionale così invasiva quale quella in esame. Osserva come la previsione di due distinti Consigli superiori e l'introduzione del meccanismo del sorteggio aprano la strada al controllo dell'Esecutivo e cita, a conferma di ciò, le prese di posizione del Vice Presidente del Consiglio dei ministri Salvini, che incitano a colpire chi indaga e a limitare i poteri del pubblico ministero.
  Rileva come la riforma in esame incida profondamente sul ruolo del pubblico ministero, che nell'attuale ordinamento è tenuto a svolgere una funzione di garanzia, ricercando anche elementi a discarico dell'indagato, e che verrebbe trasformato in un «super-poliziotto», potenzialmente più incline a una visione colpevolista. Evidenzia, altresì, come verrebbe messa in discussione anche l'obbligatorietà dell'azione penale, che costituisce un fondamentale presidio del principio di uguaglianza.
  Osserva conclusivamente come la riforma si inserisca nell'ambito di un patto politico tra le principali forze della maggioranza, in virtù del quale a ciascuna di esse è stata garantita l'approvazione di una riforma: a Forza Italia quella in Pag. 14esame, a Fratelli d'Italia l'introduzione del premierato, alla Lega l'autonomia differenziata.
  Denuncia come la maggioranza stia smantellando la Costituzione con una riforma chiusa, ideologica, autoritaria, sulla quale è mancato qualsiasi confronto parlamentare.
  Alla luce delle considerazioni svolte, preannuncia che il Partito democratico si opporrà fermamente, sia nelle aule parlamentari sia al di fuori di esse, all'approvazione del provvedimento in esame, e come ciò sia doveroso a difesa della Costituzione, della storia democratica del nostro Paese, dei cittadini e della verità.

  Francesco Emilio BORRELLI (AVS) avverte in premessa che il Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra esprimerà la propria contrarietà al disegno di legge costituzionale in tutte le occasioni possibili e con tutti gli strumenti messi a disposizione dai regolamenti parlamentari.
  Interrogandosi sulle possibili soluzioni per migliorare la qualità della giustizia italiana, ritiene che non si possa prescindere, in primo luogo, dall'assunzione di personale nella magistratura e nelle forze dell'ordine, come del resto invocato dai sindacati di settore che denunciano una costante riduzione degli organici. Osserva invece come, per il Governo, la soluzione sia quella di uno scontro con la magistratura.
  Pur non pensando che tutti i magistrati italiani siano perfetti, contesta all'Esecutivo di sfruttare gli esempi negativi per smantellare quel poco di giustizia presente nel Paese, dal momento che spesso le leggi vigenti consentono a chi è ricco di beneficiare della prescrizione, ottenendo così una giustizia dal processo, piuttosto che nel processo.
  Rievoca al riguardo il caso emblematico della ditta coinvolta nella recente vicenda dei tre uomini – due dei quali impiegati irregolari – morti sul lavoro all'Arenella, di cui è venuto a conoscenza in occasione dei funerali cui ha personalmente presenziato. In particolare, evidenzia come il titolare della stessa ditta sia stato condannato in primo grado, dieci anni fa, per un caso analogo, ma abbia ottenuto la prescrizione, malgrado sussistessero evidenti elementi di responsabilità dello stesso. Paradossalmente, quindi, quella ditta ha potuto continuare ad operare indisturbata sul mercato e forse riuscirà ancora a farlo senza conseguenze significative.
  A fronte delle precedenti considerazioni, si domanda pertanto se davvero il problema della giustizia in Italia sia rappresentato dallo 0,2 per cento di magistrati che passano dalla funzione giudicante a quella requirente, o viceversa, ogni anno.
  Venendo al contenuto della riforma costituzionale, ritiene che essa non migliori affatto la qualità del sistema giudiziario nel Paese, ma aumenti piuttosto il potere della politica nei confronti della magistratura, già presente. La giustizia e la magistratura devono invece essere tutelate, se non si vuole correre il rischio di trasformare l'Italia in un paese «sudamericano». Convinto che diversi politici di maggioranza condividano il senso e gli argomenti del suo intervento, sostiene che il disegno di legge costituzionale e la propaganda politica della maggioranza siano volti a celare le reali intenzioni della maggioranza di carattere vendicativo. Si dichiara quindi preoccupato per l'ulteriore delegittimazione che la politica subirà non appena i cittadini si renderanno conto che, malgrado i proclami dell'attuale maggioranza, la giustizia in Italia non sarà affatto migliorata. Per questo fa presente che il suo Gruppo continuerà a intervenire nel dibattito politico e pubblico per provare a fermare una riforma costituzionale inutile e dannosa.

  Alfonso COLUCCI (M5S) ricorda come in Portogallo, con la prima riforma costituzionale dopo la «rivoluzione dei garofani» del 1975, sia stata disposta la separazione delle carriere nella magistratura. Fa tuttavia presente che, oggi, le forze politiche più garantiste che sostengono l'attuale esecutivo del Portogallo stiano mettendo in dubbio tale modello, ritenendo che affievolisca i diritti costituzionali dei cittadini.Pag. 15
  Passando al contesto italiano, evidenzia come l'architettura costituzionale italiana sia molto delicata. In particolare, per quanto attiene al potere giudiziario, menziona i principi dell'autonomia della magistratura – verso gli altri poteri dello Stato e rispetto agli altri componenti dello stesso potere – e dell'obbligatorietà dell'azione penale, in ultima analisi ulteriore garanzia della stessa autonomia.
  Osserva quindi come la riforma costituzionale in atto, creando due Consigli superiori della magistratura, prevedendo il sistema del sorteggio per l'elezione dei relativi componenti e conferendo ad un organo distinto – l'Alta Corte – l'esercizio del potere disciplinare, finisca per alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato ed indebolire sensibilmente l'autonomia della magistratura italiana che, disunita, subirà sempre più la pressione dell'Esecutivo.
  Sostiene che i cittadini non trarranno alcun vantaggio, ma anzi subiranno ulteriori pregiudizi e vedranno compresse le proprie garanzia costituzionali, nella misura in cui i pubblici ministeri si trasformeranno in «super-poliziotti», sempre più distanti da una cultura della giurisdizione e sempre più vicini ad una cultura della polizia giudiziaria, dimenticando che il giudice-pubblico ministero ha il compito di cercare, in primo luogo, elementi a favore della persona sottoposta alle indagini, secondo quanto disposto dall'articolo 358 del codice di procedura penale.
  Del resto, constata che l'obbiettivo di indebolire la magistratura ed il relativo vaglio di legalità caratterizza tutta la legislatura corrente, nella quale il Governo ha disposto l'abolizione del virtuoso meccanismo del controllo concomitante, ha limitato il ricorso alle intercettazioni – cui l'attuale Ministro Nordio, nelle vesti di pubblico ministero, fece massiccio ricorso durante le indagini sul Mose a Venezia –, ha abolito il delitto di abuso d'ufficio, ha ristretto il perimetro del reato di traffico di influenze illecite, ha disposto un'inversione dell'onere nella prova a danno di chi denunci conflitti di interesse ed ha fortemente ridimensionato i controlli della Corte dei conti, estendendo lo scudo erariale a vantaggio degli amministratori pubblici e contravvenendo alle pronunce della Corte costituzionale.
  Avvertendo che il Governo rischia di subire una singolare eterogenesi dei fini, creando un pubblico ministero «super-poliziotto», ribadisce la netta contrarietà del suo Gruppo alla riforma costituzionale, che, è convinto, fallirà in occasione del referendum costituzionale.

  Ida CARMINA (M5S) sostiene che più che di riforma della giustizia, occorrerebbe parlare di riforma della magistratura, in quanto il provvedimento in esame, giudicato inutile, dannoso e pericoloso, non ha nulla a che vedere con le vere problematiche della giustizia italiana. Ritiene che la separazione delle carriere sia una riforma discutibile, tanto più alla luce delle novità recentemente introdotte dalla riforma Cartabia, che hanno fortemente limitato la possibilità del passaggio tra le carriere all'interno della magistratura.
  Denuncia un generale indebolimento del principio sommo della separazione dei poteri, in quanto, oltre alla magistratura, anche il ruolo del Parlamento è sempre più marginale, essendo ormai diventato un luogo di mera ratifica degli atti dell'Esecutivo, per via, tra l'altro, di una estrema compressione dei tempi dell'esame e della discussione democratica. A quanto detto si aggiunge il patologico proliferare di decreti-legge, che riduce drasticamente le possibilità di concentrare le energie sulle proposte di legge di iniziativa parlamentare.
  Critica altresì la condotta dell'attuale maggioranza politica nel campo del diritto penale, in quanto la proliferazione di reati, l'ideologia panpenalistica e il diritto penale del nemico o diritto penale d'autore sono tratti caratteristici propri dei moderni regimi autocratici.
  Afferma che anche la previsione di un sorteggio per individuare parte dei componenti dei due Consigli superiori, nonostante tale sistema sia volto a contrastare le correnti interne alla magistratura, contribuisce a subordinare la pubblica accusa al volere del Governo, in quanto l'elenco Pag. 16dei nomi da sorteggiare è redatto direttamente dalla maggioranza politica. Lo spirito democratico del nostro Paese, così come l'indipendenza della magistratura, subirà in questo modo un grave pregiudizio, in quanto il pubblico ministero diventerà alternativamente un «super-poliziotto» o una figura ininfluente, e la polizia giudiziaria, essendo sottoposta alla volontà governativa, non contribuirà più ad ottemperare al principio cardine dell'obbligatorietà dell'azione penale.

  Nazario PAGANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 21.10.