Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti delle Giunte e Commissioni

Vai all'elenco delle sedute >>

CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 5 agosto 2025
543.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 29

DELIBERAZIONE DI RILIEVI
SU ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alberto Barachini.

  La seduta comincia alle 14.35.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95.
Atto n. 279.
(Rilievi alla I Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento e conclusione – Valutazione favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 22 luglio 2025.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Invita, quindi, il relatore ad illustrare la proposta di deliberazione.

Pag. 30

  Emanuele LOPERFIDO (FDI), relatore, illustra una proposta di deliberazione favorevole (vedi allegato).

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), per le ragioni già esposte presso la Commissione di merito, stigmatizzando il mancato svolgimento di un adeguato ciclo di audizioni, che avrebbe consentito di approfondire i rilevi critici sollevati nel parere del Consiglio di Stato sul provvedimento, preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo sulla proposta di deliberazione del relatore.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di deliberazione favorevole formulata dal relatore.

  La seduta termina alle 14.45.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI.

  La seduta comincia alle 14.45.

Sul disegno di legge C. 1451 Governo, recante Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno del Bahrein sulla cooperazione nei settori della cultura, dell'istruzione, della scienza, della tecnologia e dell'informazione, fatto a Roma il 4 febbraio 2020.

  Giulio TREMONTI, presidente, ricorda che la Commissione, nella seduta del 28 novembre 2023, ha concluso l'esame in sede referente del disegno di legge, conferendo mandato al relatore, onorevole Salvatore Caiata, a riferire favorevolmente all'Assemblea.
  Ricorda, altresì, che la discussione in Assemblea sul provvedimento avrà inizio martedì 9 settembre prossimo.
  In considerazione del fatto che l'onorevole Caiata ha rinunciato all'incarico, propone che la Commissione deliberi di sostituirlo nello svolgimento delle funzioni di relatore per l'Assemblea con l'onorevole Loperfido.

  La Commissione approva.

  La seduta termina alle 14.50.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 5 agosto 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI. – Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alberto Barachini.

  La seduta comincia alle 14.50.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2024.
C. 2536 Governo, approvato dal Senato.
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025.
C. 2537 Governo, approvato dal Senato.
Tabella n. 6: Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2025.
(Relazioni alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti.

  Giulio TREMONTI, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del Regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente il disegno di legge recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2024 e il disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025, con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2025 (Tabella n. 6).
  Per quanto riguarda le modalità di esame, ricorda che dopo l'esame preliminare la Commissione procede all'esame Pag. 31delle proposte emendative eventualmente presentate, nonché a quello delle relazioni predisposte dal relatore, con riferimento a ciascun disegno di legge, iniziando dal disegno di legge di approvazione del rendiconto e passando successivamente al disegno di legge di assestamento.
  Per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale.
  Per quanto riguarda invece il disegno di legge di assestamento, ricorda innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare, costituite per l'entrata dalle tipologie di entrata e per le spese dai programmi, e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa, ma non l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto esso deriva da meri accertamenti contabili.
  Fa presente che gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione.
  Rileva che è considerata emendabile l'intera dotazione dei programmi di spesa, ivi compresa quindi l'eventuale quota potenzialmente riferibile agli oneri inderogabili in mancanza di puntuali indicazioni nel testo del disegno di legge di assestamento circa l'ammontare dei predetti oneri in relazione a ciascun programma di spesa.
  È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa in conto capitale.
  Per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa, precisa che deve tenersi conto di un ulteriore criterio di ammissibilità: in particolare, essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta «massa spendibile», costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi.
  Per quanto concerne il regime di presentazione degli emendamenti riferiti al disegno di legge di assestamento, ricorda che, in sede consultiva, possono essere presentati emendamenti riferiti alle rispettive parti di competenza di ciascuna Commissione con compensazioni a valere sulle medesime parti di competenza ovvero su parti di competenza di altre Commissioni, nonché emendamenti migliorativi dei saldi – in quanto tali privi di compensazione finanziaria – riferiti alle predette parti di competenza.
  Evidenzia che tutte le citate tipologie di emendamenti possono essere altresì presentate anche direttamente presso la Commissione bilancio.
  Osserva, quindi, che gli emendamenti approvati durante l'esame in sede consultiva sono trasmessi alla Commissione bilancio come emendamenti di iniziativa della Commissione che li ha approvati; ai fini di un loro successivo esame; quelli respinti devono essere presentati nuovamente in Commissione bilancio, anche al solo fine di permetterne la ripresentazione in Assemblea.
  Sottolinea che sia gli emendamenti approvati, sia quelli respinti in sede consultiva e ripresentati in Commissione bilancio, sia quelli presentati per la prima volta presso la medesima Commissione sono da quest'ultima esaminati in sede referente. Solo gli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio entrano a far Pag. 32parte del testo elaborato in sede referente ai fini dell'esame in Assemblea.
  Rileva che l'esame in sede consultiva si conclude con l'approvazione di una relazione per ciascun disegno di legge. Nel caso del disegno di legge di assestamento, l'esame può anche concludersi con l'approvazione di una relazione per ciascuno stato di previsione di competenza della Commissione. Segnalato che possono essere presentate relazioni di minoranza, evidenzia che le relazioni approvate, unitamente alle eventuali relazioni di minoranza e alle proposte emendative approvate, sono trasmesse alla Commissione bilancio.

  Simone BILLI (LEGA), relatore, in via preliminare, ricorda che il Rendiconto generale espone i risultati complessivi relativi alle amministrazioni dello Stato per l'esercizio finanziario 2024; il disegno di legge di assestamento reca, invece, l'aggiornamento degli stanziamenti di bilancio per l'anno finanziario 2025, anche sulla scorta dei residui accertati in sede di resoconto dell'anno precedente.
  Per quanto riguarda il Rendiconto, osserva che la Nota integrativa sottolinea che anche nel 2024 l'impegno prioritario della Farnesina si è focalizzato sulla promozione della pace e della sicurezza internazionale, declinata nel sostegno all'Ucraina e nell'azione per la stabilizzazione del Mediterraneo allargato (Nord Africa, Sahel, Medio Oriente e Asia centrale).
  In ambito multilaterale, nel 2024 il MAECI ha operato per assicurare gli obiettivi della Presidenza italiana del G7 del 2024, focalizzata sulle seguenti priorità: sostegno all'Ucraina; sicurezza economica; intelligenza artificiale; gestione dei flussi migratori, rilancio dei rapporti con i partner globali, in particolare in Africa e in ambito G20.
  Inoltre, anche nel 2024 la Farnesina ha intensificato l'azione di promozione e tutela dei nostri comparti produttivi sui mercati esteri, incrementando l'azione di coordinamento e impulso esercitata sulle diverse componenti del Sistema-Paese attive in campo internazionale.
  Sul piano dei servizi, evidenzia che il MAECI ha operato per la semplificazione amministrativa, la digitalizzazione e l'innovazione, con l'obiettivo di assicurare risparmi significativi nella spesa pubblica ed erogare servizi efficaci anche a distanza; in particolare, la Farnesina ha migliorato il portale dei servizi consolari Fast It, che nel 2024 è arrivato a registrare oltre 2,2 milioni di utenti iscritti.
  Sul piano delle riforme dell'azione amministrativa, rileva che nel 2024 sono sorte nuove articolazioni interne nel Ministero; ad esempio, è stata istituita la nuova Unità per l'innovazione tecnologica e la sicurezza cibernetica.
  Sul piano finanziario, si sofferma, in particolare, sulla Tabella n. 6, che dà conto della gestione delle risorse del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, rinviando alla documentazione predisposta dal Servizio Studi della Camera per gli aspetti di maggiore dettaglio.
  Sottolinea che le risorse finanziarie assegnate al Ministero ammontano, in termini di stanziamenti iniziali (legge di bilancio 2024), a 3,5 miliardi di euro (in leggero aumento rispetto allo stanziamento iniziale del 2023, pari a 3,2 miliardi), per attestarsi a 4,2 miliardi a fine gestione (in aumento rispetto al precedente esercizio, in cui lo stanziamento finale è stato di 3,8 miliardi). La gestione dei residui vede, nel 2024, un dato finale pari a 288,3 milioni (in calo rispetto ai 336,7 milioni del 2023).
  Osserva che il rendiconto indica la diminuzione di alcuni stanziamenti, tra cui la quota di partecipazione dell'Italia al Fondo europeo di sviluppo – FES (meno 38 milioni di euro, da 263 milioni nel 2023, a 225 milioni nel 2024), i contributi a fondo perduto per l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane (passati da 210 milioni di euro nel 2023 a 150 milioni per il 2024), quelli relativi all'attuazione delle politiche di cooperazione attraverso l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo-AICS (da 670 milioni di euro nel 2023 a 646 milioni nel 2024).Pag. 33
  Sono, invece, incrementate rispetto al 2023 altre autorizzazioni di spesa, tra cui il contributo italiano allo Strumento Europeo per la pace (European Peace Facility-EPF), che passa da 88,8 milioni di euro del 2023 a 303 milioni nel 2024, nonché i finanziamenti per l'acquisto e la ristrutturazione di immobili da adibire a sedi di Rappresentanze diplomatiche e consolari (da 28 milioni di euro nel 2023 a 44 milioni nel 2024).
  In termini percentuali, evidenzia che le risorse destinate al MAECI rappresentano lo 0,29 per cento del bilancio dello Stato e lo 0,16 per cento del PIL.
  Fa presente che, come riportato nella relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2024 predisposta dalla Corte dei conti, la dotazione finanziaria del Ministero è declinata in tre missioni e quattordici programmi, e conferma la preminenza, in termini numerici, delle risorse assegnate alla missione 4 «Italia in Europa e nel mondo», suddivisa in undici programmi: la dotazione iniziale di 2,8 miliardi di euro (con un incremento di poco meno di 245 milioni rispetto ai 2,6 miliardi stanziati nel 2023) si attesta a 3,3 miliardi a fine esercizio, e rappresenta l'81 per cento circa del bilancio del Ministero. Segue la missione 16 «Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo», che a fine esercizio si attesta a 640,9 milioni (il 15,35 per cento del bilancio MAECI); e, infine, la missione 32 «Servizi istituzionali e generali», con 148 milioni di risorse assegnate (che rappresentano il restante 3,55 per cento del bilancio del Ministero).
  Sottolinea che tra i programmi di maggiore impatto della missione 4 «Italia in Europa e nel mondo» si conferma la preminenza della cooperazione allo sviluppo, che riceve il 36,6 per cento – pari a 1,20 miliardi di euro – delle risorse della missione (in lieve decremento rispetto agli 1,29 miliardi del 2023). Segue il programma «Promozione della pace e sicurezza internazionale» con uno stanziamento definitivo di circa 805 milioni (erano 521,5 milioni nel 2023): precisa che, oltre alle consuete erogazioni alle organizzazioni internazionali di cui l'Italia è parte, nel 2024 questo programma è servito a finanziare l'anno di Presidenza italiana del G7.
  Osserva che il programma «Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese» registra uno stanziamento definitivo di quasi 774 milioni (erano 743 milioni nel 2023).
  Segnala che significative sono state le politiche realizzate per il tramite del programma «Italiani nel mondo e politiche migratorie», che ha beneficiato di una assegnazione di risorse per 75,3 milioni (erano 67,3 milioni nel 2023) volti a migliorare l'efficienza dei servizi resi all'estero a cittadini e imprese.
  Per quanto riguarda il programma «Diplomazia pubblica e culturale», evidenzia che esso è stato finanziato, nel 2024, con uno stanziamento di 184,9 milioni (sostanzialmente invariato rispetto al 2023).
  A suo avviso, particolare rilievo assume, ai fini dell'attività di controllo e di indirizzo svolta dalla Commissione, la Relazione sull'utilizzo degli stanziamenti per le politiche di cooperazione allo sviluppo, prevista dall'articolo 14, comma 2, della legge n. 125 del 2014, allegata al Rendiconto generale dello Stato, che consente una lettura complessiva delle politiche di cooperazione allo sviluppo adottate dal nostro Paese nel corso dell'esercizio finanziario trascorso.
  Al riguardo, fa presente che, secondo i dati preliminari trasmessi al Comitato per l'aiuto allo sviluppo (DAC) dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nel mese di marzo 2025, l'ammontare dell'Assistenza Pubblica allo Sviluppo (APS) comunicata finora dalle Amministrazioni pubbliche italiane per l'anno 2024 è pari a circa 6,2 miliardi di euro, corrispondente allo 0,28 per cento del Reddito nazionale Lordo (RNL).
  Anche per il 2024, il maggiore contribuente dell'APS italiano, in termini di esborso di risorse è il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), con erogazioni pari a circa 3,2 miliardi di euro (51,2 per cento dell'APS complessivo). PrecisaPag. 34 che il dato comprende anche gli importi di competenza di Cassa depositi e prestiti, in particolare quelli relativi al Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo gestiti di concerto con il MAECI, quelli di competenza di SACE, la quota parte del contributo al bilancio dell'Unione europea destinato a interventi di cooperazione allo sviluppo (per oltre 2,3 miliardi di euro), nonché i contributi a Banche e Fondi di sviluppo.
  Osserva che si colloca in seconda posizione il Ministero dell'interno, con una quota pari al 26,2 per cento dell'APS totale, corrispondente ad erogazioni pari a 1,6 miliardi di euro, destinate integralmente all'assistenza temporanea in Italia dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
  Rileva che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'AICS si collocano in terza posizione, avendo destinato alla cooperazione allo sviluppo circa il 18,3 per cento dell'APS. In particolare, l'Agenzia ha erogato 726 milioni di euro, la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo del MAECI circa 244 milioni di euro (principalmente per contributi obbligatori ad organizzazioni internazionali e per il finanziamento del Fondo europeo di sviluppo), e altre Direzioni Generali del Dicastero circa 161 milioni di euro.
  Segnala che il restante 4,1 per cento dell'APS italiano, equivalente a 255 milioni di euro circa, è diviso tra le altre Amministrazioni centrali, nonché tra le università e le confessioni religiose beneficiarie di quota parte del gettito fiscale (ovvero, destinatarie dell'8 per mille), ove lo destinino ad interventi di cooperazione allo sviluppo.
  Con riferimento ai canali di intervento, evidenzia che il multilaterale rappresenta il 55 per cento dell'APS complessivo mentre l'aiuto bilaterale rappresenta 45 per cento.
  Sottolinea che circa 964 milioni di euro sui 2,7 miliardi di erogazioni bilaterali sono distribuibili geograficamente. Le risorse ripartibili per Paese o area geografica sono destinate in maniera preponderante al continente africano (60 per cento delle risorse, pari a circa 580 milioni di euro), in linea con la priorità ad esso attribuita; seguono il Medio Oriente (18 per cento; 175 milioni), le Americhe (9 per cento; 87 milioni), Asia e Oceania (7 per cento; 68 milioni), l'Europa Orientale e Balcani (5,4 per cento; 52 milioni).
  Ulteriori 1,8 miliardi di euro sono stati destinati a progetti ed iniziative non ripartibili geograficamente o realizzate su più aree geografiche; in tale categoria sono compresi anche i costi per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, che ammontano ad oltre 1,6 miliardi di euro.
  Venendo sinteticamente ai contenuti del disegno di legge di assestamento, ricorda che tale istituto è previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente.
  Al riguardo, fa presente che lo stato di previsione del MAECI per il 2025 reca spese in competenza per un totale di circa 3,38 miliardi di euro, di cui 3,32 miliardi di parte corrente e 52 milioni in conto capitale.
  La consistenza dei residui presunti risulta valutata, al 1° gennaio 2025, in 270,1 milioni di euro di euro, di cui 94,3 per la parte corrente e 176,1 per il conto capitale. La massa spendibile (competenza più residui) ammonta quindi a 3,65 miliardi, con un coefficiente di realizzazione (rapporto tra autorizzazioni di cassa e massa spendibile) che si attesta al 92,6 per cento.
  Ricorda che il coefficiente di realizzazione esprime la capacità di spesa di un dato Ministero: quanto più la percentuale si avvicina al 100 per cento, tanto maggiore è la quota di fondi impegnati effettivamente spendibile.
  Osserva che il disegno di legge di assestamento del bilancio interviene sulle previsioni iniziali, sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2025 (329,4 milioni di euro per competenza e 339,4 milioni per cassa), che hanno già prodotto i loro effetti sulle Pag. 35poste di bilancio, sia per le variazioni contenute nel disegno di legge in esame (8,1 milioni di euro per competenza e 70,9 milioni per cassa).
  In conclusione, sottolinea che le previsioni per il bilancio 2025, pari a 3,38 miliardi di euro, vengono ad assestarsi in 3,71 miliardi, per la competenza, con una variazione complessiva in aumento di 337,5 milioni. Le previsioni iniziali di cassa, pari a 3,38 miliardi di euro, si assestano in 3,79 miliardi (+410,3 milioni), e le previsioni iniziali per i residui, pari a 270,33 milioni, si assestano in 288,38 milioni (+18 milioni di euro).
  In conclusione, preannuncia la presentazione di una proposta di relazione favorevole per entrambi i disegni di legge, che terrà conto delle eventuali osservazioni che emergeranno in sede di dibattito.

  Giulio TREMONTI, presidente, segnala che il termine per la presentazione di proposte emendative è fissato alle ore 12 di giovedì 7 agosto 2025.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame congiunto ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.05.