Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti delle Giunte e Commissioni

Vai all'elenco delle sedute >>

CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 23 settembre 2025
556.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Finanze (VI)
COMUNICATO
Pag. 25

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Martedì 23 settembre 2025. — Presidenza del vicepresidente Stefano CANDIANI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 12.45.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Stefano CANDIANI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

5-04433 De Palma: Interventi volti a rimuovere le incertezze applicative relative ai crediti di imposta per ricerca e sviluppo.

  Vito DE PALMA (FI-PPE) illustra l'interrogazione in titolo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Vito DE PALMA (FI-PPE), replicando, ritiene che la risposta fornita dal Governo sia soddisfacente. L'Esecutivo indica, infatti, gli strumenti per distinguere i comportamenti fraudolenti da quelli corretti; inoltre, risponde all'impegno richiesto di stabilire, in materia di crediti d'imposta per ricerca e sviluppo, criteri chiari e stabili per il futuro. Evidenzia come tali misure porterebbero non solo ad una auspicata riduzione del contenzioso, ma anche ad una maggiore fiducia del settore produttivo nei confronti dello Stato, aumentando nel contempo la competitività dell'Italia rispetto agli altri Paesi europei.

5-04434 Centemero: Estensione ai «mercati di crescita», di cui alla Direttiva Mifid II, delle agevolazioni previste per gli investimenti dei fondi di previdenza complementare in venture capital.

  Laura CAVANDOLI (LEGA), in qualità di cofirmataria, illustra l'interrogazione in titolo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

  Laura CAVANDOLI (LEGA), replicando, ringrazia il Governo per l'interesse mostrato nei confronti dei fondi di venture capital. Ritiene, in particolare, che l'evoluzione della regolamentazione del settore e lo sviluppo della porzione di mercato legata all'innovazione producano un risultato molto significativo nell'economia reale. Auspica, in conclusione, che vi sia una applicazione sempre più ampia della direttiva Mifid II e che siano offerte sempre più possibilità di raccogliere capitale alle piccole e medie imprese, soprattutto a quelle che si occupano di innovazione.

5-04435 Toni Ricciardi: Iniziative volte a chiarire il criterio da applicare alle ritenute fiscali relative agli interessi dei buoni fruttiferi postali ed elementi informativi sui relativi importi versati all'erario.

  Virginio MEROLA (PD-IDP), in qualità di cofirmatario, illustra l'interrogazione in titolo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Virginio MEROLA (PD-IDP), replicando, evidenzia come il Governo si limiti a delineare lo stato della normativa esistente, non prendendo una esplicita posizione sul contenzioso in atto. Da questo punto di vista non può, quindi, che dichiararsi insoddisfatto.

5-04436 Raffa: Criticità relative alle modalità di reclutamento di dirigenti di seconda fascia dell'Agenzia delle entrate.

  Angela RAFFA (M5S), illustra l'interrogazione in titolo, evidenziando, in particolare,Pag. 26 come le difficoltà legate al reclutamento dei dirigenti di seconda fascia dell'Agenzia delle entrate abbiano interessato anche 29 persone che, avendo operato con la qualifica dirigenziale all'esito del concorso bandito nel 2010, hanno ricevuto, dopo due anni, una lettera di declassamento a funzionari.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

  Angela RAFFA (M5S), replicando, si dichiara non soddisfatta della risposta fornita dal Governo, che non impegna l'Esecutivo alla composizione delle questioni prospettate. Sottolinea, in particolare, che i due menzionati concorsi per il reclutamento di dirigenti di seconda fascia banditi dall'Agenzia delle entrate, rispettivamente nel 2010 e nel 2019, pur presentando – come sottolineato dall'Esecutivo – modalità di reclutamento diverse, riguardano tuttavia le stesse materie. Ritiene, pertanto, che non sussistano le evidenziate preclusioni all'assunzione dei candidati risultati idonei al primo concorso per coprire le scoperture di quello bandito per secondo. In proposito, nota come – contrariamente a quanto sostenuto dal Governo – la graduatoria degli idonei relativa al primo concorso non sia già scaduta, ma sia ancora valida, sebbene in scadenza. Rileva, inoltre, che fatti gravi come il declassamento a funzionari di candidati dichiarati vincitori del concorso dirigenziale, non dovrebbero accadere nella pubblica amministrazione, né tanto più dovrebbero verificarsi presso l'Agenzia delle entrate. Conclusivamente, auspica che si eviti il ricorso alla chiamata diretta dei dirigenti ai sensi dell'articolo 19 del Testo unico sul pubblico impiego, rinnovando l'invito a tutelare la posizione di chi, con merito, ha conseguito il superamento di una prova concorsuale. In tal modo, infatti, si contribuirebbe al buon andamento e all'imparzialità della pubblica amministrazione, aumentando, nello stesso tempo, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

  Stefano CANDIANI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 13.30.

ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 23 settembre 2025. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 13.30.

Sull'ordine dei lavori.

  Marco OSNATO, presidente, avverte, concorde la Commissione, che si procederà a un'inversione dei punti all'ordine del giorno, nel senso di passare subito all'esame dell'atto del Governo n. 292.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, di fiscalità internazionale, di imposta sulle successioni e donazioni e di imposta di registro, nonché di modifica allo statuto dei diritti del contribuente e ai testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria e in materia di versamenti e di riscossione.
Atto n. 292.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 16 settembre 2025.

  Guerino TESTA (FDI), relatore, formula sullo schema di decreto una proposta di parere favorevole, con osservazioni, che illustra (vedi allegato 5).

  Claudio Michele STEFANAZZI (PD-IDP) rileva come il provvedimento in esame contenga un ampio insieme di disposizioni aventi natura eterogenea, rispecchiando così una consolidata scelta operativa dell'Esecutivo,Pag. 27 da lui stigmatizzata. Evidenzia infatti che lo schema di decreto legislativo in esame reca norme che sembrano avere portata significativa per i cittadini e i contribuenti; tuttavia tale modus operandi del Governo, che persevera nel presentare provvedimenti corposi e recanti i più svariati interventi, non consente né al Parlamento né all'opinione pubblica di valutarne adeguatamente l'impatto.
  Dal momento che la Commissione è chiamata a pronunciarsi entro il 9 ottobre, ritiene opportuno che sia svolto un esame più approfondito del provvedimento, affinché siano analizzati nel dettaglio i diversi temi trattati. Conclude dunque chiedendo un rinvio del voto sul provvedimento, per svolgere ulteriori approfondimenti ed eventualmente verificare l'opportunità di acquisire il parere di soggetti esperti.

  Marco OSNATO, presidente, rammenta che lo schema di decreto legislativo in esame reca principalmente interventi correttivi, che discendono dall'implementazione della delega fiscale, e dunque affronta tematiche già ampiamente esaminate dalla Commissione Finanze.
  Rammentato inoltre che entro la data del 9 ottobre la Commissione è tenuta a esprimersi su due ulteriori schemi di decreto legislativo, evidenzia che, ove non siano rilevate palesi incongruenze, la Commissione è nelle condizioni di esprimersi già nel corso della seduta odierna; non ritiene dunque di aderire alla richiesta del collega Stefanazzi.

  Guerino TESTA (FDI), relatore, concorda con quanto evidenziato dal Presidente, rammentando che il contenuto dell'atto, cui la proposta di parere fa diretto riferimento, è stato oggetto di approfondita illustrazione nel corso della seduta dello scorso 16 settembre.

  Virginio MEROLA (PD) preannuncia il voto contrario del proprio gruppo, stigmatizzando la prassi dell'Esecutivo di presentare provvedimenti dal contenuto particolarmente ampio ed eterogeneo, circostanza che impedisce al Parlamento una consapevole deliberazione sugli interventi proposti.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazioni formulata dal relatore (vedi allegato 5).

  La seduta termina alle 13.40.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 23 settembre 2025. — Presidenza del presidente Marco OSNATO.

  La seduta comincia alle 13.40.

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
C. 2574 Governo.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Marco OSNATO, presidente, ricorda che le Commissioni in sede consultiva esaminano le parti di competenza e approvano una relazione sul disegno di legge di delegazione europea, nominando altresì un relatore, che può partecipare alle sedute della XIV Commissione. La relazione, trasmessa alla XIV Commissione, potrà essere accompagnata da eventuali emendamenti approvati dalle Commissioni. Le eventuali relazioni di minoranza sono trasmesse alla XIV Commissione; un proponente per ciascuna relazione di minoranza, può partecipare, per riferirvi, alle sedute della XIV Commissione.
  Segnala altresì che, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 5, del Regolamento, le Commissioni di settore possono esaminare e approvare emendamenti al disegno di legge, per le parti di rispettiva competenza. Al riguardo fa presente che possono ritenersi ricevibili solo gli emendamenti il cui contenuto è riconducibile alle materie di competenza specifica di ciascuna Commissione Pag. 28di settore. Nel caso in cui membri della Commissione intendano proporre emendamenti che interessano gli ambiti di competenza di altre Commissioni, tali emendamenti dovranno essere presentati presso la Commissione specificamente competente. Gli emendamenti presentati saranno quindi sottoposti allo specifico vaglio da parte della Presidenza della Commissione ai fini della verifica della loro ammissibilità. A tale ultimo riguardo, segnala come l'articolo 126-ter, comma 4, del Regolamento stabilisca che, fermi i criteri generali di ammissibilità previsti dall'articolo 89, i Presidenti delle Commissioni competenti per materia e il Presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all'oggetto proprio del disegno di legge, come definito dalla legislazione vigente, ai sensi dell'articolo 30 della legge n. 234 del 2012. In ogni caso, i deputati hanno facoltà di presentare emendamenti direttamente presso la XIV Commissione, entro i termini dalla stessa stabiliti.
  Ricorda che gli emendamenti approvati dalle Commissioni di settore saranno trasmessi alla XIV Commissione unitamente alla relazione approvata, e potranno essere da questa respinti solo per motivi di compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento generale. Gli emendamenti respinti dalle Commissioni di settore non potranno essere presentati presso la XIV Commissione, che li considererà irricevibili, ma potranno essere ripresentati in Assemblea.
  Rammenta inoltre che, per prassi consolidata, gli emendamenti presentati direttamente alla XIV Commissione sono trasmessi alle Commissioni di settore competenti per materia, ai fini dell'espressione del parere. I pareri espressi dalle Commissioni di settore avranno effetti sostanzialmente vincolanti, in quanto la XIV Commissione è tenuta ad adeguarsi ad essi, salvo che per motivi di compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento.
  Rammenta poi che gli emendamenti sui quali la Commissione Finanze esprimerà parere favorevole si riterranno accolti dalla Commissione Politiche dell'Unione europea, che potrà respingerli solamente per motivi di compatibilità con la normativa dell'Unione europea o per esigenze di coordinamento generale. Gli emendamenti sui quali invece la Commissione Finanze esprimerà un parere contrario non saranno esaminati dalla XIV Commissione. Potranno, in ogni caso, essere ripresentati in Assemblea.
  Rinviando alla riunione dell'Ufficio di presidenza le determinazioni relative alla fissazione del termine per la presentazione di emendamenti presso la Commissione Finanze, invita il relatore, onorevole Lovecchio, a illustrare i contenuti del provvedimento.

  Giorgio LOVECCHIO (FI-PPE), relatore, rammenta che il provvedimento consta di 13 articoli, divisi in tre Capi. L'annesso Allegato A elenca le 16 direttive oggetto di recepimento.
  Passando all'illustrazione dei contenuti del disegno di legge, avverte che intende soffermarsi esclusivamente sugli articoli 1 e 2, di portata generale, e sulle disposizioni di competenza della Commissione Finanze, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per un'analisi dettagliata dell'intero contenuto del provvedimento.
  L'articolo 1, comma 1, reca la delega legislativa al Governo per l'adozione dei decreti legislativi di attuazione degli atti normativi dell'Unione europea indicati nell'articolato del provvedimento, nonché per l'attuazione delle direttive elencate nell'allegato A. Il comma 2 prevede che gli schemi di decreto legislativo recanti attuazione delle direttive siano sottoposti al parere delle competenti Commissioni parlamentari. Il comma 3, infine, rinvia per la copertura degli eventuali oneri o minori entrate derivanti dagli emanandi decreti legislativi, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, al Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234 del 2012.
  L'articolo 2 conferisce al Governo, ai sensi dell'articolo 33 della legge n. 234 del 2012, una delega della durata di diciotto Pag. 29mesi per l'emanazione di disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni di obblighi discendenti da precetti europei non trasfusi in leggi nazionali.
  Passando alle disposizioni di competenza della Commissione Finanze, richiama principalmente i contenuti dell'articolo 6, che conferisce al Governo la delega ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2024/3005 in materia di trasparenza e integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG), indicando una serie di princìpi e criteri direttivi specifici da seguire nell'esercizio della delega.
  Tale regolamento introduce un quadro normativo organico volto a garantire integrità, trasparenza, comparabilità e indipendenza delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG) nell'Unione europea. L'obiettivo primario è duplice: da un lato, assicurare l'affidabilità delle informazioni ESG utilizzate nei mercati finanziari, prevenendo fenomeni di greenwashing e social washing; dall'altro, tutelare investitori e consumatori, favorendo il corretto funzionamento del mercato interno e sostenendo l'agenda europea per la finanza sostenibile.
  I princìpi e criteri direttivi specifici che il Governo è tenuto a seguire nell'esercizio della delega sono i seguenti: apportare alla normativa vigente e, in particolare, al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998 (TUF), le modifiche e le integrazioni necessarie ad assicurare la corretta e integrale applicazione del Regolamento (UE) 2024/3005 e delle pertinenti norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, nonché a garantire il coordinamento con le disposizioni settoriali vigenti; designare la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), quale autorità nazionale competente ai sensi del predetto regolamento, prevedendo che essa eserciti le funzioni e i poteri dal medesimo disciplinati nei casi e con le modalità ivi previsti.
  Richiama in conclusione le direttive di interesse della Commissione Finanze contenute nell'Allegato A, che dovranno essere oggetto di recepimento nel nostro ordinamento: la direttiva (UE) 2024/1760, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e il regolamento (UE) 2023/2859, introducendo un sistema di due diligence in materia di sostenibilità aziendale, al fine di responsabilizzare le imprese e stimolare il loro contributo verso una transizione ecologica equa.
  Particolare attenzione è rivolta alle PMI, che vanno protette dal rischio di compromissione della sostenibilità economica; al contempo, le grandi imprese, in particolare nei settori agroalimentari e finanziari, sono chiamate a modificare pratiche di acquisto e modelli di governance per evitare squilibri di potere e garantire condizioni eque nella filiera. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 26 luglio 2026. Ricordo poi la direttiva (UE) 2025/1, che modifica diversi precedenti atti normativi unionali, istituendo un quadro di risanamento e risoluzione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione nell'Unione europea. Essa, come esplicitato nei considerando, muove dal presupposto che le difficoltà delle imprese di assicurazione e riassicurazione possono avere impatti fortemente negativi sull'economia e sulla protezione degli assicurati. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 29 gennaio 2027; la direttiva (UE) 2025/25, che modifica le direttive 2009/102/CE e (UE) 2017/1132, prevedendo un ulteriore ampliamento e miglioramento dell'uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario. La direttiva si inserisce in un quadro normativo più ampio volto alla digitalizzazione dei processi societari e alla creazione di un ecosistema normativo integrato, che garantisca certezza giuridica e accessibilità delle informazioni societarie in tutta l'Unione europea. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 31 luglio 2027. Rammenta inoltre la direttiva (UE) 2025/50, che mira a rendere più rapide e sicure le procedure di esenzione dalle ritenute alla fonte in eccesso su dividendi e interessi transfrontalieri, in tal modo favorendo gli investimenti e tutelando il gettito fiscale. A tal fine, introduce un certificato digitale di residenza fiscale Pag. 30(eTRC), procedure armonizzate di esenzione o rimborso rapido e registri nazionali di intermediari finanziari certificati. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 31 dicembre 2028.
  Ricorda inoltre la direttiva (UE) 2025/425 che modifica la direttiva 2006/112/CE in materia di imposta sul valore aggiunto, prevedendo l'introduzione del certificato elettronico di esenzione dall'IVA. Tale certificato funge da conferma del fatto che una cessione di beni o una prestazione di servizi effettuata in uno Stato membro a destinazione di un beneficiario in un altro Stato membro possa fruire dell'esenzione a norma dell'articolo 151 della richiamata direttiva 2006/112/CE. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 30 giugno 2031; la direttiva (UE) 2025/516 che modifica la già citata direttiva 2006/112/CE in materia di imposta sul valore aggiunto, con l'obiettivo di modernizzare il quadro normativo vigente e di adattarlo alle esigenze dell'era digitale, anche al fine di ridurre il divario IVA nell'Unione, stimato a 93 miliardi di euro nel 2020, in gran parte dovuto a frodi transfrontaliere. I termini di recepimento della direttiva in esame sono fissati tra il 31 dicembre 2026 e il 30 giugno 2030, differenziandosi in base all'articolo oggetto di recepimento. Rammenta poi la direttiva (UE) 2025/794 che modifica le direttive (UE) 2022/2464 e (UE) 2024/1760, incidendo sui termini a decorrere dei quali gli Stati membri devono applicare taluni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 31 dicembre 2025. Ricorda infine che di interesse della Commissione Finanze è la direttiva (UE) 2025/872 (c.d. DAC9) che modifica la direttiva (UE) 2011/16 in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale. Le novelle introdotte mirano, in particolare, a rafforzare lo scambio automatico di informazioni tra Stati membri: questi ultimi sono tenuti ad assicurare che le istituzioni finanziarie sottoposte a obbligo di comunicazione applichino le regole di due diligence fiscale e trasmettano alle autorità nazionali competenti un'ampia gamma di informazioni sui conti finanziari, successivamente scambiate in via automatica con le altre autorità fiscali dell'Unione. Il termine di recepimento della direttiva in esame è fissato al 31 dicembre 2025, salvo il più ampio termine (al 31 dicembre 2027) per conformarsi alle disposizioni di cui all'articolo 1, punto 8.

  Marco OSNATO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni o società sportive.
C. 505 Berruto.
(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Marco OSNATO, presidente, rammenta che la Commissione Finanze, nella seduta dell'11 febbraio 2025, si era già espressa favorevolmente sul testo originario della proposta in esame, il quale è stato successivamente modificato dalla Commissione Cultura.

  Fabrizio SALA (FI-PPE), relatore, ricorda anzitutto che la proposta consta di un solo articolo, che novella testi legislativi vigenti in materia di utilizzo di impianti sportivi scolastici.
  I profili di interesse della Commissione Finanze, come già illustrato nel corso della richiamata seduta dell'11 febbraio 2025, sono relativi all'utilizzo di immobili di proprietà pubblica e sono anzitutto contenuti nell'articolo 1, comma 2, lettera a), che integra l'articolo 5 il decreto legislativo n. 38 del 2021. Si prevede una specifica disciplina per gli impianti sportivi scolastici, consentendo alle associazioni e alle società sportive senza fini di lucro di presentarePag. 31 all'ente locale sul cui territorio insiste un impianto sportivo scolastico da rigenerare, riqualificare o ammodernare, un progetto per realizzare tali interventi. Se l'ente locale riconosce l'interesse pubblico del progetto, stipula una convenzione con l'associazione o la società sportiva per l'uso gratuito dell'impianto per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell'intervento.
  Le modifiche apportate in sede referente hanno apposto alla predetta disposizione la clausola di invarianza finanziaria.
  Rammenta inoltre che la successiva lettera b) apporta modifiche all'articolo 6 del medesimo decreto legislativo n. 38 del 2021, in materia di uso degli impianti sportivi. In particolare, si dispone l'utilizzo di palestre, aree di gioco e impianti sportivi scolastici da parte delle società e associazioni sportive dilettantistiche, sia per le sedute di allenamento, sia per le gare ufficiali. Per effetto delle modifiche apportate dalla Commissione di merito, viene precisato che, per lo svolgimento di attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, all'atto dell'approvazione o dell'aggiornamento del Piano triennale dell'offerta formativa, i consigli d'istituto o di circolo comunichino all'ente locale proprietario le attività che impediscono l'utilizzo, anche parziale, delle palestre, delle aree di gioco e degli impianti sportivi scolastici.
  Formula dunque una proposta di parere favorevole (vedi allegato 6).

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore (vedi allegato 6).

  La seduta termina alle 13.45.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 23 settembre 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.45 alle 13.50.