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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 24 settembre 2025
557.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
COMUNICATO
Pag. 179

AUDIZIONI INFORMALI

  Mercoledì 24 settembre 2025. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI.

Audizione informale, in videoconferenza, del Provveditore interregionale per le opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata, Lorenza Dell'Aera, nell'ambito dell'esame dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante conferimento dell'incarico di Commissario straordinario per le opere riguardanti la caserma «Boscariello» di Napoli e il comando dei vigili del fuoco di Barletta, Andria e Trani.
Atto n. 291.

  L'audizione informale è stata svolta dalle 13.45 alle 13.50.

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 24 settembre 2025. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI.

  La seduta comincia alle 14.10.

Proposta di nomina della dottoressa Emanuela Zappone a presidente dell'Ente parco nazionale del Circeo.
Nomina n. 104.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame della proposta di nomina all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 17 settembre 2025.

  Mauro ROTELLI, presidente, ricorda che nella seduta di mercoledì 17 settembre 2025 è stata svolta la relazione introduttiva e che, nella seduta del 23 settembre 2025, si è svolta l'audizione della candidata designata. Segnala, altresì, che il termine per l'espressione del prescritto parere è fissato al 29 settembre 2025.

  Massimo MILANI (FDI), relatore, esprime parere favorevole sulla proposta di nomina in esame.

  La Commissione procede alla votazione a scrutinio segreto sulla proposta di parere favorevole del relatore.

  Mauro ROTELLI, presidente, comunica il risultato della votazione:

   Presenti... 24
   Votanti... 24
   Astenuti... 0
   Maggioranza... 13

    Hanno votato ... 20
    Hanno votato no... 4

  (La Commissione approva).

  Mauro ROTELLI, presidente, avverte che comunicherà il parere favorevole testé espresso alla Presidenza della Camera, ai fini della trasmissione al Governo.

  Hanno preso parte alla votazione i deputati: Gentile in sostituzione di Battistoni, Benvenuti Gostoli, Benvenuto, Malagola in sostituzione di Caiata, Cortelazzo, Evi, Iaia, L'Abbate, Mura in sostituzione di Lampis, Manes, La Salandra in sostituzione di Mattia, Mazzetti, Milani, Montemagni, Morfino, Patriarca, Pizzimenti, Fabrizio Rossi, Rotelli, Ruffino, Tirelli in sostituzione di Semenzato, Simiani, Bof in sostituzione di Stefani, Zoffili in sostituzione di Zinzi.

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante conferimento dell'incarico di Commissario straordinario per le opere riguardanti la Pag. 180caserma «Boscariello» di Napoli e il comando dei vigili del fuoco di Barletta, Andria e Trani.
Atto n. 291.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 17 settembre 2025.

  Mauro ROTELLI, presidente, ricorda che nella seduta del 17 settembre 2025 la relatrice, deputata Patriarca, ha svolto la relazione introduttiva e che la Commissione dovrà esprimere il parere di competenza entro il 29 settembre 2025.

  Annarita PATRIARCA (FI-PPE), relatrice, formula una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato 1).

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice.

  La seduta termina alle 14.20.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 24 settembre 2025. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI.

  La seduta comincia alle 14.20.

Istituzione del Parco nazionale del Conero.
Testo unificato C. 1798 Benvenuti Gostoli, C. 2246 Curti e C. 2268 Fede.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 30 luglio 2025.

  Mauro ROTELLI, presidente, avverte che sono stati presentati sei emendamenti (vedi allegato 2).

  Stefano Maria BENVENUTI GOSTOLI (FDI), relatore, fa presente che sono in corso approfondimenti con i ministeri competenti sui profili di quantificazione e di copertura finanziaria del provvedimento al fine di consentire alla Commissione di procedere all'approvazione finale del testo. Ricorda che anche in occasione dell'approvazione della legge istitutiva del consorzio per la gestione e la salvaguardia della laguna di Orbetello furono svolti approfondimenti sui profili finanziari prima della definitiva approvazione del provvedimento.

  Mauro ROTELLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Delega al Governo per l'aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia.
C. 535 Santillo e C. 2332 Mazzetti.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 10 settembre 2025.

  Mauro ROTELLI, presidente, ricorda che nella seduta del 10 settembre scorso è stato avviato l'esame della proposta di legge C. 2332 Mazzetti e che è stato disposto l'abbinamento della proposta di legge C. 535 Santillo, recante «Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni».
  Invita, quindi, la relatrice ad illustrare il contenuto della proposta di legge C. 535 Santillo abbinata.

  Erica MAZZETTI (FI-PPE), relatrice, ad integrazione della relazione già svolta nella seduta del 10 settembre, rinviando per un'analisi più dettagliata del contenuto alla documentazione predisposta dagli uffici, segnala che l'articolo 1 della proposta di legge C. 535, al comma 1, conferisce al Governo la delega ad adottare, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, uno o più decreti legislativi Pag. 181per il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni.
  I commi 2 e 3 elencano i princìpi e i criteri direttivi per l'adozione dei decreti legislativi. In particolare, al comma 2, si prevede l'aggiornamento e la revisione delle categorie di intervento edilizio (lettera a)), la razionalizzazione dei processi amministrativi, delle procedure di deposito delle istanze, della gestione delle varianti in corso d'opera e della disciplina concernente il soggetto pubblico competente al rilascio dei permessi (lettera b)), nonché dei titoli abilitativi (lettera c)). Sono altresì previste la definizione dei criteri per la determinazione dell'onerosità degli interventi edilizi (lettera d)) e la verifica dell'efficacia della ripartizione delle destinazioni d'uso in macro-categorie funzionali (lettera e)).
  Rientrano nella delega al Governo anche la riorganizzazione e l'integrazione della disciplina dell'accertamento di conformità (lettera f)), la definizione di nuovi assetti organizzativi per la demolizione degli abusi edilizi (lettera g)) e l'introduzione di una disciplina in materia di identificazione anagrafica delle costruzioni e di formazione degli operatori nonché di criteri per l'aggiornamento delle tecniche per le costruzioni (lettera h)). Sono inoltre previste la ridefinizione e l'aggiornamento del regime sanzionatorio in materia edilizia (lettera i)) e la definizione organica della normativa relativa alla sicurezza delle costruzioni, con riferimento al rapporto rischio-sicurezza e alle analisi costi-benefici (lettera l)).
  Nell'ambito dei principi e criteri direttivi rientrano la ridefinizione della certificazione di agibilità (lettera m)), la revisione del processo di autorizzazione sismica (lettera n)), garantendo norme e procedure efficienti e semplificate per i processi di agibilità post-evento e per le strutture temporanee di grande impatto per la sicurezza delle persone (lettera o)). La delega contempla, inoltre, una disciplina specifica per le opere legate al dissesto idrogeologico e al rischio incendio nelle costruzioni, con un sistema di controlli e autorizzazioni per le opere eseguite dallo Stato, per conto dello Stato o di interesse statale (lettera p)).
  In materia di sostenibilità ambientale delle costruzioni, è prevista l'individuazione di ulteriori criteri generali relativi alla qualità acustica, alla gestione dei materiali da demolizione, all'utilizzo di materiali riciclati, all'efficientamento energetico e al consumo di suolo a saldo zero, coerentemente con la normativa europea e con le iniziative regionali (lettera q)). In tale contesto, sono previsti criteri applicabili a tutte le categorie di costruzioni (lettera r)) e un sistema premiante per la diffusione della sostenibilità ambientale (lettera s)). Si stabilisce, inoltre, il coordinamento con la normativa correlata (lettera t)) e la definizione di una disciplina transitoria sui procedimenti in corso e sugli strumenti urbanistici vigenti (lettera u)).
  Il comma 3 detta ulteriori princìpi di semplificazione normativa, quali: il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni vigenti, con modifiche per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo (lettera a)); la verifica della conformità ai princìpi contenuti nelle direttive dell'Unione europea (lettera b)); l'adeguamento alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (lettera c)) e l'indicazione esplicita delle norme abrogate (lettera d)).
  I commi dal 4 al 6 disciplinano il procedimento di adozione dei decreti legislativi, che sono trasmessi alle Camere corredati di analisi tecnico-normativa, analisi di impatto della regolamentazione e relazione tecnica, per il parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario, da rendere entro trenta giorni dalla data di assegnazione.
  Il comma 7 reca la clausola di invarianza finanziaria, prevedendo che dall'adozione dei decreti non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 8 consente, entro due anni dall'entrata in vigore di ciascun decreto, l'adozione di disposizioni integrative o correttive, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e secondo la medesima procedura, sulla base di una relazione motivata presentata alle Camere dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.Pag. 182
  Ribadisce, infine, l'opportunità di svolgere un'audizione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulle tematiche oggetto del provvedimento in esame. In conclusione, richiama l'esigenza di avviare rapidamente il ciclo di audizioni informali auspicando che possano essere acquisiti utili elementi di informazione e di valutazione nel corso dell'istruttoria, anche ai fini di eventuali miglioramenti del testo della proposta di legge C. 2332 a sua prima firma, che ritiene opportuno che sia adottata come testo base per il prosieguo dell'esame in sede referente.

  Mauro ROTELLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.30.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 24 settembre 2025. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI.

  La seduta comincia alle 14.30.

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
C. 2574 Governo.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Mauro ROTELLI, presidente, rileva come la Commissione sia chiamata ad esaminare in sede consultiva, ai sensi dell'articolo 126-ter del Regolamento, il disegno di legge C. 2280, approvato dal Senato, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2024.
  Ricorda che le Commissioni in sede consultiva esaminano le parti di competenza e approvano una relazione sul disegno di legge di delegazione europea, nominando altresì un relatore, che può partecipare alle sedute della XIV Commissione. La relazione, trasmessa alla XIV Commissione, potrà essere accompagnata da eventuali emendamenti approvati dalle Commissioni. Le eventuali relazioni di minoranza sono trasmesse alla XIV Commissione; un proponente per ciascuna relazione di minoranza, può partecipare, per riferirvi, alle sedute della XIV Commissione.
  Segnala altresì che, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 5, del regolamento, le Commissioni di settore possono esaminare e approvare emendamenti al disegno di legge, per le parti di rispettiva competenza. Al riguardo fa presente che possono ritenersi ricevibili solo gli emendamenti il cui contenuto è riconducibile alle materie di competenza specifica di ciascuna Commissione di settore. Nel caso in cui membri della Commissione intendano proporre emendamenti che interessano gli ambiti di competenza di altre Commissioni, tali emendamenti dovranno essere presentati presso la Commissione specificamente competente. Gli emendamenti presentati saranno quindi sottoposti allo specifico vaglio da parte della Presidenza della Commissione ai fini della verifica della loro ammissibilità; a tale ultimo riguardo segnala come l'articolo 126-ter, comma 4, del Regolamento stabilisca che, fermi i criteri generali di ammissibilità previsti dall'articolo 89, i Presidenti delle Commissioni competenti per materia e il Presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all'oggetto proprio del disegno di legge, come definito dalla legislazione vigente (articolo 30 della legge n. 234 del 2012). Fa presente, in ogni caso, che i deputati hanno facoltà di presentare emendamenti direttamente presso la XIV Commissione, entro i termini dalla stessa stabiliti.
  Gli emendamenti approvati dalle Commissioni di settore saranno trasmessi alla XIV Commissione unitamente alla relazione approvata, e potranno essere da questa respinti solo per motivi di compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento generale. Gli emendamenti Pag. 183respinti dalle Commissioni di settore non potranno essere presentati presso la XIV Commissione, che li considererà irricevibili, ma potranno, peraltro, essere ripresentati in Assemblea.
  Ricorda, infine, che, per prassi consolidata, gli emendamenti presentati direttamente alla XIV Commissione sono trasmessi alle Commissioni di settore competenti per materia, ai fini dell'espressione del parere. I pareri espressi dalle Commissioni di settore avranno effetti sostanzialmente vincolanti, in quanto la XIV Commissione è tenuta ad adeguarsi ad essi, salvo che per motivi di compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento.
  In sostituzione del relatore, deputato Caiata, ricorda, preliminarmente, che il disegno di legge di delegazione europea rappresenta, insieme al disegno di legge europea, uno degli strumenti legislativi che assicurano il periodico adeguamento all'ordinamento dell'Unione europea. In particolare, l'articolo 30, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, specifica che con la legge di delegazione europea viene conferita al Governo la delega legislativa per dare attuazione alle direttive europee e alle decisioni quadro, nonché agli obblighi direttamente riconducibili al recepimento di atti legislativi europei.
  Nel rinviare, per una disamina più approfondita, alla documentazione predisposta dagli uffici, segnala che l'articolo 1, al comma 1, reca la delega al Governo per l'adozione dei decreti legislativi di attuazione degli atti normativi dell'Unione europea indicati nell'articolato del provvedimento in esame, nonché per l'attuazione delle direttive elencate nell'Allegato A, rinviando, tra l'altro, ai princìpi ed ai criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della citata legge n. 234, tra i quali il principio della massima semplificazione dei procedimenti, un migliore coordinamento con le discipline vigenti, il divieto di introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse (c.d. gold plating).
  Per quanto di interesse della VIII Commissione, segnala che l'articolo 4 reca i princìpi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega da parte del Governo ai fini del recepimento della direttiva europea (UE) 2024/1799 recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni. Tale direttiva mira a ridurre lo smaltimento prematuro di beni funzionali e ad incentivare i consumatori a utilizzare i beni più a lungo attraverso la riparazione, riducendo in tal modo l'impatto ambientale. Tra i principi e i criteri direttivi segnala l'istituzione di una sezione nazionale della piattaforma europea per la riparazione, gestita da un punto di contatto incaricato di curare le registrazioni, vigilare sui contenuti e collaborare con la Commissione europea.
  L'articolo 6 conferisce al Governo la delega ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/3005 sulla trasparenza e sull'integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG), con l'obiettivo di garantire l'affidabilità delle informazioni ESG utilizzate nei mercati finanziari, prevenendo – tra l'altro – il fenomeno del greenwashing e garantendo il corretto funzionamento del mercato interno, in coerenza con l'agenda europea per la finanza sostenibile.
  L'articolo 7 conferisce al Governo la delega ad adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, uno o più decreti legislativi per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/590 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono. In aggiunta ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, sono previsti princìpi e criteri specifici volti, tra l'altro, a ridefinire la disciplina nazionale – anche mediante l'abrogazione della legge n. 549 del 1993 – nel rispetto degli obblighi internazionali e del vigente quadro eurounitario, ad assicurare la prosecuzione del monitoraggio dell'ozono stratosferico e della radiazione ultravioletta, nonché alla riorganizzazione del sistema autorizzatorio e Pag. 184dei controlli, comprese le correlate attività di comunicazione e di verifica.
  L'articolo 8 delega il Governo, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1244 sulla comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali e sul portale europeo delle emissioni. Nel rispetto dei princìpi generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, la delega individua ulteriori princìpi e criteri specifici volti a garantire l'operatività di strumenti telematici nazionali per la pubblicazione dei dati raccolti, nonché il riordino e la razionalizzazione dei flussi informativi connessi alle comunicazioni previste dalla disciplina vigente. È altresì prevista la facoltà per le autorità regionali di presentare, per conto dei gestori, le dichiarazioni annuali relative agli impianti di allevamento e di acquacoltura, nonché la definizione dei criteri e dei formati per la valutazione della qualità dei dati. Nelle more della piena interoperabilità dei sistemi, i dati possono essere acquisiti direttamente presso i gestori. Si prevedono, inoltre, sanzioni effettive e proporzionate rispetto alla gravità delle violazioni e l'assegnazione alle autorità competenti dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie.
  L'articolo 9 delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1157 in materia di spedizioni di rifiuti. Nel rispetto dei princìpi generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, la delega prevede ulteriori princìpi e criteri specifici volti all'introduzione di un sistema sanzionatorio effettivo, dissuasivo e proporzionato, nonché all'individuazione delle autorità competenti a livello nazionale. Nell'esercizio della delega è altresì previsto l'adeguamento e il coordinamento della normativa vigente in materia di spedizione dei rifiuti, incluso il Testo Unico Ambientale, di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006.
  L'articolo 13 delega il Governo, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente provvedimento, ad adottare uno o più decreti legislativi per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1735, che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette. In tale prospettiva, la delega individua lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) territorialmente competente quale punto di contatto unico per facilitare e coordinare le procedure autorizzative, riservando al Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) e al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) la competenza sui progetti di interesse strategico. È inoltre previsto il supporto dell'ENEA per la qualificazione dei progetti e il coordinamento tra MIMIT e MASE ai fini della relativa valutazione quale progetto strategico, attribuendo al Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) il riconoscimento dello status prioritario di progetto strategico. Si precisa, infine, che i suddetti progetti strategici assumono la qualità di progetto di pubblico interesse nazionale e che gli interventi connessi sono considerati di pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
  Segnala, inoltre, ulteriori direttive incluse nell'Allegato A del disegno di legge di particolare rilievo per i profili di competenza della VIII Commissione.
  La direttiva (UE) 2024/1760 introduce un sistema di due diligence in materia di sostenibilità aziendale ai fini della promozione di comportamenti aziendali sostenibili e responsabili lungo le loro catene del valore globali. Nel dettaglio, si dispone che le grandi società degli Stati membri dell'Unione europea, nonché quelle di Stati terzi con una presenza significativa nell'Unione, organizzino processi idonei a individuare, prevenire e mitigare impatti negativi connessi alle proprie attività, favorendo una gestione responsabile delle filiere. A titolo esemplificativo, fa presente che, ai sensi dell'articolo 22 della direttiva, le società interessate devono adottare e attuare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Ne derivano esigenze di coordinamento con l'ordinamento nazionale in materia di controlli, sanzioni e Pag. 185vigilanza. Il termine di recepimento è fissato al 26 luglio 2026.
  La direttiva (UE) 2024/2839 semplifica gli obblighi di segnalazione – tra le altre cose – in materia di emissione acustica ambientale, disciplinando gli obblighi informativi al fine di garantirne una piena funzionalità, limitando al contempo gli oneri amministrativi. Il termine di recepimento è fissato al 28 novembre 2025.
  La direttiva (UE) 2024/3019 costituisce la rifusione della precedente direttiva 91/271/CE sulle acque reflue e si caratterizza per un significativo ampliamento della disciplina. Tra le principali novità figurano l'estensione dell'ambito di applicazione agli agglomerati più piccoli, la nuova disciplina dei sistemi individuali, la considerazione di un maggior numero di inquinanti – inclusi i microinquinanti con trattamenti terziari e quaternari – l'introduzione di obblighi di responsabilità estesa del produttore e l'inserimento di profili relativi alla neutralità energetica, oltre a un nuovo sistema di pianificazione. Si stabilisce, inoltre, che le disposizioni riguardino non solo le reti fognarie ma anche i collegamenti alle reti esistenti. Il termine per il recepimento è fissato al 31 luglio 2027.
  La direttiva UE 2024/3100 è finalizzata ad assicurare che gli Stati membri adempiano in modo efficace, coerente e armonizzato ai propri obblighi in qualità di Stati di bandiera, affinché le navi – sotto il profilo della sicurezza della vita in mare e della tutela dell'ambiente marino – risultino adeguate al servizio cui sono destinate ed equipaggiate con personale debitamente qualificato. Tra le modifiche di maggior rilievo, la direttiva rinforza l'obbligo per gli Stati membri di adottare misure necessarie per garantire il rispetto degli standard di sicurezza e dei requisiti anti-inquinamento.
  La direttiva UE 2024/3101 modifica la direttiva 2005/35/CE in materia di inquinamento da navi. Lo scopo della direttiva è quello di recepire nel diritto dell'Unione le norme internazionali in materia di inquinamento provocato dalle navi e di garantire che qualsiasi società o altre persone fisiche o giuridiche responsabili di scarichi illegali di sostanze inquinanti siano soggette a sanzioni amministrative effettive, proporzionate e dissuasive, al fine di aumentare la sicurezza marittima e migliorare la protezione dell'ambiente marino dall'inquinamento. Il termine per il recepimento è fissato al 6 luglio 2027.
  La direttiva (UE) 2025/794 modifica le direttive (UE) 2022/2464 e (UE) 2024/1760 con riferimento alle date di entrata in vigore di taluni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità. Il termine di recepimento è fissato al 31 dicembre 2025.
  In conclusione, avverte che il relatore si riserva di presentare una proposta di relazione sul disegno di legge in esame, anche al fine di tenere conto di quanto emergerà nel dibattito in Commissione.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.35.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 24 settembre 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.35 alle 14.40.

INTERROGAZIONI

  Mercoledì 24 settembre 2025. — Presidenza del presidente Mauro ROTELLI. – Intervengono il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro, in videoconferenza, e il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci.

  La seduta comincia alle 14.50.

5-03016 Caso: Elementi e iniziative in merito alla perimetrazione del Sito di interesse nazionale (SIN) dell'area vasta di Giugliano (Napoli).

  Il sottosegretario Claudio Barbaro risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Pag. 186

  Antonio CASO (M5S), pur ringraziando il sottosegretario Barbaro per la risposta, fa presente che l'interrogazione in titolo è stata presentata un anno fa, in quanto all'epoca – a distanza di due anni dall'ultima nota – non risultavano aggiornamenti più recenti sul SIN di Giugliano nel portale bonifiche sul sito istituzionale del MASE.
  Rileva quindi di aver appreso dalla Gazzetta Ufficiale la conclusione, nello scorso agosto, della procedura di perimetrazione del sito e, a tal proposito, manifesta la sua perplessità per l'esclusione di alcune aree, tra le quali il comune di Villaricca, nonché per l'esiguità delle risorse stanziate, che reputa del tutto insufficienti.
  Pur comprendendo i tempi tecnici dell'iter amministrativo, manifesta l'auspicio che l'interrogazione a sua prima firma abbia contribuito ad accelerarne lo svolgimento, sinora non particolarmente celere. A tal riguardo, osserva che la presenza di discariche e impianti di trattamento dei rifiuti nell'area vasta di Giugliano determina rischi ambientali e sanitari che incidono quotidianamente sulla popolazione, sollecitando quindi interventi rapidi e sinergici tra i diversi livelli di governo, nonché maggiori stanziamenti, al fine di recuperare i ritardi accumulati.
  Conclude facendo presente che, quale deputato eletto nel collegio interessato, sarà sua cura monitorare attentamente l'evoluzione della vicenda, segnalando al rappresentante del Governo l'esigenza di aggiornamenti più tempestivi, da comunicarsi anche per le vie brevi.

5-03474 Marino: Elementi in ordine al riconoscimento dello stato di emergenza ed interventi di messa in sicurezza dei territori della Sicilia orientale interessati dagli eventi alluvionali verificatisi nel mese di febbraio 2025.

  Il Ministro Nello MUSUMECI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4). Nel ricordare le competenze del Dipartimento Casa Italia, evidenzia, in tale quadro, l'importanza e la necessità di un approccio che privilegi la prevenzione rispetto alla ricostruzione, considerato che, pur essendo la prevenzione strutturale riconosciuta trasversalmente come prioritaria, permane una distanza dal conseguimento degli obiettivi condivisi.

  Maria Stefania MARINO (PD-IDP), replicando, esprime rammarico per i tempi di risposta, rilevando che gli interventi richiamati dal ministro non si sono rivelati risolutivi e sottolineando l'esigenza di una progettazione rigorosa, anche in ragione della particolare fragilità dei territori richiamati nell'atto sotto il profilo del rischio idrogeologico, aggravata dal cambiamento climatico.
  Con riguardo al Commissario straordinario per il contrasto al dissesto idrogeologico, evidenzia che dovrebbe svolgere un ruolo importante nella semplificazione e nell'accelerazione degli adempimenti burocratici, il cui aggravio penalizza i territori e rallenta le opere di messa in sicurezza, segnalando, altresì, l'opportunità di destinare le risorse finanziarie anche ai soggetti privati danneggiati dagli eventi alluvionali in titolo.
  Conclude ribadendo la necessità di un piano territoriale di gestione del rischio idrogeologico accurato e tempestivo, in vista della stagione autunnale e invernale, e di una costante attenzione del Governo sul tema.

5-04427 Amendola: Iniziative di competenza concernenti la comunità e gli operatori economici di Metaponto nonché la messa in sicurezza del suo territorio.

  Il Ministro Nello MUSUMECI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5). Nel ricordare il quadro normativo vigente concernente gli stati di emergenza nazionale e gli interventi del Dipartimento nazionale della protezione civile in tale ambito, con riferimento agli eventi verificatisi nel territorio di Metaponto, rammenta la cronica insufficienza di velivoli ad ala fissa tipo Canadair, auspicando che possano essere adottate misure risolutive al riguardo a livello europeo. Conclude richiamando le difficoltà che le istituzioni incontrano negli interventi di contrasto agli incendi boschivi,Pag. 187 sia per la persistente carenza di azioni preventive sia per le dinamiche di natura dolosa che spesso li caratterizzano, rilevando la scarsa efficacia dell'inasprimento del quadro sanzionatorio e citando episodi di cronaca nei quali gli autori degli incendi erano pubblici ufficiali. In ordine all'erosione costiera, fa presente che la competenza spetta alle regioni, le quali ricevono annualmente dal Ministero dell'ambiente le risorse da destinare alle strutture e ai soggetti attuatori per gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico e all'erosione costiera. Nel caso specifico, osserva che, qualora si ritenesse necessario un piano ricognitivo dei danni e delle risorse occorrenti, sarebbe indispensabile che la regione Basilicata presentasse una richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

  Eleonora EVI (PD-IDP), replicando in qualità di cofirmataria, richiamate le considerazioni del ministro sugli incendi boschivi, fa presente che nell'estate appena trascorsa le emissioni gassose nell'atmosfera, rilevate a livello europeo dal sistema Copernicus, hanno raggiunto livelli record.
  Con riferimento al tema della manutenzione delle aree verdi, constata un insufficiente coordinamento tra i diversi livelli di governo e l'inadeguatezza degli interventi per la messa in sicurezza di pinete e aree verdi, evidenziando la necessità di un'azione sinergica tra realtà locali e amministrazioni regionali per assicurare celeri risposte alla cittadinanza e agli operatori economici interessati. In merito al tema dell'erosione costiera, segnala che, secondo i dati ISPRA, nell'ultimo anno la Basilicata ha perso oltre dieci chilometri di litorale.
  Conclude assicurando che svolgerà un attento monitoraggio sulle tematiche affrontate nell'atto di sindacato ispettivo a livello sia regionale che nazionale.

  Mauro ROTELLI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 15.25.