SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 1° ottobre 2025. — Presidenza del vicepresidente Giovanni Luca CANNATA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 15.50.
Disposizioni per la partecipazione italiana a Banche e a Fondi multilaterali di sviluppo.
C. 2604 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Andrea MASCARETTI (FDI), relatore, osserva che il disegno di legge, approvato con modificazioni dal Senato della Repubblica, reca misure in materia di partecipazione italiana a Banche e Fondi multilaterali di sviluppo.
Evidenzia che il testo del provvedimento è corredato di relazione tecnica aggiornata alla luce delle modifiche e delle integrazioni apportate al Senato, mentre il prospetto riepilogativo è relativo al testo originario.
In merito agli articoli 1 e 2, rileva preliminarmente che le norme in esame autorizzano il Presidente della Repubblica ad accettare determinati atti internazionali concernenti emendamenti ad Accordi già in essere, prevedendo altresì che ai summenzionati emendamenti sia data piena e intera esecuzione a decorrere dalla data della loro entrata in vigore.
Al riguardo, fa presente che la relazione tecnica aggiornata ha evidenziato che l'accettazione, da parte dell'Italia, dei suddetti emendamenti agli Accordi richiamati all'articolo 1 non determina nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, in quanto gli eventuali oneri discendenti dall'attuazione delle modifiche degli Accordi istitutivi interessano esclusivamente l'attività ordinaria delle Banche e del Fondo in oggetto, i quali godono di autonomia finanziaria rispetto ai propri membri. Tanto considerato, non ha pertanto osservazioni da formulare.
Con riferimento all'articolo 3, rileva preliminarmente che le norme in esame autorizzano il Ministero dell'economia e delle finanze, avvalendosi della Banca d'Italia, a provvedere all'aumento della quota di partecipazione dell'Italia al Fondo monetario internazionale (FMI), da 15.070 milioni di diritti speciali di prelievo a 22.605 milioni di diritti speciali di prelievo.
Nelle more dell'acquisto di efficacia dell'aumento della suddetta quota di partecipazione, la Banca d'Italia viene, altresì, autorizzata a estendere, fino al 31 dicembre 2027, la durata dell'Accordo di prestito bilaterale stipulato dalla stessa Banca con il FMI, denominato «Bilateral Borrowing Agreement» (BBA), e a prorogare, fino al 31 dicembre 2030, la durata dell'Accordo di prestito multilaterale denominato New Arrangements to Borrow (NAB).
Fa inoltre presente che, per l'aumento della quota di partecipazione dell'Italia al FMI, è concessa alla Banca d'Italia la garanzia dello Stato per ogni eventuale rischio connesso con i versamenti da essa effettuati, mentre con riferimento ai prestiti estesi nell'ambito dei richiamati Accordi BBA e NAB è prevista la garanzia dello Stato per il rimborso del capitale e per gli interessi maturati, nonché per gli eventuali rischi di cambio derivanti dall'esecuzione di tali Accordi, stabilendosi, infine, che i rapporti tra il Ministero dell'economia e delle finanze e la Banca d'Italia in materia siano regolati mediante apposite convenzioni.
Al riguardo, in merito all'aumento della quota di partecipazione dell'Italia al Fondo e all'estensione degli Accordi BBA e NAB, non formula osservazioni, considerato che, come riportato dalla relazione tecnica, le operazioni sono effettuate a valere su risorse della Banca d'Italia, senza gravare direttamente sul bilancio dello Stato, e che la Banca d'Italia non rientra nell'elenco ISTAT, ai fini del conto consolidato delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, della legge n. 196 del 2009.Pag. 38
Non ha osservazioni da formulare anche con riferimento all'importo delle risorse complessivamente conferite dalla Banca d'Italia al FMI e soggette alla garanzia dello Stato e alla relativa probabilità di rischio di escussione, tenuto conto delle rassicurazioni fornite dal Governo durante l'esame al Senato.
Relativamente all'articolo 4, rileva che le norme in esame autorizzano la partecipazione italiana all'aumento di capitale a chiamata della Banca africana di sviluppo, per complessive 205.130 nuove azioni. Al riguardo non formula osservazioni, considerato quanto riferito dalla relazione tecnica, che, nell'attestare la neutralità finanziaria delle norme, rileva che l'aumento di capitale a chiamata della Banca africana di sviluppo costituisce una forma di tutela di ultima istanza, che le analisi di stress test condotte dalla Banca medesima descrivono una probabilità di chiamata del capitale prossima allo zero, che dal 1945 a oggi non si è mai verificata una chiamata di capitale in nessuna Banca multilaterale di sviluppo e che, in ogni caso, nella remota ipotesi in cui tale eventualità si dovesse verificare, per l'eventuale versamento dei relativi importi – che sarebbero, peraltro, oggetto di un negoziato, in linea con la disciplina propria degli aumenti di capitale – sarebbe comunque necessaria una apposita norma autorizzativa.
In merito all'articolo 5, rileva preliminarmente che le norme in esame autorizzano la partecipazione italiana all'aumento di capitale della Banca interamericana di sviluppo–Società interamericana di investimento, con la sottoscrizione di 2.342 azioni a pagamento. Segnala che la sottoscrizione è valutata in complessivi 49.182.000 dollari statunitensi e le somme saranno erogate al tasso di cambio vigente alla data del pagamento, autorizzandosi a tal fine la spesa di 6.542.000 euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2031.
Rappresenta inoltre che, durante l'esame al Senato, la Commissione Bilancio di quel ramo del Parlamento ha espresso, sul testo originario del provvedimento, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'introduzione di una previsione di spesa in luogo della precedente autorizzazione di spesa, posto che l'obbligazione in oggetto, sottoscritta in dollari, è soggetta a rischio di cambio.
Al riguardo, concordando con il fatto che l'obbligazione è soggetta al rischio di cambio, anche in considerazione dell'ampio orizzonte temporale su cui intervengono le disposizioni in commento, ravvisa l'esigenza, da un punto di vista formale, che l'onere di cui al comma 3 del predetto articolo 5 del provvedimento in esame sia piuttosto formulato non già come autorizzazione di spesa – e quindi come limite massimo di spesa – ma in termini di previsione di spesa, in conformità con quanto previsto, all'articolo 17, comma 1, della legge n. 196 del 2009, dalla vigente disciplina contabile.
Osserva, infatti, che la formulazione di cui al comma 2 del medesimo articolo 5, inserita dal Senato, che indica un importo «valutato in», anziché «pari a», riferito all'ammontare dell'obbligazione in dollari statunitensi, che rimane invariato nel tempo, anziché all'ammontare in euro dell'obbligazione stessa, soggetto invece a possibili oscillazioni, non solo non risolve le problematicità legate al rischio di cambio, peraltro evidenziate dalla stessa Commissione Bilancio del Senato, ma non appare neppure coerente con la reale obbligazione assunta in dollari per un importo prefissato. In merito a tali profili, ritiene pertanto necessario acquisire l'avviso del Governo, anche in considerazione del fatto che la relazione tecnica di passaggio non reca alcun chiarimento al riguardo.
Con riferimento all'articolo 6, rileva preliminarmente che le norme in esame autorizzano il Ministero dell'economia e delle finanze, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029, a sottoscrivere determinati strumenti finanziari emessi dalla Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, per un ammontare annuale massimo di 20 milioni di euro, autorizzando a tal fine una spesa di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029. Segnala, altresì, che gli interessi relativi agli strumenti finanziari in oggetto saranno quindi versati Pag. 39all'entrata del bilancio dello Stato, capo X, capitolo 2368, articolo 2, per restare acquisiti all'erario.
Al riguardo non ha osservazioni da formulare, anche alla luce degli elementi di informazione risultanti dalla relazione illustrativa.
Per quanto riguarda l'articolo 7, in merito ai profili di quantificazione, rileva preliminarmente che le norme in esame autorizzano, ai sensi della risoluzione n. 265 del 15 dicembre 2023, la partecipazione italiana all'aumento di capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, con la sottoscrizione di 34.360 azioni a pagamento, autorizzando, a tal fine, una spesa pari a 68.720.000 euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029.
Al riguardo, non formula osservazioni, considerato che l'onere appare riconducibile a un limite massimo di spesa, in quanto non sussiste il rischio di cambio, e che la prima rata potrà essere versata anche oltre il 30 aprile 2025, qualora lo strumento di sottoscrizione, come nel caso in esame, entri in vigore successivamente a tale data.
In merito, invece, ai profili di copertura finanziaria, fa presente che le disposizioni di cui all'articolo 8 provvedono agli oneri derivanti dagli articoli 5, 6 e 7, pari a euro 95.262.000 per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029 e a euro 6.542.000 per ciascuno degli anni 2030 e 2031, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 723, della legge 29 dicembre 2022, n. 197.
Al riguardo, osserva che tale ultima disposizione ha autorizzato la partecipazione dell'Italia all'aumento di capitale della Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa, per una quota pari a 710.592.000 euro di capitale sottoscritto, di cui 200.671.463 euro di capitale versato e ha disposto il versamento del capitale in quattro rate annuali di importo pari a 50.167.866 euro per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026. Le suddette risorse relative al capitale versato sono confluite sul capitolo 7179 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
A tale proposito, evidenzia che sul predetto capitolo di spesa erano in precedenza confluite le risorse di cui all'articolo 1, comma 530, della legge n. 160 del 2019, per un ammontare pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2027. La dotazione del capitolo è stata oggetto di un successivo rifinanziamento ad opera della legge di bilancio per il 2025, che ha disposto, nell'ambito della seconda sezione, un incremento del Programma 1.11 «Politica economica e finanziaria in ambito internazionale» della Missione 4 «L'Italia in Europa e nel mondo», dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per una somma pari a 95.262.000 euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029 e a 6.542.000 euro per ciascuno degli anni 2030 e 2031, in misura esattamente corrispondente, quindi, agli oneri indicati dalle disposizioni finanziarie in esame.
Nel rilevare che, alla luce della ricostruzione sopra riportata, la riduzione prevista dalla disposizione in esame sembra doversi intendere riferita, più che all'autorizzazione di spesa in senso proprio recata dall'articolo 1, comma 723, della già citata legge n. 197 del 2022, al capitolo di spesa nel quale sono confluite le risorse di cui alla medesima autorizzazione, come successivamente rifinanziato nei termini sopra descritti, fa presente che, alla luce dei rifinanziamenti sopra richiamati, il predetto capitolo 7179 reca nell'ambito del vigente bilancio dello Stato, uno stanziamento pari a 165.429.866 euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 e a 115.262.000 euro per l'anno 2027.
Segnala, altresì, che, da un'interrogazione effettuata presso la banca dati della Ragioneria generale dello Stato, per l'anno 2025 risulta accantonato un importo pari alla riduzione prevista dalla disposizione in esame, con disponibilità residue pari a 1.831.801 euro. Tanto premesso, non ha osservazioni da formulare.
La sottosegretaria Lucia ALBANO deposita agli atti della Commissione, ai fini della sua pubblicazione, la relazione tecnica aggiornata sul provvedimento in esame (vedi allegato). Si riserva, quindi, di fornire gli ulteriori chiarimenti richiesti dal relatore.
Pag. 40Giovanni Luca CANNATA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
C. 2574 Governo.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, avverte che la Commissione avvia oggi l'esame, ai sensi dell'articolo 126-ter del Regolamento, del disegno di legge C. 2574, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
Ricorda in proposito che, non presentando il provvedimento profili di competenza della Commissione Bilancio, salvo gli aspetti di copertura finanziaria, l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha convenuto, come accaduto negli anni passati, sull'opportunità di non fissare un termine per la presentazione di emendamenti presso questa Commissione, fermo restando che eventuali proposte emendative potranno essere presentate direttamente presso la XIV Commissione entro la giornata di domani, 2 ottobre, alle ore 12.
Ricorda, infine, che le Commissioni in sede consultiva esaminano le parti di competenza e approvano una relazione sul disegno di legge di delegazione europea, nominando altresì un relatore, che può partecipare alle sedute della XIV Commissione, che le eventuali relazioni di minoranza sono trasmesse alla XIV Commissione e che un proponente per ciascuna relazione di minoranza, può partecipare, per riferirvi, alle sedute della XIV Commissione.
Rebecca FRASSINI (LEGA), relatrice, nel ricordare che il disegno di legge reca deleghe al Governo per il recepimento delle direttive europee, elencate nell'allegato A annesso allo stesso, e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025, fa presente che il testo del provvedimento, che è stato assegnato in sede referente alla Commissione Politiche dell'Unione europea, è corredato di relazione tecnica, a cui è allegato il prospetto riepilogativo degli effetti finanziari.
Nel rinviare per maggiore completezza alla documentazione predisposta dagli uffici della Camera, avverte che nella propria relazione si soffermerà sulle sole disposizioni rispetto alle quali ritiene necessario acquisire l'avviso del Governo.
Con riferimento agli articoli 1 e 2, in evidenzia che la norma in esame delinea la cornice procedurale, nei termini già disciplinati in precedenti leggi di delegazione europea, per procedere, mediante l'adozione di decreti legislativi, al recepimento delle direttive e degli altri atti dell'Unione europea di cui agli articoli da 3 a 13 del provvedimento in esame e all'allegato A dello stesso.
Rileva che le relative deleghe legislative sono vincolate al rispetto dei principi e criteri direttivi generali di cui agli articoli 31 e 32 della legge 234 del 2012, nonché degli ulteriori specifici principi e criteri direttivi stabiliti dall'articolo 1 del provvedimento.
Tanto premesso, evidenzia che la relazione tecnica riferisce, in termini generali, che il provvedimento non comporta, di per sé, nuovi o maggiori oneri, né minori entrate a carico del bilancio dello Stato, analogamente a quanto riscontrato, nella quasi generalità dei casi, nei precedenti disegni di legge di delegazione europea. In proposito, segnala che la relazione tecnica precisa, infatti, che risulterebbe estremamente difficile riuscire a determinare, prima della effettiva stesura degli schemi di decreto legislativo di attuazione degli atti normativi dell'Unione europea, se dalle norme necessarie all'adempimento degli obblighi di derivazione europea possano derivare maggiori spese o minori entrate a carico del bilancio dello Stato.Pag. 41
Con riguardo specifico all'articolo 1, prende atto del carattere essenzialmente procedurale delle relative disposizioni, nonché di quanto indicato dal medesimo articolo e ribadito dalla relazione tecnica, in merito alle modalità di determinazione e copertura degli eventuali oneri derivanti dall'esercizio delle deleghe contenute nel disegno di legge, con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni e, in subordine, mediante riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea.
In merito ai profili di copertura finanziaria, fa dunque presente che l'articolo 1, comma 3, con una formulazione che riprende solo parzialmente analoghe disposizioni di carattere generale contenute nelle precedenti leggi di delegazione europea, reca un meccanismo strutturato su più livelli conseguenziali volto a far fonte agli oneri derivanti dall'attuazione delle deleghe legislative conferite dal provvedimento in esame. In particolare, rileva che la citata disposizione prevede che, fermo restando quanto previsto dagli articoli, ivi puntualmente richiamati, recanti specifiche clausole di invarianza finanziaria, eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non riguardano l'attività ordinaria delle amministrazioni statali o regionali possono essere previste nei decreti legislativi di cui al comma 1 dell'articolo in esame nei soli limiti occorrenti per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'esercizio delle deleghe da quest'ultimo conferite.
Rileva che la disposizione precisa, altresì, che alla copertura delle predette spese, così come delle minori entrate eventualmente derivanti dall'attuazione delle deleghe medesime, si provvede – laddove non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni – mediante riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea.
Al riguardo, ricorda che il predetto Fondo, iscritto sul capitolo 2815 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, reca nell'ambito del vigente bilancio triennale dello Stato uno stanziamento iniziale pari a 114.917.731 euro per l'anno 2025, a 112.229.646 euro per l'anno 2026 e a 112.165.891 euro per l'anno 2027. Evidenzia, inoltre, che, in base a quanto stabilito dal disegno di legge C. 2537, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025, approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati lo scorso 24 settembre, le previsioni assestate del citato capitolo 2815 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze risultano pari a euro 86.105.457 per l'anno 2025, euro 83.335.372 per l'anno 2026 ed euro 82.878.617 per l'anno 2027. Rileva, altresì, che per quanto concerne l'anno in corso, sulla base di un'interrogazione effettuata alla banca dati della Ragioneria generale dello Stato, sul medesimo Fondo risulta una disponibilità di 76.977.237 euro.
Ciò premesso, segnala, in primo luogo, l'esigenza di acquisire dal Governo rassicurazioni circa l'adeguatezza della dotazione del Fondo per il recepimento della normativa europea a garantire in via generale la copertura degli eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di delega, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, comma 3, del presente provvedimento, anche considerando la riduzione del Fondo stesso operata a decorrere dall'anno 2026 dal successivo articolo 10, comma 3.
Precisa come tale rassicurazione si renda necessaria anche in considerazione della circostanza che, a differenza di quanto costantemente registrato a decorrere dalla legge di delegazione europea 2014, la disposizione ora in commento non contiene, quale ulteriore meccanismo di salvaguardia finanziaria, la specifica previsione secondo cui, qualora anche la dotazione del Fondo per il recepimento della normativa europea non dovesse recare le occorrenti disponibilità, i decreti legislativi dai quali derivino nuovi o maggiori oneri saranno emanati solo successivamente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie, in conformità a quanto prescritto dall'articolo 17, comma 2, della legge n. 196 del 2009.
Rammenta, in particolare, che tale specifica previsione – poi riprodotta nelle successivePag. 42 leggi di delegazione europea – è stata inserita per la prima volta nella predetta legge di delegazione europea 2014 in accoglimento di un'apposita condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, contenuta nel parere espresso sul testo del relativo disegno di legge dalla Commissione Bilancio del Senato della Repubblica nella seduta del 13 maggio 2015, allora riferita all'ipotesi di un'eventuale incapienza del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie di cui all'articolo 5 della legge n. 183 del 1987, le cui funzioni sono state nel frattempo trasferite al Fondo per il recepimento della normativa europea.
In tale quadro, nel rilevare che la relazione tecnica evidenzia come sia estremamente difficile riuscire a determinare, prima dell'effettiva stesura degli schemi di decreto legislativo di attuazione degli atti normativi dell'Unione europea, se dalle relative norme possano derivare maggiori spese o minori entrate, ritiene dunque opportuno acquisire un chiarimento da parte del Governo in merito alle ragioni della mancata previsione – nell'ambito del comma 3 dell'articolo 1 del provvedimento in esame – del richiamo all'eventuale attivazione, qualora ne ricorresse l'esigenza, della menzionata procedura di cui all'articolo 17, comma 2, della legge n. 196 del 2009. Precisa che tale verifica appare opportuna, in particolare, rispetto all'attuazione e al recepimento delle direttive elencate nell'allegato A al presente disegno di legge, richiamate all'articolo 1, comma 1, del disegno di legge in esame, per le quali trovano applicazione i soli principi e criteri direttivi generali previsti dagli articoli 31 e 32 della legge n. 234 del 2012, nonché rispetto all'adeguamento dell'ordinamento al regolamento (UE) 2024/2847, per il quale trovano applicazione anche i principi e criteri direttivi di cui all'articolo 10 del disegno di legge in esame, dal momento che le restanti deleghe conferite ai sensi degli articoli da 3 a 13 del disegno di legge in esame sono corredate da clausole di invarianza finanziaria, ovvero recano direttamente la quantificazione e la corrispondente copertura finanziaria degli oneri che derivano dall'attuazione di specifici principi e criteri direttivi.
In tale quadro, rileva inoltre che, come già segnalato in precedenza, l'articolo 1, comma 3, del presente provvedimento prevede l'esclusione dall'ambito di applicazione del meccanismo di copertura finanziaria di carattere generale in precedenza illustrato di tutte le deleghe legislative per le quali è espressamente prevista, nell'ambito del provvedimento in esame, una clausola di invarianza finanziaria.
Tuttavia, poiché nell'ambito di diverse disposizioni di delega contenute nel provvedimento, come detto, sono viceversa previste norme volte ad assicurare la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione di specifici principi e criteri direttivi delle predette deleghe legislative, oggetto di puntuale quantificazione, andrebbe altresì valutata, a suo avviso, l'opportunità di integrare la formulazione del citato comma 3 dell'articolo 1, al fine di escludere anche tali previsioni onerose, dotate di autonoma copertura, dall'applicazione del generale meccanismo di copertura delineato dalla disposizione in commento, che deve viceversa ritenersi applicabile all'attuazione delle restanti disposizioni del provvedimento, nonché al recepimento delle direttive elencate nell'allegato A annesso al presente disegno di legge.
In merito ai profili di copertura finanziaria, con riferimento alla clausola di invarianza finanziaria di cui al comma 4 dell'articolo 3, riferita all'attuazione delle disposizioni di delega di cui al medesimo articolo, con l'eccezione del principio e criterio direttivo di cui al precedente comma 2, lettera e), corredato di puntuale quantificazione e copertura ai sensi del successivo comma 5, potrebbe valutarsi, a suo avviso, l'opportunità di modificare il secondo periodo della disposizione in esame facendo riferimento alle «amministrazioni interessate», anziché all'«amministrazione interessata», onde tener conto dell'eventuale coinvolgimento, nell'attuazione della direttiva, di più soggetti pubblici sulla base delle rispettive competenze. Sul punto, ritiene Pag. 43comunque necessario acquisire l'avviso del Governo.
Con riferimento all'articolo 5, in merito ai profili di quantificazione, fa presente che le norme prevedono che nell'esercizio della delega per l'adeguamento della normativa nazionale in materia di macchine, di cui al decreto legislativo n. 17 del 2010, alle disposizioni del regolamento (UE) 2023/1230, il Governo osservi, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali, di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, anche un'ulteriore serie di princìpi e criteri direttivi specifici. Fa presente che è, altresì, prevista una clausola di invarianza finanziaria, riferita all'adempimento dei compiti derivanti dall'esercizio della delega in esame.
Per quanto riguarda, in particolare, l'aggiornamento e la definizione del sistema sanzionatorio, nonché la riassegnazione, previo versamento in apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, delle somme introitate a seguito dell'irrogazione delle «nuove» sanzioni amministrative pecuniarie agli appositi capitoli di spesa delle autorità di vigilanza per essere destinate al potenziamento della vigilanza sul mercato, non ha osservazioni da formulare, posto che tali somme, dovendo derivare da nuove fattispecie sanzionatorie, non dovrebbero risultare già incorporate nei tendenziali di finanza pubblica e pertanto il loro utilizzo per finalità di spesa non appare suscettibile di incidere sugli equilibri di bilancio. In merito a tali considerazioni, ritiene tuttavia opportuno acquisire una conferma da parte del Governo.
In merito ai profili di copertura finanziaria, con riferimento alla clausola di invarianza finanziaria di cui al comma 3 del citato articolo 5, riferita all'attuazione delle disposizioni di delega di cui al medesimo articolo, potrebbe valutarsi, a suo avviso, l'opportunità di modificare il secondo periodo della disposizione in esame al fine di sostituire l'espressione «autorità interessate» con quella di «amministrazioni interessate», in coerenza anche con quanto riportato nella relazione tecnica, laddove si individuano nello specifico nei Ministeri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 157 del 2022, i soggetti competenti per l'attuazione della delega di cui all'articolo in esame. Sul punto, ritiene comunque necessario acquisire l'avviso del Governo.
Rispetto alla clausola di invarianza finanziaria di cui al comma 5 dell'articolo 8, riferita all'attuazione delle disposizioni di delega di cui al medesimo articolo, con l'eccezione del principio e criterio direttivo di cui al precedente comma 2, lettera a), occorre valutare, a suo avviso, l'opportunità di integrare la formulazione della disposizione in commento al fine di specificare che le amministrazioni interessate provvedono all'adempimento dei relativi compiti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, in linea con le altre clausole di invarianza contenute nel provvedimento. Sul punto, ritiene pertanto opportuno acquisire l'avviso del Governo.
Per quanto concerne l'articolo 10, in merito ai profili di quantificazione, evidenzia che la norma in esame reca una delega legislativa finalizzata all'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/2847, relativo a requisiti orizzontali di cybersicurezza per i prodotti con elementi digitali, secondo quanto previsto dal comma 1. Rileva che tra gli specifici principi e criteri direttivi indicati per l'esercizio della delega viene, in particolare, prevista, al comma 2, lettera a), la modifica e l'integrazione della normativa vigente anche al fine di garantire il coordinamento con la disciplina del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (PSNC), definita dal decreto-legge n. 105 del 2019, nonché con quella della Strategia nazionale di cybersicurezza di cui al decreto legislativo n. 138 del 2024. Fa presente inoltre che, tra i medesimi principi e criteri direttivi, viene prevista l'individuazione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale quale autorità di notifica, ai sensi del comma 2, lettera b), e di vigilanza del mercato in relazione ai requisiti orizzontali di cybersicurezza per i prodotti con elementi digitali, ai sensi del comma 2, lettera c), la definizione di un sistema sanzionatorio correlatoPag. 44 alla violazione degli obblighi derivanti dal regolamento in riferimento, ai sensi del comma 2, lettera f), prevedendo che gli introiti derivanti dall'irrogazione delle sanzioni siano destinati ad incrementare la dotazione del bilancio dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, secondo quanto previsto dal comma 2, lettera f), n. 4), nonché la previsione della garanzia che la medesima Agenzia disponga di adeguate risorse umane, strumentali e finanziarie per lo svolgimento dei compiti previsti dal regolamento, secondo quanto disposto dal comma 2, lettera g).
Evidenzia che agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2, lettera g), pari a euro 2.100.000 per il 2026, a euro 5.875.000 per il 2027, a euro 9.125.000 per il 2028 e a euro 6.925.000 annui a decorrere dal 2029, si provvede nei termini indicati dal medesimo articolo 10, comma 3.
Rileva che la relazione tecnica fornisce i dati e i parametri sottostanti la quantificazione dei suddetti oneri assunzionali con riguardo al trattamento retributivo fondamentale e a quello accessorio, riferito al premio di presenze, al lavoro straordinario e ai buoni pasto, evidenziando anche la proiezione decennale dei medesimi oneri in ragione degli automatismi di carriera previsti nel relativo ordinamento.
In proposito, evidenzia che, in virtù di quanto desumibile dai suddetti parametri, gli importi relativi alla componente accessoria dei trattamenti retributivi non appaiono positivamente verificabili. In particolare, premesso che non appare positivamente verificabile la dinamica pluriennale della progressione delle retribuzioni, sia nella componente fondamentale che in quella accessoria, non essendo state evidenziate dalla relazione tecnica le relative aliquote di incremento retributivo, a titolo esemplificativo, limitando la verifica alle prime tre annualità, 2026-2028, rileva che il dato relativo alla componente accessoria del lavoro straordinario relativo al 2026, che nella tabella riportata dalla relazione tecnica viene indicato in euro 14.980, dovrebbe essere invece pari ad euro 44.941, in quanto risultante dal prodotto del valore pro capite di euro 6.914, indicato dalla relazione tecnica in termini non lordizzati, per 13 unità di personale con profilo di coordinatore, dal momento che la relazione tecnica esclude la corresponsione dello straordinario al personale con profilo di esperto, che si presume di assumere nel 2026 con decorrenza dal 1° luglio, pari a sei mesi di servizio.
Segnala che la medesima difformità si rileva anche con riguardo all'anno 2027, in cui si prevedono in servizio 13 coordinatori per l'intero anno e 14 unità del medesimo profilo a decorrere dal 1° luglio. Fa infatti presente che, a fronte dell'importo di 93.339 euro indicato dalla relazione tecnica, il dato corretto riferito all'anno 2027 dovrebbe essere pari a 138.280 euro, ossia 89.882 euro per 13 coordinatori in servizio per l'intero anno e 48.398 euro per 14 coordinatori in servizio per sei mesi. Con riguardo all'anno 2028, per il quale la relazione tecnica assume la presenza in servizio a decorrere dal 1° gennaio di complessive 40 unità di personale con profilo di coordinatore, rileva che l'onere per prestazioni di lavoro straordinario indicato dalla relazione tecnica appare invece correttamente determinato. Infine, sulla base dei parametri di quantificazione riportati dalla relazione tecnica, segnala che non appare altresì evidente la modalità di determinazione degli importi riferiti alla componente accessoria dei premi di presenza, con riferimento ai quali, sempre limitando l'analisi al triennio 2026-2028, si osserva una difformità di valori rispetto a quelli indicati dalla relazione tecnica.
Ritiene pertanto necessario che il Governo fornisca chiarimenti in merito a tali aspetti, nonché informazioni in ordine ai dati sottostanti la quantificazione delle altre componenti onerose che emergono dalla relazione tecnica concernenti le attività di missione internazionali, presumibilmente del personale neo assunto, il rafforzamento delle dotazioni tecnologiche e di formazione, lo sviluppo di piattaforme IT e le attività di manutenzione delle dotazioni tecnologiche e delle medesime piattaforme IT. Ulteriori chiarimenti, a suo avviso, andrebbero forniti dal Governo anche in merito alle modalità di reclutamento del personalePag. 45 e alle risorse con le quali si provvederà alle medesime attività.
In merito ai profili di copertura finanziaria, fa presente che il comma 3 dell'articolo 10 provvede agli oneri derivanti dall'attuazione del principio e criterio direttivo di cui al precedente comma 2, lettera g), pari a 2.100.000 euro per l'anno 2026, a 5.875.000 euro per l'anno 2027, a 9.125.000 euro per l'anno 2028 e a 6.925.000 euro annui a decorrere dall'anno 2029, mediante corrispondente riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
In proposito, ritiene necessario acquisire una conferma da parte del Governo in merito all'effettiva disponibilità delle risorse utilizzate con finalità di copertura per ciascuna delle annualità interessate, nonché una rassicurazione in ordine al fatto che la riduzione del citato Fondo non sia suscettibile di recare pregiudizio alla realizzazione di interventi eventualmente già programmati a legislazione vigente a valere sulle risorse del Fondo medesimo.
Poiché, infine, l'articolo 10 non risulta corredato di una apposita clausola di invarianza finanziaria riferita ai restanti principi e criteri direttivi di cui al comma 2, lettere da a) a f), del medesimo articolo, appare opportuno, a suo avviso, che il Governo confermi che per l'attuazione di questi ultimi troverà comunque applicazione il meccanismo di copertura finanziaria di carattere generale delineato dall'articolo 1, comma 3, del provvedimento in esame.
La sottosegretaria Lucia ALBANO si riserva di fornire i chiarimenti richiesti dalla relatrice in una prossima seduta.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.55.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 1° ottobre 2025. — Presidenza del vicepresidente Giovanni Luca CANNATA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 15.55.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, di fiscalità internazionale, di imposta sulle successioni e donazioni e di imposta di registro, nonché di modifica allo statuto dei diritti del contribuente e ai testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria e in materia di versamenti e di riscossione aggiunto.
Atto n. 292.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 24 settembre 2025.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, ricorda che nella scorsa seduta la rappresentante del Governo si era riservata di fornire i chiarimenti richiesti dalla relatrice.
La sottosegretaria Lucia ALBANO fa presente che è ancora in corso di completamento l'istruttoria sui profili di carattere finanziario dello schema di decreto in esame segnalati dalla relatrice. Si riserva quindi di fornire i chiarimenti richiesti in una prossima seduta.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
Schema di decreto legislativo recante codice degli incentivi.
Atto n. 294.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 24 settembre 2025.
La sottosegretaria Lucia ALBANO, in risposta alle richieste di chiarimento formulate dalla relatrice nella precedente seduta, segnala che all'attuazione delle finalità di cui all'articolo 3, comma 2, lettera f), concernenti la fornitura di funzionalità a supporto delle amministrazioni responsabili con riferimento alle attività di monitoraggio e assegnazione del Codice unico di progetto, di cui all'articolo 21 dello schema in esame, si potrà provvedere nell'ambito delle risorse nazionali ed europee richiamate dal comma 4 del medesimo articolo 3, in quanto tale attuazione consisterà nella implementazione, nell'impianto dei nuovi servizi del sistema Incentivi Italia, di una interoperabilità tra il Registro nazionale degli aiuti di Stato e il Sistema CUP già prevista dall'articolo 5, comma 2, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 31 maggio 2017, n. 115, recante il regolamento per il funzionamento del citato Registro.
Osserva, quindi, che la quantificazione e il profilo temporale degli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 3 sono stati stimati alla luce della necessità di rispettare le scadenze previste per l'attuazione della Riforma 3 della Missione 1, Componente 2, del PNRR e, a tal fine, nelle more della conclusione dell'iter di adozione e dell'entrata in vigore dello schema di decreto in esame, il Ministero delle imprese e del made in Italy ha già avviato la necessaria attività attuativa, le cui prospettive temporali rispettano le tempistiche indicate nella relazione tecnica, anche avvalendosi, sulla base di apposita convenzione stipulata nel dicembre 2024, del supporto tecnico dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A., volto, tra l'altro, all'acquisizione di servizi professionali per la progettazione e lo sviluppo di beni e servizi per le infrastrutture strettamente funzionali alla operatività dei servizi.
Avverte, inoltre, che il sistema Incentivi Italia consisterà in un catalogo di servizi resi disponibili attraverso un portale on line che assicurerà, attraverso un'area pubblica accessibile al pubblico per servizi di consultazione, senza restrizioni e senza necessità di identificazione, l'accesso guidato ai servizi della piattaforma del Registro nazionale degli aiuti di Stato e della piattaforma Incentivi.gov.it, mentre le amministrazioni pubbliche e i gestori delle misure di incentivazione potranno accedere alle relative aree riservate per l'utilizzo dei servizi che riterranno di utilizzare previo specifico accreditamento.
In tale quadro, dall'implementazione a regime del sistema Incentivi Italia non deriveranno oneri aggiuntivi rispetto a quelli già considerati dalla relazione tecnica allegata allo schema di decreto in esame, fermo restando che, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, dello schema di decreto in esame, la definizione della disciplina dei protocolli tecnici dei predetti servizi sarà demandata a decreti direttoriali del Ministero delle imprese e del made in Italy.
Assicura, poi, che agli oneri correlati all'attuazione della convenzione stipulata tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e Invitalia S.p.A. per le attività di supporto tecnico funzionali all'attuazione della Riforma 3 della Missione 1, Componente 2 del PNRR si provvederà, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3, comma 4, dello schema di decreto, a valere sulle risorse nazionali ed europee disponibili per l'attuazione della medesima riforma, pari complessivamente a 10 milioni di euro per gli anni 2025 e 2026, sulla base di un processo di rendicontazione e fatturazione su base annuale incardinato nella piattaforma ReGiS, e l'utilizzo delle predette risorse non è suscettibile di pregiudicare l'attuazione degli altri interventi già previsti per lo sviluppo delle nuove funzionalità della piattaforma Incentivi Italia.
Rileva, inoltre, che l'eventuale partecipazione di lavoratori autonomi, alle stesse condizioni previste per le piccole e medie imprese, ai bandi che saranno adottati per l'attivazione degli incentivi, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 10, non inciderà sull'ammontare complessivo delle risorse erogate, in quanto la suddetta equiparazione si Pag. 47pone in continuità con norme già previste nell'ordinamento e, in ogni caso, la dotazione dei bandi interessati e gli eventuali limiti fissati all'importo dei singoli benefici saranno definiti, in sede di progettazione, in modo adeguato alla platea dei potenziali beneficiari.
Segnala, quindi, che all'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 13, in materia di implementazione delle piattaforme digitali strumentali alla gestione delle procedure di accesso definite dai bandi per l'aggiudicazione delle agevolazioni, si potrà provvedere nell'ambito delle risorse finanziarie nella disponibilità dei soggetti competenti, anche considerando che è fatta comunque salva la possibilità di ricorrere a canali digitali già esistenti, in alternativa all'utilizzo delle predette piattaforme.
Fa infine presente che la possibilità, prevista dai commi 2 e 3 dell'articolo 15, di procedere, in sede di erogazione delle agevolazioni, ad anticipazioni o a erogazioni svincolate dall'avanzamento contabile dell'iniziativa a fronte di idonee forme di garanzia non è suscettibile di determinare un'accelerazione della dinamica della spesa rispetto a quella già prevista a legislazione vigente nei relativi bandi, trattandosi di facoltà già previste da norme vigenti e sovente ammesse nei bandi al fine di garantire sufficiente liquidità ai soggetti beneficiari nella fase di avvio delle iniziative, ferma restando la previsione della prestazione di contestuali garanzie da parte dei medesimi beneficiari, in linea con i principi di sana gestione finanziaria.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) chiede alla rappresentante del Governo una delucidazione in merito alle disposizioni di cui all'articolo 10 dello schema di decreto, al fine di comprendere se l'eventuale ampliamento della platea dei beneficiari conseguente alla partecipazione ai bandi anche da parte dei lavoratori autonomi, circostanza, quest'ultima, che costituisce, a suo avviso, una tematica meritevole di attenzione da parte del legislatore, possa tuttavia comportare una riduzione degli importi spettanti a ciascun beneficiario, stante l'ammontare predeterminato delle risorse previste nell'ambito di ciascun bando.
La sottosegretaria Lucia ALBANO, nel confermare quanto al riguardo in precedenza chiarito, osserva altresì che la ratio delle disposizioni di cui all'articolo 10, volte ad assicurare il principio di equiparazione tra lavoratori autonomi e piccole e medie imprese nella partecipazione ai bandi inerenti le misure agevolative, implica che i bandi stessi avranno cura di consentire, ove compatibile con le finalità e le caratteristiche dell'incentivo, la partecipazione dei lavoratori autonomi a fianco delle PMI secondo i criteri previsti dal predetto articolo 10 e che, di conseguenza, la dotazione dei bandi interessati, così come eventuali limiti all'importo dei singoli benefici, saranno definiti, in sede di progettazione, in modo adeguato alla platea dei potenziali beneficiari, così come allo stato già avviene in conformità agli ordinari principi di buona amministrazione.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) chiede una conferma alla sottosegretaria Albano circa il fatto che tale nuova disciplina si applicherà esclusivamente ai bandi futuri.
La sottosegretaria Lucia ALBANO, nel fornire risposta affermativa al quesito posto dalla deputata Guerra, precisa che le disposizioni in commento non impatteranno sugli iter agevolativi in corso.
Silvia ROGGIANI (PD-IDP), nel prendere atto dei chiarimenti resi dalla sottosegretaria Albano sull'articolo 13, secondo cui all'implementazione delle piattaforme digitali strumentali alla gestione delle procedure di accesso definite dai bandi per l'aggiudicazione delle agevolazioni si potrà provvedere nell'ambito delle risorse finanziarie nella disponibilità dei soggetti competenti, auspica che il medesimo metro di valutazione sarà coerentemente adottato in futuro dal Governo anche in sede di verifica presso questa Commissione degli effetti finanziari connessi alle proposte emendative presentate dai gruppi di opposizione in relazione ai progetti di legge sottoposti all'esame in sede consultiva presso la medesima Commissione.Pag. 48
Rammenta, infatti, come nel corso della corrente legislatura, su proposte emendative che, a vario titolo, abbiano previsto interventi di tenore analogo a quelli contemplati dalle disposizioni di cui al richiamato articolo 13, il Governo abbia sistematicamente espresso un orientamento contrario, motivato dall'assenza di una quantificazione dei relativi oneri e della corrispondente copertura finanziaria.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA), con riferimento a quanto osservato dalla deputata Roggiani, fa presente che non vi è mai stata, da parte del Governo in carica, una discriminazione preconcetta nei confronti delle proposte emendative presentate dai gruppi di opposizione in sede di valutazione, da parte di questa Commissione, dei relativi effetti finanziari. Evidenzia, tuttavia, come, a differenza delle iniziative legislative del Governo, che per quanto attiene ai profili di carattere finanziario si basano sul previo svolgimento di ogni necessario approfondimento tecnico, che si traduce nella predisposizione di una relazione tecnica e nella sua verifica positiva da parte della Ragioneria generale dello Stato, sulle proposte emendative di volta in volta sottoposte all'esame della Commissione in sede consultiva non vi è spesso il tempo materiale per consentire al Governo stesso di svolgere un'istruttoria volta a escludere che dalla loro eventuale attuazione possano derivare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
Carmen Letizia GIORGIANNI (FDI), relatrice, preso atto dei chiarimenti forniti dalla rappresentante del Governo, formula la seguente proposta di parere:
«La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),
esaminato lo schema di decreto legislativo recante decreto legislativo recante codice degli incentivi (Atto n. 294);
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:
all'attuazione delle finalità di cui all'articolo 3, comma 2, lettera f), concernenti la fornitura di funzionalità a supporto delle amministrazioni responsabili con riferimento alle attività di monitoraggio e assegnazione del Codice unico di progetto, di cui all'articolo 21 dello schema in esame, si potrà provvedere nell'ambito delle risorse nazionali ed europee richiamate dal comma 4 del medesimo articolo 3, in quanto tale attuazione consisterà nella implementazione, nell'impianto dei nuovi servizi del sistema Incentivi Italia, di una interoperabilità tra il Registro nazionale degli aiuti di Stato e il Sistema CUP già prevista dall'articolo 5, comma 2, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 31 maggio 2017, n. 115, recante il regolamento per il funzionamento del citato Registro;
la quantificazione e il profilo temporale degli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 3 sono stati stimati alla luce della necessità di rispettare le scadenze previste per l'attuazione della Riforma 3 della Missione 1, Componente 2, del PNRR e, a tal fine, nelle more della conclusione dell'iter di adozione e dell'entrata in vigore dello schema di decreto in esame, il Ministero delle imprese e del made in Italy ha già avviato la necessaria attività attuativa, le cui prospettive temporali rispettano le tempistiche indicate nella relazione tecnica, anche avvalendosi, sulla base di apposita convenzione stipulata nel dicembre 2024, del supporto tecnico dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A., volto, tra l'altro, all'acquisizione di servizi professionali per la progettazione e lo sviluppo di beni e servizi per le infrastrutture strettamente funzionali alla operatività dei servizi;
il sistema Incentivi Italia consisterà in un catalogo di servizi resi disponibili attraverso un portale on line che assicurerà, attraverso un'area pubblica accessibile al pubblico per servizi di consultazione, senza restrizioni e senza necessità di identificazione, l'accesso guidato ai servizi della piattaforma del Registro nazionale degli aiuti di Stato e della piattaforma Incentivi.gov.it, mentre le amministrazioni Pag. 49pubbliche e i gestori delle misure di incentivazione potranno accedere alle relative aree riservate per l'utilizzo dei servizi che riterranno di utilizzare previo specifico accreditamento;
pertanto, dall'implementazione a regime del sistema Incentivi Italia non deriveranno oneri aggiuntivi rispetto a quelli già considerati dalla relazione tecnica allegata allo schema di decreto in esame, fermo restando che, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, dello schema di decreto in esame, la definizione della disciplina dei protocolli tecnici dei predetti servizi sarà demandata a decreti direttoriali del Ministero delle imprese e del made in Italy;
agli oneri correlati all'attuazione della convenzione stipulata tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e Invitalia S.p.A. per le attività di supporto tecnico funzionali all'attuazione della Riforma 3 della Missione 1, Componente 2 del PNRR si provvederà, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3, comma 4, dello schema di decreto, a valere sulle risorse nazionali ed europee disponibili per l'attuazione della medesima riforma, pari complessivamente a 10 milioni di euro per gli anni 2025 e 2026, sulla base di un processo di rendicontazione e fatturazione su base annuale incardinato nella piattaforma ReGiS, e l'utilizzo delle predette risorse non è suscettibile di pregiudicare l'attuazione degli altri interventi già previsti per lo sviluppo delle nuove funzionalità della piattaforma Incentivi Italia;
l'eventuale partecipazione di lavoratori autonomi, alle stesse condizioni previste per le piccole e medie imprese, ai bandi che saranno adottati per l'attivazione degli incentivi, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 10, non inciderà sull'ammontare complessivo delle risorse erogate, in quanto la suddetta equiparazione si pone in continuità con norme già previste nell'ordinamento e, in ogni caso, la dotazione dei bandi interessati e gli eventuali limiti fissati all'importo dei singoli benefici saranno definiti, in sede di progettazione, in modo adeguato alla platea dei potenziali beneficiari;
all'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 13, in materia di implementazione delle piattaforme digitali strumentali alla gestione delle procedure di accesso definite dai bandi per l'aggiudicazione delle agevolazioni, si potrà provvedere nell'ambito delle risorse finanziarie nella disponibilità dei soggetti competenti, anche considerando che è fatta comunque salva la possibilità di ricorrere a canali digitali già esistenti, in alternativa all'utilizzo delle predette piattaforme;
la possibilità, prevista dai commi 2 e 3 dell'articolo 15, di procedere, in sede di erogazione delle agevolazioni, ad anticipazioni o a erogazioni svincolate dall'avanzamento contabile dell'iniziativa a fronte di idonee forme di garanzia non è suscettibile di determinare un'accelerazione della dinamica della spesa rispetto a quella già prevista a legislazione vigente nei relativi bandi, trattandosi di facoltà già previste da norme vigenti e sovente ammesse nei bandi al fine di garantire sufficiente liquidità ai soggetti beneficiari nella fase di avvio delle iniziative, ferma restando la previsione della prestazione di contestuali garanzie da parte dei medesimi beneficiari, in linea con i principi di sana gestione finanziaria,
esprime
PARERE FAVOREVOLE».
La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di parere della relatrice.
La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale.
Atto n. 276.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato, da ultimo nella seduta del 24 settembre 2025.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, ricorda che lo schema di decreto in esame è stato assegnato alla Commissione, ancorché non fosse corredato della prescritta intesa da sancire in nell'ambito della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281.
Segnala, in proposito, che, in considerazione di tale circostanza, il Presidente della Camera ha evidenziato l'esigenza che la Commissione non si pronunci definitivamente su tale schema prima che il Governo abbia provveduto a integrare la richiesta di parere nel senso indicato.
Nel ricordare che la Conferenza unificata non si è ancora pronunciata al riguardo, fa presente che la Commissione non potrà pertanto esprimere il parere di propria competenza.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP) richiama l'attenzione su quella che giudica disfunzione procedurale, evidenziando come siano trascorsi oramai oltre due mesi da quando la Commissione ha avviato l'esame del presente schema di decreto, sebbene già allora non fosse ancora pervenuta la prescritta intesa da sancire nell'ambito della Conferenza unificata. In considerazione di ciò, ritiene che sarebbe stato forse più lineare investire la Commissione stessa dell'esame di tale delicato provvedimento solo una volta acquisiti i pareri prescritti dalla delega.
Silvana Andreina COMAROLI (LEGA) osserva che a quanto le risulta la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha espresso il proprio parere sul testo in esame, mentre l'Associazione nazionale dei comuni ha richiesto di avere più tempo a disposizione al fine di poter svolgere ulteriori approfondimenti e verifiche sui contenuti dello schema di decreto in discussione, circostanza quest'ultima che ha di fatto comportato il differimento del prosieguo dell'iter presso questa Commissione.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), pur ringraziando la deputata Comaroli per la condivisione con la Commissione di elementi di contesto a lei non ancora noti, ribadisce tuttavia la sussistenza della disfunzione procedurale precedentemente rilevata, che, a suo giudizio, ha caratterizzato l'esame del presente schema di decreto.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.05.
DELIBERAZIONE DI RILIEVI
SU ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 1° ottobre 2025. — Presidenza del vicepresidente Giovanni Luca CANNATA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 16.05.
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 6/2025, denominato «Nuova Scuola Elicotteri Viterbo – Segmento operativo» costituito dal «segmento volo» Light Utility Helicopter (LUH) – elicottero multiruolo per la Difesa, relativo all'acquisizione di nuovi elicotteri leggeri in sostituzione delle flotte legacy, e la realizzazione del «segmento di terra» denominato Ground Based Training System (GBTS) per la formazione dei piloti dell'Aeronautica militare, delle Forze armate e dei Corpi dello Stato.
Atto n. 298.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 24 settembre 2025.
La sottosegretaria Lucia ALBANO, in risposta alle richieste di chiarimento formulate dal relatore nel corso della precedente seduta, fa presente che il programma in esame rientra nella programmazione Pag. 51elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente e che, in tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale.
Precisa, quindi, che le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla quarta fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
Assicura, inoltre, che all'eventuale rimodulazione degli stanziamenti di bilancio che potrà rendersi necessaria in relazione all'attuazione del programma in esame si provvederà, comunque, nel rispetto dei vincoli di spesa derivanti dagli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Chiarisce, infine, che le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.
Marco GRIMALDI (AVS) invita preliminarmente ciascuno dei presenti a riflettere in maniera seria e ponderata sul provvedimento ora all'esame della Commissione, al fine di chiarire in via definitiva se corrisponda o meno al vero quanto affermato di recente dal Ministro della difesa, Guido Crosetto, nell'ambito dell'informativa urgente resa alle Camere lo scorso 25 settembre in ordine agli attacchi occorsi a danno della Global Sumud Flotilla e all'evoluzione della situazione sul fronte orientale europeo, ossia che tutti gli acquisti di tecnologia militare israeliana da parte del Governo italiano sarebbero allo stato sospesi, alla luce dell'andamento degli eventi nella Striscia di Gaza, dove è in corso quello che, personalmente e a nome del suo gruppo, non esita a definire un vero e proprio genocidio della popolazione palestinese.
Osserva, infatti, che, anche solo leggendo la scheda tecnica allegata allo schema di decreto in esame, sembrerebbe evincersi che l'acquisizione di ulteriori dodici elicotteri LUH (AW-169) sottenderebbe la fornitura di una evoluta tecnologia militare e che, sulla base degli elementi a disposizione, sembrerebbe potersi supporre che, mentre la società Leonardo Spa risulterebbe incaricata della produzione industriale dei predetti velivoli, i sistemi integrati avanzati necessari al funzionamento degli stessi potrebbero viceversa essere assicurati, in particolare, dall'azienda israeliana Elbit System, attiva nello sviluppo di tecnologie per il settore della difesa.
Rammenta, in proposito, che la citata azienda risulta essere il più importante fornitore di tecnologia militare in favore della difesa israeliana, nonché il destinatario di una significativa commessa europea relativa a talune attività di addestramento in ambito militare.
In tale quadro, evidenzia con fermezza come l'eventuale acquisto, da parte del Governo italiano, della tecnologia necessaria per la realizzazione dei dodici nuovi elicotteri fornita dalla citata azienda Elbit System, anche nell'ipotesi, naturalmente auspicabile, che questi ultimi non fossero direttamente impiegati nello scenario bellico in atto nella Striscia di Gaza, determinerebbe ipso facto la complicità dello stesso Governo italiano nel genocidio in corso a danno della popolazione palestinese, posto che la predetta tecnologia militare rientra, in sostanza, nell'ambito di quella più generale testata dallo Stato di Israele in quel medesimo scenario bellico.
Chiede dunque formalmente alla sottosegretaria Albano se sia in grado di smentire categoricamente, nella presente sede, che alla realizzazione del programma d'armamenti ora in discussione concorra a qualsiasi titolo la tecnologia militare israeliana, ritenendo tale precisazione assolutamente doverosa, tanto più in considerazione del fatto che alla realizzazione del suddetto programma sono destinate non trascurabili risorse finanziarie a carico del bilancio dello Stato.Pag. 52
Reputa di fondamentale importanza che in questa Commissione possa essere definitivamente chiarito tale dirimente aspetto, giacché nella informativa urgente richiamata all'inizio del proprio intervento il Ministro Crosetto, sollecitato sull'argomento dai gruppi di minoranza, ha escluso qualsivoglia nuova acquisizione di tecnologia militare israeliana da parte del Governo italiano a seguito degli eventi in corso nella Striscia di Gaza.
Ylenja LUCASELLI (FDI) ritiene particolarmente gravi le accuse rivolte dal deputato Grimaldi all'indirizzo del Governo italiano, laddove ha parlato di complicità de facto di quest'ultimo rispetto a quello che il medesimo deputato ha definito genocidio della popolazione palestinese in corso nella Striscia di Gaza.
Osserva come si tratti di argomenti che palesemente non riguardano ambiti di competenza della Commissione Bilancio ed esulano dalle valutazioni di ordine prevalentemente tecnico a quest'ultima rimesse a norma del Regolamento, nonché di affermazioni chiaramente viziate da un intento propagandistico di parte.
Nel ribadire come sia del tutto inaccettabile che in questa Commissione possa affermarsi che il Governo italiano sarebbe complice delle responsabilità attribuite allo Stato di Israele, osserva come le sedi istituzionali preposte a una discussione parlamentare sul merito di questioni relative al posizionamento geopolitico dell'Italia, cui ha alluso in precedenza il deputato Grimaldi, siano altre, a partire dalle Assemblee parlamentari, dove già il Ministro Crosetto ha reso un'informativa urgente sui temi prima richiamati e presso le quali il Ministro Tajani è atteso nella giornata di domani per riferire sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza. In alternativa, analoghe richieste potranno essere ampiamente discussi nell'ambito delle Commissioni competenti nel merito della materia, identificabili, alla Camera dei deputati, nella III e nella IV Commissione.
Rileva, peraltro, che le dichiarazioni in precedenza espresse dal deputato Grimaldi denotano la pressoché totale mancanza di conoscenza dello stato delle effettive relazioni industriali e commerciali intercorrenti tra il nostro Paese e Israele, la cui salvaguardia è funzionale anche alla tutela di un legittimo interesse nazionale.
Nel segnalare come sia a tutti nota la posizione del Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, sulla più complessiva vicenda relativa alla questione israelo-palestinese, ritiene che nella presente sede, anche per le ragioni dianzi evidenziate, il Governo e la sua maggioranza parlamentare non siano in alcun modo tenute a fugare i dubbi esposti dal deputato Grimaldi, tanto più che puntuali spiegazioni di carattere tecnico sono esaustivamente contenute nella scheda tecnica allegata allo schema di decreto in esame e che il Ministro Crosetto ha già in diverse occasioni fornito, al riguardo, le più ampie rassicurazioni.
Giovanni Luca CANNATA, presidente, nel prendere atto che numerosi componenti della Commissione, appartenenti a diversi gruppi parlamentari, hanno chiesto di intervenire nella discussione avviata, stante l'imminente avvio delle votazioni in Assemblea, non essendovi obiezioni, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento a una seduta che sarà convocata al termine delle votazioni dell'odierna seduta pomeridiana dell'Assemblea.
La seduta termina alle 16.15.
DELIBERAZIONE DI RILIEVI
SU ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 1° ottobre 2025. — Presidenza del vicepresidente Giovanni Luca CANNATA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.
La seduta comincia alle 18.45.
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 6/2025, denominato «Nuova Scuola Elicotteri Viterbo – Segmento operativo» costituito dal «segmento volo» Light Utility Helicopter (LUH) – elicottero multiruolo per la Difesa, relativo all'acquisizione di nuovi Pag. 53elicotteri leggeri in sostituzione delle flotte legacy, e la realizzazione del «segmento di terra» denominato Ground Based Training System (GBTS) per la formazione dei piloti dell'Aeronautica militare, delle Forze armate e dei Corpi dello Stato.
Atto n. 298.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nell'odierna seduta pomeridiana.
Silvia ROGGIANI (PD-IDP), intervenendo, preliminarmente, sull'ordine dei lavori, fa presente che, benché la Commissione sia stata convocata al termine dei lavori dell'Assemblea, terminati alle ore 18.15, i lavori della Commissione siano iniziati solo alle 18.45, stante l'assenza della rappresentante del Governo nella mezz'ora nel frattempo intercorsa.
Stigmatizza, dunque, quello che, a suo modo di vedere, si sostanzia in un comportamento non rispettoso nei confronti dei deputati dei gruppi di opposizione.
Nel merito del provvedimento, replicando a quanto affermato dalla deputata Lucaselli nel corso dell'odierna seduta pomeridiana, ricorda che la Commissione Bilancio è chiamata ad esprimersi su un provvedimento che, astrattamente, potrebbe prevedere l'acquisto di fornitura militare che utilizza tecnologia israeliana.
Nel segnalare come sia in corso un ampio dibattito in merito all'opportunità di porre fine agli accordi internazionali tra Italia e Israele nel settore della difesa, ritiene che sia cruciale chiarire se vi siano risorse pubbliche italiane che possano essere destinate ad aziende che partecipano attivamente, in questa fase storica e geopolitica, all'economia dell'occupazione e del genocidio in corso nella Striscia di Gaza.
Ribadisce, a tal proposito, che tale interrogativo è assolutamente pertinente rispetto agli ambiti di competenza della Commissione Bilancio, in quanto attinente alla destinazione delle risorse del bilancio dello Stato.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), ipotizzando che quanto affermato nell'odierna seduta pomeridiana dal collega Grimaldi abbia un qualche fondamento e che, quindi, la spesa necessaria al finanziamento del programma in esame sia destinata, almeno parzialmente, all'acquisizione di tecnologie militari fornite da aziende israeliane che operano anche con l'esercito israeliano, sottolinea che la questione non è di esclusiva competenza della Commissione di merito, non solo per le ragioni già esposte dalla deputata Roggiani, ma anche perché, dal punto di vista della programmazione economica – ambito, questo, rientrante nelle competenze proprie della Commissione Bilancio – nell'attuale fase storica è necessario che il nostro Paese non finanzi in alcun modo imprese israeliane fornitrici di tecnologie che riguardano, in particolare, il settore militare.
Rileva che questo orientamento, condiviso dalla propria forza politica, incide, evidentemente, sulla programmazione delle risorse finanziarie del Paese in un'ottica che trascende la singola misura e investe l'intero spettro dell'allocazione delle risorse pubbliche, la quali, fintanto che perdura lo sterminio del popolo palestinese in corso nella Striscia di Gaza, non possono essere destinate, anche nell'ottica delle competenze proprie della Commissione Bilancio, ad aziende coinvolte nella fornitura di tecnologie che, verosimilmente, potrebbero trovare applicazione anche nelle operazioni in corso in quei territori.
Evidenzia, infine, che la risposta della rappresentante del Governo sui chiarimenti richiesti nel corso dell'odierna seduta pomeridiana sia dirimente al fine di orientare il voto del proprio gruppo sul provvedimento in parola.
Gianmauro DELL'OLIO (M5S), concordando con quanto affermato sul piano generale dalla deputata Guerra, osserva inoltre come dalla scheda tecnica allegata allo schema di decreto in esame non emergano, a suo giudizio, indicazioni specifiche sulla destinazione delle risorse utilizzate per finanziare il programma oggetto del provvedimento, con particolare riferimento alla suddivisione delle spese tra i diversi interventiPag. 54 oggetto del programma. Ritiene necessario, pertanto, che il Ministero della difesa rediga una nuova scheda tecnica che tenga conto di quanto richiesto, al fine di valutare la congruità delle risorse destinate al programma.
Si chiede, inoltre, se la sostituzione della flotta di elicotteri legacy con quelli di cui si prevede la realizzazione sia dovuta alla obsolescenza dei medesimi e, in caso affermativo, quale sia la destinazione dei beni che saranno dismessi.
Paventa, infatti, il rischio che lo schema di decreto in esame, analogamente ad altri provvedimenti della stessa tipologia esaminati dalla Commissione Bilancio negli scorsi mesi, sia finalizzato non tanto a realizzare investimenti necessari quanto piuttosto a contribuire a un aumento complessivo delle spese militari. In questo modo, pertanto, potrebbe prodursi una consistente spesa pubblica per la sostituzione di mezzi e materiali che, allo stato, potrebbero non risultare davvero obsoleti e che invece potrebbero essere oggetto, come del resto già accaduto, di cessione a titolo gratuito ad altri Paesi.
Paventa, quindi, che possa ripetersi quanto già avvenuto con lo schema di decreto interministeriale concernente la cessione, a titolo gratuito, della Nave «Libra» alla Repubblica di Albania, evidenziando come anche in occasione dell'esame di quel provvedimento presso la Commissione Bilancio i chiarimenti del Governo fossero stati lacunosi.
Laura BOLDRINI (PD-IDP) fa presente, preliminarmente, che da recenti aggiornamenti si apprende che alcune navi israeliane stanno convergendo verso le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, attualmente in viaggio verso la Striscia di Gaza al fine di far pervenire, al popolo palestinese ivi stanziato, necessari aiuti umanitari. Si augura, dunque, che non si assista, in acque internazionali, all'uso della forza nei confronti di coloro che ritengono di avere il diritto di seguire una procedura pacifica e non violenta per esprimere la propria vicinanza al popolo palestinese.
Quanto al provvedimento in esame, richiamandone i contenuti, evidenzia come il vero problema, già segnalato dai deputati che l'hanno preceduta nella discussione, risieda nell'astratta possibilità che la tecnologia utilizzata per realizzare gli elicotteri oggetto di acquisizione nell'ambito del programma possa essere stata fornita dalla società Elbit System.
Rileva che, ove ciò rispondesse a verità, non sarebbe possibile, a suo avviso, proseguire l'esame dello schema di decreto attualmente all'attenzione della Commissione senza tenere conto degli obblighi internazionali posti in capo all'Italia di non collaborare e, anzi, di porre in essere le azioni necessarie per prevenire e impedire la realizzazione di un genocidio, anche decidendo di non portare avanti una collaborazione militare con uno Stato indicato da organismi internazionali indipendenti, mediante inchieste puntuali e circostanziate, come autore di un genocidio ai danni del popolo palestinese.
Evidenzia, in conclusione, che il voto del proprio gruppo non può non dipendere anche e soprattutto dalla verifica della veridicità della predetta circostanza, oggetto delle richieste di elementi di approfondimento formulate da parte dei gruppi di opposizione.
Paolo TRANCASSINI (FDI) precisa preliminarmente, con riguardo all'orario di inizio della seduta della Commissione, che, essendo la Commissione convocata ad un orario mobile, in relazione all'andamento dei lavori dell'Assemblea, alla sottosegretaria Albano era stato comunicato un orario di riferimento rispetto al quale la stessa è stata puntuale, per cui ritiene che non sia imputabile alcuna colpa da parte della rappresentante del Governo.
Con riferimento al provvedimento in discussione, pur non entrando nel merito delle richieste formulate dai gruppi di opposizione, ricorda che al momento della scelta della Commissione permanente a cui appartenere, i deputati effettuano valutazioni basate anche sulla natura delle materie e degli ambiti di competenza delle singole Commissioni, optando per quelle nelle quali ritengono di poter fornire un utile contributo.Pag. 55
Non comprende, pertanto, per quale ragione la Commissione Bilancio debba occuparsi, nella seduta odierna, di questioni che non riguardano le proprie specifiche competenze, bensì, in questo caso, quelle della Commissione Difesa. Evidenzia, a tal riguardo, che gli uffici del Ministero dell'economia e delle finanze, che costituiscono il naturale interlocutore della Commissione Bilancio, non potrebbero essere in grado di fornire risposte agli interrogativi posti, che attengono con tutta evidenza a profili di competenza del Ministero della difesa.
Ritiene, pertanto, più opportuno che le questioni e le problematiche sollevate nella seduta odierna siano discusse ed affrontate nella Commissione di merito.
Stefano GRAZIANO (PD-IDP), rilevando, preliminarmente, come quello in corso sia, certamente, un momento delicato della storia del Paese e dell'Europa, ritiene, parlando anche alla luce della sua attuale esperienza come componente della Commissione Difesa, che le richieste di chiarimento formulate dai gruppi di opposizione possano essere facilmente verificate, essendo sufficiente che di tali informazioni si chieda puntuale riscontro ai competenti uffici del Ministero della difesa.
A tal proposito, ritiene sia un errore gestire questa vicenda nei termini in cui il Governo e la maggioranza si apprestano ad affrontarla, sottolineando come si tratta di elicotteri dedicati ad attività di addestramento. A suo avviso, sarebbe infatti molto più semplice svolgere i necessari approfondimenti al fine di integrare le informazioni contenute nella scheda tecnica allegata allo schema di decreto in esame. In questo modo, la Commissione sarebbe posta nelle condizioni di poter deliberare avendo consapevolezza dei dati richiesti e, in tal senso, chiede al Governo e alla Presidenza della Commissione di non procedere alla deliberazione di competenza al fine di effettuare le richieste verifiche.
Sara FERRARI (PD-IDP) ritiene, su un piano generale, che anche le scelte della Commissione Bilancio abbiano una natura squisitamente politica e che, pertanto, la loro adozione non possa prescindere dalla verifica dei dati ed elementi che sono stati richiesti da parte dei gruppi di opposizione.
Con riferimento al provvedimento in esame, osserva che le richieste di informazioni formulate dai gruppi di opposizione siano quanto mai opportune, anche alla luce di un contesto storico e geopolitico nel quale una commissione indipendente di inchiesta dell'ONU ha affermato che vi è un genocidio in corso ai danni del popolo palestinese e in cui, alcuni giorni addietro, l'aula dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite è stata abbandonata in segno di protesta dai delegati di numerosi Paesi nel momento in cui ha preso la parola il Primo ministro israeliano Netanyahu.
Evidenzia, infine, come ciò che i gruppi di opposizione chiedono al Governo di sapere è se le risorse pubbliche iscritte nel bilancio dello Stato italiano siano, in qualche misura, coinvolte nel business di una azienda israeliana che si occupa di produzione di mezzi e materiali militari, trattandosi, a suo avviso, di una questione dirimente ai fini della deliberazione che compete alla Commissione Bilancio.
Marco GRIMALDI (AVS), intervenendo per una breve precisazione rispetto alle considerazioni espresse dalla deputata Lucaselli nell'odierna seduta pomeridiana, sottolinea come sia assolutamente legittimo per i parlamentari chiedere ai Ministeri competenti se vi siano risorse pubbliche italiane destinate a finanziare aziende coinvolte nel sistema economico e militare israeliano. Ricorda come un analogo scrupolo si sia posto nei confronti della Federazione russa, nel momento in cui, a seguito dell'invasione dell'Ucraina, il Governo italiano, insieme ad altri governi europei, ha interrotto gli acquisti del gas russo. Allo stesso modo, ritiene opportuno sia effettuata una verifica con riferimento all'azienda israeliana Elbit System. Sottolinea come tali richieste siano volte a tutelare l'interesse nazionale della Repubblica italiana, ritenendo che in questo momento storico tale interesse imponga di verificare la veridicità di queste informazioni e di rispettare il diritto internazionale.
Pag. 56Stefania ASCARI (M5S) si associa alle richieste formulate dai deputati che l'hanno preceduta evidenziando come sia essenziale un supplemento di informazione sulla destinazione delle risorse pubbliche volte alla realizzazione del programma di armamento oggetto del provvedimento in esame. Ritiene, in tal senso, doveroso che, nel momento storico attuale, sia chiarito alla società civile se una quota di risorse pubbliche sia destinata al finanziamento di strumenti di guerra.
Andrea MASCARETTI (FDI), replicando brevemente al collega Grimaldi, rileva come anche negli strumenti informatici e tecnologici di cui egli stesso fa uso nella vita di tutti i giorni sia presente tecnologia israeliana.
La sottosegretaria Lucia ALBANO, con riferimento ai chiarimenti richiesti dai deputati dei gruppi di opposizione, ribadisce che il provvedimento riguarda l'approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD/06 per l'esercizio finanziario 2025, denominato «Nuova scuola elicotteri Viterbo – segmento operativo» costituito dal «segmento volo» Light Utility Helicopter (LUH) – Elicottero Multiruolo per la Difesa, relativo all'acquisizione di nuovi elicotteri leggeri in sostituzione delle flotte legacy e la realizzazione del «segmento di terra» denominato Ground Based Training System (GBTS) per la formazione dei piloti dell'Aeronautica militare, delle Forze armate e dei Corpi dello Stato e che l'acquisizione di nuovi elicotteri è finalizzata alla formazione dell'Aeronautica militare e delle Forze armate.
Sottolinea che il programma del quale si prevede l'approvazione è composto da più fasi ed è già stato avviato nell'anno 2022, per un onere complessivo di 670 milioni di euro. Evidenzia che oggetto del presente schema è quindi esclusivamente la quarta fase del programma, che sviluppa la realizzazione del programma già avviata con le precedenti fasi.
Ribadisce, altresì, che la Commissione Bilancio è chiamata a esprimersi sul provvedimento ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento della Camera al fine di valutarne le conseguenze di carattere finanziario, con particolare riferimento alla quantificazione degli oneri e alle relative coperture finanziarie.
Con riferimento allo specifico tema relativo alla presenza, nell'ambito degli elicotteri oggetto di acquisizione, di tecnologia israeliana, fa presente di aver già provveduto a prendere contatti con i competenti uffici del Ministero della difesa e che sarà sua cura inviare ai medesimi uffici il resoconto delle odierne sedute Commissione, in modo che il medesimo Ministero possa fornire alla Commissione di merito, sede deputata all'esame delle questioni il cui approfondimento è stato richiesto dai gruppi di opposizione, tutte le informazioni richieste.
Gianmauro DELL'OLIO (M5S) lamenta di aver formulato alla rappresentante del Governo puntuali richieste alle quali non è stato fornito alcun riscontro e che attengono strettamente alle competenze della Commissione Bilancio. Ribadisce che dalla scheda tecnica allegata allo schema di decreto non emergono indicazioni specifiche sulla destinazione delle risorse utilizzate per finanziare il programma oggetto del provvedimento. In proposito, ritiene inammissibile che, viceversa, vi sia una indicazione unitaria del complesso dei costi necessari per la realizzazione degli elicotteri e per i sistemi di addestramento.
Dal punto di vista della programmazione economica, ribadisce come vada scongiurato il rischio che, in virtù degli impegni assunti dal Governo italiano in merito al previsto aumento delle spese militari in rapporto al prodotto interno lordo nei prossimi anni, si dia corso ad acquisti di nuovi materiali militari non necessari e, per contro, vengano sostituiti mezzi che non sono obsoleti.
Laura BOLDRINI (PD-IPD), concordando con quanto osservato dal deputato Dall'Olio, lamenta che il Governo non abbia, in sostanza, fornito risposte alle domande che i gruppi di opposizione hanno posto.
Pag. 57La sottosegretaria Lucia ALBANO, precisando quanto in precedenza evidenziato, fa presente che le prime tre fasi del programma oggetto del presente schema di decreto sono già state finanziate per un ammontare pari, rispettivamente, a complessivi 45 milioni di euro, a complessivi 40 milioni di euro e a complessivi 38 milioni di euro. Sottolinea che la quarta fase, oggetto dello schema in esame, sarà avviata nel 2026 e sarà conclusa nel 2039 e comporterà un onere pari a 271 milioni di euro, mentre il completamento del programma comporterà un ulteriore onere di 276 milioni di euro e sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, subordinatamente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie. Ribadisce, altresì, che lo schema di decreto in esame è limitato alla quarta fase del programma e che al suo finanziamento si farà luogo a valere sulle risorse già iscritte a legislazione vigente sul capitolo 7220, piano gestionale n. 2, dello stato di previsione del Ministero della difesa, che reca le necessarie disponibilità e il cui utilizzo non pregiudica altri interventi già programmati.
Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, alla luce dei chiarimenti forniti dalla rappresentante del Governo e del dibattito svoltosi, formula la seguente proposta di deliberazione:
«La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),
esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 6/2025, denominato “Nuova Scuola Elicotteri Viterbo – Segmento operativo” costituito dal “segmento volo” Light Utility Helicopter (LUH) – elicottero multiruolo per la Difesa, relativo all'acquisizione di nuovi elicotteri leggeri in sostituzione delle flotte legacy, e la realizzazione del “segmento di terra” denominato Ground Based Training System (GBTS) per la formazione dei piloti dell'Aeronautica militare, delle Forze armate e dei Corpi dello Stato (Atto n. 298);
premesso che:
il programma del quale si prevede l'approvazione ha ad oggetto la quarta fase del programma avviato ai sensi dei decreti del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, adottati in data 20 giugno 2023, 17 maggio 2024 e 11 marzo 2025, recanti l'approvazione, rispettivamente, del programma pluriennale di A/R n. SMD 10/2022, del programma pluriennale di A/R n. SMD 31/2023 e del programma pluriennale di A/R n. SMD 24/2024;
le prime tre fasi del programma sono già state finanziate ai sensi dei predetti decreti interministeriali, per un ammontare pari, rispettivamente, a complessivi 45 milioni di euro, a complessivi 40 milioni di euro e a complessivi 38 milioni di euro;
lo schema di decreto in esame conferma la stima degli oneri complessivi derivanti dal programma in misura pari a 670 milioni di euro alle condizioni economiche dell'anno 2024;
lo schema di decreto in esame si riferisce, in particolare, alla quarta fase del predetto programma, per la quale si prospetta l'avvio nell'anno 2026 e la conclusione nell'anno 2039 e viene quantificato un costo complessivo di 271 milioni di euro, mentre il completamento del programma comporterà un ulteriore onere di 276 milioni di euro e sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, subordinatamente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie;
lo schema di decreto in esame individua le risorse da utilizzare con finalità di copertura limitatamente agli oneri derivanti dall'attuazione della quarta fase del programma, a valere sulle risorse disponibili a legislazione vigente nell'ambito del capitolo 7220, piano gestionale n. 2, dello stato di previsione del Ministero della difesa;
nelle premesse dello schema di decreto si precisa che lo stesso è circoscrittoPag. 58 alla quarta fase del programma e che il completamento del medesimo dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:
il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente;
in tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale;
le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla quarta fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse;
all'eventuale rimodulazione degli stanziamenti di bilancio che potrà rendersi necessaria in relazione all'attuazione del programma in esame si provvederà, comunque, nel rispetto dei vincoli di spesa derivanti dagli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica,
VALUTA FAVOREVOLMENTE
lo schema di decreto».
La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di deliberazione formulata dal relatore.
Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto, preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di deliberazione riferita allo schema di decreto in esame, evidenziando come tale voto sia motivato dalla circostanza che non sono state fornite le necessarie risposte alle numerose questioni poste dai gruppi di opposizione.
Anche con riferimento a quanto evidenziato dal deputato Trancassini, sottolinea come il sottosegretario che presenzia alle sedute della Commissione non rappresenta, in questa sede, soltanto il proprio Ministero dell'economia e delle finanze, ma rappresenta il Governo nel suo complesso. Così ragionando, infatti, il rappresentante del Governo non potrebbe dare conto degli elementi informativi acquisiti presso le amministrazioni competenti, che sono essenziali anche ai fini delle valutazioni relative alla copertura finanziaria dei provvedimenti.
In ogni caso, su un piano più generale, ritiene che i profili di carattere finanziario di un provvedimento non possano essere circoscritti esclusivamente alle mere questioni attinenti alla presenza di una copertura finanziaria, sottolineando come la Commissione Bilancio sia titolare, altresì, di una specifica competenza in tema di programmazione economica, come anche i colleghi di maggioranza hanno avuto modo di affermare e rivendicare in più occasioni.
Dal punto di vista della programmazione economica, fa, quindi, presente che l'orientamento politico del proprio gruppo di appartenenza è contrario alla destinazione di risorse pubbliche ad aziende israeliane coinvolte nello sviluppo dell'industriaPag. 59 militare israeliana e ritiene molto grave che le domande poste dai gruppi di opposizione non abbiano in sostanza ricevuto una risposta in questa sede. Osserva, in tal senso, come la carenza di tali risposte non consenta alla Commissione di adottare sullo schema di decreto in esame un orientamento consapevole e informato.
Ritiene, infine, grave, altresì, che, come accaduto anche in passate circostanze, la presidenza della Commissione non abbia consentito ai componenti della Commissione di poter svolgere un esame del provvedimento tale da garantire tempi adeguati di approfondimento delle varie questioni ad esso sottese.
Marco GRIMALDI (AVS), intervenendo per dichiarazione di voto, ricorda che l'azienda Elbit System collabora con Leonardo Spa alla produzione delle tecnologie per l'elicottero AW169, sviluppato per le esigenze delle Forze armate e delle Forze di pubblica sicurezza italiane. Ritiene, quindi, legittimo chiedere tanto se vi sia il rischio che la stessa azienda che fornisce la tecnologia si occupi anche dell'addestramento, quanto se risorse pubbliche dello Stato italiano finanzino aziende israeliane attive nel settore militare.
Ricorda come l'amministratore delegato di Leonardo Spa, Roberto Cingolani, in una recente intervista abbia riconosciuto che l'Italia ha continuato a esportare materiale di armamento verso Israele dopo i fatti del 7 ottobre 2023, in forza di autorizzazioni rilasciate prima di quella data dall'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e che in questi due anni non sono state sospese né revocate dall'Esecutivo. Ritiene, quindi, che da questo quadro emerga come Leonardo Spa sia stata costretta a onorare contratti in essere, i quali, se non fossero stati eseguiti, avrebbero dato luogo a contenziosi e conseguenze economiche negative.
Osserva, in conclusione, come la Commissione Bilancio sia chiamata a esprimere decisioni di natura politica e non meramente tecnica, in quanto, altrimenti, sarebbe sufficiente una mera interlocuzione tra le strutture ministeriali e gli uffici della Camera. Ritiene, a questo proposito, che il Parlamento, organo della rappresentanza, nel quale i rappresentanti del popolo sovrano sono eletti al precipuo fine di porre questioni politiche nelle diverse sedi nelle quali l'istituzione parlamentare si articola, non possa funzionare in modo costituzionalmente corretto se abdica al proprio ruolo politico in favore di una pura tecnocrazia.
Ritiene pertanto che in questa fase, in cui imbarcazioni civili anche italiane vengono fermate al largo di Gaza in palese violazione del diritto internazionale, sia fondamentale porre la questione politica relativa alla necessità che sia garantito che risorse pubbliche italiane non contribuiscano a finanziare aziende israeliane attive nel settore militare.
Per tutte le suddette ragioni, preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore.
Gianmauro DELL'OLIO (M5S), intervenendo per dichiarazione di voto, esprime il voto contrario del proprio gruppo, ribadendo l'importanza di tutelare e preservare il profilo politico della Commissione Bilancio, soprattutto per quanto riguarda le competenze ad essa attribuite in materia di programmazione economica.
Nel ribadire che ha inteso soffermarsi su questioni strettamente riconducibili a materie di competenza della Commissione, lamenta come sia assolutamente inammissibile la formulazione della scheda tecnica allegata allo schema di decreto, che indica in modo unitario i costi necessari per la acquisizione degli elicotteri e per i sistemi di addestramento.
In proposito, ricorda che la società Leonardo Spa nell'anno 2022 ha venduto, a un costo medio unitario di circa 19 milioni di euro, 22 elicotteri all'Austria e due anni dopo ha venduto elicotteri a un costo medio unitario di circa 17 milioni di euro. Osserva, tuttavia, che tali cifre non sono coerenti con quelle che sono ascritte dalla scheda tecnica alla realizzazione della fase del programma oggetto dello schema di decreto in esame. Rileva, infatti, che, facendo il calcolo dei costi medi testé richiamati, moltiplicati per il numero di elicotteri Pag. 60oggetto del provvedimento in esame, vi è una discrepanza di circa 67 milioni di euro rispetto ai costi della fase del programma oggetto del provvedimento indicati nella scheda tecnica. A suo avviso, se tali risorse fossero destinate al completamento del Ground Based Training System, alla realizzazione dell'infrastruttura ospitante la sede della costituenda Nuova Scuola Elicotteri di Viterbo e all'acquisizione di parte dei sistemi di istruzione, addestramento e simulazione, come prospettato dalla scheda tecnica allegata al provvedimento in esame, si tratterebbe, probabilmente, di un ammontare di risorse esorbitante rispetto agli effettivi fabbisogni finanziari. A tale riguardo, auspica che tale disallineamento non sia dovuto all'applicazione, da parte di Leonardo Spa, di aumenti di prezzo al Governo italiano rispetto ai prezzi praticati a Paesi esteri. In tal senso, ritiene inaccettabile che la scheda tecnica non fornisca un dettaglio dei costi, così da permettere un'adeguata verifica finanziaria del provvedimento.
Per le predette ragioni, preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sul provvedimento in esame.
Paolo TRANCASSINI (FDI), intervenendo per dichiarazione di voto, esprime il voto favorevole del proprio gruppo di appartenenza sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, ritenendo che la rappresentante del Governo abbia fornito in modo esaustivo tutte le informazioni necessarie per consentire alla Commissione Bilancio di esprimere la propria valutazione alla Commissione Difesa in merito ai profili finanziari del provvedimento. Esprime apprezzamento, in particolare, per la disponibilità manifestata dalla sottosegretaria Albano rispetto all'acquisizione di ulteriori elementi informativi rispetto ai temi segnalati dai gruppi di opposizione, che potranno essere oggetto di opportuno approfondimento nell'ambito dell'esame presso la Commissione Difesa.
La Commissione approva la proposta di deliberazione formulata dal relatore.
La seduta termina alle 19.50.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 1° ottobre 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 19.50 alle 19.55.
AVVERTENZA
Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:
DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI
DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante disposizioni sanzionatorie per la violazione degli obblighi in materia di diffusione e fornitura di carburanti sostenibili per l'aviazione di cui al regolamento (UE) 2023/2405. Atto n. 296