SEDE CONSULTIVA
Martedì 7 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO.
La seduta comincia alle 13.30.
Documento programmatico di finanza pubblica 2025.
Doc. CCXLIV, n. 1 e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Alessandro URZÌ (FDI), relatore, prima di passare a illustrare le parti del Documento attinenti a profili di competenza della I Commissione, ritiene opportuno svolgere alcune considerazioni di carattere preliminare al fine di inquadrare tale nuovo documento di aggiornamento della programmazione economica.
Ricorda che a seguito dell'entrata in vigore della riforma della governance economica europea (2024), la programmazione della politica di bilancio e delle politiche economiche dell'Italia è stata definita nell'ambito del Piano strutturale di bilancio a medio termine (Piano strutturale di bilancio – PSB), in coerenza con la Raccomandazione del Consiglio del 21 gennaio 2025 che ha approvato il Piano dell'Italia e il percorso di aggiustamento di bilancio nell'arco di sette anni. Il Piano strutturale di bilancio stabilisce il quadro di riferimento programmatico della finanza pubblica e indica una serie di investimenti e riforme da realizzare considerando l'andamento della spesa netta in un orizzonte pluriennale. Il livello di spesa netta del Piano individua lo spazio di bilancio disponibile per perseguire gli obiettivi di politica fiscale del Governo.
Nelle more della revisione della disciplina nazionale in materia di contabilità e finanza pubblica, sono stati approvati degli atti di indirizzo parlamentare volti a impegnare il Governo a trasmettere il DocumentoPag. 9 programmatico di finanza pubblica 2025, specificandone i contenuti. Il 2 ottobre 2025 il Governo ha trasmesso alle Camere il Documento programmatico di finanza pubblica 2025, in attuazione degli impegni previsti dalla risoluzione n. 7-00028 approvata all'unanimità dalla 5ª Commissione del Senato il 17 settembre 2025 e dall'Assemblea del Senato il 24 settembre 2025 e dalla risoluzione n. 7-00329 approvata all'unanimità dalla V Commissione della Camera il 18 settembre 2025.
Ricorda che per lo svolgimento dell'esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2025 si applicheranno le procedure attualmente previste per l'esame del DEF, di cui all'articolo 118-bis del Regolamento della Camera e all'articolo 125-bis del Regolamento del Senato. Il Documento è stato assegnato alle Commissioni Bilancio dei due rami del Parlamento in sede referente, nonché a tutte le altre Commissioni permanenti e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali in sede consultiva. Le due Commissioni Bilancio possono quindi procedere, anche congiuntamente, all'acquisizione dei necessari elementi conoscitivi sui contenuti dello schema del Piano nell'ambito di un programma di audizioni. A seguito dell'espressione dei pareri delle altre Commissioni, le Commissioni Bilancio procedono all'approvazione della relazione da presentare all'Assemblea. In tale fase è possibile anche la presentazione di eventuali relazioni di minoranza. La deliberazione sullo schema del Piano da parte delle Assemblee dei due rami del Parlamento ha luogo con l'approvazione di risoluzioni.
Quanto al contenuto del Documento, per il 2025 il DPFP sostituisce il contenuto informativo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF), recando dati sulla congiuntura economica internazionale, sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, sul quadro macroeconomico programmatico e sul piano di riforme e investimenti, in vista della definizione della manovra finanziaria 2026-2028.
Rileva anzitutto come la presentazione del Documento si collochi in una fase dell'economia globale ancora interessata da tensioni geopolitiche, incertezza nell'ambito dei flussi commerciali e delle catene globali di valore, volatilità dei mercati finanziari. L'attuale congiuntura economica è stata quindi analizzata dalle principali istituzioni economiche internazionali, mettendo in evidenza come tali fattori di rischio possano influenzare negativamente le prospettive di crescita dell'economica globale.
Secondo le recenti stime dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) la crescita del PIL globale potrebbe attestarsi al 3,2 per cento per il 2025, in miglioramento rispetto a quanto riportato nelle previsioni dello scorso giugno. Le stime dell'OCSE confermano le previsioni di crescita del PIL globale del 2,9 per cento per il 2026, considerando l'esaurirsi dell'effetto di anticipazione degli scambi commerciali, la perdurante incertezza geopolitica e l'impatto dei dazi. In base alle previsioni dell'OCSE, nell'area dell'euro la crescita del PIL dovrebbe attestarsi all'1,2 per cento nel 2025 e all'1,0 per cento nel 2026, grazie agli effetti di una politica monetaria meno restrittiva, che potrebbe mitigare le conseguenze delle recenti politiche protezionistiche e dell'incertezza geopolitica. L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha calcolato che lo scambio di beni a livello globale crescerà dello 0,9 per cento nel 2025 e dell'1,8 per cento nel 2026. Entrambi i dati risultano inferiori rispetto a quelli dello scenario elaborato prima delle nuove politiche commerciali protezionistiche e dell'acuirsi dei conflitti bellici in corso.
Quanto al quadro macroeconomico nazionale, il Documento programmatico di finanza pubblica presenta due scenari di previsioni macroeconomiche, uno tendenziale e l'altro programmatico. Lo scenario programmatico incorpora l'impatto sull'economia delle nuove misure che saranno adottate con la prossima legge di bilancio. Lo scenario macroeconomico di partenza resta pertanto quello a legislazione vigente, secondo l'approccio adottato nei precedenti documenti di programmazione. Relativamente ai recenti andamenti dell'economia Pag. 10nazionale, il Documento programmatico di finanza pubblica mette in rilievo come nel primo semestre del 2025 la dinamica del PIL sia quasi in linea con le previsioni formulate nel DEF dello scorso aprile (con una differenza in termini di aggiornamento delle previsioni tendenziali pari a -0,1 per cento). Sebbene restino fortemente condizionate dall'evoluzione delle variabili esogene internazionali, le prospettive di crescita per la seconda parte del 2025 si manterrebbero, secondo il DPFP, moderatamente positive, in previsione di una accelerazione seppur modesta della dinamica congiunturale del PIL nella seconda parte dell'anno. Tuttavia, in considerazione del mutamento dello scenario internazionale, il Governo ha ritenuto opportuno adottare stime prudenziali circa l'andamento del PIL nei prossimi trimestri e rivedere la stima di crescita per il 2025 al ribasso di un decimo di punto, attestandosi allo 0,5 per cento. Sulla base delle mutate prospettive a livello internazionale, anche la previsione di crescita del PIL nel 2026 e 2027 viene rivista al ribasso di un decimo di punto, allo 0,7 per cento rispetto allo 0,8 previsto dal DFP di aprile. Nel 2028, la crescita del PIL è prevista in lieve accelerazione, allo 0,8 per cento, in linea con quanto previsto nel Piano strutturale di bilancio di medio termine.
Il quadro macroeconomico programmatico include invece gli effetti degli interventi che il Governo intende realizzare nel prossimo triennio prevedendo, con riferimento al quadro macroeconomico tendenziale, che il PIL reale cresca dello 0,7 per cento per il 2026 e che per il 2027 e per il 2028 vi sia un incremento di 0,1 punti percentuali annui. Tali obiettivi di crescita sarebbero conseguiti mantenendo il livello della spesa netta entro i limiti fissati nel Piano strutturale di bilancio di medio termine.
In relazione all'andamento della spesa netta, secondo quanto riportato nel Documento programmatico di finanza pubblica, nel 2024 e 2025 il tasso di crescita di tale variabile è conforme alle raccomandazioni del Consiglio europeo: nel 2024 si registra una riduzione del 2 per cento (leggermente maggiore rispetto al -1,9 per cento previsto), mentre nel 2025 la crescita stimata è dell'1,3 per cento, in linea con quanto previsto. Nel 2026, la crescita prevista della spesa netta, pari all'1,7 per cento, dovrebbe superare leggermente il limite dell'1,6 per cento. Secondo quanto affermato nel Documento presentato dal Governo, tale variazione sarà comunque compensata mediante gli interventi di politica economica della prossima manovra di bilancio. Per il 2027 e 2028, la crescita della spesa netta rimarrà sotto i limiti previsti. Complessivamente, lo scenario programmatico rispetta gli obiettivi fissati per il periodo 2025-2028.
Il percorso di consolidamento del bilancio pubblico prevede che dal 2026 il deficit scenderà sotto il 3 per cento del PIL e continuerà a ridursi nel 2027 e 2028, grazie al miglioramento del saldo primario. In linea con l'andamento di tali variabili, il rapporto debito/PIL dovrebbe continuare a crescere fino al prossimo anno, considerando anche l'effetto dei costi connessi alle misure dei bonus edilizi e della spesa per interessi, per iniziare a ridursi dal 2027.
Il Documento programmatico di finanza pubblica monitora lo stato di attuazione delle riforme e degli investimenti già programmati nell'ambito del Piano strutturale di bilancio. È presente, quindi, un aggiornamento relativo agli interventi del PNRR e alle ulteriori misure che erano state annunciate nel PSB a ottobre 2024. Si evidenzia che tali riforme e investimenti sono prevalentemente attinenti alle seguenti cinque aree: istruzione e ricerca, politiche attive del mercato del lavoro, pubblica amministrazione, giustizia, concorrenza e appalti. La previsione di queste ultime misure, che tiene in considerazione anche gli altri programmi di intervento già avviati dall'Italia (il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, il Programma strategico per il decennio digitale 2030 e il cosiddetto «Piano Mattei per l'Africa»), è finalizzata all'estensione del periodo di aggiustamento di bilancio a sette anni.
In questo quadro di programmazione economica, occorre ricordare che il PSB descrive anche altre politiche di carattere settoriale per il perseguimento delle prioritàPag. 11 strategiche nazionali ed europee, che necessiteranno di forme di coordinamento con gli altri Stati membri dell'UE: la resilienza sociale ed economica, l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali (inclusi i relativi obiettivi in materia di natalità, occupazione, competenze e riduzione della povertà); la transizione verde e quella digitale; lo sviluppo delle filiere produttive compatibile con il contrasto ai cambiamenti climatici; la sicurezza energetica; il contrasto al degrado e all'illegalità. Inoltre, il PSB include anche delle misure per il rafforzamento della capacità di difesa. Infine, tra le misure rientranti in tale programmazione vi sono anche gli interventi in risposta ai rilievi emersi nell'ambito delle Raccomandazioni specifiche del Consiglio dell'UE indirizzate all'Italia dal 2019 ad oggi.
L'impatto sulla crescita di tali riforme e investimenti è stato stimato considerando implementate le misure raggiunte o pianificate entro la fine del 2025, mentre risultano da implementare quelle programmate per il 2026. Nel Documento sono illustrati anche tre scenari di valutazione dell'impatto delle citate misure sull'andamento del PIL reale al 2031, mediante simulazioni che tengono conto di una metodologia, fondata su principi di trasparenza e prudenza, aggiornata alle ipotesi della letteratura scientifica più recente. Secondo tali simulazioni, entro il 2031, il livello del PIL risulterebbe più alto del 9,2 per cento nello scenario favorevole, del 6,6 per cento in quello prudenziale e del 5,1 per cento nello scenario avverso.
Passando a illustrare i contenuti specifici del Documento attinenti ai profili di competenza della I Commissione, segnala, in primo luogo, che nell'ambito della riforma della Pubblica Amministrazione il Documento indica progressi sulla semplificazione delle procedure critiche in relazione alle riforme e agli investimenti del PNRR.
In particolare, segnala che il processo di semplificazione è stato completato per circa 260 su 600 procedimenti individuati ai fini della reingegnerizzazione. Tali risultati sono stati conseguiti mediante l'attuazione delle norme di semplificazione comprese nei decreti-legge 31 maggio 2021, n. 77 (Governance del PNRR e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure) e 6 novembre 2021, n. 152 (Disposizioni urgenti per l'attuazione del PNRR e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose). A tal riguardo, segnala, inoltre, che è in corso di esame presso il Senato il disegno di legge (A.S. 1184) recante disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese.
Quanto a merito e nuove competenze nella pubblica amministrazione, con riferimento al sistema di reclutamento e al miglioramento della capacità amministrativa il Documento fa notare che l'attività del Governo si è concentrata nel completamento della riforma della Pubblica Amministrazione, inclusa nel PNRR (che pone due traguardi, di cui uno raggiunto a giugno 2025 e un altro fissato a giugno 2026).
In primo luogo, in relazione alle riforme e agli investimenti del PNRR, il Documento segnala alcuni progressi, che riguardano in particolare il sistema di reclutamento (Portale inPA), su cui sono accreditate 7.626 Pubbliche Amministrazioni e pubblicati 48.552 bandi di concorso, avvisi di ricerca per esperti e avvisi di mobilità.
Ricorda che la creazione di un Portale unico del reclutamento costituisce uno degli obiettivi previsti dal PNRR (Missione 1, componente 1, investimento 2.1.1-56) con la finalità di centralizzare le procedure di assunzione di tutte le amministrazioni pubbliche, sia centrali sia locali, e delle autorità amministrative indipendenti.
In attuazione di tale obiettivo, è stato creato il Portale InPA, che, ai sensi dell'articolo 35-ter del decreto legislativo n. 165 del 2001, deve essere obbligatoriamente usato dalle amministrazioni pubbliche centrali e dalle autorità amministrative indipendenti per tutte le procedure di assunzione a tempo determinato e indeterminato. Il medesimo articolo 35-ter ha esteso l'utilizzo del Portale anche alle regioni e agli enti locali per le rispettive selezioni di Pag. 12personale. Inoltre, il Documento segnala il miglioramento della capacità amministrativa attuato anche attraverso il proseguimento del potenziamento delle attività di formazione, con l'erogazione sulla piattaforma Syllabus di oltre 1 milione di iniziative in favore dei dipendenti delle amministrazioni centrali e locali. Viene inoltre ricordato, in materia di contratti pubblici, che è stato raggiunto l'obiettivo di formazione di oltre 60.000 unità di personale previsto dal PNRR.
Il Documento, quindi, ricorda la pubblicazione della relazione finale sul rafforzamento della capacità amministrativa e gestionale e la pubblicazione del terzo report sui Key Performance Indicator, report funzionale a monitorare nel tempo i progressi e l'efficacia delle azioni intraprese nella riforma del mercato del lavoro pubblico.
Quanto alla strategia per la transizione digitale, preliminarmente ricorda che nelle raccomandazioni rivolte all'Italia il Consiglio dell'Unione europea ha suggerito di sostenere la competitività e l'innovazione anche attraverso l'accelerazione dell'attuazione del PNRR, con particolare riguardo ai progetti infrastrutturali fondamentali.
A tale proposito, il Documento in esame riporta gli avanzamenti, aggiornati al 31 agosto 2025, dei progetti infrastrutturali per la messa in opera di reti ultraveloci banda ultra-larga e 5G, finanziati attraverso fondi PNRR, che passo sinteticamente a illustrare.
Per il Piano Italia 5G – volto a garantire la fornitura della diffusione di reti mobili 5G nelle aree a fallimento di mercato, le cosiddette «aree bianche» – tra gli tra gli obiettivi da conseguire entro giugno 2026 rientra l'abilitazione della copertura 5G per almeno 12.600 chilometri aggiuntivi di strade e corridoi extra-urbani (obiettivo raggiunto all'85 per cento) e per almeno 1.400 chilometri quadrati aggiuntivi di zone abitate a fallimento di mercato abilitati alla copertura 5G, di cui almeno 500 chilometri dotati di copertura 5G (obiettivo raggiunto all'82 per cento, con oltre il 70 per cento di copertura nei 500 chilometri quadrati previsti).
Per il Piano Italia a 1 Giga – per fornire connettività ad almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload a 3,4 milioni di numeri civici situati in aree a fallimento di mercato – la copertura è stata raggiunta per il 64 per cento dei predetti numeri civici.
Per il Piano Scuola Connessa – per garantire a tutti gli edifici scolastici pubblici del Paese una connettività ad almeno 1 Gbit/s – è stato attivato il 73 per cento dei servizi, corrispondenti a 6.617 sedi scolastiche rispetto alle 9.000 previste.
Per il Piano Sanità Connessa – che prevede la connessione di almeno 8.700 strutture del servizio sanitario pubblico, con velocità simmetriche di almeno 1 Gbps e fino a 10 Gbps – l'80 per cento degli edifici è stato connesso.
Per il Piano Isole minori connesse – per fornire la connettività a banda ultra-larga ad almeno 18 isole minori – il Documento evidenzia che sono state collegate 21 isole minori, pertanto l'obiettivo del PNRR risulta conseguito e superato.
Per quanto riguarda la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il Documento provvede a dare conto dei progressi nell'attuazione degli investimenti del PNRR e delle iniziative del digital decade anche per quel che concerne il conseguimento degli obiettivi di digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Relativamente ai servizi pubblici, si tratta, in primo luogo, della migrazione verso un'infrastruttura cloud nazionale pubblico-privata, il Polo Strategico Nazionale (PSN), o verso un cloud commerciale disponibile sul mercato (cloud public) al fine di garantire che i sistemi, le serie di dati e le applicazioni della pubblica amministrazione siano ospitati in data center affidabili, con elevati standard di qualità per la sicurezza, le prestazioni, la scalabilità, l'interoperabilità europea e l'efficienza energetica secondo il principio del Cloud First. L'investimento è destinato a circa 200 amministrazioni centrali (PAC) e a 80 autorità sanitarie locali (ASL); al 31 agosto 2025 risultano 308 enti aderenti agli avvisi (104 PAC e 204 ASL), di cui 88 enti hanno completato la migrazione Pag. 13(45 PAC e 33 ASL) e 35 enti sono stati asseverati positivamente (34 PAC e 1 ASL).
Quanto alla migrazione di dati e di applicazioni delle pubbliche amministrazioni verso un'infrastruttura cloud sicura e certificata, al 31 agosto 2025 risultano circa 13.400 candidature di cui oltre 8.700 asseverate positivamente (ovvero il 70 per cento rispetto al target PNRR).
Segnala, inoltre, la transizione di circa 2.145 comuni italiani verso l'Archivio nazionale informatizzato dei registri dello stato civile (ANSC), ovvero la piattaforma unica e centralizzata, accessibile a tutti i comuni, che permette di gestire digitalmente le operazioni relative all'iscrizione, trascrizione, annotazione, conservazione e comunicazione degli atti nei registri dello stato civile e che attualmente conta oltre 81.000 atti già registrati.
Segnala, altresì, il raggiungimento dell'obiettivo intermedio del PNRR di oltre 3000 interfacce per programmi applicativi (Application Programming Interface – API) per l'interoperabilità delle pubbliche amministrazioni tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (istituita dall'articolo 50-ter del codice dell'amministrazione digitale) al fine di garantire la piena interoperabilità e la condivisione di informazioni tra le pubbliche amministrazioni secondo il principio dell'once only («una volta per tutte»), evitando al cittadino di dover fornire più volte la stessa informazione a diverse amministrazioni;
Evidenzia, inoltre, il superamento degli obiettivi del PNRR (8 per cento al di sopra del target finale PNRR di dicembre 2025) concernenti lo stream identità digitale: relativamente agli e-ID, 18.472 pubbliche amministrazioni hanno attivato SPID e 17.167 pubbliche amministrazioni hanno attivato la carta di identità elettronica con 45,8 milioni di identità digitali univoche e valide. Sottolinea, altresì, i progressi nei seguenti investimenti: la Citizen Experience (Investimento 1.4.1 – Esperienza dei cittadini – Miglioramento della qualità e dell'utilizzabilità dei servizi pubblici digitali) con oltre 11.000 progetti asseverati volti a migliorare l'esperienza dei servizi pubblici digitali, definendo modelli di erogazione dei servizi riutilizzabili che garantiscano requisiti di accessibilità completi, pari all'88 per cento realizzato rispetto al target PNRR; l'Accessibility Improvement (Investimento 1.4.2 – Inclusione dei cittadini: miglioramento dell'accessibilità dei servizi pubblici digitali), il cui target PNRR è stato raggiunto e superato; la Piattaforma Notifiche (Investimento 1.4.5 – Digitalizzazione degli avvisi pubblici) con oltre 5.800 comuni che hanno integrato almeno un servizio di notifica sulla Piattaforma SEND, l'infrastruttura che abilita il servizio di notificazione degli atti, provvedimenti e comunicazioni a valore legale della pubblica amministrazione, raggiungendo l'89 per cento del target PNRR.
Il Documento evidenzia, altresì, progressi nell'attuazione della Strategia Nazionale per le Competenze Digitali rivolta ai cittadini al fine, tra l'altro, di superare il digital divide attraverso l'istituzione del Servizio Civile Digitale (che prevede il reclutamento di giovani per aiutare gli utenti ad acquisire competenze digitali di base e nel cui ambito sono stati completati interventi di facilitazione e educazione digitale sul territorio per una quota rilevante rispetto all'obiettivo fissato a fine 2025) e la creazione di Centri di facilitazione digitale, ovvero punti di accesso fisico (presso biblioteche, scuole, centri sociali), che offrono ai cittadini servizi di facilitazione digitale e formazione per l'acquisizione di competenze digitali e che ad agosto 2025 hanno visto il coinvolgimento di oltre 1,7 milioni di cittadini.
Nel Documento si segnala, infine, che è stato conseguito l'obiettivo previsto per giugno 2025 per la misura «Transizione 4.0» (relativa alla concessione di almeno 111.700 crediti d'imposta alle imprese sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate nel periodo 2021-2023 Transizione 4.0).
Ricorda, infine, che il Governo indica nel Documento i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica.
Richiama, in particolare, l'attenzione, per quanto concerne i profili di competenza della I Commissione, sui seguenti provvedimenti collegati: la revisione del testo unico degli enti locali; disposizioni in Pag. 14materia di giovani e servizio civile universale e deleghe al Governo per il riordino della materia; disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni (A.C. 2511); semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese (A.S. 1184); misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione e deleghe al Governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto in determinate materie (A.C. 2393 – A.S. 1192); delega al Governo per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (A.S. 1623); disposizioni per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024; disegni di legge di approvazione delle intese di cui all'articolo 2 della legge 26 giugno 2024, n. 86, in materia di autonomia differenziata ex articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Nazario PAGANO, presidente, nessuno altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.35.
COMITATO DEI NOVE
Martedì 7 ottobre 2025.
Modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol.
C. 2473-A. cost. Governo.
Il Comitato si è riunito dalle 13.50 alle 13.55.
COMITATO PERMANENTE PER I PARERI
Martedì 7 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Luca SBARDELLA.
La seduta comincia alle 18.10.
Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni o società sportive.
Emendamenti C. 505-A.
(Parere all'Assemblea).
(Esame emendamenti e conclusione – Nulla osta).
Il Comitato esamina l'emendamento presentato in Assemblea al provvedimento.
Luca SBARDELLA, presidente, ricorda che il Comitato permanente per i pareri della I Commissione è chiamato a esaminare, ai fini dell'espressione del prescritto parere all'Assemblea, l'emendamento recato nel fascicolo n. 1, riferito alla proposta di legge C. 505-A, recante «Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni o società sportive».
Paolo Emilio RUSSO (FDI), relatore, segnala come tale emendamento non presenti criticità per quanto concerne il riparto di competenze legislative tra Stato e regioni ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. Pertanto propone di esprimere nulla osta su tale proposta emendativa.
Il Comitato approva la proposta di nulla osta formulata dal relatore.
La seduta termina alle 18.15.