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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 15 ottobre 2025
568.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Bilancio, tesoro e programmazione (V)
COMUNICATO
Pag. 71

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 15 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 13.55.

Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento.
C. 1866 Governo.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Vanessa CATTOI (LEGA), relatrice, avverte preliminarmente che il testo originario del disegno di legge in esame, recante disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento, è corredato di relazione tecnica.
  Nel segnalare che la Commissione è chiamata ad esaminare il testo del provvedimento come risultante dalle modifiche introdotte nel corso dell'esame in sede referente, per quanto attiene ai profili di interesse della Commissione evidenzia che l'articolo 1, novellando la legge n. 184 del 1983, recante diritto del minore alla famiglia, istituisce presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri il registro nazionale degli istituti di assistenza pubblici e privati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie, con la finalità di monitorare il ricorso agli affidamenti dei minori temporaneamente privi di un ambiente familiare, demandando, altresì, ad un decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità la definizione delle modalità di tenuta del registro e di acquisizione dei dati. Il Dipartimento acquisisce periodicamente dalle regioni e dagli enti locali i dati numerici e le informazioni necessari all'esercizio delle funzioni a esso attribuite, favorendo soluzioni tecnologiche improntate alla semplificazione degli adempimenti amministrativi. Ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera b), capoverso Art. 9-bis, presso ciascun tribunale per i minorenni e ciascun tribunale ordinario è, inoltre, istituito un registro dei minori collocati presso famiglie affidatarie o in comunità di tipo familiare o istituti di assistenza pubblici o privati, della cui tenuta è responsabile la cancelleria, demandando ad un decreto del Ministro della giustizia la definizione delle modalità di istituzione e tenuta del medesimo registro nonché quelle di gestione dei dati previsti dalla norma. Segnala, infine, che i suddetti tribunali comunicano trimestralmente al Ministero della giustizia i dati numerici relativi alle richieste e ai provvedimenti adottati in materia, ai sensi di quanto previsto.
  Con riferimento all'articolo 2, rileva che le norme in esame istituiscono l'Osservatorio nazionale sugli istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, sulle comunità di tipo familiare e sulle famiglie affidatarie presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi di quanto previsto dal comma 1 dell'articolo in esame.
  Segnala che, con decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, viene definita l'organizzazione dell'Osservatorio, ai cui componenti non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati, secondo quanto disposto Pag. 72dall'articolo 2, comma 3. Fa altresì presente che le norme ampliano gli interventi finanziabili con il Fondo per le politiche della famiglia, includendovi il sostegno all'Osservatorio e al registro nazionale degli istituti di assistenza, comunità familiari e famiglie affidatarie, e che le risorse destinate a tali finalità rientrano nella quota del Fondo ripartita con decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, relativa alle misure di competenza statale, ai sensi dell'articolo 2, comma 4.
  Evidenzia che la relazione tecnica ribadisce che ai componenti dell'Osservatorio non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spesa o altri emolumenti comunque denominati e fa presente che eventuali voci di spesa strettamente funzionali allo svolgimento del compito di monitoraggio e controllo del fenomeno delle istituzionalizzazioni improprie trovano copertura nella quota del Fondo per le politiche della famiglia riguardante le misure di competenza statale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza per altro fornire alcun elemento informativo in merito alla quantificazione di tali voci.
  Tutto ciò considerato, ritiene necessario che il Governo fornisca elementi idonei a consentire la quantificazione delle spese di funzionamento dell'Osservatorio, anche ai fini di valutare la capienza della quota del Fondo per le politiche della famiglia riguardante le misure di competenza statale, al netto delle risorse già programmate a legislazione vigente.
  Per quanto concerne l'articolo 3, rileva preliminarmente che la norma in esame prevede che per l'istituzione del Registro costituito presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio finalità, di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), sia destinata la somma di 300.000 euro per il 2024 e di 60.000 euro annui a decorrere dal 2025 a valere sul bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri nell'ambito delle risorse del Fondo per le politiche della famiglia, mentre, per l'attuazione dell'articolo 1, comma 1, lettera b), sia autorizzata la spesa di euro 250.000 per il 2025 e di euro 50.000 annui a decorrere dal 2026 ai cui oneri si provvede nei termini ivi indicati, secondo quanto previsto dall'articolo 3, commi 1 e 2. Rileva che la norma prevede, altresì, che all'attuazione delle disposizioni del provvedimento in esame, ad eccezione di quanto dianzi indicato, si provveda con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ai sensi dell'articolo 3, comma 3.
  Fa presente che la relazione tecnica riferisce che gli oneri indicati dal provvedimento tengono conto dell'iniziale maggior incidenza, relativa alla necessaria implementazione degli strumenti – euro 300.000 ed euro 250.000 per il primo anno, rispettivamente, per il registro del Dipartimento e per i registri dei tribunali – e che tali oneri si attestino, rispettivamente, a un livello pari a euro 60.000 e 50.000 a decorrere dal secondo anno. Segnala che la relazione tecnica riferisce, altresì, che tali oneri sono stati stimati prudenzialmente sulla base di pregresse analoghe iniziative, quali l'istituzione nel 2023 di una piattaforma funzionale all'espletamento dei compiti della Commissione per le Adozioni internazionali del Dipartimento per le politiche della famiglia e l'istituzione del registro informatico delle tutele dei minori ad opera della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia sulla base del decreto legislativo n. 220 del 2017.
  Al riguardo, ferma restando l'esigenza di riferire correttamente l'imputazione dei suddetti oneri all'esercizio finanziario corrente e ai successivi esercizi, rileva comunque l'opportunità che il Governo confermi la prudenzialità della stima fornendo dati ed elementi di valutazione più aggiornati rispetto a quelli contenuti nella relazione tecnica.
  Per quanto riguarda, infine, la clausola di invarianza finanziaria, rinvia a quanto osservato in merito all'articolo 2 e prende atto di quanto riferito dalla medesima relazione tecnica in merito alle attività di comunicazione prescritte in capo alle amministrazioni interessate ai fini delle attività di trasmissione dei dati per l'aggiornamentoPag. 73 dei predetti registri cui si provvederà con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
  In merito ai profili di copertura finanziaria, fa presente che il comma 1 dell'articolo 3 prevede che alla prima istituzione e alla gestione a regime, presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, del registro nazionale degli istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie, di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), capoverso Art. 5-ter, del provvedimento in esame, sia destinata una somma fino a 300.000 euro per l'anno 2024 e a 60.000 euro annui a decorrere dall'anno 2025, a valere sul bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell'ambito delle risorse del Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge n. 223 del 2006.
  Al riguardo, rileva preliminarmente che la disposizione in commento non costituisce una modalità di copertura finanziaria in senso proprio, secondo quanto previsto dall'articolo 17, comma 1, della legge n. 196 del 2009 in materia di contabilità e finanza pubblica, in quanto la norma si limita a individuare risorse già stanziate a legislazione vigente cui si intende attingere per l'attuazione dell'intervento normativo in commento.
  Ciò premesso, osserva che, poiché la disposizione medesima contiene il riferimento anche a un esercizio finanziario oramai concluso, appare necessario, a suo avviso, aggiornare il profilo temporale della prevista destinazione di risorse, valutando, a tal fine, l'opportunità – in considerazione dei tempi presumibilmente occorrenti alla definitiva approvazione parlamentare del provvedimento e alla sua attuazione – di prevedere che la suddetta destinazione di risorse abbia luogo a decorrere dall'anno 2026.
  Per quanto concerne le risorse oggetto di utilizzo, ricorda che il citato Fondo per le politiche della famiglia è iscritto sul capitolo 858 del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e presenta, nell'ambito del vigente triennio 2025-2027, una dotazione di 91.050.802 euro per ciascun anno.
  Ciò posto, osserva in primo luogo che, per effetto della novella apportata dal comma 4 dell'articolo 2 del disegno di legge in esame ai commi 1250 e 1252 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006, l'istituzione e la gestione del soprarichiamato registro nazionale sono destinate a rientrare tra gli interventi al cui finanziamento si provvederà a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia.
  In tale quadro, pur considerando il limitato ammontare delle somme di cui si prevede la destinazione ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del provvedimento in esame e la piena riconducibilità dell'intervento stesso alle finalità proprie del citato Fondo, ritiene che andrebbe comunque acquisita dal Governo una conferma in merito all'effettiva sussistenza delle risorse di cui si prevede l'utilizzo, anche qualora si accedesse all'ipotesi sopra prospettata di una decorrenza degli oneri a partire dall'anno 2026 e tenendo conto del fatto che la medesima novella legislativa di cui all'articolo 2, comma 4, del provvedimento in esame inserisce anche l'istituendo Osservatorio nazionale sugli istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, sulle comunità di tipo familiare e sulle famiglie affidatarie, tra i possibili beneficiari dei finanziamenti da erogare a valere sulle risorse del predetto Fondo.
  Osserva, poi, che il successivo comma 2 dell'articolo 3 provvede agli oneri derivanti dall'autorizzazione di spesa ivi recata, pari a 250.000 euro per l'anno 2025 e a 50.000 euro annui a decorrere dal 2026 – relativa all'istituzione, prevista dall'articolo 1, comma 1, lettera b), del provvedimento in esame, di un registro dei minori collocati presso famiglie affidatari o in comunità di tipo familiare o istituti di assistenza pubblici o privati, comunque denominati, presso ciascun tribunale per i minorenni e tribunale ordinario – mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio triennale 2024-2026, allo Pag. 74scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento di competenza del Ministero della giustizia.
  Anche in tale ultimo caso, fermo restando che il citato accantonamento reca comunque le occorrenti disponibilità, ravvisa l'esigenza di aggiornare il riferimento ivi contenuto al vigente fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio triennale 2025-2027. Dovrebbe altresì valutarsi, a suo avviso, se – in considerazione dei tempi presumibilmente occorrenti alla definitiva approvazione parlamentare del provvedimento e alla sua attuazione – sia opportuno prevedere che i predetti oneri decorrano dall'anno 2026.
  Fa presente che il comma 3 dell'articolo 3 stabilisce, infine, che, salvo quanto previsto dai commi 1 e 2, in precedenza illustrati, all'attuazione delle disposizioni di cui al provvedimento in esame si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  Al riguardo, nel rilevare che la disposizione non presenta profili problematici, segnala l'opportunità di uniformarne la formulazione a quella comunemente utilizzata nella prassi, sostituendo il richiamo alle risorse «previste» a legislazione vigente con un riferimento alle risorse «disponibili» a legislazione vigente ed esplicitando che all'attuazione del provvedimento provvederanno le amministrazioni competenti.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO, con riferimento ai chiarimenti richiesti dalla relatrice, assicura, anzitutto, che dall'istituzione dell'Osservatorio nazionale sugli istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, sulle comunità di tipo familiare e sulle famiglie affidatarie non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto ai componenti del medesimo Osservatorio, secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spesa o altri emolumenti comunque denominati e al funzionamento dell'organismo si potrà provvedere nell'ambito delle risorse assegnate a legislazione vigente al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, anche in considerazione del fatto che le funzioni di segreteria potranno essere esercitate dagli uffici del medesimo Dipartimento, che svolgono analoghe funzioni rispetto agli osservatori già esistenti, fermo restando che ulteriori risorse da destinare alla realizzazione di attività funzionali allo svolgimento dei compiti attribuiti al medesimo Osservatorio potranno essere reperite, ai sensi dell'articolo 2, comma 4, a valere sulla quota del Fondo per le politiche della famiglia destinata a interventi di competenza statale.
  Sottolinea, inoltre, che l'ammontare delle risorse destinate all'istituzione e alla gestione, presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, del registro nazionale degli istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie, di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), capoverso Art. 5-ter, del provvedimento in esame, è stato definito secondo criteri prudenziali che tengono conto degli oneri sostenuti per la realizzazione di pregresse analoghe iniziative.
  Evidenzia, infine, che l'importo dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 2, relativa alla costituzione, presso ciascun tribunale per i minorenni e ciascun tribunale ordinario, di un registro dei minori collocati presso famiglie affidatarie o in comunità di tipo familiare o istituti di assistenza pubblici o privati comunque denominati, costituisce un limite massimo di spesa ed è stato quantificato, in via prudenziale, considerando gli oneri sostenuti per la realizzazione di pregresse analoghe iniziative, sulla base di stime che permangono pienamente utilizzabili.

  Elena BONETTI (AZ-PER-RE) segnala che il provvedimento in esame presenta, oltre a problematiche di merito che non attengono ai profili di competenza di questa Commissione, anche criticità che si riverberano anche sugli aspetti di carattere finanziario, che necessitano, a suo avviso, di un'analisi più approfondita.Pag. 75
  In particolare, evidenzia, in linea generale, che il provvedimento in esame attribuisce al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri competenze che, a legislazione vigente, fanno capo a una pluralità di amministrazioni pubbliche, quali il Ministero della giustizia, da un lato, e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall'altro. In tal senso, ritiene difficile che il predetto Dipartimento possa farsi adeguatamente carico di competenze così varie, facenti capo a diverse amministrazioni pubbliche, senza il riconoscimento di risorse aggiuntive adeguate.
  La stessa istituzione, presso il predetto Dipartimento, del registro nazionale degli istituti di assistenza pubblici e privati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie, prevista dall'articolo 1 del provvedimento in esame, comporterà, a suo avviso, un necessario coordinamento con le altre amministrazioni che hanno competenze in materia di minori in affidamento.
  Per tali ragioni, ritiene che il provvedimento sia suscettibile di determinare oneri per la finanza pubblica aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dall'articolo 3 del provvedimento stesso, anche in considerazione della necessità di provvedere al predetto coordinamento tra amministrazioni diverse. Paventa, in proposito, il rischio che, in assenza di ulteriori stanziamenti finanziari, finalizzati anche ad assicurare il predetto coordinamento, occorrerà presto intervenire con successivi provvedimenti legislativi al fine di far fronte agli oneri che si determineranno.
  Infine, con riferimento all'utilizzo, con finalità di copertura finanziaria, ai sensi dell'articolo 3 del provvedimento in esame, del Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge n. 223 del 2006, ricorda che tale Fondo è oggetto di riparto tra lo Stato e le Regioni e, in tal senso, ritiene che all'utilizzo delle relative risorse, nelle modalità previste dal predetto articolo 3, si potrebbe provvedere solo a seguito del previo riparto tra gli enti territoriali interessati, evidenziando che, in caso contrario, si determinerebbe un vincolo al riparto di tali risorse a danno degli enti regionali.

  Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), nell'associarsi alle considerazioni espresse dalla collega Bonetti in merito alle criticità che il provvedimento pone sotto il profilo finanziario, ritiene che le problematiche sollevate necessitino di un approfondimento da parte dei competenti uffici governativi. In particolare, ritiene che il provvedimento sia suscettibile di determinare una duplicazione di costi, derivanti dal mancato coordinamento delle disposizioni in esso contenute con la normativa vigente. In tal senso, reputa necessario chiedere un rinvio dell'esame del provvedimento ad altra seduta, al fine di poter ottenere un riscontro rispetto ai temi posti.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO si dichiara disponibile a fornire i chiarimenti richiesti in una prossima seduta, così da permettere ai competenti uffici ministeriali di svolgere la necessaria istruttoria.

  Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, nel ricordare che il provvedimento risulta iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea per la prossima settimana, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta, segnalando che la Commissione esprimerà il parere di propria competenza direttamente all'Assemblea.

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
C. 2574 Governo.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 ottobre 2025.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO fa presente che è ancora in corso di completamento l'istruttoria sui profili di carattere Pag. 76finanziario del provvedimento segnalati dalla relatrice nella seduta del 1° ottobre 2025.
  Si riserva, quindi, di fornire i chiarimenti richiesti in una prossima seduta.

  Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.10.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 15 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 14.10.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84, al regolamento concernente l'organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della giustizia nonché dell'Organismo indipendente di valutazione, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 100, e al regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 30 giugno 2009, n. 85, concernente l'istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, ai sensi dell'articolo 16, della legge n. 85 del 2009, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2016, n. 87.
Atto n. 299.
(Rilievi alla I Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta dell'8 ottobre 2025.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO, in risposta ai chiarimenti richiesti nel corso della precedente seduta, deposita agli atti della Commissione una nota predisposta dai competenti uffici del Ministero dell'economia e delle finanze (vedi allegato).
  Nel richiamarne i contenuti, fa presente, in primo luogo, che il trasferimento del Laboratorio centrale della banca dati nazionale del DNA dalla Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Ministero della giustizia alla Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria del medesimo Ministero, previsto dall'articolo 2, non è suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto tale previsione non comporta lo spostamento logistico di attrezzature o di attività svolte dal predetto Laboratorio, ma solo un trasferimento di competenze tra Direzioni generali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, in coerenza con le nuove funzioni attribuite alla Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria, istituita dall'articolo 1 dello schema di decreto in esame.
  Rileva, inoltre, che le disposizioni di cui all'articolo 3, relative alla Struttura di missione per la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa, istituita con decreto del Ministro della giustizia 6 agosto 2024 nell'ambito dell'Ufficio di Gabinetto del medesimo Ministro, hanno natura meramente ricognitiva e la copertura degli oneri derivanti dal funzionamento della medesima Struttura di missione, è assicurata a legislazione vigente a valere sulla quota delle risorse del Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze dall'articolo 1, comma 891, della legge n. 197 del 2022, al fine di potenziare le competenze in materia di analisi, valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa, assegnata al Ministero della giustizia con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 7 aprile 2023, che, a decorrere dall'anno 2025, ammonta a 1.875.000 euro annui.
  Segnala che la quantificazione degli oneri derivanti dal trattamento economico riconosciuto al Capo segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro della giustizia dall'articolo 3, comma 1, lettera b), n. 4) e c), Pag. 77n. 1), è stata effettuata sulla base dell'importo dell'emolumento previsto dalle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 100 del 2019 per i titolari di incarichi equiparati a funzioni dirigenziali non generali, quali, ad esempio, il Capo segreteria e il Segretario particolare del Ministro della giustizia o dei Sottosegretari di Stato.
  Assicura, infine, che l'indisponibilità di un ulteriore incarico dirigenziale non generale presso l'Ispettorato generale del medesimo Ministero, prevista dall'articolo 3, comma 1, lettera c), numero 2) è idonea a produrre effetti ampiamente compensativi degli oneri derivanti dalla previsione del predetto trattamento economico del Capo segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro della giustizia e i pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della giustizia recano le disponibilità necessarie a far fronte alla corresponsione del medesimo trattamento.

  Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, in sostituzione del relatore, formula la seguente proposta di deliberazione:

  «La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),

   esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84, al regolamento concernente l'organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della giustizia nonché dell'Organismo indipendente di valutazione, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 100, e al regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 30 giugno 2009, n. 85, concernente l'istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, ai sensi dell'articolo 16, della legge n. 85 del 2009, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2016, n. 87 (Atto n. 299);

   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:

    il trasferimento del Laboratorio centrale della banca dati nazionale del DNA dalla Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Ministero della giustizia alla Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria del medesimo Ministero, previsto dall'articolo 2, non è suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto tale previsione non comporta lo spostamento logistico di attrezzature o di attività svolte dal predetto Laboratorio, ma solo un trasferimento di competenze tra Direzioni generali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, in coerenza con le nuove funzioni attribuite alla Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria, istituita dall'articolo 1 dello schema di decreto in esame;

    le disposizioni di cui all'articolo 3, relative alla Struttura di missione per la valutazione delle politiche pubbliche e la revisione della spesa, istituita con decreto del Ministro della giustizia 6 agosto 2024 nell'ambito dell'Ufficio di Gabinetto del medesimo Ministro, hanno natura meramente ricognitiva e la copertura degli oneri derivanti dal funzionamento della medesima Struttura di missione, è assicurata a legislazione vigente a valere sulla quota delle risorse del Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze dall'articolo 1, comma 891, della legge n. 197 del 2022, al fine di potenziare le competenze in materia di analisi, valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa, assegnata al Ministero della giustizia con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 7 aprile 2023, che, a decorrere dall'anno 2025, ammonta a 1.875.000 euro annui;

    la quantificazione degli oneri derivanti dal trattamento economico riconosciutoPag. 78 al Capo segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro della giustizia dall'articolo 3, comma 1, lettera b), n. 4) e c), n. 1), è stata effettuata sulla base dell'importo dell'emolumento previsto dalle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 100 del 2019 per i titolari di incarichi equiparati a funzioni dirigenziali non generali, quali, ad esempio, il Capo segreteria e il Segretario particolare del Ministro della giustizia o dei Sottosegretari di Stato;

    l'indisponibilità di un ulteriore incarico dirigenziale non generale presso l'Ispettorato generale del medesimo Ministero, prevista dall'articolo 3, comma 1, lettera c), numero 2) è idonea a produrre effetti ampiamente compensativi degli oneri derivanti dalla previsione del predetto trattamento economico del Capo segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro della giustizia e i pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della giustizia recano le disponibilità necessarie a far fronte alla corresponsione del medesimo trattamento,

VALUTA FAVOREVOLMENTE

   lo schema di decreto».

  La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di deliberazione.

  La Commissione approva la proposta di deliberazione.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 195, recante regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della salute e dell'organismo indipendente di valutazione della performance.
Atto n. 305.
(Rilievi alla I Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Andrea MASCARETTI (FDI), relatore, fa presente, in via preliminare, che lo schema di decreto del Presidente della Repubblica all'esame della Commissione si compone di due articoli e reca modifiche al regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della salute e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance (OIV).
  Per quanto attiene ai profili di interesse della Commissione, osserva che l'articolo 1, reca specifiche modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 195 del 2023 che disciplina l'organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della salute, aumentando, in primo luogo, da 120 a 130 unità il contingente di personale complessivamente assegnabile agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro, così da adeguare il suddetto assetto organizzativo a quanto già disposto dall'articolo 5-bis, comma 2, del decreto-legge n. 25 del 2025 che ha incrementato di 10 unità di personale non dirigenziale il contingente di personale dei suddetti Uffici destinando a tal fine, per le relative esigenze, 830.280 euro annui a decorrere dal 2025.
  Specifica che il comma 1, lettera a), punto 1) dispone la previsione della figura del viceministro, con l'assegnazione alla sua segreteria di un contingente di personale, compreso nel contingente complessivamente assegnabile, in un numero pari a quello previsto per la segreteria di ciascuno dei sottosegretari di Stato.
  Fa presente altresì che, nell'ambito del suddetto contingente massimo complessivo e, come già prescritto nell'assetto vigente, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, viene disposto l'incremento da 5 a 6 unità, del numero dei consiglieri giuridici del Ministro, con contestuale soppressione di un'ulteriore figura di consigliere del Ministro per gli affari giuridici.
  Sempre nell'ambito del suddetto contingente massimo complessivo e, come già previsto a normativa vigente, nel limite della capienza dei pertinenti capitoli di bilancio e a complessiva invarianza della Pag. 79spesa, si dispone l'incremento da 5 a 10 unità del limite massimo di personale estraneo alla pubblica amministrazione reclutabile con contratto a tempo determinato negli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
  Con riferimento ai profili finanziari di tali disposizioni, fa presente che la relazione tecnica allegata al provvedimento afferma che le novelle in esame costituiscono modifiche di carattere ordinamentale prive di effetti sulla finanza pubblica. In particolare, la relazione conferma che le stesse sono volte a trasporre, in ambito regolamentare, quanto previsto dall'articolo 5-bis, comma 2, del decreto-legge n. 25 del 2025, rispetto al quale il comma 4 del medesimo articolo individua la relativa copertura finanziaria. Con riferimento alla previsione della figura del viceministro e all'individuazione del contingente della sua segreteria è, altresì, confermato che ciò viene disposto nel quadro di quanto disciplinato dall'articolo 1, comma 24-quater, del decreto-legge n. 181 del 2006 che, a tale riguardo, stabilisce l'attribuzione ai viceministri, ove istituiti, di un contingente di personale pari a quello individuato per le segreterie dei sottosegretari di Stato e che tale contingente sia da intendere compreso in quello complessivo del personale degli Uffici di diretta collaborazione stabilito per ciascun Ministro, con relativa riduzione delle risorse complessive a tal fine assegnate. Fa presente che, con riguardo alle ulteriori novelle che rimodulano il contingente dei consiglieri giuridici e incrementano il personale reclutabile a contratto, la relazione tecnica esclude effetti finanziari, in quanto tali modifiche operano, comunque, nei limiti del contingente complessivo assegnabile agli Uffici e nei limiti della capienza dei pertinenti capitoli di bilancio e a complessiva invarianza di spesa.
  Al riguardo, dichiara di concordare con le valutazioni fornite dalla relazione tecnica, che consentono di verificare la neutralità finanziaria delle disposizioni e, pertanto, non formula osservazioni in ordine alla neutralità finanziaria del provvedimento, confermata dall'articolo 2 dello schema in esame, ai sensi del quale dall'attuazione del presente provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  Segnala, peraltro, che il provvedimento, nel ridefinire l'assetto organizzativo degli Uffici di diretta collaborazione, conferma la possibilità, già disciplinata dalla normativa vigente, di alimentare il contingente del relativo personale non dirigente anche con dipendenti del Ministero e di altre pubbliche amministrazioni, in posizione di aspettativa, comando, fuori ruolo o in altre analoghe posizioni previste dai rispettivi ordinamenti. In proposito, dovrebbe, a suo avviso, valutarsi l'opportunità di introdurre la prescrizione, per altro non prevista nel testo vigente del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 195 del 2023, ma frequentemente adottata in altri provvedimenti in materia di personale per escludere l'insorgenza di nuovi o maggiori oneri a carico delle amministrazioni di provenienza nel caso di assegnazione di personale in posizione di fuori ruolo, della indisponibilità presso le amministrazioni stesse di un numero di corrispondenti posizioni equivalenti dal punto di vista finanziario. Sul punto ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO si riserva di fornire i chiarimenti richiesti dal relatore.

  Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame dello schema di decreto ad altra seduta.

Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 13/2025, denominato «Esigenze della Difesa in materia di contrasto alla minaccia Indirect Fire», relativo all'acquisizione di sistemi di difesa aerea a cortissima portata contro minacce Rocket, Artillery and Mortar per le unità di artiglieria controaerei dell'Esercito italiano.
Atto n. 302.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).

Pag. 80

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, avverte che il Ministro della difesa, in data 6 ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, la richiesta di parere parlamentare in ordine allo schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, riguardante l'approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD 13/2025 denominato «Esigenze della Difesa in materia di contrasto alla minaccia Indirect Fire», relativo all'acquisizione di sistemi di difesa aerea a cortissima portata contro minacce Rocket, Artillery and Mortar per le unità di artiglieria contraerei dell'Esercito italiano (Atto n. 302), a integrazione e prosecuzione del programma già avviato ed approvato con il programma pluriennale SMD 04/2024, autorizzato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in data 11 dicembre 2024.
  Segnala che la Commissione Bilancio è chiamata a esprimersi sul provvedimento, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento della Camera, ai fini della trasmissione di rilievi sui profili di natura finanziaria alla Commissione Difesa, alla quale il provvedimento è assegnato in sede primaria.
  Rileva che la scheda tecnica redatta dallo Stato maggiore della Difesa, allegata al presente schema di decreto, di cui costituisce parte integrante, segnala che quest'ultimo attiene alla seconda fase del programma, concepita secondo un piano di sviluppo pluriennale con presumibile inizio nel 2026 e conclusione stimata nel 2028 e che la finalità operativa del programma è immutata rispetto a quanto descritto nel citato decreto interministeriale di approvazione del medesimo programma SMD 04/2024. In particolare, si precisa che la seconda fase del programma è finalizzata all'acquisizione di un sistema C-RAM «stationary», del munizionamento operativo e addestrativo, di autocarri e apparati per la mobilità tattica e la funzionalità del sistema, di materiali e apparati a supporto delle attività addestrative, di sistemi di Communication Information System (CIS), del supporto logistico integrato pluriennale da avviare all'atto della consegna del sistema d'arma, comprensivo di uno shelter logistico idoneo al trasporto e allo stoccaggio della ricambistica e di attrezzature per le manutenzioni, nonché delle attività formative per il personale tecnico e degli operatori della Forza armata.
  Per quanto riguarda i profili di carattere finanziario, rileva, preliminarmente che, sulla base di quanto indicato nella citata scheda tecnica, l'onere complessivo del programma è stimato in circa 400 milioni di euro, alle condizioni economiche del 2024, valore corrispondente a quello indicato nella scheda tecnica allegata al decreto di approvazione del programma SMD 04/2024.
  In particolare, la scheda tecnica segnala che la prima fase del citato programma, del valore di 80 milioni di euro, è stata autorizzata con il decreto interministeriale di approvazione del menzionato programma SMD 04/2024, mentre la seconda fase, oggetto del provvedimento in esame, reca oneri finanziari per 80 milioni di euro. La scheda specifica, inoltre, che il completamento del citato programma, che reca oneri previsionali per 240 milioni di euro, sarà effettuato nel rispetto di una logica incrementale e progressiva, nonché del criterio dell'autoconsistenza, e sarà finanziato attraverso successivi stanziamenti, dandone evidenza nel Documento programmatico pluriennale per la Difesa.
  Fermo restando che, secondo quanto specificato dalla scheda tecnica, l'amministrazione si ritiene vincolata a non eccedere quanto sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari in termini di costo complessivo, sottolinea che la medesima scheda specifica che, ove in corso d'opera l'approfondimento tecnico-amministrativo rendesse necessario il superamento del limite di spesa precedentemente richiamato, si darà corso a un decreto integrativo, che seguirà il medesimo iter del provvedimento attualmente all'esame della Commissione, Pag. 81per garantire piena visibilità del nuovo perimetro dell'esigenza finanziaria.
  Segnala che la scheda tecnica evidenzia, infine, che, in ogni caso, il citato programma sarà gestito in maniera tale da renderlo compatibile con le risorse complessivamente disponibili a legislazione vigente, ovvero rimodulato attraverso la progressiva attuazione o ridefinizione della tempistica sottesa.
  Quanto al finanziamento delle successive fasi del programma, rileva che le premesse allo schema di decreto in esame chiariscono che quest'ultimo è circoscritto alla seconda fase del programma e che il completamento del medesimo programma dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010.
  Segnala che la scheda tecnica specifica, quindi, che la realizzazione dalla seconda fase del programma – che, come in precedenza evidenziato, determina oneri pari a complessivi 80 milioni di euro – è finanziata a valere sul capitolo 7220, piano gestionale n. 3, dello stato di previsione del Ministero della difesa.
  In particolare, il cronoprogramma previsionale dei pagamenti, prevede oneri pari a 50 milioni di euro per l'anno 2026, 20 milioni di euro per l'anno 2027 e 10 milioni di euro per l'anno 2028.
  Al riguardo, fa presente che il piano gestionale del quale si prevede l'utilizzo reca una dotazione iniziale, nell'ambito del bilancio triennale 2025-2027, pari a 282.298.696 euro per l'anno 2026 e a 293.538.014 euro per l'anno 2027. Si segnala, altresì, che, secondo quanto risulta dalla legge di assestamento per l'anno 2025, le previsioni assestate a legislazione vigente, riferite al medesimo piano gestionale, sono pari a 1.532.298.696 euro per l'anno 2026 e a 1.693.538.014 euro per l'anno 2027.
  Tutto ciò considerato, nel prendere atto che le risorse stanziate per gli anni 2026 e 2027 sul citato piano gestionale n. 3 del capitolo 7220 dello stato di previsione del Ministero della difesa, come risultanti dalla previsioni assestate a legislazione vigente, appaiono congrue rispetto alle spese oggetto di copertura, ritiene comunque necessario che il Governo confermi l'effettiva disponibilità delle stesse per l'intero orizzonte temporale del programma, nonché assicuri che il loro utilizzo non sia suscettibile di pregiudicare la realizzazione di ulteriori interventi eventualmente già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
  Evidenzia che, come precisato dalla scheda tecnica, la ripartizione della spesa per ciascun esercizio finanziario tra quelli indicati nel cronoprogramma potrà essere temporalmente rimodulata in funzione dell'effettiva esigibilità contrattuale dei pagamenti come emergente al completamento dell'attività tecnico-amministrativa, compatibilmente con gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Si aggiunge, inoltre, che l'amministrazione potrà adottare eventuali misure di ottimizzazione della spesa utili all'accelerazione del completamento del programma oggetto dello schema di decreto in esame.
  Al riguardo, ritiene opportuno che il Governo confermi che anche le succitate misure di ottimizzazione, come le altre rimodulazioni, saranno realizzate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO fa presente che il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente. In tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale.
  Segnala, inoltre, che le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla seconda fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento Pag. 82e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
  Conferma, infine, che le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.

  Marco GRIMALDI (AVS) ribadisce, come già segnalato in precedenti sedute nelle quali sono stati trattati analoghi schemi di decreto del Ministero della difesa, la necessità che siano forniti da parte del Governo elementi informativi più completi in ordine ai programmi pluriennali di ammodernamento e rinnovamento all'esame della Commissione. In proposito, comunica anche la disponibilità a svolgere tali approfondimenti anche congiuntamente con la Commissione Difesa.
  Evidenzia quindi come, dalla lettura del più recente documento di programmazione prodotto dal Governo sembra doversi evincere che risultano destinati alla spesa per la difesa circa 12 miliardi di euro annui aggiuntivi, finalizzati a raggiungere un impegno di spesa complessivo in materia pari a circa il 2,5 per cento del PIL. Sottolinea, peraltro, come lo stesso Ministro Giorgetti abbia più volte fatto riferimento a tale percentuale di incidenza sul PIL, dichiarando che non è previsto un superamento di tale valore. Segnala, quindi, che, secondo quanto si ricava dal Documento programmatico di finanza pubblica 2025, la maggiore spesa per la difesa ammonterebbe, complessivamente, a 3,5 miliardi di euro nell'anno 2026, a 7 miliardi di euro nell'anno 2027 e a 12 miliardi di euro nell'anno 2028. Tanto premesso, nel segnalare l'assenza di informazioni e dati chiari e inequivoci in ordine all'incremento di spesa atteso in tale settore, ritiene necessario che il Governo confermi nella sede più opportuna, vale a dire la Commissione Bilancio, tali cifre e chiarisca come i programmi pluriennali oggetto del presente schema di decreto e dei successivi decreti all'esame di questa Commissione nella seduta odierna si inseriscano in questa programmazione finanziaria. Parimenti, il Governo dovrebbe chiarire in quale modo si sia raggiunto l'obiettivo, richiesto nel quadro dell'adesione del nostro Paese alla NATO, di una spesa militare pari al 2 per cento del prodotto interno lordo, secondo quanto da ultimo indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica.
  Con specifico riferimento allo schema di decreto in esame, sottolinea come si renda necessario chiarire la provenienza della tecnologia utilizzata per la produzione dei mezzi oggetto di acquisizione e se, in particolare, tale tecnologia sia di provenienza europea o extraeuropea, anche con riferimento all'eventuale acquisizione di materiali dallo stato di Israele. Su tale questione, ricorda, inoltre, come la Commissione Difesa non abbia, ad oggi, fornito alcun riscontro rispetto alle richieste formulate al Governo nella seduta dello scorso 1° ottobre in merito ai medesimi profili in ordine all'Atto n. 298 e veicolate dalla sottosegretaria Albano.
  Nel ribadire, pertanto, la propria contrarietà al previsto incremento di spesa nel settore della difesa, reputa, infine, che lo stesso sarà necessariamente effettuato distraendo risorse da altri settori di spesa pubblica, a suo avviso, ben più rilevanti e meritevoli di risorse aggiuntive.

  Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), nell'associarsi ai rilievi formulati dal deputato Grimaldi, sottolinea la necessità di conoscere in dettaglio la provenienza della tecnologia utilizzata per la produzione dei mezzi oggetto di acquisizione, al fine di verificare, in particolare, la stessa sia o meno di provenienza israeliana. Nel ritenere, infatti, che il tema dell'incremento della spesa per la difesa potrà essere affrontato più opportunamente in altre sedi, reputa tuttavia la predetta informazione particolarmente rilevante per l'espressione del voto in ordine allo schema di decreto in esame.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, nel prendere atto delle legittime valutazioni Pag. 83politiche espresse dai deputati dell'opposizione intervenuti nella discussione, precisa, in ordine allo schema di decreto all'esame della Commissione, che lo stesso riguarda spese che fanno riferimento a stanziamenti già previsti a legislazione vigente e che, pertanto, la loro realizzazione o prosecuzione non ha nulla a che vedere con la programmazione della spesa per la difesa per il prossimo triennio come sarà definita dalla prossima manovra di bilancio.
  Ritiene, inoltre, che la questione della provenienza delle tecnologie utilizzate per la produzione dei mezzi oggetto di acquisizione non attenga alle competenze di questa Commissione ma costituisca, viceversa, una tematica di specifica competenza della Commissione di merito.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO, nel convenire con quanto testé evidenziato dal relatore, sottolinea come lo schema di decreto in esame utilizzi risorse già stanziate a legislazione vigente nel bilancio ordinario del Ministero della difesa e non possa essere posto in relazione ai richiamati, futuri, incrementi della spesa nel settore della difesa prospettati dai documenti di programmazione economica.
  Ribadisce, altresì, quanto sottolineato in occasione dell'esame di analoghi provvedimenti da parte della Commissione Bilancio, sottolineando che nell'ambito dell'esame dei profili finanziari del provvedimento non assuma rilevanza il tema della provenienza del materiale oggetto di acquisto, che potrà essere oggetto di eventuali approfondimenti nell'ambito della Commissione competente per il merito.

  Marco GRIMALDI (AVS) ribadisce la necessità di conoscere i dati effettivi relativi al previsto aumento della spesa per la difesa nel prossimo triennio. Ritiene che la numerosità degli schemi di decreto del Ministro della difesa che hanno ad oggetto programmi pluriennali di ammodernamento e rinnovamento testimoni come l'incremento di tale spesa sia già in atto nella legislazione vigente. Reputa, in tal senso, la Commissione Bilancio la sede più adeguata ad affrontare tali tematiche, strettamente attinenti all'analisi e alla verifica dell'andamento della spesa pubblica previsto nei prossimi anni.

  Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, fa presente che i temi sollevati dai deputati dei gruppi di opposizione con riferimento a eventuali aumenti della spesa per la difesa nel prossimo triennio potranno essere opportunamente affrontati nel corso dell'esame del disegno di legge di bilancio di prossima presentazione, a partire dallo svolgimento dell'attività conoscitiva preliminare di cui all'articolo 119, comma 3, del Regolamento.

  Elena BONETTI (AZ-PER-RE), pur premettendo di non condividere, dal punto di vista del merito politico, l'intervento testé svolto dal deputato Grimaldi, ritiene nondimeno condivisibile la richiesta di avere a disposizione un quadro chiaro rispetto agli aumenti della spesa per la difesa attesi nel prossimo triennio, sottolineando come l'acquisizione di tali dati consentirebbe al Parlamento di affrontare con maggiore consapevolezza le proprie discussioni in materia.
  In ordine alle problematiche attinenti allo schema di decreto in esame, ritiene che, dal momento che è stato garantito dalla sottosegretaria Albano che le risorse utilizzate per la copertura finanziaria degli oneri risultano già stanziate a legislazione vigente, la richiesta relativa alla tecnologia utilizzata nell'ambito dei mezzi acquisiti potrà essere oggetto di opportuni approfondimenti da parte del Ministero della Difesa.

  Ylenja LUCASELLI (FDI) ritiene che, avendo la sottosegretaria Albano già fornito ampie rassicurazioni in ordine al fatto che alla realizzazione del programma di ammodernamento e rinnovamento in esame si provvederà, con riferimento alla prima fase della sua attuazione, a valere su risorse già stanziate a legislazione vigente nei pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa, la Commissione disponga degli elementi di ordine finanziario necessari per poter procedere all'espressione delle proprie valutazioni.Pag. 84
  Ciò posto, dichiara in ogni caso la piena disponibilità del proprio gruppo a individuare nella sede più opportuna, che, a suo avviso, potrebbe essere costituita dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione, le modalità più idonee per acquisire indicazioni più puntuali dal Governo sulla questione delle spese militari sostenute e programmate dal nostro Paese, in modo da affrontare nel modo più adeguato tale delicata tematica.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, preso atto del dibattito svoltosi, formula la seguente proposta di deliberazione:

  «La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),

   esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 13/2025, denominato “Esigenze della Difesa in materia di contrasto alla minaccia Indirect Fire”, relativo all'acquisizione di sistemi di difesa aerea a cortissima portata contro minacce Rocket, Artillery and Mortar per le unità di artiglieria controaerei dell'Esercito italiano (Atto n. 302);

   premesso che:

    il programma del quale si prevede l'approvazione ha ad oggetto la seconda fase del programma avviato ai sensi del decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, adottato in data 11 dicembre 2024, recante l'approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 04/2024;

    la prima fase del programma è già stata finanziata ai sensi del predetto decreto interministeriale per un ammontare pari a complessivi 80 milioni di euro;

    lo schema di decreto in esame conferma la stima degli oneri complessivi derivanti dal programma in misura pari a 400 milioni di euro alle condizioni economiche dell'anno 2024;

    lo schema di decreto in esame si riferisce, in particolare, alla seconda fase del predetto programma, per la quale si prospetta l'avvio nell'anno 2026 e la conclusione nell'anno 2028 e viene quantificato un costo complessivo di 80 milioni di euro, mentre il completamento del programma comporterà un ulteriore onere di 240 milioni di euro e sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, subordinatamente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie;

    lo schema di decreto in esame individua le risorse da utilizzare con finalità di copertura finanziaria limitatamente agli oneri derivanti dall'attuazione della seconda fase del programma, a valere sulle risorse disponibili a legislazione vigente nell'ambito del capitolo 7220, piano gestionale n. 3, dello stato di previsione del Ministero della difesa;

    nelle premesse dello schema di decreto si precisa che lo stesso è circoscritto alla seconda fase del programma e che il completamento del medesimo dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:

    il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente;

    in tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizionePag. 85 delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale;

    le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla seconda fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse;

    le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica,

VALUTA FAVOREVOLMENTE

   lo schema di decreto».

  La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di deliberazione del relatore.

  Marco GRIMALDI (AVS), nel preannunziare il proprio voto contrario sullo schema di decreto, osserva che, stando ai dati contenuti nel Documento programmatico triennale della difesa 2025-2027, la spesa sostenuta dall'Italia in ambito militare per l'anno in corso si attesterebbe a circa 30,5 miliardi di euro, equivalenti a circa l'1,5 per cento del PIL, sebbene tale spesa debba intendersi ancor maggiore, nell'ordine di un ulteriore 0,5 per cento del prodotto interno lordo, qualora si consideri il cosiddetto bilancio integrato in chiave NATO.
  In tale contesto, ferma rimanendo la richiesta al Governo di fornire elementi di maggior dettaglio in merito ai soggetti industriali che saranno chiamati a vario titolo a fornire la tecnologia funzionale alla produzione dei mezzi e degli armamenti militari oggetto di acquisizione, lamenta – come, peraltro, già evidenziato dall'osservatorio indipendente Milex – una generale e, a suo giudizio, inaccettabile mancanza di trasparenza nella predisposizione dei documenti concernenti le spese militari del nostro Paese, ivi inclusi gli schemi di decreto recanti l'approvazione di programmi di ammodernamento e rinnovamento quali quelli oggi all'esame della Commissione. Rileva come tale insufficiente grado di trasparenza non consenta, infatti, di cogliere l'effettivo andamento pluriennale delle spese medesime e impedisca, conseguentemente, di compiere una reale valutazione in merito all'impatto finanziario dei singoli impegni assunti.
  Ritiene, inoltre, necessario acquisire dal Governo una conferma circa l'esattezza di alcuni dati di recente divulgati, dai quali emergerebbe che l'Italia si appresta a destinare, nei prossimi quindici anni, oltre 130 miliardi di euro all'acquisizione di nuovi sistemi d'arma e circa 9 miliardi di euro per le infrastrutture militari e che, di tale somma, circa 35 miliardi di euro risulterebbero già stanziati a legislazione vigente in forza di precedenti leggi di bilancio.
  Nel sottolineare, quindi, che nei prossimi tre anni il nostro Paese, secondo quanto si ricava dai dati contenuti nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025, si impegna a sostenere una maggiore spesa complessiva per la difesa nell'ordine di circa 23 miliardi di euro, reputa necessario che il Governo e, segnatamente, il Ministero dell'economia e delle finanze fornisca alla Commissione un aggiornamento in merito al numero dei programmi d'armamento che si intendono attivare, alle risorse eventualmente provenienti dalla legislazione vigente a valere sulle quali provvedere alla loro realizzazione e a quelle che si prevede, invece, saranno stanziate nell'ambito della prossima programmazione di bilancio.

  La Commissione approva la deliberazione proposta del relatore.

Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 7/2025, relativoPag. 86 al completamento delle capacità di difesa NBC del 7° Reggimento difesa CBRN Cremona.
Atto n. 306.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, conclusione – Valutazione favorevole).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, avverte che il Ministro della difesa, in data 6 ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, la richiesta di parere parlamentare in ordine allo schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che reca l'approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento (A/R) n. SMD 07/2025, relativo al completamento delle capacità di difesa NBC del 7° Reggimento difesa CBRN CREMONA.
  Segnala che la Commissione Bilancio è chiamata a esprimersi sul provvedimento, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento della Camera, ai fini della trasmissione di rilievi sui profili di natura finanziaria alla Commissione Difesa, alla quale il provvedimento è assegnato in sede primaria.
  Evidenzia che la scheda tecnica redatta dallo Stato maggiore della Difesa e la scheda illustrativa allegate al presente schema di decreto segnalano che il programma in esame si pone l'obiettivo di dotare il 7° Reggimento CBRN CREMONA di capacità all'avanguardia, attraverso lo sviluppo e l'acquisizione di sistemi, piattaforme veicolari specializzate ed equipaggiamenti in grado di operare in ambienti contaminati, garantendo la massima protezione individuale e collettiva contro gli agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN). Si segnala, altresì, che le capacità acquisite permetteranno di potenziare, nel breve e medio periodo, le competenze nel settore di questa specifica unità dell'Esercito e, nel lungo periodo, garantiranno il completamento delle capacità in base all'incremento previsto dell'organico del Reggimento.
  Per quanto riguarda i profili di carattere finanziario, rileva preliminarmente che il programma pluriennale in esame, di cui si prevede l'avvio nell'anno 2025 con presumibile conclusione nell'anno 2037, comporta un costo complessivo stimato in 485,20 milioni di euro, a condizioni economiche 2024.
  In tale quadro, specifica che l'oggetto del presente schema di decreto è circoscritto, secondo quanto evidenziato nelle premesse del provvedimento, alla realizzazione della sola prima fase del citato programma, per la quale si prevede l'avvio nell'anno 2025 e la conclusione nell'anno 2033. Rileva che la scheda tecnica evidenzia che la prima fase del programma, che presenta i caratteri dell'autoconsistenza, è finalizzata all'acquisizione di una prima quota di veicoli tattici CBRN, di laboratori mobili campali per l'analisi CBRN, all'approvvigionamento di sistemi di protezione collettiva, di veicoli leggeri per la decontaminazione e rilevatori di agenti per la guerra chimica e prodotti chimici industriali tossici.
  Fa presente che il costo complessivo di questa prima fase ammonta a 114,71 milioni di euro, alla cui copertura finanziaria si provvede a valere sulle risorse, destinate alle spese di investimento, disponibili a legislazione vigente nell'ambito dello stato di previsione del Ministero della difesa, in particolare attingendo alle risorse iscritte sui piani gestionali n. 3 e 40 del capitolo 7220 dello stato di previsione del medesimo Dicastero.
  Nello specifico, alla luce del cronoprogramma riportato nella scheda tecnica, evidenzia che gli oneri associati all'attuazione della prima fase del programma sono pari, complessivamente, a 5,91 milioni di euro per l'anno 2025, 28,35 milioni di euro per l'anno 2026, 21,05 milioni di euro per l'anno 2027, 23,7 milioni di euro per l'anno 2028, 15,1 milioni di euro per l'anno 2029, 7,6 milioni di euro per l'anno 2030, 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2031 e 2032 e, infine, 1 milione di euro per l'anno 2033. Di tali oneri è posta a carico delle risorse Pag. 87iscritte sul citato piano gestionale n. 3 del capitolo 7220 dello stato di previsione del Ministero della difesa una quota pari a 5,91 milioni di euro per l'anno 2025, 28,35 milioni di euro per l'anno 2026, 13,55 milioni di euro per l'anno 2027, 13 milioni di euro per l'anno 2028, 3 milioni di euro per l'anno 2029, 4 milioni di euro per l'anno 2030 e 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2031 e 2032, mentre gli oneri posti a carico delle risorse iscritte sul menzionato piano gestionale n. 40 del medesimo capitolo ammontano a 7,5 milioni di euro per l'anno 2027, 10,7 milioni di euro per l'anno 2028, 12,1 milioni di euro per l'anno 2029, 3,6 milioni di euro per l'anno 2030 e 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2031, 2032 e 2033.
  Segnala che la scheda tecnica precisa, altresì, con riferimento alle citate risorse relative all'annualità 2025, che le disponibilità non impiegate saranno rese disponibili al programma attraverso la conservazione all'esercizio finanziario successivo come residui di stanziamento, ai sensi dell'articolo 34-bis, comma 3, della legge n. 196 del 2009, ovvero attraverso reiscrizione in bilancio nella competenza degli esercizi successivi, ai sensi dell'articolo 30, comma 2, lettera b), della medesima legge n. 196 del 2009.
  Tanto premesso, evidenzia che la dotazione iniziale, nell'ambito del vigente bilancio triennale, del piano gestionale n. 3 del capitolo 7220 dello stato di previsione del Ministero della difesa è pari a 218.307.328 euro per l'anno 2025, 282.298.696 euro per l'anno 2026 e 293.538.014 euro per l'anno 2027, mentre la dotazione del piano gestionale n. 40 del medesimo capitolo 7220 per l'anno 2027 è pari a 36.495.998 euro. Segnala, altresì, che, secondo quanto risulta dalla legge di assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025, le previsioni assestate a legislazione vigente sono pari a 1.519.807.328 euro per l'anno 2025, 1.532.298.696 euro per l'anno 2026 e 1.693.538.014 euro per l'anno 2027, con riferimento al piano gestionale n. 3, e sono pari, per l'anno 2027, a 316.437.000 euro, con riferimento al piano gestionale n. 40. Rappresenta, infine, che, da un'interrogazione rivolta alla banca dati della Ragioneria generale dello Stato, risulta che, in relazione all'anno in corso, il predetto piano gestionale n. 3 reca allo stato una disponibilità in termini di competenza pari a 489.466.365 euro.
  Segnala che, come indicato nelle premesse dello schema di decreto e ribadito dalla scheda tecnica allegata al provvedimento, il completamento del programma, per il restante onere previsionale complessivo di 370,49 milioni di euro, dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria, in coerenza con quanto previsto dal citato articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
  Fa presente che la scheda tecnica precisa, altresì, che l'Amministrazione si ritiene vincolata a non eccedere quanto sottoposto ad approvazione, per quanto riguarda il costo complessivo del programma. Qualora, in corso d'opera, l'approfondimento tecnico-amministrativo dovesse comportare la necessità di un superamento di tale limite di spesa, si darà corso ad un decreto integrativo, che seguirà il medesimo iter del provvedimento ora all'esame della Commissione. Si aggiunge, inoltre, che, in considerazione della priorità del programma, la copertura finanziaria potrà ulteriormente essere garantita a valere su altre risorse iscritte nella missione «Difesa e sicurezza del territorio», programma «Pianificazione generale delle Forze armate e approvvigionamenti militari» dello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa, opportunamente rese disponibili anche a mezzo di preventiva rimodulazione o revisione di altre spese concordata con il Ministero dell'economia e delle finanze.
  Tanto considerato, nel prendere atto che le risorse stanziate, per l'attuazione della prima fase del programma in esame, per gli anni 2025, 2026 e 2027 sui citati piani gestionali n. 3 e n. 40 del capitolo 7220 Pag. 88dello stato di previsione del Ministero della difesa, come risultanti dalla previsioni assestate a legislazione vigente, appaiono congrue rispetto alle spese oggetto di copertura, ritiene comunque necessario, anche alla luce dei programmi d'arma presentati nel corso della presente legislatura con oneri coperti a valere sulle medesime risorse, che il Governo confermi l'effettiva disponibilità delle stesse per l'intero orizzonte temporale del programma, nonché assicuri che l'utilizzo delle risorse medesime non sia suscettibile di pregiudicare la realizzazione di ulteriori interventi eventualmente già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
  Evidenzia che, come precisato dalla scheda tecnica, la ripartizione della spesa per ciascun esercizio finanziario tra quelli indicati nel cronoprogramma potrà essere temporalmente rimodulata in funzione dell'effettiva esigibilità contrattuale dei pagamenti come emergente al completamento dell'attività tecnico-amministrativa, compatibilmente con gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Si aggiunge, inoltre, che l'amministrazione potrà adottare eventuali misure di ottimizzazione della spesa utili all'accelerazione del completamento del programma oggetto dello schema di decreto in esame.
  Al riguardo, reputa necessario che il Governo confermi che l'eventuale ricorso alla rimodulazione delle dotazioni di bilancio dovrà comunque garantire il rispetto dei vincoli di spesa derivanti dagli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge n. 196 del 2009, come del resto assicurato dal Governo in occasione dell'esame di precedenti programmi pluriennali di ammodernamento e rinnovamento in ambito militare.
  Ritiene, altresì, opportuno che il Governo confermi che anche le succitate misure di ottimizzazione, come le altre rimodulazioni, saranno realizzate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO fa presente che il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente. In tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale.
  Segnala che le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla prima fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
  Conferma che all'eventuale rimodulazione degli stanziamenti di bilancio che potrà rendersi necessaria in relazione all'attuazione del programma in esame si provvederà, comunque, nel rispetto dei vincoli di spesa derivanti dagli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
  Assicura, infine, che le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, formula la seguente proposta di deliberazione:

  «La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),

   esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 7/2025, relativo al completamento delle capacità di difesa NBC del 7° Reggimento difesa CBRN Cremona (Atto n. 306);

   premesso che:

    lo schema di decreto in esame quantifica gli oneri complessivi derivanti dal predetto programma, di cui si prevede l'avvio nell'anno 2025 e la presumibile conclusionePag. 89 nell'anno 2037, in misura pari a 485,20 milioni di euro alle condizioni economiche dell'anno 2024;

    lo schema di decreto in esame si riferisce, in particolare, alla prima fase del predetto programma, per la quale si prospetta l'avvio nell'anno 2025 e la conclusione nell'anno 2033 e viene quantificato un costo complessivo di 114,71 milioni di euro, mentre il completamento del programma comporterà un ulteriore onere di 370,49 milioni di euro e sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, subordinatamente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie;

    lo schema di decreto in esame individua le risorse da utilizzare con finalità di copertura finanziaria limitatamente agli oneri derivanti dall'attuazione della prima fase del programma, a valere sulle risorse disponibili a legislazione vigente nell'ambito del capitolo 7220, piani gestionali n. 3 e n. 40, dello stato di previsione del Ministero della difesa;

    nelle premesse dello schema di decreto si precisa che lo stesso è circoscritto alla prima fase del programma e che il completamento del medesimo dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:

    il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente;

    in tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale;

    le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla prima fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse;

    all'eventuale rimodulazione degli stanziamenti di bilancio che potrà rendersi necessaria in relazione all'attuazione del programma in esame si provvederà, comunque, nel rispetto dei vincoli di spesa derivanti dagli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196;

    le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica,

VALUTA FAVOREVOLMENTE

   lo schema di decreto».

  La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di deliberazione del relatore.

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S), nel preannunziare il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, sottolinea come la Commissione sia chiamata ad esprimersi su un programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento. A tale riguardo, ritiene imprescindibile appurare se lo schema di decreto in esame comporti un mero ammodernamento di mezzi e attrezzature militari ovvero un loro rinnovamento, giacché in tale ultima circostanza Pag. 90appare lecito ipotizzare, anche solo parzialmente, la sostituzione di mezzi e beni già esistenti, rispetto ai quali correrebbe quindi l'obbligo del Governo di dettagliare il valore residuo dei medesimi mezzi e beni, anche nell'ottica dell'eventuale ricavato che deriverebbe da una loro eventuale cessione. Ritiene tale informazione ancor più necessaria considerando l'assenza di qualsivoglia elemento in proposito nell'ambito della scheda tecnica allegata al provvedimento in esame, che si connota, viceversa, per la scarsità di dati.

  Marco GRIMALDI (AVS), nel dichiarare il proprio voto contrario sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, rileva che, poiché lo schema di decreto in esame individua le risorse finanziarie per la copertura degli oneri solo con riferimento alla prima fase del programma oggetto di approvazione, andrebbero forniti elementi di maggior dettaglio in merito, da un lato, alle concrete attività da mettere in campo ai fini del completamento del programma stesso e, dall'altro, alle risorse finanziarie che si ipotizza potranno a tal fine essere utilizzate a copertura.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, con riferimento alle richieste di chiarimento avanzate dal deputato Dell'Olio, si limita ad osservare che, sul piano lessicale, i termini «ammodernamento» e «rinnovamento» sono entrambi costantemente e contestualmente riferiti ai programmi pluriennali in ambito militare sottoposti al parere delle competenti Commissioni parlamentari, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, che ivi richiama entrambi i predetti termini.
  Con riferimento, invece, alla questione posta dal deputato Grimaldi, ricorda che di regola i programmi d'armamento esaminati dalla Commissione sono articolati in più fasi realizzative, ciascuna delle quali oggetto di uno specifico schema di decreto sottoposto al parere delle competenti Commissioni parlamentari, ai sensi della citata disposizione normativa.

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S) ribadisce in ogni caso la necessità di verificare se l'attuazione del programma d'armamento in esame comporti eventualmente la sostituzione di preesistenti mezzi o beni, in modo tale da accertare se questi ultimi, da un punto di vista finanziario, siano da ritenere del tutto obsoleti ovvero mantengano ancora un valore residuo realizzabile nell'ipotesi, ad esempio, di una cessione a terzi.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO, associandosi a quanto già rappresentato dal relatore, rileva che i termini «ammodernamento» e «rinnovamento» sono sistematicamente e contestualmente riferiti ai programmi pluriennali nel settore della difesa per i quali il Governo è tenuto a richiedere, ai sensi del codice dell'ordinamento militare, il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Con specifico riferimento al provvedimento in esame, evidenzia che la scheda tecnica allegata allo schema di decreto fa espressamente riferimento al potenziamento degli assetti capacitivi del Reggimento difesa CBRN Cremona.
  In risposta, invece, al quesito posto dal deputato Grimaldi, osserva che in relazione alla prima fase del programma medesimo, che presenta carattere di autoconsistenza, lo schema di decreto indica puntualmente la spesa prevista, così come quantifica l'onere residuo riferito al completamento del programma stesso, cui si provvederà, come del resto specificato nello stesso schema di decreto, attraverso successivi provvedimenti e solo previo reperimento delle occorrenti risorse finanziarie. Segnala, infine, che la scheda tecnica specifica quali siano i beni da acquisire in sede di completamento del programma.

  Marco GRIMALDI (AVS) lamenta nuovamente la mancanza di informazioni e di trasparenza nella predisposizione dei documenti relativi agli impegni finanziari del nostro Paese nel settore della difesa, che impedisce lo svolgimento di un efficace controllo parlamentare sull'entità e sulla qualità della spesa militare nonché la comparazionePag. 91 tra dati, con la conseguenza che ogni scelta in materia risulta di fatto esclusivamente avocata ai Ministeri competenti e ai vertici militari, senza alcun reale coinvolgimento delle Camere.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la deliberazione proposta dal relatore.

Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 12/2025, denominato «Rinnovamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio dell'Esercito».
Atto n. 307.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, avverte che il Ministro della difesa, in data 6 ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, la richiesta di parere parlamentare in ordine allo schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che reca l'approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento n. SMD 12/2025, denominato «Rinnovamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio dell'Esercito».
  Fa presente che la Commissione Bilancio è chiamata a esprimersi sul provvedimento, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento della Camera, ai fini della trasmissione di rilievi sui profili di natura finanziaria alla Commissione Difesa, alla quale il provvedimento è assegnato in sede primaria.
  Rileva che la scheda tecnica e la scheda illustrativa redatte dallo Stato maggiore della Difesa e allegate al presente schema di decreto, di cui costituiscono parte integrante, segnalano che il programma in esame è volto al rinnovamento delle capacità di combattimento dei reggimenti del Genio dell'Esercito, sia di supporto diretto, sia di supporto generale, al fine di garantire l'assolvimento dei compiti peculiari in scenari di combattimento l'aderenza ai requisiti capacitivi della NATO dal punto di vista qualitativo e quantitativo, specificando che l'impiego dei sistemi d'arma, mezzi e beni avverrà in linea con i dettami del diritto internazionale umanitario. Si segnala, in particolare, che il citato programma consiste nell'approvvigionamento pluriennale di mezzi, sistemi ed equipaggiamenti idonei a soddisfare le esigenze operative nelle aree di supporto generale, alla mobilità, alla contro-mobilità, protezione e sopravvivenza, nonché all'intelligence. Il programma prevede, oltre all'approvvigionamento di mezzi e materiali specifici, anche l'acquisizione del relativo supporto logistico pluriennale, gli adeguamenti infrastrutturali delle sedi che ospiteranno i nuovi materiali, i sistemi di simulazione funzionali allo svolgimento delle attività di formazione e addestramento e, infine, l'acquisizione di veicoli e di sistemi di trasporto, ove previsti.
  Per quanto riguarda i profili di carattere finanziario, rileva, preliminarmente, che il programma pluriennale in esame, di cui si prevede l'avvio nell'anno 2025, con presumibile conclusione nell'anno 2034, comporta un costo complessivo stimato in 1.571 milioni di euro, alle condizioni economiche dell'anno 2024.
  In tale quadro, segnala anzitutto che l'oggetto dello schema di decreto in esame è circoscritto, secondo quanto specificato dalle premesse del provvedimento ed evidenziato dalla menzionata scheda tecnica, alla realizzazione della sola prima fase del citato programma, del valore di 185 milioni di euro, finalizzata all'avvio delle attività di rinnovamento e potenziamento delle capacità esprimibili dai reggimenti Genio dell'Esercito, da attuare mediante l'acquisizione di mezzi e materiali peculiari, secondo una logica incrementale, progressiva e auto-consistente, comprensivi di supporto logistico integrato, e mediante interventi di adeguamento infrastrutturali delle aree e delle strutture destinate allo stoccaggioPag. 92 dei materiali in acquisizione, nonché all'ammodernamento e rinnovamento delle aree e delle infrastrutture formative del comando del Genio.
  Il completamento del programma, per il restante valore previsionale di 1.386 milioni di euro, sarà, invece, finalizzato a ultimare l'acquisizione di mezzi, materiali e del relativo supporto logistico.
  Evidenzia che il costo complessivo della prima fase ammonta a 185 milioni di euro, alla cui copertura finanziaria si provvede a valere sugli stanziamenti disponibili a legislazione vigente nell'ambito dello stato di previsione del Ministero della difesa, attingendo alle risorse iscritte sul piano gestionale n. 3 del capitolo 7220 dello stato di previsione del medesimo Dicastero.
  Nello specifico, alla luce del cronoprogramma riportato nella scheda tecnica, evidenzia che gli oneri associati all'attuazione della prima fase del programma sono pari a 8,1 milioni di euro per l'anno 2025, 10 milioni di euro per l'anno 2026, 24,2 milioni di euro per l'anno 2027, 25 milioni di euro per l'anno 2028, 27,7 milioni di euro per l'anno 2029, 20 milioni di euro per l'anno 2030, 35 milioni di euro per l'anno 2031, 20 milioni di euro per l'anno 2032, 11 milioni di euro per l'anno 2033 e 4 milioni di euro per l'anno 2034.
  Rileva che la medesima scheda tecnica precisa, inoltre, che le disponibilità finanziarie per l'anno in corso eventualmente non impegnate contabilmente saranno rese disponibili alla realizzazione del programma attraverso la conservazione all'anno 2026 come residui di stanziamento, ai sensi dell'articolo 34-bis, comma 3, della legge n. 196 del 2009.
  Tanto premesso, evidenzia che il piano gestionale del quale si prevede l'utilizzo reca una dotazione iniziale, nell'ambito del bilancio triennale 2025-2027, pari a 218.307.328 euro per l'anno 2025, 282.298.696 euro per l'anno 2026 e 293.538.014 euro per l'anno 2027. Si segnala, altresì, che, secondo quanto risulta dalla legge di assestamento per l'anno 2025, le previsioni assestate a legislazione vigente, riferite al medesimo piano gestionale, sono pari a 1.519.807.328 euro per l'anno 2025, 1.532.298.696 euro per l'anno 2026 e 1.693.538.014 euro per l'anno 2027. Rappresenta, infine, che, da un'interrogazione presso la banca dati della Ragioneria generale dello Stato, risulta che, in relazione all'anno in corso, il predetto piano gestionale reca una disponibilità di competenza pari a 490.481.365 euro.
  Segnala che, come indicato nelle premesse dello schema di decreto e ribadito nell'allegata scheda tecnica, il completamento del programma, per il restante onere previsionale complessivo di 1.386 milioni di euro, sarà, invece, realizzato, nel rispetto di una logica incrementale e progressiva, nonché del criterio di autoconsistenza, attraverso successivi stanziamenti, di cui verrà data evidenza nel Documento programmatico pluriennale. In coerenza con quanto rappresentato, il completamento del programma in esame costituirà l'oggetto di uno o più schemi di decreto da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le predette risorse, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura.
  Con riferimento al profilo temporale dell'intervento, fa presente che la scheda tecnica specifica che il cronoprogramma previsionale dei pagamenti contenuto nella medesima scheda è meramente indicativo e verrà attualizzato, in termini sia di volume sia di estensione temporale, a valle del perfezionamento dell'iter negoziale, secondo l'effettiva esigenza di pagamento.
  Si specifica, inoltre, che, in linea con quanto previsto dalla legislazione in materia di contabilità e finanza pubblica, la ripartizione della spesa per ciascun esercizio potrà essere rimodulata in funzione dell'effettiva esigibilità contrattuale dei pagamenti come emergente al completamento dell'attività tecnico-amministrativa, compatibilmente con gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Si aggiunge, inoltre, che l'amministrazione potrà adottare eventuali misure di ottimizzazione della spesa utili all'accelerazione del completamento del programma oggetto dello schema di decreto in esame.
  A tale ultimo riguardo, ritiene opportuno che il Governo confermi che anche le succitate misure di ottimizzazione, come le Pag. 93altre rimodulazioni, saranno realizzate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.
  Osserva, peraltro, che, come evidenziato nella scheda tecnica, il programma in esame sarà in ogni caso gestito in modo tale da renderlo compatibile con le risorse complessivamente disponibili a legislazione vigente, ovvero rimodulato attraverso la progressiva attuazione o ridefinizione della tempistica sottesa e che comunque, qualora si rendesse necessario un superamento del limite di spesa previsto per la realizzazione del programma nel suo complesso, alla necessaria integrazione si provvederà con un nuovo decreto, che seguirà il medesimo iter del provvedimento ora all'esame della Commissione.
  Ciò posto, nel prendere atto che le risorse previste a copertura della prima fase del programma in esame appaiono congrue rispetto ai costi da sostenere indicati nella scheda tecnica, ritiene comunque necessario acquisire dal Governo, anche alla luce dei programmi d'arma già esaminati nel corso della presente legislatura con oneri coperti a valere sulle medesime risorse, una conferma in ordine alla disponibilità di tali risorse per ciascuna delle annualità di attuazione della prima fase del programma, nonché in ordine alla compatibilità del loro utilizzo rispetto ad ulteriori interventi eventualmente già programmati a legislazione vigente a valere sulle risorse stesse.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO fa presente che il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente. In tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale.
  Assicura che le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla prima fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
  Conferma che le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, formula la seguente proposta di deliberazione:

  «La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),

   esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 12/2025, denominato “Rinnovamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio dell'Esercito” (Atto n. 307);

   premesso che:

    lo schema di decreto in esame stima gli oneri complessivi derivanti dal programma, di cui si prevede l'avvio nell'anno 2025 con presumibile conclusione nell'anno 2034, in misura pari a 1.571 milioni di euro alle condizioni economiche dell'anno 2024;

    lo schema di decreto in esame si riferisce, in particolare, alla prima fase del predetto programma, per la quale si prospetta l'avvio nell'anno 2025 e la conclusione nell'anno 2034 e viene quantificato un costo complessivo di 185 milioni di euro, mentre il completamento del programma comporterà un ulteriore onere di 1.386 milioni di euro e sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, subordinatamente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie;

    lo schema di decreto in esame individua le risorse da utilizzare con finalità di copertura finanziaria limitatamente agli oneri derivanti dall'attuazione della prima Pag. 94fase del programma, a valere sulle risorse disponibili a legislazione vigente nell'ambito del capitolo 7220, piano gestionale n. 3, dello stato di previsione del Ministero della difesa;

    nelle premesse dello schema di decreto si precisa che lo stesso è circoscritto alla prima fase del programma e che il completamento del medesimo dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:

    il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente;

    in tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale;

    le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla prima fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse;

    le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica,

VALUTA FAVOREVOLMENTE

   lo schema di decreto».

  La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di deliberazione del relatore.

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S), nel preannunziare il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, osserva che nel caso di specie, facendo la denominazione del programma pluriennale in esame riferimento al rinnovamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio dell'Esercito, sembrerebbe potersi escludere l'ipotesi del mero ammodernamento di mezzi e infrastrutture militari.
  Ritiene, tuttavia, inaccettabile la lacunosità della scheda tecnica allegata al provvedimento in esame, che, pur a fronte di una spesa complessiva di oltre 1,5 miliardi di euro, non fornisce alcuna indicazione in ordine alla ripartizione del predetto onere tra le diverse voci e componenti attraverso cui si dispiegherà l'attuazione del programma medesimo.

  Marco GRIMALDI (AVS), nel dichiarare il proprio voto contrario sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, evidenzia come, secondo quanto riportato nella scheda illustrativa allegata al presente provvedimento, il programma pluriennale in esame avrebbe la finalità di assicurare il potenziamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio dell'Esercito, sia di supporto diretto sia di supporto generale, quale principale strumento per guadagnare, mantenere e sfruttare l'iniziativa al fine di conseguire una posizione di vantaggio sull'avversario durante la condotta di operazioni terrestri, dal momento che tali capacità di combattimento risulterebbero ad oggi compromesse da oltre due decenni di impiego.
  Nel rilevare la necessità di acquisire dal Governo maggiori informazioni circa gli Pag. 95impegni effettivi richiesti, nella fase attuativa, dal programma d'armamento in esame, concorda con le considerazioni svolte dal deputato Dell'Olio in merito alla totale assenza di qualsivoglia indicazione circa la ripartizione del predetto onere tra le diverse voci e componenti in cui si articolerà la realizzazione del programma stesso, pur a fronte di una spesa complessiva di oltre 1,5 miliardi di euro.
  In tale quadro di grave mancanza di trasparenza, rileva, altresì, l'esigenza di acquisire maggiori elementi di dettaglio riguardo all'individuazione dei soggetti industriali coinvolti nella realizzazione del programma, anche al fine di accertare se l'attuazione del programma pluriennale in oggetto produrrà auspicabilmente ricadute economiche positive a vantaggio di imprese nazionali operanti nel settore, considerando anche che il Ministro Giorgetti nella sua recente audizione nell'ambito dell'esame del Documento programmatico di finanza pubblica per il 2025 ha più volte alluso alle positive ricadute, anche in termini occupazionali, dell'incremento della spesa per la difesa.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la deliberazione proposta dal relatore.

Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 18/2025, relativo all'acquisizione di «Veicoli blindati anfibi» dell'Esercito italiano (VBA).
Atto n. 308.
(Rilievi alla IV Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, avverte che il Ministro della difesa, in data 6 ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, la richiesta di parere parlamentare in ordine allo schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che reca l'approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento n. SMD 18/2025, relativo all'acquisizione di «Veicoli Blindati Anfibi» dell'Esercito Italiano (VBA).
  Fa presente che la Commissione Bilancio è chiamata a esprimersi sul provvedimento, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento della Camera, ai fini della trasmissione di rilievi sui profili di natura finanziaria alla Commissione Difesa, alla quale il provvedimento è assegnato in sede primaria.
  Evidenzia che la scheda tecnica redatta dallo Stato maggiore della Difesa e allegata al presente schema di decreto, di cui costituisce parte integrante, segnala che il programma in esame è volto all'acquisizione di 83 piattaforme di veicoli blindati anfibi (VBA), dotate di elevata mobilità tattica, adeguata potenza di fuoco e un livello tecnologico in grado di garantire l'interoperabilità tra i sistemi di comando, nonché all'ammodernamento infrastrutturale delle sedi che ospiteranno i nuovi mezzi.
  Per quanto riguarda i profili di carattere finanziario, rileva, preliminarmente, che il programma pluriennale in esame, di cui si prevede l'avvio nell'anno 2026, con presumibile conclusione nell'anno 2037, comporta un costo complessivo stimato in 877,5 milioni di euro.
  In tale quadro, specifica anzitutto che l'oggetto del presente schema di decreto è circoscritto, secondo quanto evidenziato nelle premesse del provvedimento e nell'allegata scheda tecnica, alla realizzazione della sola prima fase del citato programma, del valore di 206 milioni di euro, avente carattere di autoconsistenza e finalizzata allo sviluppo, alla realizzazione e all'omologazione di quattro piattaforme pre-serie, nonché allo svolgimento degli studi logistici e all'acquisizione delle attrezzature per il sostegno diretto e il sostegno generale, unitamente ai necessari adeguamenti infrastrutturali da realizzare presso le sedi destinate a ospitare le piattaforme VBA. La Pag. 96medesima prima fase è finalizzata, altresì, a garantire l'approvvigionamento delle prime 10 piattaforme di serie comprensive del supporto logistico decennale.
  Evidenzia che il completamento del programma, del restante valore previsionale di 671,5 milioni di euro, sarà, invece, finalizzato a ultimare l'acquisizione di piattaforme e del relativo supporto logistico, inclusivo di attrezzature e adeguamenti infrastrutturali.
  Precisa che, come indicato nelle premesse dello schema di decreto e ribadito nell'allegata scheda tecnica, il completamento del programma sarà realizzato, nel rispetto di una logica incrementale e progressiva, nonché del criterio di autoconsistenza, attraverso successivi stanziamenti, di cui verrà data evidenza nel Documento programmatico pluriennale. In coerenza con quanto rappresentato, il completamento del programma in esame costituirà l'oggetto di uno o più schemi di decreto da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le predette risorse, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura finanziaria.
  Fa presente che il costo complessivo della prima fase, come evidenziato, ammonta a 206 milioni di euro, alla cui copertura finanziaria si provvede a valere sugli stanziamenti disponibili a legislazione vigente nell'ambito dello stato di previsione del Ministero della difesa, attingendo alle risorse iscritte sul piano gestionale n. 3 del capitolo 7220 dello stato di previsione del medesimo Dicastero.
  Nello specifico, evidenzia che, alla luce del cronoprogramma riportato nella scheda tecnica, gli oneri associati all'attuazione della prima fase del programma sono pari a 2 milioni di euro per l'anno 2026, 5 milioni di euro per l'anno 2027, 7 milioni di euro per l'anno 2028, 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2029 al 2031, 30 milioni di euro per l'anno 2032, 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2033 e 2034, 28 milioni di euro per l'anno 2035, 19 milioni di euro per l'anno 2036 e 5 milioni di euro per l'anno 2037.
  Tanto premesso, evidenzia che il piano gestionale del quale si prevede l'utilizzo reca una dotazione iniziale, nell'ambito del bilancio triennale 2025-2027, pari a 282.298.696 euro per l'anno 2026 e a 293.538.014 euro per l'anno 2027. Segnala, altresì, che, secondo quanto risulta dalla legge di assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025, le previsioni assestate a legislazione vigente, riferite al medesimo piano gestionale, sono pari a 1.532.298.696 euro per l'anno 2026 e a 1.693.538.014 euro per l'anno 2027.
  Segnala che, con riferimento al profilo temporale dell'intervento, la scheda tecnica specifica che il cronoprogramma previsionale dei pagamenti contenuto nella medesima scheda è meramente indicativo e verrà attualizzato, in termini sia di volume sia di estensione temporale, a valle del perfezionamento dell'iter negoziale, secondo le effettive esigenze di pagamento. Si specifica, inoltre, che, in linea con quanto previsto dalla legislazione in materia di contabilità e finanza pubblica, la ripartizione della spesa per ciascun esercizio potrà essere rimodulata in funzione dell'effettiva esigibilità contrattuale dei pagamenti come emergente al completamento dell'attività tecnico-amministrativa, compatibilmente con gli effetti sui saldi di finanza pubblica.
  Si aggiunge, inoltre, che l'amministrazione potrà adottare eventuali misure di ottimizzazione della spesa utili all'accelerazione del completamento del programma oggetto dello schema di decreto in esame.
  A tale ultimo riguardo, ritiene opportuno che il Governo confermi che anche le succitate misure di ottimizzazione, come le altre rimodulazioni, saranno realizzate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.
  Osserva, peraltro, che, come evidenziato nella scheda tecnica, il programma in esame sarà in ogni caso gestito in modo tale da renderlo compatibile con le risorse complessivamente disponibili a legislazione vigente, ovvero rimodulato attraverso la progressiva attuazione o ridefinizione della tempistica sottesa e che comunque, qualora si rendesse necessario un superamento del limite di spesa previsto per la realizzazione del programma nel suo complesso, alla necessaria integrazione si provvederà con Pag. 97un nuovo decreto, che seguirà il medesimo iter del provvedimento ora all'esame della Commissione.
  Ciò posto, nel prendere atto che le risorse previste a copertura della prima fase del programma in esame appaiono congrue rispetto ai costi da sostenere indicati nella scheda tecnica, ritiene comunque necessario acquisire dal Governo, anche alla luce dei programmi d'arma presentati nel corso della presente legislatura con oneri coperti a valere sulle medesime risorse, una conferma in ordine alla disponibilità di tali risorse per ciascuna delle annualità di attuazione della prima fase del programma, nonché in ordine alla compatibilità del loro utilizzo rispetto ad ulteriori interventi eventualmente già programmati a legislazione vigente a valere sulle risorse stesse.

  La sottosegretaria Lucia ALBANO fa presente che il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente. In tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale.
  Assicura che le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla prima fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
  Conferma che le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica.

  Andrea TREMAGLIA (FDI), relatore, formula la seguente proposta di deliberazione:

  «La V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),

   esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 18/2025, relativo all'acquisizione di “Veicoli blindati anfibi” dell'Esercito italiano (VBA) (Atto n. 308);

   premesso che:

    lo schema di decreto in esame quantifica gli oneri complessivi derivanti dal programma, di cui si prevede l'avvio nell'anno 2026 e la presumibile conclusione nell'anno 2037, in misura pari a 877,5 milioni di euro;

    lo schema di decreto in esame si riferisce, in particolare, alla prima fase del predetto programma, per la quale si prospetta l'avvio nell'anno 2026 e la conclusione nell'anno 2037 e viene quantificato un costo complessivo di 206 milioni di euro, mentre il completamento del programma comporterà un ulteriore onere di 671,5 milioni di euro e sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, subordinatamente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie;

    lo schema di decreto in esame individua le risorse da utilizzare con finalità di copertura finanziaria limitatamente agli oneri derivanti dall'attuazione della prima fase del programma, a valere sulle risorse disponibili a legislazione vigente nell'ambito del capitolo 7220, piano gestionale n. 3, dello stato di previsione del Ministero della difesa;

    nelle premesse dello schema di decreto si precisa che lo stesso è circoscritto alla prima fase del programma e che il completamento del medesimo dovrà successivamente formare oggetto di uno o più schemi di decreto, da sottoporre all'esame delle Camere, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, al fine di consentire la verifica in sede parlamentare della relativa copertura Pag. 98finanziaria, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:

    il programma in esame rientra nella programmazione elaborata dal Ministero della difesa relativa all'impiego ottimale delle risorse stanziate a legislazione vigente;

    in tale contesto, il Ministero della difesa ha operato la più bilanciata ripartizione delle risorse disponibili, orientandole a favore di programmi massimamente qualificanti ai fini delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché di contribuzione a quella internazionale;

    le risorse destinate alla copertura degli oneri relativi alla prima fase del programma risultano disponibili per tutte le annualità di riferimento e il loro utilizzo non è suscettibile di pregiudicare precedenti impegni di spesa, né di interferire con la realizzazione di ulteriori interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse;

    le misure di ottimizzazione della spesa che potranno essere previste ai fini dell'accelerazione del completamento del programma saranno adottate compatibilmente con i relativi effetti sui saldi di finanza pubblica,

VALUTA FAVOREVOLMENTE

   lo schema di decreto».

  La sottosegretaria Lucia ALBANO concorda con la proposta di deliberazione del relatore.

  Marco GRIMALDI (AVS), nel dichiarare il proprio voto contrario sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, osserva che, come richiamato nella scheda illustrativa allegata al provvedimento in esame, il programma pluriennale in oggetto si basa su un progetto già realizzato dall'industria nazionale e la sua attuazione coinvolgerà principalmente la regione Trentino-Alto Adige, ove insistono la Iveco Defense Vehicles e l'indotto del settore.
  Al riguardo, considerata la recente, parziale cessione del gruppo Iveco a una società straniera, osserva che parte della commessa militare potrebbe andare a beneficio di imprese non italiane. Sul punto, a suo avviso sarebbe stato necessario acquisire un chiarimento da parte del Governo. Parimenti, la sottosegretaria avrebbe dovuto fornire elementi di maggiore informazione riguardo agli obiettivi posti a carico della prima fase attuativa del programma, nonché in ordine alla ripartizione delle risorse complessivamente stanziate, nell'ordine di 877,5 milioni di euro, tra le diverse componenti realizzative del programma stesso.

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S), nel dichiarare il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di deliberazione formulata dal relatore, osserva che in tal caso la denominazione del programma d'armamento in esame fa specificamente riferimento alla sola «acquisizione» di veicoli blindati anfibi, ribadendo l'esigenza che in futuro nell'ambito di provvedimenti di contenuto analogo a quelli oggi in discussione sia comunque puntualmente quantificato l'eventuale valore residuo dei mezzi o dei beni dei quali si prevede a vario titolo la sostituzione.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la deliberazione proposta dal relatore.

  La seduta termina alle 15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 15 ottobre 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.05.