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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 22 ottobre 2025
572.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari sociali (XII)
COMUNICATO
Pag. 180

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 22 ottobre 2025. — Presidenza del vicepresidente Luciano CIOCCHETTI.

  La seduta comincia alle 14.05.

DL 146/2025: Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio.
C. 2643 Governo.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Luciano CIOCCHETTI, presidente, avverte che, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare alla seduta odierna in videoconferenza, non essendo previste votazioni.

  Francesco Maria Salvatore CIANCITTO (FDI), relatore, fa presente che il decreto-legge sul quale la XII Commissione è chiamataPag. 181 a esprimere il parere di competenza alla Commissione Affari costituzionali, che consta di 12 articoli, compresi quelli relativi alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore, reca interventi in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio.
  Per quanto attiene alle disposizioni afferenti a materie di competenza della XII Commissione, segnala innanzitutto l'articolo 1, comma 1, lettera d), che interviene sul Testo unico immigrazione (di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998), estendendo i controlli di veridicità, da parte delle amministrazioni, alle dichiarazioni fornite dall'organizzazione promotrice del programma di volontariato ai fini del rilascio del nulla osta per ingresso e soggiorno per volontariato. Nella stessa materia interviene anche l'articolo 6 del decreto-legge che, modificando il Testo unico immigrazione, dispone che il contingente d'ingresso degli stranieri ammessi a partecipare a programmi di volontariato in Italia, definito con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sia determinato non più annualmente, bensì nell'ambito di un triennio.
  Segnala, altresì, l'articolo 4, comma 1, lettera a), numero 2, che interviene sempre sul Testo unico immigrazione, al fine di riconoscere agli stranieri – nonché, laddove vi sia la compatibilità delle norme, ai cittadini di Stati membri dell'Unione europea che si trovano in situazioni di gravità ed attualità di pericolo – titolari di permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, la possibilità di beneficiare dell'assegno di inclusione di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 48 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 85 del 2023. A tali soggetti, quindi, non si applicano alcune disposizioni vigenti in tema di assegno di inclusione, che richiedono determinati requisiti di cittadinanza, di residenza e di soggiorno nonché quelli connessi alla condizione economica, ai fini della fruizione del beneficio.
  Il comma 1, lettera b), dell'articolo 4, prevede un intervento di analogo tenore in favore di persone straniere vittime di violenza domestica a cui è stato rilasciato il permesso di soggiorno, per consentire di sottrarsi a tale violenza. Si prevede, dunque, anche per tali soggetti la possibilità di beneficiare dell'assegno di inclusione. Anche in tal caso, si precisa che a tali soggetti non si applicano le predette disposizioni concernenti i requisiti richiesti ai fini dell'erogazione dell'assegno di inclusione.
  Richiama, infine, l'articolo 5, che modifica il decreto-legge n. 145 del 2024, prorogando fino al 2028 la possibilità di ingresso e soggiorno extra-quote in favore di massimo 10 mila lavoratori stranieri da impiegare nel settore dell'assistenza familiare o sociosanitaria di persone con disabilità o grandi anziani.

  Luciano CIOCCHETTI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.15.

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 22 ottobre 2025. — Presidenza del vicepresidente Luciano CIOCCHETTI, indi del presidente Ugo CAPPELLACCI.

  La seduta comincia alle 14.15.

Riconoscimento della cardiomiopatia quale malattia invalidante e disposizioni per la diagnosi, la cura e l'assistenza delle persone che ne sono affette.
C. 2319 Zaratti.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Luciano CIOCCHETTI, presidente, avverte che, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare alla seduta odierna in videoconferenza, non essendo previste votazioni.

  Luana ZANELLA (AVS), relatrice, ricorda che la proposta di legge di cui la XII Commissione avvia oggi l'esame (C. 2319 Pag. 182Zaratti) è volta al riconoscimento della cardiomiopatia quale malattia invalidante e reca disposizioni per la diagnosi, la cura e l'assistenza delle persone che ne sono affette. Evidenzia innanzitutto come tale proposta di legge, a prima firma del deputato Zaratti, sia cofirmata da deputati di tutti i gruppi parlamentari.
  Secondo l'Istituto superiore di sanità, il termine cardiomiopatia si riferisce alle patologie che colpiscono il muscolo cardiaco, provocando una riduzione della capacità di contrazione del cuore; esistono diverse forme di cardiomiopatia.
  Nel 2023, la Società europea di cardiologia (ESC) ha elaborato le Linee guida per il trattamento delle cardiomiopatie, con l'obiettivo di fornire ai professionisti sanitari un quadro di riferimento utile nella gestione diagnostico-terapeutica dei pazienti affetti da cardiomiopatie.
  Fa presente che la proposta di legge in esame si compone di 11 articoli.
  L'articolo 1 ne esplicita le finalità, stabilendo che lo Stato promuove la diagnosi e la terapia delle cardiomiopatie e, attraverso gli interventi previsti dalla proposta di legge in commento, garantisce un'adeguata tutela sanitaria alle persone affette da tali patologie (comma 1). Inoltre, si prevede la promozione della conoscenza delle cardiomiopatie, della loro epidemiologia e degli aspetti relativi alla diagnosi, alla cura e al suo impatto sociale e lavorativo, nonché il riconoscimento, da parte dello Stato, del ruolo dell'associazionismo specifico e delle attività di volontariato volte al sostegno delle persone affette da cardiomiopatie (comma 2).
  L'articolo 2, comma 1, prevede che il Ministro della salute proponga l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza (LEA), con la procedura prevista dall'articolo 1, comma 554, della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016), di diverse prestazioni sanitarie atte a potenziare la diagnosi e le terapie delle cardiomiopatie. Il comma 2 dispone l'aggiornamento del relativo nomenclatore tariffario, da attuarsi con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
  L'articolo 3 stabilisce il riconoscimento della cardiomiopatia, nelle sue diverse forme, come malattia invalidante, con la finalità di garantire un livello elevato di tutela della salute e di migliorare le condizioni di vita delle persone che ne sono affette.
  L'articolo 4 prevede un'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni sanitarie correlate alla cardiomiopatia (comma 1). Si demanda a un decreto del Ministro della salute l'individuazione dei criteri oggettivi per l'identificazione dei sintomi e delle condizioni cliniche della cardiomiopatia, ai fini del suo inserimento tra le malattie croniche e invalidanti per le quali è prevista l'esenzione dalla partecipazione alla spesa per le correlate prestazioni sanitarie. Tale decreto stabilisce, inoltre, le condizioni e le modalità di accesso al telelavoro per le persone affette da cardiomiopatie (comma 2).
  L'articolo 5 prevede che il Ministro della salute, con proprio decreto, individui i centri nazionali di ricerca per lo studio delle cardiomiopatie (comma 1) e che le regioni individuino, all'interno delle strutture sanitarie pubbliche, appositi ambulatori specialistici idonei alla diagnosi e alla cura delle cardiomiopatie (comma 2).
  L'articolo 6, comma 1, prevede l'istituzione, presso il Ministero della salute, del Registro nazionale delle cardiomiopatie, per la raccolta e l'analisi dei dati clinici riferiti a tali malattie, al fine di stabilire appropriate strategie di intervento, di monitorarne l'andamento e la ricorrenza, nonché di rilevare le problematiche connesse e le eventuali complicanze. Si stabilisce la suddivisione del Registro in sezioni regionali contenenti i dati che le regioni inviano al Ministero della salute con cadenza annuale (comma 2) e si dispone che nel registro devono essere riportati i casi di cardiomiopatia accertati e il numero di nuovi casi registrati ogni anno (comma 3). Il comma 4 specifica ulteriormente le funzioni del Registro, mentre il comma 5 prevede che, sulla base dei dati presenti nel registro, vengano definite azioni per la diagnosi precoce, la previsione dei trattamenti medico-sanitari più efficaci e la conduzione di studi clinici e di ricerca.Pag. 183
  L'articolo 7 contiene norme relative alla formazione del personale medico e di assistenza.
  L'articolo 8 disciplina la promozione di studi e ricerche volti all'identificazione di criteri diagnostici validati, in grado di individuare la cardiomiopatia, con un'attenzione specifica alle forme più gravi e invalidanti di tale patologia, e che consentano di individuare le terapie innovative e la loro efficacia, le prestazioni specialistiche più appropriate, l'utilizzo di farmaci per il controllo dei sintomi e il monitoraggio e la prevenzione degli eventuali aggravamenti. La promozione di tali studi e ricerche è condotta dal Ministero della salute, d'intesa con le regioni e avvalendosi degli enti del Servizio sanitario nazionale e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (comma 1). Inoltre, è prevista la possibilità di stipulare convenzioni con le associazioni senza scopo di lucro che tutelano le persone affette da cardiomiopatia (comma 2). Si dispone altresì la presentazione, con cadenza triennale, di una relazione alle Camere contenente l'aggiornamento relativo allo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche riguardanti le cardiomiopatie, con particolare riferimento alla prevenzione della malattia e delle sindromi correlate (comma 3).
  L'articolo 9 prevede che, al fine di agevolare l'accesso delle persone affette da cardiomiopatie a forme di lavoro a distanza o di telelavoro domiciliare, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero della salute stipulino degli accordi con le associazioni imprenditoriali.
  L'articolo 10 dispone la promozione di periodiche campagne di informazione e di sensibilizzazione sulle problematiche relative alle cardiomiopatie.
  L'articolo 11 reca le disposizioni finanziarie, quantificando in 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027 gli oneri derivanti dalla proposta di legge in esame e individuando la relativa copertura finanziaria.

  Gian Antonio GIRELLI (PD-IDP), nel sottolineare l'importanza della proposta di legge in esame, sottoscritta da deputati appartenenti a tutti i gruppi parlamentari, chiede di avere contezza della totalità delle proposte di legge presentate in materia di malattie cardiovascolari.

  Ugo CAPPELLACCI, presidente, ritenendo sicuramente accoglibile la richiesta avanzata dal deputato Girelli, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Disposizioni in materia di aziende pubbliche di servizi alla persona.
C. 2338 CNEL.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Ugo CAPPELLACCI, presidente, avverte che, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare alla seduta odierna in videoconferenza, non essendo previste votazioni.
  Procede, quindi, allo svolgimento della relazione.
  Ricorda che la proposta di legge di cui la XII Commissione avvia oggi l'esame (C. 2338), presentata dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), detta disposizioni in materia di aziende pubbliche di servizi alle persone (ASP).
  Si tratta delle aziende che discendono dalla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB). Tali istituti, disciplinati dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972 (cosiddetta legge Crispi), sono stati oggetto di riforma con la legge n. 328 del 2000, sulla base della quale le ex IPAB possono essere trasformate in associazioni o in fondazioni di diritto privato ovvero in aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP). In particolare, il decreto legislativo n. 207 del 2001, attuativo della delega, ha stabilito che le istituzioni che svolgono direttamente attività di erogazione di servizi assistenziali sono tenute a trasformarsi in ASP.
  A seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, le ex IPAB trasformate in ASP sono state oggetto di specifiche disposizioni normative adottate dalla maggioranza delle Pag. 184rispettive regioni di appartenenza. Tuttavia, ancora oggi non tutte le regioni hanno completato il processo di trasformazione: a tali IPAB, non ancora oggetto di trasformazione, si applica tuttora, seppur in via residuale, la cosiddetta legge Crispi.
  Il provvedimento all'esame della Commissione si compone di sei articoli.
  L'articolo 1, comma 1, lettera a), modificando il decreto legislativo n. 207 del 2001, estende al 30 giugno 2028 il regime derogatorio per gli atti relativi al riordino delle istituzioni in aziende di servizi o in persone giuridiche di diritto privato. Fino a tale data, si applica l'esenzione dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali. La lettera b) del medesimo articolo interviene sugli organi di governo delle ASP: si prevede che la nomina dei membri del consiglio di amministrazione non sia configurabile come un «mandato fiduciario con rappresentanza», escludendosi pertanto qualsiasi forma di controllo sui c.d.a. da parte delle pubbliche amministrazioni chiamate a nominarne i componenti.
  L'articolo 2 novella il predetto decreto legislativo n. 207 del 2001, nel senso di stabilire che non sono enti del Terzo settore le ASP derivanti dalla trasformazione di ex IPAB, e per le quali la nomina degli amministratori da parte della pubblica amministrazione si configura come mera designazione, intesa come espressione della rappresentanza della cittadinanza, e non quindi come mandato fiduciario con rappresentanza.
  L'articolo 3 della proposta di legge interviene sul codice antimafia, di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, nella parte in cui disciplina il procedimento di destinazione dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. In particolare, viene modificata la normativa vigente, nella parte in cui non prevede la possibilità, per l'ente territoriale titolare dell'immobile confiscato, di trasferirne la proprietà alle ASP di cui al capo II del titolo I del decreto legislativo n. 207 del 2001 né menziona espressamente tali aziende tra i soggetti (enti del Terzo settore, cooperative sociali, enti parco, eccetera) ai quali l'ente territoriale o la stessa Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata possono assegnare l'immobile in concessione. Tale questione è stata peraltro oggetto di appositi ordini del giorno, approvati dalla Camera dei deputati in ben due distinte occasioni, con il parere favorevole del Governo.
  L'articolo 4 del provvedimento in esame reca alcune modifiche al decreto legislativo n. 201 del 2022, che detta la disciplina generale in materia di servizi di interesse economico generale (SIEG) prestati a livello locale. In particolare, la lettera a) prevede che, limitatamente ai SIEG diversi da quelli a rete, oltre alla gestione in economia o mediante aziende speciali, è possibile anche la gestione realizzata attraverso le ASP. La lettera b) del medesimo articolo inserisce nel citato decreto legislativo una disposizione diretta a disciplinare gli accordi di cooperazione con le ASP, sulla base dell'articolo 15 della legge n. 241 del 1990.
  L'articolo 5 introduce per le ASP un'esenzione dall'IMU per i beni immobili destinati esclusivamente a compiti istituzionali.
  Infine, l'articolo 6 attribuisce al CNEL il compito di svolgere attività di monitoraggio sui livelli e sulla qualità dei servizi erogati dalle ASP, introducendo in tale ambito il modello della valutazione di impatto generazionale.

  Ilenia MALAVASI (PD-IDP) sottolinea la rilevanza della proposta di legge in esame, che interessa molte realtà operative sui territori, che svolgono attività centrali per il buon funzionamento del welfare di comunità. Ravvisa, quindi, l'esigenza di svolgere un'adeguata istruttoria ritenendo opportuno, ad esempio, acquisire la posizione dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) sul provvedimento.

  Ugo CAPPELLACCI, presidente, nel ricordare che l'avvio dell'esame della proposta di legge in esame è stato da lui stesso voluto, sulla base di una valutazione del carattere meritorio del tema che essa propone di disciplinare, rileva come spetta alla Pag. 185Commissione organizzare la fase istruttoria, anche prevedendo un breve ciclo di audizioni, per poi procedere speditamente e con maggiore consapevolezza.

  Luciano CIOCCHETTI (FDI) ringrazia la presidenza per aver messo all'ordine del giorno della Commissione un tema assolutamente centrale. Fa presente che, come è stato anche indicato nella relazione introduttiva, l'organizzazione delle ASP a livello territoriale è materia demandata alla legislazione regionale; al riguardo, riferisce di alcune ASP, nel Lazio, che riescono a organizzare i servizi essenziali attraverso una gestione oculata del proprio patrimonio, non necessitando di ulteriori investimenti.
  Concorda, in linea di massima, con la proposta della collega Malavasi circa un'audizione dell'ANCI, ritenendo che sia altrettanto importante audire la Commissione politiche sociali della Conferenza delle regioni e delle province autonome, che potrà fornire interessanti informazioni, ad esempio in merito alla difformità di imposizione fiscale delle ASP nelle varie regioni.

  Ilenia MALAVASI (PD-IDP), concordando con il collega Ciocchetti, fornisce l'esempio dell'Emilia-Romagna, dove la competenza a organizzare la quasi totalità delle ASP è stata demandata ai comuni, ai quali viene perciò richiesta una contribuzione importante.
  Ribadisce, pertanto, la propria richiesta di organizzare un breve ciclo di audizioni, proprio al fine di avere contezza della situazione globale sul territorio nazionale.

  Ugo CAPPELLACCI, presidente, condivide la necessità che le audizioni siano riferite a pochi soggetti selezionati, suggerendo fin da ora che sarebbe opportuno convocare in audizione il CNEL, che ha svolto un'istruttoria senz'altro completa per addivenire alla stesura della proposta di legge in esame.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.40.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 22 ottobre 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.40 alle 14.45.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

  Mercoledì 22 ottobre 2025. — Presidenza presidente Ugo CAPPELLACCI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Marcello Gemmato.

  La seduta comincia alle 14.45.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Ugo CAPPELLACCI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

5-04560 Malavasi: Sulle carenze di risorse strutturali e finanziarie relative ai consultori familiari.

  Ilenia MALAVASI (PD-IDP) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Marcello GEMMATO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

  Ilenia MALAVASI (PD-IDP), ringraziando il sottosegretario per i dettagli forniti, si rammarica tuttavia del tono della risposta «sulla difensiva», dal momento che l'interrogazione non conteneva accuse specifiche all'attuale Governo, limitandosi semmai a una descrizione obiettiva dei dati forniti dallo stesso Ministero della salute, che evidenziano delle difficoltà sistematiche.
  Ricordando che i consultori hanno da sempre rappresentato uno snodo imprescindibile del sistema pubblico di welfare, sottolinea come sia importante adattare i loro compiti alle nuove strutture previste nelle Case di comunità.Pag. 186
  Ritiene, per tali ragioni, che non sia sufficiente che il Governo affermi di aver messo a disposizione risorse economiche, del cui utilizzo sarebbero poi responsabili le sole regioni, sottolineando che le regioni inadempienti sono governate da partiti tanto di maggioranza quanto di opposizione. Reputa che sia, invece, essenziale comprendere i motivi delle scelte che hanno condotto a un'effettiva perdita di servizi per i cittadini: fa riferimento, in particolare, alla Campania e alla Lombardia, dove il dato di una struttura ogni cinquantamila abitanti rappresenta una diffusione di meno della metà dei consultori previsti dalla normativa vigente.
  Sottolinea che occorre attivare un monitoraggio stringente sull'organizzazione dei servizi a livello regionale, anticipando che a tempo debito sarà necessario avviare una riflessione sulla distribuzione territoriale delle risorse attualmente previste dal disegno di legge di bilancio di imminente pubblicazione.

5-04561 Zanella: Iniziative per garantire un adeguato approvvigionamento dei farmaci equivalenti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.

  Luana ZANELLA (AVS) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Marcello GEMMATO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), precisando che il dato in essa riportato, secondo il quale vi sarebbe una indisponibilità del 97 per cento dei farmaci in Italia, è oltremodo fuorviante: potrebbe trattarsi, al più, dell'esperienza del 97 per cento dei professionisti sanitari i quali, almeno una volta nella propria carriera, si sono trovati nella situazione di dover fare ricorso a farmaci equivalenti, ma si tratta di un concetto ben diverso.
  Pur nella convinzione dell'assoluta buona fede dell'onorevole interrogante, sottolinea pertanto l'importanza di porre quesiti in modo tale da non offrire una rappresentazione errata della situazione farmaceutica in Italia, da sempre e tuttora assolutamente sotto controllo.

  Luana ZANELLA (AVS) prende atto della notizia relativa all'istituzione di un tavolo ministeriale, dei cui lavori non è tuttavia a conoscenza. Ammette che il dato fornito, che in ogni caso è tratto da uno studio ufficiale di SIFO-AIFA, potrebbe essere interpretato nel senso indicato dal sottosegretario.
  Ritiene però che, anche a seguito di tale precisazione, permanga il problema alla base dell'interrogazione, cioè la carenza di farmaci equivalenti sul territorio nazionale.
  Segnala che si tratta di un problema strutturale, legato alla circostanza che il mercato del farmaco si sviluppa su base internazionale, per cui risente degli attuali squilibri geopolitici, nonché della dipendenza strategica dalle grandi potenze mondiali: per tali ragioni, a suo avviso, il Ministero della salute dovrebbe lavorare di concerto con quello delle imprese e del made in Italy sul doppio binario dell'autonomizzazione progressiva dell'Italia nella produzione di tali farmaci e del controllo dell'import dai mercati esteri, aspetto che andrebbe coordinato a livello di Unione europea.

5-04562 Marianna Ricciardi: Iniziative del Ministero della salute in materia di produzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope a scopo terapeutico.

  Marianna RICCIARDI (M5S) illustra l'interrogazione in titolo.

  Il sottosegretario Marcello GEMMATO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

  Marianna RICCIARDI (M5S) ringrazia il sottosegretario per la risposta fornita e accoglie con favore il confronto avviato tra il Ministero, gli enti locali e le realtà produttive interessate. Aggiunge che il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti sarebbe ugualmente importante: esse possono fornire importanti informazioni circa l'effettiva accessibilità ai trattamenti e il carattere disomogeneo della rimborsabilità delle cure, le quali arrivano a costare Pag. 187fino a duemila euro al mese in alcune regioni, a detrimento del diritto alla salute dei cittadini.
  In conclusione, facendo presente che solleciterà nuovamente il Governo sul tema, invita a lavorare con spirito collaborativo, mettendo da parte le questioni ideologiche che spesso inficiano le riflessioni sulle terapie a base di cannabis.

  Ugo CAPPELLACCI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

  La seduta termina alle 15.20.