ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 29 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Ugo CAPPELLACCI. – Intervengono il sottosegretario di Stato per la salute Marcello Gemmato e la Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella.
La seduta comincia alle 14.05.
Schema di decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26, in attuazione della direttiva (UE) 2024/1262, che modifica la direttiva 2010/63/UE per quanto riguarda i requisiti per gli stabilimenti e per la cura e la sistemazione degli animali e per quanto riguarda i metodi di soppressione degli animali.
Atto n. 301.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 15 ottobre 2025.
Ugo CAPPELLACCI, presidente, avverte che sullo schema in esame è stato trasmesso il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, reso in data 23 ottobre 2025. Pertanto, la Commissione è nelle condizioni di procedere all'espressione del prescritto parere.
Carlo MACCARI (FDI), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
Schema di decreto ministeriale concernente il riparto del Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza a favore delle città riservatarie per l'anno 2025.
Atto n. 329.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 28 ottobre 2025.
Imma VIETRI (FDI), relatrice, sulla base delle argomentazioni esposte nella seduta di ieri, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).
Carmen DI LAURO (M5S) ritiene che l'importanza dell'atto richieda una riflessione approfondita su varie criticità che esso solleva. Stigmatizza, in primo luogo, la progressiva e continua riduzione del finanziamento del Fondo, passato dai 29 milioni di euro per l'anno 2023 agli attuali 25 milioni circa, nonostante un contesto caratterizzato da povertà minorile e dispersione scolastica crescenti. Segnala, a tale proposito, che anche l'Associazione nazionale dei comuni italiani ha chiesto esplicitamente, nel parere reso lo scorso 2 ottobre, che si potesse arrivare a una dotazione almeno equivalente a quella che era stata prevista per l'anno 2024.
Ritiene che sia altresì problematica la scelta di non mutare i criteri di riparto del Fondo, a fronte dei profondi cambiamenti che hanno interessato il Paese nel periodo post-pandemico.
Segnala, infine, il pesante squilibrio tra le dotazioni per i consultori familiari e quelle destinate ai centri per la famiglia: si prevede, infatti, che queste ultime ammontino al 10 per cento delle risorse complessive allocate ai comuni. Precisando che nessun gruppo di opposizione mette in discussione il valore dei centri per la famiglia nel tessuto sociale del Paese, rileva tuttavia il concreto rischio di svilire l'importantissima funzione sociale e, soprattutto, multidisciplinare svolta dai consultori familiari attivi sui territori, ricordando come la famiglia non possa essere concepita come l'unica cellula del welfare pubblico, ma debba essere inserita in una rete.
Per le ragioni illustrate, annuncia l'astensione del gruppo Movimento 5 Stelle sulla proposta di parere della relatrice.
Ilenia MALAVASI (PD-IDP) chiede alla Ministra Roccella di esplicitare la ratio alla Pag. 179base della riduzione di un Fondo che ritiene prezioso: se sia sorretta da una motivazione tecnica, data da eventuali risorse residue, oppure se trovi fondamento in una precisa scelta politica del Governo e se vi sia, nel caso, un bilanciamento con altre misure aventi analoga finalità.
Ritiene che sia di difficile comprensione la ragione dei tagli degli ultimi anni alle risorse destinate alla tutela dell'infanzia e dei minori, settori nei quali i comuni segnalano da tempo di essere in grande difficoltà.
La Ministra Eugenia ROCCELLA ringrazia tutti i gruppi per l'attenzione prestata verso un provvedimento assai importante e atteso, soprattutto dai comuni.
Rileva innanzitutto che, nonostante la battaglia del Governo in carica contro il dramma della denatalità, il calo demografico è in atto e sarà, purtroppo, inevitabile anche per i prossimi anni, a causa della disattenzione mostrata dai Governi precedenti. Fa presente che i cambiamenti demografici in corso determinano una drastica diminuzione di donne in età fertile, come risulta dalla comparazione del dato relativo al 1995, anno in cui si registravano 500.000 nascite, con quello odierno di sole 300.000 nascite. Tali considerazioni motivano una proporzionale riduzione del finanziamento del Fondo, che è dunque commisurato alla situazione demografica del Paese.
Precisa poi che l'adeguatezza del finanziamento del Fondo, come correttamente rilevato anche dall'onorevole Malavasi, deve essere valutata nell'ambito di un insieme di misure, progetti e azioni portate avanti con gli enti locali, soprattutto in materia di povertà infantile, quale ad esempio la child guarantee.
Per quanto concerne il presunto squilibrio tra centri per la famiglia e consultori familiari, fa notare che questi ultimi non sono specificatamente rivolti alla tutela dei minori, trattandosi di presìdi sociosanitari a vocazione generalista; il Governo ha inteso, quindi, valorizzare e sostenere l'unico organismo esistente oggi in Italia a sostegno della famiglia.
Precisa che il compito di decidere sulle competenze e sui servizi offerti dai centri per la famiglia spetta alle regioni, ragione per cui i centri presentano carattere disomogeneo sul territorio nazionale. Ricorda che il Governo ha destinato per la prima volta 100 milioni di euro per la realizzazione di nuovi centri e per il sostegno di quelli già esistenti, precisando che non vi è alcuna volontà di imporre alle realtà locali una visione centralista. Piuttosto, nel rispetto del principio di sussidiarietà, il Governo intende assicurare un minimo di omogeneità dei servizi offerti.
Sottolinea infine che, se di squilibrio si vuole parlare, esso è senza dubbio a favore dei consultori, già ben collaudati e distribuiti in maniera omogenea, mentre per la prima volta si stanno mettendo in campo specifiche misure concrete per la famiglia.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
La seduta termina alle 14.25.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 29 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Ugo CAPPELLACCI.
La seduta comincia alle 14.25.
DL 146/2025: Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio.
C. 2643 Governo.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 22 ottobre 2025.
Francesco Maria Salvatore CIANCITTO (FDI), relatore, richiamando le principali considerazioni svolte nella seduta precedente, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).
Pag. 180Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico.
C. 2423 Governo.
(Parere alla VII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 ottobre 2025.
Luciano CIOCCHETTI (FDI), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 4).
Andrea QUARTINI (M5S) ritiene che il disegno di legge in esame presenti profili decisamente critici, non comprendendo il motivo, in un Paese civile, della richiesta di espressione del consenso genitoriale rispetto all'insegnamento di fatti meramente biologici, supportati dalla scienza.
Ribadisce la posizione più volte espressa dal proprio gruppo a sostegno dell'educazione scolastica all'affettività e alla sessualità sin dall'infanzia, unico modo per prevenire la violenza di genere e la discriminazione, nonché per insegnare ad accogliere con dignità tutte le manifestazioni della sessualità. Chiede, pertanto, se in futuro si arriverà a chiedere il consenso per l'insegnamento della mitosi o della meiosi cellulare, ricordando che la Commissione Affari sociali dovrebbe mettere sempre la scienza al centro delle proprie riflessioni e dei propri lavori.
Fa riferimento, quindi, alla drammatica esplosione delle malattie a trasmissione sessuale nell'ultimo periodo, soprattutto tra i giovani di età compresa fra 15 e 30 anni, che dovrebbe costituire la principale preoccupazione del Governo in materia.
Per tali ragioni, annuncia il voto convintamente contrario del gruppo Movimento 5 Stelle sulla proposta di parere.
Ilenia MALAVASI (PD-IDP) fa presente che, se già il testo nella sua formulazione originaria si presentava estremamente critico, a seguito dell'esame presso la Commissione Cultura esso ne esce addirittura peggiorato.
Sottolinea, in particolare, che vi è una differenza netta tra la richiesta di consenso informato rispetto a un progetto educativo scolastico nel suo complesso, già prevista dall'ordinamento, e quanto si introduce nel disegno di legge in esame, cioè la messa a disposizione dei genitori dei materiali didattici, per opportuna presa visione ai fini dell'espressione del consenso. Ritiene che questo ingeneri una grande confusione e un pericoloso fraintendimento sul ruolo della scuola, nonché dubbi ingiustificati sulla competenza di professori e professionisti esterni, comunque autorizzati dal collegio dei docenti. Chiede a quale titolo possa un genitore entrare nel merito del materiale didattico, e come tale previsione si concili con il rispetto dell'autonomia dell'insegnamento. Sottolinea che si rischia di creare un pericoloso precedente.
Aggiunge che l'inserimento, durante l'esame presso la Commissione Cultura, del comma 5 dell'articolo 1, che ne estende l'ambito di applicazione alla scuola secondaria di primo grado, determina un ulteriore notevole peggioramento del testo, poiché consegna di fatto l'educazione sessuale dei ragazzi all'aleatorietà di Internet e dei social media, dove le informazioni reperibili sono incontrollate e quindi di non sicuro affidamento, se non semplicemente false.
Fa presente che l'età del primo rapporto sessuale, sempre più precoce, è proprio quella delle scuole medie, e che non tutti i ragazzi hanno alle spalle famiglie che li possano supportare.
Reputa, pertanto, che il provvedimento in esame sia non attuale e che esso allontani i ragazzi dall'educazione rispetto a temi di primaria importanza.
Per tali ragioni, annuncia il voto contrario del gruppo Partito Democratico sulla proposta di parere.
Marianna RICCIARDI (M5S) segnala un dato, pubblicato sul sito dell'Istituto superiorePag. 181 di sanità, secondo il quale più della metà delle nuove diagnosi di HIV in Italia riguarda giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, a testimonianza del fallimento dell'educazione alla sessualità in famiglia; dovrebbe essere, quindi, la scuola a prendersene carico, anche ricorrendo a professionisti preparati.
Segnala che molte malattie sessualmente trasmissibili causano infertilità, facendo l'esempio della gonorrea, per cui un Governo realmente attento ai problemi di denatalità dovrebbe semmai incentivare l'educazione dei giovani in materia sessuale.
Rileva che la richiesta di consenso espresso determinerà soltanto la resistenza di alcune famiglie per meri motivi ideologici, e abbandonerà i giovani alle carenti informazioni reperibili su Internet.
Maddalena MORGANTE (FDI) ringrazia il Governo per il coraggio dimostrato nel portare avanti un provvedimento di buon senso, che consente un chiarimento definitivo su chi abbia il primato educativo sui figli. Rappresenta la posizione del suo gruppo, per cui tale primato spetta ai genitori; le scuole, insieme ai mondi dello sport, del volontariato, rappresentano momenti educativi fondamentali che, tuttavia, non possono sostituirsi alla famiglia.
Sottolinea come l'obiettivo del provvedimento in esame sia quello di informare i genitori sulle tematiche che esulano dalla stretta competenza educativa della scuola.
Segnala, in particolare, che le conoscenze scientifiche relative alla sessualità, alle quali fa impropriamente riferimento l'onorevole Quartini, sono già oggi parte integrante dei programmi scolastici, e che il disegno di legge si riferisce unicamente a temi che rischiano di essere trattati in maniera ideologica e rispetto ai quali solo i genitori possono avere contezza delle esigenze dei figli.
Andrea QUARTINI (M5S) interviene per precisare che, come insegna l'epigenetica, la maggior parte delle informazioni che si acquisiscono in età adolescenziale non proviene dalla famiglia – che pure contribuisce senza dubbio alla strutturazione dei valori dell'individuo – ma da quelle che la scienza chiama «figure di riferimento» o «gruppi dei pari».
Invita, pertanto, i colleghi della maggioranza a riflettere sul fatto che la scuola rappresenta un luogo neutrale dove queste informazioni possono essere veicolate in modo onesto e scevro dalle fake news che circolano in rete, in maniera indubbiamente più efficace rispetto alla «famiglia del Mulino Bianco» cui l'onorevole Morgante fa riferimento, che esiste solo nella fantasia della maggioranza e del Governo, fermi dinanzi all'evoluzione del mondo esterno.
Luana ZANELLA (AVS), concordando con quanto già affermato dai colleghi dell'opposizione, segnala che spesso si sopravvaluta il grado di conoscenza reale che la famiglia ha dei ragazzi, specialmente in ambito sessuale, dove l'educazione è importante già dalla primissima età e non può essere lasciata al caso.
Invita, pertanto, a mettere da parte l'ideologia e a concentrarsi, nel concreto, sul significato dell'educazione sessuale come materia da inserire nei programmi scolastici, interessandosi alla questione cruciale di chi forma i formatori. Aggiunge che la già grande complessità del problema è ampliata in contesti socialmente eterogenei, facendo l'esempio del Veneto, dove il dieci per cento della popolazione è di origine straniera e, pertanto, la scuola può svolgere un ruolo di educazione fondamentale.
Pur riconoscendo che non esistono certezze sul tema, stigmatizza un disegno di legge che, invece di proiettare il Paese in avanti, lo fa tornare indietro.
Matteo ROSSO (FDI), con riferimento ad alcune affermazioni dell'onorevole Quartini, precisa che il mondo non si è affatto «evoluto», ma semmai è solo «cambiato», non condividendo l'assunto per cui il cambiamento dovrebbe necessariamente corrispondere a un miglioramento.
Luciano CIOCCHETTI (FDI), pur nel rispetto delle rispettive idee, invita i colleghi dell'opposizione a tornare al testo del Pag. 182disegno di legge, con cui si intende rafforzare l'alleanza tra la scuola e la famiglia, esigenza senza dubbio avvertita in modo trasversale da tutti i gruppi. In sostanza, poiché si prevede di informare le famiglie e di raccogliere il loro consenso riguardo ad attività rivolte a studenti minorenni, non comprende dove sia il problema, dal momento che, peraltro, gli studenti maggiorenni potranno esprimersi autonomamente.
Segnalando che pratiche di eguale tenore sono già in vigore per altri insegnamenti extracurricolari che non coinvolgono la sessualità, ribadisce che il disegno di legge in esame rappresenta una proposta concreta, che mira a coniugare il primato educativo della famiglia, la libertà di insegnamento dei docenti e l'autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche, tutte componenti che hanno un ruolo strategico nell'ambito del processo formativo e educativo.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 14.55.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 29 ottobre 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.55 alle 15.
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 29 ottobre 2025. — Presidenza del presidente Ugo CAPPELLACCI.
Audizione informale, in videoconferenza, di Pierluigi Russo, direttore tecnico-scientifico dell'Agenzia italiana del farmaco, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2575, recante «Disposizioni per l'appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere».
L'audizione informale è stata svolta dalle 15 alle 15.25.
Audizione informale, in videoconferenza, di Gabriele Sani, professore ordinario di Psichiatria presso l'Università cattolica del Sacro Cuore di Roma, direttore dell'UOC Psichiatria clinica e d'urgenza del Policlinico universitario Gemelli IRCCS, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2575, recante «Disposizioni per l'appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere».
L'audizione informale è stata svolta dalle 15.25 alle 15.40.