SEDE CONSULTIVA
Martedì 4 novembre 2025. — Presidenza del presidente Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Sandra Savino.
La seduta comincia alle 13.55.
DL 145/2025: Misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).
C. 2642-A Governo.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e conclusione – Parere favorevole – Parere su emendamenti).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento e dell'unica proposta emendativa ad esso riferita.
Carmen Letizia GIORGIANNI (FDI), relatrice, avverte che la Commissione è chiamata a esprimere il proprio parere all'Assemblea sul disegno di legge C. 2642-A, che dispone la conversione in legge del decreto-legge n. 145 del 2025, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), quale risultante dalle modificazioni apportate nel corso dell'esame in sede referente dalle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive.Pag. 41
Ricorda, al riguardo, che la Commissione si è già pronunziata sul testo originario del predetto decreto-legge, esprimendo, all'indirizzo delle Commissioni competenti in sede referente, un parere favorevole nella seduta dello scorso 22 ottobre.
Rammenta, inoltre, che le Commissioni Ambiente e Attività produttive hanno concluso, in data 29 ottobre 2025, l'esame in sede referente del provvedimento, apportando una sola modificazione al testo, consistente nell'inserimento, all'articolo 1, del comma 1-bis, ai sensi del quale l'ARERA, al termine del mandato dei suoi componenti nominati con decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2018, è tenuta a trasmettere alle Camere una relazione sugli atti di ordinaria amministrazione e su quelli indifferibili e urgenti adottati ai sensi del comma 1 del medesimo articolo 1, nel periodo di cui al predetto comma 1.
In proposito, rileva che la richiamata modifica introdotta al testo appare di natura essenzialmente ordinamentale e non presenta, pertanto, profili problematici dal punto di vista finanziari.
Propone, quindi, di esprimere parere favorevole sul testo all'esame dell'Assemblea.
La sottosegretaria Sandra SAVINO concorda con la proposta di parere formulata dalla relatrice.
La Commissione approva la proposta di parere formulata dalla relatrice sul testo del provvedimento.
Carmen Letizia GIORGIANNI (FDI), relatrice, avverte che l'Assemblea ha trasmesso, in data odierna, il fascicolo n. 1 degli emendamenti, contenente la sola proposta emendativa Simiani 1.2, che appare di natura essenzialmente ordinamentale e non sembra presentare, pertanto, profili problematici dal punto di vista finanziario.
Propone, pertanto, di esprimere nulla osta sull'emendamento Simiani 1.2.
La sottosegretaria Sandra SAVINO concorda con la proposta di parere da ultimo formulata dalla relatrice.
La Commissione approva la proposta di parere della relatrice riferita all'emendamento Simiani 1.2.
Ratifica ed esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate a pene privative della libertà personale tra la Repubblica italiana e lo Stato della Libia, fatto a Palermo il 29 settembre 2023.
C. 2590 Governo, approvato dal Senato.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che la Commissione è chiamata a esprimere il proprio parere sul disegno di legge in esame, già approvato dal Senato della Repubblica in data 11 settembre 2025, concernente la ratifica e l'esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate a pene privative della libertà personale tra la Repubblica italiana e lo Stato della Libia, fatto a Palermo il 29 settembre 2023.
Per quanto attiene ai profili di competenza della Commissione Bilancio, ricorda preliminarmente che la Commissione ha già esaminato il provvedimento in sede consultiva, esprimendo su di esso parere favorevole in data 21 ottobre 2025.
Nel rilevare che, in data 22 ottobre 2025, la Commissione di merito ha quindi concluso l'esame in sede referente del provvedimento senza apportare modificazioni al testo, segnala che la Commissione in questa sede è chiamata, in particolare, a valutare il disegno di legge ora all'esame dell'Assemblea alla luce delle previsioni contenute nel disegno di legge S. 1689, recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, attualmente all'esame del Senato della Repubblica, al fine di verificarne la compatibilità con il quadro finanziario ivi delineato.
In proposito, osserva che l'articolo 3, comma 1, del disegno di legge di ratifica prevede che alla copertura degli oneri derivantiPag. 42 dall'intero provvedimento, valutati in 14.162 euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provveda mediante corrispondente riduzione dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio triennale 2025-2027, di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Al riguardo, fa presente che il predetto accantonamento reca le occorrenti disponibilità anche alla luce del nuovo quadro finanziario delineato dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2026.
In particolare, segnala che, con specifico riferimento al triennio 2026-2028, la relazione illustrativa al citato disegno di legge di bilancio indica il provvedimento tra le finalizzazioni cui sono destinate le risorse dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Tutto ciò considerato, propone di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame.
La sottosegretaria Sandra SAVINO concorda con la proposta di parere.
Marco GRIMALDI (AVS) dichiara il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere.
La Commissione approva la proposta di parere.
Legge quadro in materia di interporti.
C. 703-B, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e conclusione – Parere favorevole – Parere su emendamenti).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento e delle proposte emendative ad esso riferite.
Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che la Commissione è chiamata a esprimere il proprio parere sulla proposta di legge C. 703-B, recante la legge quadro in materia di interporti, approvata dalla Camera dei deputati il 28 febbraio 2024 e successivamente approvata, con modificazioni, dal Senato della Repubblica il 9 luglio 2025.
Ricorda che su tale provvedimento la Commissione si è già pronunziata all'indirizzo della Commissione Trasporti, alla quale il provvedimento era assegnato in sede referente, nella seduta dello scorso 29 luglio, esprimendo un parere favorevole.
Rammenta, altresì, che la Commissione Trasporti ha quindi concluso, in data 31 luglio 2025, l'esame in sede referente del provvedimento, senza apportare ulteriori modificazioni al testo.
In tale quadro, segnala che la Commissione nella presente sede è chiamata, in particolare, a valutare la proposta di legge ora all'esame dell'Assemblea alla luce delle previsioni contenute nel disegno di legge S. 1689, recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, attualmente all'esame del Senato della Repubblica, al fine di verificarne la compatibilità con il quadro finanziario ivi delineato.
A tale specifico riguardo, osserva che l'articolo 7, comma 1, fa fronte a quota parte degli oneri derivanti dall'autorizzazione di spesa di cui al precedente articolo 6, comma 2, pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 392, della legge n. 234 del 2021, relativa al Fondo per la strategia di mobilità sostenibile, le cui risorse sono allocate sul capitolo 7311 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
In particolare, ricorda che l'attuale formulazione della clausola di copertura finanziaria recepisce una specifica condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, contenuta nel parere approvato nella seduta del 26 febbraio 2025 dalla Commissione Bilancio del Senato della Repubblica.
Rileva, inoltre, che nella menzionata seduta del 29 luglio scorso di questa CommissionePag. 43 il rappresentante del Governo ha chiarito che le risorse autorizzate dall'articolo 1, comma 392, della citata legge n. 234 del 2021 risultavano effettivamente disponibili per entrambe le annualità interessate e che il loro utilizzo non era in ogni caso suscettibile di pregiudicare la realizzazione di altri interventi eventualmente già programmati a valere sulle medesime risorse.
Ciò posto, segnala che, nell'ambito del disegno di legge di bilancio per l'anno 2026, in relazione al suddetto capitolo 7311 viene previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per l'anno 2026 e di 140 milioni di euro per l'anno 2027, che appare congruo rispetto agli oneri recati, per le medesime annualità, dal provvedimento in esame.
Alla luce di tale ricostruzione, fa presente che il provvedimento non sembra presentare profili problematici sul piano finanziario, ferma restando sul punto l'esigenza di acquisire una conferma da parte del Governo.
La sottosegretaria Sandra SAVINO assicura che, anche alla luce degli stanziamenti previsti dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2026, il Fondo per la strategia di mobilità sostenibile di cui all'articolo 1, comma 392, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, reca le disponibilità necessarie alla copertura finanziaria di quota parte degli oneri derivanti dall'articolo 6, comma 2, del provvedimento in esame, pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, e che l'utilizzo delle relative risorse non è suscettibile di pregiudicare la realizzazione di altri interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, in sostituzione del relatore, formula quindi la seguente proposta di parere:
«La V Commissione,
esaminata la proposta di legge C. 703-B, approvata dalla Camera dei deputati e modificata dal Senato della Repubblica, recante legge quadro in materia di interporti;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, che ha confermato che, anche alla luce degli stanziamenti previsti dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2026, il Fondo per la strategia di mobilità sostenibile di cui all'articolo 1, comma 392, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, reca le disponibilità necessarie alla copertura finanziaria di quota parte degli oneri derivanti dall'articolo 6, comma 2, del provvedimento in esame, pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, e che l'utilizzo delle relative risorse non è suscettibile di pregiudicare la realizzazione di altri interventi già programmati a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse,
esprime
PARERE FAVOREVOLE».
La sottosegretaria Sandra SAVINO concorda con la proposta di parere.
La Commissione approva la proposta di parere riferita al testo del provvedimento.
Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso, in data odierna, il fascicolo n. 1 degli emendamenti, contenente i soli emendamenti Iaria 1.2 e 1.4, entrambi volti a modificare la definizione di «soggetti gestori degli interporti».
Nel rilevare che le suddette proposte emendative non sembrano presentare profili problematici dal punto di vista finanziario, propone di esprimere sulle stesse nulla osta.
La sottosegretaria Sandra SAVINO concorda con la proposta di parere.
La Commissione approva la proposta di parere relativa agli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 1 trasmesso dall'Assemblea.
Pag. 44Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
C. 2574 Governo.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Esame e conclusione – Relazione favorevole con condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, e condizioni).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Rebecca FRASSINI (LEGA), relatrice, avverte che la Commissione è oggi chiamata a esprimersi nuovamente sul disegno di legge C. 2574, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
Al riguardo, ricorda che nella seduta del 22 ottobre 2025 la Commissione si era già pronunciata sul provvedimento deliberando di riferire favorevolmente sul complesso del disegno di legge e, per quanto riguarda i profili finanziari, deliberando di riferire favorevolmente con una condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, relativa alla formulazione della clausola di invarianza finanziaria di cui all'articolo 8, comma 5, del disegno di legge, e tre ulteriori condizioni riferite all'articolo 3, comma 4, secondo periodo, all'articolo 5, comma 3, secondo periodo, e all'articolo 8, comma 4, lettera a), del medesimo disegno di legge.
Segnala, in proposito, che la nuova pronuncia da parte della Commissione si rende necessaria, a seguito della presentazione, presso il Senato della Repubblica, del disegno di legge S. 1689, recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.
Rammenta che, per prassi consolidata, si intendono infatti revocati tutti i pareri resi dalla Commissione Bilancio anteriormente alla presentazione del disegno di legge di bilancio per l'anno finanziario successivo in relazione ai progetti di legge che comportino nuove o maggiori spese o diminuzioni di entrate in esercizi successivi a quello in corso al momento dell'espressione dei pareri, qualora l'iter presso le Commissioni di merito dei predetti provvedimenti legislativi non si sia ancora concluso.
Nell'evidenziare che tale prassi discende dall'esigenza di valutare i provvedimenti alla luce delle previsioni contenute nei nuovi documenti di bilancio, al fine di verificarne la compatibilità con questi ultimi, segnala che in data 28 ottobre 2025 il Presidente della Commissione Bilancio ha quindi comunicato al Presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea che la relazione approvata da questa Commissione Bilancio in data 22 ottobre 2025 sul testo del disegno di legge in esame deve intendersi revocata limitatamente ai profili finanziari del provvedimento.
Ai fini della nuova valutazione di competenza della Commissione, con riferimento ai profili più direttamente riferibili alla copertura finanziaria del provvedimento, fa presente in primo luogo che l'articolo 3, comma 5, prevede una riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio triennale 2025-2027, di competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy, in misura pari a 120.000 euro per l'anno 2026 e a 276.323 euro annui a decorrere dall'anno 2027, mentre l'articolo 13, comma 4, prevede la riduzione delle proiezioni del medesimo accantonamento in misura pari a 180.000 euro per l'anno 2026 e a 442.117 euro annui a decorrere dall'anno 2027.
Per altro verso, osserva che l'articolo 8, comma 4, reca una riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio triennale 2025-2027, di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, in misura pari a 222.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e a 100.000 euro annui a decorrere dall'anno 2028, nonché una riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale, relativo al bilancio triennale 2025-2027, di competenza del medesimo Ministero,Pag. 45 in misura pari a 300.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Segnala, altresì, che l'articolo 10, comma 3, prevede una riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234, in misura pari a euro 2.100.000 per l'anno 2026, a euro 5.875.000 per l'anno 2027, a euro 9.125.000 per l'anno 2028 e a euro 6.925.000 annui a decorrere dall'anno 2029. Da ultimo, ricorda che il medesimo Fondo, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, provvede alla copertura delle eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non riguardano l'attività ordinaria delle amministrazioni statali o regionali, nei soli limiti occorrenti per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'esercizio delle deleghe conferite dal provvedimento, nonché alla copertura delle minori entrate eventualmente derivanti dall'attuazione delle medesime deleghe, laddove non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni.
Tutto ciò considerato, ai fini dell'espressione della nuova valutazione alla XIV Commissione in ordine ai profili finanziari del provvedimento in esame, fa presente, in primo luogo, che gli accantonamenti dei fondi speciali di parte corrente e di conto capitale oggetto di utilizzo ai sensi degli articoli 3, comma 5, 8, comma 4, e 13, comma 4, recano le occorrenti disponibilità anche alla luce del nuovo quadro finanziario delineato dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2026.
In particolare, segnala che, con specifico riferimento al triennio 2026-2028, la relazione illustrativa al citato disegno di legge di bilancio indica il provvedimento tra le finalizzazioni cui sono destinate le risorse degli accantonamenti del fondo speciale di parte corrente di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero delle imprese e del made in Italy, nonché le risorse dell'accantonamento del fondo speciale di conto capitale di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.
A tale specifico riguardo, non ha pertanto osservazioni da formulare.
Per quanto attiene, invece, alle disponibilità del Fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234 del 2012, rappresenta che, nell'ambito del disegno di legge di bilancio 2026, il capitolo 2815 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, sul quale il medesimo Fondo è iscritto, reca uno stanziamento iniziale pari a 66.847.870 euro per l'anno 2026, a 70.391.115 euro per l'anno 2027 e a 67.648.261 euro per l'anno 2028, a fronte di previsioni assestate pari a euro 83.335.372 per l'anno 2026 ed euro 82.878.617 per l'anno 2027.
Al riguardo, nel prendere atto che anche la dotazione del Fondo per il recepimento della normativa europea prevista dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2026 appare congrua rispetto alla riduzione prevista dall'articolo 10, comma 3, del disegno di legge in esame, ritiene nondimeno necessario acquisire dal Governo una conferma in merito all'adeguatezza della dotazione risultante dal nuovo quadro finanziario per il triennio 2026-2028 a garantire la copertura degli eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti dall'attuazione delle deleghe conferite dal provvedimento, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, comma 3, del provvedimento in esame.
Ferma restando la necessità di acquisire dal Governo i chiarimenti richiesti, rileva, infine, l'esigenza di confermare, in ordine ai profili finanziari del provvedimento in esame, la condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, nonché le ulteriori condizioni già formulate nella relazione approvata nella seduta dello scorso 22 ottobre.
La sottosegretaria Sandra SAVINO conferma che, anche alla luce degli stanziamenti previsti dalla legge di bilancio per l'anno 2026, le dotazioni del Fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234 del 2012 recano le disponibilità necessarie ad assicurare la copertura finanziaria degli oneri indicati dall'articolo 10, comma 3, del Pag. 46provvedimento in esame, nonché degli eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti dall'attuazione delle deleghe conferite dal medesimo provvedimento, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, comma 3, del provvedimento in esame.
Rebecca FRASSINI (LEGA), relatrice, formula quindi la seguente proposta di relazione:
«La V Commissione,
esaminato il disegno di legge C. 2574, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025;
segnalato che, a seguito della presentazione, presso il Senato della Repubblica, del disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, si è proceduto alla revoca della relazione approvata da questa Commissione in data 22 ottobre 2025, limitatamente alle valutazioni riferite ai profili finanziari del disegno di legge in esame, al fine di verificare la compatibilità tra le disposizioni da esso recate e le previsioni contenute nei documenti di bilancio per il prossimo triennio;
rilevato che gli accantonamenti del fondo speciale di parte corrente di competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy e del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, le cui proiezioni sono utilizzate, con finalità di copertura finanziaria, rispettivamente, dagli articoli 3, comma 5, e 13, comma 4, e dall'articolo 8, comma 4, e che l'accantonamento del fondo speciale di conto capitale di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, le cui proiezioni sono utilizzate, con finalità di copertura finanziaria, dal medesimo articolo 8, comma 4, recano le necessarie disponibilità anche considerando gli stanziamenti previsti dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2026;
segnalato, a tale riguardo, che la relazione illustrativa al citato disegno di legge di bilancio per l'anno 2026 indica il provvedimento in esame tra le finalizzazioni cui sono destinate le risorse degli accantonamenti del fondo speciale di parte corrente di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero delle imprese e del made in Italy, nonché le risorse dell'accantonamento del fondo speciale di conto capitale di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica;
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, che ha confermato che, anche alla luce degli stanziamenti previsti dalla legge di bilancio per l'anno 2026, le dotazioni del Fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234 del 2012 recano le disponibilità necessarie ad assicurare la copertura finanziaria degli oneri indicati dall'articolo 10, comma 3, del provvedimento in esame, nonché degli eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti dall'attuazione delle deleghe conferite dal medesimo provvedimento, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, comma 3, del provvedimento in esame;
rilevata l'esigenza di confermare le valutazioni già espresse, con riferimento ai profili finanziari del provvedimento, nella relazione approvata il 22 ottobre 2025,
delibera di riferire favorevolmente
con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione:
All'articolo 8, comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Le amministrazioni interessate provvedono all'adempimento dei compiti derivanti dall'esercizio della delega di cui al presente articolo con Pag. 47le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
e con le seguenti condizioni:
All'articolo 3, comma 4, secondo periodo, sostituire le parole: L'amministrazione interessata provvede con le seguenti: Le amministrazioni interessate provvedono;
All'articolo 5, comma 3, secondo periodo, sostituire le parole: Le autorità con le seguenti: Le amministrazioni;
All'articolo 8, comma 4, lettera a), sostituire le parole: per ciascuno degli anni 2026 e 2027, nonché a euro 100.000 annui a decorrere dall'anno 2028 con le seguenti: annui a decorrere dall'anno 2026.».
La sottosegretaria Sandra SAVINO concorda con la proposta di relazione.
La Commissione approva la proposta di relazione formulata dalla relatrice. Delibera, altresì di nominare, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 2, del Regolamento, la deputata Rebecca Frassini quale relatrice sul provvedimento presso la XIV Commissione.
La seduta termina alle 14.05.
ESAME, AI SENSI DELL'ARTICOLO 123-BIS, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO
Martedì 4 novembre 2025. — Presidenza del presidente Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze Sandra Savino.
La seduta comincia alle 14.05.
Parere al Presidente della Camera per la verifica del contenuto proprio del disegno di legge recante Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
C. 2628 Governo.
(Esame per la verifica del contenuto proprio del disegno di legge e conclusione).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Giuseppe Tommaso Vincenzo MANGIALAVORI, presidente, avverte che la Commissione Bilancio è chiamata a esprimere il proprio parere al Presidente della Camera, ai sensi dell'articolo 123-bis, comma 1, del Regolamento, sul disegno di legge C. 2628, recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
Al riguardo, ricorda preliminarmente che detto parere ha la finalità di accertare che i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica non rechino disposizioni estranee al loro oggetto, così come definito dalla legislazione vigente in materia di bilancio e di contabilità dello Stato, nonché dalle risoluzioni di approvazione dei documenti di programmazione economica e finanziaria e dei relativi aggiornamenti.
In proposito, fa presente che l'articolo 10, comma 6, della legge n. 196 del 2009 in materia di contabilità e finanza pubblica dispone che in allegato al Documento di economia e finanza sono indicati i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, ciascuno dei quali reca disposizioni omogenee per materia, tenendo conto delle competenze delle amministrazioni, e concorre al raggiungimento degli obiettivi programmatici fissati dal medesimo Documento, con esclusione di quelli relativi alla fissazione dei saldi, nonché all'attuazione del Programma nazionale di riforma, anche attraverso interventi di carattere ordinamentale, organizzatorio ovvero di rilancio e sviluppo dell'economia.
Ricorda, inoltre, che, ai sensi dell'articolo 10-bis, comma 7, della medesima legge, eventuali disegni di legge collegati che presentino i medesimi requisiti possono essere indicati anche in allegato alla Nota di aggiornamentoPag. 48 del Documento di economia e finanza.
In proposito, osserva che, a seguito della riforma della governance economica dell'Unione europea, nelle more della revisione della legge di contabilità e finanza pubblica, i provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica sono stati indicati, in sede di prima applicazione, dapprima nell'ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, che ha assorbito sostanzialmente i contenuti e le finalità della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2024, e, poi, nel Documento di finanza pubblica 2025.
Chiarisce, altresì, che l'elenco dei provvedimenti collegati è stato aggiornato dal Documento programmatico di finanza pubblica 2025, presentato in luogo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2025, in linea con quanto indicato, con riferimento ai contenuti del predetto documento, dalla risoluzione n. 7-00329, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati il 18 settembre 2025, e dalla identica risoluzione n. 7-00028, approvata dalla Commissione Bilancio del Senato della Repubblica il 17 settembre 2025 e successivamente approvata dall'Assemblea dell'altro ramo del Parlamento il 24 settembre scorso.
Ciò posto, fa presente che il Documento programmatico di finanza pubblica 2025 (Doc. CCXLIV, n. 1), approvato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica in data 9 ottobre 2025, rispettivamente, con le risoluzioni 6-00205 e 6-00178, indica, tra i provvedimenti collegati alla manovra di bilancio, il disegno di legge recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
Tanto premesso, segnala che il disegno di legge in esame si compone di tre articoli, che disciplinano la delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
Rileva, in particolare, che l'articolo 1 conferisce al Governo una delega legislativa al fine di procedere alla riforma dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile, indicandone le finalità e fissando i termini e la procedura per l'esercizio della medesima delega, mentre l'articolo 2 fissa i princìpi e i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi nell'esercizio della delega conferita dal disegno di legge. Osserva che l'articolo 3 reca, infine, una clausola di invarianza finanziaria relativa all'attuazione della medesima delega.
Per quanto attiene alla connessione del provvedimento con gli obiettivi della programmazione economica e finanziaria, segnala che, da quanto si evince dall'analisi tecnico-normativa e dall'analisi di impatto allegate al disegno di legge in esame, l'obiettivo sotteso al riordino e alla semplificazione della disciplina vigente in materia è la valorizzazione del ruolo e della funzione delle predette professionalità alla luce dei nuovi contesti sociali ed economici e delle nuove esigenze del mercato delle professioni, anche al fine di meglio rispondere alle mutate esigenze del mercato professionale, alle trasformazioni del sistema economico nel suo complesso e alla crescente sofisticazione dei meccanismi economico-finanziari e delle strutture imprenditoriali.
Alla luce di questa ricostruzione, osserva che il disegno di legge, che presenta carattere omogeneo e si compone di norme essenzialmente riconducibili ad ambiti materiali di competenza del Ministero della giustizia, reca disposizioni che rientrano negli ambiti materiali indicati dal Documento programmatico di finanza pubblica 2025, non rilevandosi la presenza di disposizioni estranee al suo oggetto, così come definito dalla legislazione vigente in materia di bilancio e di contabilità dello Stato.
Formula, pertanto, la seguente proposta di parere:
«La V Commissione,
esaminato, ai sensi dell'articolo 123-bis, comma 1, del Regolamento, il disegno di legge C. 2628, recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile;
Pag. 49premesso che:
l'articolo 10, comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dispone che in allegato al Documento di economia e finanza sono indicati i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, ciascuno dei quali reca disposizioni omogenee per materia, tenendo conto delle competenze delle amministrazioni, e concorre al raggiungimento degli obiettivi programmatici fissati dal medesimo Documento, con esclusione di quelli relativi alla fissazione dei saldi, nonché all'attuazione del Programma nazionale di riforma, anche attraverso interventi di carattere ordinamentale, organizzatorio ovvero di rilancio e sviluppo dell'economia;
ai sensi dell'articolo 10-bis, comma 7, della medesima legge n. 196 del 2009, eventuali disegni di legge collegati che presentino i medesimi requisiti possono essere indicati anche in allegato alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza;
nelle more della riforma delle procedure di programmazione economica e finanziaria e di bilancio a seguito dell'entrata in vigore della nuova disciplina della governance economica dell'Unione europea, l'elenco dei provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica è stato, da ultimo, aggiornato dal Documento programmatico di finanza pubblica 2025, presentato in luogo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2025, in linea con quanto indicato, con riferimento ai contenuti del predetto documento, dalla risoluzione n. 7-00329, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati il 18 settembre 2025, e dalla identica risoluzione n. 7-00028, approvata dalla Commissione Bilancio del Senato della Repubblica il 17 settembre 2025 e successivamente approvata dall'Assemblea dell'altro ramo del Parlamento il 24 settembre scorso;
il Documento programmatico di finanza pubblica 2025 (Doc. CCXLIV, n. 1), approvato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica in data 9 ottobre 2025, rispettivamente, con le risoluzioni 6-00205 e 6-00178, indica, tra i provvedimenti collegati alla decisione di bilancio, un disegno di legge recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'Ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile;
considerato che:
il disegno di legge, che si compone di tre articoli, conferisce una delega legislativa al Governo finalizzata al riordino e alla semplificazione della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile, al fine di valorizzare il ruolo e la funzione delle predette professionalità alla luce dei nuovi contesti sociali ed economici e delle nuove esigenze del mercato delle professioni;
il disegno di legge reca disposizioni omogenee per materia, riconducibili essenzialmente ad ambiti di competenza del Ministero della giustizia,
RITIENE
che il contenuto del disegno di legge C. 2628, recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile:
a) sia riconducibile alle materie indicate nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025, che individua tra i provvedimenti collegati un disegno di legge recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'Ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile;
b) non rechi disposizioni estranee al suo oggetto, così come definito dalla legislazione vigente in materia di bilancio e di contabilità dello Stato».
Gianmauro DELL'OLIO (M5S), nel preannunziare il proprio voto contrario sulla Pag. 50proposta di parere formulata dal presidente Mangialavori, osserva che il disegno di legge, per quanto formalmente dichiarato collegato alla prossima manovra di finanza pubblica in base a quanto indicato nell'ambito del richiamato Documento programmatico di finanza pubblica 2025, non rispetti, nei suoi contenuti, i requisiti prescritti sul piano sostanziale ai fini della predetta qualificazione, essendo del tutto evidente l'assenza di qualsivoglia impatto finanziario riconducibile alle disposizioni in esso contenute.
Tanto premesso, considera peraltro assai impropria l'intenzione di realizzare un intervento di riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile attraverso lo strumento normativo della delega al Governo, giacché a suo avviso su tale delicata materia dovrebbero essere le Camere ad assumere un'iniziativa legislativa, sulla base di un ampio e approfondito confronto tra le diverse forze politiche.
La Commissione approva la proposta di parere.
La seduta termina alle 14.10.