SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 5 novembre 2025. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.
La seduta comincia alle 14.30.
Disposizioni per il rilancio dell'economia nei territori delle regioni Marche e Umbria.
C. 2668 Governo, approvato dalla 5ª Commissione permanente del Senato.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Antonio GIORDANO (FDI), relatore, segnala anzitutto che il provvedimento si compone di quattro articoli, di cui espone sinteticamente il contenuto soffermandosi, in particolare, sulle disposizioni di interesse per la Commissione Finanze.
L'articolo 1 estende la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES unica, introdotta dal decreto-legge n. 124 del 2023, all'intero territorio delle regioni Marche e Umbria, a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, al fine di favorire lo sviluppo di nuovi investimenti in tali territori, che rientrano nelle Pag. 69regioni in transizione. L'articolo provvede quindi ad integrare la disciplina della ZES unica per estendere al territorio delle regioni Marche e Umbria i compiti e le attività della Struttura di missione ZES, del Portale web della ZES unica e dello Sportello unico digitale ZES – S.U.D. nonché di ricomprendere nella Cabina di regia della ZES i Presidenti delle due regioni.
Ricorda che la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES unica è stata istituita dal citato decreto-legge n. 124 del 2023 a partire dal 1° gennaio 2024, per favorire e sostenere lo sviluppo economico e la crescita nelle regioni del Sud attraverso la semplificazione amministrativa (autorizzazione unica) e l'agevolazione degli investimenti (credito d'imposta). La ZES unica ricomprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L'organizzazione della ZES è demandata a una Cabina di regia ZES, con compiti di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio, e alla Struttura di missione per la ZES presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. All'interno della ZES l'esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte sia delle aziende già operative nei relativi territori sia di quelle che vi si insedieranno, può beneficiare di speciali condizioni, sia in termini di semplificazioni di tipo procedimentale (riduzione dei termini procedimentali e rilascio di un'autorizzazione unica, sostitutiva di tutti i titoli abilitativi e autorizzatori necessari per l'avvio di attività economiche o l'insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all'interno della ZES unica), sia in termini di agevolazioni di tipo finanziario in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo dell'impresa. In particolare, le imprese che acquisiscono beni strumentali destinati alle strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella ZES unica possono infatti beneficiare di un credito di imposta, con percentuali differenziate per i diversi territori, spettante per gli investimenti sostenuti.
L'articolo 2, modificato dal Senato, dispone l'aggiornamento del Piano strategico della ZES unica per individuare i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo delle regioni Marche ed Umbria e le relative modalità di attuazione del Piano strategico.
Il menzionato Piano ha durata triennale e definisce, anche in coerenza con il PNRR e con le programmazioni nazionali e regionali dei fondi strutturali europei nonché, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, la politica di sviluppo della ZES Unica, individuando, anche in modo differenziato per le regioni che ne fanno parte, i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo della ZES unica, compresi quelli destinati a favorire la riconversione industriale finalizzata alla transizione energetica, e le modalità di attuazione. Una specifica sezione del Piano è dedicata agli investimenti e agli interventi prioritari necessari a rimuovere gli svantaggi dell'insularità, nelle regioni Sicilia e Sardegna. Esso è stato approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 ottobre 2024.
Evidenzia che di specifico interesse per la Commissione Finanze è l'articolo 3 del provvedimento, che riconosce il credito d'imposta per gli investimenti nelle zone logistiche semplificate (ZLS) anche per gli investimenti in determinati beni strumentali, sostenuti nel periodo dal 1° gennaio 2025 al 15 novembre 2025 nelle zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale presenti nelle regioni Marche ed Umbria.
Più in particolare, le norme in esame estendono la disciplina (contenuta nel decreto-legge n. 202 del 2024) sul credito d'imposta per gli investimenti nelle zone logistiche semplificate (ZLS) agli investimenti relativi all'acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio, nonché all'acquisto di terreni e all'acquisizione, alla realizzazione ovvero all'ampliamento di immobili strumentali agli investimenti realizzati, nel periodo dal 1° gennaio 2025 al 15 novembre 2025, nelle zone delle regioni Marche ed Umbria ammissibili agli Pag. 70aiuti a finalità regionale previsti dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Ai fini della fruizione della predetta agevolazione, deve essere presentata comunicazione dell'ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2025 fino al 15 novembre 2025.
Viene quindi incrementato da 80 a 110 milioni di euro il relativo limite di spesa. Quanto alla copertura finanziaria delle norme in esame, per effetto delle modifiche apportate al Senato, agli oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa – di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104 – relativa al credito di imposta per investimenti in progetti di ricerca e sviluppo nel settore dei semiconduttori.
L'articolo 4 del provvedimento dispone che esso entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Formula dunque una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato 1).
Claudio Michele STEFANAZZI (PD-IDP) preannuncia l'astensione del suo gruppo dal voto sul provvedimento, che a suo parere sembra rispondere principalmente a esigenze propagandistiche ed elettorali.
Ritiene anzitutto che il disegno di legge in esame abbia le stesse criticità del corpus normativo che ha istituito e disciplinato la ZES Unica del Mezzogiorno, voluta dal Governo e, in particolare, dal ministro Fitto.
Evidenzia anzitutto come l'unico tema realmente affrontato dal provvedimento sia la semplificazione dei procedimenti amministrativi; pur rappresentando un'opportunità in un Paese nel quale la troppa burocrazia ostacola lo sviluppo delle imprese, ritiene che le norme di semplificazione dovrebbero essere accompagnate da concreti interventi di sviluppo industriale, che in questo caso mancano. Né il provvedimento in esame sembra stanziare risorse sufficienti ad avviare interventi efficaci per i territori interessati dall'allargamento della ZES.
Rileva poi che le norme proposte dispongono l'estensione della ZES a regioni interessate da una profonda crisi delle aree interne. Al riguardo, ritiene che il Governo non stia prestando la necessaria attenzione a tale crisi, limitandosi a prendere atto dell'ineluttabilità del calo demografico e dello spopolamento imprenditoriale.
Conclude ricordando che, pur registrandosi nelle zone del Mezzogiorno un incremento delle autorizzazioni per l'esercizio di attività di impresa, in gran parte dei casi tale incremento riguarda le attività di ristorazione o di somministrazione di bevande e alimenti; l'aumento delle autorizzazioni non riguarda, quindi, iniziative imprenditoriali realmente capaci di incidere sul tessuto economico delle zone interessate dalla ZES unica.
Enrica ALIFANO (M5S), nel preannunciare a sua volta l'astensione dal voto del suo gruppo parlamentare, evidenzia come l'estensione territoriale della ZES Unica rappresenti, in realtà, una contraddizione in termini, dal momento che la ZES nasce per fornire sostegno a territori limitati, rilevando che l'eccessivo allargamento rischia di causare la polverizzazione delle risorse stanziate. Inoltre, a suo parere, tali risorse rischiano di arrivare ai territori in cui vi è già una più alta concentrazione delle attività di impresa e una maggiore efficienza nelle comunicazioni, così tralasciando le aree che più necessitano di sviluppo economico, quali le aree interne già menzionate dal collega Stefanazzi.
Ritiene che il provvedimento in esame, oltre a rispondere principalmente a finalità elettorali, si limiti a creare strutture burocratiche nuove, destinate a incidere scarsamente sul tessuto economico dell'Umbria e delle Marche, mediante interventi occasionali e di portata limitata.
Evidenzia infine come, sin dall'inizio della legislatura, sia emersa la ben più pregnante esigenza di migliorare le condizioni dei collegamenti tra la costa ovest e la costa est del Paese. Reputa quindi più opportuno che il legislatore concentri i propri sforzi – così come le relative risorse economiche – su tale problematica, la quale appare certamente di difficile risoluzione, ma che richiede l'avvio di opportune iniziative da parte delle forze politiche.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore (vedi allegato 1).
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2025.
Emendamenti C. 2574 Governo.
(Parere alla XIV Commissione).
(Esame emendamenti e conclusione – Parere).
La Commissione inizia l'esame delle proposte emendative trasmesse dalla XIV Commissione.
Marco OSNATO, presidente, avverte che la XIV Commissione ha trasmesso 6 emendamenti riferiti al provvedimento (vedi allegato 2).
Ricorda che al parere della Commissione sugli emendamenti trasmessi dalla XIV Commissione è riconosciuta una particolare efficacia vincolante: infatti, qualora la Commissione esprima parere favorevole su un emendamento, la XIV Commissione è tenuta ad adeguarsi al parere e potrà respingere l'emendamento solo per motivi attinenti alla compatibilità con la normativa europea o per esigenze di coordinamento generale; qualora invece la Commissione esprima parere contrario, la XIV Commissione non potrà procedere oltre nell'esame dell'emendamento, che potrà in ogni caso essere ripresentato in Assemblea.
Giorgio LOVECCHIO (FI-PPE), relatore, formula una proposta di parere sulle proposte emendative trasmesse dalla XIV Commissione (vedi allegato 3).
La sottosegretaria Lucia ALBANO condivide la proposta di parere formulata dal relatore.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore (vedi allegato 3).
La seduta termina alle 14.40.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 5 novembre 2025. — Presidenza del presidente Marco OSNATO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.
La seduta comincia alle 14.40.
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2024/1619, che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance, nonché per l'adeguamento al regolamento (UE) 2024/1623, che modifica il regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto concerne i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato e l'output floor.
Atto n. 320.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 28 ottobre 2025.
Giulio CENTEMERO (LEGA), relatore, evidenzia che il parere sullo schema di decreto legislativo è in via di completamento; ritiene tuttavia opportuno attendere l'invio dei contributi scritti richiesti – attesi per la fine della settimana – prima di formulare la proposta di parere.
Marco OSNATO, presidente, preso atto della richiesta del relatore, e nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.45.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 5 novembre 2025.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.45 alle 14.50.