RISOLUZIONI
Mercoledì 5 novembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI.
La seduta comincia alle 14.
7-00307 Cangiano: Valorizzazione della canzone napoletana classica.
(Discussione e rinvio).
La Commissione inizia la discussione della risoluzione.
Gerolamo CANGIANO (FdI) esprime anzitutto, in qualità di deputato eletto nella regione Campania, personale soddisfazione per la calendarizzazione all'ordine del giorno della Commissione dell'atto di indirizzo a sua prima firma. Illustra, quindi, sinteticamente i contenuti salienti della risoluzione in esame a sua firma, volta a valorizzare la canzone napoletana classica, che rappresenta nelle sue varie articolazioni uno dei patrimoni musicali più riconosciuti e apprezzati al mondo, con una tradizione secolare che affonda le radici nel Seicento e si è quindi consolidata nei secoli successivi grazie alle opere di celebri compositori, Pag. 76poeti e interpreti, costituendo per tal via un repertorio che ha profondamente influenzato la musica europea e mondiale e contribuito in modo significativo alla diffusione della lingua e della cultura napoletana nel mondo.
In tale quadro, nel rinviare comunque, per maggiori elementi di dettaglio, al testo integrale dell'atto di indirizzo, evidenzia come tra le principali finalità della risoluzione in esame vi sia quella di impegnare il Governo ad avviare, per il tramite del Ministero della cultura, in collaborazione con le istituzioni territoriali e culturali competenti, le procedure necessarie per la presentazione della candidatura della canzone napoletana classica alla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco.
Giorgia LATINI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.05.
ATTI DELL'UNIONE EUROPEA
Mercoledì 5 novembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI.
La seduta comincia alle 14.05.
Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034 e abroga i regolamenti (UE) 2021/817 e (UE) 2021/888.
(COM(2025) 549 final).
(Esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Grazia DI MAGGIO (FdI), relatrice, avverte che la Commissione avvia oggi l'esame di un atto di grande rilievo strategico per il futuro dei giovani europei e per la competitività culturale e formativa dell'Italia, considerato che il programma Erasmus+ rappresenta una delle politiche più conosciute dell'Unione, ma anche una di quelle che più devono essere aggiornate per rispondere alle nuove sfide del lavoro, della mobilità e dell'identità europea.
Intende preliminarmente sottolineare che si tratta di un'iniziativa che i giovani, italiani ed europei, conoscono bene e apprezzano molto, ossia di un programma che nel corso degli anni si è evoluto, grazie anche al progressivo aumento della sua dotazione finanziaria, e che ha indubbiamente contribuito all'offerta di un'istruzione e formazione di alta qualità, moltiplicando le opportunità di mobilità per l'apprendimento per milioni di persone in Europa e rafforzando la cooperazione transnazionale e i processi di internazionalizzazione delle istituzioni educative e formative.
Rileva tuttavia la necessità che l'Unione europea, nel definire gli obiettivi futuri dell'Erasmus+, rispetti la diversità dei modelli educativi e culturali degli Stati membri, evitando un'eccessiva omologazione dei contenuti formativi e promuovendo invece la libertà di insegnamento e il radicamento nelle tradizioni nazionali.
Osserva che la proposta di regolamento ora in discussione, che è esaminata secondo la procedura legislativa ordinaria, stabilisce che Erasmus+ 2028-2034 eroghi un sostegno finanziario a carico dell'Unione europea nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, sostituendo i programmi previsti dall'attuale quadro finanziario pluriennale 2021-2027 della stessa Unione stabiliti dal regolamento (UE) 2021/817, che ha istituito Erasmus+ 2021-2027, e dal regolamento (UE) 2021/888, che ha istituito il Corpo europeo di solidarietà.
Fa presente che, in sostanza, la Commissione europea propone d'integrare nello stesso programma Erasmus+ il Corpo europeo di solidarietà dotandolo di un budget complessivo pari a 40,827 miliardi di euro a prezzi correnti, vale a dire un importo budget sensibilmente superiore rispetto a quello attuale, considerato che Erasmus+, integrato con il Corpo europeo di solidarietà, riceverebbe un aumento complessivo di risorse di circa il 30 per cento.Pag. 77
Pur comprendendo la volontà di semplificazione amministrativa, ritiene opportuno interrogarsi sul rischio che l'integrazione eccessiva dei programmi riduca la visibilità e la specificità dei singoli settori, in particolare quello giovanile e quello della solidarietà civile, che rispondono a finalità proprie e meriterebbero piuttosto strumenti dedicati.
Avverte che si soffermerà dunque brevemente sugli obiettivi dell'iniziativa, per poi entrare nel merito dei contenuti della proposta, rinviando, per ulteriori approfondimenti, alla documentazione predisposta dal competente Servizio per i Rapporti con l'Unione europea.
Ritiene, in primo luogo, fondamentale che tali obiettivi siano attuati nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, valorizzando le competenze educative e formative nazionali e regionali, e che i programmi europei si configurino come sostegno delle politiche pubbliche degli Stati membri.
Evidenzia quindi che gli obiettivi generali del programma consistono, da un lato, nel contribuire a un'Europa resiliente, competitiva e coesa, favorendo un apprendimento permanente di alta qualità, migliorando le abilità e le competenze per la vita e il lavoro per tutti, promuovendo nel contempo i valori dell'Unione europea, la partecipazione democratica e sociale, la solidarietà, l'inclusione sociale e le pari opportunità, nella stessa Unione e nel resto del mondo e, dall'altro, nel favorire la cooperazione nel settore delle politiche per la gioventù e sviluppare ulteriormente la dimensione europea dello sport al fine di promuovere un'Europa più inclusiva, unita e solida responsabilizzando i giovani, rafforzando i legami tra le comunità e promuovendo la solidarietà attraverso un impegno e una cooperazione significativi.
Rileva, altresì, che ai predetti obiettivi generali si collegano numerosi obiettivi specifici, che sostengono, tra l'altro, il miglioramento dell'istruzione, delle capacità e delle competenze, in particolare per quanto riguarda la loro rilevanza per il mercato del lavoro, il rafforzamento della solidarietà e la partecipazione attiva alla società e alla democrazia, il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei giovani e la promozione del modello sportivo europeo.
Fa quindi presente che l'opportunità di riformare il programma Erasmus+ e di integrarlo con il Corpo europeo di solidarietà discende, a giudizio della Commissione europea, dal fatto che i sistemi di istruzione e formazione europei faticano a fornire alle persone un livello minimo di padronanza delle competenze di base e a promuovere le competenze avanzate e trasversali necessarie in tutte le fasi della vita.
Viene, infatti, evidenziato che l'Europa è in ritardo per quanto riguarda le competenze di base, non genera un numero sufficiente di laureati e diplomati dell'istruzione superiore e di diplomati dell'istruzione professionale qualificati; inoltre, quasi quattro datori di lavoro su cinque segnalano difficoltà a trovare lavoratori con le giuste competenze.
A giudizio della Commissione europea, nel complesso le carenze di manodopera e di competenze sono aumentate in tutti gli Stati membri, il che incide sulla capacità dell'Unione stessa di abbracciare le transizioni verde e digitale e, di conseguenza, sulla sua competitività.
Persistono, inoltre, disparità in termini di livello e di accesso a un'istruzione formale e non formale di qualità e inclusiva in tutta l'Unione, anche per quanto riguarda le zone rurali e remote, il che accentua le disparità economiche, sociali e territoriali, senza considerare che vi sono ancora divari di genere, con gli uomini che studiano STEM che risultano in numero quasi doppio rispetto alle donne.
La Commissione europea osserva, poi, che la fiducia dei giovani nelle pari opportunità è diminuita drasticamente. Molti si sentono emarginati a causa della loro condizione socioeconomica, dell'origine etnica, del genere, dell'orientamento sessuale, della disabilità o delle opinioni politiche, in particolare quelli con minori opportunità o che vivono in zone rurali o remote: in tale quadro il 24 per cento dei giovani, pari a quasi 18 milioni di persone, è a rischio di povertà o di esclusione sociale nell'Unione e l'11 per cento dei giovani di età compresa Pag. 78tra i 15 e i 29 anni non ha ancora un lavoro, né segue un percorso scolastico o formativo.
La mancanza di alloggi a prezzi accessibili aggrava ulteriormente tale vulnerabilità, limitando l'accesso dei giovani all'istruzione e alle opportunità di mobilità ai fini dell'apprendimento, senza considerare che i giovani tendono anche a partecipare meno alla politica istituzionale e ad altri processi democratici rispetto ad altre fasce di età e molto meno di quanto facevano i giovani in passato.
Rileva quindi che, in un simile contesto, ponendo mente in particolare al nostro Paese, risulta essenziale favorire e sostenere la mobilità degli studenti e dei laureati tra i diversi Paesi, avendo cura di assicurare al contempo tutte le condizioni per il loro inserimento nel mondo del lavoro e la loro permanenza in Italia, rimuovendo altresì tutti gli ostacoli che impediscono retribuzioni adeguate, condizioni sostenibili di lavoro e premialità per il merito.
Occorre, inoltre, promuovere un collegamento più stretto tra formazione e occupabilità, rafforzando i percorsi professionalizzanti e le competenze tecniche.
In una prospettiva più ampia, osserva che la politica giovanile europea dovrebbe sostenere non solo la mobilità, ma anche le condizioni che permettono ai giovani di costruire un futuro stabile nei loro Paesi, contrastando il declino demografico e la fuga dei talenti.
Rileva che, sebbene i programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà diano buoni risultati e soddisfino gli obiettivi, essi possono e devono comunque essere migliorati, a giudizio della Commissione europea, rivedendo le modalità operative e le norme di finanziamento e, soprattutto, evitando le duplicazioni e le sovrapposizioni.
Per tali ragioni, la Commissione europea sostiene l'integrazione dei due citati programmi basata sugli obiettivi strategici, in quanto tale opzione consentirebbe un migliore coordinamento, una flessibilità mirata e un uso più efficace del bilancio dell'Unione europea, senza sacrificare l'orientamento strategico o l'accessibilità. In termini di attuazione, sostiene ancora la Commissione europea, unificando la logica di intervento per questi settori, coperti principalmente da Erasmus+ e dal Corpo europeo di solidarietà, i finanziamenti dell'Unione europea sarebbero notevolmente razionalizzati e semplificati, determinando una maggiore efficienza, economie di scala nonché una riduzione degli oneri amministrativi.
Ciò premesso, passa quindi all'illustrazione dei principali contenuti della proposta di regolamento in esame.
Rammenta che sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo, trasmessa alle Camere ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, la quale contiene sia osservazioni di carattere generale sull'intervento legislativo prospettato, sia osservazioni puntuali su singole disposizioni dello stesso, di cui darà sinteticamente conto, rinviando nuovamente, per ulteriori approfondimenti, al dossier predisposto dal competente Servizio per i Rapporti con l'Unione europea.
Intende, anzitutto, evidenziare che la relazione del Governo valuta positivamente la proposta nel suo complesso, reputandola altresì conforme all'interesse nazionale.
Sottolinea che la relazione ritiene tuttavia che la proposta regolamentare dovrebbe riconoscere alla «Gioventù» una specifica settorialità e una chiara destinazione di risorse dedicate. Sarebbe pertanto opportuno, a giudizio del Governo, conservare un capitolo «Gioventù» separato e con un proprio bilancio per assicurare la rilevanza del settore giovanile all'interno del programma, laddove l'accorpamento del capitolo «Gioventù» nel quadro più ampio di Erasmus+ ne comprometterebbe l'identità e il focus e ne indebolirebbe l'impatto e l'efficacia, oltre a ridurre i fondi allocati alle iniziative specifiche per i giovani.
Osserva che la relazione ritiene, inoltre, che la proposta presenti alcuni elementi di criticità, come in materia di governance del programma, su cui si dovrebbe intervenire in sede negoziale. Ad esempio, la riformulazione dell'assetto di governance di Erasmus+ non contempla l'istituzione di un Comitato Erasmus+, organo previsto invece dal vigente regolamento e composto Pag. 79da rappresentanti degli Stati membri, e, in particolare, delle competenti autorità nazionali, che andrebbe pertanto ripristinato.
Venendo al merito della proposta in esame, ricorda che essa consta complessivamente di nove Capi e 25 articoli, rappresentando al riguardo, in merito ai contenuti ivi recati, quanto segue.
Il Capo I reca le Disposizioni generali e comprende gli articoli da 1 a 3. In particolare, l'articolo 1 descrive l'oggetto del regolamento che è, come detto, l'istituzione del programma Erasmus+, programma d'azione dell'Unione europea nei settori dell'istruzione e della formazione, nonché nei settori della gioventù e dello sport e stabilisce gli obiettivi del programma, il suo bilancio per il periodo 2028-2034, le forme di finanziamento dell'Unione e le norme che disciplinano l'erogazione dei finanziamenti.
La proposta di regolamento istituisce, inoltre, il Corpo volontario europeo di aiuto umanitario. L'articolo 2 reca, invece, le definizioni di alcuni termini utilizzati nel regolamento, mentre l'articolo 3 indica gli obiettivi del programma, il cui obiettivo generale è contribuire a un'Europa resiliente, competitiva e coesa, favorendo un apprendimento permanente di alta qualità, migliorando le abilità e le competenze per la vita e il lavoro e promuovendo, nel contempo, i valori dell'Unione europea, la partecipazione democratica e sociale, la solidarietà, l'inclusione sociale e le pari opportunità. Sono, inoltre, definiti gli obiettivi specifici.
A tale proposito, osserva che il programma è strutturato intorno a un pilastro sulle opportunità di apprendimento per tutti e un pilastro sullo sviluppo di capacità che combina la cooperazione tra organizzazioni e istituzioni e il sostegno allo sviluppo di politiche, coprendo tutti i settori dell'istruzione e della formazione, della gioventù e dello sport.
In tema di definizioni, la predetta relazione del Governo segnala, in particolare, che la distinzione tra apprendimento «non formale» e «informale» non risulta chiara e di facile comprensione, mentre la nuova definizione di «istituto di istruzione superiore» è molto estesa e finirebbe per ricomprendere istituti di diversa natura e finalità e la definizione di discente adulto andrebbe chiarita meglio.
Circa gli obiettivi del programma, osserva che la relazione del Governo sostiene, invece, che l'articolo 3 appare generico, non delineando gli obiettivi e le azioni chiave previste per ciascun settore, mentre l'attuale formulazione sembra subordinare il settore gioventù a priorità più generali, eliminando la tradizionale formula triadica dei settori del programma – Istruzione e Formazione, Gioventù e Sport – che andrebbe ripristinata.
Fa quindi presente che il Capo II, che si compone degli articoli da 4 a 7, individua le attività previste per conseguire gli obiettivi del regolamento. In particolare, nell'ambito delle opportunità di apprendimento per tutti, di cui agli articoli 4 e 5, il programma sosterrà la mobilità ai fini dell'apprendimento in tutti i settori e le opportunità di volontariato nel settore della gioventù, da un lato, e le opportunità di sviluppo del talento e dell'eccellenza, dall'altro, anche tramite il sostegno delle attività di volontariato del Corpo europeo di aiuto umanitario.
Nell'ambito del sostegno allo sviluppo delle capacità, disciplinato dagli articoli 6 e 7, il programma sosterrà i partenariati per la cooperazione e i partenariati per l'eccellenza e l'innovazione, da un lato, e la sperimentazione, l'elaborazione e l'attuazione delle agende politiche e degli strumenti dell'Unione europea riguardanti le competenze, l'istruzione e la formazione, la gioventù e lo sport, l'attuazione del programma e la diffusione e la comunicazione, dall'altro.
Secondo quanto riportato nella citata relazione del Governo, l'integrazione delle opportunità attualmente offerte dal Corpo europeo di solidarietà, incluso il Corpo volontario europeo di aiuto umanitario, all'interno di Erasmus+ rischierebbe di compromettere le caratteristiche, l'identità e il focus del Corpo europeo di solidarietà stesso, indebolendone l'impatto e l'efficacia, oltre a ridurre i fondi allocati a progetti e iniziative specifiche per i giovani, rilevando Pag. 80quindi l'opportunità di preservare il Corpo europeo di solidarietà come programma separato dedicato esclusivamente alla gioventù e dotato di un proprio bilancio.
Segnala, poi, che il Capo III, composto del solo articolo 8, illustra l'attenzione che il programma dovrebbe rivolgere all'inclusione e alla diversità, nonché le misure e gli strumenti per raggiungere un maggior numero di partecipanti con minori opportunità al fine di garantire un approccio inclusivo in tutte le attività.
Secondo la citata relazione del Governo, il paragrafo 8 dell'articolo fa riferimento a «Piani nazionali per l'inclusione e la diversità» senza fornire una loro definizione né precisarne contenuto e finalità, mentre al paragrafo 5 viene utilizzata l'espressione «tenera età», che appare generica e andrebbe, pertanto, meglio precisata.
Fa quindi presente che il Capo IV, composto dagli articoli da 9 a 12, reca le disposizioni finanziarie, individuando, all'articolo 9, la dotazione finanziaria del programma per il periodo di programmazione 2028-2034, come anticipato nella misura di 40,827 miliardi di euro a prezzi correnti, e le forme di finanziamento dell'Unione previste.
Viene altresì prevista, all'articolo 10, l'assegnazione di un contributo finanziario aggiuntivo nell'ambito del futuro strumento «Europa globale», al fine di promuovere la dimensione internazionale del programma, nonché la possibilità, per Stati membri, istituzioni, organi e organismi dell'Unione, Paesi terzi, organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie internazionali o altri soggetti terzi, di erogare contributi finanziari o non finanziari aggiuntivi per il programma.
Rappresenta, quindi, che il predetto Capo IV individua inoltre le forme e il funzionamento delle sinergie anche con altri fondi e risorse dell'Unione, ai sensi dell'articolo 11, e definisce, in base a quanto stabilito dell'articolo 12, alcune norme specifiche applicabili alla gestione diretta e indiretta, ad esempio per l'assegnazione dei fondi in regime di gestione indiretta.
Sul punto, osserva che la relazione del Governo non apprezza l'assenza di una ripartizione dettagliata, anche solo indicativa, del budget tra i diversi settori del programma.
Rileva, poi, che il Capo V, composto dagli articoli 13 e 14, in materia di partecipazione al programma, individua, all'articolo 13, i Paesi terzi che possono partecipare al programma stesso mediante l'associazione competa o parziale, mentre l'articolo 14 stabilisce i criteri di ammissibilità dei soggetti a ricevere finanziamenti da parte dell'Unione europea.
Segnala, altresì, che il Capo VI, in materia di Programmazione, composto dal solo articolo 15, stabilisce che il programma medesimo è attuato mediante i programmi di lavoro di cui all'articolo 110 del Regolamento (UE, Euratom) 2024/2509.
Al riguardo, osserva che la relazione del Governo rileva che l'articolo in questione non specifica se tali programmi debbano indicare gli importi assegnati a ciascuna azione e la distribuzione dei fondi tra gli Stati membri ed i Paesi terzi associati al Programma per le azioni gestite dalle agenzie nazionali.
Il Capo VII, composto dal solo articolo 16, definisce invece i requisiti per tutti gli attori interessati in termini di diffusione delle informazioni, pubblicità e seguito di tutte le azioni sostenute dal programma. In particolare, il predetto articolo stabilisce che le agenzie nazionali sviluppano una strategia di comunicazione coerente con riferimento alla divulgazione, alla diffusione dei risultati delle attività e delle azioni sostenute dal programma, precisando altresì che le agenzie nazionali assistono la Commissione europea nel compito di diffusione delle informazioni sul programma.
Rammenta, inoltre, che il Capo VIII, in materia di sistema di gestione e audit, composto dagli articoli da 17 a 22, reca disposizioni per l'istituzione e il funzionamento degli organismi di attuazione del programma. Dal punto di vista della gestione, il meccanismo di erogazione proposto è una combinazione di gestione indiretta e diretta e tale combinazione di modalità di gestione si basa sulle strutture esistenti dell'attuale programma. In tale quadro, le agenzie nazionali saranno responsabili della Pag. 81gestione di un'ampia maggioranza dei fondi del programma. Il Capo stabilisce, inoltre, il necessario sistema di supervisione per garantire che si tenga nel debito conto la tutela degli interessi finanziari dell'Unione nell'attuazione delle azioni finanziate nell'ambito del presente regolamento.
Nel rilevare, in particolare, che l'articolo 18 non specifica la possibilità da parte dell'autorità nazionale di nominare più di un'agenzia nazionale, la relazione del Governo afferma che tale disposizione andrebbe in contrasto con la governance del programma nel nostro Paese, che prevede la coesistenza di diverse agenzie nazionali, le quali gestiscono le attività del programma e le relative risorse in maniera efficace ed efficiente, nel rispetto delle differenti identità settoriali.
Osserva, infine, che il Capo IX, recante disposizioni transitorie e finali, composto dagli articoli da 23 a 25, stabilisce, all'articolo 24, le norme necessarie per assicurare la transizione tra i programmi nonché, all'articolo 25, la data di entrata in vigore e di applicazione del regolamento.
Fermo restando quanto sinora esposto, evidenzia in conclusione l'opportunità, a suo avviso, di poter procedere sulla proposta di regolamento in discussione a un sia pur breve ciclo di audizioni, al fine di approfondire le diverse questioni cui ha fatto in precedenza cenno.
Giorgia LATINI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta, fermo restando che, sulla base di quanto da ultimo proposto dalla relatrice, nell'ambito dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione potranno essere assunte eventuali determinazioni in ordine allo svolgimento su di un ciclo di audizioni.
La seduta termina alle 14.10.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 5 novembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI.
La seduta comincia alle 14.10.
Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico.
C. 2423 Governo, C. 2271 Amorese e C. 2278 Sasso.
(Seguito esame e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 ottobre 2025.
Giorgia LATINI, presidente, nel rammentare preliminarmente che la Commissione, nella seduta dello scorso 15 ottobre 2025 ha concluso l'esame delle proposte emendative, comunica che sono pervenuti i pareri delle Commissioni I (Affari costituzionali), V (Bilancio), X (Attività produttive), XII (Affari sociali), mentre la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha fatto sapere che non esprimerà il parere di propria competenza.
Anna Laura ORRICO (M5S), nel preannunziare il voto contrario del gruppo MoVimento 5 Stelle, rammenta come l'iter del provvedimento presso la Commissione di merito abbia di fatto cristallizzato la netta contrapposizione di vedute tra i gruppi di maggioranza e quelli di opposizione in ordine alla necessità di assicurare presso le istituzioni scolastiche la partecipazione degli studenti a percorsi e attività formative che riguardino temi attinenti all'ambito della sessualità, intesi quali momento di progressiva acquisizione da parte delle generazioni più giovani di una maggiore consapevolezza di sé e della propria collocazione nell'ambito della società, senza che tale partecipazione debba essere subordinata al rilascio di un previo consenso informato da parte delle famiglie.
Tanto premesso, nel rilevare che tale contrapposizione si è quindi tradotta nella contrarietà del relatore e del rappresentante del Governo sul complesso delle proposte emendative presentate dai gruppi di opposizione, osserva che le disposizioni del disegno di legge si pongono in contrasto con l'obiettivo di una piena valorizzazione del principio costituzionalmente tutelato dell'autonomia scolastica.Pag. 82
Esprime, infine, rammarico per il fatto che sul provvedimento in esame abbia avuto luogo nella Commissione di merito un dibattito sostanzialmente unilaterale, giacché i gruppi di maggioranza hanno rinunciato a prendervi minimamente parte, impedendo in tal modo alle forze di minoranza di comprendere anche solo le ragioni eventualmente addotte a sostegno delle finalità perseguite dal provvedimento stesso, su cui ribadisce in ogni caso la contrarietà del proprio gruppo.
Irene MANZI (PD-IDP), nel dichiarare il voto contrario del proprio gruppo, evidenzia che nel corso dell'esame del provvedimento in sede referente, peraltro caratterizzato dall'impossibilità di instaurare un confronto ampio e approfondito sulle questioni di merito, stante l'indisponibilità dei gruppi di maggioranza a prendervi attivamente parte, la Commissione ha introdotto modifiche sensibilmente peggiorative rispetto ai contenuti iniziali del disegno di legge, estendendo ad esempio anche alla scuola secondaria di secondo grado il divieto di svolgere attività didattiche e progettuali aventi a oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità, senza con ciò tenere minimamente in conto le numerose sollecitazioni emerse nel corso delle audizioni svolte.
Nell'evidenziare come il testo in esame appaia, peraltro, altamente passibile di eventuali, future pronunce di illegittimità costituzionale per violazione del principio dell'autonomia scolastica, rammenta che, nonostante l'atteggiamento costruttivo tenuto nel corso dell'esame in sede referente da parte del gruppo Partito Democratico, anche nell'ottica di promuovere un rapporto collaborativo tra le famiglie degli studenti e la comunità educante, le proposte emendative presentate dalle forze di minoranza sono state integralmente respinte.
Nel preannunciare, pertanto, che il gruppo Partito Democratico intende comunque ripresentare in vista della discussione in Assemblea le proposte emendative già presentate in Commissione, nonché nuove proposte emendative volte a sopprimere le modifiche peggiorative del testo introdotte nel corso della discussione in sede referente, auspica che l'iter in Aula non si risolva in un passaggio meramente rituale, ma consenta di entrare nel merito degli argomenti.
Osserva, peraltro, come anche il quotidiano Avvenire, di cui è noto il prudente orientamento rispetto ai temi affrontati dal disegno di legge in esame, abbia di recente affermato l'importanza di sensibilizzare gli studenti sulle questioni legate all'affettività e alla sessualità, in conformità ai principi sanciti da organizzazioni internazionali, quali l'OMS e l'UNESCO, nonché in linea con le indicazioni contenute nella Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.
Ritiene, in definitiva, che il Governo e la maggioranza parlamentare che lo sostiene con il presente disegno di legge si assumono la non trascurabile responsabilità di impedire l'instaurarsi di un clima di confronto costruttivo all'interno delle istituzioni scolastiche, arrogandosi la pretesa di stabilire quali argomenti possano o meno costituire oggetto di attività formative, con ciò creando a suo avviso un pericoloso precedente e, al contempo, inviando un segnale di sfiducia nei confronti del corpo docente, minando altresì le fondamenta del Patto educativo di corresponsabilità e le finalità dei Piani triennali dell'offerta formativa.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Giorgia LATINI, presidente, avverte che la Presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 14.20.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 5 novembre 2025.
Pag. 83L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.20 alle 14.25.
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 5 novembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Giorgia LATINI.
Audizione informale nell'ambito dell'esame della proposta di legge C. 2303 Miele, recante introduzione della qualifica di «docente per l'inclusione», di:
Benedetto di Iacovo, segretario generale della Confederazione italiana autonoma dei lavoratori (Confial), Rita Guadagni, presidente nazionale dell'Associazione sindacale unione dirigenti scolastici italiani (U.Di.S.I-Confial);
Gionata Ciappina e Antonio Guarino, componenti della segreteria nazionale Confial;
Paola Bortoletto, presidente nazionale dell'Associazione nazionale dirigenti scolastici, in videoconferenza.
L'audizione informale è stata svolta dalle 14.25 alle 14.50.