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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 6 novembre 2025
580.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
COMUNICATO
Pag. 7

SEDE REFERENTE

  Giovedì 6 novembre 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene la vice ministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

  La seduta comincia alle 9.40.

DL 146/2025: Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio.
C. 2643 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 novembre 2025.

  Nazario PAGANO, presidente, dopo aver dato conto delle sostituzioni, ricorda che nella precedente seduta la Commissione ha esaminato le proposte emendative fino all'articolo aggiuntivo Faraone 3.04.
  Passando quindi all'esame dell'emendamento Giovine 4.2, in assenza di obiezioni, ne dispone l'accantonamento, accogliendo la proposta della relatrice.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede informazioni sugli sviluppi dell'istruttoria sulle proposte emendative di cui è stato richiesto l'accantonamento nella seduta precedente.

  Sara KELANY (FDI), relatrice, fa presente che nel poco tempo intercorso tra la Pag. 8seduta precedente e quella odierna non ci sono stati particolari sviluppi. Ad ogni modo assicura il proprio impegno per trovare un punto di caduta che possa soddisfare i presentatori degli emendamenti di cui ha richiesto l'accantonamento.

  Nazario PAGANO, presidente, dichiara di assumersi lo stesso impegno della relatrice, affinché possano risolversi entro l'inizio della prossima settimana tutte le questioni relative alle proposte emendative di cui è stato richiesto l'accantonamento.

  Matteo MAURI (PD-IDP) interviene sull'emendamento 4.3 a sua prima firma – che definisce un emendamento di buon senso –, pensato per favorire i percorsi di inserimento socio-lavorativo. Ritiene infatti che, laddove l'intenzione del Governo sia davvero quella di migliorare il sistema di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, si debbano stanziare risorse economiche adeguate. Come infatti osservato anche nel corso dell'esame di precedenti progetti di legge, tra cui il disegno di legge sul rafforzamento della cybersicurezza, sostiene come si ottenga ben poco se le riforme vengono attuate a invarianza finanziaria.

  La Commissione respinge l'emendamento Mauri 4.3.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Iezzi 4.4.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Zaratti 4.5 e Mauri 4.6.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento dell'emendamento Iezzi 4.7.

  La Commissione respinge gli identici articoli aggiuntivi Zaratti 4.01, Faraone 4.02 e Mauri 4.03.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sugli identici emendamenti sostitutivi 5.1 a sua prima firma e Zaratti 5.2, evidenzia come tali proposte emendative siano volte a risolvere una criticità sottolineata da tutti i soggetti intervenuti nel corso delle audizioni informali svolte in Commissione.
  In particolare, pur accogliendo con favore la previsione contenuta nel decreto-legge n. 145 del 2024 per cui sono rilasciati, al di fuori delle quote, nulla osta al lavoro, visti di ingresso e permessi di soggiorno relativi a lavoratori da impiegare nel settore dell'assistenza familiare o sociosanitaria a favore di persone con disabilità o anziane, considera opportuno aumentare l'attuale numero di 10.000 istanze accoglibili e rimuovere la limitazione temporale di efficacia della misura. Fa presente, del resto, come la liberalizzazione dei suddetti nulla osta e permessi fosse stata preannunciata in un comunicato stampa di Palazzo Chigi, non trovando tuttavia riscontro nel testo del provvedimento in esame.
  Evidenzia quindi che gli emendamenti in esame, oltre ad essere coerenti rispetto agli iniziali intendimenti del Governo, vengono incontro alle esigenze di tantissime famiglie italiane, che nell'assistenza dei propri cari, anziani o con disabilità, vivono situazioni di grande difficoltà, complice lo stato di sofferenza del Servizio sanitario nazionale. Osserva che si tratta di un tema particolarmente delicato e sentito trasversalmente da tutte le forze politiche, oltre che dai cittadini. Chiede pertanto l'accantonamento degli identici emendamenti 5.1 a sua prima firma e Zaratti 5.2 per ulteriori approfondimenti, al fine, quantomeno, di «allargare un po' le maglie» della disciplina in vigore.

  Federico FORNARO (PD-IDP) interviene per richiamare l'attenzione dei colleghi sul contenuto degli identici emendamenti Mauri 5.1, di cui è cofirmatario, e Zaratti 5.2, che tentano di offrire una soluzione a un problema reale del Paese. Richiamando le considerazioni del collega Mauri, si permette di chiedere, in questo caso, un particolare sforzo alla relatrice a al Governo, ai fini dell'accantonamento e di un ulteriore approfondimento sulle propostePag. 9 emendative in esame, domandando altresì quali siano le ragioni che giustificano il limite delle 10.000 istanze.

  Nazario PAGANO, presidente, dichiara di condividere le osservazioni dei deputati Mauri e Fornaro rispetto alla rilevanza delle questioni sottese agli emendamenti in esame. Chiede quindi alla relatrice se intenda accedere alla richiesta di accantonamento.

  Sara KELANY (FDI), relatrice, pur comprendendo le esigenze evidenziate e sposando le ragioni di merito espresse, fa presente che sono state effettuate dal Governo tutte le opportune valutazioni tecniche – svolte senza alcun intento oppositivo – rispetto al numero di lavoratori da impiegare nelle suddette mansioni, coinvolgendo specialmente i Ministeri dell'interno e del lavoro. Di conseguenza, ritiene che non vi siano, ad oggi, le condizioni per modificare ulteriormente la disciplina vigente, segnalando del resto come quella attuale sia ancora in una fase di sperimentazione.

  Federico FORNARO (PD-IDP), preso atto della situazione e ringraziata la relatrice per i chiarimenti, chiede al Governo di fornire una relazione sull'andamento dell'attuale fase di sperimentazione. Osserva che comunque l'attuale meccanismo apre la strada al superamento del sistema del cosiddetto click day, per quanto l'eliminazione dei vincoli numerici e temporali potrebbe avere effetti ancor più positivi, risolvendo diversi problemi burocratici che caratterizzano la gestione delle istanze.

  La viceministra Maria Teresa BELLUCCI accoglie con favore il dibattito sviluppatosi sulla questione e dichiara che il Governo sta dedicando particolare attenzione al tema del welfare, nel cui ambito si inserisce l'attuale sperimentazione normativa, ideata e sviluppata attraverso un confronto con le parti sociali.
  Rispondendo poi alla richiesta dell'onorevole Fornaro, annuncia che fornirà la documentazione richiesta sulla citata sperimentazione, di durata triennale. Osserva come tale media durata consenta di raccogliere dati utili per un successivo intervento di revisione normativa, che potrebbe portare al superamento del sistema del click day in questo come in altri ambiti. Con riguardo al numero delle istanze accoglibili, fa presente che solo il 20 per cento delle 10.000 previste dalla normativa vigente hanno, al momento, un esito positivo. Dichiara infine di apprezzare il fatto che vi sia un sostanziale punto di incontro con le opposizioni su un tema così delicato.

  Matteo MAURI (PD-IDP), ringraziata la viceministra per i chiarimenti forniti, rileva come sia questo il modo giusto di interloquire con il Governo nel corso delle sedute in sede referente, diversamente da quanto avvenuto nel corso dell'esame di provvedimenti passati.
  Ad ogni modo, resta dell'idea che le valutazioni effettuate dal Governo, secondo quanto indicato dalla relatrice e dalla viceministra, fossero già state fatte al tempo del menzionato comunicato di Palazzo Chigi, sicché o c'è stato allora un errore di valutazione o sono poi sorti problemi all'interno della coalizione di Governo. Per altro verso, osserva che sono necessarie maggiori risorse economiche e di personale per migliorare la gestione del sistema dei flussi migratori, a maggior ragione se si vuole superare il modello del click day, che, nato per risolvere le criticità poste dalla cosiddetta legge Bossi-Fini – che ritiene necessario superare –, implica una serie di ritardi burocratici che contribuiscono all'inefficienza del sistema.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Mauri 5.1 e Zaratti 5.2.

  Vittoria BALDINO (M5S) interviene sull'emendamento Alfonso Colucci 5.4, di cui è cofirmataria, che interviene nello stesso ambito interessato dalle precedenti proposte emendative. Pur ringraziando la relatrice e la viceministra per l'interlocuzione sviluppatasi, afferma che il Parlamento deve avere la possibilità di incidere sui testi dei progetti di legge esaminati in sede referente,Pag. 10 specialmente quando provengono dal territorio determinate istanze volte a correggere alcune criticità emerse nel corso del primo anno della suddetta sperimentazione normativa.
  In questo senso, fa presente che l'emendamento in esame intende in primo luogo aumentare a 25.000 le istanze accoglibili al di fuori delle quote per lo svolgimento di attività lavorative nel settore dell'assistenza familiare o sociosanitaria a persone anziane o con disabilità. Si tratta a suo giudizio di una misura di welfare reale, necessaria per venire incontro alle esigenze della comunità.
  In secondo luogo, l'emendamento mira a risolvere alcune difficoltà interpretative e ad eliminare alcune limitazioni irragionevoli.
  In terzo luogo, l'emendamento intende ampliare il novero dei soggetti abilitati a presentare richieste di nulla osta al lavoro senza particolari vincoli numerici, estendendolo alle associazioni di categoria e ai patronati.
  Infine, l'emendamento è volto a garantire l'interoperabilità tra le banche dati dei Ministeri coinvolti, per rendere più celere ed efficace il procedimento. Sottolinea, in questa prospettiva, come la digitalizzazione sia la prima infrastruttura da creare per semplificare il sistema. Al riguardo, richiama e condivide le considerazioni del collega Mauri sull'opportunità di superare il modello delineato dalla cosiddetta legge Bossi-Fini.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alfonso Colucci 5.4, Mauri 5.3, 5.5, 5.6 e 5.7.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Paolo Emilio Russo 5.8 e Nisini 5.9.

  La Commissione respinge l'emendamento Zaratti 5.10.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Serracchiani 5.11, Volpi 5.12 e Giaccone 5.13.

  La Commissione respinge l'emendamento Zaratti 5.14.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Schifone 5.01.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Zaratti 5.02.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Nisini 5.03.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sugli articoli aggiuntivi Zaratti 5.05 e 5.06, sottolinea come essi, introducendo procedure di regolarizzazione della condizione lavorativa e di soggiorno dello straniero, per coerenza dovrebbero essere accolti dai gruppi di centro-destra, considerato che la più grande sanatoria nella storia recente è stata promossa proprio dalla Lega con il Ministro Maroni. Per questo motivo, ritiene che i colleghi di maggioranza dovrebbero votare a favore degli emendamenti in questione.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Zaratti 5.05, 5.06 e 5.07.

  Vittoria BALDINO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 6.01, sottolinea che, siccome il decreto flussi non risolve il problema del cosiddetto «collo di bottiglia» causato dalla legge Bossi-Fini, la proposta emendativa in esame, spostando il baricentro da una gestione emergenziale ad una gestione preventiva, introduce un programma per contrastare l'immigrazione irregolare, favorendo canali legali e trasparenti che prevedono corsi di formazione professionale e linguistica, in un'ottica di cooperazione con i Paesi terzi.Pag. 11
  Fa presente che a tali fini è necessaria una spesa di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni che vanno dal 2025 al 2029, che possono essere rinvenuti nelle risorse che il Governo Meloni sta impiegando inutilmente per finanziare i centri di accoglienza in Albania, considerato, tra le altre cose, l'elevato numero di agenti di sicurezza impegnati a sorvegliare tali centri, che risultano sostanzialmente vuoti.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'articolo aggiuntivo 6.01 e gli identici emendamenti Zaratti 7.1, Baldino 7.2 e Mauri 7.3.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sugli identici emendamenti Mauri 7.4 e Zaratti 7.5, manifesta la contrarietà del suo gruppo rispetto all'aumento dei termini per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare, in quanto tale ricongiungimento si configura come uno strumento molto utile alla gestione complessiva del sistema dell'immigrazione. Infatti, sostiene che le stesse comunità ospitanti hanno interesse a non separare mogli e mariti, genitori e figli, poiché tale separazione, se prolungata nel tempo, può creare meccanismi complicati e difficoltà di reinserimento sociale.
  Ritiene che sarebbe opportuno, invece, concedere ai genitori un periodo di tempo per favorire il corretto inserimento dei figli nella società del Paese di destinazione, prevenendo così i comuni episodi di emarginazione sociale e culturale.
  Osserva che la politica deve opporsi, in certi casi, alle richieste provenienti dagli uffici dell'amministrazione che deve gestire il fenomeno migratorio, ove tali richieste non rispondano ad un reale miglioramento della condizione del migrante.

  Nazario PAGANO, presidente, sottolinea la matrice sociologica degli argomenti addotti dal collega Mauri, riflettendo altresì sui frequenti episodi di violenza minorile.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Mauri 7.4 e Zaratti 7.5.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento degli emendamenti Iezzi 7.6, 7.8 e 7.9, nonché, incidendo sulla medesima partizione del testo, anche degli emendamenti Schullian 7.7, Mauri 7.10, Auriemma 7.11, Baldino 7.12 e 7.13, e Zaratti 7.14.
  Accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone altresì l'accantonamento degli identici emendamenti La Salandra 8.1 e Bonafè 8.2.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Mauri 8.3 e l'articolo aggiuntivo Faraone 8.01.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 8.02 a sua prima firma, si domanda le ragioni sottostanti al parere contrario della relatrice e del Governo su di esso, essendo volto all'ampliamento delle garanzie atte a contrastare alcuni fenomeni criminosi.

  La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Mauri 8.02.

  Matteo MAURI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 9.1 a sua prima firma, sostiene che esso possa definirsi di impronta filogovernativa, essendo volto ad incrementare le risorse destinate al miglioramento complessivo del sistema, ponendo indirettamente in buona luce l'operato dell'attuale Governo.

  La Commissione respinge l'emendamento Mauri 9.1.

  Nazario PAGANO, presidente, accogliendo la proposta della relatrice, in assenza di obiezioni, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Mauri 9.2, Paolo Emilio Russo 9.3 e Faraone 9.4.

  La Commissione respinge l'emendamento Alfonso Colucci 10.1.

  Nazario PAGANO, presidente, essendosi concluso l'esame delle proposte emendative Pag. 12non accantonate, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 10.30.

ATTI DEL GOVERNO

  Giovedì 6 novembre 2025.Presidenza del presidente Nazario PAGANO. – Interviene in videoconferenza la sottosegretaria di Stato per l'interno, Wanda Ferro.

  La seduta comincia alle 10.40.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 settembre 2020, n. 167, concernente l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione.
Atto n. 334.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni. Ricorda che la Commissione dovrà esprimere il prescritto parere entro il 21 novembre prossimo. Avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni.

  Igor IEZZI (LEGA), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata a esaminare, ai fini dell'espressione del parere al Governo, lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 settembre 2020, n. 167, concernente l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione (Atto n. 334). Segnala preliminarmente che, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta. Come previsto dalla medesima disposizione, la proposta spetta al Ministro competente, d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Ministro dell'economia e delle finanze, nel rispetto dei principi posti dal decreto legislativo n. 29 del 1993 (recante razionalizzazione della organizzazione delle Amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego) e di specifici criteri, tra i quali viene incluso il riordino degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione.
  Nel caso specifico, in attuazione della disciplina transitoria di cui all'articolo 3, comma 6, del decreto-legge n. 1 del 2020 – che ha istituito, in luogo del precedente Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministero dell'istruzione (poi ridenominato Ministero dell'istruzione e del merito) e il Ministero dell'università e della ricerca – i vigenti regolamenti di organizzazione dei due nuovi Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione, sono stati adottati, anziché con la procedura ordinaria sopra citata, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del Consiglio dei ministri, acquisito il parere del Consiglio di Stato.
  Ricorda inoltre che il provvedimento è stato trasmesso al Parlamento il 21 ottobre 2025 per acquisire il suddetto parere parlamentare delle Commissioni competentiPag. 13 in materia, che dovrà essere espresso entro il 21 novembre prossimo. Lo schema di decreto in esame è accompagnato dalla relazione illustrativa, dalla relazione tecnica, dall'analisi tecnico-normativa (ATN) e dalla dichiarazione di esclusione dell'analisi di impatto della regolamentazione (AIR), oltreché dai pareri del Consiglio di Stato. Segnala a tale proposito che il Consiglio di Stato si è pronunciato in sede consultiva con un primo parere interlocutorio (parere n. 636 del 26 giugno 2025), cui l'Amministrazione ha dato parziale riscontro, preannunciando l'intenzione di proporre, in sede di esame definitivo del testo in Consiglio dei ministri, una serie di modifiche. È quindi seguito un secondo parere del Consiglio di Stato (parere n. 1040 del 1° ottobre 2025). Nella documentazione di accompagnamento trasmessa in Parlamento unitamente allo schema in esame, è presente anche un nuovo testo, nel quale l'Amministrazione preannuncia alla Commissione parlamentare competente le modifiche al testo che prevede di proporre in sede di esame definitivo da parte del Consiglio dei ministri, sulla base delle interlocuzioni intercorse con il Consiglio di Stato. Precisa a tale proposito che il testo sul quale la Commissione Affari costituzionali è chiamata ad esprimersi è comunque quello approvato in sede preliminare dal Consiglio dei ministri, a monte dei rilievi del Consiglio di Stato.
  Fa presente che la tecnica redazionale adottata per l'introduzione delle modifiche al regolamento relativo all'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione e del merito è quella della novella. Come si evince dalla relazione illustrativa che accompagna lo schema in esame, tale scelta – oltre a rendere maggiormente chiare e intelligibili le modifiche apportate – tiene conto dell'orientamento prevalente espresso dal Consiglio di Stato, secondo il quale la tecnica della novella è preferibile sia in base alle raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi (circolari congiunte dei Presidenti del Senato, della Camera e del Consiglio dei ministri del 20 aprile 2001), sia perché rende più agevole la conoscibilità del nuovo regolamento nella sua interezza.
  Quanto al contenuto dello schema in esame, fa presente che esso si compone di due articoli.
  L'articolo 1, composto da un unico comma e da 6 lettere, modifica gli articoli 3, 5, 9 e 11 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 30 settembre 2020, n. 167, e vi introduce il nuovo articolo 9-bis.
  Nel dettaglio, la lettera a) – nel modificare l'articolo 3 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dedicato all'Ufficio di gabinetto – stabilisce che i vice capi di gabinetto possano essere scelti, nell'ambito dei soggetti e del contingente di cui all'articolo 9 (relativo al personale assegnato agli Uffici di diretta collaborazione), anche fra personale estraneo alla pubblica amministrazione, in possesso di capacità adeguate alle funzioni da svolgere, avuto riguardo ai titoli professionali, culturali e scientifici e alle esperienze maturate. Considerato che la disposizione vigente prevede che non più di un vice capo di gabinetto possa essere scelto tra i collaboratori estranei all'amministrazione e tra gli esperti o consulenti di alta professionalità o specializzazione individuati dal Ministro, la modifica introdotta è volta a garantire con maggiore elasticità che in precedenza il ricorso a personale estraneo alla pubblica amministrazione.
  La lettera b) sostituisce il comma 3 dell'articolo 5, specificando che i vice capi dell'Ufficio legislativo sono nominati – dal capo di gabinetto su proposta del capo dell'ufficio legislativo – fra soggetti in possesso di adeguata capacità ed esperienza nel campo della consulenza giuridica e legislativa, nonché della produzione normativa, sempre nell'ambito del contingente assegnato agli Uffici di diretta collaborazione. Anche in tal caso, viene eliminato il limite posto (nel numero di non più di uno) dalla disposizione vigente al ricorso ai soggetti esterni alla pubblica amministrazione.Pag. 14
  La lettera c) interviene sull'articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, elevando da sei a nove le unità di personale di livello dirigenziale non generale previste nell'ambito del contingente degli Uffici di diretta collaborazione.
  La lettera d) interviene sul medesimo articolo 9, aggiungendovi il nuovo comma 2-bis per assegnare all'Ufficio di gabinetto del Ministero la posizione di livello dirigenziale, istituita dall'articolo 64, comma 6-sexies, del decreto-legge n. 77 del 2021.
  La lettera e) inserisce il nuovo articolo 9-bis, composto da due commi, per adeguare la struttura organizzativa del Ministero alla previsione dell'articolo 2 della legge 8 agosto 2024, n. 121, che ha istituito la Struttura tecnica per la promozione della filiera formativa tecnologico-professionale. In particolare, si prevede che tale struttura tecnica sia incardinata presso l'Ufficio di gabinetto e che vi sia preposto un coordinatore con incarico dirigenziale di livello generale, cui è assegnato il contingente di cui all'articolo 2, comma 2, della citata legge n. 121 del 2024 (ossia un dirigente di livello non generale, un contingente costituito da personale in servizio presso il Ministero dell'istruzione e del merito, nonché da un massimo di otto esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria). Come specificato dal nuovo articolo 9-bis, la posizione dirigenziale e il contingente della struttura tecnica non sono compresi nel contingente di personale degli Uffici di diretta collaborazione.
  In ordine alla modifica introdotta dalla lettera e), segnala che nel richiamato parere interlocutorio il Consiglio di Stato aveva rilevato l'assenza di specifiche giustificazioni, nella relazione illustrativa, con riguardo alla scelta di collocare tale struttura tecnica di missione presso un organo di diretta collaborazione e non all'interno della struttura dei Dipartimenti ministeriali. A seguito di tale rilievo, il Ministero, con nota di risposta, ha preannunciato al Consiglio di Stato la decisione di proporre, in sede di deliberazione definitiva del provvedimento, la soppressione di tale lettera.
  La lettera f) incide sul comma 4 dell'articolo 11, dedicato all'organismo indipendente di valutazione della performance (OIV), al fine di uniformare la disciplina dell'emolumento spettante al suo presidente a quella degli altri componenti, rimessa ad un decreto del Ministero dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.
  L'articolo 2 dello schema in esame reca le disposizioni transitorie e finali. In particolare, il comma 1 stabilisce che, in sede di prima applicazione, l'incarico dirigenziale di livello generale già conferito, alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, al coordinatore della Struttura tecnica per la promozione della filiera formativa tecnologico-professionale prosegue sino alla scadenza prevista nel decreto di incarico. Ricorda a tale proposito che l'incarico è stato conferito con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 14 del 3 marzo 2025 e che la durata dello stesso decorre dalla data di sottoscrizione del provvedimento di incarico per la durata di tre anni. Segnala che nella bozza di nuovo testo che il Ministero ha trasmesso alla Commissione – allo scopo di evidenziare le modifiche che intende apportare sulla base dei rilievi del Consiglio di Stato – viene soppressa la disposizione transitoria appena descritta, in conseguenza evidentemente della preannunciata soppressione della lettera e) del comma 1 dell'articolo 1.
  Il comma 2 dell'articolo 2, infine, dispone che dall'attuazione del provvedimento in esame non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  Nazario PAGANO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dei contributi in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno a valere sulle risorse iscritte nello stato di previsione della Pag. 15spesa del medesimo Ministero per l'anno 2025, nel capitolo 2309 – piano gestionale 1.
Atto n. 335.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni. Ricorda che la Commissione dovrà esprimere il prescritto parere entro il 17 novembre prossimo.
  In sostituzione del relatore, onorevole Sbardella, impossibilitato a partecipare alla seduta odierna, fa presente che la Commissione è chiamata a esaminare, ai fini del parere al Governo, lo schema di decreto interministeriale concernente il riparto dei contributi in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno a valere sulle risorse iscritte nello stato di previsione della spesa del medesimo Ministero per l'anno 2025, nel capitolo 2309 – piano gestionale 1 (Atto n. 335). Ricorda che lo schema di decreto è stato trasmesso alla Camera con lettera del Ministro dell'interno in data 23 ottobre 2025 e che, come anticipato, il termine per l'espressione del parere parlamentare è fissato al 17 novembre 2025.
  Ricorda, preliminarmente, che a partire dal 1996 gli stanziamenti destinati ai contributi da erogare agli enti combattentistici sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'interno, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 1990, sono confluiti in un apposito capitolo – il n. 2309 – dello stato di previsione dello stesso Ministero. Ciò è avvenuto per effetto delle disposizioni di cui ai commi da 40 a 44 dell'articolo 1 della legge n. 549 del 1995, che hanno disposto l'iscrizione in un unico capitolo degli importi dei contributi dello Stato in favore di enti ed istituti vari, elencati in apposita tabella. Il citato comma 40 dell'articolo 1 della legge n. 549 ha previsto che il riparto dei contributi tra gli enti sia annualmente effettuato, con decreto di ciascun Ministro, di concerto con il Ministro dell'economia, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Ai sensi del comma 42 del medesimo articolo 1 della legge n. 549 del 1995, alle Commissioni sono inviati i rendiconti annuali dell'attività svolta dai suddetti enti, prevedendosi altresì che gli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria, che non hanno fatto pervenire alla data del 15 luglio di ciascun anno il conto consuntivo dell'anno precedente, da allegare allo stato di previsione dei singoli Ministeri interessati, sono esclusi dal finanziamento per l'anno cui si riferisce lo stato di previsione stesso. Queste ultime previsioni non sono state riprodotte nell'articolo 32, comma 2, della legge n. 448 del 2001 (legge finanziaria 2002) che ha riproposto, per il resto, il meccanismo della legge n. 549 del 1995, senza peraltro abrogarne le disposizioni. Il citato articolo 32, comma 2, ha stabilito che gli importi dei contributi previsti da leggi dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, elencati nella tabella 1 allegata alla medesima legge (incluse, tra questi, le associazioni combattentistiche sottoposte alla vigilanza del Ministero dell'interno) siano iscritti nello stato di previsione di ciascun Ministero interessato. Il riparto tra gli enti destinatari delle risorse stanziate è effettuato ogni anno, entro il 31 gennaio, dal Ministro competente, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia, intendendosi corrispondentemente rideterminate le relative autorizzazioni di spesa. Viene confermata l'espressione del parere delle competenti Commissioni parlamentari sullo schema del decreto di ripartizione. Il comma 3 dell'articolo 32 della richiamata legge n. 48 ha quindi stabilito che la dotazione sia quantificata annualmente dalla legge di bilancio.
  L'articolo 1 dello schema di decreto in esame prevede l'erogazione di contributi per l'anno corrente in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal MinisteroPag. 16 dell'interno, sulla base delle istanze avanzate dalle associazioni interessate. Destinatari della ripartizione dei contributi sono le seguenti associazioni, individuate ai sensi della Tabella A allegata alla legge n. 93 del 1994: Associazione nazionale vittime civili di guerra (ANVCG); Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (ANPPIA); Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (ANED). Tali associazioni, come evidenziato nella premessa dell'atto in esame, hanno presentato la richiesta di contributi, che costituisce il presupposto per l'assegnazione degli stessi: l'ANED il 6 maggio 2025, l'ANPPIA il 28 maggio 2025 e l'ANVCG il 26 maggio 2025. Per il corrente anno finanziario, con riferimento al cap. 2309 Piano gestionale 1, lo stanziamento ammonta a 1.765.469 euro.
  Come precisato nella relazione allo schema di decreto, il contributo è ripartito tra le associazioni secondo le percentuali individuate nel verbale, allegato alla relazione, della riunione in data 11 febbraio 2025 tra la Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze – Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno e le suddette associazioni combattentistiche, nei seguenti termini: 78 per cento in favore dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) pari a 1.377.065,82 euro; 12 per cento in favore dell'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA), pari a 211.856,28 euro; 10 per cento in favore dell'Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED) pari a 176.546,90 euro. Fino al 2023, seguendo una prassi consolidata nel passato, lo schema di decreto ha fatto riferimento alla medesima proporzione di riparto che risulta dalla legge n. 93 del 1994. Nel 2024, il riparto venne effettuato in base al numero di iscritti: 81 per cento all'ANVCG, 10 per cento all'ANPPIA e 9 per cento all'ANED. Lo schema di decreto in esame fa di nuovo riferimento alla proporzione di riparto che risulta dalla legge n. 93 del 1994, in quanto tale proporzione è stata ritenuta da tutte le associazioni interessate ancora in linea con lo spirito della legge e rispondente alle peculiari esigenze delle associazioni stesse, secondo quanto risulta dal verbale della riunione in data 11 febbraio 2025 tra la Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze – Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno e le suddette associazioni, allegato allo schema di decreto trasmesso alla Camera.
  Ai sensi dell'articolo 2, l'erogazione del contributo grava sul capitolo 2309 (Somma da erogare a enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi) – piano gestionale 1, iscritto nell'unità di voto 5.1 «Flussi migratori, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le confessioni religiose» della Missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'interno, per l'esercizio finanziario dell'anno in corso.
  L'articolo 3 dello schema di decreto in esame dispone che le associazioni devono provvedere alla trasmissione della rendicontazione annuale dell'attività svolta alle competenti Commissioni parlamentari, come prescritto dall'articolo 1, comma 40, della legge n. 549 del 1995. Le tre associazioni, secondo quanto risulta dalla premessa dello schema di decreto, hanno quindi presentato al Ministero dell'interno, entro il termine del 15 luglio previsto dall'articolo 1, comma 42, della medesima legge n. 549 del 1995, i rendiconti relativi all'attività svolta nel 2024: l'Associazione nazionale vittime civili di guerra il 10 aprile 2025; l'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti il 13 aprile 2025; l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti il 24 marzo 2025.
  I rendiconti sono allegati allo schema di decreto trasmesso alla Camera.
  Per quanto riguarda le caratteristiche delle associazioni tra le quali si ripartisce il contributo, ricordo che l'ANVCG (Associazione nazionale vittime civili di guerra) è stata fondata nel 1943 e dal 1978 è ente morale di diritto privato (decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978) Pag. 17ed è iscritta, dal 17 ottobre 2022, al Registro unico nazionale del terzo settore Al 31 dicembre 2024, secondo quanto riportato dal bilancio consuntivo 2024 allegato allo schema di decreto trasmesso alla Camera, risultano iscritti 22.208 associati.
  L'ANPPIA (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) è un'organizzazione senza fini di lucro, istituita nel 1954 e riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1975, n. 987. Al 31 dicembre 2024, secondo quanto riportato dal bilancio consuntivo 2024 allegato allo schema di decreto trasmesso alla Camera, risultano iscritti 3.085 soci.
  L'ANED (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) è un'associazione senza fini di lucro, eretta ente morale con decreto del Presidente della Repubblica 5 novembre 1968. I suoi aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista e i familiari dei caduti nei lager. Secondo gli ultimi dati disponibili, risultanti dalla lettera di richiesta dei contributi 2025 allegata allo schema di decreto trasmesso alla Camera, i soci risultano essere 2.603.

  Federico FORNARO (PD-IDP), nel chiedere conferma di aver ben compreso, valuta positivamente la scelta di essere tornati, nella distribuzione delle risorse tra le tre associazioni combattentistiche, alle percentuali ante 2024 – vale a dire 78 per cento in favore dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra; 12 per cento in favore dell'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti e 10 per cento in favore dell'Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti –, richiamando sull'argomento la discussione svolta in Commissione in occasione dell'esame dello schema relativo all'anno scorso.

  La Sottosegretaria Wanda FERRO conferma che, nello schema in esame, il riparto delle risorse tra le tre associazioni è effettuato sulla base delle percentuali citate dall'onorevole Fornaro.

  Nazario PAGANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 10.45.

SEDE REFERENTE

  Giovedì 6 novembre 2025. — Presidenza del presidente Nazario PAGANO.

  La seduta comincia alle 10.45.

Riordino delle funzioni e dell'ordinamento della polizia locale.
C. 125 Bordonali, C. 600 Rampelli, C. 875 Deborah Bergamini, C. 1716 Governo, C. 1727 Paolo Emilio Russo e C. 1862 Caramiello.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 febbraio 2025.

  Nazario PAGANO, presidente, avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all'odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni. Ricorda che – secondo quanto stabilito nella scorsa riunione dell'Ufficio di presidenza – oggi si procederà alla discussione generale.
  Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare avvertendo che nella prossima seduta si procederà all'adozione del testo base. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Sui lavori della Commissione.

  Federico FORNARO (PD-IDP), con riferimento alla prossima seduta di esame delle proposte emendative accantonate riferite all'A.C. 2643 Governo, auspica che l'istruttoria in corso si svolga in modo tale da consentire di esaminare tutte insieme le proposte emendative restanti, alcune delle quali presentano peraltro profili di particolare attenzione per il suo gruppo.

Pag. 18

  Nazario PAGANO, presidente, precisa che l'andamento dell'esame del provvedimento non è determinato soltanto dall'impegno della relatrice e dei deputati della Commissione, essendo in corso sulle proposte emendative accantonate interlocuzioni con due Ministeri.

  La seduta termina alle 10.50.