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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 18 novembre 2025
586.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
Pag. 57

ATTI DELL'UNIONE EUROPEA

  Martedì 18 novembre 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI.

  La seduta comincia alle 13.

Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito.
JOIN(2025)26 final.
(Esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

  Stefano Giovanni MAULLU (FDI), relatore, in premessa, sottolinea che il documento in esame presenta un'iniziativa di alto profilo politico e strategico per il futuro dell'Unione europea.
  Evidenzia, infatti, che la proposta di un Patto per il Mediterraneo giunge in una fase cruciale, alla vigilia del trentesimo anniversario del Processo di Barcellona, e si propone di inaugurare una stagione nuova nelle relazioni tra l'Unione e i dieci Paesi del Mediterraneo meridionale.
  Ricorda, quindi, le ragioni per cui il Processo di Barcellona, avviato nel 1995 con grandi ambizioni, non è riuscito nel tempo a generare quello spazio di stabilità, prosperità condivisa e cooperazione politica che si era proposto di costruire.
  A suo avviso, le cause sono molteplici e si intrecciano: da un lato, gli anni successivi hanno visto un progressivo indebolimentoPag. 58 della volontà politica europea di investire realmente nel Mediterraneo, complice l'allargamento a Est del 2004, che ha spostato l'attenzione dell'Unione verso altre priorità geografiche e strategiche; dall'altro, la regione ha attraversato una lunga stagione di crisi – dai conflitti mediorientali ai mutamenti post-primavere arabe, fino alla crescente instabilità del Nord Africa – che ha eroso la fiducia, bloccato riforme interne e reso difficile immaginare un percorso comune.
  A ciò si è aggiunta una certa asimmetria strutturale: mentre l'UE chiedeva ai Paesi partner riforme profonde in materia di governance, diritti e apertura dei mercati, spesso mancavano incentivi economici sufficientemente forti e strumenti finanziari realmente adeguati.
  Rileva che non va trascurato, infine, che molte delle iniziative previste dal Processo di Barcellona sono rimaste prive di un vero meccanismo di attuazione, monitoraggio e responsabilità condivisa, con il risultato che la cooperazione si è troppo spesso risolta in una dichiarazione di intenti, non in un'agenda politica operativa.
  Osserva che il Patto per il Mediterraneo nasce dunque anche come risposta a queste criticità: non per ripetere formule che il tempo ha mostrato insufficienti, ma per proporre una struttura più concreta, più flessibile, più finanziata e soprattutto più aderente alla realtà geopolitica attuale, nella quale l'Europa e il Mediterraneo condividono sfide che nessuno può affrontare da solo.
  Sottolinea che il Mediterraneo torna ad essere, nelle intenzioni europee, non un capitolo periferico della politica estera, ma il centro di una strategia complessiva che intreccia sicurezza, economia, energia, gestione dei flussi migratori, sviluppo umano, cambiamento climatico e resilienza territoriale.
  È un cambio di passo che merita attenzione perché riflette una consapevolezza crescente: senza un Mediterraneo stabile e prospero, l'Europa non può ambire a una vera autonomia strategica.
  Evidenzia che questa inversione di prospettiva non nasce nel vuoto. Essa si inserisce in un contesto geopolitico segnato da instabilità regionali, dalla crescente competizione tra attori globali, da catene del valore esposte a nuove vulnerabilità e da un quadro migratorio sempre più complesso.
  Rileva che, in tale scenario, il Mediterraneo rappresenta uno snodo decisivo per la sicurezza energetica europea, per la protezione delle rotte marittime e per la gestione ordinata dei fenomeni migratori.
  Fa presente che, in questo quadro, l'Italia non è un semplice destinatario della strategia, ma un protagonista naturale. Il Patto per il Mediterraneo si colloca in piena continuità con l'impostazione promossa dal Governo attraverso il «Piano Mattei», che ha introdotto una visione fondata sul partenariato alla pari, sull'investimento condiviso e su un approccio alla migrazione basato su responsabilità comuni e vantaggi reciproci.
  Al riguardo, osserva che il Piano Mattei ha restituito al nostro Paese una postura propositiva nella regione, consolidando un metodo che già mostra risultati: valorizzazione delle nostre competenze nel settore energetico e infrastrutturale; sostegno alla creazione di filiere industriali euro-africane; promozione della formazione tecnica, superiore e professionale; mobilitazione di investimenti e strumenti finanziari innovativi; rafforzamento della cooperazione nella sicurezza e nel contrasto dei traffici illegali; riaffermazione di una gestione dei flussi migratori basata su ordine, legalità e responsabilità condivisa.
  Sottolinea che il Patto europeo, riconoscendo molte di queste priorità, amplia il campo d'azione dell'Unione, lo dota di strumenti più moderni e costruisce un quadro entro cui l'Italia può esercitare una leadership naturale, sostenuta dalla nostra rete diplomatica, dal ruolo nel Mediterraneo centrale e dalle competenze dei nostri attori economici, industriali e di sicurezza.
  Sotto il profilo politico generale, rileva che il Patto segna una svolta: il Mediterraneo non è più descritto come uno spazioPag. 59 da «contenere», ma come l'area su cui costruire una politica estera europea dotata di senso strategico, nella quale convergano gli interessi degli Stati membri e la proiezione internazionale dell'Unione.
  A suo avviso, tale evoluzione riflette fedelmente la linea che l'Italia sta perseguendo negli ultimi anni: una linea che unisce la serietà nella gestione dei flussi migratori e il contrasto deciso delle reti criminali che lucrano sulla disperazione delle persone, alla costruzione di una cornice più ampia di sicurezza marittima e stabilità regionale, indispensabile per proteggere le nostre comunità costiere, le rotte commerciali e la libertà di navigazione.
  Parallelamente, la nostra visione riconosce nell'energia un pilastro geopolitico, capace di orientare partenariati duraturi e di assicurare all'Europa quella diversificazione delle fonti che la transizione energetica richiede.
  Fa presente che a ciò si affianca la necessità di generare opportunità economiche condivise: un'economia mediterranea più interconnessa, più verde e più integrata rafforza la crescita dei Paesi partner e consolida, al tempo stesso, la proiezione economica dell'Italia.
  Infine, evidenzia che nessuna strategia sarà realmente trasformativa se non si investirà sulle persone. Formazione, competenze, mobilità giovanile e sviluppo umano sono gli strumenti più efficaci per costruire un Mediterraneo capace di futuro, in cui istruzione e lavoro diventino fattori di stabilità e non di fuga.
  In questa fase, a suo avviso, il compito del Parlamento – e della III Commissione – è contribuire affinché il Patto non rimanga un enunciato ambizioso, ma si traduca in una politica effettiva, con risorse definite, obiettivi verificabili e una partecipazione attiva dell'Italia nella definizione del piano d'azione previsto per il 2026.
  Al fine garantire un esame approfondito e coerente con le priorità italiane, sottoporrà all'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, la proposta di organizzare un ciclo di audizioni articolato principalmente in tre ambiti tematici: l'ambito politico-istituzionale e geopolitico, per valutare l'impianto strategico del Patto, il ruolo dell'Italia e il raccordo strutturale con il Piano Mattei; quello economico, energetico e infrastrutturale, dedicato alle ricadute sulle filiere produttive, alle interconnessioni energetiche e digitali, e alle prospettive della transizione green; infine, l'ambito della sicurezza, della difesa e della gestione della migrazione, con particolare attenzione alla protezione delle frontiere, al contrasto dei traffici, alla cooperazione marittima e all'impatto sulle comunità costiere del nostro Paese.
  Sottolinea che, in esito a questo percorso istruttorio, la III Commissione sarà nelle condizioni di definire una posizione parlamentare solida, consapevole e orientata alla tutela degli interessi nazionali, da presentare nel quadro del processo di attuazione del Patto, anche in vista dell'adozione del correlato piano d'azione nel primo trimestre del 2026.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.15.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 18 novembre 2025. — Presidenza del presidente Giulio TREMONTI.

  La seduta comincia alle 13.30.

DL 156/2025: Misure urgenti in materia economica.
C. 2678 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell'11 novembre 2025.

Pag. 60

  Giulio TREMONTI, presidente, in sostituzione della relatrice, onorevole Patrizia Marrocco, impossibilitata a partecipare alla seduta odierna, illustra una proposta di parere favorevole (vedi allegato).

  La Commissione approva la proposta di parere.

  La seduta termina alle 13.35.

ERRATA CORRIGE

  Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 583 del 12 novembre 2025, a pagina 55, prima colonna, decima riga, sostituire le parole «la soppressione» con le seguenti «l'aggiunta».