SEDE REFERENTE
Martedì 18 novembre 2025. — Presidenza del presidente Antonino MINARDO.
La seduta comincia alle 13.
Modifica all'articolo 15 e introduzione dell'articolo 15-bis del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, concernenti la competenza esclusiva dello Stato per le funzioni e le attività in materia di difesa e sicurezza nazionale nonché la clausola di compatibilità per l'applicazione delle disposizioni in materia ambientale adottate dagli enti territoriali alle aree militari.
C. 1887 Chiesa.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Antonino MINARDO, presidente, avverte che la Commissione avvia oggi l'esame, in sede referente, della proposta di legge C. 1887, recante «Modifica all'articolo 15 e introduzione dell'articolo 15-bis del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, concernenti la competenza esclusiva dello Stato per le funzioni e le attività in materia di difesa e sicurezza nazionale nonché la clausola di compatibilità per l'applicazione delle disposizioni in materia ambientale adottate dagli enti territoriali alle aree militari».Pag. 63
Invita quindi la relatrice, onorevole Chiesa, a illustrare i contenuti del provvedimento.
Paola Maria CHIESA (FDI), relatrice, fa presente che la proposta di legge in esame, a sua prima firma, reca disposizioni volte a modificare l'articolo 15 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, nonché a introdurre, nel medesimo codice dell'ordinamento militare, l'articolo 15-bis, concernenti la competenza esclusiva dello Stato per le funzioni e le attività in materia di difesa e sicurezza nazionale nonché la clausola di compatibilità per l'applicazione delle disposizioni in materia ambientale adottate dagli enti territoriali alle aree militari.
Rammenta preliminarmente come, in un quadro internazionale segnato da minacce in rapida evoluzione e da tecnologie che trasformano le operazioni militari, diventa necessario riconsiderare l'organizzazione dell'apparato amministrativo-militare preposto alla sicurezza nazionale.
Evidenzia, infatti, come velocità, flessibilità e innovazione impongano un chiaro rafforzamento dell'esclusività statale nella gestione della difesa, dall'organizzazione all'addestramento e alla dislocazione delle unità.
Sottolinea come, pur essendo già attribuita allo Stato la competenza esclusiva in materia di difesa dall'articolo 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione e per quanto le funzioni e i compiti che riconducono alla difesa e alla sicurezza nazionale siano elencati dai commi 1 e 2 dell'articolo 15 del codice dell'ordinamento militare, la presente proposta di legge intenda precisare e consolidare tale principio.
Segnala, infatti, come la presente proposta di legge proponga di stabilire che le normative ambientali regionali si applichino alle aree militari solo in modo compatibile con le esigenze di difesa, al fine di prevenire contenziosi e garantire la piena prontezza operativa dello strumento militare. Si prevede inoltre l'assimilazione dei siti e delle aree addestrative permanenti ai siti industriali dismessi, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, rafforzando ulteriormente il quadro normativo di tutela della competenza statale.
Osserva, in sintesi, che la proposta di legge in esame intende rafforzare l'esclusività della competenza dello Stato nella gestione di tutto ciò che afferisce alla difesa e alla sicurezza nazionale, escludendo interferenze derivanti da eventuali ampliamenti delle competenze legislative regionali.
Passando a illustrare nel dettaglio il contenuto della proposta di legge, che si compone di un unico articolo, evidenzia come l'articolo 1, comma 1, lettera a), modifichi l'articolo 15 del Codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo n. 66 del 2010 – COM) introducendo un nuovo comma, dopo il comma 2-bis.
Il nuovo comma 2-ter ribadisce e precisa che tutte le attività connesse alla difesa e alla sicurezza nazionale rientrano nella competenza esclusiva dello Stato. In particolare, si chiarisce che non solo le funzioni e i compiti già previsti nei primi due commi dell'articolo 15 del COM (spettanti allo Stato e attribuite al Ministero della difesa), ma anche la predisposizione, l'organizzazione, la preparazione e l'addestramento delle unità, devono essere gestiti direttamente dallo Stato.
Segnala, inoltre, che il nuovo comma 2-ter, nella parte finale, specifica che tale esclusività si estende anche alla dislocazione delle unità militari sul territorio nazionale e delle aree addestrative dove le Forze armate svolgono le proprie attività di esercitazione.
Sottolinea quindi come l'articolo 1, comma 1, lettera b), della proposta modifichi il Codice dell'ordinamento militare introducendo l'articolo 15-bis, il quale introduce la cosiddetta «Clausola di compatibilità per l'applicazione delle disposizioni in materia ambientale alle aree militari». Si tratta di una norma che disciplina il rapporto tra le disposizioni ambientali degli enti territoriali e le attività militari sul territorio nazionale, stabilendo limiti, condizioni e criteri per l'applicazione delle norme ambientali agli spazi e alle attività delle Forze armate.Pag. 64
Osserva, in particolare, come il comma 1 dell'articolo 15-bis preveda che le disposizioni in materia ambientale adottate da enti territoriali possono applicarsi compatibilmente alle esigenze di sicurezza e difesa nazionale alle attività addestrative e logistiche militari, nonché all'individuazione e alla gestione delle aree utilizzate per fini militari (come, ad esempio, i poligoni militari). La norma attribuisce, pertanto, una importanza prioritaria alle esigenze di difesa e sicurezza nazionale rispetto a disposizioni ambientali adottate da enti territoriali. Queste ultime disposizioni trovano applicazione, infatti, fino a quando esse non ostacolano o compromettono finalità militari ritenute prioritarie.
Segnala che il comma 2 dell'articolo 15-bis prevede che i siti militari e le aree addestrative permanenti siano assimilati ai siti industriali dismessi, ai sensi dell'articolo 240, comma 1, lettera h), del Codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006).
Fa presente, da ultimo, che il comma 3 dell'articolo 15-bis dispone che le Regioni non possono istituire vincoli ambientali e paesaggistici sulle aree militari senza il previo consenso dello Stato Maggiore della Difesa.
Marco PELLEGRINI (M5S) ritiene che la proposta di legge in esame si ponga in un solco contrario rispetto allo sviluppo della tutela dell'ambiente nell'ordinamento italiano. Ricorda, infatti, come la legge costituzionale n. 1 del 2022 abbia modificato l'articolo 9 della Costituzione, prevedendo, espressamente, la tutela dell'ambiente tra i principi fondamentali della Repubblica. Evidenzia dunque come, in un contesto di rinnovata attenzione e sensibilità per la salvaguardia dell'ambiente, la proposta di legge C. 1887, laddove stabilisce puntualmente limiti, condizioni e criteri per l'applicazione delle norme ambientali agli spazi e alle attività delle Forze armate, si discosti perniciosamente dal principio costituzionale. Esprime, pertanto, la contrarietà del proprio Gruppo alla proposta di legge in esame.
Antonino MINARDO, presidente, nessun'altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.10.
ATTI DEL GOVERNO
Martedì 18 novembre 2025. — Presidenza del presidente Antonino MINARDO.
La seduta comincia alle 13.10.
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 11/2025, relativo al potenziamento delle capacità All Terrain Vehicles (ATV) dello strumento militare terrestre in ottica Full/ATV.
Atto n. 327.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.
Antonino MINARDO, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del prescritto parere sullo schema di decreto in esame scade il 23 novembre 2025; rammenta, inoltre, che la V Commissione, nella seduta del 29 ottobre 2025, ha espresso una valutazione favorevole sul provvedimento, per i profili di carattere finanziario.
Gloria SACCANI JOTTI (FI-PPE), relatrice, fa presente come il programma pluriennale n. SMD 11/2025 sia relativo al potenziamento della capacità All Terrain Vehicles (ATV) dello Strumento Militare Terrestre in ottica Full/ATV.
Al riguardo, evidenzia anzitutto come il presente programma sia finalizzato a dotare la Difesa di una linea di mezzi Full/All Terrain Vehicle (F/ATV) con profili di mobilità tattica e protezione balistica accresciuti, idonei a operare in ambienti impervi (montano/artico) e in condizioni climatiche complesse, assicurando sistemi d'arma con elevata mobilità, letalità e protezione a supporto di Cold Weather Operations (CWO) e Mountain Warfare Operations (MWO), colmandoPag. 65 il gap derivante dall'obsolescenza di parte delle piattaforme legacy e dall'adeguamento delle dotazioni di una Grande Unità da Combattimento di livello Brigata impiegata su terreni a basso indice di scorrimento.
Sottolinea infatti come, a questi fini, il programma in esame preveda l'approvvigionamento pluriennale di 160 nuovi veicoli in sette configurazioni (8 posto comando, 79 trasporto truppa, 11 trasporto feriti, 17 porta mortaio, 33 trasporto materiali, 6 soccorso/officina, 6 cisterna) destinati ad alimentare un Battle Group Alpino, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, il Centro Addestramento Alpino e la Scuola Trasporti e Materiali (ente per la formazione dei manutentori), con contestuali adeguamenti infrastrutturali delle sedi che ospiteranno i nuovi mezzi.
Osserva come tali nuovi veicoli incrementeranno in modo significativo la mobilità tattica su ogni terreno, la capacità di dispiegamento e combattimento in montagna o in ambienti estremi (Mountain Warfare e Cold Weather Operations), le comunicazioni sicure con superiore situational awareness, e la protezione balistica anche contro minacce IED (Improvised Explosive Device).
Fa quindi presente come il programma sia concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale di presumibile avvio nel 2025 e di ipotizzata conclusione nel 2034.
Osserva inoltre come, per quel che concerne i profili industriali, la scheda illustrativa riporti che il programma prevede che i settori industriali interessati saranno prevalentemente quelli dell'industria meccanica, elettronica, sistemistica e dei sistemi C5I, non escludendosi opportunità di cooperazione internazionale e prospettive di export.
Segnala, da ultimo, come nel Documento di programmazione pluriennale della Difesa riferito al triennio 2025-2027, il presente programma venga annoverato a pagina 14 dell'Annesso.
Antonino MINARDO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 17/2025, denominato «Nuovo elicottero da esplorazione e scorta (NEES)», relativo al rinnovamento della componente aeromeccanizzata dello strumento terrestre.
Atto n. 328.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.
Antonino MINARDO, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del prescritto parere sullo schema di decreto in esame scade il 23 novembre 2025; rammenta, inoltre, che il provvedimento è stato assegnato anche alla V Commissione ai fini dell'espressione della propria valutazione per i profili di carattere finanziario.
Roberto BAGNASCO (FI-PPE), relatore, fa presente come il programma pluriennale n. SMD 17/2025, denominato «Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta (NEES)», sia relativo al rinnovamento della componente aeromeccanizzata dello Strumento Terrestre.
Al riguardo, evidenzia, in primo luogo, come nell'Esercito italiano siano in linea elicotteri da esplorazione e scorta AgustaWestland AW-129.
Ricorda come questi aeromobili, introdotti negli anni '80, hanno ormai esaurito gran parte del loro margine evolutivo: la configurazione risulta saturata dai numerosi aggiornamenti effettuati e manifesta crescenti segni di obsolescenza, accentuati dal naturale logorio dovuto all'intenso impiego.
Rammenta come, conseguentemente, la loro progressiva dismissione per fine vita operativa sia stata iniziata a partire dal 2020.
Segnala infatti che, per procedere alla loro sostituzione e assicurare la continuità di tale fondamentale capacità, nel 2016, è stato avviato il programma pluriennale n. SMD 02/2016, relativo allo studio, progettazione e qualifica del futuro Elicottero da Esplorazione e Scorta. Il nuovo elicottero Pag. 66da esplorazione e scorta dovrà superare l'AW-129 per sopravvivenza, capacità d'ingaggio, connettività digitale e proiettabilità, offrire alte prestazioni con riferimento all'autonomia e alla capacità di carico, nonché disporre di motorizzazione più performante e connettività pienamente interoperabile con assetti terrestri, navali e aerei nazionali/NATO secondo gli standard Forza NEC (Network Enabled Capability). Tale nuovo velivolo dovrà inoltre svolgere missioni sia in supporto alle unità a terra sia in autonomia (esplorazione e sorveglianza), operare in ogni ambiente e condizione di luce/clima, e garantire elevata sopravvivenza con bassa osservabilità elettromagnetica e infrarossa.
Evidenzia come lo schema di decreto in esame, che si riferisce alla terza fase del programma d'arma, analogamente a quanto già descritto nei precedenti decreti SMD 02/2016 e 06/2020 (di cui rappresenta un'integrazione), sia dunque finalizzato: al completamento dello sviluppo della configurazione Full Operational Capability (FOC) dell'elicottero, con qualifica, certificazione e industrializzazione della stessa, prevedendo l'acquisizione di 29 elicotteri in configurazione FOC a completamento della flotta di 48 NEES e il retrofit dei 19 già contrattualizzati alla medesima configurazione; all'adeguamento dell'intero set di pubblicazioni tecniche operative e manutentive alla FOC; alla fornitura di supporto logistico decennale per le piattaforme; nonché all'acquisizione di un sistema integrato di addestramento e pianificazione comprensivo di aule formative, attrezzature didattiche, corsi e simulatori di volo, di missione e manutentivi.
Fa presente come il programma in esame sia concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale di presumibile avvio nel 2026 e si concluderà presumibilmente nel 2032.
Osserva come, per quel che concerne i profili industriali e il ritorno occupazionale, la scheda illustrativa, rimandando ai precedenti decreti SMD 02/2016 e SMD 06/2020, riporti che i settori industriali interessati sono prevalentemente quelli aerospaziale, meccanico, dell'elettronica e, più in generale, dell'alta tecnologia, nonché di ricerca e di sviluppo. I siti produttivi sono ubicati su tutto il territorio nazionale, con una particolare concentrazione sull'area della Lombardia e del Centro-Sud (Lazio, Puglia e Campania).
Sottolinea, in particolare, che il programma prevede il coinvolgimento di oltre 200 realtà nazionali, con importanti ritorni industriali sia in termini di know-how, sia in relazione allo sviluppo di un significativo monte ore per la progettazione e produzione in Italia degli elicotteri, nonché dei componenti e servizi per il supporto logistico della flotta, per la durata prevedibile dell'intera vita operativa (25/30 anni). Infine, la scheda evidenzia che, nel soddisfare il requisito dell'Esercito italiano di dotarsi di un nuovo elicottero di esplorazione e scorta (NEES), l'industria nazionale svilupperà tecnologie, anche attraverso collaborazioni internazionali, propedeutiche alla partecipazione a futuri programmi di cooperazione, garantendo sinergie a diretto vantaggio del sistema industriale italiano e anche della Difesa, per lo sviluppo di piattaforme innovative a beneficio di tutte le componenti delle Forze armate.
Segnala, da ultimo, come nel Documento di programmazione pluriennale della Difesa riferito al triennio 2025-2027 il presente programma venga annoverato a pagina 31 dell'Annesso.
Antonino MINARDO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 21/2025, per lo sviluppo, acquisizione e supporto logistico pluriennale dei mezzi e armi subacquee per le missioni affidate al Gruppo operativo incursori (GOI).
Atto n. 333.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento e rinvio).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto.
Antonino MINARDO, presidente, ricorda che il termine per l'espressione del prescrittoPag. 67 parere sullo schema di decreto in esame scade il 30 novembre 2025; rammenta, inoltre, che il provvedimento è stato assegnato anche alla V Commissione ai fini dell'espressione della propria valutazione per i profili di carattere finanziario.
Paola Maria CHIESA (FDI), relatrice, fa presente come il programma pluriennale n. SMD 21/2025 sia relativo allo sviluppo, acquisizione e supporto logistico pluriennale dei mezzi e armi subacquee per le missioni affidate al Gruppo Operativo Incursori (GOI).
Al riguardo, ricorda, in primo luogo, che la Marina Militare opera in uno scenario complesso, che impone la tutela della sicurezza marittima nella sua accezione più estesa: difesa degli spazi territoriali e contrasto a minacce asimmetriche (pirateria, terrorismo, sabotaggio) contro interessi nazionali, incluse le infrastrutture critiche subacquee.
Sottolinea come, in questo contesto, il Gruppo Operativo Incursori (GOI) svolga missioni in cui vantaggio conoscitivo e non-palesamento della presenza sono decisivi; l'impiego di piccole unità non convenzionali, altamente addestrate ed equipaggiate, funge da moltiplicatore di potenza nella gestione di situazioni complesse.
Evidenzia, dunque, come il presente programma sia finalizzato a sviluppare, acquisire, rinnovare, ammodernare e sostenere logisticamente mezzi speciali di incursione subacquei e di superficie per il trasporto, occulto e non, di operatori Incursori della Marina Militare, per la condotta di operazioni speciali (OS) in ambiente marittimo – in particolare nella dimensione subacquea – mediante l'utilizzo discreto di nuovi sensori e nuovi sistemi d'arma.
Segnala come, a questi fini, il programma in esame mira all'aumento della dotazione, all'ammodernamento e all'evoluzione delle linee di mezzi d'incursione/assalto subacquei e di superficie (Trasportatori Speciali – TT.SS.) e dei relativi sistemi d'arma, integrando tecnologie dirompenti, nuovi sistemi C4I, sensori optoelettronici integrati, sistemi per l'EW ed equipaggiamenti subacquei specialistici.
Sottolinea come l'impiego dei nuovi mezzi è previsto nelle Operazioni Speciali in ambito nazionale e internazionale, anche in supporto ad altri dicasteri e in concorso con Agenzie governative ai sensi della legge n. 198 del 2015.
Fa presente, in particolare, come i TT.SS., mezzi subacquei compatti, modulari e facilmente trasportabili, operino in modo occulto con elevata precisione, integrando sistemi d'arma, di scoperta e di comunicazione. L'adeguamento delle linee e lo sviluppo di nuovi mezzi/materiali incrementano automazione e tecnologie per mantenere la leadership italiana nelle operazioni speciali marittime e potenziare la protezione/difesa delle infrastrutture critiche subacquee. Ne derivano maggiori capacità del GOI nel contrasto al sabotaggio su strutture e naviglio mercantile d'interesse nazionale e maggiori margini di sicurezza per il personale.
Fa presente come il programma sia concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale, di presumibile avvio nel 2025 e conclusione stimata nel 2035.
Osserva come, per quel che concerne i profili industriali, la scheda illustrativa riporti che il programma prevede, al fine di non disperdere il know-how maturato e ottimizzare l'efficacia degli interventi attraverso la ricerca di comunalità logistiche e operative, il prosieguo dei rapporti con il comparto industriale già intercorsi nello sviluppo della precedente generazione di mezzi.
Evidenzia, peraltro, come la scheda illustrativa specifichi che, in considerazione dell'elevata valenza strategica nazionale, il programma, nella sua interezza, non ha una connotazione rivolta alla cooperazione internazionale.
Segnala, da ultimo, come nel Documento di programmazione pluriennale della Difesa riferito al triennio 2025-2027 il presente programma venga annoverato a pagina 24 dell'Annesso.
Marco PELLEGRINI (M5S), intervenendo anche con riferimento agli Atti nn. 327 e 328, ritiene evidente la volontà del Governo e della maggioranza di perseguire la strada del riarmo e dell'innalzamentoPag. 68 delle spese militari. Reputa, peraltro, non giustificate da esigenze di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma in dotazione alle Forze armate le risorse finanziarie che il Governo sta destinando alle spese per la difesa nazionale. Evidenzia, in particolare, come la retorica della minaccia attuale e costante alla sicurezza nazionale non giustifichi l'innalzamento della spesa ben oltre la soglia del 2 per cento del PIL, in ossequio ai recenti impegni assunti dal Governo in ambito NATO. Sottolinea, inoltre, che le risorse finanziarie dedicate alla difesa impediscono allo Stato di dedicare risorse appropriate in altri settori quali, ad esempio, la sanità e la scuola. Ricorda, da ultimo, come durante i Governi presieduti dal Presidente Conte, le scelte in ambito di spesa militare siano state di senso opposto a quelle dell'attuale Governo, con investimenti maggiori in altri settori e con il contenimento delle spese militari al di sotto della soglia del 2 per cento del PIL.
Roberto BAGNASCO (FI-PPE) non condivide la ricostruzione operata dal collega Pellegrini. Evidenzia, in primo luogo, come le spese militari non siano state attualmente aumentate, essendo previsto, invece, un aumento progressivo nei prossimi anni. Ritiene, in secondo luogo, che la scelta del Governo di impegnarsi nel raggiungimento della soglia del 2 per cento del PIL abbia dimostrato, in ambito internazionale, la serietà dell'Italia rispetto agli obblighi assunti. Sottolinea, ancora, che le spese sostenute in ambito, ad esempio, sanitario o scolastico, non risentono degli investimenti dedicati alla difesa nazionale, consistendo in capitoli di spesa diversi e distinti. Reputa, da ultimo, che gli investimenti in campo militare, nell'attuale contesto geopolitico e internazionale, non possono definirsi una scelta, bensì un obbligo di responsabilità.
Monica CIABURRO (FDI), associandosi alle affermazioni del collega Bagnasco, ribadisce che le spese in ambito militare non incidono su altri settori sui quali il Governo sta, in ogni caso, investendo risorse cospicue. Ricorda, peraltro, che l'impegno di destinare almeno il 2 per cento del PIL alle spese per la difesa sia un obbligo internazionale assunto dai Governi precedenti. Evidenzia, infine, che il mutato scenario internazionale impone di agire in abito di difesa e sicurezza nazionale con serietà e responsabilità, rappresentando queste precondizioni essenziali per lo sviluppo di qualsiasi altro settore.
Marco PELLEGRINI (M5S), replicando alle affermazioni dei colleghi Bagnasco e Ciaburro, evidenzia come il disegno di legge di bilancio per l'anno 2026 indichi chiaramente che alle spese militari sono destinati oltre 32 miliardi di euro. Sottolinea, aggiuntivamente, come il capitolo di spesa per la difesa sia, negli ultimi dieci anni, in costante incremento. Ricorda, peraltro, che, nel vertice tenutosi all'Aja nel giugno del 2025, gli Stati membri della NATO si sono impegnati al raggiungimento, entro il 2035, della soglia del 5 per cento del PIL da destinarsi alle spese per la difesa. Ritiene, dunque, che tale nuovo incremento delle spese militari andrebbe a detrimento di altri settori, soprattutto, ove si consideri che l'Italia non sarebbe in grado, già oggi, di reperire sufficienti risorse finanziarie. Giudica, da ultimo, l'azione di Governo in ambito militare contrastare con quanto affermato, precedentemente, dallo stesso Ministro Crosetto, il quale rilevava l'insostenibilità, per l'Italia, di mantenere stabilmente le spese militari nella soglia del 2 per cento del PIL.
Roberto BAGNASCO (FI-PPE), in risposta al collega Pellegrini, evidenzia come l'Italia sia finanziariamente in grado di far fronte agli impegni assunti non solo in ambito di difesa, così come dimostrato dall'uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo.
Antonino MINARDO, presidente, nessun'altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.40.