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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 2 dicembre 2025
595.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Difesa (IV)
COMUNICATO
Pag. 38

SEDE REFERENTE

  Martedì 2 dicembre 2025. — Presidenza del presidente Antonino MINARDO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per la difesa Isabella Rauti.

  La seduta comincia alle 12.50.

Integrazione delle attività di interesse pubblico esercitate dall'Associazione della Croce Rossa italiana e revisione delle disposizioni in materia di Corpi dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate. Delega al Governo per la revisione della disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie dell'Associazione della Croce Rossa italiana ausiliari delle Forze armate e delega al Governo per la razionalizzazione, la semplificazione e il riassetto delle disposizioni in materia di ordinamento militare.
C. 2429 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 25 novembre 2025.

  Antonino MINARDO, presidente, comunica che è stata presentata una sola proposta emendativa al disegno di legge in esame (vedi allegato 1), la quale risulta ammissibile.
  Dopo aver dato conto delle sostituzioni, invita la relatrice e la rappresentante del Governo ad esprimere il loro parere sulla proposta emendativa presentata.

Pag. 39

  Gloria SACCANI JOTTI (FI-PPE), relatrice, esprime parere contrario sull'emendamento Dell'Olio 1.1.

  La sottosegretaria Isabella RAUTI esprime parere conforme a quello della relatrice.

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S), illustrando l'emendamento a sua prima firma, evidenzia, in particolare, come la finalità della proposta emendativa sia quella di rendere possibile, su base volontaria, la reintegrazione nel contingente di cui al comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 2012 del personale precedentemente appartenente alla Croce rossa italiana e, successivamente, trasferito ad altre amministrazioni in seguito alla riorganizzazione dell'ente operata, originariamente, con il decreto legislativo n. 178 del 2012. Chiarisce, inoltre, come l'obiettivo principale sia quello di recuperare e valorizzare, mediante l'alimentazione del contingente di cui al comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 2012, personale già formato, al fine di non disperdere le competenze già acquisite e conservare allo Stato un contingente capace di concorrere agli impieghi di protezione civile. Alla luce di quanto precede, chiede, dunque, che l'emendamento a sua prima firma venga accantonato. Preannuncia, in caso di contrarietà all'accontamento, la presentazione di un ordine del giorno nel corso della discussione del disegno di legge in Assemblea.

  La sottosegretaria Isabella RAUTI evidenzia come ragioni di ordine tecnico non rendano possibile l'accantonamento. Ricorda infatti come, presso il Senato della Repubblica, un emendamento sostanzialmente analogo alla proposta emendativa in esame sia stato dichiarato non ricevibile. Fa presente, inoltre, che il Ministero della difesa è in procinto di avviare una riorganizzazione particolarmente pregnante. Ritiene, dunque, che il tema oggetto dell'emendamento possa essere ulteriormente considerato, stante la validità del principio da esso recato, mediante la successiva presentazione in Assemblea di un apposito ordine del giorno nell'ambito della futura discussione circa la riorganizzazione preannunciata.

  Andrea DE MARIA (PD) chiede chiarimenti al Governo circa la necessità che la Commissione si attesti sulle valutazioni precedentemente operate dal Senato della Repubblica con riferimento al merito dell'emendamento Dell'Olio 1.1.

  La sottosegretaria Isabella RAUTI, nel rispondere alla richiesta avanzata dall'onorevole De Maria, chiarisce che il riferimento alle valutazioni operate dal Senato della Repubblica è limitato alle emerse problematicità di tipo tecnico che riguardano, in termini sostanzialmente analoghi, anche l'emendamento Dell'Olio 1.1.

  Gianmauro DELL'OLIO (M5S) chiede se sia possibile fornire un ulteriore chiarimento circa le problematiche tecniche cui la sottosegretaria Rauti si riferisce.

  La sottosegretaria Isabella RAUTI, con riferimento alla richiesta di chiarimenti dell'onorevole Dell'Olio, fa presente che l'emendamento Dell'Olio 1.1 si propone di alimentare il contingente di cui al comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 2012 mediante personale a tempo indeterminato, ponendosi in contrasto con la vocazione volontaria del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana.

  Antonino MINARDO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, prende atto della contrarietà della relatrice e del Governo sulla richiesta di accontamento dell'emendamento Dell'Olio 1.1.

  La Commissione respinge l'emendamento Dell'Olio 1.1.

  Antonino MINARDO, presidente, avverte che, essendosi concluso l'esame delle proposte emendative presentate, il testo, non modificato nel corso dell'esame in sede referente, sarà trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva.Pag. 40
  Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.

RISOLUZIONI

  Martedì 2 dicembre 2025. — Presidenza del presidente Antonino MINARDO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per la difesa Isabella Rauti.

  La seduta comincia alle 13.

7-00326 Saccani Jotti: Razionalizzazione della gestione informatica del trattamento economico del personale delle Forze armate.
(Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00094).

  La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata, da ultimo, nella seduta del 25 novembre 2025.

  Antonino MINARDO, presidente, ricorda che nella seduta del 28 ottobre 2025 l'onorevole Saccani Jotti ha illustrato la risoluzione, della quale è prima firmataria.
  Chiede, dunque, all'onorevole Saccani Jotti come intenda procedere nel prosieguo della discussione.

  Gloria SACCANI JOTTI (FI-PPE), nel far presente di aver riformulato la risoluzione n. 7-00326 a sua prima firma, ne illustra il contenuto (vedi allegato 2). In particolare, evidenzia come, nella nuova formulazione dell'atto di indirizzo, venga modificata unicamente la premessa relativa all'istituzione di un Centro nazionale amministrativo della difesa (Cnad) che, facendo leva sulle consolidate procedure informatiche già adottate dall'Arma dei Carabinieri, dotato del necessario know-how, possa configurarsi quale modello amministrativo per la gestione integrata e digitalizzata delle attività amministrative dell'intero comparto difesa, garantendo l'erogazione di nuovi servizi personalizzati a favore di tutte le Forze armate.

  La sottosegretaria Isabella RAUTI esprime parere favorevole sulla nuova formulazione della risoluzione Saccani Jotti 7-00326, testé illustrata dalla presentatrice.

  Antonino MINARDO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione la risoluzione, come riformulata.

  La Commissione approva il testo della risoluzione, come riformulata (vedi allegato 2), che assume il numero 8-00094.

  La seduta termina alle 13.05.

RELAZIONI AL PARLAMENTO

  Martedì 2 dicembre 2025. — Presidenza del presidente Antonino MINARDO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per la difesa Isabella Rauti.

  La seduta comincia alle 13.05.

Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il triennio 2025-2027.
Doc. CCXII, n. 3.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del Documento.

  Paola Maria CHIESA (FDI), relatrice, fa presente come il Documento programmatico pluriennale per la Difesa (DPP) si inserisca nel quadro complessivo delle relazioni che il Ministero della Difesa è tenuto a trasmettere al Parlamento. Esso viene trasmesso al Parlamento ai sensi dell'articolo 536, comma 1, del codice dell'ordinamento militare ed è finalizzato a riassumere: il quadro generale delle esigenze operative delle Forze armate, comprensive degli indirizzi strategici e delle linee di sviluppo capacitive; l'elenco dei programmi d'armamento e di ricerca in corso; le spese relative alla funzione difesa, comprensive delle risorse assegnate da altri Ministeri.
  Evidenzia che il Documento, che si presenta con una struttura rinnovata rispetto alle precedenti edizioni, è così articolato: (i) Pag. 41Introduzione del Ministro; (ii) Parte I – relativa all'approccio strategico nazionale (suddivisa in due sezioni: una relativa al contesto geopolitico attuale e l'altra alle traiettorie geopolitiche future); (iii) Parte II – relativa allo sviluppo dello strumento militare (ripartita in tre sezioni: una relativa agli obiettivi, una alle linee di sviluppo capacitivo e l'ultima al piano di ammodernamento dello strumento militare); (iv) Parte III – relativa al bilancio della Difesa (suddivisa anch'essa in due sezioni: una relativa alla legge di bilancio 2025-2027 e l'altra al bilancio per funzioni), nonché (v) l'Annesso al DPP, di cui costituisce una parte essenziale, il quale contiene gli elementi di dettaglio della programmazione della difesa, con gli elementi finanziari e la tempistica di realizzazione.
  Entrando nel dettaglio, sottolinea come l'introduzione del Documento – molto più sintetica rispetto alla scorsa edizione – si apre con la presa d'atto dell'instabilità dello scenario geopolitico internazionale. A fronte di questa situazione, alimentata dai conflitti e dalle tensioni in vaste aree del mondo, dall'Ucraina al Medio Oriente, dall'Africa all'Indo-Pacifico, le priorità di intervento individuate sono, tra l'altro: lo sviluppo di un sistema integrato di difesa aerea e missilistica; il potenziamento dell'intelligence militare; una presenza più efficace nel dominio digitale e cibernetico; maggiori investimenti nelle tecnologie emergenti e dirompenti.
  Fa presente, inoltre, che il Ministro sottolinea anche l'esigenza di incrementare i fondi per la difesa, nell'ambito dei nuovi obiettivi NATO, da raggiungere – viene ricordato – entro dieci anni, ma anche quella di disporre di strumenti di finanziamento triennale, a partire dal Fondo per i programmi di investimento.
  Osserva come, a differenza del documento presentato lo scorso anno, nell'introduzione sono presenti, peraltro, diversi riferimenti al processo di rafforzamento delle capacità di difesa dell'Unione europea, tra cui il Libro Bianco, il piano «Prontezza 2030» e il programma SAFE.
  Evidenzia quindi come nella Parte I, relativa all'approccio strategico nazionale, il Documento collochi l'approccio strategico nazionale in un quadro geopolitico segnato dalla frattura prodotta dall'invasione dell'Ucraina, che accelera la polarizzazione globale e impone la revisione delle catene di approvvigionamento per rafforzare la resilienza nazionale. Il Mediterraneo allargato resta il principale quadrante d'interesse, caratterizzato da instabilità diffuse in Nord-Africa, dalla crescita dello jihadismo nel Sahel e da dinamiche criminali nel Golfo di Guinea, mentre nel Corno d'Africa permangono terrorismo e conflitti cronici, e nei Balcani occidentali riemergono tensioni etniche che ostacolano il percorso euro-atlantico. Il Medio-Oriente continua a essere segnato dal conflitto israelo-palestinese e dalle incognite su Siria e Iran, mentre Artico e Indo-Pacifico assumono crescente rilevanza strategica per competizione, risorse ed effetti economici globali. Le missioni internazionali italiane e il sistema di alleanze si inseriscono in uno scenario futuro caratterizzato da competizione tra grandi potenze, rischio di quasi-monopolio cinese sulle terre rare, vulnerabilità delle supply chain e tendenze alla deglobalizzazione che, pur rafforzando la resilienza, alimentano nuove tensioni. Tra le sfide emergenti spiccano l'insicurezza delle rotte marittime, la competizione nei domini spaziale e cibernetico e la necessità di mantenere un vantaggio strategico nell'intelligenza artificiale per anticipare traiettorie tecnologiche e innovative.
  Sottolinea inoltre che nella Parte II, relativa allo sviluppo dello strumento militare, si illustra l'evoluzione dello strumento militare italiano attraverso un'articolazione semplificata in dieci settori capaci e due focus trasversali, descrivendo strategie, programmi e investimenti destinati a sostenere acquisizioni, ammodernamenti e innovazioni operative fino al 2039. Il Documento evidenzia: la spinta verso lo sviluppo dei sistemi spaziali per garantire connettività sicura, protezione degli assetti orbitali e accesso autonomo allo spazio; il rilancio dei mezzi terrestri dopo anni di risorse insufficienti, con nuove piattaforme interoperabili e digitalizzate; il rinnovamento della componente marittima, comprendentePag. 42 flotta combattente, unità polivalenti, capacità subacquee e sistemi a pilotaggio remoto per la protezione delle infrastrutture critiche; e l'evoluzione del settore aereo, fortemente assorbito dai programmi ad alta intensità tecnologica come il GCAP e da esigenze trasporto, ala rotante, droni e addestramento. Il DPP definisce inoltre linee di sviluppo per armamenti e munizionamenti, orientate al potenziamento dei sistemi missilistici, dell'artiglieria, delle capacità anti-drone, delle armi subacquee e del munizionamento ad alta precisione. Parallelamente, la Difesa punta a una profonda trasformazione digitale basata su un approccio data-centrico, con investimenti in cloud, intelligenza artificiale, quantum computing, connettività avanzata e sicurezza cibernetica, mentre ricerca e sviluppo vengono sostenute attraverso un ampio ecosistema cooperativo che include PNRM, centri test, università, programmi UE, NATO e internazionali.
  Segnala quindi che il patrimonio infrastrutturale è oggetto di un piano di rinnovamento che integra efficienza energetica e tecnologie digitali, mentre il settore del sostegno e mantenimento mira a garantire la piena disponibilità dei mezzi attraverso aggiornamenti e ricostituzione delle scorte. Completano il quadro gli interventi per la cooperazione e il potenziamento della capacità produttiva, con particolare attenzione agli stabilimenti dell'Agenzia Industrie Difesa e alle attività di capacity building nei Paesi strategici.
  Evidenzia, inoltre, che i focus trasversali riguardano da un lato il dominio cyber, in cui la Difesa rafforza resilienza, sicurezza e sviluppo tecnologico collaborando con il sistema nazionale; dall'altro i sistemi a pilotaggio remoto, sempre più centrali nei conflitti contemporanei e destinati a una crescita differenziata tra i vari domini.
  Osserva, inoltre, che l'Annesso al DPP fornisce il dettaglio programmatorio e finanziario dei singoli progetti, organizzati secondo le dieci aree di sviluppo e raggruppati per linee omogenee.
  Fa presente, ancora, che nella Parte III, relativa al bilancio della Difesa, si analizzano in modo organico le principali voci del bilancio della Difesa, evidenziando che la legge di bilancio 2025 fissa il bilancio ordinario del Ministero a 31.298,4 milioni di euro per il 2025, 31.208,6 milioni di euro per il 2026 e 31.749,4 milioni di euro per il 2027, con un incremento del 7,2 per cento rispetto all'anno precedente.
  In tale ambito sono richiamate le misure finanziarie più rilevanti, tra cui il rifinanziamento di «Strade Sicure» e del programma «Stazioni Sicure», la ridotazione del Fondo per l'attuazione dei programmi d'investimento con 1.500 milioni annui fino al 2039, il contributo al NATO Innovation Fund e i previsti interventi di contenimento della spesa, limitati all'Arma dei Carabinieri.
  Sottolinea altresì come, in un'ottica di valutazione complessiva delle risorse, il Documento introduca il concetto di bilancio integrato, che comprende, oltre al bilancio ordinario, gli stanziamenti del MIMIT destinati ai programmi di investimento, le risorse del MEF per il finanziamento delle missioni internazionali e i fondi allocati nell'ambito del PNRR per interventi in capo alla Difesa.
  Osserva che il Fondo missioni, rifinanziato per 1.390 milioni di euro, porta la dotazione complessiva a 1.455 milioni di euro da ripartire tra i Ministeri competenti, con una programmazione mirata a mantenere invariato l'output operativo nonostante integrazioni inferiori rispetto al 2024.
  Fa presente che, per il 2025, il bilancio integrato è quantificato in 35.492 milioni di euro, confermando un trend crescente nell'ultimo quindicennio, sottolineando come il documento ricordi inoltre che il bilancio integrato include anche spese non riconducibili a funzioni strettamente militari, come quelle dell'Arma dei Carabinieri per compiti di ordine pubblico, assumendo pertanto un valore indicativo pur utile alla ricostruzione del quadro finanziario complessivo su cui la Difesa ha potuto contare.
  Un apposito paragrafo analizza il bilancio del dicastero della Difesa nella sua tradizionale articolazione per funzioni. In particolare, viene ricordato che la Funzione difesa comprende tutte le spese necessarie all'assolvimento dei compiti istituzionaliPag. 43 dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, nonché dell'Area interforze e della struttura amministrativa e tecnico-industriale del Ministero. A sua volta la Funzione sicurezza del territorio comprende tutti gli stanziamenti destinati all'Arma dei Carabinieri, ivi compresi quelli derivanti dall'assorbimento dell'ex Corpo Forestale dello Stato per l'assolvimento dei propri compiti istituzionali di natura specificamente militare. La terza funzione ingloba le funzioni esterne, che attengono alle esigenze correlate ad attività affidate al Dicastero, ma non specificamente rientranti nei propri compiti istituzionali, e i trattamenti economici corrisposti al personale militare in ausiliaria oltre a talune altre esigenze non correlate al trattamento economico in attività.
  Quanto alle previsioni di spesa relative alla Funzione difesa – notoriamente suddivise nei tre settori del personale, dell'esercizio e dell'investimento – fa presente come il DPP evidenzi che, con un livello di spesa di 22.485 milioni di euro per il 2025, l'andamento del bilancio integrato della Difesa conferma, in termini di risorse complessive, un trend in costante crescita, sebbene gli incrementi siano principalmente concentrati sul settore Investimento.
  Ricorda che, per quanto concerne il personale militare, con il decreto legislativo 23 novembre 2023, n. 185, lo Strumento militare è stato riconfigurato su un «Modello organico a 160.000 unità» che dovrà essere raggiunto, sia in termini complessivi, sia di ripartizione per ciascuna categoria/ruolo e Forza Armata, al 1° gennaio 2034.
  A fronte di tale modello, evidenzia che le consistenze medie previsionali del personale militare sono stimate in: 166.697 unità per il 2025, 167.352 unità per il 2026 e 166.899 unità per il 2027.
  Segnala tuttavia come il DPP ipotizzi, anche per l'anno 2026, una lieve variazione in aumento del dato programmatico, in ragione delle innovazioni normative riguardanti gli organici delle Forze Armate, apportate dal già citato decreto legislativo n. 185 del 2023, nonché dell'implementazione del nuovo modello di accesso alle carriere iniziali dei volontari introdotto dalla legge n. 119 del 2022.
  Sottolinea, inoltre, con riferimento al personale civile della Difesa, che il DPP fa presente che la dotazione organica del Ministero della Difesa si attesta su 19.444 unità, per effetto delle riduzioni operate dalla legge n. 244 del 2012, che definiva la consistenza del personale civile del Ministero della Difesa a complessive 20.000 unità al 1° gennaio 2025.
  Passando al settore dell'esercizio, evidenzia che viene in primo luogo fatta presente la contrazione di risorse per il settore esercizio negli anni dal 2008 al 2024 è stata particolarmente rilevante, arrivando ad un taglio degli stanziamenti di circa il 19 per cento. Si è infatti passati da 2,7 miliardi di euro nel 2008 ai circa 2,3 miliardi di euro nel 2023. Nel 2024 il livello di risorse risulta pari a 2.221,6 milioni di euro, registrando quindi una riduzione di risorse pari a 115 milioni di euro rispetto al 2023. Lo stanziamento per l'esercizio finanziario 2025 ammonta a 2.302,3 milioni di euro, con un incremento di risorse pari a 80,7 milioni di euro rispetto al 2024. Per gli anni 2026 e 2027 gli stanziamenti previsionali si attestano rispettivamente a 1.951,9 milioni di euro e 1.935,2 milioni di euro.
  Con riguardo, invece, alle disponibilità finanziarie ricomprese nel settore investimento, osserva come il DPP 2025-2027 segnali che permane il continuo sviluppo capacitivo dello Strumento militare, necessario per rispondere alle sfide degli scenari presenti e futuri e garantire l'assolvimento delle missioni delle Forze armate. In proposito il DPP evidenzia la rinnovata priorità data dalla legge di bilancio 2025-2027 all'ammodernamento e rinnovamento dello Strumento militare, con lo stanziamento, per i prossimi 15 anni, di 35.094 milioni di euro complessivi, tra risorse MIMIT e bilancio ordinario della Difesa.
  Passando alla Funzione sicurezza del territorio – pertinente alle esigenze finanziarie dell'Arma dei carabinieri – sottolinea come il DPP 2025-2027 segnali che lo stanziamento previsionale per l'esercizio finanziario 2025 ammonta a circa 7.864,5 milioni di euro, mentre per il 2026 e 2027 Pag. 44si attesterà, rispettivamente, a 7.894,8 milioni di euro e 7.882,9 milioni di euro. Nel dettaglio, Il DPP precisa che lo stanziamento del settore investimento subirà, rispetto al 2025, un decremento nel 2026 di 19,6 milioni di euro e di 32 milioni di euro nel 2027.
  Fa presente, peraltro, che le spese non direttamente collegate ai compiti istituzionali della Difesa si integrano con la struttura del bilancio dello Stato, articolato per Missioni e Programmi, per mezzo dell'aggregato finanziario delle Funzioni Esterne, relativo al soddisfacimento di specifiche esigenze regolate da leggi e decreti. Lo stanziamento previsionale per il 2025 ammonta a 144,4 milioni di euro. Per il biennio successivo gli stanziamenti previsionali diminuiscono a 138,6 milioni di euro per il 2026 e 135,6 milioni di euro per il 2027.
  Con riguardo all'ultima funzione, relativamente alle pensioni provvisorie del personale in ausiliaria segnala che il DPP 2025-2027 fa presente che gli stanziamenti previsti relativi a tale aggregato di spesa attengono al soddisfacimento delle esigenze annuali di indennità una tantum e speciali elargizioni (i.e., assegni a favore di militari vittime del dovere/servizio). Il trattamento provvisorio di pensione comprende, in minima parte, l'indennità di ausiliaria e, in misura assolutamente preponderante, il trattamento provvisorio di pensione, maturato in base alle disposizioni vigenti e alle contribuzioni in precedenza versate al settore previdenziale nel corso della vita lavorativa. Per l'anno 2025 lo stanziamento previsionale ammonta a 444,5 milioni di euro (erano 419,5 milioni di euro nel 2024, con un aumento di 25 milioni di euro), mentre per gli anni 2026 e 2027 gli stanziamenti previsionali si attestano rispettivamente a circa 503,3 milioni di euro.
  Evidenzia, da ultimo, che, analogamente ai precedenti Documenti programmatici, il DPP 2025-2027 riporta dati in merito al bilancio della Difesa in chiave NATO, quale rappresentazione del bilancio elaborato in base a parametri e criteri indicati dall'Alleanza. La Difesa è infatti chiamata annualmente, in ambito internazionale, a fornire, secondo formati standardizzati, i propri dati finanziari inerenti al budget e alla diversa allocazione delle risorse all'interno dello stesso. A tale scopo, è stato istituito il Defence Planning Capability Survey, un questionario con cui la NATO chiede ai Paesi di fornire risposta circa le attività di policy, sviluppo capacitivo e pianificazione finanziaria associata al conseguimento dei capability target assegnati ai Paesi.

  Antonino MINARDO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.15.