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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 11 dicembre 2025
600.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
COMUNICATO
Pag. 50

SEDE REFERENTE

  Giovedì 11 dicembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Tiziana NISINI.

  La seduta comincia alle 9.05.

DL 159/2025: Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
C. 2736 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Tiziana NISINI, presidente e relatrice, ricorda che la Commissione è chiamata ad esaminare in sede referente il disegno di legge C. 2736, approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
  Passando ad esaminare il contenuto del provvedimento, che consta di 24 articoli, osserva che l'articolo 1 autorizza l'INAIL, a decorrere dal 1° gennaio 2026 e nel rispetto dell'equilibrio della gestione tariffaria, alla revisione delle aliquote per l'oscillazione in bonus per andamento infortunistico – con esclusione dal riconoscimento delle medesime aliquote di oscillazione in bonus per i datori di lavoro che hanno riportato negli ultimi due anni sentenze definitive di condanna per violazioni gravi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro – e dei contributi INAIL in agricoltura.
  L'articolo 1-bis dispone che negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e nelle imprese turistico ricettive, la formazione e l'eventuale addestramento specifico si concludono entro trenta giorni dalla costituzione del rapporto di lavoro o Pag. 51dell'inizio dell'utilizzazione se si tratta di somministrazione di lavoro.
  L'articolo 2 modifica i requisiti per l'accesso alla Rete di lavoro agricolo di qualità, aggiungendo, come ulteriore condizione, l'assenza di condanne penali e sanzioni amministrative per violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Si riserva, inoltre, alle imprese agricole iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità, una parte delle risorse dell'INAIL destinate al finanziamento di progetti di investimento e formazione riguardanti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
  L'articolo 3 reca disposizioni in materia di attività di vigilanza, di tessera di riconoscimento del lavoratore e di patente a crediti, con riferimento alle attività in regime di appalto e subappalto e a ulteriori attività a rischio più elevato. In particolare, si dispone: che l'Ispettorato nazionale del lavoro, al fine del rilascio dell'attestato per l'iscrizione alle liste di conformità, controlli in via prioritaria i datori di lavoro che svolgono la propria attività in regime di subappalto; nei cantieri edili sia in appalto che in subappalto, nonché negli ulteriori ambiti di attività a rischio più elevato (da individuare con apposito decreto ministeriale), l'obbligo per il datore di lavoro di dotare i propri dipendenti di una tessera di riconoscimento con codice univoco anticontraffazione; l'aumento da 6.000 a 12.000 euro della sanzione in caso di mancanza della patente a crediti; per le condotte che si realizzano successivamente al 1° gennaio 2026, la decurtazione di 5 crediti (6 nelle ipotesi di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, minori ecc.) si applica in tutti i casi di violazione delle norme sul lavoro irregolare, per singolo lavoratore, a prescindere dalla durata dell'illecito, e che le violazioni connesse al lavoro irregolare sono considerate con riferimento a ciascun lavoratore; l'obbligo per il committente di specificare le imprese che operano in regime di subappalto nella notifica preliminare che egli trasmette alla ASL prima dell'inizio dei lavori.
  L'articolo 4 interviene al fine di rafforzare la capacità ispettiva dell'Ispettorato nazionale del lavoro e dell'Arma dei carabinieri. In particolare, autorizza l'INL, per gli anni 2026, 2027 e 2028, ad assumere 300 unità di personale, elevando altresì a 10 (da 8) il numero massimo di posizioni dirigenziali di livello generale, nonché a 100 (in luogo di 94) quello delle posizioni dirigenziali di livello non generale. Inoltre, aumenta da 710 a 810 le unità del contingente dell'Arma dei carabinieri assegnato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per i servizi di vigilanza per l'applicazione delle leggi sul lavoro, sulla previdenza e sull'assistenza sociale e autorizza l'assunzione delle suddette 100 unità di personale (51 dal 1° settembre 2026 e 49 dal 1° settembre 2027).
  L'articolo 5 reca disposizioni concernenti la prevenzione e la formazione in materia di sicurezza sul lavoro. In particolare, dispone che, dal 2026, l'INAIL trasferisca annualmente al Fondo occupazione e formazione 35 milioni di euro per il finanziamento di interventi mirati di promozione e divulgazione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro nell'ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale, tecnica superiore, universitari e di alta formazione artistica e di interventi di formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali e di sito produttivo. Il medesimo Istituto è altresì chiamato a promuovere, nell'ambito del proprio bilancio, interventi di formazione in materia prevenzionale, attraverso l'impiego dei Fondi interprofessionali, interventi di sostegno per le PMI per l'acquisto di DPI e campagne informative e progetti formativi per la diffusione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro nelle istituzioni scolastiche.
  Il medesimo articolo, inoltre, inserisce un rappresentante dell'INL tra i membri della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, del Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (in tale caso il rappresentante è il direttore centrale dell'Ispettorato) e della Commissione Pag. 52per gli interpelli e modifica alcuni parametri della disciplina dei lavori in quota.
  Inoltre, si demanda a un regolamento la definizione di norme specifiche per l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e si modifica la disciplina del Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e della Commissione per gli interpelli.
  L'articolo 6 attribuisce ad apposito accordo in sede di Conferenza Stato-regioni l'individuazione dei criteri e dei requisiti di accreditamento presso le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dei soggetti che erogano la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  L'articolo 7 reca una norma di interpretazione autentica dell'articolo 18 del decreto-legge n. 48 del 2023 che si interpreta nel senso che l'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nei settori istruzione e formazione comprende anche gli infortuni occorsi nel tragitto dall'abitazione – o da altro domicilio dove si trovi lo studente – al luogo dove si svolgono i percorsi di formazione scuola-lavoro e a quelli occorsi nel tragitto inverso. Il medesimo articolo 7, inoltre, esclude che le convenzioni stipulate per i percorsi di formazione scuola-lavoro tra le istituzioni scolastiche e le imprese ospitanti possano prevedere che gli studenti siano adibiti a lavorazioni ad elevato rischio.
  L'articolo 8 prevede l'erogazione annuale, a decorrere dal 1° gennaio 2026, da parte dell'INAIL, di borse di studio ai superstiti di deceduti per infortunio sul lavoro o per malattie professionali che hanno diritto alla rendita prevista dalla normativa vigente. L'importo delle borse di studio, esente da imposizioni fiscali, è compreso tra 3.000 a 7.000 euro (a seconda del ciclo di istruzione frequentato) ed è erogato fino al raggiungimento dei limiti di età previsti per la percezione della suddetta rendita vitalizia.
  L'articolo 9 dispone che l'assegno di incollocabilità sia erogabile non più fino a 65 anni, ma fino ad un'età non superiore ai limiti previsti per l'ammissione al beneficio del collocamento obbligatorio mirato, come adeguata periodicamente all'età pensionabile.
  L'articolo 10 aggiorna i riferimenti normativi alle norme tecniche UNI cui devono conformarsi i modelli di organizzazione aziendale in materia di sicurezza sul lavoro e dispone che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali promuove convenzioni tra INAIL e UNI per la consultazione gratuita delle norme tecniche di particolare valenza per i temi della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché per l'elaborazione, da parte di UNI, di un bollettino ufficiale delle norme tecniche emanate.
  L'articolo 11 dispone che, come già previsto per le gestioni amministrate dall'INPS, dal 1° gennaio 2026 tutte le movimentazioni anticipazioni di cassa tra le gestioni dell'INAIL sono evidenziate mediante regolazione e non determinano oneri o utili.
  L'articolo 12 autorizza l'INAIL, a decorrere dal 1° novembre 2025, alla stabilizzazione dei medici specialisti e degli infermieri già titolari, dal 1° novembre 2022, di contratti di lavoro subordinato a termine, di durata massima pari a 36 mesi, con il medesimo Istituto. La stabilizzazione è ammessa per i soggetti che hanno lavorato per almeno ventiquattro mesi continuativi nella qualifica ricoperta e che risultano in servizio alla data del 30 giugno 2025.
  L'articolo 13 riconosce al personale dell'INL una somma forfetaria per le missioni ispettive e all'Istituto l'esenzione dal pagamento delle spese degli atti processuali. Inoltre, per le imprese costituite in forma societaria si dispone che l'obbligo di indicare il domicilio digitale non grava su tutti gli amministratori dell'impresa, come previsto finora, ma sull'amministratore unico o sull'amministratore delegato o, in mancanza, sul Presidente del consiglio di amministrazione.
  L'articolo 14 reca disposizioni relative al Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL) disponendo: dal 1° aprile Pag. 532026, l'obbligo per i datori di lavoro – al fine di fruire dei benefici contributivi – di pubblicare la disponibilità della relativa posizione di lavoro; dalla medesima data, la possibilità per i datori di lavori di utilizzare il SIISL in materia di comunicazioni obbligatorie; l'obbligo per le agenzie per il lavoro di pubblicare sul SIISL tutte le posizioni di lavoro che gestiscono; l'iscrizione sul SIISL dei lavoratori stranieri che – ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 – hanno partecipato ad attività di istruzione e di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine. Il medesimo articolo 14 prevede altresì che il SIISL verifichi i dati autocertificati dal lavoratore che si iscrive alla piattaforma ed esponga gli esiti di tale verifica, mettendoli a disposizione del datore di lavoro che lo assume.
  L'articolo 14-bis reca disposizioni volte a favorire l'assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili, in particolare ampliando la tipologia dei soggetti presso i quali, sulla base di apposite convenzioni aventi ad oggetto il conferimento di commesse di lavoro, avviene l'inserimento lavorativo dei suddetti lavoratori, nonché, per talune tra le citate convenzioni, elevando dal 10 al 60 per cento il limite percentuale entro cui i datori di lavoro possono coprire parte dei propri obblighi di legge per l'inserimento di lavoratori disabili e consentendo il distacco dei lavoratori così assunti presso altro soggetto al fine di realizzare la commessa di lavoro.
  L'articolo 15 prevede l'adozione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di linee guida per l'identificazione e l'analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti, demandando ad apposito decreto ministeriale l'individuazione dei criteri utili alla predisposizione annuale di un rapporto di monitoraggio nazionale su tali eventi.
  L'articolo 16 disciplina le modalità di ripartizione e la finalizzazione degli introiti derivanti dal pagamento delle somme che l'ASL e l'Ispettorato nazionale del lavoro, in qualità di organo di vigilanza, ammettono a pagare in sede amministrativa, nonché le modalità di utilizzazione delle eventuali economie che si dovessero verificare in corso di anno. Inoltre, l'effettuazione dei controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro viene consentita a tutto il personale sanitario, e non solo quindi ai medici del lavoro, dei Servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro.
  L'articolo 17 reca disposizioni in merito ai controlli sanitari. In particolare: specifica che i controlli sanitari obbligatori per i lavoratori, fatta eccezione per quelli in fase preassuntiva, devono essere computati nell'orario di lavoro; aggiunge, tra gli obblighi del medico competente, quello volto alla promozione della prevenzione oncologica; rimette ad un decreto ministeriale la definizione dei requisiti delle strutture esterne pubbliche o private, convenzionate con l'imprenditore, presso le quali il medico competente può svolgere la propria opera come dipendente o collaboratore; include, tra la sorveglianza sanitaria, lo svolgimento di una visita medica al fine di verificare che il lavoratore non si trovi sotto effetto di alcool e di sostanze stupefacenti; dispone che gli organismi paritetici possono adottare iniziative finalizzate a favorire l'assolvimento degli obblighi in materia di sorveglianza sanitaria da parte delle imprese fino a 10 addetti e dei lavoratori aderenti al sistema della bilateralità, mediante convenzioni con le ASL; prevede la possibilità di introdurre, nell'ambito della contrattazione collettiva, misure idonee a sostenere iniziative di promozione della salute nei luoghi di lavoro e a garantire ai lavoratori la fruizione di permessi retribuiti per effettuare, durante l'orario di lavoro, gli screening oncologici inclusi nei programmi di prevenzione del SSN.
  L'articolo 18 introduce nel decreto legislativo n. 81 del 2008 che disciplina la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, una specifica disciplina relativa alle organizzazioni di volontariato della protezione civile. In ampia parte, sono lì trasposte disposizioni finora vigenti quali dettate da un decreto ministeriale del 2011.
  L'articolo 19 prevede misure urgenti per il personale assunto con contratti di lavoro stipulati dalle regioni e dalle province autonome, dal Dipartimento della protezione Pag. 54civile e dai soggetti attuatori indicati nelle ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile nell'ambito degli investimenti concernenti il dissesto idrogeologico.
  L'articolo 20 proroga fino al 31 dicembre 2025 il termine dello stato di emergenza conseguente agli eccezionali eventi meteorologici verificatisi, a partire dal 29 ottobre 2023 e dal 2 novembre 2023, in diverse province toscane.
  L'articolo 20-bis introduce una clausola di salvaguardia, prevedendo che le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano applicano le misure di cui al provvedimento in esame compatibilmente con i propri statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale n. 3 del 2001.
  L'articolo 21 dispone che il decreto-legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento e ricorda che, come stabilito dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltosi nella giornata di ieri, alle ore 13 di oggi scadrà il termine per la presentazione di proposte emendative.
  Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 9.10.

SEDE REFERENTE

  Giovedì 11 dicembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Tiziana NISINI.

  La seduta comincia alle 20.05.

DL 159/2025: Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
C. 2736 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nell'odierna seduta antimeridiana.

  Tiziana NISINI, presidente, avverte che sono state presentate 258 proposte emendative riferite al testo del decreto-legge (vedi allegato).
  In proposito, ricorda che, ai sensi del comma 7 dell'articolo 96-bis del Regolamento, non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all'esame della Camera.
  Evidenzia che tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del medesimo Regolamento, il quale attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano affatto estranei all'oggetto del provvedimento. Fa presente, inoltre, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative riferite ai decreti-legge, la materia deve essere valutata con riferimento ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo.
  Considerate le materie oggetto del presente provvedimento, anche alla luce delle modifiche apportate dal Senato, fa presente che sono state considerate inammissibili le seguenti proposte emendative:

   Carotenuto 2.02, che dispone che, ricorrendo determinate condizioni, l'assunzione dei lavoratori agricoli può essere effettuata nel medesimo giorno dell'invio della comunicazione obbligatoria;

   Carotenuto 3.02, che reca misure per la tutela dei redditi dei lavoratori addetti alla consegna di beni per conto altrui;

   Carotenuto 3.04, che istituisce un Fondo per far fronte, a decorrere dal 2026, alle integrazioni salariali per le sospensioni o riduzioni dell'attività lavorativa per eccezionali situazioni climatiche;

   Scotto 4.6, che modifica il termine entro cui devono essere riconosciuti i trattamenti di integrazione salariale straordinariPag. 55 per le imprese rientranti nei piani di sviluppo strategico affinché agli stessi trattamenti non si applichino taluni limiti previsti dalla normativa vigente;

   Carotenuto 4.04, che istituisce il salario minimo legale;

   Tucci 5.015, che dispone che il Ministro dell'istruzione introduce con proprio decreto l'insegnamento trasversale della cultura della sicurezza nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, stabilendo il relativo monte ore e le specifiche modalità organizzative delle scuole;

   Scotto 17.01, che interviene in tema di rimozione dei materiali contenenti amianto in tutti gli edifici pubblici da parte degli enti locali;

   Carotenuto 17.03, che modifica il codice di procedura civile in materia di giudizio volto ad ottenere un risarcimento per diffamazione a mezzo stampa;

   Gribaudo 18.02, che reca misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori addetti alla consegna di beni per conto altrui;

   Aiello 20.01 e 20.02, che intervengono in materia di sostegno al reddito ai lavoratori coinvolti in situazioni di crisi industriali complesse;

   Aiello 20.03, che reca disposizioni in materia di CIGS per le imprese strategiche in amministrazione straordinaria.

  Segnala che il termine per la presentazione di eventuali richieste di riesame delle valutazioni di inammissibilità è fissato alle 20.30 di oggi.
  Rinvia, quindi, il seguito dell'esame del provvedimento alla successiva seduta già prevista per la giornata odierna.

  La seduta termina alle 20.10.

SEDE REFERENTE

  Giovedì 11 dicembre 2025. — Presidenza della vicepresidente Tiziana NISINI, indi del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene il Viceministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Teresa Bellucci.

  La seduta comincia alle 21.05.

DL 159/2025: Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
C. 2736 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito esame e conclusione).

  Tiziana NISINI, presidente e relatrice, segnala preliminarmente che nella precedente seduta odierna è stata espressa dalla presidenza la valutazione in ordine all'ammissibilità delle proposte emendative presentate e che non sono state presentate richieste di riesame avverso tale valutazione.
  Avverte quindi che nella presente seduta si procederà all'esame delle proposte emendative presentate, ferma restando l'intesa tra i gruppi di concludere l'esame del provvedimento con il conferimento del mandato alla relatrice di riferire all'Assemblea, entro le ore 24 della giornata odierna.
  Passando quindi, in qualità di relatrice, ad esprimere il parere sulle proposte emendative, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite al provvedimento in esame.

  Il Viceministro Maria Teresa BELLUCCI esprime parere conforme a quello della relatrice.

  Davide AIELLO (M5S), intervenendo sull'emendamento 1.8, a sua prima firma, esprime perplessità sulla circostanza che l'onorevole Nisini, relatrice sul provvedimento, presieda anche la seduta in occasione della quale sono votati gli emendamenti, dopo aver ella stessa espresso parere contrario su tutte le proposte emendative presentate.

  Tiziana NISINI, presidente e relatrice, fa presente che tale circostanza non è affatto eccezionale e dipende da un impedimento temporaneo del presidente Rizzetto, a fronte Pag. 56del quale è stato deciso di dare comunque avvio all'esame degli emendamenti.

  Davide AIELLO (M5S) ribadisce che il cumulo delle qualifiche di presidente e relatrice è a suo avviso problematico. Ritiene che le proposte emendative, sulle quali è stato sbrigativamente espresso parere contrario, non siano state opportunamente valutate dalla relatrice e dal Governo.
  Passando all'illustrazione della proposta emendativa 1.8, a sua prima firma, che interviene in materia di infortuni sul luogo di lavoro e di misure premiali per i datori di lavoro virtuosi, sottolinea che l'importanza di incentivare tali condotte virtuose non deve condurre a dimenticare che, spesso, i lavoratori non sono formati adeguatamente e secondo le prescrizioni normative. Rileva come ciò conduca anche a incidenti mortali sui luoghi di lavoro, evitabili se solo fosse stata predisposta un'adeguata formazione.
  Ritiene, pertanto, che la violazione delle norme sulla formazione del lavoratore, da parte del datore di lavoro, sia grave e debba essere stigmatizzata e combattuta con adeguate sanzioni.
  Chiede, concludendo, di rivalutare il parere contrario espresso sulla proposta emendativa 1.8, ai fini quanto meno di un accantonamento volto ad approfondirne il merito. Anticipa che tale richiesta deve intendersi come rivolta a tutte le proposte emendative a sua prima firma.

  Lorenzo MALAGOLA (FDI), nell'ottica di un dialogo franco con le opposizioni in occasione dell'approvazione di un provvedimento importante per tutte le forze di maggioranza, e in particolare per il proprio gruppo, fa notare al collega Aiello che esiste già, e a suo avviso funziona bene, una misura che penalizza fortemente le imprese che non si attengono alle norme vigenti in materia di sicurezza e formazione dei lavoratori: la patente a punti.

  Dario CAROTENUTO (M5S) risponde al collega Malagola affermando che la patente a punti, a suo avviso, non funziona affatto. Fa l'esempio dell'azienda Frigocaserta, dove si è registrata l'ultima morte sul lavoro dell'anno passato e la prima dell'anno corrente, la quale non ha subito alcun tipo di sanzione legata alla patente a punti.
  Pur dando atto della valutazione positiva inizialmente espressa dal gruppo MoVimento 5 Stelle sulla misura in questione, qualora fosse stata inquadrata all'interno di un complessivo sistema di valutazione, constata come essa, per come attuata, si sia dimostrata del tutto inidonea a tutelare la sicurezza dei lavoratori, specialmente in alcuni settori come quello dell'edilizia.
  Conclude rilevando come il provvedimento all'esame odierno della Commissione premi sì le aziende virtuose, ma senza prevedere adeguate sanzioni per quelle che violano le norme.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP) sottoscrive, a nome del gruppo Partito Democratico, l'emendamento Aiello 1.8.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Aiello 1.8, Mari 1.1, Scotto 1.5, Mari 1.2 e Tucci 1.9.

  Dario CAROTENUTO (M5S) illustra l'emendamento 1.11, a sua prima firma, associandosi alle considerazioni del collega Aiello circa l'assenza di sanzioni adeguate per i datori di lavoro che non rispettano le normative in materia di sicurezza, in particolare nel settore agricolo.
  Chiede, pertanto, un ripensamento del parere contrario espresso sull'emendamento.

  Francesco MARI (AVS) sottoscrive l'emendamento Carotenuto 1.11.

  Arturo SCOTTO (PD-IDP) sottoscrive, a nome del gruppo Partito Democratico, l'emendamento Carotenuto 1.11.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Carotenuto 1.11 e 1.10, Mari 1.3, Scotto 1.6 e Carotenuto 1.12.

  Carmela AURIEMMA (M5S), intervenendo sull'emendamento Barzotti 1.13, esplicitaPag. 57 la posizione del gruppo MoVimento 5 Stelle, che contesta l'approccio unicamente premiale per le aziende seguito dall'articolo 1 del decreto-legge. Ribadisce che è necessario prevedere sanzioni adeguate per le violazioni delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. Ricorda, a tale proposito, che nel 2024 le morti bianche sono state almeno una al giorno, per cui si può affermare che il lavoro uccide più della criminalità organizzata, in alcune regioni d'Italia.
  Esprime altresì perplessità rispetto al fatto che il Governo ritiene di poter intervenire strutturalmente su tale tema senza, però, stanziare alcuna risorsa economica.

  La Commissione respinge l'emendamento Barzotti 1.13.

  Davide AIELLO (M5S) illustra l'emendamento 1.14, a sua prima firma, dicendosi molto preoccupato dalla clausola di invarianza finanziaria che il provvedimento reca, domandando alla maggioranza e al Governo con quali risorse si garantiscano le misure premiali predisposte.
  Aggiunge che l'emendamento è volto all'espunzione della parola «gravi» dal testo, affinché tutte le violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, indipendentemente dalla loro gravità, conducano a sanzioni, evitando altresì che possano essere adottate decisioni difformi su casi analoghi.

  La Commissione respinge l'emendamento Aiello 1.14.

  Riccardo TUCCI (M5S) illustra l'emendamento 1.15, a sua prima firma, associandosi alle considerazioni testé svolte dai colleghi del proprio gruppo. Afferma che l'emendamento propone di aggiungere la parola «salute» alla parola «sicurezza» dal momento che esse sono concettualmente indissociabili, in materia di lavoro.
  Ritiene, infatti, che tale aggiunta sia fondamentale per tutelare i lavoratori nei casi in cui, malgrado il rispetto da parte del datore di lavoro delle norme in materia di sicurezza, non sia stato adeguatamente garantito il diritto alla salute sul posto di lavoro.

  La Commissione respinge l'emendamento Tucci 1.15.

  Dario CAROTENUTO (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Scotto 1.7, identico all'emendamento Mari 1.4.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Scotto 1.7 e Mari 1.4.

  Carmela AURIEMMA (M5S), intervenendo sull'emendamento Barzotti 2.7, rammenta che tale proposta emendativa incide sull'articolo 2 del decreto-legge in discussione che modifica la normativa concernente la Rete del lavoro agricolo di qualità e, analogamente alla disciplina recata dall'articolo 1 del medesimo decreto-legge, risponde ad una logica di carattere esclusivamente premiale, senza, invece, prevedere un sistema sanzionatorio adeguato rispetto a tutte quelle situazioni di contrasto rispetto alla normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sui sicurezza sui luoghi di lavoro.
  Ritiene, quindi, che possa ritenersi migliorativo della disposizione e, peraltro, privo di effetti finanziari negativi, prevedere che ai fini dell'adesione alla sopracitata Rete del lavoro agricolo di qualità sia necessario il possesso del documento unico di regolarità contributiva, assicurando, così, maggior rigore applicativo alla disciplina attualmente vigente in materia.

  Aboubakar SOUMAHORO (MISTO) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Barzotti 2.7.

  La Commissione respinge l'emendamento Barzotti 2.7.

  Aboubakar SOUMAHORO (MISTO) illustra l'emendamento a sua firma 2.5, che è volto ad integrare la Cabina di regia che sovrintende la Rete del lavoro agricolo di qualità prevedendo che al suo interno vi siedano anche un rappresentante del Ministero della giustizia nonché un rappresentantePag. 58 del Comando dei carabinieri per la tutela del lavoro. Sottolinea, al riguardo, come il parere contrario espresso dalla relatrice e dal Governo denoti la mancanza di volontà di valorizzare il ruolo di quei soggetti che, nel quadro attuale, svolgono un'importante azione di contrasto rispetto ai fenomeni del caporalato nel settore del lavoro agricolo. Richiama un articolo di stampa in cui si descrive una recente inchiesta portata avanti dal predetto Comando dell'Arma dei Carabinieri che ha portato alla luce le dinamiche di sfruttamento, minacce e intimidazioni cui erano sottoposti diversi lavoratori in ambito agricolo.
  Reputa fondamentale che, quando si interviene in merito a tematiche di questo tenore, vi sia da parte della classe politica, e del Governo in particolare, la capacità di entrare nel merito delle questioni.
  Evidenzia, pertanto, la necessità che il confronto relativo alla proposta emendativa in discussione tenga in debita considerazione la necessità di assicurare centralità al lavoro svolto da tale struttura specializzata dell'Arma dei Carabinieri, anche in armonia con il ruolo che, sul tema del contrasto ai fenomeni di sfruttamento lavorativo, svolge il Ministero della giustizia e rammenta, sul tema, come, anche nel corso della precedente attività sindacale dallo stesso svolta a fianco dei lavoratori del comparto agricolo, l'azione del predetto Comando si sia rivelata preziosa.
  Ciò posto, ritiene incomprensibile il parere contrario espresso e si rivolge, pertanto, alla rappresentante del Governo affinché possa fornire ulteriori spiegazioni in merito alla logica sottesa alla contrarietà rispetto alla proposta emendativa in esame.

  Marco SARRACINO (PD-IDP), nel sottoscrivere a nome del gruppo del Partito Democratico l'emendamento Soumahoro 2.5, ribadisce, altresì, le richieste avanzate dal collega in merito alla necessità che il Governo fornisca gli opportuni chiarimenti in ordine all'atteggiamento manifestato con riferimento alla suddetta proposta emendativa.
  Nel ricordare come l'onorevole Malagola abbia, nel corso della seduta, manifestato la volontà di addivenire ad un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione, apprezzando la disponibilità così manifestata, auspica che a tale apertura segua, nei fatti, un dialogo reale ed effettivo in merito alle tematiche su cui incide il decreto-legge in discussione. Reputa, pertanto, che l'emendamento in parola possa rappresentare un passo in avanti concreto nella lotta contro i fenomeni di sfruttamento del lavoro.

  Carmela AURIEMMA (M5S), nel dichiarare di sottoscrivere l'emendamento Soumahoro 2.5, ritiene che tale proposta emendativa abbia un contenuto assolutamente condivisibile ove si consideri, peraltro, che, attualmente, nell'ambito della sopracitata Cabina di regia siedono esponenti che appaiono, a suo dire, meno in linea con il ruolo che tale organo riveste. Ritiene, pertanto, che l'introduzione di soggetti che svolgono compiti di carattere operativo in materia di tutela del lavoro possa contribuire in modo rilevante a migliorare l'efficacia dell'azione che svolta da tale struttura organo.

  Dario CAROTENUTO (M5S) si associa alle richieste dei colleghi affinché il Governo dia conto delle ragioni sottese alla contrarietà espressa sull'emendamento Soumahoro 2.5, che dichiara di sottoscrivere a nome del gruppo del MoVimento 5 Stelle, sottolineando, peraltro, come, in assenza di proposte di modifica che vadano a migliorare il contenuto del provvedimento, quest'ultimo rischia di non avere una portata ed un'efficacia reale nel tutelare la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
  Segnala, al riguardo, come gli obiettivi che intende perseguire il decreto-legge in esame non possano essere raggiunti unicamente attraverso la previsione di misure premiali, ritenendo, invece, assolutamente imprescindibile la previsione di strumenti di contrasto rigorosi rispetto alle condotte di abuso e sfruttamento a danno dei lavoratori.

  La Commissione respinge l'emendamento Soumahoro 2.5.

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  Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, sottolinea l'atteggiamento costruttivo che ha caratterizzato gli esponenti dell'opposizione che, peraltro, hanno inteso presentare proposte emendative al testo che entrano nel merito delle questioni oggetto del decreto-legge in esame.
  Al riguardo evidenzia, tuttavia, come sarebbe stato auspicabile che il Governo presentasse il disegno di legge di conversione presso la Camera dei deputati, così da assicurare, in sede di prima lettura, un esame effettivo dei contenuti, con tempistiche adeguate e, in particolare, con la possibilità reale di poter addivenire all'approvazione di proposte emendative in grado di migliorare il testo.
  Ciò posto, reputa che, in ragione dei tempi imposti per l'esame del provvedimento, non vi siano margini per un'interlocuzione seria.
  Osserva, al riguardo, come la dinamica di monocameralismo di fatto che oramai ha caratterizzato l'iter di approvazione degli atti di iniziativa normativa più rilevanti sia una deriva dell'attuale sistema che dovrebbe costituire oggetto di una riflessione più approfondita, rammentando come la scelta in merito al sistema bicamerale della compagine parlamentare fu oggetto di discussione e confronto anche nel corso del lavori dell'Assemblea Costituente, laddove le posizioni del Partito Comunista, favorevole ad un assetto monocamerale, si dovettero misurare con quelle delle altre forze politiche, in particolare la Democrazia Cristiana, che riteneva un sistema bicamerale più idoneo a garantire maggiore riflessione nell'ambito del procedimento legislativo.
  Denuncia, in conclusione, l'atteggiamento di sostanziale chiusura al confronto da parte della maggioranza e del Governo e ritiene, pertanto, che la partecipazione all'attuale dibattito sia, di fatto, solo una finzione cui il gruppo del Partito Democratico intende sottrarsi, ritenendo che il Governo con il suo comportamento stia umiliando il Parlamento.
  Annuncia, pertanto, che il gruppo del Partito Democratico ritira le proposte emendative a firma dei propri esponenti e che lo stesso non parteciperà alla prosecuzione dei lavori e alla votazione del conferimento del mandato al relatore.

  Dario CAROTENUTO (M5S) si dichiara esterrefatto per il comportamento tenuto dal Governo ritenendo che la totale assenza di disponibilità al confronto dimostri la volontà di non tenere in alcuna considerazione il ruolo centrale che dovrebbe rivestire il Parlamento nel sistema democratico.
  Rileva, infatti, come la prassi, oramai consolidatasi nel sistema istituzionale italiano, di un monocameralismo di fatto in sede di esame parlamentare dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge, non consenta al ramo del Parlamento chiamato ad esaminare i provvedimenti urgenti di iniziativa governativa in seconda lettura di svolgere una discussione approfondita sul merito delle questioni, stante la ristrettezza dei tempi residui disponibili per lo svolgimento di tale esame.
  Ritiene, pertanto, che in mancanza di un serio cambio di passo circa l'atteggiamento della maggioranza e del Governo in ordine al confronto sui contenuti del decreto-legge in esame, il gruppo del MoVimento 5 Stelle, analogamente al gruppo del Partito Democratico, ritira gli emendamenti astenendosi dal partecipare alla prosecuzione dei lavori.

  Francesco MARI (AVS) evidenzia come siano assolutamente non condivisibili finanche le premesse su cui si è inteso impostare il lavoro svolto fino ad ora. Evidenzia, infatti, che, per quanto le tematiche affrontate dal decreto-legge in esame potrebbero condurre ad un lavoro comune e alla condivisione di proposte che possano migliorare il quadro regolatorio in materia di tutela della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, stigmatizza il fatto che proprio su tali tematiche, non si riesca a impostare un lavoro serio e costruttivo che tenga conto delle sensibilità e delle proposte delle diverse parti politiche impedendo, pertanto, che si possa lavorare utilmente su questioni di eccezionale rilevanza e che rivestono, a suo dire, carattere emergenziale.Pag. 60
  Annuncia, pertanto, a fronte dell'assoluta indisponibilità ad un dialogo serio e costruttivo da parte della maggioranza e del Governo, il ritiro delle proposte emendative anche da parte del gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e dichiara quindi che il proprio gruppo non proseguirà nei lavori volti al conferimento del mandato al relatore.

  Aboubakar SOUMAHORO (MISTO) osserva come il fondamento imprescindibile della dialettica non possa che essere rappresentato da un lavoro di ascolto reciproco e di dialogo che sia volto al raggiungimento della verità, intesa quale definizione condivisa di una serie di azioni e soluzioni volte ad affrontare in modo costruttivo tematiche di eccezionale rilevanza quali quelle della lotta al caporalato, della tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro e della correlata necessità di interventi di prevenzione e formazione.
  In mancanza di un confronto serio ritiene, quindi, impossibile poter assicurare risposte adeguate che vadano a incidere in senso migliorativo sui fenomeni cui si è fatto poc'anzi riferimento.
  Critica, pertanto, le tempistiche d'esame che i parlamentari dell'opposizione sono costretti a subire e che finiscono per relegare la Camera dei deputati ad un ruolo essenzialmente formale nell'ambito dell'iter di approvazione del presente provvedimento, sottolineando, altresì, come in tale quadro risulti, tuttavia, impossibile provare a risolvere le annose problematiche che la Commissione si trova ad affrontare.
  Nel ricordare come non vi sia stato alcun riscontro da parte della relatrice e del Governo in seguito alle reiterate richieste di fornire gli opportuni chiarimenti in merito alla contrarietà espressa all'emendamento a sua firma 2.5, rappresenta, quindi, l'impossibilità di partecipare ulteriormente ai lavori della Commissione volti all'esame del provvedimento ed annuncia il ritiro di tutti gli emendamenti presentati.

  Carmela AURIEMMA (M5S) denuncia l'atteggiamento del Governo e della maggioranza sottolineando come non vi sia stata alcuna risposta a fronte delle numerose richieste di chiarimenti e di confronto nel merito delle proposte emendative presentate. Si rivolge, quindi, al presidente della Commissione al fine di avere delucidazioni in merito a quale sia l'effettiva volontà della maggioranza e del Governo circa l'andamento dei lavori, ritenendo che, a fronte di una effettiva indisponibilità al confronto, anche a fronte di proposte migliorative e prive di conseguenze sotto il profilo finanziario, il gruppo del MoVimento 5 Stelle conferma il ritiro delle proprie proposte emendative.

  Walter RIZZETTO, presidente, pur comprendendo la ratio delle istanze provenienti dai gruppi dell'opposizione, ricorda che è il Governo che ha il compito di esprimere i pareri di competenza in ordine agli emendamenti presentati e sottolinea, in ogni caso, il ruolo di mediazione che è proprio del presidente di Commissione. Rammenta, altresì, come si stia approssimando la data entro la quale il Parlamento è tenuto a convertire il decreto-legge, pena la decadenza dello stesso, e ricorda, altresì, come nel corso dei prossimi giorni i lavori della Camera saranno concentrati nell'esame del disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, attualmente all'esame del Senato della Repubblica.
  Ritiene, pertanto, che, ove effettivamente il decreto-legge in discussione fosse stato presentato in prima lettura alla Camera, ciò avrebbe rappresentato l'occasione per un proficuo lavoro di approfondimento e confronto su tematiche di assoluta rilevanza.
  Reputa, peraltro, apprezzabili le tematiche sollevate dall'emendamento Soumahoro 2.5, osservando, tuttavia, al riguardo, come l'integrazione della Cabina di regia che sovrintende la Rete del lavoro agricolo di qualità così come proposta dall'emendamento in parola possa, invero, determinare il rischio di ingenerare una figura ibrida sotto il profilo normativo. Sottolinea, comunque, come la ratio sottesa a tale proposta potrebbe ben rappresentare un punto di partenza per ulteriori iniziative normativePag. 61 che tengano in debita considerazione il quadro normativo vigente in materia di strumenti volti alla tutela del lavoro nei diversi settori. Fa presente, pertanto, che il contenuto delle istanze che i diversi gruppi politici, sia di maggioranza sia di opposizione, non potranno veicolare attraverso la presentazione di proposte emendative potranno essere oggetto di ordini del giorno presentati nel corso dell'esame in Assemblea.
  Manifesta, in conclusione, la massima disponibilità ad aprire futuri spazi di confronto in merito alle tematiche cui si è fatto riferimento nel corso del dibattito e, nel dichiarare di comprendere la scelta dei gruppi parlamentari di opposizione in ordine alla prosecuzione dei lavori, prende atto che il confronto non può che trasferirsi all'esame del provvedimento in Assemblea.
  Nel ricordare, in conclusione, come l'aula che costituisce la sede dei lavori della Commissione sia intitolata proprio alle vittime del lavoro, ritiene che il confronto che potrà svolgersi nel prosieguo della legislatura in Commissione sarà in grado di condurre significativi miglioramenti in merito alle tematiche discusse.

  Aboubakar SOUMAHORO (MISTO), intervenendo sull'ordine dei lavori, ringrazia il Presidente per la risposta, e sottolinea di non aver mai condiviso l'approccio lombrosiano sulla tematica del contrasto al fenomeno del caporalato in agricoltura.
  Sostiene che il fattore tecnico-temporale, richiamato dal Presidente, involge in realtà anche la più delicata tematica della responsabilità politica del Governo.

  Walter RIZZETTO, presidente, comprende la posizione del collega Soumahoro, ma sostiene che la presenza diretta delle forze dell'ordine in un organismo composto anche da imprese agricole e rappresentanze dei lavoratori, paradossalmente, potrebbe scoraggiare la collaborazione su temi aziendali e criticità del settore.
  Suggerisce quindi la revisione dell'emendamento a firma Soumahoro e la sua eventuale trasposizione all'interno di un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
  Prende atto, quindi, del ritiro di tutti gli emendamenti dell'opposizione non ancora posti in votazione.
  Avverte poi che sono pervenuti i pareri delle Commissioni I, II, VII, VIII, XII e XIII, che sono in distribuzione. Le Commissioni IV, X, XIV e la Commissione parlamentare per le questioni regionali hanno comunicato, per le vie brevi, che non esprimeranno il parere di rispettiva competenza, mentre il Comitato per la legislazione e la V Commissione esprimeranno il parere all'Assemblea.
  Pone dunque in votazione il mandato alla relatrice, onorevole Nisini, a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge C. 2736, nel testo approvato dal Senato della Repubblica.

  La Commissione delibera di conferire il mandato alla relatrice a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

  Walter RIZZETTO, presidente, avverte, infine, che la Presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove per la discussione in Assemblea, sulla base delle indicazioni dei rappresentanti dei gruppi.

  La seduta termina alle 22.20.