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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 18 dicembre 2025
605.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Politiche dell'Unione europea (XIV)
COMUNICATO
Pag. 237

SEDE CONSULTIVA

  Giovedì 18 dicembre 2025. — Presidenza del presidente Alessandro GIGLIO VIGNA.

  La seduta comincia alle 9.15.

Delega al Governo per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati.
Testo unificato C. 1928-2083-2091-2152-2194-A.
(Parere alla IX Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Cristina ROSSELLO (FI-PPE), relatrice, rileva che il provvedimento in esame conferisce al Governo una delega legislativa per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati.
  Ricorda che, nella seduta del 29 luglio 2025, la XIV Commissione aveva già espresso, sul provvedimento parere favorevole. In particolare, era stato evidenziato che il provvedimento si collocava in perfetta coerenza con i principali indirizzi strategici europei in materia di digitalizzazione, sicurezza dei dati, sviluppo sostenibile e autonomia strategica, e in particolar modo con i principi enunciati dalla Commissione europea nella Bussola digitale per il 2030, che riconosce la centralità delle infrastrutture digitali avanzate – sicure, resilienti, sostenibili – nella costruzione di un'economia digitale europea solida e integrata.
  Il provvedimento torna oggi, con modifiche, all'esame della Commissione, in quanto, dopo l'avvio dell'esame in Assemblea, lo stesso è stato rinviato in Commissione nella seduta del 10 settembre 2025. È dunque oggi oggetto di esame il testo, come modificato dagli emendamenti approvati dalla IX Commissione nel corso dell'esame in sede referente e trasmesso alle CommissioniPag. 238 competenti in sede consultiva il 4 dicembre 2025.
  Rispetto al precedente esame presso la XIV Commissione, segnala preliminarmente che è rimasto invariato il contenuto dell'articolo 1, che individua la finalità della legge, dell'articolo 2, che fissa la definizione di «centro di elaborazione dati», e dell'articolo 4, che reca la consueta clausola di salvaguardia delle autonomie speciali.
  È stato invece oggetto di modificazioni l'articolo 3, che delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la disciplina dei centri di elaborazione dati e il coordinamento delle procedure per la realizzazione e l'organizzazione degli stessi, fissando al comma 1 i princìpi e i criteri direttivi e ai commi da 2 a 5 le modalità di esercizio della delega. Più specificamente, le modifiche sono riconducibili a talune direttrici di seguito elencate:

   una serie di modifiche sono volte ad estendere il campo di applicazione della disciplina legislativa per ricomprendervi non solo la costruzione di nuove infrastrutture, bensì anche il potenziamento, la ristrutturazione e l'ampliamento di quelle esistenti, anche utilizzando strutture in dismissione (lettere a), b), c), d), i), del comma 1);

   ulteriori modifiche prevedono, in luogo di deroghe alla normativa urbanistica, misure di semplificazione, ed escludono, per le infrastrutture, l'utilizzo di destinazioni d'uso direzionali, mantenendo solo quelle produttive (lettere d) ed e) del comma 1);

   altre modifiche sono infine volte a superare criticità di carattere finanziario, emerse dopo il deposito di una relazione tecnica del Governo presso la Commissione Bilancio (lettere f), h), i), l), o), q), r), t), u) del comma 1 nonché commi 3, 4 e 5 del medesimo articolo 3).

  Non rinvenendo dunque, neppure nelle variazioni ora menzionate, come già nel testo precedentemente esaminato dalla XIV Commissione, disposizioni contrarie all'ordinamento dell'Unione, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato).

  La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

  La seduta termina alle 9.20.

ATTI DELL'UNIONE EUROPEA

  Giovedì 18 dicembre 2025. — Presidenza del presidente Alessandro GIGLIO VIGNA.

  La seduta comincia alle 9.20.

Relazione 2024 della Commissione europea sui princìpi di sussidiarietà e di proporzionalità e sui rapporti con i Parlamenti nazionali. COM(2025) 473 final.
(Esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del documento.

  Alessandro GIGLIO VIGNA, presidente e relatore, fa presente che viene avviato oggi l'esame della relazione sull'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e di proporzionalità e sui rapporti con i Parlamenti nazionali, che la Commissione europea presenta ogni anno ai sensi dell'articolo 9 del protocollo sull'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità, allegato al Trattato sull'Unione europea (TUE) e al Trattato sul funzionamento dell'UE (TFUE).
  La relazione è suddivisa in sezioni dedicate, rispettivamente, all'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità da parte delle Istituzioni dell'UE, all'applicazione della procedura di controllo della sussidiarietà da parte dei parlamenti nazionali, al dialogo politico della Commissione europea con i parlamenti nazionali ed ai contatti, visite, riunioni e altre conferenze della Commissione europea presso/con i parlamenti nazionali.
  Si tratta di temi centrali nell'attività della XIV Commissione in questa Legislatura, sia con riguardo all'esame di progetti di atti dell'UE, sia in occasione di riunioni interparlamentari, soprattutto della COSAC.Pag. 239
  Sono state già esaminate in questa Legislatura le relazioni relative al 2022 e al 2023, approvando, con riguardo alla prima, un documento finale con cui è stata riassunta la posizione tanto critica quanto articolata della XIV Commissione in merito allo scarso rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte delle istituzioni dell'UE.
  In via preliminare, sottolinea che il documento in esame si riferisce all'anno 2024: fotografa quindi una situazione, a partire dai dati statistici, ampiamente superata. Inoltre, come la stessa Commissione europea riconosce, il 2024 è stato un anno di transizione in cui l'attività dei parlamenti nazionali è rallentata in corrispondenza con la conclusione della legislatura europea e con il riavvio del ciclo istituzionale 2024-2029. In particolare, la Commissione europea, in attesa del suo rinnovo, ha ridotto al minimo la presentazione di nuovi progetti legislativi.
  Tale tendenza generale si è tradotta, più dettagliatamente, in: un numero inferiore di pareri relativi alle proposte soggette al controllo della sussidiarietà; meno visite e riunioni (il cui numero tuttavia corrisponde a quello relativo all'anno di transizione precedente); una minore partecipazione dei membri della XIV Commissione agli eventi interparlamentari.
  Nello specifico, nel 2024 la Commissione europea ha ricevuto dai parlamenti nazionali 14 pareri motivati, registrando una flessione rispetto al dato relativo all'anno precedente (22 pareri motivati, peraltro secondo una tendenza al ribasso già significativa rispetto all'anno precedente).
  La gran parte di tutti i pareri motivati è provenuta da un unico parlamento nazionale, il Riksdag svedese, il quale ha emesso 6 pareri motivati. Gli altri pareri motivati del 2024 sono stati distribuiti tra il Sénat francese (2), le Houses of the Oireachtas irlandesi (2), la Poslanecká sněmovna ceca (1), la Camera dei deputati italiana (1), l'Országgyűlés ungherese (1) e la Kamra tad-Deputati maltese (1). In sostanza, nel 2024 otto dei 39 parlamenti o delle camere nazionali hanno emesso pareri motivati, alcuni dei quali in linea con gli anni precedenti. Dal punto di vista tematico, infine, i 14 pareri motivati ricevuti nel 2024 sono risultati essere distribuiti e hanno riguardato 11 diverse proposte della Commissione europea, nessuna delle quali ha ricevuto più di tre pareri motivati.
  La proposta che ha dato luogo al numero maggiore di pareri motivati è stata la «Imprese in Europa: quadro per l'imposizione dei redditi (BEFIT)», con 3 pareri motivati che rappresentano 6 voti, numero che è ancora nettamente al di sotto della soglia necessaria per il riesame obbligatorio del progetto di atto legislativo.
  Più in generale, secondo la relazione, nel 2024 i parlamenti nazionali hanno trasmesso un totale di 252 pareri alla Commissione europea, segnando una netta diminuzione rispetto ai 402 del 2023.
  Rispetto alla variazione, decisamente pronunciata, osservata nel 2019, quando era stato registrato un calo del 73 per cento dei pareri rispetto al 2018, la riduzione nel 2024 è stata comunque più modesta, con soltanto il 33 per cento in meno di pareri rispetto al 2023.
  Con particolare riferimento all'attività della Camera dei deputati, dai dati riportati nella documentazione predisposta dagli uffici, si registra un ulteriore consolidamento dell'attività di verifica della sussidiarietà da parte della XIV Commissione, che nel 2024 ha esaminato 25 progetti legislativi europei (a fronte dei 21 nel 2023) e adottato 18 documenti (a fronte dei 17 del 2023, di cui 2 pareri motivati (uno solo, secondo la Commissione europea, essendo il secondo stato trasmesso oltre il termine consentito dal Protocollo n. 2 al Trattato di Lisbona).
  Va segnalata invece la tendenza inversa relativa all'esame da parte delle Commissioni parlamentari ai sensi dell'articolo 127 del regolamento della Camera: nel 2024 gli atti esaminati in tale contesto sono stati 17 a fronte del 27 nel 2024, con un numero di documenti finali approvati pari a 8 (a fronte dei 13 nel 2023).
  Sottolinea in tale ambito che nel corso del 2025 – secondo i dati aggiornati al 30 novembre e ricavati dal sito IPEX – la Camera dei deputati è stata – dopo le Cortes spagnole, che hanno conferito le Pag. 240competenze in materia ad un'unica Commissione bicamerale per gli affari europei – l'Assemblea parlamentare più attiva tra le camere/parlamenti nazionali dell'UE, con un totale di 52 pronunce adottate in esito all'esame di atti dell'UE (di cui 3 pareri motivati), seguita dal Bundesrat con 45, dalla Camera rumena con 31, dal Senato ceco con 30 e dal Senato italiano con 15.
  Tra le altre risultanze principali della relazione in esame, la Commissione europea sottolinea l'interesse stabile dei parlamenti nazionali per il programma di lavoro della Commissione, tradotti in 10 pareri in merito al documento pubblicato dalla Commissione per il 2023, lo stesso numero registrato per l'edizione 2022.
  Inoltre, la Commissione europea sottolinea che i parlamenti nazionali hanno formulato un numero elevato di pareri di iniziativa lungimiranti, e che la loro partecipazione al dialogo politico è stata leggermente più diffusa rispetto agli anni precedenti e meno concentrata sui parlamenti più attivi/sulle camere più attive.
  In particolare i parlamenti nazionali hanno continuato a esplorare modalità flessibili di partecipazione al dialogo politico, ad esempio riunendosi in gruppi e firmando congiuntamente pareri d'iniziativa.
  Segnala, in tale contesto, che collettivamente attraverso la COSAC, i parlamenti nazionali hanno formulato richieste e suggerimenti volti a rafforzare il loro ruolo nell'elaborazione delle politiche dell'UE, in particolare tramite il contributo della LXXI conferenza della COSAC del marzo 2024.
  La relazione sottolinea due pareri (uno dei quali adottato dalla Camera dei deputati italiana) sulla precedente edizione della relazione annuale in materia di sussidiarietà e proporzionalità, recanti tra l'altro, riflessioni generali sul ruolo dei parlamenti nazionali;
  Infine, la Commissione europea mette in particolare evidenza la sentenza della Corte di giustizia dell'UE con la quale ha annullato una disposizione di un regolamento (aggiunta al testo originario della medesima Commissione europea durante i negoziati legislativi), in quanto i colegislatori non avevano dimostrato di disporre di informazioni sufficienti atte a consentire loro di valutare e stabilire in maniera inequivocabile la proporzionalità di tale modifica legislativa. La relazione infine registra il primo caso di ricorso proposto dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea da una camera nazionale (l'Assemblea nazionale francese) volto a richiedere l'annullamento di un atto legislativo, sostenendo che un regolamento andava oltre le competenze spettanti alle istituzioni dell'Unione e violava il principio di sussidiarietà.
  Da ultimo, tra le tendenze generali registrate nel 2024, sono poste in risalto anche le attività dei parlamenti regionali, i quali hanno continuato a interagire con la Commissione europea inviando ulteriori risoluzioni rispetto all'anno precedente in merito a varie questioni di attualità.
  Con particolare riguardo all'applicazione da parte delle varie istituzioni dell'UE dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità, per la quale si rimanda all'illustrazione sintetica offerta dalla documentazione degli uffici, merita sottolineare l'attività nel 2024 del Comitato delle regioni, che ha adottato 53 pareri e 4 risoluzioni.
  Dieci di questi pareri hanno riguardato atti giuridici, 7 dei quali hanno fatto riferimento al principio di sussidiarietà. I restanti 43 pareri non hanno riguardato proposte legislative; di questi 19 menzionano la sussidiarietà, mentre 24 non vi fanno esplicito riferimento.
  Segnala in particolare la risoluzione adottata il 9 ottobre 2024 sullo stato delle regioni e delle città nell'UE e sugli orientamenti politici della Commissione europea per il periodo 2024-2029, con la quale il Comitato ha sottolineato che la sussidiarietà attiva e il pieno coinvolgimento degli enti locali e regionali sono fondamentali per migliorare il quadro normativo dell'UE. Nel documento si sostengono altresì le proposte, formulate nella relazione Draghi in merito a un'applicazione intelligente e attiva della sussidiarietà e si sottolinea inoltre la necessità di rafforzare le capacità amministrative a livello nazionale, regionale e locale.Pag. 241
  Ricorda quindi che, in occasione della sessione plenaria di novembre 2025, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione concernente l'applicazione delle disposizioni del Trattato relative ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità e al ruolo dei parlamenti nazionali nel processo legislativo dell'UE.
  La risoluzione è stata preceduta ed ha parzialmente recepito le indicazioni all'esito di un dialogo tra rapporteur (un recente formato di cooperazione interparlamentare che prevede lo scambio di opinioni tra un europarlamentare relatore di un determinato provvedimento all'esame del PE e i membri relatori presso i rispettivi parlamenti nazionali sulla medesima materia) cui sono intervenuto personalmente.
  Tra gli elementi chiave della risoluzione, il ruolo fondamentale dei parlamenti nazionali nel garantire il rispetto del principio di sussidiarietà da parte dell'UE, e la necessità di un controllo continuo della legislazione dell'UE e di una partecipazione più attiva dei parlamenti nazionali attraverso i meccanismi previsti dai trattati, comprese le procedure del cartellino giallo e del cartellino arancione.
  Al riguardo, il Parlamento europeo, in linea con le raccomandazioni della relazione Draghi, invita la Commissione europea ad avviare un'indagine a livello dell'UE per individuare e analizzare le ragioni alla base dell'esercizio limitato della capacità di controllo dei parlamenti nazionali in relazione alla sussidiarietà.
  Il Parlamento europeo ricorda inoltre che i parlamenti nazionali esercitano un controllo democratico sui rispettivi governi nazionali, che rappresentano gli interessi degli Stati membri in seno al Consiglio, e incoraggia tutti gli Stati membri ad allinearsi a quelli che prevedono una partecipazione più attiva dei rispettivi parlamenti nazionali e/o regionali al processo legislativo europeo, ad esempio mediante l'esercizio della riserva di esame parlamentare.
  Il Parlamento europeo accoglie altresì con favore i contributi della settantaduesima riunione plenaria della COSAC, con particolare riguardo al rafforzamento del controllo della sussidiarietà da parte dei parlamenti nazionali, mediante l'estensione del termine di otto settimane per la presentazione dei pareri a dieci settimane e l'abbassamento della soglia per l'attivazione del cartellino giallo a un quarto dei voti espressi.
  Segnala che, secondo la risoluzione, ai parlamenti nazionali dovrebbe altresì essere attribuito un ruolo più positivo e proattivo, ad esempio creando un «cartellino verde», che funzionerebbe con soglie inferiori.
  Altro punto molto importante della risoluzione è il richiamo alla Commissione europea a rispondere più accuratamente ai pareri motivati che, anche quando non sono sostenuti da un gran numero di parlamenti nazionali, danno conto della situazione specifica dei singoli Stati membri, della diversità delle tradizioni giuridiche e delle differenze regionali all'interno dell'UE.
  In tale contesto il Parlamento europeo esprime preoccupazione per il fatto che la Commissione europea non sembra incline a modificare le sue proposte a seguito dei pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali.
  Considera infine apprezzabile anche il riconoscimento nella risoluzione del ruolo delle comunità regionali e locali e la richiesta alla Commissione europea di esaminare ed integrarne il contributo nelle proposte legislative e nella valutazione della legislazione vigente dell'UE.
  L'esame della relazione, al di là dei suoi contenuti, offre dunque diversi spunti di riflessione sulle modalità per rafforzare il controllo sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e sul rafforzamento delle prerogative dei parlamenti nazionali.
  Propone pertanto di svolgere, come avvenuto anche in occasione dell'esame della relazione per il 2022, un ciclo di audizioni di rappresentanti delle Istituzioni dell'UE, in particolare del Parlamento europeo e del Comitato delle regioni, della Conferenza delle regioni, della Conferenza dei Presidenti dei Consigli e delle Assemblee regionaliPag. 242 nonché di centri di ricerca e di altri esperti della materia.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 9.25.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Giovedì 18 dicembre 2025.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 9.25 alle 9.30.