SEDE CONSULTIVA
Giovedì 15 gennaio 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
La seduta comincia alle 14.15.
Legge annuale sulle piccole e medie imprese.
C. 2673 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla X Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 10 dicembre 2025.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda che la Commissione ha avviato l'esame del provvedimento nel testo trasmesso dal Senato nelle sedute del 9 e del 10 dicembre, convenendo sull'opportunità di rinviarne l'esame, al fine di approfondire alcune questioni emerse nel corso del dibattito.
In particolare, i colleghi Bellomo e Enrico Costa avevano invitato ad un supplemento di istruttoria rispetto ai contenuti recati dall'articolo 28, comma 1, lettera b), e dall'articolo 29, comma 3, lettera c).
Le due disposizioni citate sono collocate entrambe nel Capo VI, concernente la certificazione unica di conformità delle filiere della moda. Tale partizione del testo è stata tuttavia oggetto di un emendamento interamente soppressivo approvato dalla Commissione di merito nella seduta del 18 dicembre 2025. Il testo risultante dall'approvazione degli emendamenti in Commissione di merito non reca quindi più tali disposizioni.
Pertanto, in qualità di relatore, formula la proposta di parere favorevole sul disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Commissione di merito risultante dall'approvazione degli emendamenti (vedi allegato).
Valentina D'ORSO (M5S) prende atto con favore della decisione della Commissione di merito di sopprimere le disposizioni riguardanti la filiera della moda che prefiguravano una sorta di esenzione da responsabilità per le imprese capofila.Pag. 10
Ricorda di aver altresì evidenziato come tali norme si ponessero in contraddizione rispetto al tema della legalità nel settore della produzione della moda con riguardo al distretto tessile di Prato, oggetto della risoluzione di maggioranza in corso di discussione presso le Commissioni II e XI, unitamente ad altre delle forze di opposizione.
Nell'apprezzare quindi una scelta di maggior coerenza della maggioranza e del Governo, rimarca tuttavia le gravi criticità del provvedimento oggetto di esame in Commissione, da cui discende il voto contrario del gruppo del M5S sulla proposta del relatore.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato).
La seduta termina alle 14.20.
SEDE REFERENTE
Giovedì 15 gennaio 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
La seduta comincia alle 14.20.
Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense.
C. 2629 Governo, C. 594 D'Orso, C. 735 Gribaudo, C. 751 D'Orso, C. 867 Calderone, C. 2432 Pittalis, C. 2633 Dori.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 14 gennaio 2026.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda che il provvedimento risulta iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire dal 26 gennaio.
Ricordo altresì che nella seduta del 14 gennaio sono state pronunciate le dichiarazioni di inammissibilità di talune proposte emendative, per carenza di quantificazione e copertura finanziaria.
Con riguardo all'unico ricorso presentato, riferito all'emendamento Romano 2.49, si conferma il giudizio di inammissibilità per carenza di quantificazione e copertura finanziaria, posto che la disposizione ivi contenuta prevede che la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense riconosca ai soggetti iscritti alla stessa il diritto di dedurre l'ammontare dei contributi integrativi corrisposti in pagamento di fatture ricevute da avvocati in regime di monocommittenza. Tale previsione appare suscettibile di determinare minori entrate per la finanza pubblica, posto che la medesima Cassa, presso la quale i citati contributi confluiscono, è compresa nell'elenco ISTAT delle pubbliche amministrazioni ai fini del conto economico consolidato di cui all'articolo 1, comma 3, della legge n. 196 del 2009.
Conseguentemente, si conferma il giudizio di inammissibilità anche in merito agli analoghi emendamenti Matone 2.51 e Raimondo 2.52.
Comunica che, come anticipato nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, di ieri, nella seduta odierna avrà luogo la discussione sul complesso degli emendamenti. Ricorda altresì di aver anticipato nella medesima riunione di ieri l'orientamento dei relatori di fissare momenti di confronto con le forze politiche e con il Governo prima di avviare la fase delle votazioni in Commissione la prossima settimana. Auspica che ciò possa facilitare il dibattito e la ricerca di soluzioni condivise nella definizione del provvedimento.
Carla GIULIANO (M5S), intervenendo sul complesso degli emendamenti, fa presente che tutti gli emendamenti presentati dal MoVimento 5 Stelle traggono origine dalle riflessioni sviluppate dai soggetti auditi nel corso delle audizioni.
Segnala, in particolare, le proposte emendative aventi ad oggetto i consigli dell'ordine degli avvocati con riguardo alla composizione, alla durata e rinnovo, al numero di mandati e ineleggibilità dei componenti, nonché gli emendamenti riferiti alle modalità di svolgimento del tirocinio per l'accesso alla professione forense, allo svolgimentoPag. 11 dell'esame di abilitazione, nonché riguardanti il regime di monocommittenza.
Inoltre, richiama l'attenzione della Commissione sull'emendamento a sua prima firma 2.42, che prevede l'applicazione di regimi fiscali agevolativi, compreso il regime forfettario, nei confronti dell'avvocato appartenente ad associazioni o reti tra avvocati.
Osserva in proposito come la professione forense si sia fatta sempre più complessa e come, al giorno d'oggi, sia quasi irrinunciabile l'approccio multidisciplinare che un'associazione o una rete tra professionisti può garantire. Pertanto, occorre ragionare su regimi fiscali che potrebbero aiutare chi sceglie di praticare la professione – ed in particolar modo i giovani avvocati – nelle forme della partecipazione ad associazioni di professionisti o reti tra avvocati.
Richiama altresì l'attenzione sull'emendamento della collega D'Orso 2.124, che propone di articolare l'esame di abilitazione alla professione forense in modo più coerente con il futuro percorso professionale del candidato, prevedendo una prova scritta – nella forma dell'atto giudiziario – e una prova orale.
Si sofferma poi sull'emendamento D'Orso 2.114, volto a modificare la disciplina relativa al funzionamento, ai compiti e agli obiettivi delle scuole forensi e delle scuole di specializzazione e – sempre su impulso dei soggetti auditi nel corso dell'attività conoscitiva – ad eliminare l'obbligo di frequenza ad una di queste scuole ai fini dell'iscrizione all'esame di abilitazione.
Dedica, infine, un'attenzione particolare al tema della monocommittenza, ossia quella situazione nella quale un professionista mette la propria competenza professionale in maniera esclusiva e continuativa a disposizione di un collega ovvero, sovente, di un grande studio legale, nazionale o internazionale.
Al riguardo, fa presente che gli emendamenti presentati sul tema consistono nella trasposizione di iniziative legislative avviate nella scorsa legislatura – sia a firma del MoVimento 5 Stelle sia a firma del Partito Democratico – rispetto alle quali si era già ampiamente acquisito il favore del mondo dell'avvocatura.
Tanto premesso, rivolge un appello alle forze politiche di maggioranza e al rappresentante del Governo, invitandoli a considerare con la dovuta attenzione le proposte presentate dal proprio gruppo, ognuna delle quali contraddistinta dalla volontà, senz'altro trasversale, di venire incontro alle esigenze dell'intera categoria degli avvocati. Ciò si rende tanto più opportuno in questa sede, in quanto il disegno di legge in discussione, che reca una delega molto ampia e generica, richiede interventi volti a dettagliarne i contenuti per indirizzare efficacemente il potere legislativo delegato al Governo.
Ciro MASCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara chiusa la discussione sul complesso degli emendamenti e rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta
La seduta termina alle 14.30.