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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 21 gennaio 2026
617.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (I e V)
COMUNICATO
Pag. 20

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 21 gennaio 2026. — Presidenza del vicepresidente della V Commissione Giovanni Luca CANNATA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze, Lucia Albano.

  La seduta comincia alle 14.20.

DL 200/2025: Disposizioni urgenti in materia di termini normativi.
C. 2753 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 13 gennaio 2026.

  Giovanni Luca CANNATA, presidente e relatore per la V Commissione, ricorda che i deputati possono partecipare alla seduta in videoconferenza secondo le modalità stabilite nella riunione della Giunta per il Regolamento. Rammenta altresì che nella seduta dello scorso 13 gennaio è stato avviato l'esame preliminare del provvedimento e che le Commissioni hanno svolto un ciclo di audizioni informali nelle giornate di lunedì 19 e martedì 20 gennaio.

  Simona BONAFÈ (PD-IDP) interviene per svolgere alcune considerazioni di carattere generale sul decreto-legge in esame, rinviando alla fase dell'esame delle proposte emendative l'approfondimento delle questioni di merito. Pone pertanto una questione di metodo, ricordando preliminarmente che la Corte costituzionale si è da tempo espressa in merito alla legittimità di tale tipo di decreto-legge, nonostante la mancata uniformità di materia, e riconoscendo che tutti i Governi hanno fatto ricorso a questo strumento, con una prassi divenuta ormai comune.
  Ciò premesso, fa presente che la critica del suo gruppo riguarda il fatto che il decreto milleproroghe, ed in particolare quello attualmente all'esame delle Commissioni I e V, sia utilizzato per dare risposte emergenziali a problemi di natura strutturale. Nel sottolineare come il provvedimento in esame sia pieno di disposizioni di tale natura, cita a titolo di esempio la proroga di diversi commissari e subcommissari contenuta all'articolo 1, che interviene in maniera strutturale su figure che per la loro natura hanno durata e funzioni limitate.
  Con riguardo invece alla pubblica amministrazione, sottolinea come vengano riproposte deroghe e proroghe introdotte in occasione dell'epidemia da COVID-19, alla Pag. 21luce delle evidenti criticità evidenziatesi in quell'occasione nel comparto della sanità, soprattutto relativamente alla insufficiente disponibilità di personale. Nel rilevare come gli anni trascorsi avrebbero consentito di mettere mano invece a una soluzione strutturale del problema, evidenzia che in maniera analoga il decreto introduce proroghe anche con riguardo ad altri settori della pubblica amministrazione, quali giustizia e istruzione. Ritiene che tali disposizioni, volte a perpetuare soluzioni transitorie, tradiscano la concezione che il Governo ha della pubblica amministrazione, sottolineando come si tratti al contrario di un settore strategico, determinante per la competitività del Paese. Richiama quindi la disposizione contenuta nel comma 2 dell'articolo 5, che estende il termine per l'adozione del decreto ministeriale che dovrebbe dare attuazione alla legge per la non autosufficienza, sottolineando l'importanza di garantire alle persone anziane non autosufficiente un quadro normativo certo ed efficace.
  Nel porre l'ulteriore questione dell'arbitrarietà dei criteri utilizzati nelle proroghe, cita in particolare il comma 2 dell'articolo 16 che differisce per pochi mesi e per limitati settori il termine per la sottoscrizione della polizza sui rischi catastrofali per le piccole e le micro imprese. Richiamando le considerazioni già svolte dal suo gruppo in ordine all'esigenza che tali polizze non finiscano per sostituirsi all'azione dello Stato in ordine alla gestione e alla tutela del territorio e sottolineando la consistenza dell'onere posto a carico delle piccole e micro imprese, anticipa l'intenzione del Partito democratico di presentare proposte emendative per estendere la durata di tale proroga ed ampliare i settori interessati. Aggiungendo sempre sul medesimo tema come non sia ancora stato attivato il portale che avrebbe dovuto garantire la trasparenza di tali polizze, si augura che, diversamente da quanto accaduto negli anni scorsi, l'esame del provvedimento possa svolgersi in un clima di collaborazione e con tempi adeguati ad approfondire le diverse questioni, evitando interventi emendativi dell'ultimo minuto da parte di relatori e Governo.

  Alfonso COLUCCI (M5S), nel preannunciare un intervento di carattere generale sul decreto in esame, concorda con le considerazioni della collega Bonafè la quale ha tra l'altro richiamato la giurisprudenza della Corte, secondo cui l'eterogeneità dei termini di proroga non è causa di illegittimità costituzionale del provvedimento, in ragione dell'unitarietà della funzione tesa ad evitare vuoti normativi o lacune di disciplina per i periodi di mancata vigenza del provvedimento. Evidenzia come tale definizione si riferisca evidentemente a proroghe volte a differire nel tempo l'efficacia delle disposizioni che finirebbero per non dispiegare i propri effetti in virtù della scadenza del termine e non si possa applicare invece ai casi in cui le conseguenze della proroga siano sostanziali. Cita in particolare il comma 4 dell'articolo 2 che, estendendo la facoltà di deroga alle disposizioni di legge per la realizzazione dei cosiddetti hotspot, si presenta soltanto formalmente come una proroga, introducendo al contrario una disciplina di merito ed intervenendo sulla politica migratoria del Governo. Nel ribadire pertanto che dietro la forma della proroga si esprime un contenuto sostanziale, in violazione della richiamata interpretazione della Corte, fa presente che il Movimento 5 Stelle si è astenuto dal presentare la questione pregiudiziale di costituzionalità, consapevole dell'importanza per i cittadini della proroga di diverse delle disposizioni contenute nel decreto. Tuttavia, non può sottacere l'insoddisfazione del suo gruppo per quelle disposizioni, alcune delle quali richiamate dalla collega Bonafè, che avendo un contenuto incidente sulla disciplina di merito eccedono la natura del decreto e i requisiti della Corte costituzionale.

  Maria Cecilia GUERRA (PD-IDP), nel condividere le considerazioni espresse dalla collega Bonafè, ritiene opportuno sottolineare un aspetto, a suo avviso, particolarmente rilevante emerso anche nel corso delle audizioni svoltesi sul provvedimento Pag. 22in esame e riguardante la presenza di proroghe relative a posizioni lavorative precarie in settori chiave dell'amministrazione pubblica, quali quelli della giustizia, della scuola e della sanità. Osservando come non sia possibile risolvere tali questioni in sede emendativa, ritiene comunque non condivisibile procedere con una precarizzazione così estesa delle posizioni lavorative nei settori della pubblica amministrazione. Reputa quindi che la soluzione della questione meriti un'ampia riflessione nonché un impegno concreto da parte di tutte le forze politiche, a tutela dell'efficiente funzionamento dei servizi pubblici, nonché del riconoscimento della qualità lavorativa dei soggetti coinvolti che hanno acquisito una formazione specifica.
  Segnala altresì come, a suo avviso, la proroga di termini abbia un'utilità nel caso sia una proroga effettivamente volta a differire l'efficacia diretta di talune disposizioni. Ritiene viceversa che non sia utile continuare a predisporre proroghe di termini per la cui applicazione sia necessaria l'emanazione di atti di normazione secondaria, segnalando, come in tali casi, sia invece più efficace agire sulla proroga dei termini di emanazione di tali atti.
  Auspica quindi che nel prosieguo dei lavori sul provvedimento in esame, possa stabilirsi un clima collaborativo tra le forze di maggioranza e di opposizione per affrontare i temi posti.

  Daniela TORTO (M5S) evidenzia, in via preliminare, che le Commissioni riunite non avranno la possibilità di affrontare nel merito ciascuna disposizione contenuta nel provvedimento in esame proprio per l'eterogeneità delle materie trattate, che è già stata evidenziata dai colleghi che hanno svolto precedentemente i propri interventi. Rappresenta quindi l'esigenza di concentrare il proprio intervento su alcune tematiche di interesse della propria forza politica.
  In particolare, con riferimento all'articolo 1, segnala come le proroghe in esso contenute, relative a talune situazioni emergenziali, non riflettano, a suo avviso, un piano ordinario, ma rispondano sempre ad un'esigenza di necessità. Sempre con riferimento all'articolo 1, segnala che il rinvio del termine di conclusione delle attività relative alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e dei relativi costi e fabbisogni standard, previsto dal comma 1, determina un analogo rinvio nel completamento dell'uguaglianza territoriale.
  Contesta altresì la presenza di diverse proroghe relative ad opere pubbliche non concluse, ritenendo che ciò rifletta l'immagine di un Esecutivo che non si assume le proprie responsabilità utilizzando lo strumento del rinvio normativo.
  In tema di ambiente, evidenzia come il rinvio di termini in materia di transizione ecologica non possa considerarsi un aiuto ai settori produttivi, ma debba esclusivamente considerarsi un freno alla completa realizzazione degli obiettivi in materia ambientale.
  Auspica infine che, seppur in presenza delle numerose criticità rilevate, possa svolgersi, nel prosieguo dei lavori sul provvedimento, un confronto costruttivo tra le diverse forze politiche.

  Marco GRIMALDI (AVS) osserva, in primo luogo, come il ricorso sistematico a provvedimenti di proroga indebolisca il ruolo del Parlamento, dal momento che la proroga reiterata di termini normativi trasforma l'eccezione nella regola, sottraendo di fatto temi importanti al dibattito pubblico. A ciò si aggiunge, a suo avviso, il rischio che il mettere insieme norme eterogenee renda opaco e poco comprensibile il complesso del provvedimento.
  Viceversa ritiene che la proroga di termini possa, in alcuni limitati casi, avere una funzione virtuosa, quale quella di permettere al legislatore una riflessione più approfondita nonché un'interlocuzione con altri soggetti utile alla definizione della disposizione normativa. Richiama in tale senso le disposizioni in materia di proroga del regime IVA del terzo settore.
  In questo senso assicura che l'azione emendativa del proprio gruppo sarà volta a risolvere alcuni termini, quali quelli relativi al lavoro o ai fondi del PNRR, nonché ad individuare delle misure per risolvere alcunePag. 23 questioni nel merito così da evitare la necessità di ricorrere a continue proroghe.

  Filiberto ZARATTI (AVS) sostiene che l'istituzionalizzazione del cosiddetto «decreto milleproroghe» testimoni non soltanto le gravi ed eterogenee difficoltà che sta affrontando il nostro Paese, ma anche le capacità che quest'ultimo possiede di fronteggiare annosi e ricorrenti problematiche sociali ed economiche, tra cui – a titolo esemplificativo – la già menzionata questione dei contratti dei precari: è evidente che la soluzione non possa risiedere in un susseguirsi di meri termini prorogati, ma vada invece ricercata una formula strutturale e definitiva.
  Esprime, al pari del collega Colucci, dubbi circa la costituzionalità del provvedimento in esame per come è strutturato, e ritiene che più sono numerose le proroghe contenute nel decreto, maggiore è l'inefficienza del Governo nel trovare soluzioni stabili, valide e concrete.
  Manifesta perplessità circa il modus operandi della maggioranza e del Governo rispetto al tema dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) di cui all'articolo 1 del provvedimento in esame, sottolineando come la scorretta strumentalizzazione degli stessi – anche nell'ottica dell'autonomia differenziata – non faccia che peggiorare la situazione.
  Critica poi l'incalzante fenomeno dei commissariamenti, sostenendo che esso costituisca un ostacolo alla democrazia del Paese, in quanto essa – basandosi sul sistema della rappresentatività – subisce un duro colpo nel momento in cui le assemblee comunali e regionali vengono sostanzialmente spogliate delle loro prerogative dall'ingerenza dei commissari, che gestiscono impropriamente le risorse dei cittadini e operano nel settore degli appalti, spesso senza ottenere risultati apprezzabili dal punto di vista dell'efficienza.
  Avverte che, in occasione della presentazione degli emendamenti, il suo Gruppo lavorerà per convogliare tali tematiche nella costruzione oculata del testo del provvedimento.

  Giovanni Luca CANNATA, presidente e relatore per la V Commissione, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento e ricorda che, secondo quanto convenuto nella riunione degli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle due Commissioni, il termine per la presentazione delle proposte emendative è fissato alle ore 20 di domani, giovedì 22 gennaio. Rinvia quindi il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.55.