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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 21 gennaio 2026
617.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (III e IV)
COMUNICATO
Pag. 26

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 21 gennaio 2026. — Presidenza del presidente della III Commissione, Giulio TREMONTI. – Interviene la sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Maria Tripodi.

  La seduta comincia alle 14.10.

DL 201/2025: Disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.
C. 2754 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 20 gennaio 2026.

  Giulio TREMONTI, presidente, dà conto delle sostituzioni. Invita, quindi, i relatori e il rappresentante del Governo ad esprimere i pareri sulle proposte emendative presentate.

  Paola Maria CHIESA (FDI), relatrice per la IV Commissione, anche a nome del collega Caiata, relatore per la III Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Fratoianni 1.1 e Lomuti 1.2; esprime parere favorevole sull'emendamento Zoffili 1.3; esprime poi parere contrario sugli emendamenti Rosato 1.4, Pellegrini 1.5, Lomuti 1.6, Pellegrini 1.7, Francesco Silvestri 1.8, Fratoianni 1.9, Perantoni 1.10, Riccardo Ricciardi 1.11 e Orrico 2.1.

  La sottosegretaria Maria TRIPODI esprime parere conforme a quello dei relatori.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Fratoianni 1.1 e Lomuti 1.2.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento Zoffili 1.3, critica l'espunzione del termine «militari» dalla rubrica dell'articolo 1 e dal titolo. Sottolinea l'incoerenza dell'emendamento in esame rispetto alla risoluzione votata dei gruppi di maggioranza in Assemblea a seguito delle comunicazioni rese nella seduta Pag. 27del 15 gennaio scorso dal Ministro della difesa Crosetto, che ha ribadito la necessità di garantire adeguati aiuti militari all'Ucraina. Evidenzia che la fornitura di materiali ed equipaggiamenti ad uso bellico costituisce l'elemento principale del provvedimento in esame, accanto alle misure di assistenza civile, sulle quali sussiste un consenso unanime di tutte le forze politiche.

  Giuseppe PROVENZANO (PD-IDP), associandosi alle considerazioni del collega Amendola, rileva che il Ministro Crosetto, nelle sue comunicazioni, ha sottolineato il carattere prioritario ed imprescindibile delle forniture militari; in tal senso, l'emendamento in esame sembra sconfessare le affermazioni del Ministro, il quale ha richiamato tutte le forze politiche ad una assunzione di responsabilità a cui il Partito Democratico non intende sottrarsi, nonostante le profonde divergenze con la maggioranza su numerosi temi di politica estera.
  Evidenziando il carattere nominalistico e fuorviante della proposta emendativa in esame, che svilisce il ruolo della Commissione, invita i presentatori a ritirarla; diversamente, preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo.

  Benedetto DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA) evidenzia come l'emendamento Zoffili 1.3 sia emblematico di un cambio di rotta del Governo tale da indebolire l'affidabilità internazionale dell'Italia. Ricorda che, a partire da 24 febbraio 2022, l'Italia ha tenuto una linea di sostegno politico leale all'Ucraina, pur con contributi militari quantitativamente inferiori a quelli di altri Alleati. Osserva che la modifica proposta dall'emendamento in esame, al di là degli effetti pratici sulle forniture militari, indebolisce la linea politica coerentemente tenuta dall'Italia sino ad oggi, proprio mentre le città ucraine subiscono quotidiani attacchi, con ricadute dirette sulla popolazione civile. Rileva inoltre che una restrizione del supporto militare accrescerebbe il rischio di vulnerabilità dei centri urbani, nel pieno della stagione invernale. Richiamandosi alle parole del Ministro della difesa, Guido Crosetto, sul dovere di aiutare l'Ucraina a difendersi, espresse pochi giorni or sono, il 15 gennaio 2025, presso la Camera dei deputati, nel corso delle comunicazioni in materia di proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, invita la maggioranza, in particolare Forza Italia e Fratelli d'Italia, a riflettere circa il proprio sostegno all'emendamento in esame. Evidenzia, da ultimo, che l'approvazione della proposta emendativa in esame segnerebbe una pagina nera per la politica estera italiana.

  Marco PELLEGRINI (M5S), ricordando le già citate dichiarazioni del Ministro della difesa, rileva l'evidente contraddizione tra la posizione espressa dal Ministro e la proposta emendativa presentata dagli esponenti della maggioranza. Ritiene, pertanto, che la maggioranza debba chiarire se l'espunzione del termine «militari» dalla rubrica dell'articolo 1 e dal titolo del provvedimento in esame sia da intendersi nel senso che proseguirà l'invio di armi o, invece, se questo verrà interrotto. Sottolinea, infatti, che la proposta emendativa in esame lascia intendere l'intenzione di adottare un atteggiamento di apparente pacifismo, che modifica il lessico senza chiarire la sostanza dell'azione governativa. Osserva peraltro che, qualora il testo del provvedimento in esame dovesse intendersi nel senso che l'invio di materiale è limitato a materiali civili, sanitari e di protezione, verrebbe meno la ragione della secretazione degli elenchi contenenti tali materiali. Evidenzia come, su un punto così importante di politica estera, emergano le divisioni interne alla maggioranza, con il rischio di ricadute sull'immagine internazionale del Paese. Ribadisce che il Movimento 5 Stelle giudicherebbe positivamente la cessazione dell'invio di armamenti, considerando che la via negoziale rappresenti oggi l'unico percorso utile per porre fine alla guerra e all'invasione russa. Conclusivamente, invita i presentatori a ritirare l'emendamento Zoffili 1.3.

  Piero FASSINO (PD-IDP) evidenzia come vi sia un ineludibile nesso tra posizionamentoPag. 28 internazionale e credibilità del Governo e del Paese. Osserva che non è sostenibile proclamare pubblicamente l'adesione alla causa ucraina e, nel momento della decisione, deflettere dal sostegno concreto necessario alla difesa delle città e della popolazione civile. Ricorda che anche il Ministro della difesa ha dato conto dell'intensità quotidiana degli attacchi e che, in tale quadro, formulazioni elusive come quella proposta ledono l'affidabilità dell'Italia. Ricorda come, in passato, si sia sempre cercata la convergenza tra maggioranza e opposizione nelle scelte di politica estera. Sottolinea come l'emendamento in esame, per mere esigenze di equilibri interni alla maggioranza di governo, tolga trasparenza all'impegno italiano a sostegno dell'Ucraina. Ritiene che l'ambiguità di tale soluzione crei opacità operativa e invii messaggi contraddittori tanto agli Alleati quanto agli ucraini. Sottolinea, quindi, che i vincoli di maggioranza dovrebbero cedere dinnanzi agli interessi nazionali in politica estera. Evidenzia, inoltre, l'ulteriore contraddizione tra la preclusione alla futura partecipazione a missioni di stabilizzazione in Ucraina e gli impegni che l'Italia ha già assunto in altri Stati con operazioni di analoga natura. Invita, in conclusione, i presentatori a ritirare l'emendamento Zoffili 1.3.

  Nicola FRATOIANNI (AVS) ritiene che l'emendamento Zoffili 1.3, lungi dall'essere il segno di un cambiamento di posizione delle forze di maggioranza, che le avvicini alle posizioni dei partiti che promuovono la via negoziale in luogo dell'invio di forniture militari, rappresenta una gigantesca presa in giro nei riguardi dell'opinione pubblica.
  Mentre il suo partito, fin dall'inizio della guerra di aggressione russa, ha sostenuto la necessità di una iniziativa diplomatica, europea ed italiana, per evitare l'escalation militare, la proposta emendativa in discussione costituisce solo il tentativo, grottesco e volgare, di nascondere dietro un artificio lessicale l'intenzione di proseguire la fornitura di armi a Kiev.
  Preannuncia, dunque, il voto contrario del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra sull'emendamento Zoffili 1.3.

  Matteo RICHETTI (AZ-PER-RE) si chiede se l'indirizzo politico votato dalla Camera, mediante l'approvazione di diverse risoluzioni all'esito delle comunicazioni del Ministro Crosetto, conservi ancora valore e cogenza nei confronti del Governo. Ricorda, infatti, che tra le predette risoluzioni ve ne fosse una che include espressamente il sostegno militare all'Ucraina anche per il 2026. Osserva che risulta poco comprensibile sostenere detta linea e, al tempo stesso, avallare, mediante l'emendamento Zoffili 1.3, un orientamento che la disattende, snaturando peraltro il ruolo del Parlamento. Ricorda, in proposito, l'appello del Presidente dell'Assemblea parlamentare della Nato, rivolto ai Paesi Alleati, al rafforzamento dell'assistenza all'Ucraina, che i parlamentari delle Commissioni che sono anche componenti della Delegazione all'Assemblea parlamentare della Nato dovrebbero ben conoscere. Invita, quindi, la maggioranza, e in modo particolare i gruppi di Fratelli d'Italia e Forza Italia, a non approvare un emendamento che, tanto nella sostanza quanto nella forma, indebolirebbe il sostegno all'Ucraina.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP) ritiene che la proposta emendativa in esame presenta evidenti criticità sotto due profili: sul piano legislativo, se la maggioranza intende interrompere la fornitura di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, è del tutto inutile ricorrere allo strumento del decreto-legge, dal momento che gli aiuti civili possono essere inviati con un semplice atto amministrativo, come avviene ordinariamente per le iniziative di cooperazione allo sviluppo; sotto il profilo politico, l'emendamento in esame intende ingannare l'opinione pubblica cancellando, rispettivamente dalla rubrica dell'articolo e dal titolo, l'aggettivo «militari», senza tuttavia assumere apertamente la decisione di interrompere la fornitura di materiali di armamento all'Ucraina.
  A suo avviso, si tratta di un grave vulnus alle prerogative del Parlamento, che, a suo avviso, è chiamato a trattare una materia così delicata con serietà e competenza, senza lasciare spazio a compromessi lessicali che inquinano il dibattito politico ed il rapportoPag. 29 con gli elettori. Del resto, la gravità della situazione internazionale impone al Governo e alle forze che lo sostengono scelte responsabili ed all'altezza delle sfide attuali.

  Elena BONETTI (AZ-PER-RE) si associa alle considerazioni dei colleghi che la hanno preceduta, invitando la maggioranza a non approvare la proposta emendativa in esame. Ricorda come il Ministro della difesa, Guido Crosetto, abbia rivendicato, da ultimo nel corso del dibattito in Assemblea, la legittimità del sostegno militare all'Ucraina. Evidenzia, dunque, come la volontà di sopprimere, tanto dal titolo del provvedimento, quanto dalla rubrica dell'articolo 1, il termine «militare» si ponga in contraddizione con la predetta linea politica Sottolinea che tale scelta equivarrebbe a nascondere nelle pieghe dell'articolato la persistenza degli aiuti militari, con un arretramento simbolico che mortifica l'assunzione di responsabilità fin qui dichiarata. Evidenzia peraltro che, qualora si limitassero gli aiuti a forniture civili, verrebbe meno la ratio della secretazione degli elenchi dei beni ceduti, si manifesterebbe un contrasto con gli atti di indirizzo politico votati dalla Camera e, infine, verrebbe meno la stessa necessità e urgenza di disporre gli aiuti mediante lo strumento del decreto-legge. Ritiene, pertanto, necessario che venga interpellata la Presidenza della Camera, al fine di valutare se dall'approvazione della proposta emendativa in esame possa conseguire un vulnus nel procedimento legislativo.

  Francesco SILVESTRI (M5S) evidenzia che l'operazione comunicativa sottesa alla proposta emendativa in esame sconfina nel ridicolo. Associandosi alle considerazioni della collega Bonetti, ritiene che l'eventuale approvazione dell'emendamento Zoffili 1.3 renderebbe del tutto ultronea la secretazione degli elenchi di materiali ceduti all'Ucraina. Rivolgendosi ai colleghi della Lega, li invita a valutare con attenzione l'opportunità di marcare una distanza puramente nominalistica dalle scelte dell'Esecutivo: come sperimentato dalla propria forza politica durante il Governo Draghi, si tratta di un approccio che non reca alcun beneficio sul piano elettorale. Nel caso specifico, si configura come una manovra politica non seria e comunque del tutto inefficace, dal momento che l'Italia continuerà a fornire supporto militare a Kiev e tale evidenza sarà chiara anche all'elettorato.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP), stigmatizzando la scelta dei colleghi della maggioranza di non esprimersi sulle obiezioni sollevate dei gruppi di opposizione, esprime riserve sull'ammissibilità dell'emendamento in esame, su cui sarebbe opportuno svolgere un approfondimento, interessando eventualmente anche la presidenza della Camera. A suo avviso, l'eventuale approvazione della proposta emendativa rischia di minare l'efficacia dell'intera procedura parlamentare costruitasi negli anni su questo tema, che prevede l'approvazione di un atto di indirizzo, la conversione del decreto-legge in esame e la successiva trasmissione al Copasir, in forma secretata, dell'elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina.

  Arnaldo LOMUTI (M5S), associandosi alle considerazioni dei colleghi che lo hanno preceduto, richiama alla responsabilità i colleghi della maggioranza. Ritiene, infatti, che l'emendamento in esame sia, sotto il profilo sostanziale, gravemente contraddittorio, mentre, sotto il profilo formale, produrrebbe, in caso di approvazione, un effetto lesivo delle norme costituzionali e regolamentari in materia di decretazione d'urgenza. Chiede, pertanto, che l'emendamento Zoffili 1.3 venga accantonato al fine di permettere una più completa riflessione circa gli effetti da esso recati.

  Paolo FORMENTINI (LEGA) chiede di porre in votazione l'emendamento in esame, che non presenta alcun profilo di inammissibilità. Esprimendo rammarico per talune espressioni dei colleghi, ritenute gratuitamente offensive, ribadisce la totale coerenza della proposta emendativa con la risoluzione di maggioranza approvata a seguito delle citate comunicazioni del MinistroPag. 30 Crosetto: essa mira infatti a precisare che le armi fornite dall'Italia devono essere usate da Kiev solo a scopo difensivo, principio condiviso da tutta la maggioranza, come pure a ribadire la priorità degli aiuti umanitari.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP) si associa alle riserve espresse dal collega Amendola circa l'ammissibilità della proposta emendativa, che a suo avviso modifica radicalmente il contenuto del decreto-legge.

  Giulio TREMONTI, presidente, conferma che l'emendamento Zoffili 1.3 non presenta profili di inammissibilità.

  Benedetto DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA) ribadisce che le obiezioni sollevate dai colleghi sono a suo avviso fondate e meriterebbero un adeguato approfondimento prima di procedere con la votazione.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) ribadendo i rilievi di inammissibilità già evidenziati nel suo ultimo intervento, sottolinea come l'approvazione della proposta emendativa in esame interromperebbe la costante collaborazione tra la maggioranza e alcuni Gruppi delle opposizioni relativamente al tema del sostegno all'Ucraina. Preannuncia, inoltre, la volontà, qualora si procedesse con la votazione dell'emendamento Zoffili 1.3, di porre in tutte le sedi opportune il tema della correttezza delle valutazioni espresse dalla Presidenza della Commissione in ordine alla ammissibilità dell'emendamento citato.

  Piero FASSINO (PD-IDP) considera ragionevole sospendere l'esame del provvedimento in attesa dei chiarimenti richiesti dal collega Amendola, che, a suo avviso, ha posto un problema molto serio sul piano della procedura parlamentare.

  Giulio TREMONTI, presidente, ribadisce che la Presidenza ha compiuto un'accurata istruttoria circa l'ammissibilità di tutte le proposte emendative presentate. Per maggiore chiarezza, precisa che la proposta emendativa interviene testualmente sull'articolo 1, comma 1, del decreto-legge, in termini rispettosi del contenuto proprio del provvedimento, e conseguentemente sulla rubrica e sul titolo del provvedimento. Pone quindi in votazione l'emendamento Zoffili 1.3.

  La Commissione approva l'emendamento Zoffili 1.3 (vedi allegato).

  (Vive proteste da parte dei gruppi di opposizione)

  Elena BONETTI (AZ-PER-RE) intervenendo sull'emendamento Rosato 1.4, chiede di sottoscriverlo. Evidenzia come l'articolo 1 del provvedimento in esame, richiamando l'articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio, n. 14 del 2022, definisca la priorità, all'interno della cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti in favore delle autorità governative dell'Ucraina, di mezzi logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici. Sottolinea come tale disposizione affidi al Ministro della difesa la cessione di materiale che non sia di stretta competenza della Difesa. Ritiene, dunque, che tale norma esponga il Ministro della difesa al rischio di azioni per il risarcimento del danno erariale ove tale priorità venisse disattesa. Raccomanda, dunque, l'approvazione dell'emendamento Rosato 1.4 in quanto esso interviene per evitare tale rischio mediante l'espunzione dal testo del provvedimento in esame del riferimento all'ordine di priorità.

  Vincenzo AMENDOLA (PD-IDP) evidenzia che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Zoffili 1.3, tutte le proposte emendative che intervengono sul tema della secretazione degli atti trasmessi al Copasir risulterebbero precluse.

  Giulio TREMONTI, presidente, fa presente che nell'articolato si fa comunque riferimento alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, il che Pag. 31giustifica la successiva secretazione degli atti.

  Piero FASSINO (PD-IDP) domanda la ragione per cui, se il termine «militare» permane nel corpo del provvedimento, essa risulti poi espunto dalla rubrica dell'articolo 1 e dal titolo del provvedimento in esame.

  Francesco SILVESTRI (M5S) invita il presidente ed i colleghi della maggioranza a chiarire se, alla luce dell'approvazione dell'emendamento Zoffili 1.3, ha ancora senso parlare di fornitura di aiuti militari.

  Giulio TREMONTI, presidente, cita testualmente l'articolo 1, comma 1, del provvedimento, in cui si parla di autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina.

  Nicola FRATOIANNI (AVS) osserva che, come autorevolmente confermato dal presidente, la modifica introdotta con l'emendamento Zoffili 1.3 rappresenta un mero espediente lessicale che asseconda semplicemente una richiesta politica della Lega e non modifica la sostanza del decreto-legge. Peraltro, la soppressione dell'aggettivo «militari» dal titolo del provvedimento rischia di creare nell'opinione pubblica meno informata l'illusione che si interromperanno le forniture di armi all'Ucraina.

  Giuseppe PROVENZANO (PD-IDP), intervenendo per richiamo al Regolamento, sollecita la Presidenza a approfondire le conseguenze sugli emendamenti ancora da esaminare determinatesi con l'approvazione dell'emendamento Zoffili 1.3, che, a suo avviso, avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile.

  Benedetto DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA) stigmatizza la decisione di porre in votazione l'emendamento Zoffili 1.3, che si traduce in un atto sleale nei confronti dei cittadini ucraini, italiani e dello stesso Presidente della Repubblica, il quale ha firmato un decreto-legge che, nel titolo, faceva espresso riferimento ad aiuti di natura militare.

  Francesco SILVESTRI (M5S) associandosi alle considerazioni del deputato Provenzano, invita i colleghi di Forza Italia a chiarire se continuano a sostenere la necessità di fornire armi all'Ucraina.

  Giulio TREMONTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, in considerazione della necessità di procedere allo svolgimento delle audizioni previste all'ordine del giorno della III Commissione, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.40.