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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 21 gennaio 2026
617.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (VIII e X)
COMUNICATO
Pag. 34

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 21 gennaio 2026. — Presidenza del presidente della VIII Commissione Mauro ROTELLI, indi del presidente della X Commissione Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 15.

Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile.
C. 2669 Governo.
(Esame e rinvio).

  Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento.

  Ilaria CAVO (NM(N-C-U-I)M-CP), relatrice per la X Commissione, anche a nome dell'altro relatore per la X Commissione, deputato Squeri, nonché dei relatori per la VIII Commissione, deputati Zinzi e Zucconi, fa presente che le Commissioni riunite avviano oggi il disegno di legge di delega al Governo in materia di nucleare sostenibile il cui obiettivo principale, come precisato nell'analisi di impatto della regolamentazione, è la definizione ed istituzione di un idoneo quadro giuridico e normativo che abiliti la possibilità di produrre energia da fonte nucleare in Italia tramite le migliori tecnologie nucleari, incluse le tecnologie modulari o avanzate, anche tramite riordino della normativa vigente. Tale intervento si rende necessario al fine di integrare in modo organico le disposizioni relative alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti, alla sicurezza, alla regolamentazione, alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, garantendo certezza giuridica e allineamento agli standard internazionali, contribuendo alla sicurezza energetica, alla competitività industriale e al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
  Fa presente che il sistema energetico italiano si trova, infatti, ad affrontare sfide significative legate alla dipendenza dalle importazioni di energia, alla necessità di decarbonizzazione e al previsto aumento della domanda elettrica. In questo contesto,Pag. 35 il ricorso all'energia nucleare emerge come una possibile soluzione per garantire stabilità e sicurezza nella fornitura energetica.
  Prima di passare all'illustrazione dei contenuti del provvedimento, ricorda che sul ruolo dell'energia nucleare nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione le Commissioni hanno svolto un'indagine conoscitiva, la quale – deliberata il 5 marzo 2024 e conclusasi il 4 marzo 2025 – ha condotto all'approvazione di un documento conclusivo nella seduta del 18 dicembre 2025.
  Il disegno di legge in esame consta di quattro articoli, dedicati rispettivamente alle finalità e al procedimento per l'esercizio della delega, all'oggetto della delega, ai princìpi e criteri direttivi e alle disposizioni finanziarie.
  L'articolo 1, al comma 1, conferisce al Governo la delega, da esercitare entro un anno, per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile. La normativa deve rispettare gli obblighi europei e internazionali, le politiche di decarbonizzazione al 2050 ed è volta al conseguimento della sicurezza e indipendenza energetica dell'Italia, nonché al contenimento dei costi dei consumi energetici per gli utenti. Il comma 2 regola la procedura di adozione dei decreti legislativi. In particolare, essi sono adottati su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con altri Ministeri competenti, previa acquisizione dell'intesa della Conferenza unificata, del parere del Consiglio di Stato e del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Il comma 3 prevede la possibilità di adottare interventi integrativi e correttivi entro due anni dall'entrata in vigore dei decreti attuativi della delega.
  L'articolo 2 definisce l'oggetto della delega legislativa al Governo, demandando alla stessa di prevedere: un programma nazionale, finalizzato allo sviluppo della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile; adeguati strumenti informativi e formativi sul ruolo delle tecnologie nucleari al fine della decarbonizzazione; disposizioni di adeguamento alla disciplina dell'UE e degli accordi internazionali in materia; la disciplina della disattivazione e dello smantellamento delle installazioni nucleari esistenti sul territorio nazionale; la disciplina della sperimentazione, della localizzazione, della costruzione o installazione e dell'esercizio di impianti di: produzione di energia nucleare, anche ai fini della produzione di idrogeno, e dei relativi sistemi di sicurezza; fabbricazione e di riprocessamento del combustibile nucleare; stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, nonché di impianti di smaltimento definitivo. La delega prevede, inoltre: la disciplina della ricerca, dello sviluppo e dell'utilizzo dell'energia da fusione; le modalità di promozione delle attività di ricerca e sviluppo nel settore della fissione nucleare e dell'energia da fusione; la previsione di misure di promozione e valorizzazione dei territori interessati; le modalità di formazione di tecnici, ricercatori, ingegneri e altre figure professionali per lo sviluppo delle competenze necessarie; il riordino della disciplina sulla sicurezza, sulla vigilanza e controllo, anche valutando l'istituzione di un'autorità amministrativa indipendente; la disciplina di un sistema di garanzie in relazione all'intero ciclo di vita degli impianti; la disciplina delle eventuali modalità di sostegno alla realizzazione di impianti e alla produzione di energia da fonte nucleare sostenibile; il coordinamento con le altre norme che regolano il mercato energetico.
  L'articolo 3, al comma 1, stabilisce i princìpi e criteri direttivi della delega legislativa. In particolare, per quel che riguarda il menzionato programma nazionale, si dispone che, nell'esercizio della delega, si proceda alla definizione dei criteri e dei procedimenti per l'approvazione e l'attuazione del predetto programma e che questo abbia ad oggetto gli obiettivi per l'inserimento del nucleare sostenibile nel mix energetico italiano coerentemente con le finalità di perseguimento della strategia di decarbonizzazione e sicurezza degli approvvigionamenti, l'indipendenza energetica, onde raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica al 2050 e aumentare la Pag. 36competitività nazionale, e al fine di fornire la cornice, non vincolante, per orientare le proposte dei privati volte a ottenere i titoli abilitativi ed esercitare le attività nel settore nucleare. Sono poi dettati criteri generali relativi al perseguimento della sostenibilità ambientale, in accordo con il diritto sovranazionale, nella produzione di energia nucleare, nell'individuazione delle tipologie di impianti abilitabili ed in riferimento alle migliori tecnologie utilizzabili per la minimizzazione della produzione di rifiuti radioattivi. Un altro gruppo di princìpi e criteri direttivi attiene poi ai procedimenti autorizzatori per l'installazione e l'esercizio degli impianti. Viene evidenziata la necessità di garantire processi autorizzatori che assicurino certezza del diritto, sicurezza, speditezza e siano ispirati alla semplificazione senza pregiudicare i livelli di sicurezza e garantendo le necessarie misure in termini di salvaguardie nucleari e non-proliferazione. In particolare si rende necessario individuare procedimenti abilitativi integrati di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE), improntati al rispetto dei migliori standard internazionali, sia per la sperimentazione, costruzione ed esercizio degli impianti di produzione, sia per le attività di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e per lo smantellamento degli impianti a fine vita, nel rispetto delle attribuzioni dell'Autorità per la sicurezza nucleare e nel rispetto del principio di leale collaborazione. Un gruppo di princìpi e criteri direttivi si concentra poi sulla sperimentazione sul territorio nazionale delle tecnologie nucleari avanzate e, conseguentemente, sulla tutela della sicurezza ambientale e paesaggistica, sulla valorizzazione del territorio, assieme alla più generale sicurezza nella gestione degli impianti (controlli di sicurezza, garanzie per i rischi connessi all'esercizio delle attività). Un ulteriore gruppo di princìpi e criteri direttivi si concentra sulla ricerca e innovazione, nonché sulla formazione degli operatori del settore. Altri princìpi e criteri direttivi contengono disposizioni che riguardano il coinvolgimento di regioni ed enti locali, l'opportunità di informare adeguatamente i cittadini, la disciplina sanzionatoria, disposizioni economico-finanziarie e di coordinamento con le altre norme che regolano il mercato energetico. Infine, il comma 2 dell'articolo 3 stabilisce che nell'attuazione della delega siano abrogate le disposizioni oggetto di riassetto divenute incompatibili con le nuove previsioni, siano introdotte disposizioni di coordinamento per far sì che le disposizioni non abrogate o non modificate siano coerenti con il nuovo quadro normativo, e siano introdotte disposizioni transitorie e finali necessarie.
  L'articolo 4 reca le norme di copertura finanziaria. Per l'attuazione degli investimenti previsti dalla delega si provvede, nella misura di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029, a valere sulle risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese assegnate al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (comma 1).
  Per l'attuazione dei princìpi e criteri direttivi della delega concernenti la realizzazione di campagne informative a beneficio dei cittadini e delle specifiche popolazioni interessate dalla localizzazione degli impianti, è autorizzata una spesa di 1,5 milioni di euro per l'anno 2025 e di 6 milioni di euro per l'anno 2026, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente relativo al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (comma 2). Si prevede inoltre che i decreti legislativi siano corredati di relazione tecnica. Nel caso in cui i decreti legislativi comportassero nuovi o maggiori oneri non coperti al proprio interno né mediante le risorse previste dal comma 1 e dagli accantonamenti dei fondi speciali di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, gli stessi potranno essere adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi di stanziamento delle occorrenti risorse finanziarie (comma 3). È presente, infine, una clausola di neutralità finanziaria (comma 4).
  In conclusione, ritiene che le Commissioni potranno acquisire utili elementi di Pag. 37informazione e di valutazione nel corso delle audizioni che saranno svolte nelle prossime settimane.

  Enrico CAPPELLETTI (M5S), esprime una posizione contraria da parte del suo Gruppo sul provvedimento in oggetto, in ragione di valutazioni di metodo e di merito.
  Per ciò che attiene al metodo, stigmatizza, in primo luogo, che il Governo abbia voluto espropriare il Parlamento della sua potestà legislativa e del suo ruolo di indirizzo su un argomento così importante. Fa presente poi come non riesca a comprendere la ratio dello strumento della delega in esame che condurrebbe alla situazione per cui il Governo, attraverso la presentazione del presente disegno di legge, delega sé stesso nell'adozione di un futuro decreto legislativo su un argomento cruciale per l'intero Paese. Rileva come sarebbe stato più opportuno presentare direttamente un disegno di legge che disciplinasse interamente la materia, in luogo dell'adozione di una delega come quella in oggetto che maschera con un atto parlamentare la volontà politica del Governo.
  Per quanto riguarda il merito del provvedimento, evidenzia come non si possa parlare di nucleare sostenibile economicamente in quanto i relativi costi andranno a gravare direttamente sui cittadini senza però ottenere benefici in bolletta, in quanto l'energia elettrica prodotta da fonti nucleari avrà un costo maggiore, come sottolineato anche dalla Banca d'Italia. Rileva, allo stesso tempo, come lo sviluppo di energia nucleare non renderà il nostro Paese più indipendente energeticamente, costringendolo anzi a dipendere dalle riserve di uranio russe e dalla capacità di arricchimento dell'uranio di questo Paese. Ricorda altresì che le scorte mondiali di uranio stanno diminuendo. Rammenta poi l'esistenza del problema della gestione dei rifiuti al quale ad oggi non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva.
  In relazione all'oggetto della delega contenuto nell'articolo 2 del provvedimento in esame, ribadisce l'inesistenza, allo stato, di fonti di energia nucleare sostenibili in quanto il nucleare da fusione o di quarta generazione non risulta ancora in commercio. Per quanto riguarda la disciplina delle installazioni nucleari esistenti nel territorio nazionale, rinnova la richiesta di audizione presso le Commissioni riunite di Sogin S.p.a. per l'acquisizione di informazioni utili a definire il quadro della situazione esistente. Sul tema della localizzazione, costruzione o installazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonte nucleare, invita il Governo a sensibilizzare e rendere edotta la cittadinanza prima della tornata elettorale. In relazione allo smaltimento definitivo delle scorie nucleari, rammenta le dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin che fissavano al 2039 la data di inizio delle procedure, sottolineandone l'incoerenza con quanto previsto dal provvedimento in esame.
  Per ciò che attiene il sistema di garanzie e la disciplina delle eventuali modalità di sostegno alla realizzazione degli impianti, fa presente come il Governo debba necessariamente, da un lato, quantificare i costi, anche quelli concernenti la gestione dell'intero ciclo di vita dell'impianto, che graveranno sulle generazioni a venire – considerato che i tempi di esaurimento della radioattività del materiale fissile si aggira nell'ordine di centinaia di migliaia di anni – e, dall'altro, coinvolgere maggiormente le popolazioni interessate dalla realizzazione degli impianti garantendo una partecipazione maggiore rispetto alla semplice consultazione prevista dal disegno di legge in esame. Sul punto, auspica che la menzionata campagna di informazione dei cittadini, finanziata con somme importanti dall'articolo 4 del provvedimento, non venga strumentalizzata trasformandosi in una campagna di propaganda che non informa la cittadinanza dei rischi effettivi che la produzione di energia nucleare comporta.
  Riservandosi di intervenire in maniera più approfondita nel prosieguo dell'esame, ribadisce la contrarietà del suo Gruppo sul metodo e sui contenuti del provvedimento in esame.

  Marco SIMIANI (PD-IDP) segnala l'opportunità di avviare sin d'ora una riflessione di merito sul tema dell'energia nucleare, pur nella consapevolezza che il confrontoPag. 38 potrà e dovrà svilupparsi compiutamente nel corso dell'iter parlamentare del provvedimento, al fine di delineare alcuni elementi preliminari e di aprire una discussione che si collochi consapevolmente al di là delle legittime posizioni espresse dalle diverse forze politiche.
  Sottolinea, in particolare, la necessità di superare un approccio ideologico alla materia, tanto da parte di chi sostiene il ricorso all'energia nucleare in ogni caso quanto da parte di chi lo esclude per principio in nome della tutela ambientale.
  Evidenzia come la riflessione proposta si articoli attorno a tre profili fondamentali, individuati sulla base delle valutazioni emerse nel corso del ciclo di audizioni informali dell'indagine conoscitiva sul ruolo dell'energia nucleare nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione, nonché dei contributi acquisiti a livello parlamentare e in diversi contesti esterni al Parlamento. Tali profili riguardano lo stato dell'arte del nucleare in Italia e nel contesto internazionale, i temi della sostenibilità e della sicurezza e, infine, la questione del deposito unico dei rifiuti radioattivi, ambiti che richiedono, a suo avviso, un'analisi fondata su dati oggettivi e non su pregiudizi ideologici.
  Rileva come, con riferimento al primo profilo, il quadro attuale evidenzi con chiarezza le difficoltà concrete di gestione del tema dell'energia nucleare nei territori. Osserva che le resistenze già manifestatesi rispetto alla realizzazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile consentono di comprendere agevolmente quanto sarebbe complesso ipotizzare – nei contesti locali – la realizzazione di una centrale nucleare o anche la sola installazione di piccoli reattori modulari, con il rischio di una conflittualità particolarmente accentuata. Richiama, inoltre, l'esperienza storica dell'energia nucleare in Italia, caratterizzata da una durata limitata, da rilevanti criticità strutturali e da un indotto industriale estremamente contenuto, con oneri prevalentemente a carico dello Stato e senza un adeguato sviluppo imprenditoriale in grado di garantire nel tempo sicurezza e sostenibilità economica. Osserva come analoghe criticità emergano anche con riferimento al percorso di individuazione del deposito unico dei rifiuti radioattivi, rispetto al quale si registra da anni una sostanziale incapacità di assumere decisioni definitive, imputabile non solo alle scelte dei diversi governi succedutisi nel tempo, ma anche a una più generale difficoltà decisoria del sistema politico.
  Con riguardo ai temi della sostenibilità e della sicurezza, evidenzia come – allo stato attuale – non si possa parlare di nucleare sostenibile, né sotto il profilo ambientale né sotto quello economico. Richiama i tempi di realizzazione estremamente lunghi e i costi particolarmente elevati degli impianti nucleari di grande potenza, sollevando interrogativi sulla concreta disponibilità delle risorse necessarie. Sottolinea, inoltre, l'assenza – anche con riferimento ai piccoli reattori modulari – di un quadro normativo nazionale ed europeo ad hoc che ne definisca in modo puntuale i criteri di sicurezza, rilevando come la disciplina vigente non consenta di ipotizzare l'installazione di tali impianti in aree industriali o all'interno delle reti elettriche.
  In conclusione, manifesta la disponibilità del gruppo del Partito Democratico a un confronto costruttivo sul tema della ricerca, ritenendo che su tale terreno possano emergere spazi di lavoro condivisi e che il Parlamento, nel suo complesso, debba riflettere sulle condizioni e sulle prospettive future di un eventuale contributo del nucleare. Evidenzia come la sfida in questione non abbia una dimensione esclusivamente nazionale, ma si collochi in un contesto europeo e globale, richiedendo un approccio realistico, fondato sui dati e sulle effettive capacità disponibili. Ribadisce, infine, l'auspicio che Governo e maggioranza adottino un'impostazione non ideologica, valorizzando l'investimento nella ricerca come ambito di possibile convergenza e come opportunità per contribuire in modo credibile al dibattito sul futuro dell'energia.

  Francesca GHIRRA (AVS) ribadisce che la sua forza politica è contraria ai contenuti del disegno di legge in esame per ragioni non ideologiche, come peraltro testimoniato più volte nel corso dei dibattiti Pag. 39svoltisi in occasione dell'indagine conoscitiva che queste Commissioni riunite hanno svolto in materia, approvando altresì un documento conclusivo. Evidenzia, infatti, che vi sono ragioni oggettive per negare che, ad oggi, la produzione di energia nucleare sia effettivamente sostenibile. Fa presente che esistono forti perplessità sia sui possibili tempi di realizzazione delle annunciate nuove tecnologie sia sulla compatibilità dei costi da affrontare che sarebbero ingentissimi.
  Quanto ai tempi di realizzazione, ricorda che nelle audizioni svolte nel corso della predetta indagine conoscitiva è stato posto in evidenza da vari soggetti, inclusi alcuni non certamente sospettabili di simpatie antinucleari come Ansaldo, che per gli SMR l'orizzonte di effettiva realizzazione sarebbe collocabile non prima della metà degli anni trenta di questo secolo, quello dei reattori di IV generazione si stima nel 2040 mentre per la fusione la possibile realizzazione avverrebbe non prima del 2050. Rileva, quindi, che per quanto riguarda la tempistica vi sarebbe certamente incompatibilità con la scadenza stabilita per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità del 2050 che l'Italia si è impegnata a rispettare. Ritiene anche che è evidente che tale produzione energetica è inidonea a ridurre il costo energetico in bolletta per le famiglie e le imprese italiane.
  Ricorda inoltre che i cittadini italiani in occasione dei referendum sul nucleare si sono espressi nettamente in senso contrario alle centrali nucleari e ritiene che sia scorretto parlare di «nuovo nucleare» per aggirare l'ostacolo rappresentato dal risultato referendario. Ritiene peraltro che il Governo stesso sia ben consapevole delle note criticità, tanto che lo scorso anno, in occasione di un'interrogazione presentata dal suo Gruppo concernente la quantificazione dei costi connessi alla realizzazione di nuovi impianti nucleari, il sottosegretario Barbaro ha avuto modo di rispondere che i costi non erano quantificabili esattamente.
  Osserva poi che resta del tutto aperta la questione relativa allo smaltimento delle scorie e alla loro messa in sicurezza sottolineando che non è stato ancora individuato il sito nazionale di stoccaggio.
  Conclude invitando la maggioranza a non affrontare la questione in modo ideologico e a tenere nella debita considerazione, durante l'esame del disegno di legge, quanto emerso nel corso delle audizioni svolte in occasione dell'indagine conoscitiva. Infine, invita Governo e maggioranza a puntare su quelle forme di energia da fonti rinnovabili che danno maggiore certezza, come quella fotovoltaica, piuttosto che sull'energia nucleare. Ritiene, in conclusione, più opportuno stanziare risorse per la ricerca nell'ambito nucleare che investire nella realizzazione di impianti non sostenibili economicamente e ambientalmente.

  Luca SQUERI (FI-PPE), relatore per la X Commissione, ritiene di dover intervenire per riportare la discussione su un piano di maggiore verità, o comunque ragionevolezza, in quanto ritiene contestabile l'affermazione secondo la quale l'energia nucleare non sarebbe sostenibile. Sul punto evidenzia, infatti, che gran parte del mondo avanzato utilizza il nucleare crede esagerato pensare che i tanti Paesi che ricorrono al nucleare lo facciano nella consapevolezza che non sia sostenibile. Ricorda infatti che la produzione di energia nucleare è presente in tutto il Nordamerica, in Russia, nei Paesi arabi che, pur essendo i maggiori produttori di petrolio, hanno in animo di costruire molte centrali nucleari di nuova generazione, in Cina, paese che pur essendo all'avanguardia nella produzione di energia da fonti rinnovabili non fossili, come ad esempio l'energia solare, ha in previsione la costruzione di 30 centrali nucleari nei prossimi anni, e in Sudafrica. Ricorda poi che in molti Paesi europei l'energia nucleare gioca un ruolo decisivo nei rispettivi mix energetici e che quei Paesi che hanno deciso di abbandonarla, come la Germania, sembrano voler tornare sui propri passi. Osserva peraltro che anche la Spagna dopo aver dichiarato di non voler più ricorrere a nuove strutture di produzione di energia nucleare sta ripensando a quanto programmato dopo aver subito gravissimi danni a seguito del disastroso black out recentemente avvenuto. Evidenzia, infine,Pag. 40 che le aziende che si occupano di nucleare sono in costante crescita in tutto il mondo.

  Emma PAVANELLI (M5S), rileva che la sostenibilità economica dei progetti di sviluppo di fonti di energia nucleare è messa sempre di più in discussione dal rallentamento nella produzione e nella messa in commercio di SMR nel mondo a causa degli enormi costi e rischi che gli stessi comportano. In risposta alle osservazioni dell'on. Squeri, fa presente come, a conferma dei diversi problemi di sicurezza insiti nello sviluppo di SMR, anche il terzo gruppo di lavoro internazionale sul nucleare sostenibile abbia fallito. Rammenta che il progetto del Governo di installazione di 140 SMR nel territorio italiano è difficilmente realizzabile alla luce della non idoneità sismica di gran parte delle zone del nostro Paese. In relazione a ciò, evidenzia come individuare le aree idonee per lo smaltimento delle scorie dei 140 impianti risulti irrealistico allo stato attuale. Associandosi alle valutazioni effettuate in precedenza dal collega Cappelletti, definisce il disegno di legge in esame «propagandistico», contestandone il metodo di adozione attraverso il quale si realizzerebbe uno scenario in cui il Governo si troverebbe nella situazione di delegare sé stesso all'adozione di un provvedimento così importante per il Paese. Si associa alla proposta dell'Onorevole Ghirra circa lo stanziamento di risorse per la ricerca nell'ambito nucleare, in luogo di investire nella realizzazione di impianti non sostenibili economicamente e ambientalmente. Sottolinea come le esperienze degli altri Paesi che hanno investito nell'energia nucleare dimostrino la loro dipendenza dall'uranio russo per la sua produzione, con ogni conseguenza etica e politica che ne deriva in questo momento storico. Si rammarica dell'assenza del Governo in un momento di importante confronto come quello della discussione generale del provvedimento in esame.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, fa presente che nella riunione degli uffici di presidenza delle Commissioni riunite, convocata al termine della seduta, sarà programmato il seguito dell'esame del provvedimento.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.50.

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 21 gennaio 2026. — Presidenza del presidente della X Commissione Alberto Luigi GUSMEROLI.

  La seduta comincia alle 15.50.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE.
Atto n. 344.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame dello schema di decreto, rinviato nella seduta del 19 novembre 2025.

  Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, comunica che, nella seduta del 15 gennaio 2026, la Conferenza unificata ha espresso il parere sull'atto in titolo. Avverte, pertanto, che le Commissioni riunite sono nella condizione di poter concludere l'esame del provvedimento.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.55.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 21 gennaio 2026.

  Gli uffici di presidenza si sono riuniti dalle 15.55 alle 16.