AUDIZIONI INFORMALI
Martedì 3 febbraio 2026. — Presidenza del presidente Federico MOLLICONE.
Audizione informale, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 2360 Schlein, C. 2578 Mollicone e C. 2731 Amato, recanti Istituzione dell'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo, di:
Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Radiotelevisione italiana (RAI);
Paolo Del Brocco, amministratore delegato di RAI Cinema Spa;
Pag. 88
Maria Pia Ammirati, direttore di RAI fiction.
L'audizione informale è stata svolta dalle 11.30 alle 12.45.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Martedì 3 febbraio 2026. — Presidenza della vicepresidente Valentina GRIPPO. — Interviene il sottosegretario di Stato per la cultura Gianmarco Mazzi.
La seduta comincia alle 13.05.
Sulla pubblicità dei lavori.
Valentina GRIPPO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
5-04973 Iacono: Informazioni circa la mancata valutazione pubblica dell'impatto del programma «Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025».
Giovanna IACONO (PD-IDP) illustra l'interrogazione rilevando come la Sezione di controllo per la Regione Sicilia della Corte dei conti abbia evidenziato con proprie relazioni e deliberazioni gravi criticità nella gestione del programma avente ad oggetto la candidatura di Agrigento quale capitale italiana della cultura per il 2025. In particolare, sottolinea come la realizzazione di soli 4 interventi sui 44 programmati ed il mancato utilizzo delle risorse ministeriali abbiano portato la magistratura contabile a rilevare l'assenza di elementi idonei a dimostrare il raggiungimento degli obiettivi qualificanti del programma e come, di conseguenza, il titolo di capitale italiana della cultura per il 2025 non abbia prodotto risultati apprezzabili in termini di sviluppo, coesione ed attrattività territoriale.
Stigmatizza, pertanto, la condotta del Ministro della cultura, che ha sempre difeso l'operato delle autorità locali, invece di attivare i propri poteri di vigilanza a garanzia della trasparenza e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche di fronte alle citate inefficienze, che il Partito Democratico ha più volte denunciato con dichiarazioni pubbliche ed atti di sindacato ispettivo.
Chiede, quindi, se il Ministro non ritenga grave la mancata pubblicazione da parte del Governo di una valutazione pubblica e basata su dati verificabili sull'impatto del programma «Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025», nonostante le criticità rilevate dalla magistratura contabile, nonché quali strumenti di monitoraggio e valutazione intenda adottare per le future edizioni, al fine di garantire risultati misurabili, continuità degli interventi e benefici concreti per le comunità coinvolte.
Il sottosegretario Gianmarco MAZZI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Giovanna IACONO (PD-IDP), replicando, si dichiara insoddisfatta della risposta del sottosegretario Mazzi ribadendo come, anche secondo la Sezione regionale di controllo per la Sicilia della Corte dei conti, il programma abbia avuto esiti inconcludenti e complessivamente negativi.
Dichiara che avrebbe auspicato l'apertura di un confronto su tale questione da parte del sottosegretario Mazzi, visto che il programma «Agrigento capitale italiana della cultura per il 2025» non ha portato alcun beneficio agli abitanti della città, stigmatizzando pertanto le minimizzazioni operate dal rappresentante del Governo in difesa dell'amministrazione comunale.
In conclusione, ritiene che nonostante ad Agrigento resti il titolo di capitale italiana della cultura per il 2025, come dichiarato qualche mese fa dal sottosegretario Mazzi, alla città, alla provincia e alla Sicilia non resterà alcun beneficio.
5-04974 Amorese: Iniziative in favore dei lavoratori dello spettacolo, del cinema e del settore audiovisivo.
Gerolamo CANGIANO (FDI), nell'illustrare l'interrogazione in titolo, ricorda preliminarmente come con il decreto legislativo n. 175 del 30 novembre 2023 il Governo Meloni abbia introdotto un'indennità Pag. 89di discontinuità in favore dei lavoratori del settore dello spettacolo alla luce della specificità delle prestazioni di lavoro nel predetto settore e del loro carattere strutturalmente discontinuo.
Rileva, quindi, come il rapporto SIAE 2024, presentato nell'estate 2025, abbia dato conto dei risultati positivi conseguiti grazie alle politiche del Governo per quanto riguarda il numero di spettacoli realizzati, di spettatori e la spesa complessiva del comparto cinematografico.
Domanda, pertanto, quali iniziative il Governo abbia adottato e intenda adottare al fine di rafforzare il welfare dei lavoratori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo.
Il sottosegretario Gianmarco MAZZI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Gerolamo CANGIANO (FDI), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario Mazzi che ringrazia, sottolineando il carattere permanente dell'indennità di discontinuità in favore dei lavoratori dello spettacolo e condividendo pienamente l'operato del Governo Meloni in un settore come quello cinematografico che sta crescendo molto in questi ultimi anni. Ritiene, perciò, importante che il Governo assuma iniziative di questo genere per tutelare tali lavoratori.
5-04975 Tassinari: Iniziative per l'avvio della selezione pubblica per l'acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali.
Rosaria TASSINARI (FI-PPE), nell'illustrare l'interrogazione in titolo ricorda preliminarmente che l'articolo 182-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, introdotto dall'articolo 42 della legge di semplificazione 2 dicembre 2025, n. 182, stabilisce che, entro il 30 giugno 2028, si svolga una nuova selezione pubblica per l'acquisizione della qualifica di restauratore dei beni culturali sulla base delle competenze professionali pregresse, ai fini dell'inserimento nel relativo elenco tenuto dal Ministero della cultura e come tale norma demandi ad un decreto del medesimo Ministero il compito di stabilire le modalità applicative.
Rileva, quindi, che nel corso dell'esame della legge di bilancio per il 2026 è stato accolto l'ordine del giorno 9/2655/9 che ha impegnato il Governo a valutare la possibilità di utilizzare quali linee guida applicative dell'articolo 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, quelle adottate con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 13 maggio 2014 ai fini dello svolgimento della procedura, avvalendosi anche delle modalità di assegnazione dei punteggi previste dal regolamento di cui al decreto del medesimo Ministro 26 maggio 2009, n. 87.
Nel sottolineare come la norma in questione consenta di intervenire in favore di operatori qualificati con molti anni di lavoro che sono rimasti esclusi dall'iscrizione negli elenchi dei restauratori, nonostante il possesso di qualificazioni e certificazioni più che sufficienti alla data di pubblicazione di detti elenchi (21 dicembre 2018), osserva che si potrebbe valutare la ripetizione della procedura selettiva già utilizzata a suo tempo, di piena competenza del Ministero della cultura, che darebbe garanzia di parità di trattamento.
Chiede, pertanto, quali siano i tempi di emanazione del decreto di cui all'articolo 182-bis, comma 3, del Codice dei beni culturali e del paesaggio e se non ritenga opportuno rinnovare la procedura concorsuale sopra descritta per i soggetti individuati dall'odg 9/2655/9 anche in considerazione delle loro legittime aspettative.
Il sottosegretario Gianmarco MAZZI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Rosaria TASSINARI (FI-PPE), replicando, si dichiara soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo, che ringrazia. Ribadisce, comunque, l'importanza che il Ministero valuti la possibilità di organizzare un doppio binario tra chi deve essere valutato per l'attività già svolta in precedenza come restauratore e chi deve ottenere il riconoscimento dei titoli, visto Pag. 90che quest'ultima procedura è certamente più complessa e lunga, coinvolgendo più Ministeri, anche al fine di tutelare quei lavoratori in età avanzata che meriterebbero di vedere riconosciuta la loro professionalità.
5-04976 Orrico: Iniziative urgenti per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche.
Anna Laura ORRICO (M5S) illustra l'interrogazione in titolo ricordando come, nonostante due richieste formali di incontro, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e FIALS-CISAL abbiano proclamato lo stato di agitazione per denunciare l'inerzia del Ministero della Cultura, che continua a sottrarsi al confronto sul rinnovo del CCNL delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche.
Sottolinea come, in particolare, lo stato di agitazione sia stato proclamato a causa dell'assenza di certezze sulle risorse economiche per il rinnovo contrattuale 2022-2024, della mancanza di un quadro finanziario definito, dell'esclusione delle organizzazioni sindacali dal confronto sulla riforma del Codice dello Spettacolo e i vincoli sul turnover previsti dalla Legge n. 207 del 2024.
Rileva, quindi, come le organizzazioni sindacali abbiano confermato lo stato di agitazione e annunciato il blocco immediato delle prestazioni straordinarie, non escludendo ulteriori iniziative di mobilitazione e manifestazioni pubbliche qualora dovesse proseguire la chiusura del Ministero al dialogo, visto che il rinnovo del CCNL in questione coinvolge centinaia di precari delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
Chiede al Ministro se non ritenga urgente intervenire per impedire che molti capaci professionisti e professioniste restino senza lavoro, anche al fine di non penalizzare oltremodo il patrimonio culturale italiano, depauperando il capitale umano delle Fondazioni lirico-sinfoniche.
Il sottosegretario Gianmarco MAZZI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Anna Laura ORRICO (M5S), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo. Rileva, tuttavia, la necessità di procedere celermente con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro 2019-2021. In particolare, sottolinea come il tema del precariato presso le Fondazioni lirico-sinfoniche costituisca una criticità importante, visto che esso comporta il rischio che numerosi lavoratori perdano il proprio impiego, ricordando inoltre come la stabilizzazione dei dipendenti avvenga spesso solo a carriera ormai avanzata. Ritiene, inoltre, necessario che il risanamento delle suddette Fondazioni e del rispetto della pianta organica non avvenga a discapito dei lavoratori precari.
In conclusione, auspica che nell'emanazione del Codice dello Spettacolo siano coinvolte le organizzazioni sindacali, stigmatizzando come l'operato del Governo sia volto a conseguire due obiettivi: la ridenominazione degli enti del settore dello spettacolo e l'esternalizzazione delle produzioni artistiche, unita a una maggiore influenza della politica nei confronti della governance dei suddetti enti. Ritiene, quindi, che sia necessaria l'emanazione di un decreto legislativo che attui i principi ed i criteri direttivi sanciti dalla legge delega approvata nel corso della precedente legislatura.
Valentina GRIPPO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 13.30.
SEDE LEGISLATIVA
Martedì 3 febbraio 2026. — Presidenza della vicepresidente Valentina GRIPPO. — Interviene il sottosegretario di Stato per la cultura Gianmarco Mazzi.
La seduta comincia alle 13.30.
Pag. 91Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, e all'articolo 41 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di cambio della denominazione dell'archivio centrale dello Stato in quella di Archivio nazionale.
C. 2159 Amorese.
(Discussione e rinvio).
La Commissione inizia la discussione.
Valentina GRIPPO, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 65, comma 2, del Regolamento, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la resocontazione stenografica e il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso.
In sostituzione del relatore, on. Amorese, impossibilitato a prendere parte alla seduta odierna, riferisce che la Commissione avvia oggi l'esame della proposta di legge, recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, e all'articolo 41 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di cambio della denominazione dell'archivio centrale dello Stato in quella di Archivio nazionale.
Ricorda preliminarmente che, ai sensi del nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della cultura di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 57 del 2024, l'archivio centrale dello Stato è un ufficio di livello dirigenziale non generale dotato di autonomia speciale del Ministero della cultura, che opera come articolazione interna della Direzione generale archivi, a sua volta collocata nell'ambito del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale. A norma dell'articolo 33 del decreto ministeriale n. 270 del 5 settembre 2024, l'archivio centrale dello Stato svolge i seguenti compiti specifici:
conserva, in conformità a quanto previsto dall'articolo 41 del codice dei beni culturali, archivi e documenti, su qualunque supporto, degli organi centrali dello Stato italiano;
conserva archivi e documenti di enti pubblici di rilievo nazionale e di privati che lo Stato abbia in proprietà o deposito per disposizioni di legge o a qualunque altro titolo;
garantisce la consultabilità ed assicura la più ampia fruibilità della documentazione conservata, anche in modalità digitale e da remoto;
concorre alla vigilanza sugli archivi correnti e di deposito delle Amministrazioni centrali dello Stato attraverso la partecipazione alle Commissioni di sorveglianza;
costituisce il polo di conservazione degli archivi storici digitali degli organi centrali dello Stato e degli Enti pubblici nazionali soppressi;
svolge attività di formazione e aggiornamento, di ricerca, in sede nazionale e internazionale, sulle tematiche dell'archivistica contemporanea e digitale, di promozione e organizzazione di mostre, eventi, convegni e dibattiti scientifici.
Ciò premesso, riferisce che la proposta di legge consta di due articoli, il primo dei quali volto ad apportare la ridenominazione di cui alla rubrica, tramite novelle alle principali norme legislative che regolano natura e compiti dell'Archivio.
In particolare, l'articolo 1, comma 1, opera delle modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 1409 del 1963, normativa che disciplina l'ordinamento e il personale degli archivi dello Stato.
La lettera a) del comma 1 incide sugli articoli 3, lettera a), e 17, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica richiamato, sostituendo la locuzione «archivio centrale dello Stato» con «Archivio nazionale».
Invece, le lettere b) e c) dello stesso comma 1 modificano, ovunque ricorra nel testo del citato decreto del Presidente della Repubblica, il titolo che spetta al dirigente preposto all'archivio centrale dello Stato, sostituendo, in coerenza con il cambio di Pag. 92denominazione dell'Archivio stesso, la dicitura «sovrintendente all'archivio centrale dello Stato» con quella di «direttore dell'Archivio nazionale».
Il comma 2 dell'articolo 1 incide in modo analogo, operando però su un diverso testo normativo: l'articolo 41 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto-legislativo n. 42 del 2004, che reca disposizioni in materia di obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti conservati dalle amministrazioni statali.
In particolare, ai sensi della lettera a) del comma 2, ai commi 1 e 4 dell'articolo 41 le parole «archivio centrale dello Stato» sono sostituite dalla dicitura «Archivio nazionale».
Invece, in forza della lettera b), nei commi 2 e 5 del suddetto articolo 41 la locuzione «soprintendente all'archivio centrale dello Stato» è sostituita dal nuovo titolo che, come sopra detto, viene introdotto dalla riforma in esame: «direttore dell'Archivio nazionale».
Infine, l'articolo 2 della proposta di legge in esame reca la clausola di invarianza finanziaria, per cui dall'attuazione della proposta di legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara chiusa la discussione sulle linee generali e rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.35.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.