SEDE REFERENTE
Mercoledì 4 marzo 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Andrea Ostellari.
La seduta comincia alle 13.
Disposizioni per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata.
C. 2696 Colosimo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 24 febbraio 2026.
Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che la Conferenza dei presidenti di Gruppo ha previsto l'avvio dell'esame in Assemblea a partire da lunedì 30 marzo.
Avverte che non sono stati presentati subemendamenti all'emendamento 5.2 della relatrice, pubblicato nel bollettino della seduta del 24 febbraio 2026.
Ricorda dunque che sulle proposte emendative la relatrice ha espresso i pareri di competenza e il rappresentante del Governo ha espresso, a sua volta, parere conformePag. 26 a quello della relatrice con riguardo alle proposte emendative riferite agli articoli dall'1 al 4 – esaminati nella scorsa seduta – riservandosi di esprimersi sulle restanti proposte.
Il sottosegretario Andrea OSTELLARI esprime parere favorevole, conformemente a quello della relatrice, sull'emendamento Gianassi 5.1, nonché parere favorevole sull'emendamento 5.2 della relatrice e sugli emendamenti D'Orso 10.1 e 10.2.
Conferma la volontà di mantenere accantonate le restanti proposte emendative sui quali il Governo non ha ancora espresso il parere.
La Commissione approva, con distinte votazioni, l'emendamento Gianassi 5.1, l'emendamento 5.2 della relatrice e gli emendamenti D'Orso 10.1 e 10.2 (vedi allegato 1).
Ciro MASCHIO, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Disposizioni in materia di legittimo impedimento del difensore.
C. 2050, approvata dal Senato, e C. 2053 Varchi.
(Seguito dell'esame e rinvio – Adozione del testo base).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 23 luglio 2025.
Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che si è concluso il ciclo di audizioni. Pertanto, in assenza di richieste di intervento, dichiara concluso l'esame preliminare.
Ingrid BISA (LEGA), relatrice, propone di adottare come testo base per il prosieguo dell'esame il testo unificato delle proposte di legge in esame (vedi allegato 2), da lei predisposto, precisando che esso reca i primi due articoli della proposta di legge C. 2050 e l'articolo 3 della proposta di legge C. 2053 Varchi.
Maria Carolina VARCHI (FDI), dichiara di condividere la proposta testé formulata dalla relatrice Bisa.
Valentina D'ORSO (M5S) dichiara il voto di astensione del gruppo del MoVimento 5 Stelle.
La Commissione approva la proposta della relatrice di adottare come testo base per il prosieguo dell'esame il testo unificato delle proposte di legge in esame (vedi allegato 2).
Ciro MASCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense.
C. 2629 Governo, C. 594 D'Orso, C.735 Gribaudo, C. 751 D'Orso, C. 867 Calderone, C. 2432 Pittalis, C. 2633 Dori e petizione n. 84.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 24 febbraio 2026.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda che nella precedente seduta è stato esaminato da ultimo l'emendamento Giuliano 1.3 e che i relatori e il rappresentante del Governo hanno espresso i pareri fino all'emendamento Giuliano 2.13.
Evidenzia che la Commissione ha un limitato tempo disponibile per la seduta odierna e che, pertanto, non sarà comunque possibile esaurire in questa sede l'esame di tutti gli emendamenti. Ritiene tuttavia utile di proseguire la discussione di alcune delle proposte emendative, riservandosi comunque ulteriore tempo per le riflessioni e le interlocuzioni già in essere tra le varie forze politiche.
Ingrid BISA (LEGA), relatrice, invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti Giuliano 2.13, Gianassi 2.14 e 2.16, Perantoni 2.17 e Gianassi 2.18.Pag. 27
Invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli identici emendamenti D'Orso 2.19 e Gianassi 2.20, degli emendamenti D'Orso 2.21, Perantoni 2.22, Pastorino 2.23, Matone 2.24 e 2.25, nonché dell'emendamento D'Orso 2.26.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Cerreto 2.27.
Invita al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli identici emendamenti D'Orso 2.28 e Gianassi 2.29, nonché dell'emendamento Gianassi 2.30.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Serracchiani 2.31, sull'emendamento Matone 2.32 e sugli identici emendamenti Romano 2.33 e Raimondo 2.34 a condizione che vengano riformulati in identico testo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 3).
Il sottosegretario Andrea OSTELLARI esprime parere conforme a quello della relatrice.
Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.1, identico all'emendamento Giuliano 2.2, evidenzia l'opportunità di inserire tra i principi e criteri direttivi della delega al Governo sulla disciplina dell'ordinamento forense il rispetto dei principi costituzionali, della normativa europea e dei trattati internazionali. Sottolinea come si tratti di una modifica difficilmente contestabile, al fine di assicurare la conformità dell'ordinamento forense ai principi costituzionali, nonché alla normativa sovranazionale ed internazionale.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Gianassi 2.1 e Giuliano 2.2.
Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 2.3, a sua prima firma, ne illustra le finalità, cioè assicurare che nell'esercizio della delega legislativa ivi prevista, il Governo preveda che la disciplina sia conforme anche ai principi di libera concorrenza e libertà di iniziativa economica, e faccia salvo il diritto di ogni avvocato di esercitare la professione forense nella forma liberamente scelta da ciascun professionista, nonché di esercitare più attività professionali congiuntamente.
La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.3.
Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sugli identici emendamenti 2.4, a sua prima firma, e Giuliano 2.5, chiarisce che la proposta è finalizzata ad introdurre come criterio di delega la necessità che la normativa attuativa faccia espresso rinvio alle norme dettate in via generale dalla disciplina degli ordinamenti professionali, in quanto compatibili.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Gianassi 2.4 e Giuliano 2.5.
Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 2.9, a sua prima firma, evidenzia che la proposta prevede, al posto della reintroduzione dell'istituto del giuramento, che ogni avvocato assuma un impegno solenne dinanzi al Consiglio dell'ordine riunito in pubblica seduta, pronunciando uno specifico discorso, il cui testo deve essere riportato nella legge delegata.
La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.9.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che gli identici emendamenti Bellomo 2.10 e Matone 2.11 sono stati ritirati dai presentatori. Constata inoltre l'assenza del presentatore dell'emendamento Romano 2.12: si intende che vi abbia rinunciato.
Carla GIULIANO (M5S) illustra l'emendamento 2.13, a sua prima firma, che condivide la finalità dell'emendamento 2.9 testé illustrato dal collega Gianassi.
La Commissione respinge l'emendamento Giuliano 2.13.
Federico GIANASSI (PD-IDP) illustra l'emendamento 2.14, a sua prima firma, volto a integrare i principi e criteri direttivi relativiPag. 28 alla disciplina del segreto professionale dell'avvocato.
In particolare, la proposta emendativa prevede che il segreto professionale sia qualificato come istituto che attiene all'ordine pubblico e che la futura disciplina governativa debba contemplare le ipotesi nelle quali è consentito all'avvocato derogare all'obbligo del rispetto di tale segreto.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Gianassi 2.14 e 2.16.
Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento Perantoni 2.17, di cui è cofirmataria, osserva che la proposta emendativa è volta a chiarire e a rafforzare la funzione consultiva degli ordini circondariali in relazione all'emanazione e all'aggiornamento periodico del codice deontologico forense. In particolare, l'emendamento prevede che il Consiglio nazionale forense debba necessariamente acquisirne il parere e non limitarsi a una mera consultazione.
La Commissione respinge l'emendamento Perantoni 2.17.
Federico GIANASSI (PD-IDP) illustra l'emendamento 2.18, a sua prima firma, relativo al procedimento di adozione del decreto volto a stabilire ed aggiornare le condizioni essenziali e i valori minimi dei massimali della polizza assicurativa professionale obbligatoria.
In particolare, si propone di introdurre l'obbligo per il Ministro della giustizia di acquisire il parere del Consiglio nazionale forense, che invece, secondo il testo attuale, può essere solo sentito.
La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.18.
Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.19, identico all'emendamento Gianassi 2.20, evidenzia che l'attuale formulazione della lettera e) del comma 1, dell'articolo in esame, risulta generica e pertanto inidonea a tutelare tanto gli avvocati quanto i loro clienti per quanto attiene agli obblighi informativi sull'esercizio della professione dell'avvocato.
Richiamando quanto suggerito nel corso delle audizioni informali da alcune associazioni forensi, si propone una diversa formulazione che, a differenza del testo attuale, appare meglio bilanciare gli interessi in gioco, in ipotesi anche contrapposti, di avvocati e potenziali clienti.
Si deve infatti prendere atto della diffusa pratica degli avvocati di fare pubblicità informativa attraverso strumenti telematici ma – proprio per tali ragioni – occorre definire le caratteristiche, i contenuti e i requisiti di tale pubblicità, a garanzia della veridicità e dell'affidamento che su di essa devono fare i clienti.
Per queste ragioni, chiede al rappresentante del Governo e ai relatori se vi sia disponibilità ad accantonare tale proposta emendativa, per riconsiderare il parere espresso.
Federico GIANASSI (PD-IDP) si associa alla richiesta di accantonamento della collega D'Orso, anche alla luce del fatto, che come preannunciato dal presidente all'inizio della seduta, sarà comunque necessario rinviare il seguito dell'esame per procedere alle numerose restanti votazioni.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il Governo, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti D'Orso 2.19 e Gianassi 2.20.
Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 2.21, sottolineando come questo rafforzi la tutela dell'avvocato in materia di compenso minimo percepito. Ritenendo che tale finalità possa incontrare il favore dell'attuale maggioranza, anche alla luce dei precedenti interventi normativi in materia di equo compenso realizzati in questa legislatura, chiede l'accantonamento dell'emendamento in esame.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che gli altri relatori ed il rappresentantePag. 29 del Governo non accedono alla richiesta di accantonamento.
La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.21.
Valentina D'ORSO (M5S) illustra l'emendamento Perantoni 2.22, sottolineando come tratti la materia molto delicata della remunerazione dell'avvocato nel rapporto con il cliente.
Rileva intatti che la locuzione «o comunque consensuale» crea ambiguità ed incertezze nella disciplina relativa ai compensi, che, a suo avviso, non dovrebbe uscire dalla dicotomia tra la pattuizione scritta e l'applicazione dei parametri definiti dal decreto ministeriale.
Osserva, altresì, che la formulazione attuale crea incertezze anche sul piano dell'onere probatorio, essendo di fatto consentito al cliente di poter eccepire l'esistenza di accordi consensuali meramente verbali in ipotesi anche al di fuori dei parametri che definiscono gli emolumenti minimi dovuti agli avvocati.
Chiede l'accantonamento dell'emendamento in esame.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, prende atto che gli altri relatori ed il rappresentante del Governo non accedono alla richiesta di accantonamento.
La Commissione respinge l'emendamento Perantoni 2.22.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pastorino 2.23: si intende che vi abbia rinunciato e prende atto che gli emendamenti Matone 2.24 e 2.25 sono stati ritirati dai presentatori.
Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, evidenzia come il successivo emendamento 2.26 a sua prima firma riguardi il principio di delega enunciato nella lettera h) del comma 1 dell'articolo 2 del provvedimento, in materia di società tra avvocati.
Poiché su numerosi emendamenti aventi ad oggetto la medesima materia non si sono ancora espressi i relatori ed il Governo, propone di svolgerne l'esame solo dopo che siano maturati orientamenti anche su tutte le altre proposte emendative in materia.
Ciro MASCHIO, presidente e relatore, richiamando il suo intervento in avvio di seduta in ordine ai tempi di svolgimento dell'odierna seduta, non essendovi obiezioni, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
C. 2628 Governo e C. 233 Pittalis.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell'11 febbraio 2026.
Ciro MASCHIO, presidente, comunica che sono state presentate 49 proposte emendative (vedi allegato 4).
Con riguardo ai profili di ammissibilità ricorda che l'articolo 89, comma 1, del Regolamento, riserva al presidente il compito di dichiarare inammissibili gli emendamenti e articoli aggiuntivi che siano relativi ad argomenti affatto estranei all'oggetto della discussione.
Inoltre, trattandosi di un provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica, allo stesso risulta applicabile il regime di ammissibilità delle proposte emendative fissato dall'articolo 123-bis, comma 3-bis, del Regolamento, a norma del quale non sono ammissibili le proposte emendative che contrastano con i criteri per l'introduzione di nuove o maggiori spese o minori entrate, come definiti dalla legislazione vigente sul bilancio e sulla contabilità dello Stato e non corredate da idonea copertura finanziaria.
Avverte quindi che, tutto ciò considerato, sono da ritenere ammissibili tutte le proposte emendative presentate ad eccezionePag. 30 della seguente, inammissibile per carenza di quantificazione e copertura finanziaria:
Almici 2.39, in quanto, introducendo, tra i principi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, la previsione di misure di incentivazione, anche di natura fiscale o contributiva, a favore degli studi professionali che ospitano tirocinanti, appare suscettibile di determinare minori entrate prive di quantificazione e copertura finanziaria.
Avverte che il termine per la presentazione di un eventuale ricorso è fissato alle ore 15 di giovedì 5 marzo.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.35.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 4 marzo 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.35 alle 13.45.