SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 25 marzo 2026. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro.
La seduta comincia alle 13.45.
Disposizioni concernenti la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell'accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.
C. 1562 Santillo e abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere contrario).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Salvatore Marcello DI MATTINA (LEGA), relatore, espone brevemente, in particolare le parti che riguardano gli ambiti di interesse della X Commissione, i contenuti della proposta di legge in titolo, rinviando alla Pag. 275documentazione predisposta dagli uffici per una dettagliata illustrazione dei suoi contenuti
Fa innanzitutto presente che la proposta di legge è composta da 19 articoli, suddivisi in cinque Capi riguardanti: le finalità (articolo 1), la ricognizione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale e rilevazione del fabbisogno abitativo (articoli 2 e 3), le disposizioni per l'attuazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica (articoli 4-6), le disposizioni per la programmazione dell'edilizia residenziale sociale (articoli 7-10), gli incentivi per l'edilizia
L'articolo 1 individua quindi l'oggetto e le finalità del provvedimento in esame, volto a garantire i diritti sociali, a ridurre il disagio abitativo e soddisfare le esigenze di alloggio di individui e nuclei svantaggiati. Quanto alle modalità di attuazione degli strumenti ivi previsti, la norma precisa che le misure debbono essere attuate: favorendo il risparmio energetico; favorendo l'offerta di servizi integrati e innovativi; attraverso l'ottimizzazione e la razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse disponibili; nel rispetto del principio «non arrecare danno significativo» (Do No Significant Harm – DNSH); nel rispetto del principio di azzeramento del consumo di suolo, in conformità agli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
L'articolo 2 disciplina la ricognizione del patrimonio immobiliare destinato all'edilizia residenziale pubblica e sociale, del fabbisogno abitativo e degli immobili da recuperare o riutilizzare: nella ricognizione è compreso il patrimonio industriale dismesso o in via di dismissione, suscettibile di riconversione all'edilizia residenziale pubblica e sociale.
L'articolo 3 prevede che i comuni aggiornino, con cadenza almeno biennale, il censimento degli edifici e delle unità immobiliari sfitte, inutilizzate, abbandonate o degradate e delle aree urbanizzate o edificabili con interventi edificatori non ancora attuati, pubblicandone i dati sui propri siti istituzionali e in una banca dati unitaria presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT).
L'articolo 4 istituisce nello stato di previsione del MIT un fondo destinato al recupero e alla riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Il fondo sostiene programmi regionali, delle province autonome e comunali volti ad aumentare l'offerta di alloggi a canone sociale per i soggetti nelle graduatorie comunali per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sono finanziati interventi di recupero, riqualificazione, demolizione e ricostruzione – senza consumo di suolo – programmati in esito alla ricognizione immobiliare prevista dall'articolo 2.
L'articolo 5, ai commi 1 e 2, disciplina il potere sostitutivo in caso di inadempienze nell'attuazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica e sociale promossi dal MIT. Il comma 3 disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo. Il comma 4 individua le conseguenze giuridiche derivanti dall'esercizio del potere sostitutivo.
L'articolo 6 prevede l'emanazione di un decreto al fine di disciplinare le modalità di rotazione nell'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
L'articolo 7 istituisce un programma nazionale pluriennale straordinario di edilizia residenziale sociale, denominato «programma Abita» (comma 1). Il programma, con durata ventennale, è finalizzato a incrementare e riqualificare il patrimonio immobiliare destinato all'edilizia sociale. Esso intende, inoltre, favorire l'attuazione delle misure del PNRR e agevolare l'accesso ai fondi europei per l'housing sociale, la rigenerazione urbana e l'emergenza abitativa (commi 2 e 3). Il 10 per cento degli alloggi realizzati o riqualificati sarà destinato alla locazione temporanea per soggetti sottoposti a sfratto o assegnatari di alloggi in fase di ristrutturazione o riqualificazione (comma 5).
L'articolo 8 istituisce presso il MIT il comitato esecutivo per il programma Abita, con il compito di coordinare le politiche abitative e avviare rapidamente il programma.
L'articolo 9 istituisce, presso il MIT, il Fondo per il programma Abita, con una dotazione complessiva di 49 miliardi di euro, articolata in 1 miliardo per il 2024 e Pag. 2763 miliardi annui dal 2025 al 2040, per finanziare gli interventi previsti dal programma. I commi da 2 a 10 disciplinano la copertura degli oneri relativi. In particolare, le disposizioni contenute nei commi da 3 a 7 dell'articolo 9 sono dirette ad estendere l'applicazione del contributo di solidarietà temporaneo anche per l'anno 2024, tenuto conto del protrarsi degli effetti dell'aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico per le imprese ed i consumatori. Si ricorda che l'articolo 1, comma 115 della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023) istituisce un contributo di solidarietà temporaneo per l'anno 2023 a carico dei soggetti che: esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l'attività di produzione di energia elettrica; esercitano l'attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale; rivendono energia elettrica, gas metano e gas naturale; esercitano l'attività di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi; importano energia elettrica, gas naturale o gas metano, prodotti petroliferi a titolo definitivo, per la successiva rivendita o introducono nel territorio dello Stato detti beni provenienti da altri Stati dell'Unione europea; abbiano realizzato almeno il 75 per cento dei ricavi del periodo d'imposta antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023 dalle attività indicate nei punti precedenti. Il contributo non è invece dovuto dai soggetti che svolgono l'attività di organizzazione e gestione di piattaforme per lo scambio dell'energia elettrica, del gas, dei certificati ambientali e dei carburanti, nonché dalle piccole e microimprese che esercitano l'attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione identificata dal codice ATECO 473000. Più precisamente, il comma 4 disciplina le modalità di determinazione del contributo straordinario e prevede l'applicazione di un'aliquota del 50 per cento a una quota del maggior reddito conseguito dai soggetti passivi nel 2023 rispetto alla media dei quattro anni precedenti, in ragione dello straordinario aumento dei prezzi nel settore energetico. Il comma 6 prevede che il contributo non sia deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRES e IRAP). Le disposizioni contenute nei successivi commi da 8 a 10 recano delle modifiche volte ad incrementare il gettito fiscale derivante dalle imposte sui redditi delle società (IRES), dall'imposta sui servizi digitali (cosiddetta «web tax») e dall'imposta sulle transazioni finanziarie (cosiddetta «Tobin tax»).
L'articolo 10 disciplina l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale realizzati nell'ambito del programma Abita.
L'articolo 11 disciplina gli interventi edilizi per la realizzazione di alloggi sociali, favorendo il riuso e la rigenerazione urbana e riducendo il consumo di suolo. Il comma 3 richiede che gli interventi migliorino l'anti-sismicità e l'efficienza energetica, portando gli edifici a una classe C o a un incremento di due classi.
L'articolo 12 introduce, dal 1° gennaio 2024, una detrazione del 40 per cento delle spese documentate, fino a un massimo di 96 mila euro per unità immobiliare, per interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica del patrimonio residenziale pubblico e sociale (comma 1). Possono beneficiarne gli ex Iacp e gli enti aventi finalità analoghe, nonché operatori pubblici e privati per interventi su unità immobiliari adibite ad alloggi sociali. La detrazione è elevata al 100 per cento per taluni interventi quali l'installazione di impianti eolici, fotovoltaici, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici e opere per l'eliminazione delle barriere architettoniche (comma 2). Il comma 3 riconosce una detrazione del 20 per cento per interventi antisismici su immobili situati in zone sismiche 1, 2 e 3, che comportino una riduzione di almeno una classe di rischio sismico. Il comma 4 prevede detrazioni per interventi di risparmio energetico che migliorino la classe energetica, variabili tra il 2,5 e il 5 per cento a seconda della zona sismica e della tipologia di intervento. Il comma 5 incrementa le detrazioni di un ulteriore 10 per cento se vengono utilizzati materiali riciclati o di origine vegetale. Infine, il comma 6 salvaguarda l'applicazione, ove più favorevole, della disciplina del cosiddetto «superbonus», per interventi di Pag. 277efficienza energetica, del sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica.
L'articolo 13 introduce, per i soggetti che tra il 2024 e il 2030 sostengano spese per gli interventi previsti dall'articolo 12, la possibilità di optare per la cessione di un credito d'imposta di pari importo, in alternativa alla detrazione fiscale diretta.
L'articolo 14 istituisce, presso il MIT, un fondo destinato a promuovere la solidarietà e contrastare la povertà energetica, sostenendo la creazione di comunità energetiche rinnovabili (CER) e l'acquisto di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il fondo ha una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e 20 milioni di euro annui dal 2026 al 2030. Ai sensi del comma 2, con decreto interministeriale, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge, si stabiliranno i criteri e le modalità per la concessione dei contributi. Il Gestore dei servizi energetici (GSE) sarà responsabile dell'erogazione dei contributi e fornirà informazioni sul proprio sito istituzionale per l'accesso al fondo. Si ricorda che è possibile partecipare alla CER in qualità di: produttore di energia rinnovabile, soggetto che realizza un impianto fotovoltaico o di altra tipologia (idroelettrico, eolico, biogas, biomasse solide eccetera); autoconsumatore di energia rinnovabile, soggetto che possiede un impianto di produzione da fonte rinnovabile e che produce energia per soddisfare i propri consumi e condividere l'energia in eccesso con il resto della comunità; consumatore di energia elettrica, soggetto che non possiede alcun impianto di produzione di energia, ma che ha una propria utenza elettrica, i cui consumi possono essere in parte coperti dall'energia elettrica rinnovabile prodotta dagli altri membri della comunità. Rientrano in tale casistica anche i clienti cosiddetti «vulnerabili» e le famiglie a basso reddito.
L'articolo 15 istituisce, presso il MIT, il Fondo nazionale di garanzia per la locazione di immobili abitativi, mirante a facilitare l'accesso alla locazione tramite una garanzia statale pari al 50 per cento del canone di locazione per un massimo di sei mesi e fino a 2.000 euro in caso di inadempimento, e una garanzia di massimo 3.000 euro per il deposito cauzionale. La gestione del Fondo è affidata alla Cassa depositi e prestiti S.p.A., in base a una convenzione con il MEF (comma 4).
L'articolo 16 istituisce presso il MIT un Fondo nazionale per gli inquilini morosi incolpevoli, con una dotazione di 50 milioni di euro annui per il triennio 2024-2026. Il Fondo sostiene economicamente gli inquilini che, per cause quali licenziamento, riduzione del reddito, cessazione di attività, malattie gravi o altre gravi condizioni personali, non riescono a sostenere il canone di locazione (commi 1-2). Il contributo, assegnato a soggetti in possesso di determinati requisiti (autocertificati) tiene conto di criteri di priorità per disabili, anziani, minori o persone in carico ai servizi sociali, prevedendo sanzioni penali in caso di dichiarazioni mendaci o fraudolente (commi 3-5).
L'articolo 17 dispone verifiche fiscali e patrimoniali periodiche sui beneficiari dei fondi istituiti dalla proposta di legge.
L'articolo 18 reca le disposizioni finali. Il comma 1 stabilisce che le risorse residue e non assegnate dei Fondi previsti agli articoli 15 e 16, relativi alla locazione di immobili abitativi e agli inquilini morosi incolpevoli, siano riassegnate ai medesimi fondi per ciascun anno di riferimento. Il comma 2 dispone la soppressione del Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli istituito dal decreto-legge n. 102 del 2013. Il comma 3 prevede che le risorse del Fondo soppresso, non ancora ripartite né trasferite alle regioni per annualità successive all'entrata in vigore della legge, siano destinate al nuovo Fondo nazionale per gli inquilini morosi incolpevoli di cui all'articolo 16.
Infine, l'articolo 19 stabilisce la copertura finanziaria degli oneri relativi agli articoli 15 e 16 relativi al Fondo nazionale di garanzia per la locazione di immobili abitativi e al Fondo nazionale per gli inquilini morosi incolpevoli.
Formula quindi una proposta di parere contrario sul provvedimento all'esame (vedi allegato 1).
Emma PAVANELLI (M5S) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla propostaPag. 278 di parere del relatore evidenziando l'apprezzamento del testo all'esame presentato da un collega del Movimento 5 Stelle che è volto a rispondere a concreti interessi degli italiani.
Francesca GHIRRA (AVS) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore. Critica fortemente l'atteggiamento della maggioranza e del Governo che in un momento in cui il problema della casa non trova risposte da parte dell'Esecutivo, sottolineando peraltro che il testo da tempo annunciato dal Ministro Salvini non è ancora stato presentato, non ha colto l'occasione di intervenire sulla tematica attraverso una seria discussione sul provvedimento in titolo.
Alberto PANDOLFO (PD-IDP) annuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore segnalando apprezzamento sul testo in esame.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 13.50.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 25 marzo 2026. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro.
La seduta comincia alle 13.50.
DL 21/2026: Misure urgenti per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico.
C. 2809 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 marzo 2026.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri favorevoli con osservazioni dell'VIII Commissione e del Comitato per la legislazione, il parere favorevole della IX Commissione e il parere favorevole con condizione della XIII Commissione.
Comunica che sono stati ritirate, prima della seduta, le proposte emendative Gusmeroli 5.07 e 5.08.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) chiede al Governo e alla maggioranza quale sia la loro intenzione nel procedere all'esame di un provvedimento che è stato annunciato molti mesi fa, poi lungamente atteso, e che una volta presentato è già superato dai fatti recentemente accaduti. Osserva che l'articolo 6 del provvedimento àncora il Paese ad una fonte energetica, quella del gas, che lo rende vulnerabile alle crisi internazionali. Evidenzia altresì che il meccanismo ideato dal Governo è altamente probabile che venga bocciato dall'Unione europea, e al proposito ricorda che il Consiglio dell'Unione, che si è tenuto recentemente, ha indicato una direzione ben diversa da quella che sembra percorrere il decreto-legge all'esame. Affinché la discussione possa svolgersi nella maniera più adeguata, chiede quindi se vi sia l'intenzione di modificarlo in modo da renderlo coerente con l'indirizzo europeo. Chiede infine che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione del sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso per la pubblicità dei lavori.
Luca SQUERI (FI-PPE) auspica anch'egli che la discussione sul provvedimento in titolo possa effettivamente iniziare in modo corretto e coglie l'occasione per segnalare il proprio apprezzamento per il fatto che tale discussione non sia stata ridotta attraverso Pag. 279la segnalazione delle proposte emendative che, invece, vengono integralmente esaminate. Evidenzia, in tal senso, che il decreto-legge all'esame non ha nulla a che spartire con la guerra in Iran, affrontando un tema del tutto diverso. Osserva peraltro che laddove il Governo ha avuto intenzione di intervenire sul costo dei carburanti lo ha fatto con altri strumenti, per esempio attraverso la riduzione delle accise. Ritiene che il decreto-legge abbia invece delle aspirazioni strutturali e anche che la questione relativa alle ETS si stia affrontando in sede europea, attraverso il confronto con il nostro Governo, in modo corretto e che lascia ben sperare quanto gli esiti. Invita, quindi, nuovamente tutte le forze politiche a non fraintendere il senso del provvedimento all'esame.
Emma PAVANELLI (M5S) associandosi alle valutazioni del collega Peluffo osserva che la presentazione del decreto-legge all'esame è del tutto tardiva e che la realtà attuale è ormai assai diversa. Ribadisce che il punto centrale è la questione delle ETS. Rileva che ha destato stupore l'intervento governativo su queste ultime in quanto ritiene che sarebbe stato necessario confrontarsi preventivamente con l'Unione europea, cosa che le risulta non essere avvenuta. Per tale motivo ritiene che la struttura del provvedimento sia assai. Osserva inoltre che in questi momenti altri Paesi, anche a noi vicini, invitano a risparmiare quanta più energia possibile mentre anche l'Agenzia internazionale dell'energia chiede agli Stati di assumere iniziative che vadano nel senso di un risparmio energetico, ad esempio attraverso strumenti quali lo smart work. Ritiene inoltre che sia meglio non mischiare temi diversi tra di loro quali l'energia e il carburante, riferendosi in tal caso alla richiamata questione della riduzione delle accise. Si domanda quindi se il Governo abbia in animo di apportare cambiamenti al decreto-legge. In tal senso dichiara che non sarebbe contraria in linea di principio, ma se questa è l'intenzione invita il Governo a dirlo chiaramente, in questo momento, onde anche evitare che si votino inutilmente centinaia di emendamenti al testo.
Francesca GHIRRA (AVS) si associa alle valutazioni dei colleghi Peluffo e Pavanelli nonché alla loro richiesta che ritiene legittima. Esprime invece stupore per quanto dichiarato dal collega Squeri circa il fatto che la materia del decreto-legge all'esame e la guerra in Iran non abbiano tra di loro una correlazione. Osserva anche, infine, che le medesime forze politiche di maggioranza trovano assai insoddisfacente il provvedimento in titolo vista la qualità e la quantità di emendamenti da loro presentati.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, concorde la Commissione, sospende la seduta per lo svolgimento di una riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che è immediatamente convocata.
La seduta, sospesa alle 14, è ripresa alle 14.05.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, avverte che la Commissione passa all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 1. Dà conto delle sostituzioni e invita i relatori e il rappresentante del Governo ad esprimere i rispettivi pareri sulle proposte emendative relative all'articolo 1.
Luca TOCCALINI (LEGA), relatore, anche a nome dell'altro relatore, on. Zucconi, esprime parere contrario sugli emendamenti Cappelletti 1.1 e 1.2, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Peluffo 1.3, a condizione che sia riformulato in identico testo a quello degli articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022, esprimendo altrimenti parere contrario. Esprime parere contrario sugli emendamenti Ghirra 1.4, Marattin 1.5 e Pandolfo 1.6. Esprime parere favorevole sull'emendamento Pandolfo 1.7 mentre esprime parere contrario sugli emendamenti L'Abbate 1.8, Ziello 1.9, Pandolfo 1.10, Ghirra 1.11, Pandolfo 1.12 e 1.13, Marattin 1.14, Magi 1.15, Ferrara 1.16 e 1.17, Pandolfo 1.18, L'Abbate 1.19, Ferrara 1.20, sugli identici emendamenti Pag. 280Gusmeroli 1.21, Gadda 1.22, Ghirra 1.23 e Pandolfo 1.24, e sugli emendamenti Ferrara 1.25 e L'Abbate 1.26. Esprime parere favorevole sull'emendamento Pandolfo 1.27, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2) mentre esprime parere contrario sull'emendamento Pandolfo 1.28. propone l'accantonamento dell'emendamento Milani 1.29 mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Pandolfo 1.30, Ghirra 1.31, Sergio Costa 1.32, Pavanelli 1.33, Barzotti 1.34, Appendino 1.35, Marattin 1.36 e Bonetti 1.37 nonché sull'articolo aggiuntivo Vietri 1.01. Propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Giorgianni 1.03 e degli identici articoli aggiuntivi Milani 1.04, Zinzi 1.05 e Benzoni 1.06. Esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Ghirra 1.07 e 1.08 mentre propone l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Caramanna 1.012, Barabotti 1.014, Pandolfo 1.017. Esprime parere favorevole sugli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022 mentre esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Ghirra 1.023 e 1.024. Propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gusmeroli 1.025 mentre esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Bonetti 1.026, Andreuzza 1.027 e Curti 1.028.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO esprime parere conforme a quello dei relatori.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento delle proposte emendative Giorgianni 1.03, degli identici articoli aggiuntivi Milani 1.04, Zinzi 1.05 e Benzoni 1.06, degli identici articoli aggiuntivi Caramanna 1.012, Barabotti 1.014, Pandolfo 1.017 nonché dell'articolo aggiuntivo Gusmeroli 1.025.
Giorgia ANDREUZZA (LEGA), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori hanno espresso un invito al ritiro ovvero parere contrario.
Novo Umberto MAERNA (FDI), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori hanno espresso un invito al ritiro ovvero parere contrario.
Davide BERGAMINI (FI-PPE), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori hanno espresso un invito al ritiro ovvero parere contrario.
Enrico CAPPELLETTI (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.1 osservando che esso intende proporre alcune misure strutturali di cui il decreto-legge è mancante, limitandosi quest'ultimo a confermare misure quali bonus ovvero inviti ai produttori di energia a fare degli sconti sulle bollette a quegli utenti che si trovino sotto una certa soglia di reddito. Rileva, infatti, che questi non sono altro che strumenti recessivi e inefficaci, per non parlare poi dell'inutilità di puntare sulla buona volontà dei produttori di energia. Evidenzia che l'errore a monte è stato quello di tentare di fare del nostro Paese un hub del gas perché dipendere dal gas rende l'Italia molto vulnerabile ed è imperativo che tale dipendenza venga ridotta.
La Commissione respinge l'emendamento Cappelletti 1.1.
Enrico CAPPELLETTI (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.2 evidenziando che esso fornisce una soluzione per recuperare risorse destinabili a ridurre le bollette, risorse che sembrano attualmente sempre mancare. Segnala, infatti, che tale emendamento propone una revisione dei canoni di concessione per i soggetti che hanno licenze di prospezione e ricerca nonché coltivazione stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana. Evidenzia che le maggiori entrate che ne deriverebbero sarebbero assegnate ad uno specifico fondo istituito presso il ministero dell'ambiente della sicurezza energetica destinato a compensare i costi energetici delle famiglie in condizioni di disagio economico. Raccomanda quindi di mutare il parere sulla Pag. 281proposta emendativa all'esame e di approvarla.
La Commissione respinge l'emendamento Cappelletti 1.2.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) dichiara di non accettare la proposta dei relatori di riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 1.3 in quanto questo sembra avere una portata molto più ampia di quanto previsto negli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022. Ringrazia tuttavia i relatori e suggerisce loro di proporre una pari riformulazione in relazione al suo emendamento 1.12, maggiormente coerente in termini di portata con i predetti identici articoli aggiuntivi, e sul quale al momento è stato espresso parere contrario. Osserva che gli emendamenti presentati dalla sua forza politica entrano nel merito delle questioni e sono occasione per una discussione più approfondita delle tematiche in oggetto evidenziando come il costo dell'energia colpisca le famiglie e riduca la capacità concorrenziale delle imprese e sottolineando, quindi, come misure che non siano strutturali o anche indebolite rispetto alle precedenti non aiutano certamente nessuno. Rileva che il nodo strutturale riguarda il costo dell'energia e del gas, e che finché non si corregge il meccanismo che ne determina il prezzo si tornerà punto e a capo ogni volta che si presenterà una crisi internazionale. Illustrando brevemente i contenuti dell'emendamento, segnala che questo: istituisce il bonus sociale per il teleriscaldamento, finalizzato a sostenere i nuclei familiari in condizioni di disagio economico; applica l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) nella misura del 10 per cento, in luogo delle aliquote previste dalla normativa vigente alle somministrazioni di gas naturale destinate a usi civili e domestici; dispone la riduzione del 25 per cento del valore della componente ASOS degli oneri generali di sistema sulle bollette; innalza il livello dell'ISEE per un contributo straordinario del valore 300 euro per le forniture di energia elettrica; dispone la riduzione delle accise sui carburanti per autotrazione e per uso domestico di riscaldamento e produzione di acqua sanitaria. Stigmatizza quindi che il decreto-legge in esame non intervenga sulle cause e ribadisce che la crisi industriale che sta vivendo il nostro Paese è anche, se non soprattutto, legata al costo dell'energia. Invita quindi a mutare il parere espresso sull'emendamento all'esame e ad approvarlo in quanto esso propone misure di carattere sistemico.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che, non essendo stata accettata da parte dei presentatori la relativa proposta di riformulazione, sarà posto in votazione l'emendamento Peluffo 1.3.
La Commissione respinge l'emendamento Peluffo 1.3.
Luca TOCCALINI (LEGA), relatore, alla luce della richiesta formulata dall'on. Peluffo, nel mutare il parere precedentemente espresso, anche a nome dell'altro relatore on. Zucconi, esprime parere favorevole sull'emendamento Pandolfo 1.12, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Il sottosegretario Claudio BARBARO, esprime parere conforme a quello dei relatori.
La Commissione respinge l'emendamento Ghirra 1.4.
Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE), dichiara di voler sottoscrivere tutte le proposte emendative a prima firma dell'on. Marattin.
La Commissione respinge l'emendamento Marattin 1.5.
Alberto PANDOLFO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.6, fa presente che lo stesso opera su tre linee direttrici. Viene stabilito, in primo luogo, come il contributo straordinario di cui al comma 1 sia riconosciuto, alle medesime condizioni previste per i clienti domesticiPag. 282 vulnerabili, anche agli utenti domestici economicamente svantaggiati allacciati a reti di teleriscaldamento. Rileva, in secondo luogo, che l'emendamento mira a introdurre il riconoscimento del menzionato contributo in modo automatico ai beneficiari individuati ai sensi della normativa vigente, con pubblicazione a cura di ARERA con cadenza trimestrale di un rapporto sul trasferimento integrale del beneficio ai clienti finali. Osserva infine che la terza linea direttrice dell'emendamento ha come obiettivo quello evitare la subordinazione del riconoscimento del contributo all'adesione a servizi o prodotti accessori, né comportare modifiche peggiorative delle condizioni contrattuali.
La Commissione respinge l'emendamento Pandolfo 1.6, approva l'emendamento Pandolfo 1.7 (vedi allegato 2) e respinge l'emendamento L'Abbate 1.8.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, constatata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Ziello 1.9, si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Pandolfo 1.10.
Francesca GHIRRA (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.11, fa presente come lo stesso intenda introdurre per l'anno 2026 il riconoscimento di un contributo straordinario del valore di 250 euro sulle forniture di energia elettrica dei clienti domestici con valori dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) da 9.979 fino a 19.999 euro, a cui si provvederà con delibera dell'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente, nel limite di spesa di 815 milioni di euro per l'anno 2026, da trasferire alla Cassa per i servizi energetici e ambientali.
La Commissione respinge l'emendamento Ghirra 1.11.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che i presentatori hanno accettato la proposta di riformulazione dell'emendamento Pandolfo 1.12 in identico testo a quello degli articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022 .
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Pandolfo 1.13 e Marattin 1.14.
Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE), dichiara di voler sottoscrivere l'emendamento Magi 1.15.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Magi 1.15 e Ferrara 1.16.
Antonio FERRARA (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.17, fa presente come lo stesso intenda introdurre il riferimento ai principi di trasparenza e non discriminazione nei diversi segmenti del mercato dell'energia, con particolare riguardo al rapporto tra produttore e utente dei canoni in bolletta.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Ferrara 1.17, Pandolfo 1.18 e L'Abbate 1.19.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che i presentatori hanno accettato la proposta di riformulazione dell'emendamento Pandolfo 1.27.
La Commissione approva l'emendamento Pandolfo 1.27, come riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
La Commissione respinge l'emendamento Ferrara 1.20.
Emma PAVANELLI (M5S), intervenendo sull'emendamento Pandolfo 1.24, esprime stupore circa il ritiro da parte della maggioranza dell'identico emendamento Gusmeroli 1.22 che andava incontro alle esigenze del Terzo settore.
Alberto PANDOLFO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.24, rileva come lo stesso intende sostenere le aziende del Terzo settore che svolgonoPag. 283 quotidianamente delicati compiti cruciali per la società. Esprime rammarico nei confronti della scelta di relatori e Governo di esprimere parere contrario.
Francesca GHIRRA (AVS), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.23, si associa alle considerazioni svolte dai colleghi intervenuti, sottolineando l'importanza ormai assunta dalle realtà del Terzo settore che molto spesso svolgono un ruolo di supplenza nei confronti delle mancanze dello Stato. Auspicava pertanto un accoglimento degli identici emendamenti in esame.
Chiara APPENDINO (M5S), nel chiedere di poter sottoscrivere l'emendamento Pandolfo 1.24, evidenzia il ruolo di fondamentale importanza svolto nella società moderna dagli enti del Terzo settore che gli emendamenti in esame intendevano sostenere. Non si capacita della scelta di maggioranza e Governo di esprimere parere contrario sugli emendamenti in oggetto che definisce di buon senso.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, precisa che la scelta di ritirare l'emendamento a sua prima firma 1.22, nonché l'espressione del parere contrario sugli emendamenti in esame deriva unicamente dalla mancata copertura degli stanziamenti che gli stessi recavano. Rammenta altresì come nella sua pluriennale esperienza da sindaco abbia sempre rinnovato il sostegno dell'amministrazione comunale nei confronti delle realtà che operano nel Terzo settore.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Gadda 1.22, Ghirra 1.23 e Pandolfo 1.24, gli emendamenti Ferrara 1.25, L'Abbate 1.26, Pandolfo 1.28 e 1.30, nonché l'emendamento Ghirra 1.31.
Enrico CAPPELLETTI (M5S), intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.32, rileva come lo stesso intenda ridistribuire la copertura finanziaria di 315 milioni di euro stanziata per finanziare il bonus sociale introdotto dal presente provvedimento. Osserva come l'attuale copertura finanziaria della menzionata somma operi sulla base di una riduzione dei fondi destinati al finanziamento delle fonti di energia rinnovabile, con un evidente contraddizione in termini. Fa presente che l'emendamento in esame muta la fonte del finanziamento mediante una tassazione degli extra profitti delle imprese che operano nel settore del fossile, con immediati benefici al processo di decarbonizzazione e alla lotta al cambiamento climatico.
Emma PAVANELLI (M5S), intervenendo sull'emendamento Sergio Costa 1.32, evidenzia come il Governo nel corso degli ultimi quattro anni di legislatura abbia osteggiato in tutti i modi le fonti di energia rinnovabile, nonostante le difficoltà in termini di approvvigionamento di energia che l'attuale crisi geopolitica sta causando. Ponendo l'esempio della Spagna, rileva che l'energia rinnovabile permetterebbe al nostro Paese di ottenere un'autonomia energetica che lo renderebbe maggiormente indipendente.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sergio Costa 1.32, Pavanelli 1.33 e Barzotti 1.34.
Chiara APPENDINO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.35, fa presente che esso miri a ricalcolare, a decorrere dal 1° gennaio 2026, i bonus sociali per la fornitura dell'energia elettrica e del gas e le agevolazioni relative al servizio idrico integrato sulla base degli scaglioni differenziati ISEE e della composizione del nucleo familiare.
La Commissione respinge l'emendamento Appendino 1.35.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento degli emendamenti Marattin 1.36 e Bonetti 1.37.
Francesca GHIRRA (AVS), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.07 a sua prima firma, sottolinea la rilevanza dell'istituzione di un fondo di 50 milioni di euro per Pag. 284il riconoscimento di un contributo straordinario in favore degli enti del Terzo settore, che meritano una particolare attenzione, in quanto soffrono – esattamente come il resto delle imprese e della popolazione italiana – del cosiddetto «caro bollette».
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Ghirra 1.07.
Francesca GHIRRA (AVS), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.08 a sua prima firma, evidenzia come esso ponga una particolare attenzione sugli enti locali, prevedendo l'istituzione di un fondo di 340 milioni di euro in favore di comuni, città metropolitane e province, che hanno rilevanti criticità nella gestione dei rispettivi bilanci e che, nonostante il fenomeno del «caro energia», devono garantire servizi indispensabili come la sicurezza e l'illuminazione pubblica.
Emma PAVANELLI (M5S), dichiarando di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Ghirra 1.08, descrive la situazione di necessità in cui versano gli enti locali, ricordando le difficoltà che quotidianamente devono affrontare nella gestione di scuole, palestre, uffici pubblici, biblioteche, nonché per assicurare l'illuminazione pubblica, la quale andrebbe efficientata anche tramite impianti domotici nell'ottica del risparmio energetico.
Critica l'atteggiamento del Governo che, invece di individuare fondi per gestire tali emergenze, sostiene progetti superflui ed estremamente onerosi come quello del ponte sullo stretto, ed evita in tutti i modi di fornire un contributo attivo all'attuale dibattito sulle proposte emendative in esame.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, preso atto dell'assenza del collega Benzoni, a cui il relatore, onorevole Toccalini, intendeva sottoporre una proposta di riformulazione riferita all'articolo aggiuntivo Bonetti 9.06, dispone l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Caramanna 1.012, Barabotti 1.014 e Pandolfo 1.017, nonché degli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022.
Francesca GHIRRA (AVS), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.023 a sua prima firma, si mostra sorpresa del parere contrario dei relatori e del rappresentante del Governo rispetto ad una proposta emendativa di buon senso che, esattamente come già previsto dalla legge di bilancio relativa all'esercizio finanziario del 2022, prevede, in caso di mancato pagamento delle bollette di energia elettrica e gas naturale, la possibilità da parte dell'utente inadempiente di usufruire di un piano di rateizzazione senza l'applicazione di interessi.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Ghirra 1.023.
Francesca GHIRRA (AVS), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 1.024 a sua prima firma, lo illustra brevemente, sottolineando la ragionevolezza di limitare i costi a carico delle utenze domestiche tramite la promozione dell'energia rinnovabile prodotta da impianti di autoconsumo individuale e diffuso.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Ghirra 1.024.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Bonetti 1.026.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Curti 1.028.
Riccardo ZUCCONI (FDI), relatore, propone l'accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 2 del provvedimento.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 2.
Riccardo ZUCCONI (FDI), relatore, anche a nome dell'altro relatore, on. Toccalini, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 3, Pag. 285esprime parere contrario sugli emendamenti Pavanelli 3.3, Cappelletti 3.4 e 3.5, nonché sugli identici emendamenti Del Barba 3.8, Boscaini 3.9 e 3.10 Cavo, e sull'emendamento Pandolfo 3.11, nonché sugli identici emendamenti Boscaini 3.13, Barabotti 3.14, Pavanelli 3.15 e Ghirra 3.16, e sull'emendamento Gadda 3.17; propone l'accantonamento dell'emendamento Gusmeroli 3.18; esprime parere contrario sugli emendamenti Gruppioni 3.19, e L'Abbate 3.20; propone l'accantonamento dell'emendamento Peluffo 3.21; esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Squeri 3.01, Andreuzza 3.02, Ghirra 3.03, Appendino 3.04 e Steger 3.05.
Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Steger 3.06.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.
Giorgia ANDREUZZA (LEGA), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori hanno espresso un invito al ritiro ovvero parere contrario.
Novo Umberto MAERNA (FDI), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori hanno espresso un invito al ritiro ovvero parere contrario.
Davide BERGAMINI (FI-PPE), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori hanno espresso un invito al ritiro ovvero parere contrario.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone altresì l'accantonamento degli emendamenti Gusmeroli 3.18 e Peluffo 3.21.
Prende atto che sono state ritirate tutte le proposte emendative presentate dai membri del gruppo Noi Moderati sulle quali i relatori esprimono un parere contrario.
Chiarisce che si passerà ora alla votazione delle restanti proposte emendative riferite all'articolo 1, precedentemente accantonate.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Marattin 1.36 e Bonetti 1.37.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, prende atto che l'onorevole Benzoni accetta la riformulazione dell'articolo aggiuntivo 9.06 a sua firma, nel medesimo testo degli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022, che hanno un parere favorevole.
La Commissione approva gli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 1.018, Squeri 1.020, Cavo 1.021 e Ghirra 1.022, nonché l'emendamento Pandolfo 1.12, che assume il numero 1.030, e l'articolo aggiuntivo Bonetti 9.06, che assume il numero 1.029, come riformulati in identico testo (vedi allegato 2).
Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Bonetti 1.026, chiede al riguardo un ulteriore approfondimento da parte del Governo, in quanto il contenuto di tale proposta emendativa, oltre a coincidere con le recenti dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin, riproduce un ordine del giorno firmato anche da Forza Italia.
Luca TOCCALINI (LEGA), relatore, a seguito delle osservazioni del collega Benzoni, propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Bonetti 1.026.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, preso atto della proposta del relatore, nonché dell'assenso del rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Bonetti 1.026.
Chiarisce che si passerà ora alla votazione delle proposte emendative riferite all'articolo 3.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Pavanelli 3.3 e Cappelletti 3.4.
Enrico CAPPELLETTI (M5S), intervenendo sull'emendamento 3.5 a sua prima firma, lo illustra brevemente, evidenziando Pag. 286che la sua ratio risiede nella convinzione che un aumento dell'aliquota senza distinzioni si configura come una misura iniqua e discriminatoria, in quanto quei soggetti che hanno ottenuto un extraprofitto di almeno il 10 per cento del fatturato sarebbero ingiustificatamente favoriti dal sistema.
Chiarisce inoltre che tale emendamento, se approvato, non avrebbe ricadute sul bilancio dello Stato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Cappelletti 3.5, nonché l'emendamento Del Barba 3.8.
Alberto PANDOLFO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 3.11 a sua prima firma, rileva come esso apporti due correzioni essenziali al provvedimento in analisi. In primo luogo, rettifica l'applicazione indiscriminata dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), che deve colpire precipuamente quei soggetti che hanno ottenuto un extraprofitto e che, dunque, sono maggiormente capaci di contribuire. In secondo luogo, al fine di evitare il rischio di danneggiamento del consumatore finale, prevede il divieto di traslare il maggior onere IRAP sui prezzi all'ingrosso e sui contratti di fornitura.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Pandolfo 3.11, gli identici emendamenti Pavanelli 3.15 e Ghirra 3.16, nonché gli emendamenti Gadda 3.17 e L'Abbate 3.20, e l'articolo aggiuntivo Ghirra 3.03.
Chiara APPENDINO (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 3.04 a sua prima firma, sostiene che esso, oltre ad essere di buon senso, sia altresì necessario per trasmettere un segnale politico, in quanto ritiene che le imprese che delocalizzano la propria attività economica debbano restituire le agevolazioni e i contributi ricevuti dallo Stato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Appendino 3.04 e Steger 3.05.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, prende atto che l'onorevole Benzoni sottoscrive l'articolo aggiuntivo Steger 3.06.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Steger 3.06 (vedi allegato 2).
Luca TOCCALINI (LEGA), relatore, passando all'espressione dei pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 4, esprime parere contrario sugli emendamenti Andreuzza 4.1, Peluffo 4.2 e 4.3, e Marattin 4.4, nonché sugli identici emendamenti Gusmeroli 4.5, Pavanelli 4.6, Steger 4.7, Pandolfo 4.8, Benzoni 4.10 e Davide Bergamini 4.11, e sugli identici emendamenti Andreuzza 4.12, Benzoni 4.13, Steger 4.14 e Peluffo 4.15, nonché sull'emendamento L'Abbate 4.16; propone l'accantonamento dell'emendamento Schiano di Visconti 4.17; esprime parere contrario sull'emendamento Andreuzza 4.18 e sugli identici emendamenti Pavanelli 4.19 e Cavo 4.20, nonché sull'emendamento Del Barba 4.21, e sugli identici emendamenti Andreuzza 4.22, Pavanelli 4.23, Ghirra 4.24 e Peluffo 4.25, nonché sull'emendamento Peluffo 4.26, e sugli identici emendamenti Andreuzza 4.27, Benzoni 4.28, Cavo 4.29, Steger 4.30 e Peluffo 4.31, nonché sugli emendamenti Peluffo 4.33 e 4.34; propone l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Bordonali 4.01 e Cavo 4.02, nonché dell'articolo aggiuntivo Casasco 4.03 e degli identici articoli aggiuntivi Squeri 4.04 e Di Mattina 4.05 e dell'articolo aggiuntivo Squeri 4.06; esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Simiani 4.011, nonché sugli identici articoli aggiuntivi Pavanelli 4.012 e Cavo 4.013, e sugli articoli aggiuntivi Cavandoli 4.014, 4.015, 4.016, Gnassi 4.017, Cappelletti 4.018, Iaria 4.019 e Pavanelli 4.020, nonché sugli identici articoli aggiuntivi Steger 4.021 e Gnassi 4.022; propone l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 4.023, Steger 4.024 e Cavo 4.025, nonché degli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 4.026 e Steger 4.027, e dell'articolo aggiuntivo Peluffo 4.028.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.
Pag. 287Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamenti Schiano di Visconti 4.17, nonché degli identici articoli aggiuntivi Bordonali 4.01 e Cavo 4.02, dell'articolo aggiuntivo Casasco 4.03 e degli identici articoli aggiuntivi Squeri 4.04 e Di Mattina 4.05, nonché degli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 4.023, Steger 4.024 e Cavo 4.025, degli identici articoli aggiuntivi Gusmeroli 4.026 e Steger 4.027, e dell'articolo aggiuntivo Peluffo 4.028.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) interviene sull'emendamento a sua prima firma 4.2, che mira a definire le modalità attuative degli strumenti previsti dall'articolo 4 del decreto-legge, attraverso la previsione di termini certi per l'adozione dei provvedimenti attuativi di cui al comma 4 e una più puntuale determinazione dei relativi criteri. Evidenzia infatti come il ritardo nell'attuazione di questo genere di misure, accompagnato dall'incertezza normativa, generi conseguenze critiche per gli investimenti nel settore. Nel sostenere dunque come il proprio emendamento garantisca l'operatività delle norme in questione, chiede chiarimenti al rappresentante del Governo circa le ragioni della contrarietà espressa sulla proposta emendativa in discussione.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO fa presente come l'accesso alla garanzia da parte di aggregazioni di imprese non sia escluso dalla norma vigente, dal momento che sarà definito nelle regole operative di cui al comma 4. Osserva inoltre che l'emendamento Peluffo 4.2 introduce requisiti per le imprese destinatarie non chiari e potenzialmente discriminatori. Segnala poi come la proposta emendativa preveda la soppressione di una premialità volta, tra l'altro, a promuovere le contrattazioni di lungo termine con le aggregazioni di imprese. In merito agli schemi contrattuali, rileva che il comma 5 già prevede che la società Acquirente unico S.p.a. provveda a definire, tra l'altro, schemi di contratto standard nell'ambito del servizio di aggregazione.
La Commissione respinge l'emendamento Peluffo 4.2.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) osserva come l'emendamento a sua prima firma 4.3 sia complementare al precedente, pur ponendosi su un diverso piano, essendo volto al rafforzamento del monitoraggio degli effetti, considerato che il decreto-legge non contiene alcuni elementi fondamentali, quali sono gli indicatori di risultato e il deposito di relazioni periodiche in Parlamento.
La Commissione respinge l'emendamento Peluffo 4.3.
Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE) chiede di sottoscrivere l'emendamento Marattin 4.4.
La Commissione respinge l'emendamento Marattin 4.4.
Emma PAVANELLI (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 4.6, evidenzia come anche i gruppi di Lega e Forza Italia abbiano presentato – ma poi ritirato – proposte emendative di identico tenore. Si dichiara pertanto delusa da tali ritiri, dal momento che gli identici emendamenti in questione erano stati oggetto di una specifica richiesta – a costo zero per lo Stato – da parte della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, volta al sostegno delle aggregazioni di imprese, attraverso la promozione di accordi per l'accesso alla garanzia GSE-SACE.
Chiede quindi al rappresentante del Governo di fornire le motivazioni tecniche alla base del parere contrario da lui espresso, evidenziando come le opposizioni prenderebbero atto di un eventuale problema tecnico ed eviterebbero, nel prossimo futuro, di presentare proposte emendative o interrogazioni parlamentari di identico o analogo contenuto. Ricordando poi la diversa prassi della precedente legislatura, lamenta l'assenza di confronto in Commissione – a causa dei silenzi di maggioranza e Governo – soprattutto in considerazione della postura non ostruzionistica delle opposizioni e della preannunciata posizione della questione di fiducia sul provvedimento, che Pag. 288non consentirà lo svolgimento di un adeguato dibattito in Assemblea.
Alberto PANDOLFO (PD-IDP), data la sussistenza di un problema reale e considerata la condivisione trasversale sui contenuti degli identici emendamenti Pavanelli 4.6, Steger 4.7, 4.8 a sua prima firma e Benzoni 4.10, chiede che ne sia disposto l'accantonamento. Tenuto poi conto che il 99 per cento del tessuto imprenditoriale italiano è costituito da piccole e medie imprese, osserva come l'esclusione di un'aggregazione tra PMI nei termini richiesti dalle proposte emendative in discussione finisca per avere natura discriminatoria nei loro confronti, favorendo i grandi gruppi industriali.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO evidenzia come gli identici emendamenti Pavanelli 4.6, Steger 4.7, Pandolfo 4.8 e Benzoni 4.10 introducano un requisito non chiaro e di natura potenzialmente discriminatoria, con il rischio oltretutto di generare una turbativa del mercato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Pavanelli 4.6, Steger 4.7, Pandolfo 4.8 e Benzoni 4.10, gli identici emendamenti Benzoni 4.13, Steger 4.14 e Peluffo 4.15 e gli emendamenti L'Abbate 4.16 e Pavanelli 4.19.
Fabrizio BENZONI (AZ-PER-RE) chiede di sottoscrivere l'emendamento Del Barba 4.21.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Del Barba 4.21, nonché gli identici emendamenti Pavanelli 4.23, Ghirra 4.24 e Peluffo 4.25, l'emendamento Peluffo 4.26, gli identici emendamenti Benzoni 4.28, Steger 4.30 e Peluffo 4.31, gli emendamenti Peluffo 4.33 e 4.34 e l'articolo aggiuntivo Simiani 4.011.
Emma PAVANELLI (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 4.012, che mira a favorire l'accesso delle piccole e medie imprese alla contrattazione di lungo termine della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, senza oneri per lo Stato, evidenzia come sia stato condiviso anche dal gruppo di Noi Moderati – che, tuttavia, ha poi ritirato l'articolo aggiuntivo Cavo 4.013 – al fine di sostenere, in modo concreto, la competitività delle PMI, ancora più in difficoltà in questo periodo particolarmente complesso da un punto di vista geopolitico ed economico.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Pavanelli 4.012 e Gnassi 4.017.
Enrico CAPPELLETTI (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 4.018, teso a mitigare l'emergenza energetica dovuta all'aumento dei costi dell'energia, sottolinea come le disposizioni del decreto-legge non offrano una soluzione strutturale – o nel senso di un efficientamento energetico, o nel senso di un ricorso a fonti energetiche più economiche – al problema dei costi delle bollette, così lasciando irrisolte le criticità che la classe media si trova a dover affrontare.
In questo contesto, fa presente che la proposta emendativa a sua prima firma dispone l'istituzione di un apposito fondo di garanzia per la realizzazione di comunità energetiche rinnovabili. Osserva infatti come tali comunità incontrino serie difficoltà nell'accesso al credito, ma meritino di essere sostenute – oltretutto attraverso uno stanziamento di risorse non particolarmente ingente – per favorire il perseguimento dei suddetti obiettivi.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Cappelletti 4.018, Iaria 4.019, Pavanelli 4.020 e gli identici articoli aggiuntivi Steger 4.021 e Gnassi 4.022.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, secondo quanto concordato nell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, rinvia il seguito dell'esame alla seduta prevista al termine delle votazioni pomeridiane in Assemblea.
La seduta termina alle 16.10.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 25 marzo 2026.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14 alle 14.05
SEDE REFERENTE
Mercoledì 25 marzo 2026. — Presidenza del presidente Alberto Luigi GUSMEROLI. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro.
La seduta comincia alle 18.30.
DL 21/2026: Misure urgenti per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico.
C. 2809 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta odierna.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dà conto delle sostituzioni e avverte che sono state ritirate le seguenti proposte emendative: Zinzi 1.05, Andreuzza 6.19, Andreuzza 6.20, Andreuzza 6.28, Andreuzza 6.31, Andreuzza 7.5, Di Mattina 7.7, Andreuzza 7.11 Andreuzza, 7.12, Andreuzza 7.16, Andreuzza 7.22, Andreuzza 7.24, Barabotti 7.25, Di Mattina 7.27, Andreuzza 7.28, Andreuzza 7.33, Barabotti 7.37, Andreuzza 7.39, Gusmeroli 7.41, Gusmeroli 7.44, Barabotti 7.51, Di Mattina 7.07, Barabotti 7.59, Gusmeroli 7.011, Barabotti 8.10, Andreuzza 8.11, Gusmeroli 8.19, Andreuzza 9.2, Andreuzza 9.7, De Bertoldi 11.7, Andreuzza 11.11, Andreuzza 11.13 e Comaroli 11.07.
Comunica che è pervenuto il parere favorevole della Commissione Bilancio, con una condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione che è in distribuzione.
Avverte che i Relatori hanno presentato la proposta emendativa 3.100, che è in distribuzione, volta a recepire tale condizione.
Chiede al Governo di esprimere il parere sull'emendamento 3.100 dei Relatori che recepisce la condizione della Commissione Bilancio.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO esprime parere favorevole sull'emendamento dei Relatori 3.100.
La Commissione approva l'emendamento dei Relatori 3.100 (vedi allegato 2).
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, invita i relatori ed il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative relative all'articolo 5.
Luca TOCCALINI (LEGA), relatore, anche a nome dell'altro relatore, on. Zucconi, propone l'accantonamento di tutte le proposte emendative relative all'articolo 5.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO esprime parere conforme a quello dei relatori.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento di tutte le proposte emendative relative all'articolo 5.
Emma PAVANELLI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede chiarimenti circa il prosieguo dei lavori della Commissione nella giornata odierna.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, comunica che i lavori della Commissione proseguiranno fino alle ore 19.15 della giornata odierna, per poi riprendere nella giornata di domani come concordato nell'ultima riunione dell'ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.Pag. 290
Invita, quindi, i relatori ed il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative relative all'articolo 6.
Riccardo ZUCCONI (FDI), relatore, anche a nome dell'altro relatore, on. Toccalini, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Pavanelli 6.1 e Ghirra 6.2, sugli emendamenti Peluffo 6.3 e 6.4, nonché sugli identici emendamenti Cappelletti 6.5, Peluffo 6.6 e Ghirra 6.7. Esprime altresì parere contrario sugli emendamenti Bonetti 6.8 e Peluffo 6.9, mentre propone l'accantonamento dell'emendamento Peluffo 6.10. Esprime parere contrario sugli emendamenti Peluffo 6.11, Simiani 6.12, Cappelletti 6.13, Peluffo 6.14 e 6.15, mentre propone l'accantonamento degli identici emendamenti Andreuzza 6.16, Casasco 6.17 e Pandolfo 6.18. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Davide Bergamini 6.21, Benzoni 6.22, Peluffo 6.23 e Steger 6.24, nonché sugli emendamenti Cappelletti 6.25 e 6.26, Peluffo 6.27. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Deborah Bergamini 6.29 e Pandolfo 6.30 e sugli identici emendamenti Cappelletti 6.32 e Evi 6.33, nonché sugli identici emendamenti Del Barba 6.34 e Boscaini 6.36. Esprime parere contrario sugli emendamenti Cappelletti 6.37, Marattin 6.38, nonché sugli articoli aggiuntivi Peluffo 6.01 e 6.07, mentre propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Peluffo 6.02.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO esprime parere conforme a quello dei relatori.
Davide BERGAMINI (FI-PPE), annuncia il ritiro di tutte le proposte emendative presentate dai membri del suo gruppo sulle quali i relatori esprimono un invito al ritiro ovvero parere contrario.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Pavanelli 6.1 e Ghirra 6.2.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 6.3, fa preliminarmente presente come l'articolo 6 costituisca il cuore politico e tecnico del provvedimento in esame trattando del delicato meccanismo degli ETS. Nel merito, rileva come dall'articolo in esame emergano non poche criticità, sottolineate tra l'altro da molti soggetti intervenuti nel corso dell'ampio ciclo di audizioni svolto. Individua tre nuclei principali di problematiche: la prima relativa al mancato intervento sul meccanismo del prezzo degli ETS; la seconda afferente al complesso sistema costruito dalla norma, non esente da contraddizioni interne; la terza collegata al rischio di andare incontro ad un evidente contrasto con la normativa europea di riferimento in materia di aiuti di Stato. Osserva come l'emendamento in esame intenda proporre un'architettura alternativa di intervento attraverso l'introduzione di un meccanismo di Contratto per Differenza inverso (CfD) per impianti marginali alimentati a gas naturale, in cui si tenta di intervenire a monte del meccanismo assicurando che il differenziale residuo venga restituito al sistema. Evidenziando la conformità alla normativa UE di tale meccanismo proposto, auspica che possa aprirsi in questa sede un confronto con il Governo incentrato sulle motivazioni sottese al parere contrario espresso.
Il sottosegretario di Stato Claudio BARBARO, nell'illustrare i motivi sottesi all'espressione del parere contrario, fa presente che il meccanismo proposto non è attuabile in quanto interferisce direttamente con la formazione del prezzo marginale nel mercato elettrico, introducendo un CfD inverso solo per i CCGT marginali, violando il Regolamento (UE) 2019/943, alterando il merit order e distorcendo i flussi nei mercati accoppiati.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP), nel ringraziare il sottosegretario per la risposta, esprime stupore per le motivazioni addotte. Evidenzia come in realtà l'incongruità con la normativa europea si realizzerebbe attuando la stessa norma contenuta nell'articolo 6 del provvedimento in esame.
La Commissione respinge l'emendamento Peluffo 6.3.
Pag. 291Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 6.4 osserva che la disposizione governativa introduce un meccanismo di compensazione dei costi EU ETS sostenuti dagli impianti a gas, con recupero degli importi mediante componente tariffaria in bolletta che presenta criticità rilevanti. L'emendamento propone la soppressione dell'articolo 6 e la sua sostituzione con un meccanismo di stabilizzazione anticiclica simmetrica (articolo 6-bis), attivabile solo in presenza di shock oggettivi e subordinato all'autorizzazione della Commissione europea. Ritiene che ciò possa attenuare il picco dei prezzi nei momenti di crisi e quindi intervenire non solo in modo emergenziale. Chiede al rappresentante del Governo di spiegare i motivi del parere contrario espresso.
Il sottosegretario Claudio BARBARO replica richiamando quanto già riferito in merito all'emendamento Peluffo 6.3, testé esaminato e respinto dalla Commissione.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) replicando all'intervento del rappresentante del Governo ringrazia per lo sforzo di approfondimento del dibattito ma si duole che di fronte a meccanismi di stabilizzazione diversi tra di loro la motivazione contraria dell'Esecutivo sia la stessa. Invita quindi il Governo a scegliere con maggiore accuratezza le motivazioni tecniche cui ricorre.
La Commissione respinge l'emendamento Peluffo 6.4.
Enrico CAPPELLETTI (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 6.5, identico agli emendamenti Peluffo 6.6 e Ghirra 6.7, ritiene che sia opportuno domandarsi se le ETS debbano essere considerate dalle aziende un costo ovvero un'opportunità. Ritiene che dovrebbero essere intese come un'opportunità se queste venissero interamente spese per supportare i settori coinvolti nella decarbonizzazione e nel passaggio a tecnologie pulite. In tal modo, infatti, si darebbe una maggiore possibilità alle aziende di realizzare una transizione che le renderebbe anche più competitive oltre che a perseguire pienamente le generali finalità di decarbonizzazione che il Paese si è date. Evidenzia che l'emendamento all'esame corregge due storture: da un lato, l'aumento dei prezzi dell'elettricità sugli utenti finali ponendo un ulteriore ostacolo alla elettrificazione; dall'altro il fatto che le risorse che lo Stato ricava da ETS non vengano interamente spese per supportare i settori coinvolti nella decarbonizzazione e nel passaggio a tecnologie pulite. In conclusione evidenzia che con quanto proposto si rafforzano gli strumenti volti a decarbonizzare e si caricano maggiormente i costi su chi produce energia da fonti fossili.
Emma PAVANELLI (M5S), intervenendo sull'emendamento Cappelletti 6.5 di cui è cofirmataria, sottolinea che la parte del decreto-legge che riguarda le ETS è molto debole perché le istituzioni europee hanno già fatto capire che il dibattito su di loro non si farà nel senso che sembra adombrare il predetto decreto. È dell'avviso che sia necessario attuare le vere finalità che stanno alla base delle ETS e quindi rafforzare strumenti di decarbonizzazione piuttosto che puntare ad utilizzarne i proventi per coprire buchi di bilancio. Conclude segnalando, peraltro, come anche la grande maggioranza dei soggetti ascoltati nel corso delle audizioni svolte è dell'opinione che il decreto non riuscirà a ridurre il costo in bolletta.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Cappelletti 6.5, Peluffo 6.6 e Ghirra 6.7 nonché gli emendamenti Bonetti 6.8, Peluffo 6.9 e 6.11, e Simiani 6.12.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamento Peluffo 6.10.
Antonio FERRARA (M5S) illustra l'emendamento Cappelletti 6.13, di cui è cofirmatario, segnalando che esso propone di eliminare quelle forme che indeboliscono il Pag. 292sistema ETS e le sue finalità, con evidenti ricadute negative per cittadini e imprese. Ritiene che il provvedimento all'esame provochi sulla predetta tematica storture e criticità che vanno corrette, non escludendosi, peraltro, che possano essere generati effetti convenienti per i consumi all'estero invece che nel Paese, pagati però dall'Italia. Sottolinea che l'emendamento mira ad abolire un meccanismo iniquo e inefficiente.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cappelletti 6.13, Peluffo 6.14 e 6.15.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Andreuzza 6.16, Casasco 6.17 e Pandolfo 6.18.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Benzoni 6.22, Peluffo 6.23 e Steger 6.24 nonché gli emendamenti Cappelletti 6.25 e 6.26.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) illustra l'emendamento a sua prima firma 6.27 che affronta un nodo fondamentale del sistema ETS che in base alle previsioni del testo all'esame provoca distorsioni. L'emendamento introduce un disaccoppiamento contabile della componente CO2 nella formazione del prezzo marginale del mercato elettrico, restando coerente con gli obblighi del sistema EU ETS.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Peluffo 6.27, Pandolfo 6.30 nonché gli identici emendamenti Cappelletti 6.32 e Evi 6.33.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, avverte che il deputato Benzoni ha sottoscritto gli emendamenti Del Barba 6.34 e Marattin 6.38.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Del Barba 6.34, Cappelletti 6.37, Marattin 6.38 nonché l'articolo aggiuntivo Peluffo 6.01.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo a sua prima firma 6.07, evidenzia che esso propone una discussione sul sistema ETS ponendola al suo giusto livello, cioè al livello di Unione europea. Quindi si propone la promozione di un meccanismo di livello europeo che garantisca prevedibilità a chi vuole e deve investire, considerando che qualunque intervento al solo livello nazionale, ritiene, risulta inefficace e distorsivo. Chiede al rappresentante del Governo di spiegare i motivi del parere contrario espresso.
Il sottosegretario Claudio BARBARO osservando che la proposta emendativa impegna il Governo a promuovere in sede UE il «Carbon Adjustment Corridor» per calmierare l'impatto della volatilità dei prezzi della CO2 sulle tariffe elettriche fa presente che in tal modo si anticipa la negoziazione in merito alla revisione della Direttiva ETS.
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD-IDP) osserva che con la motivazione testé addotta risulta ancor più opportuno che il Governo accolga l'emendamento.
La Commissione respinge l'emendamento Peluffo 6.07.
Alberto Luigi GUSMEROLI, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata per la giornata di domani.
La seduta termina alle 19.15.