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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 14 aprile 2026
661.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giustizia (II)
COMUNICATO

TESTO AGGIORNATO AL 16 APRILE 2026

Pag. 17

AUDIZIONI INFORMALI

  Martedì 14 aprile 2026. — Presidenza del vicepresidente Enrico COSTA.

Audizione informale di Stefano Pizzicannella, coordinatore dell'ufficio per le politiche contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché inviato speciale sui temi della tratta di esseri umani, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1712, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (Atto n. 386).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 11.30 alle 11.45.

Audizione informale di rappresentanti di Save The Children, ActionAid, Mediterranea Saving Humans, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), ed Esperte/i Contro Sfruttamento e Tratta (EcST), nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1712, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (Atto n. 386).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 11.45 alle 12.35.

Audizione informale di Paola Di Nicola Travaglini, giudice della Corte Suprema di Cassazione, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1712, che modifica la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (Atto n. 386).

  L'audizione informale è stata svolta dalle 12.35 alle 12.50.

COMITATO DEI NOVE

  Martedì 14 aprile 2026.

Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani.
Emendamenti C. 2721 Governo, approvato dal Senato, e C. 1619 Carloni.

  Il Comitato si è riunito dalle 14.05 alle 14.10.

SEDE REFERENTE

  Martedì 14 aprile 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il Vice Ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 21.25.

Disposizioni per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata.
C. 2696 Colosimo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 9 aprile 2026.

  Ciro MASCHIO, presidente, ricorda che la discussione generale del provvedimento in Assemblea è prevista il 27 aprile. Rammenta inoltre che sulle proposte emendative la relatrice ha espresso i pareri di competenza e il rappresentante del Governo ha espresso, a sua volta, parere conforme a quello della relatrice, riservandosi tuttavia di esprimersi sulle proposte emendative riferite agli articoli 6, 7 e 12, che sono quindi accantonate. Ricorda altresì che risulta accantonato l'emendamento Matone 1.2 e che la relatrice ha proposto una riformulazione in identico testo – già pubblicata – degli emendamenti Gianassi 4.1 e D'Orso 4.5 che sono accantonati, così come l'emendamento D'Orso 4.2.

  Maria Carolina VARCHI (FDI), relatrice, comunica la presentazione delle proposte emendative 1.7, 3.5, 5.3, 7.3, 7.01 e 8.1 (vedi allegato n. 1), nonché la presentazione di Pag. 18una proposta di riformulazione dell'emendamento Ascari 6.1 (vedi allegato n. 2).
  Pertanto, a seguito della presentazione dell'emendamento 1.7, di cui raccomanda l'approvazione, formula invito al ritiro, esprimendo altresì parere contrario, dell'emendamento Matone 1.2, precedentemente accantonato. Ribadisce il parere favorevole sugli emendamenti Gianassi 4.1 e D'Orso 4.5, ove riformulati in identico testo, già pubblicato in allegato al resoconto della seduta della Commissione dell'11 marzo 2026. Formula quindi invito al ritiro, esprimendo altresì parere contrario, dell'emendamento D'Orso 4.2, assorbito dalla predetta riformulazione.
  Con riguardo all'emendamento 5.3, interamente sostitutivo dell'articolo 5 del provvedimento in esame, di cui raccomanda l'approvazione, precisa che, da un lato, esso recepisce l'emendamento Gianassi 5.1. già approvato dalla Commissione. Dall'altro lato, l'emendamento sostituisce una disciplina relativa alle procedure d'urgenza che era stata inserita con l'approvazione dell'emendamento 5.2. della relatrice ma che ritiene più opportuno disciplinare con la diversa soluzione normativa contenuta dal comma 7 dell'articolo 5 come introdotto dall'emendamento testé presentato.
  A seguito della proposta di riformulazione dell'emendamento Ascari 6.1., a parziale rettifica dei pareri precedentemente espressi, formula invito al ritiro, esprimendo altresì parere contrario, degli emendamenti Gianassi 6.2., Ascari 6.3 e D'Orso 6.4 precedentemente accantonati.
  A seguito della presentazione dell'emendamento della relatrice 7.3, di cui raccomanda l'approvazione, a parziale rettifica dei pareri precedentemente espressi, formula invito al ritiro, esprimendo altresì parere contrario, degli emendamenti Gianassi 7.1 e D'Orso 7.2, precedentemente accantonati.
  Raccomanda all'approvazione dell'articolo aggiuntivo 7.01 e dell'emendamento 8.1 della relatrice.
  Ribadisce l'invito al ritiro dell'emendamento D'Orso 12.01, precedentemente accantonato e il parere favorevole sull'emendamento Gianassi Tit.1. Esprime quindi invito al ritiro dell'emendamento Ascari Tit.2.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO esprime parere conforme a quello della relatrice.

  Valentina D'ORSO (M5S) chiede un termine congruo per la presentazione di subemendamenti.

  Maria Carolina VARCHI (FDI), relatrice, invita la presidenza a considerare la necessità a mettere la Commissione nelle condizioni di procedere alle votazioni già nella seduta pomeridiana di domani.

  Ciro MASCHIO, presidente, con riguardo agli emendamenti e articoli aggiuntivi della relatrice, fissa il termine per la presentazione di subemendamenti a domani, mercoledì 15 aprile, alle ore 12.30, assicurando comunque ai colleghi che valuterà eventuali esigenza di ampliamento del termine che gli fossero manifestate nella mattinata di domani.
  Con riguardo all'emendamento 5.3 della relatrice, evidenzia come la stessa relatrice abbia chiarito le ragioni per le quali ritiene opportuno proporre di eliminare un inciso e un comma dell'articolo 7 introdotti mediante l'approvazione dell'emendamento 5.2 della medesima relatrice. Rileva come la fase attuale dei lavori, che devono essere connotati sempre da un'opportuna flessibilità, sia idonea alla Commissione per procedere in tal senso.
  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense.
C. 2629 Governo, C. 594 D'Orso, C.735 Gribaudo, C. 751 D'Orso, C. 867 Calderone, C. 2432 Pittalis, C. 2633 Dori e petizione n. 84.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 9 aprile 2026.

Pag. 19

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda che nella seduta dell'11 marzo sono stati espressi i pareri dei relatori e del rappresentante del Governo sulle proposte emendative da esaminare.
  Fa presente, inoltre, che per gli emendamenti Serracchiani 2.31, Matone 2.32 e gli identici emendamenti Romano 2.33 e Raimondo 2.34, che restano accantonati, è già stata pubblicata una proposta di riformulazione in identico testo.
  Avverte altresì che è stato presentato l'emendamento 2.152 dei relatori (vedi allegato n. 3).

  Marta SCHIFONE (FDI), relatrice, illustrando l'emendamento 2.152 dei relatori, evidenzia che esso reca una modifica di coordinamento, volta a inserire uno specifico principio e criterio direttivo affinché il Governo nell'esercizio della delega preveda l'obbligo di istituire Comitati pari opportunità degli avvocati presso gli ordini circondariali. Nonostante, infatti, tali comitati siano menzionati in più luoghi del disegno di legge, manca nell'articolato un criterio di delega specificamente dedicato alla loro istituzione. L'emendamento chiarisce inoltre che il comitato circondariale è eletto con le modalità stabilite con regolamento del Consiglio nazionale forense, che ne disciplina altresì il funzionamento e le forme di finanziamento.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, con riguardo all'emendamento 2.152 dei relatori, fissa il termine per la presentazione di subemendamenti a domani, mercoledì 15 aprile, alle ore 12.30. Fa, inoltre, presente che nella seduta del 1° aprile sono state accantonate le proposte emendative a prima firma della deputata D'Orso, fino all'emendamento 2.56 compreso, su richiesta della collega, impossibilitata a partecipare alla seduta. Ricorda inoltre che è stato esaminato, da ultimo, l'emendamento Perantoni 2.58.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.59, chiarisce che esso è volto ad assicurare, in linea con quanto emerso nel ciclo di audizioni, che l'archivio centrale telematico delle decisioni disciplinari e delle decisioni su iscrizioni e cancellazioni sia organizzato in due sezioni: una prima sezione, nella quale le massime siano anonimizzate e rese pubbliche, così che tanto gli avvocati quanto i loro clienti possano informarsi sugli orientamenti che si formano in materia di illeciti professionali; e una seconda sezione in cui siano pubblicate le decisioni integrali, il cui accesso sia riservato solamente ai consigli dell'ordine, ai consigli distrettuali di disciplina, al Consiglio nazionale forense e alla Cassa di previdenza e assistenza forense.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.59.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.60, evidenzia l'opportunità che la delega preveda l'istituzione di un'apposita sezione giurisdizionale del Consiglio nazionale forense, competente in materia disciplinare. Ciò al fine di garantire un giusto procedimento in materia di iscrizione e cancellazione di fronte al Consiglio nazionale forense e di tenere distinte le competenze di tipo giurisdizionale da quelle di natura strettamente amministrativa.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.60.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.61, ritiene che esso sia particolarmente opportuno in ragione del fatto che il Governo abbia deciso di non prorogare ulteriormente la norma che in via transitoria prevedeva l'accesso all'albo dei cassazionisti attraverso il mero requisito di anzianità continuativa di iscrizione all'albo professionale. Chiede chiarimenti al Governo sulle motivazioni che hanno portato ad esprimere un parere contrario sull'emendamento in esame, che riproduce i requisiti previsti dalla disciplina sin qui in vigore. Si domanda quindi se tale atteggiamento del Governo sottintenda la volontà di innovare le modalità di accesso all'albo dei cassazionisti. Pertanto chiede che venga valutato Pag. 20l'accantonamento dell'emendamento in esame.

  Debora SERRACCHIANI (PD-IDP) si associa alla richiesta della collega D'Orso e sollecita il rappresentante del Governo a esplicitare le motivazioni della contrarietà a questo emendamento, che pone un rimedio ad una lacuna normativa che ha suscitato molta preoccupazione tra gli avvocati.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, preso atto che anche gli altri relatori e il rappresentante del Governo non accedono alla richiesta di accantonamento dell'emendamento D'Orso 2.61, lo pone in votazione.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.61.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento D'Orso 2.62.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) intervenendo sull'emendamento 2.63 a sua prima firma, evidenzia che si tratta di un emendamento connesso ad altre proposte emendative che prevedono la possibilità di esercizio della professione forense in qualità di lavoratore dipendente. Chiede quindi l'accantonamento dell'emendamento, auspicando un supplemento di riflessione da parte del Governo e dei relatori, in ragione della rilevanza della questione affrontata.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, preso atto che anche gli altri relatori e il rappresentante del Governo accedono alla richiesta testé formulata dal collega Gianassi, ne dispone l'accantonamento dell'emendamento Gianassi 2.63.

  Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 2.64 a sua prima firma, evidenzia che si tratta di un emendamento puntuale e di coordinamento, volto a esplicitare che l'esercizio della professione di avvocato è incompatibile, oltre che con quella di notaio, anche con il ruolo di magistrato di carriera o di uditore.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.64

  Federico GIANASSI (PD-IDP), intervenendo sull'emendamento 2.65 a sua prima firma, che verte ugualmente in tema di incompatibilità con l'esercizio della professione forense, chiarisce che esso è volto ad estendere il regime di incompatibilità, oltre alle già previste attività di lavoro autonomo di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale, anche a quelle di carattere sportivo.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.65

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, ricorda l'accantonamento degli emendamenti Tremaglia 2.66 e Bellomo 2.67.

  La Commissione approva gli identici emendamenti Perantoni 2.68 e Gianassi 2.69 (vedi allegato n. 4).

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Gianassi 2.70

  Valentina D'ORSO (M5S) intervenendo sull'emendamento Ascari 2.71, evidenzia come esso sia volto a circoscrivere il potere di vigilanza del Consiglio dell'ordine degli avvocati sul solo assolvimento degli obblighi formativi degli iscritti e non, più in generale, come attualmente previsto dall'articolato in esame, «sulla condotta» di questi ultimi, in ragione del fatto che le valutazioni disciplinari sono di esclusiva competenza dei consigli di disciplina.

  La Commissione respinge l'emendamento Ascari 2.71.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Gianassi 2.72.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento Perantoni 2.73, volto a eliminarePag. 21 la possibilità per gli ordini circondariali forensi di imporre ulteriori contributi ordinari e straordinari a carico degli iscritti.
  Sottolinea, infatti, come sia assolutamente inopportuno gravare gli avvocati di contributi ulteriori rispetto a quello annuale di iscrizione, peraltro già molto oneroso. Non si può poi non considerare che molti professionisti faticano ad affrontare anche le ingenti spese connesse all'esercizio della professione.
  Oltre a ciò, evidenzia l'ambiguità del riferimento agli «ulteriori contributi ordinari» diversi da quello di iscrizione, non essendo affatto chiaro quali essi possano essere. Un'ambiguità che, a suo avviso, rischia di configurare una forma di delegazione «in bianco».

  La Commissione respinge l'emendamento Perantoni 2.73.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento D'Orso 2.75.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento Ascari 2.74, avente ad oggetto il Comitato pari opportunità degli avvocati. Sottolinea dunque che tale proposta emendativa risulta ben più precisa e dettagliata di quella – dall'analogo contenuto – testé presentata dai relatori. Ciò è, a suo avviso, segno evidente che il proprio gruppo parlamentare ha da tempo cercato di colmare il vuoto attualmente presente nel disegno di legge in esame e non solo nelle ultime ore, come invece sembrano aver fatto i relatori.
  In proposito esprime rammarico per la presentazione stessa dell'emendamento dei relatori, dato che uno stesso risultato si sarebbe potuto raggiungere – con maggiore cortesia istituzionale – accogliendo l'emendamento in esame, anche previa eventuale riformulazione.

  La Commissione respinge l'emendamento Ascari 2.74.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, domanda alla presidenza se dalla reiezione dell'emendamento Ascari 2.74 possano derivare conseguenze sulla votazione dell'emendamento 2.152 dei relatori, considerati la comunanza dell'argomento trattato e il fatto che la Commissione abbia testé espresso su di esso il suo orientamento contrario alla sua introduzione nel provvedimento.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, evidenzia che la regola del ne bis in idem, richiamata dalla collega D'Orso si pone solo nelle ipotesi di votazione di emendamenti identici e che dalla reiezione degli emendamenti non deriva alcuna preclusione sulle successive votazioni.

  Il Vice Ministro Francesco Paolo SISTO, con riguardo al merito, evidenzia che l'orientamento negativo è stato dettato principalmente dalla considerazione che nell'ambito di una delega legislativa, è sempre preferibile una legislazione basata su principi e criteri direttivi piuttosto che una formulazione eccessivamente dettagliata.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento degli emendamenti Gianassi 2.76, Perantoni 2.77, Lucaselli 2.78 e Morrone 2.79.

  Valentina D'ORSO (M5S), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.80, evidenzia che esso si pone a tutela dell'onorabilità dei membri di un organo così importante, estendendo la tipologia dei reati che ne precludono l'accesso anche a quelli contro la pubblica amministrazione, nonché estendendo tale preclusione anche ai casi di condanne non definitive di reati dolosi.
  Ritiene che tale proposta sia coerente con la previsione attuale che richiede che i candidati siano di «condotta specchiata».

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.80.

Pag. 22

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento degli emendamenti Gianassi 2.81 e D'Orso 2.82. Prende atto che l'emendamento Matone 2.83 è ritirato dai presentatori.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.84, evidenziandone la natura di mero coordinamento.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.84.

  Valentina D'ORSO (M5S) chiede che sia accantonato l'emendamento Perantoni 2.85.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, ne dispone l'accantonamento.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.86, illustrandone il contenuto e sottolineando come si tratti di una disciplina di dettaglio particolarmente opportuna.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.86.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.87, di mero coordinamento con le altre proposte emendative presentate dal suo gruppo.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.87.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento dell'emendamento Gianassi 2.88; quindi prende atto che l'emendamento Matone 2.89 è ritirato dai presentatori.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.90, evidenziando che anche in questo caso si affronta il tema dell'anzianità continuativa di iscrizione all'albo già trattata dall'emendamento a sua prima firma 2.61, testé esaminato dalla Commissione.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.90.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, concordi gli altri relatori e il rappresentante del Governo, dispone l'accantonamento degli emendamenti D'Orso 2.91 e 2.92, Gianassi 2.93, Matone 2.94, Palombi 2.95 e Romano 2.96.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sull'emendamento D'Orso 2.97, volto ad allineare i requisiti richiesti ai candidati al Consiglio nazionale forense con quelli dei candidati agli ordini circondariali.

  La Commissione respinge l'emendamento D'Orso 2.97.

  Valentina D'ORSO (M5S) interviene sugli emendamenti Perantoni 2.98, D'Orso 2.99, 2.100 e 2.101, evidenziando che essi sono tutti connessi alla medesima ratio di definire l'organizzazione interna del Consiglio nazionale forense e l'assegnazione a ciascuna sezione dei consiglieri.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Perantoni 2.98 e D'Orso 2.99, 2.100 e 2.101.

  Federico GIANASSI (PD-IDP) interviene sull'emendamento a sua prima firma 2.103, segnalando come esso sia animato dallo spirito di favorire l'interlocuzione tra le diverse componenti dell'organizzazione giudiziaria, piuttosto che acuirne le contrapposizioni come spesso si propone di fare questo Governo.

  La Commissione respinge l'emendamento Gianassi 2.103.

  Ciro MASCHIO, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire, rinviaPag. 23 quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 22.25.

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 14 aprile 2026. — Presidenza del presidente Ciro MASCHIO. – Interviene il Vice Ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto.

  La seduta comincia alle 22.25.

Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo di partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall'altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016; b) Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l'Unione europea e i suoi Stati membri, dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune.
C. 676.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Paolo PULCIANI (FDI), relatore, rammenta, in via generale, che il Canada è uno dei partner più antichi e più stretti dell'Unione europea. La collaborazione tra l'Unione europea e il Canada, basata su valori condivisi, su una lunga storia di stretta cooperazione e forti legami interpersonali, è stata notevolmente rafforzata negli ultimi anni.
  L'Unione europea e il Canada, infatti, collaborano strettamente su questioni globali, quali l'ambiente, i cambiamenti climatici, la sicurezza energetica e la stabilità regionale ed operano in stretta collaborazione nell'ambito del G7 e del G20. Inoltre, il Canada contribuisce altresì alle missioni nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea.
  Il disegno di legge di ratifica riguarda due diversi accordi:

   a) Accordo di partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall'altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016 (APS);

   b) Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l'Unione europea e i suoi Stati membri, dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune (CETA).

  Il primo è entrato in vigore, in via provvisoria, il 1° aprile 2017, limitatamente ai capitoli che riguardano materie di competenza esclusiva dell'Unione europea. L'applicazione in via definitiva avverrà, invece, dopo la ratifica da parte dei Parlamenti nazionali dei Paesi UE e consentirà l'attuazione anche delle disposizioni che ricadono sotto le competenze degli Stati membri.
  Ad oggi, tutti gli Stati membri dell'Unione – ad eccezione di Francia, Italia ed Irlanda – hanno provveduto a ratificare l'APS.
  L'APS si compone di 34 articoli, suddivisi in 7 titoli, e di 8 allegati relativi alle dichiarazioni unilaterali.
  Il Titolo I stabilisce i principi generali che sono alla base della cooperazione.
  Il Titolo II ribadisce il rispetto e la promozione dei principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
  Il Titolo III è dedicato alla pace e alla sicurezza internazionale ed al multilateralismo efficace.
  In particolare, ai sensi dell'articolo 5, le Parti affermano che i crimini più gravi riguardanti l'intera comunità internazionale non devono rimanere impuniti e pertanto collaborano per promuovere l'adesione allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale e a facilitarne l'attuazione nei Paesi parte.
  Ai sensi dell'articolo 6, le Parti cooperano altresì in tema di lotta al terrorismo: si riconosce, in particolare, che essa è una priorità condivisa e che deve essere condotta nel rispetto dello Stato di diritto, del Pag. 24diritto internazionale – in particolare della Carta delle Nazioni Unite e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza – dei diritti umani, della normativa internazionale sui rifugiati, del diritto umanitario e delle libertà fondamentali.
  Le Parti terranno consultazioni ad alto livello e contatti ad hoc per promuovere iniziative congiunte e meccanismi di collaborazione, tra cui scambi sugli elenchi di terroristi e sul contrasto all'estremismo violento. Coopereranno strettamente nel quadro del Forum globale antiterrorismo e attueranno le raccomandazioni internazionali del Gruppo di azione finanziaria per combattere il finanziamento del terrorismo.
  Nel Titolo IV si prevede l'impegno delle Parti al dialogo e alla cooperazione su questioni economiche globali, scambi e investimenti, energia, ambiente e cambiamenti climatici, occupazione ed affari sociali, benessere dei cittadini, ricerca, innovazione e tecnologia, cooperazione spaziale, gestione delle catastrofi e delle emergenze, cooperazione culturale e linguistica.
  Il Titolo V (articoli da 18 a 25) prevede impegni per le Parti in materia di cooperazione giudiziaria in ambito penale, civile e commerciale in materia di droghe, criminalità organizzata, corruzione, contraffazione, riciclaggio, finanziamento del terrorismo, criminalità informatica; nonché in materia di tutela dei dati personali.
  Per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria, le Parti si adoperano, in ambito penale, per rafforzare la collaborazione in materia di assistenza reciproca ed estradizione, e, in ambito civile e commerciale, per promuovere la negoziazione, la ratifica e l'attuazione di trattati multilaterali, incluse le convenzioni della Conferenza dell'Aja sul diritto internazionale privato in tema di cooperazione giudiziaria, di controversie internazionali e di protezione dei minori.
  Infine, il Titolo VI prevede l'intensificazione del dialogo e della consultazione tra le Parti per promuovere le loro relazioni in modo efficace ed applicare gli ambiti di cooperazione previsti dall'Accordo, mentre Il Titolo VII disciplina tempi e procedure per l'entrata in vigore e l'applicazione provvisoria dell'Accordo e le modalità di denuncia.
  Per quanto concerne l'Accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA), il testo è stato firmato in occasione del vertice UE-Canada del 30 ottobre 2016 e il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione nel febbraio 2017. L'applicazione provvisoria delle parti che rientrano nell'ambito di competenza esclusiva dell'Unione ha avuto inizio il 21 settembre 2017, ma il CETA sarà pienamente applicato dopo la ratifica da parte di tutti gli Stati membri: allo stato attuale risultano diciassette i Paesi membri che lo hanno ratificato.
  Il CETA si compone di 30 capi e 359 articoli, 17 allegati, 3 protocolli, 38 dichiarazioni unilaterali ed uno strumento interpretativo e prevede la più ampia liberalizzazione di linee tariffarie nella storia dei negoziati commerciali dell'UE, la liberalizzazione di importanti settori dell'economia tra cui i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici, nonché l'abbattimento delle barriere non tariffarie. Prevede inoltre la fissazione di standard ambientali e sociali.
  Per quanto attiene ai profili di interesse della Commissione Giustizia, rilevano in primo luogo le disposizioni contenute nel Capo VIII, che, agli articoli da 8.18 a 8.45, prevede una procedura di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati in materia di investimenti. In secondo luogo, si segnalano le disposizioni contenute nel Capo XX, relativo alla proprietà intellettuale.
  Gli obiettivi di tale ultimo Capo sono quelli di agevolare la produzione e la commercializzazione di prodotti innovativi e creativi e la prestazione di servizi tra le parti e raggiungere un livello adeguato ed efficace di tutela e di applicazione dei diritti di proprietà intellettuale.
  Per le decisioni relative alle controversie tra investitori e Stati in materia di investimenti – fatta salva la procedura volta alla composizione amichevole e alla mediazione di un soggetto nominato dalle parti – è costituito un apposito organo giurisdizionale (articolo 8.27 dell'Accordo), composto da 15 membri – di cui cinque cittadini di Pag. 25uno Stato UE, cinque del Canada e cinque di Paesi terzi – scelti tra soggetti che posseggono nel loro Paese le qualifiche per svolgere la funzione giurisdizionale, nonché un giudice di appello.
  Le sentenze sono vincolanti per le parti e sono eseguite a cura dello Stato competente per territorio secondo le sue procedure.
  La proposta di legge di ratifica si compone dei consueti quattro articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione. L'articolo 3 riguarda la clausola di invarianza finanziaria, mentre l'articolo 4 dispone in merito alla data di entrata in vigore della legge.

  Ciro MASCHIO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 22.30.